Posts Tagged ‘bufala campana’

BELLA SERATA

20 novembre 2010

Non bastano due cose andate storte per trasformare una bella serata in un brutto ricordo, e anche se bastassero si potrebbe sempre dimenticarle. Lo scrisse Stielike nel compianto 1986, in occasione del lancio non pubblicitario di un paio di scarpe coi tacchetti che avvitavano in senso antiorario. Ma tanto per togliersi il moccolo dallo stomaco, è cosa buona e giusta metterle nero su bianco prima che accada il contario.

Ho messo su due spaghi e quindi cerco di fare di virtù necessità, cercando di essere il più coinciso possibile, anche se a me le mutilazioni genitali non sono mai piaciute. Le due cose sono una che per sbaglio ho tracannato una mezza lattina di the alla pesca credendo che fosse birra, e l’altra che nessuno mi ha detto che con la chitarra non me la cavo poi male. Niente di gravissimo, a parte la prima.

Non era affatto scritto nei sassi che la serata dovesse riuscire bene, pioveva che Dio la mandava, il giorno era insolito per il locale e per entrare bisognava cacciare fuori il deca. E anche questo Bob Log III, su iutùb non vale neanche un decimo di come è in versione laiv. Io e l’esimio Felix Lalù che poi in realtà si chiama Oscar anche lui) avevamo il compito di aprire il concerto. Ce la siamo giocata sul buttarla lì come l’Oscar giovane e quello stagionato, e qui lascio a voi il disquisire su chi sia l’uno o l’altro, sperando ovviamente che non siate la banda di stronzi che purtroppo mi aspetto.

Pezzi miei, pezzi suoi e pezzi mischiati, alla fine ce la siamo cavata più che onestamente, ma quando è arrivato il Bob, decisamente era un’altra cosa. Questo è veramente un fenomeno, se vi capita andatevelo a vedere, l’importante è che prima di lui suoni qualcuno che già vi faccia un discreto brain storming

 pipuntoessepunto. qualcosa non  va, non riesco a mettere i linc. O aspettate o copiaincollate

 

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POESIA PURA

30 dicembre 2009

Sto uscendo troppo poco la sera in questi ultimi tempi (tranquilli, non è questione di anni, si parla al massimo dell’ultimo mese), mi sto quasi immedesimando nel diciottesimo coprotagonista di una pis teatrale di Stileke, della quale putroppo ancora è ignoto il titolo, quello che nella sestultima scena se ne usciva chiosando qualcosa che non mi ricordo più, a parte che c’entravano i sassi.

È che più tempo hai e più lo butti via, non ho mai visto tanta televisione come in queste ultime settimane, e non è un bel dire. È anche vero che ultimamente o nevica o piove o fa un freddo boia,  e me l’inverno ogni anno che passa mi sta più sui coglioni,  è anche vero che  una mano rotta qualcosa ti toglie, ma ho sempre il sospetto che sia dell’altro, magari legato all’età.

Ma poi mi tranquillizzo, pensavo le stesse cose l’anno scorso e poi hoi ho trascorso una più che onesta bella stagione in sella al Ciao al quale, se siete arrivati a leggere fin qui, ricordatemi che devo dedicare un post

DUE EURO SENZA CONSUMAZIONE

22 ottobre 2009

urna

Potrebbe davvero valerne la pena, di andare a votare per Ignazio Marino alle primarie del PD. Sarebbe senz’altro una buona ragione per aiutare questo giovane partito a lanciarsi verso un suo totale rinnovamento che sarebbe certo cosa buona e giusta anche per l’intera nazione. Un rinnovamento effettivo e non di facciata, nuovi ideali ed un cambio generazionale ormai non piú differibile, una nuova classe politica spinta dalla passione e non dall’interesse personale.

Potrebbe davvero valerne la pena, tra l’altro dalle nostre parti le primarie si fanno nei circoli e nei bar, si potrebbe anche rendere il dilettevole all’utile, entrando a mo’ di torrente in piena nel crogiolo della dicotomia di Stielike, per la quale é indifferente quale sia l’uno e quale sia l’altro, e financo che l’uno o l’altro ci sia o ci siano.

Quanto vogliono?  due euro senza consumazione. Troppo, non ne vale la pena

ERA GIÀ TUTTO PREVISTO

2 agosto 2009

Patate e pomodori 017

Era già tutto previsto, ma comunque mi è dispiaciuto sradicarvi di brutto e lasciarvi assecchire per poi ammucchiarvi in attesa che le intemperie autunnali vi decompongano. Care le mie piante di zucchine della serra crisalide, vi devo confessare che siete state tra le migliori che abbia mai avuto, avete prodotto con rigogliosa regolarità degli ottimi frutti e  bellissimi fiori di notevole dimensione, ma ora basta.

Era già tutto previsto, adesso la mosca bianca sta deponendo milioni di uova  da cui sarebbero scaturiti milioni di insetti la cui melata avrebbe annerito le vostre foglie, rendendovi pressocchè inattuabile la sistesi clorofilliana. Il mal bianco ha cominciato la sua lenta ma inesorabile opera di opacizzazione  che vi avrebbe comunque tolto l’ossigeno. Certo, avrei potuto intervenire chimicamente per allungarvi la vita, ma sarebbe stato uno strazio anche per voi, e poi non c’è solo questo.

Anche non volendo non sottrarsi ad impegni precedendemente non presi, l’interessenza dell’illogicità della quindicesima enunciazione del decalogo di Stielike porta comunque al mantenimento dell’intenzione primaria, indipendentemente dall’avverarsi o meno delle previsioni. Se poi buona parte di esse si esattiscono, tanto meglio. E per fortuna è andata così. 

Di zucchine ormai ce ne sono a josa, ci sono quelle del nuovo bar (sono 250 in piena produzione, e altrettante  ne sono state piantate la settimana scorsa) e poi ci sono quelle che iniziano a produrre adesso. Era già tutto previsto, ci sono le piante di pomodoro alla grandezza più che giusta per essere messe a dimora che reclamano il vostro posto. Grazie di tutto, avete fatto di una schifezza un tripudio, adesso tocca ad altri e speriamo che siano vostri degni successori

2009, NON SOLO ANDREAS HOFER

15 gennaio 2009

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A volte capita di dover far pubblica ammenda. Nel penultimo post sul Sudtirolo ci sono andato giù un po’ troppo duro, scrivendo dell’esagerata importanza data al bicentenario della fucilazione di Andreas Hofer, tacciando implicitamente la cultura sudtirolese di un becero mondobelicismo che non gli appartiene. La celebrazione del mito hoferiano ci sarà e pure in pompa magna, ma il Sudtirolo di certo non dimentica che il 2009 è anche Anno Internazionale dell’Astronomia, proclamato dall’Unesco in occasione del quatttrocentesimo anno dalle prime osservazioni strumentali di Galileo Galilei.

Ma non finisce qui, il Sudtirolo di certo non lascerà che un altro anniversario fondamentale per la storia dell’umanità passi inosservato. Nel 2009 ricorre il quarantesimo anno dallo sbarco sulla Luna da parte di Louis Armstrong

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che, con la celebre frase “questo è un piccolo colpo di pedale per un uomo, ma un grande squillo di tromba per l’umanità“, aprì al genere umano le porte dello spazio infinito.

Ma non è che possa tutto finire qui, nel 2009 ricorre anche il sessantaquattrogesimo degli Accordi di Yalta, che disegnarono la geografia politica nella seconda parte del ‘900. Magari il numero non è dei più tondi, ma prima o poi bisognerà pur uscire dalla logica secondo la quale i numeri  primi soffrono meno la solitudine hofer-yalta

Ma, per concludere, non si puó assolutamente trascendere dal fatto che il 2009 è anche il triste trentennale del 1979, il primo anno dopo due senza i Sex Pistols

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TIENI DURO, PANCHO VILLARI

24 novembre 2008

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Quando tutto sembra perduto, è il momento di crederci di più“. Questo era lo slogan di Michaela Biancofiore, la capolista del PDL alle elezioni provinciali di Bolzano, nel manifesto che la ritraeva a mo’ di Scarlett O’Hara in Vom Winde verweht del 1939, anno sufficientemente importante dal punto di vista storico, ma non tale da contemplare alcuna delle numerose encicliche di Stielike.

Anche se lo slogan non ha partorito grandi frutti (il PDL ha perso un seggio su quattro), questo non vuol dire che esso non possa essere opportunamente riciclato, e magari anche per cause più nobili, come per esempio la ribellione al sistema dei partiti.

L’occasione sarebbe quella giusta e la persona anche, si tratta dell’eroe  rivoluzionario antipartitocratico Riccardo Villari, che da giorni sta resistendo alle immani pressioni dei partiti e delle istituzioni affinchè egli si dimetta da presidente della Commissione Vigilanza sulla Rai. Mancano solo il Presidente della Repubblica, il CT della Nazionale e Pippo Baudo e poi di andarsene gliel’han detto tutti, ma lui tira dritto come un treno, mica è un ex democristiano per niente, la parola “dimissioni” è come l’aglio per le streghe.

Raccontare ed interpretare tutta la faccenda Villari sarebbe anche divertente, ma troppo lungo, vado dritto al giudizio, Uòlter ha fatto una figura di merda. Ma peggio ancora sta facendo Sergio Zavoli, il designato successore strabipartisan di Villari, un’ottantaseienne mostro sacro del giornalismo italiano che adesso si trova a fare la figura dello stallone impotente

pipuntoessepunto: e comunque, secondo me l’Isola dei Famosi doveva vincerla il bidello

GRILLO, MA CHE COMBINI?

12 novembre 2008

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da Repubblica.it   Cassazione, non ci sono le firme. Saltano i referendum di Grillo

È un po’ che non vi parlo di Claudio, il mio amico/concorrente/socio col quale ho coltivato il bar quest’anno, e già che lo faccio ne approfitto per benedirlo. È stato per merito suo che non sono andato al V-Day2 di Beppe Grillo il 25 Aprile, dove avrei senz’altro firmato i referendum che proponeva, quelli per l’abolizione dei finanziamenti alla stampa e dell’ordine dei giornalisti, e quello contro la legge Gasparri dulla TV. Vista la fine che han fatto quelle firme, un bel pomeriggio a potare i meli di Claudio è stato assai più  proficuo.

Dopo aver letto che le firme non bastano perchè alcune centinaia di migliaia di esse non risultano regolari, e pensare che magari in mezzo a quelle potrebbe esserci anche la mia, ad aver detto di no a Claudio mi sentirei veramente una merda.  E facile che non sono neanche l’unico, chissà quanta gente quel giorno aveva programmi più interessanti.

Certo che forse, prima di raccogliere scarrettate di firme per un referendum, almeno un’occhiata alla legge che lo regola il Grillo poteva anche dargliela, giusto per non far firmare la gente a vanvera. Insomma, il succo è che i referendum di Grillo non si fanno, e magari il primo ad esserne contento è proprio lui, meno rogne e può anche fare la vittima del sistema

UNO SU VENTI È ANDATO LÀ…(erano due milioni e mezzo)

26 ottobre 2008

Due milioni e mezzo di persone non si possono ignorare. Secondo le stime del PD, che non ho intenzione di confutare, questo era il numero dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma. Qui Berlusconi non può far finta di niente, tolti i neonati e i moribondi dai 60 milioni di italiani, significa che più o meno uno su venti è andato là.

Uno su venti può essere tanto ma anche poco, a volte in una partita di calcio quando un giocatore viene espulso capita anche che la sua squadra giochi meglio, è solo se in un pullmann quello che manca è l’autista che la cosa diventa più grave. E anche in una metropoli come Milano, se su due milioni di abitanti si assentano in centomila la cosa passa abbastanza inosservata, e qualcuno spera che la cosa si ripeta per la finale di Cempions Lig. Sui piccoli e grandi numeri, uno su venti non è un granchè.

Come spesso mi accade, il Südtirol/Alto Adige viene in mio soccorso per capire a fondo la grandiosità della portata dell’evento veltroniano. Qui da noi, tolti i neonati e i moribondi, siamo circa 350.000 anime e quindi almeno in 17.500 devono essere scesi nella capitale a manifestare, questo dice la matematica.

Tenendo conto del fatto che al 70% dei sudtirolesi (quelli di lingua tedesca) del PD e di Veltroni non ne può fregare meno, e che la popolazione di lingua italiana è concentrata nella zona di Bolzano, la manifestazione di ieri deve aver provocato un esodo epocale. Quasi una persona su cinque dev’essere risultata mancante all’appello, e questo non può davvero essere passato inosservato. Non ho ancora letto il giornale, ma se non trovassi un titolone su Bolzano vuota mi stupirei davvero.

Io non mi sono accorto di nulla, ma chissà quanto pane hanno avanzato le latterie…

MR.ALEX, MEGLIO DEI SONIC YOUTH

13 ottobre 2008

Darsi delle regole per poi potervi contravvenire è cosa buona e giusta e, se corrobotata dalla giusta interpretazione della fittizia invisibilità del bosone di Stielike, potrebbe addirittura aiutarci a svelare i meccanismi che regolano l’universo intero o almeno la parte a cui abbiamo libero accesso.

Assistere ad un intero concerto è inutile e quasi dannoso, quando ti sei visto gli ultimi tre pezzi e i bis è più che abbastanza per farti un’idea di quello che ti sei perso, e spesso il post-concerto va a finire che si rivela il meglio della serata.

Ma sembrava valesse la pena, i Sonic Youth a Bolzano nel capannone della Pichler Stahlbau, una fabbrica di ponti e grosse costruzioni metalliche, roba da doverci andare per forza e anche da prendersi il biglietto in anticipo, una roba che avrò fatto pochissime volte in vita mia.

Bel posto e bella gente equamente divisa tra generazioni, e anche bel concerto. Nulla da dire, i Sonic Youth hanno fornito un’ora e un quarto di ottima energia musicale, il prezzo del biglietto lo valevano alla grande, in poche parole un cartellino timbrato più che onestamente. Il pubblico era un po’ meno energetico, ma d’altronde, quando per avere una birra devi farti venti minuti di fila è normale che la musica ti coinvolga molto meno. In molti si lamentavano dell’acustica, ma in storie del genere lo sanno anche i sassi che per sentire bene bisogna piazzarsi vicino al mixer.

Finisce il concerto e inizia la serata, i più se ne vanno e sul palco arriva  digei Mr.Alex con l’incarico di rendere meno traumatica la fine dell’evento. Al bar sparisce la coda e la birra te la danno al volo, si gira e si chiacchiera (a proposito, un salutone al Gambero Rotto e alla tipa che era con lui), la gente è presa bene e qualcuno addirittura inizia a ballare.

Mr.Alex è uno che sa il fatto suo, dà un’occhiata alla gente e subito capisce quel che deve fare, inizia a snocciolare Clesc, Tolching Ids e Chiur come se piovesse neve degli anni ’80 e subito i ballanti si moiltiplicano e addirittura si assiste a qualche timido tentativo di pogata. Insomma Mr.Alex, che non a caso il Partito per Tutti aveva candidato a sindaco di Bolzano alle ultime comunali, è padrone della situazione e si concede anche qualche accondiscendenza all’esultare del popolo in visibilio.

Ad un certo punto mi scorge tra il pubblico e, dando adeguate istruzioni al personale della sicurezza, mi invita a salire sul palco accanto a lui, “stammi qua un attimo che vado a prendere due birre”. Ok, non c’è problema e, anche se lo so che va anche a pisciare, mi piazzo alla consòl facendo il digei in pleibec vestito come Dylan Dog. Bella esperienza, scorro virtualmente i cursori stando bene attento a non toccare nulla e per fortuna Alex torna con le birre, in tempo per cambiare pezzo e darmi una mano a fare una più che dignitosa uscita di scena.

Alla fine Mr.Alex devono farlo smettere quelli dell’organizzazione, fosse per la gente sarebbe andato avanti minimo un’altra ora, magari finendo con Gud seiv de quin, sciudastei o sciudagòIròs. Seratona, proprio per cercare il pelo nell’uovo un pezzo di Berri Uàit ci poteva anche stare, giusto per riappacificare

SE VI PIACE, CHIAMATEMI ANSGARIO

5 ottobre 2008

Sotto un certo aspetto, io ho avuto un’infanzia, un’adolescenza e anche un pezzo dell’età adulta difficile. Nulla di grave, ma il vedere che tutti hanno un onomastico tranne te non viene certo in aiuto della tua autostima. Peggio che peggio,  ti vengono pure a dire che l’onomastico lo puoi festeggiare a Ognissanti, sai che goduria far festa il giorno in cui si portano i crisantemi al cimitero e che da un pò è anche il giorno dopo Alloùin

A togliermi dalle peste ci pensò il destino, solitamente cinico e baro ma a volte anche provvidenziale. Esso si presentò sotto forma di un ricovero ospedaliero nel dicembre del 1988, all’incirca gli stessi giorni in cui Stielike formulò il suo ancora non sufficientemente compreso “paradosso degli scalini variamente coincidenti”.

Niente di grave neanche quella volta lì, si trattava solo di un trauma acustico che mi ero procurato un po’ suonando il basso in un gruppo punk e un po’ lavorando con una sega circolare non ben limata. Comunque cinque giorni di flebo per riacquistare udito ed equilibrio mi ci son volute, ma per fortuna quella rimane per ora la mia ultima esperienza ospedaliera con ricovero annesso.

Ma fu proprio passeggiando senza costrutto alcuno nei lugubri corridoi del reparto otorino, che trovai un senso a ciò che mi stava succedendo. Aspettando che la Iso, incazzata come una jena col suo parrucchiere di fiducia per via di una permanente a la Gimi Hendrics, mi venisse a trovare portandomi pure le sigarette, mi cadde l’occhio su una stampa appesa alla parete che raccontava la storia di San Ansgario, Oscar tra parentesi.

Buono, adesso il Santo ce l’avevo pure io, fine delle frustrazioni e dei complessi d’inferiorità, impegnandomi un attimo e con un po’ di culo (un po’ tanto, almeno abbastanza da poterlo dar via). avrei potuto anche diventare una rockstar. Non è successo, ma è comunque andata bene, e forse anche per merito di quella stampa appesa alla parete.

Oggi, nell’era di Internet, ho scoperto anche che il mio onomastico cade il 3 febbraio, troppo freddo per poterlo far coincidere con la Festa della Ciavada Foresta, una delle innovazioni che il Partito per Tutti attuerà non appena conquistato il potere. Pazienza, la organizzeremo all’onomastico di qualcun altro

EISWÜRFELE O EISKUGELE

6 agosto 2008

Tra una pallina di gelato e un cubetto di ghiaccio non è che siano tante differenza oltre alla forma, ma alle volte sono le piccole cose a fare la differenza.

 La Iso ha una mezza gamba ingessata, niente di grave, tutta roba che passa, ancora una settimane e tutto va a posto. È in gamba la femmena, questo bisogna ammetterlo. In due giorni di gesso ha trovato il modo di cucinare due stupendi pranzi (polenta e funghi freschi di bosco con gorgonzola e spaghetti con pesto fatto al momento, ma anch’ io domenica ci ho messo del mio), e anche di preparare i suoi ormai mitici mazzi di fiori senza i quali il mio banco al mercato perderebbe parecchio in personalità. Logico che bisogna anche darle una mano, ma comunque se la cava, ogni tanto s´incazza ma per questo non è tutta colpa del gesso.

Oggi, ad esempio s´è incazzata di brutto perchè non ho assecondato il suo desiderio d’ affogare una pallina di gelato alla vaniglia nel caffè. Ma non l´ho fatto apposta, ho solo scambiato l’ Eiskugele con l´Eiswürfele, insomma ho capito male, capita. Ero stracotto dopo una mattina di mercato, sovrappensiero e con la testa rivolta ad individuare il posto dove cercare il cellulare perso il giorno prima. E in più mi scappava di brutto anche una cagata tenuta a ritegno da quasi mezza giornata.

Le avevo appena portato il caffè e stavo accingendomi a gustare il mio, quando la Iso mi chiede di portarle una Eiskugele da mettere nel caffè.. Ovviamente capisco bisi per fave e realizzo che vuole un cubetto di ghiaccio, roba che sembrerebbe un´assurdità non conoscendo la Iso. Infatti lei, oltre al grana sullo scoglio,  mette sempre dell´acqua nel caffè, roba da trasformare un espresso alla moka in un beverone sassone. In più sono due giorni che gira con la borsa del ghiaccio, e se l´appoggia dappertutto tranne dove in teoria dovrebbe farle male, ce n’è abbastanza per sbagliare vocabolo e intendere Eiswürfele al posto di Eiskugele.

A quel punto, convinto che volesse veramente un cubetto di ghiaccio da affogare nel caffè, le rispondo che mi sembra un cosa assurda, fa prima a metterci direttamente dell´acqua, tanto è uguale. E che comunque questo suo desiderio mi sembrava meno prioritario del mio impellente atto fisiologico, era una questione di un minuto al massimo, e poi avrebbe avuto il suo cubetto di ghiaccio

RATZI, ALMENO IN FERIE NIENTE VIGNE

30 luglio 2008

Se ne va l´Interarriva Ratzi, giusto così, il troppo stroppia. L´umile coltivatore della vigna del Signore è dalle nostre parti per un periodo di riposo e, visto che qui in Sudtirolo ci sono vigne da tutte le parti, proprio non ci arrivo a capire la scelta del luogo. È come se un operaio delle Acciaierie andasse in vacanza nella Ruhr, o uno che lavora alla De Cecco partisse per un tour gastronomico alla scoperta dei cerchi nel grano. Vabbè, ratzi suoi, ognuno organizza le proprie ferie come meglio crede, l´importante è averne.

Certo che se volesse distrarsi un po’ ed evadere dalle vigne senza restarne troppo lontano, potrebbe benissimo venire a darmi una mano ad addomesticare i miei cetriolini. Questa foto è stata scattata a due metri e ottanta d´altezza, sinceramente non mi era mai capitato di vedere delle piante con un simile sviluppo, addirittura per riuscire a passarci in mezzo ho duvuto pergolarle. E qui uno che di vigne se ne intende potrebbe essermi parecchio utile

CERVI E RANE, QUI NON SI PARLA D´ALTRO

24 luglio 2008

Giusto per non parlarvi sempre di verdura e dei cazzi miei in generale, vi aggiorno su quello che sta succedendo dalle mie parti. Innanzitutto pare che il gran momento sia arrivato. Franz Pahl, uno dei duri e puri della Volkspartei, ha iniziato lo sciopero della fame con l´obiettivo di far rimuovere dal nuovo Museo d´arte contemporanea la rana crocifissa che, oltre ad offendere il tradizionale sentimento religioso dei sudtirolesi, sarebbe anche motivo di doglianza per sua santità il Papa che fra poco arriva in ferie da noi, come se non ne avessimo abbastanza dell´Inter

Fatto sta che il buon Franz si è affrettato a precisare che proseguirà lo sciopero della fame “finchè le forze lo sosterranno”, come a dire “faccio un po’ di dieta” o “provo a smettere di fumare”. Eh no Franz, così son buoni tutti a farlo, almeno ad uno straccio di ricovero per accertamenti ci devi arrivare, altrimenti fai una figura barbina come la mia di un paio d´anni fa, quando ho minacciato un quarto d´ora di sciopero della fame per protesta contro l´infelice collocazione dei manifesti elettorali del Partito per Tutti.

Dopo la rana, il cervo. Molti di voi sapranno del cervo che, dopo un´incursione nel centro storico di Bolzano, è finito in un parcheggio sotterraneo e lì è stato abbattuto a pistolettate da chi di dovere. Ne è venuto fuori un casino, organizzazioni ambientaliste infuriate perchè il cervo doveva essere narcotizzato e trasportato con un´apposita ambulanza ad un centro specializzato dove avrebbe potuto essere curato e poi reinserito nel suo habitat naturale. E, una volta riambentatosi, essere pronto per farsi prendere a fucilate da qualche cacciatore, magari proprio da Kaiser Luis Durnwalder, lider maximo del Sudtirolo e cacciatore a tempo perso.

Ci sono state prese di posizione dure anche dal mondo politico, e il nostro autorevole quotidiano Alto Adige (anzi direi autorevolissimo, come altrimenti definire un giornale che nelle pagine culturali pubblica un megaservizio sull´apertura di un nuovo supermercato di uno dei suoi maggiori azionisti?) è pieno di lettere di protesta di cittadini indignati. Che volete che vi dica? qui di cervi ce ne sono a migliaia e ogni anno ne abbattono qualche centinaio, sono quasi come i polli d´allevamento, bestie con la stessa dignità dei cervi ma di cui ognuno si ciba senza preoccuparsi di come vivano e muoiano.

Ma ora il grosso interrogativo è un altro, dov´è finita la carcassa del cervo? nessuno sa dove sia ma io si. Ho due alternative: o l´hanno messo in freezer per festeggiare la fine dello sciopero della fame di Franz Pahl, oppure l´hanno imbalsamato per poi crocifiggerlo al posto della rana. Bakunin, hai qualche ricetta facile e veloce per cucinare il cervo?

pipuntoessepunto: un pensiero per il cervo: caro ungulato, almeno tu prima di finire impallinato, ti sei tolto la soddisfazione di ferire, anche se solo leggermente, qualche umano. Glia altri tuoi simili di solito finiscono in ragù senza neanche un minimo di gloria

LA FESTA DELLA CIAVADA FORESTA

15 luglio 2008

È luglio e fra un po’ c´è luna piena, quindi è normale che la trombata sia un argomento che tira, sulla trombamicizia abbiamo discusso quel che serve, ora cambiamo argomento, ma anche no.

La Storia, almeno quella che sappiamo noi (quella scritta dai vincitori), c`insegna che il tradimento è sempre all´origine di guerre e disastri, è nella natura umana ma è meglio che sia occultato e dimenticato il più presto possibile, come la cenere sotto al tappeto. Eppure questo toglie a tutti qualcosa, la paura del dopo e l´imbarazzo del prima si rivelano ostacoli quasi sempre insormontabili, si vive la propria vita come fosse scritta in un destino divino al quale  è politicamente scorretto ribellarsi. Come segretario del Partito per Tutti ho il preciso dovere di porre termine a quest´ingiustizia.

Giuro che quando sarò sindaco di qualsiasi posto, il mio primo atto sarà l´istituzione della Festa della Ciavada Foresta, la festa della copula tra chiunque non sia legato tra legami socialmente riconosciuti, un giorno all´anno, anzi abbondiamo, facciamo un uìcchènd. La Festa della Ciavada Foresta sarà il giorno nel quale, in deroga a qualsiasi vincolo sia sentimentale che sociale, ognuno proverà le emozioni che ha solo immaginato, ognuno si toglierà il suo sfizio, ognuno si concederà una pausa godereccia in attesa della “persona giusta”.

Ci vuole un posto? Bolzano. La Festa della Ciavada foresta si svolgerà sui Prati del Talvera e per l´occasione verranno usate le baracchette del Christkindlmarkt (il Mercatino di Natale), ovviamente attrezzate per l´occasione con la lampadina rossa che segna occupato.

Ci vuole una data? io a dire la verità una data ce l´avevo (l´idea mi frulla in testa da parecchio), era l´11 Luglio, il giorno in cui nel 1982 l´Italia divenne campione del Mondo, in quel giorno le ciavade foreste si sprecarono, qualcuno ne fece anche più d´una. Fatto sta che nel frattempo l´11 Luglio è diventato il compleanno della primogenita. Allora meglio spostare tutto e fare una roba tipo la Pasqua, la Festa della Ciavada Foresta è ufficialmente istituita per il uicched successivo o concomitante con la prima luna piena di Luglio.

Fidatevi, vedrete che alla fine ne verrà fuori una gran cosa, le prime edizioni saranno magari anche frenate dall´imbarazzo, ma poi diventerà una figata, il ” facciamo insieme la Ficieffe?” sarà molto più interessante del “che fai a Capodanno?”

Fratelli e sorelle, la prima luna piena di Luglio è venerdì prossimo, e io ancora non sono sindaco di nessuna parte. Il primo che dice che viviamo nel migliore dei mondi possibili lo strangolo

L´INSEMINATORE FOLLE

21 giugno 2008

 Questa mi piace sempre cantarla, è proprio un blusazzo inacidato di quelli che anche se stoni un attimo non è uno sbaglio ma una sostituzione. E poi l´argomento è sempre attuale, la sterilità maschile va alla grande. Tutta colpa degli ormoni femminili che si sparano nel cibo per far diventare le melanzane più grosse, per velocizzare la crescita degli animali, per produrre di più ad un costo più basso.

Come dice Bakunin, siamo quel che mangiamo