Posts Tagged ‘Bürgerbewegung’

APDÈIT DEL VORHERIGE POST

20 dicembre 2009

Eh insomma, qua è mica tutto a posto. Intanto, di due chitarre che avevo preso, ne è arrivata solo una, anche se in anticipo sulla consegna prevista. La classica a tre quarti per la primogenita è probabilmente rimasta nel camion dell’UPS, l’autista esteuropeo non si sarà accorto che i pacchi erano due e non uno, anche se bello grosso. Poco male, il problema è sicuramente risolvibilissimo, il peggio che può succedere è che non arrivi mai, ma è molto improbabile, facile che basta una telefonata e con un po’ di pazienza neanche quella.

Scartando il paccone della Behringer, mi sono quasi commosso. Bella davvero, meccaniche onestissime e il manico dritto come non dico cosa e a quali tempi, CD e manuali a gogò e pure la leva per svisare. E poi, con quel  bianco pannato mi sono scese le lacrime dal naso, fa pandan secco materassato col mio completino doppiopetto color vaniglia slavata, ci aggiungo la maglietta viola con la scritta CRODINO, le scarpe da tendenza col tacco da otto e sembro più rockstar che con l’acustica.

Ma era ora di pranzo, la giornata era serena e all’amico italocalabrese serviva la pachera il giorno dopo. E quindi ho ritenuto opportuno posticipare il primo bacio alla Behringer, dedicandomi agli ultimi ritocchi di una nuova serra che sto costruendo, tenendo anche conto del fatto che era forse l’ultima occasione per non trovare il terreno troppo gelato e  impacherabile.

Sistemate le incombenze, alle quali ultimamente si è aggiunto anche il mettere a nanna il Bovaro di Stielike, una lavata di mani e son pronto per la Behringer.

Cazzo, non va. Il Pc la riconosce ma in cuffia non si sente niente, per me non funziona la presa della cuffia. Ho comunque installato i driver e i programmi che non sarebbero neanche necessari , l’ho fatto anche sul portatile del primogenito ma il risultato è sempre quello, in cuffia non si sente niente. Poco male, il problema è sicuramente risolvibilissimo, facile che sarà solo una mancata saldatura di fili, ma intanto mi tocca rimandargliela indietro

APDÉIT dell’APDÉIT: neanche fatto in tempo a telefonare alla filiale UPS giusta, e il camionista esteuropeo era sotto casa mia con la chitarra della primogenita, che è già quasi in grado di suonare la Andreas Hofer Lied. Una telefonata in Germania e la questione Behringer è sistemata, la vengono a prendere e me ne danno una nuova. Peccato solo che nevica

SVIZZERI, MINARETI E CAMPANILI (ma anche armi)

30 novembre 2009

E insomma, stavolta gli svizzeri  ha fatto incazzare tutto il mondo tranne i leghisti che,  prendendo bisi per fave come al solito, hanno festeggiato una vittoria del cristianesimo. Razzisti, nemici della libertà religiosa, fomentatori di odio ed altro, così sono stati definiti i cittadini elvetici, che hanno sancito il divieto di costruire minareti vicino alle moschee. E l’hanno fatto attraverso un referendum, sconfessando tra l’altro le indicazioni dei partiti, roba che in un altro contesto sarebbe stata visto come un trionfo della democrazia diretta.

Un referendum è una domanda secca alla quale si risponde con un si o un no, oppure non si va a votare e ci si rimette al giudizio degli altri. Qui non si chiedeva di limitare la libertà religiosa di nessuno, si chiedeva solamente di vietare la costruzione di nuovi minareti e, nonostante non sia un amante dei divieti, probabilmente avrei votato si. Anche perchè questo divieto non potrebbe altro che estendersi anche ai campanili, a meno di non mandare a puttane tutta la legislazione sulla libertà di religione.

È un peccato che si debba vietare quello che non andrebbe fatto per puro buonsenso. Ditemi voi che senso ha costruire minareti (ma anche campanili) nel 2009 in Svizzera. Il minareto, come il campanile, non è un luogo di culto, nessuno ci va dentro a pregare, ed infatti quasi tutte le  nuove chiese che si costruiscono non hanno il campanile. Minareti e campanili servivano nel secolo scorso a segnare i momenti della giornata, ma allora l’orologio lo avevano in pochissimi e il telefonino manco esisteva.

Adesso è tutta un’altra cosa, e sarebbe ora passata di far smettere di suonare le campane a vanvera, uno si abbona e gli mandano un sms quando è ora di andare a messa e quell’altro si mette la suoneria col muezzin quando è ora di pregare. Al posto di minareti e campanili, che si piantino alberi, ma mi raccomando non olmi, che poi bisogna abbatterli perchè prendono le cimici.

Se proprio volete dargli addosso agli svizzeri, fatelo almeno perchè hanno bocciato un altro referendum, quello che chiedeva di vietare l’esportazione di armi. Ma lì nessuno ha detto niente, chissà perchè

2009, NON SOLO ANDREAS HOFER

15 gennaio 2009

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A volte capita di dover far pubblica ammenda. Nel penultimo post sul Sudtirolo ci sono andato giù un po’ troppo duro, scrivendo dell’esagerata importanza data al bicentenario della fucilazione di Andreas Hofer, tacciando implicitamente la cultura sudtirolese di un becero mondobelicismo che non gli appartiene. La celebrazione del mito hoferiano ci sarà e pure in pompa magna, ma il Sudtirolo di certo non dimentica che il 2009 è anche Anno Internazionale dell’Astronomia, proclamato dall’Unesco in occasione del quatttrocentesimo anno dalle prime osservazioni strumentali di Galileo Galilei.

Ma non finisce qui, il Sudtirolo di certo non lascerà che un altro anniversario fondamentale per la storia dell’umanità passi inosservato. Nel 2009 ricorre il quarantesimo anno dallo sbarco sulla Luna da parte di Louis Armstrong

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che, con la celebre frase “questo è un piccolo colpo di pedale per un uomo, ma un grande squillo di tromba per l’umanità“, aprì al genere umano le porte dello spazio infinito.

Ma non è che possa tutto finire qui, nel 2009 ricorre anche il sessantaquattrogesimo degli Accordi di Yalta, che disegnarono la geografia politica nella seconda parte del ‘900. Magari il numero non è dei più tondi, ma prima o poi bisognerà pur uscire dalla logica secondo la quale i numeri  primi soffrono meno la solitudine hofer-yalta

Ma, per concludere, non si puó assolutamente trascendere dal fatto che il 2009 è anche il triste trentennale del 1979, il primo anno dopo due senza i Sex Pistols

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VOTO LA MAGLIA NERA

27 ottobre 2008

Alla fine, a votare ci sono andato anch’io e mi sono pure divertito. Devo ringraziare la Iso perchè se non fosse per lei non avrei varcato la soglia del seggio elettorale, ed essendoci ormai dentro non votare mi sembrava più stupido che farlo.

Come molti di voi sanno, il Partito per Tutti di cui sono segretario, non si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Bolzano, ritenendole inutili in quanto la soluzione definitiva e materassabile dell’eterna questione sudtirolese sta nell’annessione dello stesso alla Svizzera, tutto il resto è fuffa, pizza e fichi e anguria con la mortadella.

Chiaro che dopo aver indicato la luna, mettersi a votare qualcuno che guarda il dito non è una gran cosa, ma se guardi il tutto sotto l’aspetto ludico ti puoi anche divertire. Ho votato cercando di imbroccare la maglia nera, ossia il candidato o la candidata che in queste elezioni prenderà il minor numero di preferenze personali.

In queste elezioni è facile che la palma della lista meno votata se la giocheranno la Bürgerbewegung e i Comunisti Italiani, qui il voto inutile è pacifico, non hanno alcuna possibilità di eleggere consiglieri e quindi la coscienza è a posto. La Bürgerbewegung ha solo sei candidati e quindi è difficile che fra loro si trovi la maglia nera, meglio puntare sui Comunisti Italiani, così almeno una volta nella vita mi tolgo lo sfizio di fare il cattocomunista, coniugando la falce e martello col “beati gli ultimi perchè saranno i primi”.

Solitamente, le donne prendono meno voti degli uomini e allora voto una donna mettendomi la coscienza a posto del tutto, e già che ci sono scelgo quella con la data di nascita meno recente (qui forse ho sbagiato criterio, ma avendo visto il manifesto elettorale pensavo fosse quella che sembrava una Margherita Hack da giovane). Insomma ho votato la numero 7 di questa lista, se non ho imbroccato la maglia nera pazienza, mica era il superenalotto