Posts Tagged ‘Berlusconi’

TARTAGLIA COME GOIKOETXEA (e come il ramo del caco)

14 dicembre 2009

A dirla un po’ alla grossa, Tartaglia che spacca la faccia a Berlusconi equivale ad  Andoni Goikoetxea che frantuma la caviglia di Maradona, non conta il contesto ma l’effetto. Tutte e due le vittime sono state colpite in quello che era il loro punto forte, quello su cui basavano il successo, e in ambetrè i casi la cosa era certamente prevedibile.

 Se sei il miglior calciatore del mondo è logico che qualcuno cerca di fermarti in ogni modo, con le buone o con le cattive. Se stai al governo, democraticamente eletto  con un ottimo consenso e vai in giro a stringere mani, prima o poi quello del formaggio lo trovi, è matematico. Sono i pericoli del mestiere, anch’io qualche settimana sono caduto dal caco e lo sapevo che prima o poi succedeva.

Maradona aveva vent’anni e si è rimesso alla grande, la mia mano fratturata è ormai quasi del tutto guarita, ma per Berlusconi immagino ci vorrà parecchio tempo prima che possa andare in giro a mostrare la faccia. E non son mica sicuro che il berlusconismo resisterà ad una troppo prolungata assenza dell’immagine del leader (fra tre mesi, chi si ricorderà di chi ha vinto X-Factor?). E se va in mona il berlusconismo, l’antiberlusconismo lo segue a ruota.

In televisione parlano d’altro, cercano il mandante e stigmatizzano il clima d’odio.  E a me vien quasi da ridere pensando che il destino di questa gente è nelle mani dei chirurghi plastici

IL DOPO BERLUSCONI È ADESSO

13 dicembre 2009

Berlusconi non tornerà più lui, questo è il succo di quello che è successo oggi, senza star lì a perder tempo a commentare il gesto. Se si guardano le foto, non si ha l’impressione dell’uomo ferito, sembra molto di più un giocattolo rotto, e a livello di carisma il confronto fra le due cose appare davvero improponibile. I volti delle persone intorno a lui, finanche quello dell’aggressore, hanno espressioni umane recepibili a livello emozionale, il volto di Berlusconi è invece (probabilmente a causa dei lifting) quasi inespressivo.

Magari ce la faranno anche a rimetterlo a posto, ma sarà comunque un pessimo investimento sotto l’aspetto del puro rapporto costi-benefici. Colpito in faccia (alla quale deve il suo successo) da uno che magari non è neanche comunista,  a Milano con un modellino del Duomo di Milano nel giorno in cui il Milan ha preso due pezzi in casa dal Palermo. La gente lo ha visto debole e, come le galline, non glielo  perdonerà.

Berlusconi ci arriverà da solo a capire che è ora di togliersi dai piedi, farà approvare delle leggi che lo mettano al riparo da presenti e future rotture di coglioni giudiziarie, magari finirà anche la legislatura a livello onorifico e ci riconsegnerà l’Italia in mano alla riedizione della Democrazia Cristiana dei bei tempi andati. In sostanza, quello che voleva.

E alla fin fine, se ci sarà qualcuno che potrà lamentarsi del posto che la Storia gli consegna, non si chiamerà di certo Silvio Berlusconi. A Craxi e a Mussolini è andata molto peggio, tanto per restare in Italia

LA COERENZA DI BERLUSCONI

14 novembre 2009

Sempre i soliti disfattisti antitaliani, che non perdono occasione per diffamare il miglior presidente del consiglio della storia e che continuano a tramare congiure ed ad ordire il solito complotto bolscevicogiudaicomassonicointerista ai danni del premier legittimato dal voto popolare. Anche stavolta non hanno perso l’occasione per dileggiare il Silvio che meno male che c’è, riprendendolo mentre dormiva durante la celebrazione del ventennale della caduta del muro di Berlino.

In realtà, quello di Berlusconi è stato un grande ed encomiabile  gesto di coerenza e di amicizia verso il popolo e la nazione che tra l’altro ci mantiene a gas. Ha sentito parlare russo e gli è venuto da russare

COME I NEANDERTHAL

18 giugno 2008

Allegria, sta finendo la prima fase dell´Europeo, quella a cui le donne non si interessano e hanno anche ragione. È troppo complicata, qui anche se una squadra perde di brutto non è affatto detto che sparisca, anzi magari è anche capace di vincere il torneo, qui conoscere la classifica avulsa ricavata dalla differenza reti negli scontri diretti è un requisito assoltamente imprediscibile per potersi godere le partite. Insomma un casino, ma per fortuna è finita la fase maschile è quasi finita, basta fare i Neanderthal.

A dire il vero, i Neanderthal li abbiamo fatti anche io e Elmar, domenica mattina. Come i Neanderthal abbiamo lasciato le donne a presidiare il rifugio,  a badare al fuoco e alla prole e siamo partiti alla ricerca del cibo. Ci era stato commissionato l´ingrediente fondamentale per un risotto ai funghi di bosco (che ovviamente non è il grana), questa era la nostra missione e non era facile a metà di un giugno insolitamente freddo.

Ma comunque, nonostante o forse grazie alla naturale competività tra maschiqualcosa abbiamo trovato (Elmar un po’ di più, ma ma nel posto che ho detto io) e allora, come i Neanderthal, abbiamo riportato le prede al rifugio e atteso che le donne lo cucinassero. Ottimo, davvero ottimo quel risotto, unico rimpianto il non aver trovato un Ovulo buono (Amanita cesarea) da usare crudo come antipasto.

Dicevo degli Europei, del fatto che adesso arriveranno anche le donne, attratte dal dentro o fuori tipico dell´eliminazione diretta. E sperando che finisca ai rigori per potersi gustare un´inquadratura sufficientemente lunga per valutare la materassabilità degli incaricati al tiro e dei portieri. Per Italia-Spagna di domenica prossima ho pronto il  televisore e la griglia, e molto probabilmente anche la piscina da quattroesettanta, basta fare i Neanderthal 

 

HA VINTO UÒLTER

14 aprile 2008

                              

Alla fine, ha vinto Uòlter. Sembra strano dirlo, ma gli è proprio andata di lusso, meglio di così non poteva ragionevolmente pretendere, viste le premesse i risultati stanno dalla sua parte come e forse più che per Berlusconi. È vero che ha perso le elezioni per diventare Presidente del Consiglio per questa legislatura, ma ha posto ottime basi per la prossima, che non è neanche detto non arrivi prima del previsto.

Con la solenne batosta che ha preso e senza il fintamente auspicato pareggio al Senato, scompare anche l´incubo del Veltrusconi, che lo avrebbe inevitabilmente logorato a forza di decisioni e responsabilità condivise. In più, in un colpo solo e grazie alla legge elettorale che definiva terribile, si è tolto dai piedi Bertinotti, Pecoraro e compagnia bella, prendendosi anche il 90% (o poco meno) dei seggi loro e di tutti quelli che non hanno superato il quorum, fra cui anche la Destra della Santanchè ( e pure il misero zeroqualcosapercento del  Bene Comune che ho votato io)

Alla fine, ha vinto Uòlter, grazie alla scelta di andare da solo adesso si ritrova capo unico dell´opposizione, mentre se si fosse presentato a capo di una coalizione in stile Prodi avrebbe perso comunque, e adesso starebbe recitando il suo addio alla politica italiana, con conseguenti scene di giubilo in tutte le piazze africane, continente al quale ha promesso di dedicarsi prima o poi.

È vero che rimane sempre Casini, ma quello lo dava già per scontato, Uòlter è troppo navigato per non sapere che i democristiani non spariranno mai, lo scudo crociato un posto da qualche parte lo trova sempre. Magari riesce anche a sbolognarli la Binetti, e fare il capo di un´opposizione laica e riformista che alle prossime elezioni si presenterà con tutte le carte in regola per battere il successore di Berlusconi. Alla fine, ha vinto Uòlter, adesso gli rimane solo di aspettare lungo il fiume

…e come dice Cymbalus, ha vinto Berlusconi ma anche Veltroni

IES UÌ CHEN DE CHE?

7 febbraio 2008

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 “Yes we can“, un conto è sentirlo da dire da Obama, un altro da Veltroni, un po’ da ridere è difficile che non ti venga. Per carità, tutto il rispetto per Uòlter, gran bella mossa quella del PD che si presenta da solo con l´orgoglio di chi, davanti al plotone d´esecuzione, grida “mirate al petto“.  Un gesto retoricamente universaldiluviale che Stielike ben sintetizzò nel suo celebre “perso per perso, meglio perverso“, datato ormai 1981.

Ma rubare la frase di Obama per Uòlter può essere un´arma a doppio, se non multiplo taglio. Innanzitto, come direbbe Tonino, “che c´azzecca?”. Veltroni con Obama non solo ha meno punti in comune di quelli che unirebbero un pesce e una bicicletta, ma se proprio è necessario abbinarlo a qualcuno in lizza per le primarie USA, la scelta cade invitabilmente (errore di battitura, prima della v andrebbe una e, ma funziona lo stesso) su Hillary Clinton.

Obama dieci anni fa, per quello che ne sapevamo noi, poteva tranquillamente essere il terzino destro della vincitrice della Coppa d´Africa, Hillary e Veltroni invece erano in pratica i vice, e neanche tanto ascoltati, di Bill e del Mortadella (bravo anche quest´ultimo, dare il buon esempio quando altro non puoi fare è cosa buona e giusta).

Obama è un autsaider, Hillary e Uòlter hanno alle spalle l´apparato del partito, Veltroni è stato proclamato leader con percentuale bulgara, Obama se la dovrà sudare fino in fondo. Un attimo che vado a cercare lo slogan di Hillary:

RIDI FOR CIENG. Uòlter prendi questo, secondo me ti viene anche meglio, a meno che tu non voglia proprio esagerare e veltronizzare il Mec is bec di Mc Cain

SPERIAMO CHE SIA PAREGGIO

6 febbraio 2008

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Insomma si va a votare di nuovo, l´inutile esploratore Marini se n´è tornato con le pive nel sacco e il gerontopresidente Napolitano ha messo in moto il meccanismo per le elezioni anticipate, tutto secondo copione, al punto che la palma del migliore se la sono accaparrata i leghisti, in fin sei conti che senso ha andare a ripetere alla seconda carica dello Stato quello che hai appena detto alla prima?

Che vincerà Berlusconi ormai lo sanno anche i sassi ma, contrariamente a quanto teorizzato da Stielike nell´ingiustamente dimenticato 1983, ” a volte conviene anche difendere lo 0-1 in casa“, il Partito Democratico non si sente ancora fuori dai giochi, andrà alle urne da solo (almeno a parole). Bel gesto, che però assomiglia un po’ troppo a quello di un allenatore che, sicuro della sconfitta, manda in campo tutte le punte disponibili, giusto per fare bella figura.

Eppure l´occasione è storica, dopo un decennio e passa si avrebbe l´occasione di porre fine al ping pong Prodi-Berlusconi che, penso non solo a me, ha abbondantemente rotto i coglioni ( o le ovaie, giusto per essere politically corrett). Col Mortadellone ormai fuori dai giochi, un un risultato specularmente analogo a quello attuale sarebbe un colpaccio decisivo per togliere di scena definitivamente anche il Cavaliere.

Il mio risultato ideale? una Camera dei Deputati con un astensionismo da record e un Senato in pareggio assoluto, per quanto riguarda i timori per la non governabilità non abbiate paura, l´Italia ha sempre dato il meglio di se con governi di transizione, meglio ancora se balneari