Posts Tagged ‘Caterina Caselli’

IL SEGRETARIO SE NE VA A MARSA ALAM

4 marzo 2011

Se unabarrauno dice che a Bolzano ci si annoia, allora vuol dire che ha messo il calice amaro fuori dai denti (non significa niente, però suona bene). Trovatemi voi una città di piccole dimensioni che, oltre ad essere la capitale del sesso e il paradiso delle coppie scambiste, il sabato di carnevale al posto dei soliti carri allegorici si trova dua manifestazioni contrapposte.

Contrapposte per modo di dire, una la fanno per difendere la presenza di monumenti fascisti che dimostrano l’italianità di Bolzano, l’altra  per difendere monumenti fascisti che però andrebbero storicizzati con delle targhe esplicative.  Percorsi separati, polizia a tutto spiano, traffico bloccato, l’unico che vede la cosa positivamente è il pomfrittaro di Piazza Vittoria.

Già, Piazza Vittoria. Per un breve periodo si è chiamata Piazza della Pace, ma poi i bolzanini hanno richiesto e ottenuto a suon di referendum il ripristino del vecchio nome, messo in onore al glorioso 1918 nel quale il Sudtirolo venne annesso al Regno d’Italia. Figura di merda a livello europeo. Per fortuna ci salvano le statistiche del sesso.

I monumenti fascisti di Bolzano, alla fin fine non son neanche tutta questa jattura che uno crede. C’è chi li vuole abbattere o nascondere, chi li vuole tenere e ristrutturare e ci sono quelli che li vogliono storicizzare. Si sono indetti concorsi di idee sul cosa farne, ma in fondo tre/quattro manifestazioni all’anno se le riescono sempre a guadagnare, e mica è poco. Basterebbe un modesto biglietto d’ingresso e i vigili potrebbero fare meno multe per corroborare il bilancio comunale.

Detto questo, me ne vado a Marsa Alam. La giovane democrazia egiziana ha più bisogno del PPT di Bolzano, a volte è giusto soggiacere alle priorità, anche tenendo conto della temperatura atmosferica. Dovessi avere dei problemi, prego qualcuno di andare ad innaffiare i rapanelli

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PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

OGNI TANTO VA BENE ANCHE POSTARE UN VIDEO

28 luglio 2010

ODIO ALZARMI PRESTO

9 luglio 2009

markt

“Chissà che presto ti devi alzare” è una frase che avrò sentito rivolgermi chissà quante volte. quando dico che che l’unico mio hobby redditizio è il coltivare frutti e ortaggi per venderli direttamente al consumatore finale (di lavoro faccio il narcisista qualunque, non chiedetemi che cos’è,  mi piace la definizione).  Di solito annuisco digrignando il giusto che basta  sollevando leggermente la spalla sinistra, ma a volte rispondo che il 90% della gente si alza prima di me, e spesso inutilmente.

Al mercato del contadino (Bauermarkt), in pochi sono riusciti nell’impresa di arrivare dopo di me, generalmente arrivo quando i miei colleghi sono lì già da mezz’ora abbondante e si saranno alzati due ore prima, hanno fatto colazione e allestito con calma lo stand. Io invece mi alzo, trangugio un caffè e poi parto, dal momento del risveglio alla girata di chiave del Fiorino  (vediamo chi conosce quel fiore fluorescente) passano al massimo due minuti, cinque se devo raccogliere i fiori di zucca che vanno venduti aperti.

Nel periodo buono (che sarebbe questo) ho l’asso nella manica che risponde al nome di Claudia Xeena, mentre io scarico e allestisco in fretta e furia uno stand che poi spesso e volentieri si rivela esteticamente il migliore, la Xeena si dedica alla vendita e, manco a dirlo, i primi che vanno via sono i fiori di zucca.  Domani la Xeena non c’è, ho fatto un tentativo con la Mangrovie ma è in ferie, sono da solo e il Fiorino è pieno. L’unica soluzione materassabile è alzarsi prima, una roba che odio. Sveglia alle sei meno un quarto, per me che ho il meridiano di Grinvic spostato verso l’Atlantico, pura autosodomia, sono uno che lavora volentieri fino a tardi ma per me l’alba è veleno.

Eppure la soluzione ci sarebbe, perchè mai il mercato si deve tenere per forza al mattino? per la gente che lavora e a cui la roba è destinata,  sarebbe molto più comodo un orario tipo dalle nove di sera all’una, non dovrebbero mandare qualcuno a fare la spesa al posto loro. E avrebbero anche il vantaggio (trascurabilissimo, lo ammetto) della merce raccolta lo stesso giorno anzichè il giorno prima. Ho provato a proporlo, ma con scarsissime adesioni, che il problema siano proprio i fiori di zucca?

pipuntoessepunto: intanto che metto i tag, mi sto preparando la cena di mezzanotte con le cipolle del nuovo bar, i pomodori cuor di bue stramaturi, l’olio dell’amico muratore italocalabrese e i peperoncini del balcone. La pasta è abruzzese, dite che va bene?

CHE REFERENDUM DI MERDA SON QUESTI?

17 giugno 2009

merda

Fratelli e sorelle, sto malissimo. C’è il referendum e son giorni che mi arrovello sul che fare, se andare o non andare, votare si o votare no e si o no a tutti e tre oppure no? Roba da perderci la testa e magari anche un po’ di virilità, se vogliamo dare il giusto credito ad uno dei principali postulati che Ruud Krol espresse in lingua partenopea, quello che recita “‘o cazz nun vuole pensieri“.

Ma alla fine una soluzione si trova sempre, basta scomporre il problema. Ad esempio, la scheda riguardante il Senato che me la danno a fare, dal momento che nella mia regione (il Trentino Alto Adige) si vota coi collegi uninominali dove chi prende un voto in più becca non il 55%, bensì il 100% (uno su uno)? che diritto ho io di decidere come devono votare gli altri? scarabocchione

Resta quello della Camera. e sinceramente a me che il premio di maggioranza sia attribuito alla lista o alla coalizione di liste che ottiene più voti frega pochissimo, in un sistema proporzionale il premio di maggioranza è una ciofeca in se stesso, così come lo sono gli sbarramenti, perchè mai quattro persone e un’unghia hanno diritto ad essere rappresentate e tre persone e mezzo no? scarabocchione

Resta anche quello delle candidature multiple, e qui votare si o no non porta ad alcun risultato pratico, alla fine gli eletti saranno sempre e comunque stabiliti dai partiti, voti di preferenza non ce ne sono. Mi sfugge solo il senso della posizione di Di Pietro, che prima ha raccolto le firme e poi va a votare no, sarà un gesto alla Voltaire o la consapevolezza che lui comunque al 4% ci arriva?

MEN AT UÒRC

18 marzo 2009

 

pachera

Essendo anch’io stufo di veder campeggiare il pidocchio del post precedente, e resomi conto della sua non eccessiva densità di senso, cambio registro e passo ad aggiornarvi su qualcosa di più terra-terra, anzi direi terra e basta. Venerdì scorso ho affittato un bobcat, una di quelle pacherette da movimento terra con cui ci si diverte un sacco.

 Dovendo spianare una decina di camion di terra, e mettendo in conto una non eccessiva perizia nel manovrare il mezzo, avevo programmato un paio di giorni per portare a termine il compito. Ma per fortuna è andata meglio del previsto, poco dopo l’imbrunire il lavoro era compiuto. Per fortuna, perchè poi telefona il socioconcorrente che riferisce di aver trovato 500 metri quadri di pseudocubetti sagomati da pavimentazione cortili, tutto aggratis, basta caricarli e portarseli via, l’unico neo della faccenda è che bisogna farlo prima di lunedì mattina.

Nessun problema, sabato si carica il bobcat e, con l’aiuto di Daniele, il mio amico muratore italocalabrese, ci si mette di buzzo buono e si portano via i mattoncini cercando di fare il più alla svelta possibile, anche perchè per domenica mattina era già stato programmato un altro lavoro. Ma, come teorizzato da Stielike nella quarta parte della sua ancora incompiuta Trilogia del Brentòn, l’imprevisto è dietro l’angolo anche nelle situazioni tutte tonde, e quindi una foratura del bobcat ci costringe ad operare a mano.

Nel frattempo aveva chiamato la Iso per avvertire che erano arrivati i pompieri per tagliare l’alberone davanti a casa, un leccio ancora in buona salute, ma che col vento ondeggiava paurosamente, con le fronde stava già entrando sotto le tegole del tetto e con le radici nelle fondamenta. Con grande spiegamento di mezzi e di uomini, i Vigili del Fuoco di San Giacomo in poco tempo hanno ridotto l’abetone e fettoni di legna e mucchi di ramaglia (che però abbisogna di una ulteriore sramatura la quale per forza di cose va operata a roncola e olio di gomito).

men-at-work

Domenica mattina, come programmato, la collaudata tasc fors formata da dall’intellighenzia provvisoria del Partito per Tutti (segretario, lider dell’opposizione interna, apostolo del dissenso) con il determinante appoggio esterno di Claudio ed Elmar, ha dato ottima prova di sè  in quel che meglio le riesce, cambiare il telo ad una serra. Grigliata d’ordinanza organizzata dalla Iso, dialoghi sui massimi sistemi, qualche birra, rapida approvazione a maggioranza (semplice, assoluta e qualificata allo stesso tempo) della riforma pensionistica del PPT e poi di nuovo a raccattar pseudocubetti fino all’oscurità.

Lunedì cubetti al mattino e roncola al pomeriggio, martedì mercato al mattino e pomeriggio misto tra piantar rose e caricar ramaglia, oggi invece un ingaggio per una potatura di pino marittimo e taglio radicale di fico. Quest’anno è già il terzo, dopo una potatura di caco da una parrucchiera e il ripristino alla civiltà del giardino dell’Impiastrato.

Ah, dimenticavo: nel frattempo, grazie ai vostri voti, ho vinto il premio per il miglior post giornalistico del 2008 

ANDREAS HOFER, ALTRO CHE OBAMA

8 gennaio 2009

andreas_hofer

E insomma adesso ci siamo davvero nel 2009, cerchiamo di comportarci bene perchè questo sarà uno degli anni del secolo. Sarà l’anno di Obama e  di conseguenza il primo della rivoluzione ecosostenibile, a pensarla così è come indovinare al grammo (diciamo ai due grammi  e cinquantuno, la bilancia ha la divisione ai 5 gr.) il peso di un sacchetto di prugne,  però spesso ci riesco e quando non capita nessuno critica più di tanto. Sarà anche l’anno della pace in terra santa. È brutto e cinico dirlo, ma l’attuale situazione e le imminenti elezioni da ambedue le parti favoriranno la vittoria dei rispettivi estremisti e, come teorizzato da Stielike nel  troppo lontano percepito 1981, nessuno sa fare la pace meglio di due guerrafondai

Ma non ci sarà solo questo a rendere storico il 2009, non ho la sfera di cristallo ma posso comunque azzardare che un Testimone di Geova vincerà l’Isola dei Famosi, che l’Inter eliminerà il Mencester Iunaited, che  il 27 Agosto ci sarà la luna piena e che finalmente mi assegneranno il Nobel per la Fisica che da tempo merito per aver scoperto l’origine dell’universo.

Tutto questo in tutto il mondo, tranne che dalle mie parti. Da noi in Sudtirolo il 2009 sarà quasi esclusivamente l’anno del bicentenario della morte di Andreas Hofer che, se siete arrivati a leggere fin qui, vi chiederete senz’altro chi sia.  Tranquilli, niente di particolare, si tratta solo dell’eroe popolare sudtirolese che, nel nome dell’appartenenza di questa terra all’Austria, difendeva il feudalesimo clericale dall’assalto delle truppe napoleoniche portatrici degli ideali della rivoluzione francese (è detta un po’ alla grossa ma la sostanza è quella).

Io del Sudtirolo sinceramente mi son rotto anche un po’ i coglioni, il Partito per Tutti ha già indicato la strada maestra da seguire, che consiste nella sua annessione alla Svizzera, Guglielmo Tell al posto di Andreas Hofer. Se questi non la vogliono capire, ma che colpa abbiamo noi?

IL SUPPLIZIO DI XEENA

24 novembre 2008

Qui non servono parole…

OGGI (IERI) NON AVREI VOTATO

6 aprile 2008

pesche piatte

Se si fosse votato oggi, io non avrei votato. Ho fatto una sacco di cose, ma non mi è capitato di passare di passare dalle parti del seggio. E anche se mi fosse capitato non avrei avuto con me il certificato elettorale, che non mi metto certo a cercare adesso, magari per averlo a portata di mano domani, che tanto quando passo davanti al seggio o mi dimentico oppure ho troppa fretta per fermarmi. Mi avrei astenuto, insomma.

Se ci penso, oggi (che poi per molti di voi è ieri, ma forse anche per me, dal momento che manca poco alla mezzanotte [siccome sono già tra parenteso ne apro un´altra {e anche un´altra, solo per segnalare che dovrebbero stare in ordine inverso} per parlar male di quelli che appena scocca l´ora delle streghe ti correggono dicendoti che domani è già oggi]), ho fatto un sacco di cose, e tutte queste erano più importanti che votare. Tutto quello che ho fatto oggi influenzerà la mia miserevole esistenza e magari anche quella degli altri, più di aver adempiuto al mio diritto-dovere di cittadino.

Ho fatto un po’ d´ordine in giro, selezionando tutta la roba da portare al centro di riciclaggio nella varie categorie, ho dato in´innaffiata generale, in attesa di poter gustare le succulente Wienerschnitzel della Iso. Dopodichè, insieme a Claudio sono andato da un altro nostro amico a prendere della piante di cachi e finalmente sono riuscito a farmi dare anche due alberelli di pesche piatte (sono buonissime, solo per la forma vale la pena d´assaggiarle). Una bella chiacchierata mista tra dialetto del Burgraviato e Laivesott (quest´ultima neanche è da considerare come lingua, è un modo di esprimersi dove a seconda dell´estro momentaneo si usano termini italiani o tedeschi, oppure inventati al momento innestando una lingua sull´altra).

Poi un giro al Luna Park con la primogenita, che per mia fortuna predilige le attrazioni più emotivamente stimolanti (i calcinculo, le atronavi dondolanti che girano vorticosamente e le montagne russe, che però in questo caso erano taroccate da un simulatore), evitando di annoiarmi con case degli spiriti e altre robette con emozioni preconfezionate.

Al ritorno ho anche piantato i cachi e le pesche piatte (se mi trovate voi l´immagine la metto), e chi aveva ancora voglia di andare a porre una crocetta sulla scheda elettorale? io no di certo, e se domenica prossima mi capita un´altra giornata così, che faccio?

 

ORA (LEGALE) ET LABORA

31 marzo 2008

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A me questa storia dell´ora legale mica mi dà tanto fastidio, anzi direi che mi piace proprio e non faccio alcuna fatica ad adattarmici. Certo che un´ora in meno di buio per me significa un´ora in più di lavoro, ma adesso è un lavoro diverso, non si tratta più solo di preparazione, adesso qualcosa si raccoglie, c´è più soddisfazione e vedo che piano piano miglioro ogni anno.

L´anno scorso, per esempio, i rapanelli grossi dovevi cercarli e quest´anno invece li puoi tranquillamente raccogliere a caso, dai e dai ho imparato a tarare la macchinetta seminatrice in modo che vengano alla giusta distanza l´uno dall´altro.  A raccoglierli ci metto poco e poi li porto alla Iso, che a lei piace fare i mazzi.

Le cime di rapa, di cui credo d´essere l´unico produttore sudtirolese, l´anno scorso faticavano a produrre la pregiata infiorescenza centrale, erano quasi solo foglie. Quest´anno invece possono tranquillamente competere con i friarielli campani, me l´ha detto uno che se ne intende e che di lavoro interra rifiuti tossici.

E poi il radicchietto da taglio, che mentre l´anno scorso all´inizio dovevo tagliare quello ributtato dall´anno prima, adesso ho già quello novello, molto più tenero e gustoso. Anche per le biete stesso discorso, con in più il fatto che oltre a quelle classiche a costa bianca, ne ho anche un tipo più chiaro, le erbette e le biete colorate, spettacolari con i loro gambi gialli, rossi e arancioni.

E poi rucola, crescione, erba cipollina e insalata, insomma non siamo ancora al top ma promette bene e lavorare così non mi dà fastidio, anzi mi piace quando cala il sole e rimango da solo con il canto degli uccellini ed il ronzio delle api. Quello è il momento in cui vado in serra apreparare le piantine per la stagione, oggi per esempio ho seminato il basilico rosso e picchettato le melanzane. Quest´anno ne farò parecchie di quelle striate e anche di quelle bicolori, blu da una parte e bianche dall´altra.

Solo un pensiero mi ha turbato, mentre fumavo una sigaretta ammirando lo spuntare dei germogli dei kiwi, pensavo che in fondo tutto questo lavoro non mi fa affatto sentire prigioniero, anzi mi dà un senso di libertà. E allora la mia mente è corsa all´”Arbeit macht frei” di triste memoria e mi è salito un brivido, ma poi mi sono tranquillizzato, in fondo le parole hanno un valore ma quello che conta sono i fatti

L´ENERGIA OSCURA, IL PETO DIVINO

31 gennaio 2008

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Insomma ci sono arrivati anche loro, meglio tardi che piuttosto. Studio internazionale coordinato dall’Inaf italiano conferma l’esistenza della forza misteriosa che guida la crescita dell’universo“.

Hanno “visto” l’energia oscura motore dell’espansione del cosmo, questo il titolo dell´articolo di Repubblica, in cui si spiega che uno studio dell´osservatorio di Brera dell´Inaf, osservando che le galassie si stanno allontanando tra loro con velocità crescente si è giunti alla conclusione che:

“O l’universo è pieno di una misteriosa energia oscura, che produce una forza repulsiva che contrasta quella gravitazionale della materia, oppure la teoria gravitazionale attuale non è valida e va modificata, aggiungendo ad esempio dimensioni ulteriori allo spazio”.

“Analizzando la velocità con cui la materia delle galassie si è aggregata nel corso del tempo, i ricercatori hanno dedotto che a governare l’intero processo sia stata l’energia oscura: questa misteriosa energia ha contribuito ad influenzare, cioè, la velocità con cui l’attrazione gravitazionale ha fatto aggregare la materia delle galassie.”

Non per farla sporca, ma a queste conclusioni c´ero arrivato prima io, in questo post, dove addirittura svelo anche l´origine di questa “energia oscura” e, particolare non secondario in un´Italia dove molto radicato è il credo cattolico e l´autorità del suo Supremo Pontefice, formulo una teoria che mette d´accordo scienza e religione, affermando che la creazione dell´universo è conseguenza di una scoreggia di Dio, che le galassie altro non sono che minuscoli tarzanelli che si stanno allontanando tra loro per via dell´enorme energia liberata dal peto supremo (big bang). Per saperne di più vi rimando alla lettura del post, se poi avrete anche la pazienza di confrontarlo con l´articolo di Repubblica ve ne sarei grato

AGNOSTICO AL 100%, UNA CONTRADDIZIONE?

19 gennaio 2008
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Grazie ad Annarella ho trovato questo test, serve a stabilire quale religione ti assomiglia. Cinque minuti buttati via, ma in maniera magari meno inutile che in tanti altri modi

Qual è la religione giusta per te? (translated version for Italian users)
created with QuizFarm.com

You scored as AgnosticismoIl tuo risultato è… agnostico.
Sei un agnostico. Sebbene è generalmente riconosciuto che gli agnostici non credono nell’estistenza di Dio nè nella sua non esistenza, è possibile per un agnostico essere anche deista o ateo. In realtà gli agnostici non conoscono nè pretendono di sapere se Dio esiste o no, ma possono ammettere che qualcun’altro lo sappia. Un agnostico intellettualmente onesto si schiererebbe su questa posizione, dato che non ha più prove per giustificare l’impossibilità di conoscere Dio di quante ne abbia della sua esistenza.

Agnosticismo
100%
Satanismo
90%
Paganesimo
85%
Ateismo
80%
Paranormale
75%
Islam
60%
Buddismo
55%
Confucianesimo
25%
Cristianesimo
20%
Ebraismo
15%
Induismo
15%

Accetto serenamente il verdetto, e a dirla tutta, ne vado quasi fiero. Solo un leggero fastidio per quel 100%, sinceramente non me ne intendo, ma se uno è agnostico può davvero esserlo completamente? 

OBAMA, OCCHIO A CHUCK NORRIS

5 gennaio 2008

chuck-norris-002.jpg

Non so ancora cosa ne pensi Stielike, ma quello che è successo nei caucus (che prima di ieri pensavo fossero dei piatti tipici a base di semolino e polpa di pianta grassa) mi affascina, sembra un´altra America, un secondo niù dil. E questo non solo per il colore della pelle di Barak Hussein Obama  e neanche per la sua giovane età, che in Italia lo ridurrebbe a fare l´attendente di qualche portaborse.

“Il tempo del cambiamento è arrivato: sarò il presidente che riporterà a casa i soldati dall’Iraq, che garantirà la sanità a tutti gli americani e metterà fine ai regali fiscali alle grandi multinazionali” , di fronte a queste parole faccio apertamente il tifo per lui, sperando che prima o poi ne arrivi uno così anche qui da noi, anche se l´eventuale Obama italiano, oltre che con le multinazionali dovrà fare i conti anche col Vaticano.

Mi dispiace per chi voleva vedere una donna alla Casa Bianca, ma dopo Bush junior, a beccarsi anche la moglie di Clinton, che tra l´altro si dimostra così sicura di farcela, uno si sente autorizzato a pensare che l´America sia come Biufitul, con le famiglie che si scontrano, i figli che passano dall´infanzia alla tarda adolescenza in due giorni, padri, patrigni, figli e figliastri che si maritano più volte fra loro, e la gente che muore tre o quattro volte senza alcun effetto apparente sulla salute.

Anche dalla parte dei repubblicani qualcosa si muove, non è più valida la formula “più spendi, più ti votano”, per adesso ha vinto  Mike Huckabee (sarà mica quello le cui sigarette spopolavano negli anni ’70?), per saperne di più vi rimando a quest´articolo di Zucconi.

Ma quello che neanche Zucconi dice, è che un´ombra scura sta calando sulle prossime elezioni. Mike Huckabee, il pastore battista, oltre al cristianesimo conservatore che in America tira più di un carro di buoi (in Italia è diverso), ha un altro formidabile alleato, Chuck Norris. Già il nome basterebbe a far mettere il cuore in pace a tutti gli altri aspiranti allo studio ovale, ma per i più tosti sembra che il buon Chuck, oltre che a tagliare grissini col tonno e potersi permettere di giudicare Caterina Caselli, stia approntando una versione elettorale del suo famoso calcio rotante.

Quando Chuck Norris ti dice che devi votare qualcuno, era proprio quello che avevi in mente tu