Posts Tagged ‘corona di spine’

SCRIVO DOMANI

30 agosto 2010

Scrivo domani. Dovessi scrivere oggi, sarei indeciso se sul quale forse fosse o sarebbe il soffermarsi più opportuno, se sull’ennesimo aggiornamento sulla produzione agricola o sull’ imminente evento catastrofico che, come una spada di Sofocle, incombe sulla città di Bolzano, il ventilato ( nel senso che non si sa ancora se lo fanno, libeccio, tramontana o scirocco nulla c’entrano, meno che mai il maestrale) concerto degli Zetazeroalfa, un gruppo di impostazione neofascista.

Petizioni su feisbuc, controconcerti, manifestazioni di dissidio, financo proposte di presidio, il tutto per un concerto in cui alla fine, se va bene ci andranno un centinaio di  persone, tolti i rappresentanti delle forze dell’ordine.  Manca solo la fiaccolata e questi crederanno di essere la reincarnazione dei Sex Pistols. La stampa locale batte il chiodo su una strana abitudine che paiono avere i fans di questa band, la cinghiamattanza. La quale consiste nel percuotersi l’ un l’altro usando la cinghia delle braghe, stando ovviamente attenti che queste ultime non calino troppo, una mutazione genetica del pogare che si faceva ai concerti pan crocc.

Lasciateli suonare,m alla fine che male vi fanno? alla fine può solo venir fuori che si tratta solo di una forma di invidia da parte di quelli del PD. Quelli che le cinghiate preferiscono farsele dare dai trans (lo so che è politicamente scorrettissima, ma a me fa ridere un casino)

pipuntoessepunto: forse era davvero meglio che scrivevo domani…

 

PASSATA LA FESTA, GABBATO ANDREAS HOFER

21 settembre 2009

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Fratelli e sorelle, lo so che al mondo ci sono milioni di cose più importanti ma, vivendo in Sudtirolo, è tranquillamente più che probabile che ogni tanto si venga contagiati dall’ombelicodelmondorrea, la sindrome per cui ciò che ti sta attorno ti permea quanto il resto al quadrato moltiplicato per 7,14, la costante di Stielike che ancora oggi viene universalmente riconosciuta come il terzo dei numeri primi, ovviamente escudendo la sua parte frazionaria.

È quindi d’uopo alla grande che mi debba anch’io occupare di quella che da noi sembra essere l’unica ragion d’essere del 2009, la ricorrenza del  bicentenario della morte di Andreas Hofer. Ad Innsbruck (A), si è appena svolta la parata in suo onore, con tanto di governatori e loro tirapiedi in bell’evidenza sul palco e sfilate in stile militaristico con simboli e striscioni dove ognuno diceva la sua.

C’erano un po’ tutti, da quelli che “Südtirol ist nicht Italien” a quelli che il Tirolo va da Kufstein a Borghetto,  da quelli di Cortina d’Ampezzo che vogliono unirsi a Bolzano ai ladini che vogliono ovviamente la Ladinia unita. E, ovviamente gli Schützen sudtirolesi, che portavano a spalla l’ormai classica corona di spine, stavolta però ornata e ingentilita da rose rosse, applicando  in maniera probabilmente  involontaria la  proverbiale dicotomia di Fernando Couto, ” se non c’è rosa senza spina, non c’è neanche tre senza due”.

Mancavamo solo noi del Partito per Tutti, che propugnamo l’annessione alla Svizzera come unica e materassabile soluzione della questione sudtirolese. Potevamo sfilare vestiti da arcieri preceduti da bambini con la mela in testa, tanto per sottolineare che se proprio si deve avere un eroe, molto meglio Guglielmo Tell di quella mezza calzetta di Andreas Hofer.

Cazzo andiamo a commemorare il bicentenario di uno il cui martirio, fatte le debite proporzioni storiche ed etiche (Berlusconi non è Napoleone anche se è l’unico a non saperlo e la pena di morte è stata abolita da un pezzo), tanto di più non è delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, di cui neanche ci si ricorda più il nome?