Posts Tagged ‘Correntone Rossi’

SPOT ELETTORALE PER L’ELEZIONE AL SENATO

25 gennaio 2013

by Iso Wenders, a buon intenditor non si guarda in bocca

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ERAVAMO IN TREDICI

14 novembre 2008

Eravamo in tredici ieri sera a Laives (BZ) a vederci il concerto degli Ahleuchatistas, a me sono piaciuti tantissimo. Se qualcuno riesce ad ascoltare tutto il brano diventa automaticamente amico mio su feisbùc

SE VI PIACE, CHIAMATEMI ANSGARIO

5 ottobre 2008

Sotto un certo aspetto, io ho avuto un’infanzia, un’adolescenza e anche un pezzo dell’età adulta difficile. Nulla di grave, ma il vedere che tutti hanno un onomastico tranne te non viene certo in aiuto della tua autostima. Peggio che peggio,  ti vengono pure a dire che l’onomastico lo puoi festeggiare a Ognissanti, sai che goduria far festa il giorno in cui si portano i crisantemi al cimitero e che da un pò è anche il giorno dopo Alloùin

A togliermi dalle peste ci pensò il destino, solitamente cinico e baro ma a volte anche provvidenziale. Esso si presentò sotto forma di un ricovero ospedaliero nel dicembre del 1988, all’incirca gli stessi giorni in cui Stielike formulò il suo ancora non sufficientemente compreso “paradosso degli scalini variamente coincidenti”.

Niente di grave neanche quella volta lì, si trattava solo di un trauma acustico che mi ero procurato un po’ suonando il basso in un gruppo punk e un po’ lavorando con una sega circolare non ben limata. Comunque cinque giorni di flebo per riacquistare udito ed equilibrio mi ci son volute, ma per fortuna quella rimane per ora la mia ultima esperienza ospedaliera con ricovero annesso.

Ma fu proprio passeggiando senza costrutto alcuno nei lugubri corridoi del reparto otorino, che trovai un senso a ciò che mi stava succedendo. Aspettando che la Iso, incazzata come una jena col suo parrucchiere di fiducia per via di una permanente a la Gimi Hendrics, mi venisse a trovare portandomi pure le sigarette, mi cadde l’occhio su una stampa appesa alla parete che raccontava la storia di San Ansgario, Oscar tra parentesi.

Buono, adesso il Santo ce l’avevo pure io, fine delle frustrazioni e dei complessi d’inferiorità, impegnandomi un attimo e con un po’ di culo (un po’ tanto, almeno abbastanza da poterlo dar via). avrei potuto anche diventare una rockstar. Non è successo, ma è comunque andata bene, e forse anche per merito di quella stampa appesa alla parete.

Oggi, nell’era di Internet, ho scoperto anche che il mio onomastico cade il 3 febbraio, troppo freddo per poterlo far coincidere con la Festa della Ciavada Foresta, una delle innovazioni che il Partito per Tutti attuerà non appena conquistato il potere. Pazienza, la organizzeremo all’onomastico di qualcun altro

PERCHÈ LE DONNE NON BESTEMMIANO?

18 settembre 2007

 

Sarei quasi tentato di lasciare vuoto questo post, basterebbe il titolo. Infatti lo lascio vuoto, anche se mi sarebbe piaciuto raccontarvi di come a volte gente che conosco  usa la bestemmia come una sorta di punteggiatura verbale (virgole, punti esclamativi, punti e virgole, due punti, ogni segno ortografico trova la sua bestemmia corrispondente e questa può variare da persona a persona, anche se il dioccan al posto della virgola è un classico).

Ma quello che mi preme sapere è perchè la bestemmia (che non mi scandalizza, sia chiaro, è che dopo la quinta in un minuto annoia) sia  una abitudine quasi solo maschile, quasi mai si sentono donne che bestemmiano

Eppure, in fondo, per come è andato il mondo fino adesso, ad avercela con Dio dovrebbero essere sopratutto loro. O forse no?

PROVACI ANCORA, SAM (LUCA)

31 agosto 2007

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Come sempre, sono arrivato in ritardo. Più o meno come ai concerti, dove arrivo in tempo per i due ultimi pezzi e i bis. Luca Marcon ha tenuto un incontro pubblico dove avrebbe dovuto annunciare la sua candidatura a leader del partito democratico di Bolzano e provincia, e invece ha annunciato di voler rinunciare all´impresa a causa dell´eccessivo numero di firme necessarie (500 e passa) per poter essere ammesso.

Onestamente non me lo aspettavo, anche perchè che ci fosse questo ostacolo lo sapeva anche prima di annunciare alla stampa la sua intenzione di candidarsi, ma forse sperava in uno sconto o una modifica in extremis del regolamento, o qualche altra cosa.

Ha comunque intrattenuto gradevolmente i presenti ( non molti ma neanche pochi per una situazione del genere, una quindicina di persone, compreso lui, me, vince e Correntone Rossi che, tenendo fede al suo ruolo di leader dell´opposizione interna del Partito per Tutti, ha palesato una sospetta identità di vedute col Marcon).

Non che le prossime primarie del partito democratico avessero un gran fascino già di loro, ma senza almeno un candidato esterno ai partiti fondatori, il tutto si riduce ad una semplice conta degli azionisti. Luca ormai non può più farci niente, ma se io fossi tra i maggiorenti del nascente partito democratico una cosa la farei, eccola:

In nome del nobile motto di Voltaire (o era Stielike?), “disapprovo ciò che dici, ma darei la vita perchè tu lo possa esprimere“,  le firme a favore di Luca Marcon le raccoglierei io (non io io, io se fossi il PD, o anche uno degli altri candidati, una volta raggiunto il numero sufficiente per me).

Sarebbe un bellissimo gesto che riparerebbe l´ingiustizia dell´esorbitante numero di firme richieste,  porterebbe più gente (e più botte da 5 euro al colpo) al voto alle primarie e le renderebbe più credibili.

L´unico problema sarebbe il fatto che gliel´ho detto io

   

IL GURU (l´immagine nulla c´entra)

10 agosto 2007

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Ad eleggerlo suo guru è stato correntone Rossi, che poi questo diventasse il suo soprannome è una cosa venuta da sè. In effetti del guru lui ha tutto, a cominciare dall´aspetto fisico. Magro come un chiodo, capelli canuti radi ma lunghi, occhiali spessi e un volume di voce talmente sommesso da rendere estremamente ardua la comprensione del di lui verbo.

Ma, a parte tutto, un guru è sempre meglio averlo che non averlo, e così me se sono cercato uno anch´io, avendo ben cura di differenziarmi nella sua scelta il più possibile da correntone Rossi, specialmente per l´aspetto estetico, che alla fin fine è la cosa più importante di un guru.

La Guressa è stata la persona giusta al momento giusto, era proprio il contrario del Guru. Femmina dalle forme procaci e dalla capigliatura volubilmente variopinta, una parlantina sciolta ed efficace, insomma proprio quello che ci voleva, ma questa è solo una parentesi.

Come ho già scritto, del Guru ignoro quasi totalmente quali siano le idee e le opinioni, ma qualche giorno fa un SMS  mi avverte che il giornale locale, l´Alto Adige del 12.07.07, ha pubblicato una sua lettera. Se di persona comprendere il Guru mi è sempre risultato ostico, la carta stampata non ha migliorato di molto la situazione. Se qualcuno mi può dare una mano, di seguito riporto integralmente la lettera

  Lo scettro secolare
della medicina alternativa
 La Medicina Ufficiale sradica e prende lo scettro secolare della medicina alternativa. Così subisce una battuta d’arresto anche il desiderio di una sanità pubblica forte e onnicomprensiva.
La Medicina alternativa de-soverchia l’interrato sapere, il sommerso economico, aggiunge concorrenza sul mercato e rilancia un settore merceologico vasto, inserendosi nella liberalizzazione, estrapolando l’ideologia egemone manageriali che bonifica e ripulisce il territorio dal marasma di presunte scientificità di dottor e quant’altro.
 Si adopera per la salute, e al benessere psichico e fisico un nuovo servizio sanitario pubblico è offerto.
 Supponiamo un qualche sponsor, a coprire i costi d’avvio, stipendi di logica piramidalizzati, primario e aiuto, assistenti e collaboratori e si profila una nuova specializzazione di assistente al medico specialista in medicina alternativa; ai padiglioni l’alternativa di una o due volte alla settimana il medico specialista presta servizio e riceve in ambulatorio.
 Pensare al prelievo o supporre una forma mutuabile, della prestazione: consulenza e visita, ammessa la necessità di ulteriori indagini diagnostico srumentali o di laboratorio e la prescrizione della cura o terapie che orbiteranno nei dintorni del cosmo metafisico demagogizzato, che impazzisce nell’eterna prassi radical orientaleggiante, o nella sublimata teologia della new age; ritornello delle alternative e le altre metodiche diagnostiche e terapeutiche, è stato questo per anni: cose particolari, eccessivamente empiriche.
 Gli «alternativi» al limite dell’interesse sociologico e psichiatrico, oggi saranno definti precursori progressisti, per non dire di altre discipline di collaboratori diretti sottoposti, tollerati fintanto che prestano la mano d’opera: apportare rinnovando cure e terapie è un fatto più che etico, non sempre è morale.
 Scrutando la somma delle culture e la forma mentale culturale è nascente di necessità una epistemologia oltre il bene e il male: filosofia, piacere e medicina è esclusivamente un fatto medico. A giustificare oggi chi sa che: semplicemente una nuova visione, un baluardo capo linea di ri-partenza di come porsi di fronte a sofferenze e mali, offrendo servizi aggiuntivi e opzioni, un pacchetto shopping in alternativa ai viaggi della speranza, a costi che si profilano elevati per il cliente, utente, paziente, o l’essere umano, chiarissimo neppure è questo punto.
 Il prendere una posizione difficile non sarebbe; sull’utilità e di ciò che si considera scientifico, pertanto una scienza. Il riconoscere della scientificità non presuppone una scienza anche se il medico specialista in questione è formato dalla prassi della scienza della medicina in merito riabilita altri prodotti e tutto è logico.
 Se per tale si considerassero di logica le priorità o la priorità; delle cose di fatto, andando oltre alle cose eterne e sicure dell’ostracismo. Di fatto realtà e ambienti da ottimizzare e nulla sfugge in materia di sanità e di salute pubblica nell’analisi degli addetti ai lavori: di ciò che frutta o di ciò che risultano essere solo costi.

  Allora?

PINOCCHIETTO BURNING

6 agosto 2007

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Forse avremmo dovuto pensarci prima, mai come stavolta abbiamo dovuto appellarci al “non è mai troppo tardi per redimersi“. D´altronde, il nostro pentimento era sincero e la nostra pericosità sociale era dovuta ad altro, ma il pericolo della reiterazione sussisteva ancora, quei pinocchietti nei nostri armadi incombevano sulla nostra rettitidune misteralexiana come tanti scheletri di Somerset.

Ma  quando si ha a che fare con Mister Alex, l´essere a posto sotto il profilo pseudogiuridico non è abbastanza, bisogna per forza valutare la cosa anche per quando riguarda il suo aspetto morale ed ecumenico, per cui abbiamo pensato bene di corroborare la nostra abiura dei pinocchietti con due elementi tipici dei riti religiosi, il cibo e il fuoco.

Per cui, grigliata da me e Isolde. Alla quale sono stati invitati tutti i commentatori del mio blog della zona di Bolzano (con l´occasione mi scuso per chi non ho invitato personalmente, è stata una cosa decisa velocemente).

Assenti giustificati Zelig, la zia e il vince, ci siamo impinocchiettati io, Cabassa e Juri, oltre alla Guressa e alla Joe che però, essendo donne, non avevano l´obbligo del pentimento, questo sempre secondo il verbo del Sommo. Presenti all´officiazione anche la Iso, la Petronilla, Martina e correntone Rossi, il lider del dissenso interno al PPT che asserendo di non aver mai posseduto dei pinocchietti, si è presentato con un paio di politicamente correttissime braghe corte. Mai credere del tutto a correntone Rossi il grigliatore, si mormora che aver visto il giovane segretario impinocchiettato dei DS bolzanini lo abbia molto colpito. 

Insomma si mangia, e anche bene. Buona la carne, succulenta la Iso´s Kartoffelsalat, ottime le melanzane, buono tutto, un plauso particolare alla Guressa per aver realizzato il primo budino vivente della storia.

Ed eccoci al sacrificio, i pinocchietti vengono sapientemente tagliati sopra al ginocchio dalle esperte mani di Mr.Alex e della Iso, il pezzo eccedente viene gettato al rogo ed il fuoco purificatore ci libera per sempre dall´infamia, siamo definitivamente spinocchiettizzati, non cadremo mai più in tentazione. È fatta.

E per fortuna che non era un voto di castità…

p.s. nei link ci sono dei video, se non vi bastano eccovi la Guressa in versione Patty Pravo

MR.ALEX CHE ODIA I PINOCCHIETTI

24 luglio 2007

Pinocchietto Cabassa

Ormai lo sapete, per me, ma anche per Cabassa, correntone Rossi e un po´ tutta la banda del Partito per Tutti, Mr.Alex rappresenta l´anello di congiunzione fra l´umanità e quell´essere superiore, di cui solo dopo la nostra dipartita da questo infame mondo terreno, conosceremo o meno l´esistenza. In altre parole, io non so se Dio esista o no, ma se esiste ed ha un vice, costui altro non può essere che Mr.Alex.

Mr.Alex la imbrocca sempre giusta, di lui ci fidiamo, avere la sua benedizione (cosa che raramente accade) per una iniziativa, per una canzone, o semplicemente per un giudizio su quanto una ragazza possa incarnare il solo valore assoluto che tutti i popoli e le etnie riconoscono, è fondamentale. Per ogni cosa insomma, è sempre cosa buona e giusta e fonte di salvezza chiedere un parere a Mr.Alex, sempre ringraziando il cielo per essere fra quelli a cui lui concede udienza.

E quando il germe del dubbio si instaura nelle nostre menti, facendoci dubitare del di lui verbo, è bene scacciarlo  come il segno di un´entità maligna, ed è proprio di questo che vi voglio raccontare.

L´anno scorso, di ritorno da un viaggio insieme a Cabassa, Mr.Alex si scatenò in una crociata contro i pinocchietti (lui li chiama così), quei pantaloni da uomo a tre quarti di gamba che ancora oggi molti portano impunemente. “Puoi suonare bene quanto vuoi, ma se hai i pinocchietti sei comunque una schifezza”, questa fu una delle sue frasi più convincenti. In questa sua crociata, il nostro fu coadiuvato alla grande da Cabassa, fino a quel momento pinocchiettaro convinto (ne aveva un paio simili a quelli della foto) ma che da allora in poi, come tutti gli spretati e gli ex fumatori, si rivelò il più acerrimo nemico del proprio passato.

Non ho ancora capito cosa ci sia di male ad indossarli, ma per non saper nè leggere nè scrivere, mi sono adeguato al verbo di Mr.Alex e i pinocchietti che avevo, o li ho tagliati al ginocchio, oppure li ho semplicemente buttati via, o jeans o pantaloni corti.

Ma perchè Mr.Alex odia così tanto i pinocchietti? guardate come stanno bene addosso alla Brigida

STASERA RESTO SPENTO

28 giugno 2007

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Ci sono un sacco di cose che vorrei scrivere, su Bolzano, sui miei fatti personali, sulla menata del partito democratico, la novità del secolo che come leader si sceglie uno che militava nella FGCI, ma sinceramente è più forte lo stimolo della fame.

Due spaghettini con pomodoro fresco e basilico, mangiati sul divano coperto da un leggero plaid leopardato, con il gatto (la Tussi) che ti tiene caldi i piedi, guardando un documentario sull´era fascista.

Scriverò domani

Update venti minuti dopo: spaghetti finiti, i pomodori ho dimenticato di portarli su dall´orto, la Tussi se n´è andata giù scendendo lungo il fico, documentario quasi finito.

Fatemi fare qualsiasi cosa, ma non programmare

PRECIPITO, GUARDA COME BRILLO

24 giugno 2007

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Ci sono concerti dove la gente arriva ore, a volte anche giorni prima dell´evento, concerti dove si scatena la lotta per accaparrarsi i posti migliori, concerti dove il pubblico arriva con la maglietta dell´idolo, conosce a memoria le canzoni, e a volte ne copre addirittura la voce con i suoi cori.

Niente di grave, per carità, ognuno del suo tempo fa quello che vuole, ma a me queste sono storie che non  mi sono mai piaciute. Io amo i concerti dovi arrivi quasi per caso, robe organizzate alla buona, gruppi che non senti mai alla radio, roba che insomma non sai che fare, dai un´occhiata al giornale e vai.

Anche arrivare in orario non è questo granchè, quando ti becchi gli ultimi due pezzi e il bis è  già abbastanza per farti almeno un´idea di quello che ti sei perso, e non succede spesso di doversi dare randellate nelle parti più intime per non essere arrivato prima.

Non succede spesso ma succede. Per gustarmi al meglio una frittura di calamari mi sono perso i primi pezzi del concerto di Giorgio Canali.

Un po´ però è anche colpa sua. Anni fa, ad un concerto dei C.S.I, dopo la fine, andai a bermi una birra con lui e Sandro Giudici, il mio batterista ( che poi è il vero leader del mio gruppo, io ci metto solo la faccia, la voce, i testi e le melodie,  ma che guida tutto è lui), e non mi fece una grande impressione, come del resto tutta la banda che girava intorno ai dischi del Mulo, una selva di autoreferianzialità della zona di Correggio e dell´appenino toscoemiliano.

Insomma arrivo e mi becco subito dei pezzi che mi incantano, lui sul palco è tostissimo, sembra che non gliene freghi niente della gente che guarda, è bravissimo, dalla sua chitarra escono rumori che mi fanno tremare le vene, ” precipito, guarda come sono telegenico mentre mi schianto”, questo è un grande.

Correntone Rossi, assente. Cabassa, assente, a vedersi Giorgio Canali saranno al massimo una cinquantina di persone. Ma per beccarsi gli ultimi pezzi chi arriva? Mr. Alex, naturalmente in stivaletti di coccodrillo e completino a righe, mica era il nostro candidato sindaco per niente