Posts Tagged ‘cani abbandonati’

A PARTE QUESTO, TUTTO BENE

1 novembre 2010

Ogni tanto, specorando su feisbùc, vedo che in parecchi modificano spesso il loro profilo e poi il più delle volte appaiono in faccia. Ma anche questo mi appare tremebondamente secondario rispetto al dilemma che mi attanaglia in questa piovosa ed umida serata, dove una zocca di quelle dell’anno scorso sta bruciando lentamente nella stufa. E financo il divagare sulla assoluta superiorità emozionale delle zocche rispetto a qualsiasi altro combustibile, mi parrebbe fuorviante nei confronti del dilemma che poi, neanche a farlo apposta, nel frattempo s’è risolto da solo.

Non che vi fosse molto da decidere, dovevo solo continuare a vedere di schiena la tv sul primo canale austriaco o passarla su rai tre, col rischio di ribeccarmi lo spot della lavagna di Fazio e Saviano. Roba che se non smettono di mandarlo finisce veramente che questi han rotto i coglioni ancora prima di cominciare.

Il problema vero è che sta passando da consuetudine ad ovvietà la prassi secondo la quale il soffermarsi lungamente su di un accadimento, fa di quest’ultimo un semplice mezzo per raggiungere i propri scopi, anche se non ci si rende conto che, a lungo andare,  le piccole cose erodono l’idealità che sta nelle grandi, così come la goccia d’acqua scava un incavo anche nella pietra più dura. 

Ah, dimenticavo. Quando qualcunobarraa a cui siete legati da un rapporto anche copulatorio vi dice “tu non mi basti mai“, non prendetelo per complimento Vuol solo dire che ha bisogno anche di qualcun altrobarraa

SON TROPPO GROSSE

23 gennaio 2009

cristinadelbasso

Bene o male, volente o nolente, uno (o una) che sta un minimo attento a quello che succede in giro, delle grandifratellose  tette di Cristina del Basso deve averne come minimo sentito parlare. A meno che non si tratti del personaggio della canzone di Gaber (quello che per esempio Facchetti non lo conosceva e non sapeva neanche chi fosse), quelle tette le hanno viste tutti, qualcuno si sarà immaginato anche di tenerle in mano.

Per me son troppo grosse, magari la quarta che aveva prima poteva essere un po’ poco per una donna della sua stazza, ma così ha esagerato, come quelli che per sicurezza  si comprano le scarpe  un numero più grande pensando ancora di crescere. Il lavoro che le hanno fatto sembra quasi una roba da hard discount della chirurgia estetica, una settima al prezzo di una quinta  come due vasetti di acciughe al prezzo di uno. Magari Alessandra Mussolini esagera quando vorrebbe mandare in galera il chirurgo, casomai dovrebbe essere la neotettona a rivolgersi all’unione consumatori.

Per me son troppo grosse, sai che stress andare in giro con una messa in quel modo? a parte il fatto che tutti ti guarderebbero come fossi loro amico su feisbuc, sarebbe difficile anche aprirle una porta senza chiederle di fare un passo indietro. E poi è anche pericoloso, ti arriva un arnese del genere in faccia e ci rimedi una contusione come ridere. Senza contare che, se non appoggia bene i gomiti, toccano sul materasso e di conseguenza non dondolano

MC CAIN LO BATTEVO ANCH’IO (MA FORSE NO)

6 novembre 2008

APDEIT FUORI TOPIC  Bolzanini e dintornanti, se nel frattempo non dovessi scrivere un altro post, vi dico qui che suono sabato questo al Masetti, orario di aperitivo 19.30 circa. Formazione ridotta, pianoforte-chitarra-voce, più o meno una mezzoretta. Ci vediamo 

 mc-cain

Ha vinto Obama e sono tutti sono contenti, e in fondo anche Mc Cain non l’ha affatto presa male, che abbia letto il mio post precedente, dove affermavo che per i presidenti USA col nome che inizia per Mc la probabilità di morire assassinati è del ciento per cento?

I più contenti erano ovviamente quelli del PD italiano, che per l’occasione hanno anche fatto festa, una bella festa pacata e serena (pure troppo, a giudicare da queste foto). Ma anche Berlusconi ha promesso di dargli dei consigli quando potrà abbracciarlo, speriamo che Obama faccia il signore e non dica ad alta voce (tra i due c’è quasi mezzo metro) che lui problemi di calvizie non ne ha ancora.

Non per sminuire la vittoria di Obama, ma contro Mc Cain avrebbe vinto anche Hillary Clinton, anzi avrebbero vinto in tanti e forse anch’io. Alla fine il fattore razziale si è rivoltato contro i repubblicani, e così sarebbe stato anche col fattore sesso se la candidata fosse stata Hillary. Dopo otto anni di Bush, meno si assomigliava (anche e sopratutto visivamente) al candidato repubblicano e meglio era.

Contro il maschio bianco Mc Cain ha vinto il nero Obama e avrebbe vinto anche Hillary la donna. Sarebbe andato bene anche un cinese, e magari ce l’avrei fatta anch’io, in fondo non era il Mc Cain delle patate precotte

PATATE SI, AZIONI NO

2 ottobre 2008

Io per le patate non ci sono mai stato tanto portato ma, come affermava il sommo Stielike nel mai abbastanza riconosciuto come simbolo dell’incoerenza costruttiva 1979, “anche un cambio automatico ha bisogno di un pelo d’occhio“. E quindi prima o poi doveva pur capitare che mi venissero bene. La scossa l’ha data il bar, il mezzo ettaro abbondante che io e Claudio abbiamo affittato quest’anno principalmente per coltivarci questo tubero, che se ce lo hai buono ti tieni il cliente alla grande.

Patate, ma anche carote. Queste erano le mie grosse pecche prima di quest’anno, colpa mia senza ombra di dubbio, ma anche colpa anche del mio terreno, eccessivamente umido e torboso.

Tutto iniziò a fine Aprile, con Claudio stavamo terminando in terrificante ritardo la potatura dei suoi meli (noi facciamo così, lui da una mano a me e io do una mano a lui), venne fuori l’idea di prendere in affitto un terreno incolto in attesa di esproprio. Detto e fatto, scolandoci una cinquina di birre una dietro l’altra elaborammo il progetto.

Innanzitutto bisognava tagliare le erbacce alte un metro, poi arare e fresare il terreno, mettere in opera uno straccio di impianto d’irrigazione e poi  si poteva iniziare a pensare a cosa farci. Era tardi, e le patate da seme erano esaurite da tutte le parti, ne avevamo la metà scarsa di quante ne servivano e sembrava che a metà Maggio per avere delle patate da seme si dovese andare in Norvegia, erano esaurite dappertutto. Proprio giusto per provarci feci una telefonata al posto più ovvio, il Consorzio Agrario di Laives. Ne avevano da buttar via e avevano addirittura perso la speranza di poterle vendere, per cui ce le diedero a metà prezzo. Colpaccio.

Nel frattempo avevamo seminato una marea di rapanelli, mais e cime di rapa. E io avevo preparato piantine di pomodori da sugo, zucchine, zucche e meloni a gogò, i due tavoli della serra erano completamente occupati. Noi lo sapevamo che non tutto ci sarebbe venuto bene, ma alla fine il risultato è comunque stato superiore alle aspettative. Con i rapanelli rossi e bianchi ci è andata discretamente bene, ne sono venuti parecchi ma si poteva fare meglio. Il mais, per quello che serviva, ha fatto il suo sacrosanto dovere, le zucchine hanno prodotto il giusto, le cime di rapa non ci hanno mai tradito e anche coi fagiolini ne è valsa la pena. Con le carote è andata di lusso, mai fatte così tante e così belle.

Le delusioni sono state i meloni e i pomodori da sugo, ma forse coi primi ci riproveremo, l’importante erano le patate, in fondo era per quello che avevamo messo in atto il progetto. La prima cavata, quella delle precoci, si è rivelata senza infamia e senza lode. Piccolette e neanche tantissime, ma i rapanelli bianchi seminati al loro posto stanno venendo su alla grande. La seconda raccolta, quella di quelle con la scorza rossa, si è invece rivelata una piacevole sorpresa, patate belle e sane e anche di una discreta pezzatura. E anche qui, una bella fresata al terreno e giù di nuovo a seminare rapanelli, è fine settembre ma provarci di deve.

Il bello è che sto scrivendo questo con Bruno Vespa e Brunetta nelle orecchie, mentre stanno dissertando di azioni, bond argentini, fallimenti bancari e crolli di borsa

CHI VUOL VENIRE, VENISCA

14 agosto 2008

Per sabato sera 16 Agosto di quest´anno, tempo permettendo o no,  è indetta una grigliata fra bloggers bolzanini, dintornanti e passanti. La locheiscion è il giardino di casa mia, per l´occasione tiro anche una decespugliata all´erba e per chi vuole farsi il bagnetto c´è a disposizione la piscinetta da quattro e settanta di diametro per uno e venti di altezza.

Per la carne ci penso io, per la Kartoffelnsalat la Iso, la verdura è l´ultimo dei problemi, per chiunque voglia partecipare o anche semplicemente passare a far visita certamente non sgozzeremo il vitello grasso, ma certamente non negheremo un ottimo bicchiere d´acqua di rubinetto (in altre parole, nessuno vi redarguirà se arrivate con qualche buona bottiglia).

Sicure sono le presenze di Xeena, della Guressa e della Joe con il loro codazzo di maschioni materassabili, per il resto affidiamoci al caso, anche gli incliccabili sono i benvenuti, anzi di più.

Giusto per dare un´idea ad occhio su quanta carne prendere, se fate un fischio su questo post ve ne saremo grati

GRANA SULLO SCOGLIO

31 luglio 2008

Isolde, guarda che lo so che la Nutella l´hai nascosta in quel piccolo scomparto della cucina, dietro alle salviette verdi. Lo so da domenica scorsa e non l’ ho ancora toccata e allora, visto che non ti fidi di me, mi tocca raccontare di quella volta che hai messo il grana sugli spaghetti allo scoglio.

Era una delle ultime volte che ci siamo permessi una vacanza estiva, prima che il dedicarsi principalmente allla produzione ortofrutticola ce lo impedisse. L´idea era di andare in Slovenia a godersi la bellissima terrazza sul mare della Frau Rosa, solo che arrivati al confine ci hanno fatto notare che ambedue avevamo la carta d’identitá scaduta e quindi nisba, l´unica era cercare un posto in Italia. Dopo vari giri a vuoto e tentativi andati male, avevamo trovato un grazioso appartamento a Lignano Sabbiadoro e lì ci siamo accampati, io, te e il primogenito.

Il giorno dopo, avendo saltato la colazione per mancanza di materia prima, mi propongo come cuoco per il pasto di mezzogiorno e, consapevole della sua importanza, decido di uscire e dare il meglio di me stesso per preparare un piatto di spaghetti allo scoglio fatti come Dio comanda. Il pesce lo trovo da un ambulante appena arrivato per il suo giro, un kilo di cozze e uno di vongole, una decina di scampi e delle sarde stupende appena pescate, che con lo scoglio non c’ entrano nulla ma come antipasto vanno più che bene.

Con lo stesso metodo mi procuro poi dei pomodori e della cipolla rossa oltre ad un peperoncino ricevuto in omaggio e con tutto l´occorrente torno all´appartamento, fuori tutti dalla cucina e ci vediamo in terrazza per il pranzo. Lavo e spurgo i mitili, preparo il soffrittino e li faccio aprire per poi togliere quasi tutti i gusci, qualcuno come decorazione deve rimanere, aggiungo il pomodoro, butto la pasta e adesso basta aspettare. Vien fuori un capolavoro, arrivo in terrazza, servo i piatti e mi giro un attimo aspettando i conati di piacere quando la Iso e il primogenito assaggeranno la prima forchettata.

Saranno  stati al massimo trenta secondi, mi volto e vedo una montagnola di formaggio grana depositata sugli spaghetti allo scoglio della Iso e del pargolo. Mi è caduto il mondo addosso

DATE UN NOME A QUESTO POSTO

26 giugno 2008

Finchè c´è da usare il tempo per uno scopo preciso, meglio non stare a contare le ore, si spera che verranno ripagate dai risultati. In questi giorni io e Claudio stiamo finendo di approntare il mezzo ettaro incolto che abbiamo affittato per coltivarci la verdura umile (patate, cipolle, carote e pomodori da salsa), che però anche quella è fondamentale sia buona. Per adesso è essenzialmente un lavoro di preparazione, anche se i primi rapanelli li stiamo già raccogliendo, ma comunque si fa notte spesso e volentieri, sempre meglio che prendersi la grandinata che si è fermata un kilometro più a nord.

A proposito, questo posto non ha un nome, io e Claudio ci diamo appuntamento genericamente “in campagna”, vorreste suggerirci come chiamarlo? metiamo anche in palio un premio, dai.

Il brutto è quando il tempo viene buttato via per niente, come mi è successo oggi che ho dovuto andare alla visita per riottenere la patente. Dopo due ritiri della stessa per essere stato beccato con lo 0,78 (in città a 45 all´ora, senza incidenti nè altre infrazioni), la patente mi era stata concessa per un anno e scadeva ieri. Per cui, all´orario stabilito, mi sono presentato con le necessarie analisi del sangue, l´attestato di partecipazione al corso di riabilitazione alla guida (una palla, quattro sabati pomeriggio d´agosto a scimmiottare gli alcolisti anonimi), bollettini e marche da bollo varie.

Dopo un´ora di attesa, arriva il mio turno e mi danno, bontà loro, la patente per altri due anni. Il tutto accompagnato da una breve visitina oculistica e si tengono pure le analisi, mi ricordo solo che ho i leucociti un po’ alti. Dopo un´altra mezz´ora mi consegnano il documento e me ne posso andare, salutando la numerosa compagnia dei miei colleghi reietti (tutta gente a posto, nessun criminale evidente, anche un paio di ragazze discretamente materassabili).

Quello che mi ha colpito è stato me stesso, io di solito ho una gran facilità nello stabilire rapporti umani, eppure non ho quasi aperto bocca, anche perchè l´andazzo girava decisamente sul depresso. E anche di fronte alle tre membre della commissione ho mostrato solo una fredda cortesia che non mi appartiene, come se mi non mi trovassi di fronte a delle persone in carne e ossa.

E a ben pensare, il lavoro che hanno fatto loro potrebbe essere tranquillamente sostituito da un piccolo pc dotato di scanner. Altro che piantar pomodori.

Dimenticavo, adesso che mandano via Donadoni, c´è proprio bisogno di riscaldare la minestra di Lippi con la sua solenne cazzata di ritenersi “un allenatore di cervelli“? Facciamo un po’ di nomi alternativi, io inizio con Osvaldo Bagnoli, Emiliano Mondonico, Nausicaa e Cabassa

L´INSEMINATORE FOLLE

21 giugno 2008

 Questa mi piace sempre cantarla, è proprio un blusazzo inacidato di quelli che anche se stoni un attimo non è uno sbaglio ma una sostituzione. E poi l´argomento è sempre attuale, la sterilità maschile va alla grande. Tutta colpa degli ormoni femminili che si sparano nel cibo per far diventare le melanzane più grosse, per velocizzare la crescita degli animali, per produrre di più ad un costo più basso.

Come dice Bakunin, siamo quel che mangiamo

DUE CONCERTI NON SO DI CHI E UN PICCOLO PROLEMA DA RISOLVERE

18 maggio 2008

Serata di concerti ieri, me ne sono visti due ma non chiedetemi il nome degli artisti, l´ho dimenticato. E dal sito del Masetti puoi sapere quello che fanno domani, ma di quello che hanno fatto ieri non v´è traccia. Un modo come un altro per essere di sinistra, può anche essere. Al Masetti mi son gustato, insieme ad altri 12 spettatori, al 91,6666666666(periodico, insomma)% di sesso maschile, l´ultima ora del concerto di uno che collabora coi La Crus, buon per lui e per loro.

Questo bel giovanotto dinoccolato, accompagnato da un suo pari, cantava delle belle canzoni i cui testi erano ben sottolieanti dalle due chitarre taglienti, acide al punto giusto per assaporare appieno frasi come “la domenica ti sembra più lieve e morire ti pare lieve“. Bravo veramente, un po’ preso male dalla vita ma questo è anche trendy, come del resto la sua voce similzampaglionedeitiromancino, che non ho capito bene se adesso ce l´hanno in molti perchè è bella o perchè in giro vendono mutande troppo strette.

Evitando il bis, vado a vedermi un altro concerto, all´aperto nonostante la pioggia. Altro ambiente qui, sul megapalco si esibisce una band di dieci elementi, un mezzo migliaio di persone balla sotto l´acqua al ritmo di questi qui di cui non ricordo il nome. Bello, niente da dire, ma onestamente il reggamuffin salentino impegnato socialmente è già da qualche anno che inizia a starmi sui coglioni. Comunque l´ambiente è stimolante e in giro c´è gnocca come se piovesse, e infatti piove. Quattro chiacchiere con gli immancabili, un saluto alla Guressa e ciao.

Tra gli immancabili c´era anche Silvano, alias Dr.Sly dei Bluemen, colui che due giorni fa mi ha portato il video del concerto coi Nuovi Tori. Ha fatto veramente un bel lavoro e ho cercato di ricompensarlo affibbiandogli della verdura da mangiare e anche delle piantine per il suo orto, che stamattina mi ha promesso di piantare. Fra circa un mese, quando mangerà i fagiolini Neckarkönigin che gli ho rifilato, si accorgerà di aver fatto un affare.

Però adesso ho questo problema: il video è un dvd con la ripresa integrale del concerto e dura un´ora e mezza, come faccio a spezzettarlo e mandare i pezzi singoli su iutub?

Se ne sapete qualcosa provate a darmi dei consigli, io intanto ci provo per conto mio. Ma in fondo confido sul fatto che ci penserà Silvano. Mi raccomando Sly, i fagiolini piantali con la radice in giù nel terreno bello friabile e sostanzioso, non concimarli che non serve, mettigli un bel palo per farli arrampicare e non raccoglierli troppo piccoli. E stai attento alle lumache 

PER COLPA SUA, NIENTE V-DAY

25 aprile 2008

Io ci sarei anche andato, al Vudei tvù di Grillo. A parte il fatto che lo facevano vicino ad una gelateria, l´argomento era più interessante e la roba da firmare più sensata di quellodell´altra volta, che avevo battezzato come una mezza ciofeca. Pazienza, i referendum sicuramente troverò modo di sottoscriverli e ho ampie giustificazioni per il mattino, il pomeriggio e la sera.

Il mattino era già occupato per la raccolta della verdura destinata all´Einsamer Leiferer Bauernmarkt, mica potevo lasciare i laivesotti a secco di rapanelli, festivo o non festivo mi sarei fottuto le mie già scarse possibilità di diventarne il Sindaco. Quindi  il programma postmattutino prevedeva un succulento pranzo con le Wienerschnitzel della Iso e poi un giro in città con la primogenita, vicino al Vudei c´era anche un bel parco giochi e magari avrei potuto unire l´obbligatorio al dilettevole convincendola a fare una partita a minigolf (lo confesso, a me il minigolf piace).

Niente da fare, appena messo su il caffè telefona Claudio, e mi chiede una mano per la potatura abbondantemente ritardataria dei suoi meli ormai in fiore. È buono l´odore dei fiori di melo, stateci in mezzo 4 ore di seguito e poi vediamo, Comunque a Claudio non posso dire di no, siamo praticamente culo e camicia e in un quarto d´ora sono da lui ad andare di forbicione ad aria compressa e chiacchiere sui massimi sistemi, rutti e scoreggie in libertà, si fotta il pomeriggio e anche il Vudei (o Videi?).

Ritorno rintronato all´ovile, raccolgo ancora dei rapanelli (per sicurezza, meglio abbondare), carico il furgone ed in teoria avrei finito. Guardo su internet per vedere se da qualche parte festeggiano il 25 Aprile e niente trovo. Pazienza, in fin dei conti si tratta dell´anniversario della liberazione dai nazisti e a casa mia comandano ancora loro, che festeggierei a fare?

Detto e fatto, mi mandano a prendere delle pizze dai cinesi di S.Giacomo che di solito sono delle schegge, dall´ordinazione al momento in cui ti consegnano i cartoni passano pochi minuti, fai appena in tempo a berti una birra propedeutica. Stavolta ci ho messo un´ora, passata ad aspettare tra gente nervosa, cani che litigavano fra loro e un bimbo con gli occhi mandorlati che scorrazzava allegramente incurante degli sgambetti che si sarebbe ampiamente meritato.

In più, dopo un´attesa di oltre dieci minuti, piacevolmente ingannata dalla lettura della Gazzetta dello Sport di due settimane fa, mi servono la birra in una flute da procecco e sto pure zitto. Arrivano le pizze, ne manca una e ovviamente è la mia, quella con gorgonzola e salame piccante. Pazienza, il prossimo Vudei lo organizzo io, contro i laivesotti, la Iso, Claudio e i pizzaioli cinesi. E anche contro WordPress, dal momento che è la seconda volta che scrivo questo post

TIRO LA CATENA ANCH´IO

20 aprile 2008

Cuando t´incatenano in tre, l´unica cosa sensata da fare è fare buon gioco a cattivo viso, tanto è solo una roba di internet e quindi non succede che usino fruste o mettano video su iutub. E allora vado con questo meme in cui mi ci hanno ficcato Nausicaa, Cymba e Negrosky (e il nick di quest´ultimo reca ulteriore conforto alla consapevolezza che non ci sia nulla di reale in quest´incatenamento), devo elencare le sei cose che mi piace fare.

Per farla breve, e senza voler sviscerare o trascendere nulla di tutto quanto possa essere colpevolmente o disordinatamentemente sottolineato non con la dovuta enfasi, ma bensì avvolto da quella termocoperta ratticida che avvolge il nostro rantolante sgranocchiamento di vite passate ad aspettare il passato, vengo subito al sodo. Anche se rileggendomi mi rendo conto di aver espresso in modo troppo succinto il concetto che intendevo sopralineare, il pensiero di non essermi dilungato oltre il lecito mi fa meglio sopportare la mancata prolissità di quanto soprascritto.

Le sei cose che mi piace fare sono:

Al ristorante, infilarmi i grissini nel naso e nelle orecchie e poi mangiarli, basta che ci sia qualcuno che guardi

Scoreggiare sotto al piumino ed assaporare l´odore finale della mia digestione (questa frase c´è anche in una mia canzone)

Stare al banco d´un bar a chiacchierare, ed a un certo punto calarmi le braghe facendo finta di niente

Stare su un palco, non importa per cosa. Politica, musica o altro è uguale, l´importante è non esagerare

Guardare le statistiche del blog e vedere che ogni giorno qualcuno si scarica le mie canzoni

Per non fare brutta figura con le lettrici, la sesta cosa non può essere che quella

Osservando scrupolosamente il regolamento di questo meme, provvedo alla nomina di chi dovrà continuarlo, sempre che capisca di cosa si tratta, essendo nell´ordine:

DZORE, blogger lituana dall´aspetto socievole

GYANA, nepalese ma estremamente interessante

rzahuseyn, matematico azero emergente

huhtikuu, sarà anche finlandese, ma con un avatar del genere non è possibile esimersi 

Powiedział/a, magari qualche dubbio viene per lo slesc alla fine del nick,  ma buon avatar anche questo blog polacco

AGA, che ad occhio ha più di un blog in lingua Tagalog

A MEZZANOTTE MENO UN QUARTO VA…

2 gennaio 2008

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Si è mai vista una festa di capodanno dove a mezzanotte meno un quarto la gente se ne va da un´altra parte? Bolzano è la città dei primati (non intesi come scimmie, anche se…) e quindi forse ho avuto il privilegio di assistere inconsapevolmente alla nascita di un nuovo trend, che magari comprenderà anche il battesimo preparto e la tredicesima a settembre. Niente di fatto apposta, sia chiaro, ma anche il successo delle sigarette Lucky Strike pare sia dovuto ad una fortuita circostanza.

Le promesse erano buone, una festa in una delle più belle piazze bolzanine (Piazza del Tribunale, la cui architettura fascista funge da splendido contraltare al gotico del centro storico, in cinque minuti a piedi attraversi la storia e le geografia), una festa organizzata con regolare gara d´appalto, anche se si era presentato un unico concorrente. Il menù prevedeva prima della mezzanotte un mago, un cabarettista e un balletto, ai quali ho volentieri rinunciato in cambio di un paio di fette di lingua da mia cognata ( lingua di bue, non di cognata).

Arrivo alle 23.50 e trovo la piazza semivuota, con i soliti spetardatori in azione con i loro ridicoli aggeggini buoni solo a spaventare i criceti, e seguendo l´andazzo generale tiro dritto e vado a vedermi i fuochi d´artificio che spuntano tra un tetto e l´altro, più vicino non era possibile andare a meno di non scavalcare la gente.

Finiti quelli, torno in piazza e al posto della band da capitolato d´appalto, trovo un tipo sul palco che sbraita a volume medio basso di “mancanza di condizioni di sicurezza per far esibire la band – piccoli gruppi di provocatori che disturbano quelli che si vogliono divertire“, il tutto per quattro petardi sparati a vanvera, roba che a capodanno puoi tranquillamente aspettarti. E poi la perla: “dalla regia mi stanno aggiornando in tempo reale“, e ti credo, stava a due metri da lui.

Tira e molla, arriva la band, mai vista una roba del genere in una piazza. Con tutto il rispetto, questi andavano bene al massimo per un matrimonio riparatore organizzato in fretta, giusto perchè non si noti la panza. Il freddo era pungente, e così decidiamo di fare un salto a casa di Correntone Rossi che ha giusto il balcone vista palco, l´ultimo brindisi e via, che sulla strada del ritorno erano in agguato le pattuglie delle forze dell´ordine in perfetto stile striscia di Gaza, e puntualmente mi hanno fermato ma non fatto soffiare.

Peccato, perchè Gino mi aveva appena accreditato di un modestissimo 0,1

È FUORVIANTE DISCUTERNE

10 ottobre 2007

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Ottima questa frase di Bertinotti, presidente della Camera dei deputati, è quasi da Ol of feim. Sono giorni che non leggo e non scrivo, non studio e non faccio sport, ma putroppo, al contrario dell´ex cantante dei CCCP, lavoro. Ma lasciamo stare, è fuorviante discuterne.

Uno si permette di dire che forse non è tutto oro quello che luccica, che al referendum sul uelfer si dice sia possibile votare più volte, e tutti gli danno addosso accusandolo di voler sminuire, inquinare e screditare l´operazione, addirittura si denuncia la presenza di “agitatori televisivi” che, armati di telecamere, vanno in giro a verificare se siano possibili le multiple espressioni di volontà. Che poi questi agitatori altro non facciano che il loro mestiere (quello del giornalista), è un altro paio di maniche, sarebbe fuorviante discuterne.

È da qualche giorno che faccio la cacca più dura del solito. Sarà una semplice questione climatica, saranno le cipolle troppo forti che uso ultimamente, o tutto può essere inquadrato in una semplice questione di bioritmo?

Sarebbe fuorviante discuterne

CIAO GINO (O.Ferrari)

27 luglio 2007

 

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ascolta il brano

 

Ciao, Gino ciao

è triste abbandonarti così

Ciao, Gino ciao

povero cagnolino, davvero non vorrei

lasciarti qui, sulla corsia d´emergenza

no, non è cattiveria, è che vado in vacanza

STAI ATTENTO A NON FARTI SCHIACCIARE DAI CAMION

COME GLI ALTRI, CHE HO TROVATO AL RITORNO

SPIACCICATI SULL`ASFALTO

ED IO HO PIANTO PER LORO

Ciao, Gino ciao

ti lascio una bistecca, ma non mangiarla in fretta

sennò stai male

Gino ciao,

tira via la coda, altrimenti urlerai

quando chiuderò la portiera