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A VOLTE RITORNANO (i pinocchietti e Paolo Fresu)

1 luglio 2009

Queen_Zombi

Ebbene si, c’eravamo illusi. I pinocchietti, quegli orribili pantaloni da uomo a tre quarti (e qui il frazionamento si può riferire tranquillamente sia all’oggetto che al bipede), che posseggono il potere di rendere ridicolo chiunque li indossi, non solo non sono spariti dalla circolazione, ma addirittura se ne vedono in giro di nuovi.

Non siamo ancora alla catastrofe, ma comunque il momento non è di quelli migliori, specialmente se teniamo conto che spesso l’impinocchiettamento dell’individuo è corroborato dalla presenza del marsupio e dei calzini nei sandali. Fa male vedere cose del genere, ma comunque non si possono tacere. Dispiace davvero, ma in questo caso non possiamo proprio seguire l’invito del presidente Napolitano, secondo il quale sarebbe opportuno mettere a tacere scandali e polemiche in concomitanza con l’imminente G8.

Sotto la guida profetica del sommo Mr.Alex, abbiamo addirittura inscenato un rogo sciamanico propiziatorio per eliminarli, ma i pinocchietti hanno resistito anche a questo, forse anche aiutati dalla crisi economica che ha convinto i loro possessori a salvarli dal termitaio. O forse è solo la dimostrazione dell’inutilità dell’agire, ben espressa da Stielike nell’ormai celeberrimo paradosso delle patate (per quante tu possa mangiarne, mai riuscirai ad eliminarne la specie). Fratelli e sorelle, i pinocchietti a volte ritornano, ma mica solo loro.

A Bolzano ad esempio, una delle cose più difficili non è trovare dello speck fatto con maiali locali, bensì lo sfuggire ad un concerto di Paolo Fresu. Negli ultimi anni sarà capitato da queste parti minimo una ventina di volte, e la cosa non può essere altro che motivo d’orgoglio per questa landa sperduta in mezzo alle Alpi, dal momento che si tratta del più celebrato gessista italiano, famoso anche a livello internazionale. Strano solo che ci capiti sempre lui, oppure forse di Paolo Fresu ce ne sono in giro più d’uno. Giusto per saperlo, dalle vostre parti ogni quanto arriva Paolo Fresu?

MENO PREDICHE PIÙ MERCATO

4 settembre 2008

È quasi mezzogiorno e mezzo ed è ora di iniziare ad entrare nel´ottica di sbaraccare. È stato un ottimo mercato, è andata via quasi tutta la merce, ho ricevuto dei bei complimenti per il gusto della frutta e degli ortaggi che produco, la Xeena che da fine Agosto nell´aiutarmi sostituisce il primogenito, impegnato negli esami di riparazione, lavora benissimo e credo che in fondo si diverta pure (l´ho sentita magnificare le doti diuretiche delle cime di rapa, quando fino a due minuti prima neanche sapeva cosa fossero).

Insomma è bello sapere che quello che fai viene apprezzato, anche se è da prima delle sette che sei lì e giustamente la stanchezza inizia a farsi sentire, è logico che qualcosa avanza sempre, ma quando hai venduto cento chili di cetriolini, anche se venti ti avanzano non c´è proprio da farne un dramma. E arriva lei, anzi arrivi tu, così mi rendi più facile lo scrivere.

Chador nero in testa, spingi la carrozzina e ti avvicini ai cetriolini, li guardi, guardi il prezzo e decidi che ne vuoi un chilo. E ovviamente mi chiedi se sono buoni. E che dovrei risponderti, faccio io, logico che se chiedi a me che li vendo altro non posso fare che dirti che sono buonissimi, direi quasi i migliori al mondo. Rimani seria e confermi che ne vuoi un chilo, secondo me sei troppo abituata alla diffidenza con la quale normalmente ti trattano, ma ti posso giurare che lo chador neanche lo vedo, sei una cliente benvenuta come tutte le altre.

Ti allungo un sacchetto affinchè tu possa sceglierti i cetriolini e ti propongo di prenderne due chili, alla fine li paghi come un chilo e mezzo,  ci fai un affare. Riempi il sacchetto, me lo porgi per pesarlo e io solo a guardarlo ti dico che manca un cetriolo per fare due chili. Mi guardi un po’ strana e ne aggiungi uno, metto sulla bilancia la borsa e vien fuori due chili e zero cinque, quasi perfetto. Faccio un gesto alla Fonzie e accenni un sorriso, ti dico che se vuoi due chili giusti ne sbuccio uno e il sorriso diventa più convinto. Sono convinto che tornerai, ovviamente per i cetriolini

VA TUTTO BENE, ANZI QUASI

21 luglio 2008

Va tutto bene, anzi quasi. Da lavorare ne ho, la produzione è ottima e abbondante e riesco a vendere quasi tutto. La gente è contenta e ci credo, a prezzi più che competitivi si porta a casa della frutta e degli ortaggi di qualità parecchio superiore a quella standard del supermercato. Oltre ai miei soliti punti forti di questa stagione (i cetriolini da mengiare senza sbucciarli, i pomodori cuore di bue, i fagiolini e le pesche noci, per non citare sempre i rapanelli), quest´anno mi vengono molto bene anche le melanzane bianche a strisce viola. Guai a lamentarsi.

In più. quest´anno vado spesso anche a funghi con Elmar, e ci sono andato anche oggi. Domenica scorsa abbiamo fatto un raid e portato a casa una discreta quantità di finferli e porcini, per cui abbiamo pensato bene di ripetere la sortita, fiduciosi nella luna piena e nel culo, che andando a funghi non deve mai mancare. Sarebbe stato da andare al mattino, ma siamo stati precettati nella preparazione della grigliata per il compleanno della primogenita e quindi, senza crederci neanche tanto, abbiamo optato per la procastinazione eventuale e possibile, ma comunque non certo probabile.

Grigliatona andata alla grande, mangiata pantagruelica (Claudio ha portato una torta fatta con 24 uova) e abbondantemente d´alcool innaffiata, bambini che giocavano in piscina, persino Tingo (il cane della Xeena) è stato al gioco, anche per merito mio che in mattinata l´ho sfiancato a forza di farlo correre e giocare. Alla TV davano la formula uno, una gara sonnolenta di cui nessuno si è accorto della fine, il Tur de Frans era una palla e così io e Elmar abbiamo preso congedo per un paio d´ore nominali, scarpe buone e via, andiamo a funghi.

Andiamo nel suo posto, e subito penso che per me sarà una pessima sortita, ho la panza piena, ho bevuto più del giusto e arranco sulla scarpata che bisogna risalire per trovare il posto dei miracoli micologici. Bene o male ci arrivo, quello che non fanno le gambe lo fa l´orgoglio ma Elmar ha già un paio di bei porcini in saccoccia e io solo qualche finferlo, una bella botta all´autostima ma tiro avanti. E alla fine, dopo gli inevitabili travasi di bile ogni volta che Elmar trova un porcino, la mia tenacia viene premiata con uno spiazzo dove i finferli sembravano seminati, una goduria chiamare il mio socio e chiedergli di aiutarmi a raccoglierli.

Torniamo, e mentre io sono già sulla strada e pronto a salire in macchina; Elmar trova una bellissima brisa a due metri da dove ero passato io da ubriaco, altra botta. Ma alla fine, sostanziale pareggio, lui ha trovato i porcini ma senza il mio spiazzo di finferli domani funghi non se ne mangiavano. In piú, il socio è anche scivolato cadendo addosso alla sua saccoccia, schiacciando i finferli ed accorgendosi che la brisa più grande era piena di vermi. 

E questo a mio parere è imperdonabile per un fungaiolo, puoi cascare e scivolare quanto vuoi, ma la prima cosa da salvare è la borsa dei funghi, come la radio e la mitragliatrice per gli alpini

p.s. per quello che non va bene, sarà per il prossimo post

QUASI A PIENO CARICO

23 giugno 2008

Quasi ci siamo, mi sa che la prossima volta il Fiorino lo riempio, manca solo che i pomodori entrino in piena produzione e il carico è fatto. Sembra niente, ma non è mica semplice riempire un Fiorino di frutta e verdura coltivata e raccolta da sè medesmi. Come disse Stielike nel mai troppo rimpianto 1981, “De quel che ghè, non manca niente”.

Ci sono i cetriolini, uno dei miei punti di forza, sono buonissimi e si mangiano anche senza sbucciarli, ne è prova il fatto che la primogenita, insieme alla sua amica, se ne fa fuori almeno una decina a pomeriggio, nelle pause tra una nuotata e l´altra nella piscinetta gonfiabile da quattroesettanta. Ci sono anche i fagiolini Neckarkönigin (i gamba de siora, tanto per intenderci). E poi, insieme ad una ventina di altre cose,  ci sono anche questi della foto sotto, sapete cosa sono?

Una ventina ho detto, vediamo se l´ho imbroccata: In ordine di raccolta, grazie anche alla Iso: cime di rapa tipo friarielli, rapanelli rossi, kohlrabi, ciliege amarene, lattuga gentile e brasiliana, mazzi di fiori, prezzemolo, basilico, menta e schittlauch, cetrioli, cetriolini, zucchini, fagiolini, cicorietta, pomodori, biete, albicocche, prugne goccia d´oro, fagiolini e piantine di basilico rosso. A domani, con un altro post agricolo, chissenefrega dell´Italia agli europei…

Apdèit del te dei after: è andata, venduto quasi tutto. Questo era il banco stamattina e all´una era quasi vuoto, sono avanzati un paio di chili di cetriolini, due kohlrabi, circa un due chili di prugnette e sei teste di sedano che avevo anche dimenticato di citare