Posts Tagged ‘Cesare Battisti’

PARTITO PER TUTTI E PARCHEGGI

12 luglio 2011

Compito di un partito serio ( e noi lo siamo) è anche lo stabilire un, ma allo stesso tempo futile e fuorviante, tra le immensi catalessi sintattiche  che caratterizzano l’impunito svolgersi  del vacuo fottersi proprio ed altrui. Lo scrisse (a parte quanto riportato tra parentesi) Stielike nel mai abbastanza rimasto inosservato 1979, ed ancora rimane un mistero la sua formulazione avvenuta conoscendo pochissime parole d’ italiano.

Ma a parte questo ed altro, il Partito per Tutti almeno un’idea generale sul problema dei parcheggi ce la deve avere, foss’anche solo per darsi un contegno. Mica serve un’enciclica, bastano pochi punti e neanche tutti condivisibili, altrimenti diventa una rottura di coglioni e di ovaie.

PUNTO UNO E PUNTO DUE:  il parcheggio è un’occupazione di suolo pubblico, e come tale non dev’essere gratuita per soddisfare un bisogno privato. Il parcheggio si paga sempre e comunque, altrimenti chi non possiede un’automobile potrebbe tranquillamente sentirsi autorizzato a parcheggiare negli spazi pubblici il proprio box doccia, l’armadio nella nonna, la bambola gonfiabile o quant’altro.

Parcheggiare una Panda non può costare come parcheggiare una Ferrari. Il costo del parcheggio dev’essere proporzionale al valore ed all’ingombro dell’oggetto parcheggiato.

Detto questo, dichiaro aperto il dibattito

Oscar Ferrari

Segretario del Partito per Tutti

IO A QUESTO NON CI CREDO

30 gennaio 2011

Sorelle e fratelli, qua noi in Sudtirolo di Ruby, della Santanchè, di tutto questo ce ne frega gran poco. E anche della Tunisia e dell’Egitto (tranne forse quelli che, come me, hanno prenotato a marzo a Santanchè). Qui l’ombelico della comunicazione, il vitello grasso nelle cui unte carni pasteggiano sbavando i testoni pensanti del luogo, è la rimozione di un bassorilievo dove troneggia un Mussolini a cavallo di un equino con le zampe posteriori messe in modo innaturale, probabilmente per evidenziarne gli attributi maschili.

Al contrario della provincia a cui da il nome, Bolzano è una città a maggioranza di lingua italiana, e quindi se nel 2011 il Duce era ancora al suo posto è perchè non solo non dava fastidio, ma in qualche modo era un’immagine rassicurante. In fin dei conti, senza Mussolini, qui gli italiani sarebbero minimo dieci volte di meno, su questo non ci piove (Bolzano è italiana dalla prima guerra mondiale). 

A Bolzano, anni fa, han provato a cambiare nome ad una piazza, cambiandolo da Piazza della Vittoria a Piazza della Pace. Ne è scaturito un putiferio che ha portato ad un referendum, con tanto di ripristino del vecchio nome e di figura di merda colossale a livello europeo.

Ai sudtirolesi di lingua tedesca, il Duce a cavallo è stato sempre sui coglioni, anche se a dire la verità erano molto più concentrati sul Monumento alla Vittoria, che in effetti porta delle scritte offensive per i germanofili (germanofoni: grazie Gadilu…). Io li capisco: se un popolo, dopo l’8 Settembre 1943, accoglie i soldati della Wehrmacht come liberatori, vuol dire che di quelli che c’erano prima ne avevano veramente pieni quelli di cui sopra.

Fatto sta che la SVP (il partito unico sudtirolese) è riuscita a vendere la sua astensione sulla sfiducia al ministro Bondi, ottenendone in cambio mano libera sui relitti fascisti ancora presenti in Sudtirolo. Gli italiani di Bolzano han protestato tutti, ufficialmente per come è stata condotta questione. Ma io a questo non ci credo

IL DOPO BERLUSCONI È ADESSO

13 dicembre 2009

Berlusconi non tornerà più lui, questo è il succo di quello che è successo oggi, senza star lì a perder tempo a commentare il gesto. Se si guardano le foto, non si ha l’impressione dell’uomo ferito, sembra molto di più un giocattolo rotto, e a livello di carisma il confronto fra le due cose appare davvero improponibile. I volti delle persone intorno a lui, finanche quello dell’aggressore, hanno espressioni umane recepibili a livello emozionale, il volto di Berlusconi è invece (probabilmente a causa dei lifting) quasi inespressivo.

Magari ce la faranno anche a rimetterlo a posto, ma sarà comunque un pessimo investimento sotto l’aspetto del puro rapporto costi-benefici. Colpito in faccia (alla quale deve il suo successo) da uno che magari non è neanche comunista,  a Milano con un modellino del Duomo di Milano nel giorno in cui il Milan ha preso due pezzi in casa dal Palermo. La gente lo ha visto debole e, come le galline, non glielo  perdonerà.

Berlusconi ci arriverà da solo a capire che è ora di togliersi dai piedi, farà approvare delle leggi che lo mettano al riparo da presenti e future rotture di coglioni giudiziarie, magari finirà anche la legislatura a livello onorifico e ci riconsegnerà l’Italia in mano alla riedizione della Democrazia Cristiana dei bei tempi andati. In sostanza, quello che voleva.

E alla fin fine, se ci sarà qualcuno che potrà lamentarsi del posto che la Storia gli consegna, non si chiamerà di certo Silvio Berlusconi. A Craxi e a Mussolini è andata molto peggio, tanto per restare in Italia

OBAMA, CUARTACLASSE E LA LIBERTÀ DI STAMPA

5 ottobre 2009

sala_stampa

Fratello Obama, se hai bisogno di un portavoce te lo faccio io. Sarà anche perchè a me il Dalai Lama sta sui coglioni da tempo, però fai bene a non riceverlo. È che non devi perderti in spiegazioni assurde, tipo quella che non vuoi irritare il governo cinese o che. non credi tanto a questo tipo di incontri. Così te la giri contro, è normale che qualcuno protesti. Devi semplicemente dire ” Eccheccazzo, sono Obama, uno che è partito dal niente e col lavoro e la forza di volontà sono arrivato alla Casa Bianca. Mi arriva questo Dalai Lama, la cui autorità su uno stato che non esiste (sorry, sul mappamondo non c’è), afferma di averla ricevuta tramite reincarnazione, se devo ascoltare tutti quelli così non la finisco più”

Tutto questo era un’introduzione per parlare della libertà di stampa, ma anche questa è un’ introduzione.  Con i giornali finanziati dallo stato, un ordine professionale inabrogabile (aveva fatto finta di provarci Beppe Grillo, ma era solo fumo negli occhi), un sindacato unico che in Italia se lo permettono in pochi tra i quali la Confindustria, non  è che per caso i giornalisti farebbero bene a guardare anche in casa loro? E poi c’erano anche in bella mostra le bandiere del PD, che con le sue assenze ha di fatto fatto passare le scudo fiscale, ottima compagnia davvero.

La doppia introduzione serviva solo per annunciarvi che riprende cuartaclasse su Radio tandem di Bolzano, il programma di chi ha perso il treno da me condotto in compagnia dell’ineffabile Cabassa e dalla dolce Stefanella. Un progranna di vero giornalismo militante che vi dà le notizie che il circuito informativo del regime vi…vi… occulta. Quest’anno andiamo in onda il martedì adalle 21 alle 22.30

SEMINATRICI E CONCERTI

6 marzo 2009

seminatrice

Non è un granchè il tempo in questi giorni, quello materiale scarseggia e quello atmosferico fa schifo, per cui conviene ripararsi in serra, che tanto da fare non manca mai. Sospesa la potatura, io e il mio socio/concorrente Claudio ci siamo buttati anima e corpo sulla messa in opera della seminatrice pneumatica che abbiamo acquistato a prezzo di ferrovecchio da un ex giardiniere che ora si dedica alla coltivazione di lamponi.

Pian piano riusciamo a capirci qualcosa, anche se più di una volta il lugubre pensiero che il cambio di attività del venditore sia stato almeno in parte causato dalla rottura della seminatrice ci sfiora. Ma noi andiamo avanti, puliamo gli ugelli e sostituiamo i tubi, regoliamo le aspirazioni, apriamo e chiudiamo le mandate (video). Insomma ci stiamo provando e qualche risultato si inizia a vedere.

Intanto stasera suoniamo a Bolzano al Masetti, e facciamo pure una cover di Lu Rid, magari domani ritorna il sole

BRAVO UÓLTER, COSÌ SI FA

18 febbraio 2009

cheveltroni

Bravo Uòlter, hai fatto veramente un bel gesto a dimetterti da segretario del PD. La situazione ormai si stava evolvendo troppo speditamente verso l’ineluttabilità distrinsecante, ben descritta da Anna Oxa o chi per lei nella sua celeberrima  “quando finisce un amore“, peraltro scritta e cantata da un imberbe Riccardo Cocciante.

Troppo speditamente attorno a te si stava facendo terra bruciata, e questo aldilà di qualche elezione andata  male che pure nel conto non poteva non esserci, era prorio l’humus culturale dell’Italia intera a rigettarti come corpo estraneo. E tu, Uòlter, con grande capacità di interpretazione, hai colto l’attimo giusto per una temporanea uscita di scena. Da grande stratega quale sei forse già da qualche giorno ti interrogavi su quanti voti ti avrebbe fatto perdere la triste storia di Eluana.

Ma la goccia di riso che ha fatto traboccare il vaso di fiele non è stata la sconfitta in Sardegna. Ammettilo Uòlter, tu non te la sentivi più di essere segretario del principale partito d’opposizione nel paese che, senza alcun sussulto di dignità, ha permesso senza batter ciglio ad Adriano di segnare uno scandaloso gol di braccio e a X-factor di eliminare la bravissima  Ambra Marie.

Certo che se aspettavi qualche giorno e ti andava di culo il giusto, ti dimettevi all’indomani della vittoria di Povia a Sanremo e avresti fatto il colpaccio. Magari non saresti diventato un mito come Che Guevara, ma un concerto di solidarietà in stile Nelson Mandela non te lo toglieva nessuno

CESARE BATTISTI, ANCORA LUI?

30 gennaio 2009

battisti10

Ma basta, questo Cesare Battisti non porta altro che rogne, adesso magari per colpa sua non fanno neanche la partita amichevole Italia-Brasile. E sarebbe un vero peccato, non si sa mai che potremmo vedere  Pippuzzo Inzaghi conto Kakà, il vero vincitore del Pallone d’oro 2007 contro il suo usurpatore. E poi non sarebbe neanche una cosa risolvibile alla svelta, l’ultima volta che un Cesare Battisti si è messo in mezzo, sono passati sei anni dalla sua esecuzione capitale prima che Italia e Austria si affrontassero di nuovo su un campo di calcio.

E poi parliamoci chiaro, è tutta una questione geografica, il Cesare Battisti antico che in Italia è un eroe irredentista martirizzato, sopra Trento è un comune disertore, così come il Battisti Cesare moderno che in Brasile fa il rifugiato politico, in Italia è un terrorista criminale. E andate in Russia a chiedere che ne pensano del grande statista Gorbaciov premio Nobel per la pace, o a Hiroshima a chiedere un parere su Harry Truman che sganciò l’atomica per il bene dell’umanità.

È solo una questione geografica e, come afferma l’oracolo focomelico spesso presente negli ingiustamente sottovalutati racconti giovanili di Fernando Couto, “a buon intenditor non si guarda in bocca”