Posts Tagged ‘crisi di governo’

OGGI (IERI) NON AVREI VOTATO

6 aprile 2008

pesche piatte

Se si fosse votato oggi, io non avrei votato. Ho fatto una sacco di cose, ma non mi è capitato di passare di passare dalle parti del seggio. E anche se mi fosse capitato non avrei avuto con me il certificato elettorale, che non mi metto certo a cercare adesso, magari per averlo a portata di mano domani, che tanto quando passo davanti al seggio o mi dimentico oppure ho troppa fretta per fermarmi. Mi avrei astenuto, insomma.

Se ci penso, oggi (che poi per molti di voi è ieri, ma forse anche per me, dal momento che manca poco alla mezzanotte [siccome sono già tra parenteso ne apro un´altra {e anche un´altra, solo per segnalare che dovrebbero stare in ordine inverso} per parlar male di quelli che appena scocca l´ora delle streghe ti correggono dicendoti che domani è già oggi]), ho fatto un sacco di cose, e tutte queste erano più importanti che votare. Tutto quello che ho fatto oggi influenzerà la mia miserevole esistenza e magari anche quella degli altri, più di aver adempiuto al mio diritto-dovere di cittadino.

Ho fatto un po’ d´ordine in giro, selezionando tutta la roba da portare al centro di riciclaggio nella varie categorie, ho dato in´innaffiata generale, in attesa di poter gustare le succulente Wienerschnitzel della Iso. Dopodichè, insieme a Claudio sono andato da un altro nostro amico a prendere della piante di cachi e finalmente sono riuscito a farmi dare anche due alberelli di pesche piatte (sono buonissime, solo per la forma vale la pena d´assaggiarle). Una bella chiacchierata mista tra dialetto del Burgraviato e Laivesott (quest´ultima neanche è da considerare come lingua, è un modo di esprimersi dove a seconda dell´estro momentaneo si usano termini italiani o tedeschi, oppure inventati al momento innestando una lingua sull´altra).

Poi un giro al Luna Park con la primogenita, che per mia fortuna predilige le attrazioni più emotivamente stimolanti (i calcinculo, le atronavi dondolanti che girano vorticosamente e le montagne russe, che però in questo caso erano taroccate da un simulatore), evitando di annoiarmi con case degli spiriti e altre robette con emozioni preconfezionate.

Al ritorno ho anche piantato i cachi e le pesche piatte (se mi trovate voi l´immagine la metto), e chi aveva ancora voglia di andare a porre una crocetta sulla scheda elettorale? io no di certo, e se domenica prossima mi capita un´altra giornata così, che faccio?

 

SONIA O TERESA?

12 febbraio 2008

attaccapanni.jpg

Dal quotidiano Alto Adige riporto due lettere apparse in questi ultimi giorni a proposito di un tema da decenni all´ordine del giorno:

Care donne, è un errore
non indossare le gonne
   Alto Adige, lettere dei lettori, Sabato 9 Febbraio 

 Camminando per la strada giorni fa, ho potuto notare che quasi tutte le donne, compresa la sottoscritta, indossano i tanto pratici pantaloni. Mi chiedo che fine hanno fatto le gonne tanto femminili e che contraddistinguono la donna dall’uomo. Se la donna vuole imitare l’uomo attraverso l’abbigliamento, si sbaglia. I diritti e i doveri sono uguali per entrambi, sia in gonna che in pantaloni. E poi che fine hanno fatto i bei vestitini anni ’60 e ’70 per la donna? Io mi auguro che ricompaiano a rendere la donna più emancipata e femminile.
Teresa Marinelli BOLZANO

Da donna dico: meglio
indossare i pantaloni
        Alto Adige, lettere dei lettori, Domenica 10 Febbraio

 In merito alla lettera scritta da Teresa Marinelli vorrei sottolineare che non sno le gonne o i vestitini che ci distinguono dagli uomini nè tanto meno che ci fanno emancipare. Io personalmente non metto nè l’una nè l’altra da più di 10 anni ma non per sembrare un uomo ma perchè sono comodi e pratici e perchè no anche femminili. L’abbigliamento deve piacere alla donna non deve mettere qualcosa saolo per piacere all’uomo deve trovare piacere anche in sè stessa e se le donne si trovano meglio coi pantaloni perchè non metterli? Io dico W i pantaloni! (pensiamo ad anni addietro quando metterli era considerata una cosa vergognosa)…..
Sonia Ianeselli

Che dire, se non che da uomo, qualunque cosa si dica è inevitabilmente sbagliata, allo stesso modo degli interventi maschili sulla legge 194 (quella sull´aborto)?

Ma se si dovesse votare per l´una o per l´altra, chi scegliereste?


 

L´ENERGIA OSCURA, IL PETO DIVINO

31 gennaio 2008

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Insomma ci sono arrivati anche loro, meglio tardi che piuttosto. Studio internazionale coordinato dall’Inaf italiano conferma l’esistenza della forza misteriosa che guida la crescita dell’universo“.

Hanno “visto” l’energia oscura motore dell’espansione del cosmo, questo il titolo dell´articolo di Repubblica, in cui si spiega che uno studio dell´osservatorio di Brera dell´Inaf, osservando che le galassie si stanno allontanando tra loro con velocità crescente si è giunti alla conclusione che:

“O l’universo è pieno di una misteriosa energia oscura, che produce una forza repulsiva che contrasta quella gravitazionale della materia, oppure la teoria gravitazionale attuale non è valida e va modificata, aggiungendo ad esempio dimensioni ulteriori allo spazio”.

“Analizzando la velocità con cui la materia delle galassie si è aggregata nel corso del tempo, i ricercatori hanno dedotto che a governare l’intero processo sia stata l’energia oscura: questa misteriosa energia ha contribuito ad influenzare, cioè, la velocità con cui l’attrazione gravitazionale ha fatto aggregare la materia delle galassie.”

Non per farla sporca, ma a queste conclusioni c´ero arrivato prima io, in questo post, dove addirittura svelo anche l´origine di questa “energia oscura” e, particolare non secondario in un´Italia dove molto radicato è il credo cattolico e l´autorità del suo Supremo Pontefice, formulo una teoria che mette d´accordo scienza e religione, affermando che la creazione dell´universo è conseguenza di una scoreggia di Dio, che le galassie altro non sono che minuscoli tarzanelli che si stanno allontanando tra loro per via dell´enorme energia liberata dal peto supremo (big bang). Per saperne di più vi rimando alla lettura del post, se poi avrete anche la pazienza di confrontarlo con l´articolo di Repubblica ve ne sarei grato

ALMENO UN PICCOLO LUSSO, SIGNOR PRESIDENTE

26 gennaio 2008

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Restare senza governo è un lusso che l´Italia non può permettersi“, queste le ultime parole da premier di Prodi (sembra quasi uno scioglilingua) e subito vien da pensare che siamo proprio messi maluccio. Già abbiamo gli stipendi più bassi e l´energia più cara d´Europa, una scuola messa da cani e il Vaticano sempre a metter becco dappertutto, ma neanche questo piccolo lusso possiamo permetterci? che mai saranno sei mesi senza un governo legittimato dalle urne, che può fare tutti questi danni?

Se ben ricordo, l´ultimo governo “di transizione” lo fece Ciampi nel ‘93, durò più di un anno e nessun meteorite cadde sull´italico suolo, sono passati 15 anni, perchè non possiamo più permettercelo? mica si parla di anni, giusto un sei mesi per fare il referendum (dove tra l´altro sono più le persone che lo hanno firmato che gli elettori di Mastella), tenere l´ordinaria amministrazione e magari sciogliere le Camere il giorno prima che buona parte dei parlamentari maturino il diritto al vitalizio.

Sei mesi di pausa, senza gente che ogni giorno chiede elezioni anticipate e senza ricatti del tipo “o così o me ne vado“, al limite si fa qualche riformetta giusto sui regolamenti parlamentari, si da l´incarico a qualche superpartes Doc estraneo alla politica (e da scegliere ce n´è a bizzeffe, da Giovanni RanaMoggi e Simona Ventura, passando magari per Giorgio Moroder e Reinhold Messner, giusto per tirare l´acqua al mulino delle mie parti). O addirittura si ufficializzi la situazione e si dia l´incarico al Cardinal Ruini, dal momento che l´unità del parlamento la si è avuta solo quando si è trattato di non far pagare l´ICI alla Chiesa e quando ci si è rammaricati della mancata visita del Papa alla Sapienza.

Presidente Napolitano, lei ormai ha una certa età, se la prenda con calma e faccia tutte le consultazioni che ritiene opportune, magari abbondi pure con qualche giro in più, meglio sentire due volte la stessa cosa che tenersi il dubbio di aver capito male. Ci faccia rivivere le emozioni degli incarichi esplorativi e dei governi balneari, insomma ci lasci in pace sei mesi. Nel frattempo ci arrangiamo da soli, stia tranquillo

                                                        

LA PACIFICA INFLUENZA DI PRODI

23 gennaio 2008

Brutta bestia, l´influenza Pacifica, e pare che il peggio debba ancora venire, il picco è previsto per i prossimi giorni, casualmente proprio quelli in cui si decidono le sorti del governo Prodi, che non a caso si confessa ottimista per una soluzione positiva. D´altronde, se gli è andata bene finora, perchè porre limiti al culo (l´Italia è uno stato laico, non è corretto appellarsi alla Provvidenza)? potrebbe anche essere che questa pandemia gli portasse fortuna.

Brutta bestia davvero, l´influenza Pacifica. La prima che provoca allarmi non solo sanitari, ma anche sociali, da semplice e quasi consueto contrattempo invernale si è trasformata in un lusso non più alla portata di chiunque, si  parla di milioni di persone che non possono permettersela per il timore di perdere il lavoro, magari precario e con il contratto in scadenza, leggete qui.

Ma per fortuna il quadro non è del tutto negativo, c´è anche chi grazie a questo virus può pescare un jolly che gli permetterà di evitare lo spettro della disoccupazione e magari anche di portare a casa un congruo vitalizio sempre comodo per la vecchiaia e i tempi bui. Dali blog di Franco Bechis  apprendo che che ben 35 senatori del centrodestra perderebbero il diritto al vitalizio nel malaugurato caso di scioglimento della legislatura, e per loro l´influenza Pacifica potrebbe assumere un aspetto che ne giustificherebbe appieno il nome, è gente che ha una certa responsabilità, mica si può pretendere che votino la sfiducia al governo imbottiti di antibiotici e sedativi, se non peggio. Se venissero colti dal morbo, borsa dell´acqua calda, latte con la grappa e stare a letto finchè non passa.

Vediamo come va, le facce sono quelle della foto (per ingrandirla clicca qui) e i nomi stanno qui sotto. Se fossi un bucmeicher accetterei scommesse, ma un piccolo giochino si può anche fare:

INDICATE I CINQUE CHE SECONDO VOI SONO I PIÙ ESPOSTI AL CONTAGIO (va bene anche se li indicate in stile battaglia navale con A,B,C e D dall´alto in basso e i numeri dall´1 al 10)

 partendo dall’alto, da sinistra verso destra. Nella fila in alto: Vincenzo Barba (Fi), Tommaso Barbato (Udeur), Sergio Divina (Lnp), Sergio De Gregorio (Misto), Sandra Monacelli (Udc), Salvatore Ruggeri (Udc), Paolo Amato (Fi), Nicola Buccico (An), Nedo Lorenzo Poli (Udc), Michelino Davico (Lnp). Nella seconda fila. da sinistra verso destra: Mauro Libè (Udc), Massimo Fantola (Udc), Marcello De Angelis (An), Luigi Di Bartolomeo (Fi), Luca Marconi (Udc), Laura Allegrini (An), Giulio Marini (Fi), Giovanni Pistorio (Mpa), Giorgio Stracquadanio (Fi), Franco Malvano (Fi). Nella terza fila, sempre da sinistra verso destra: Francesco Pionati (Udc), Francesco Divella (An), Francesco Casoli (Fi), Filippo Piccone (Fi), Fedele Sancio (Fi), Dario Fruscio (Lnp), Claudio Fazzone (Fi), Cinzia Bonfrisco (Fi), Antonio Paravia (An), Antonella Rebuzzi (Fi). IN quarta e ultima fila, da sinistra: Andrea Augello (An), Andrea Fluttero (An), Albertino Gabana (Lnp), Achille Totaro (An) e Vincenzo Taddei (Fi)