Posts Tagged ‘aringa affumicata’

ESSERE UN SENATORE GRILLINO

26 marzo 2013

C’era un film, anzi forse erano due. Con queste aspre parole proferite quasi per caso, Stielike liquidò una volta per tutte gli infami detrattori che ritenevano il pensiero di Alex Britti inadatto alla settima arte. Nei primi due sesti dei due film che in realtà sono uno, al settimo piano e mezzo di un edificio per nulla londinese, spostando un mobile ci si infila in un tunnel alla fine del quale si entra nel cervello di John Malkovic, si vede coi suoi occhi e si palpa con le sue mani. Altro non è dato sapere.

Bello, ma forse troppo poetico per questa storia. Teniamo pure per buona la locheisciòn, ma al tunnel dietro al mobile sostituiamo il cesso alla turca dove Mark di Trainspotting si tuffa per recuperare l’ovulo d’eroina appena improvvidamente defecatovi dentro. Alla fine della nuotata in apnea nella cloaca, si riemerge e ci si ritrova seduti nello scranno di Palazzo Madama nei panni di un senatore grillino. E con un po’ di fortuna è pure il giorno in cui si vota la fiducia e magari il senatore è anche uno di quelli che ha votato perGrasso presidente disobbedendo alla regola.

Guardi coi suoi occhi e vedi gente intorno a te che ti fissa sospettosa, hai appena visto la busta paga che, pur decurtata come di circostanza è pur sempre la migliore della tua vita. Magari la cravatta ti da un po’ fastidio, ma pensi che forse non è giusto che tutto questo debba finire così presto. Facevi la tua porca onesta di una vita, andavi ogni tanto a mangiarti la pizza coi soci del Mitàp di Grillo, al quale ti eri iscritto anche per poterti ogni tanto sottrarre alle grinfie della moglie petulante e dei due mocciosi grassocci stragonfi di merendine neanche bio.

Poi ti capita la botta di culo e ti ritrovi senatore. Grillino, ma comunque senatore, e Roma è Roma per tutti. E adesso sei lì a dover decidere, per te e anche per i toui colleghi della Camera che possono tranquillamente scaricarti addosso ogni responsabilità, manco il voto segreto c’è stavolta.

Niente fiducia, niente governo e fra sei mesi si vota di nuovo, già Grillo è stato più che magnanimo a non espellerti prima , figurati se ti ricandida. E torni a quello che facevi prima, come uno che aveva il gratta e vinci da diecimila al mese e lo ha buttato nel cesso. Magari rinchiuso in un ovulo, tanto per mandare il post in loop

pipuntoessepunto   d’ora in poi i miei post li trovate anche su Salto.bz

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IL DUE C’E’ ANCHE SENZA IL TRE

15 settembre 2011

Popolo bue, a lor altri l’ardua sentenza.  Questa non è, pur sembrandola, la chiosa di un’ennesima enciclica di Stielike, ma bensì la conseguenza necessaria ma non sufficiente di un eventuale rigurgito tardoasburgico, non socratico ma non per questo meno pleonastico di quanto possa essere annoverato tra le comuni conoscenze di fisica quantistica legate al corretto funzionamento di una comune lavastoviglie, oggetto ormai di uso comune, tranne che nella versione larga 45 centimetri.

Può o non può, sempre rimanendo nell’ambito circoscritto del fruitore finale, un comune saltimbocca alla romana essere paragonato all’urlo di Munch  per le sue evidenti similitudini emotive, magari legate solo da una comune esperienza anche inconscia, ma avvenuta nel medesimo momento?  Per quanto mi riguarda la risposta è no, neanche quest’ anno Gennaro Ivan Gattuso vincerà la classifica sdei cannonieri.

Per il resto, tutto a posto, stagione d’oro. Cetriolini e cuori di bue come se piovesse

 

REFERENDUM, QUALCHE DUBBIO SI POTRA’ ANCHE AVERE, O NO?

8 giugno 2011

Sorelle e fratelli, qua è tutto un pullulare di certezze ed io di questo ne soffro (non tantissimo, per me sapere di essere tre mesi e passa più vecchio di Giorg Clunei è molto più devastante).  I quesiti sono interessanti e quindi mi sembra giusto andare a votare, dire alla gente di starsene a casa è vile e scorretto come il ti piace vincere facile. Alla fin fine, se ci sai fare, agli italiani riesci anche a fargli dire che la pubblicità nei film è cosa buona e giusta, è successo davvero in un referendum di qualche anno fa.

Sul nucleare ho parecchi dubbi. Chiaro che c’è il problema delle scorie, ma come ultima scelta, dopo che sono state usate tutte le energie rinnovabili, il nucleare non mi pare proprio più dannoso del carbone o del petrolio. Preferirei abitare vicino ad una centrale nucleare piuttosto che ad una termica o ad un inceneritore di rifiuti.

Poi c’è la questione che se si afferma che l’energia nucleare non s’ha da fare, non è giusto neanche comprarla dai vicini francesi o svizzeri che siano. Altrimenti si è degli ipocriti.

Sull’acqua, pochi dubbi. E’ roba di tutti , va gestita da tutti e deve funzionare. E dove la cosa non funziona significa che gli stronzi sono la maggioranza. Dura da mandar giù ma è così.

Sul legittimo impedimento, legittimo un cazzo

RIATTACCO

2 ottobre 2010

 

La cosa che più assomiglia ad un’aureola, sono le corna. E, per quanto ridondante un teorema possa essere, mai verrà assorbito se non ad una o più condizioni. Non sono citazioni prese a casaccio dall’ Opera Mummia di Stielike, come a qualche anima malevola potrebbe testè venire in mente. Sono i commenti che scrivo in altri blog e su feisbùc e la linkatura, per motivi di brevità e di autostima che sarebbe troppo dannoso spiegare (quando per spiegare la necessità di essere coincisi ci si mette di più coe a non esserlo affatto, non è proprio un buon segno), è limitata alle prime due parole solo per non fare un post troppo colorato.

Detto questo, vado avanti con l’opera e mi auguro che altri seguano il mio esempio, come in una specie di catena siete tutti nominati, anche gli incliccabili.

 Prendendo per buono quel che scrisse Marco Armani, un cuore ce l’hanno tutte, e il valore dell’oro fluttua. Preferisco il punk in un locale di Bellinzona. Ma adesso basta con questo giochino e leggetevi queste parole di Miss Kappa

Sono ancora lontana dall’Aquila. Tornerò a breve. Da qui, la mia città mi appare un incubo al quale, nonostante tutto, desidero tornare. La casa, quella nella quale vivo da qualche mese, mi appare estranea. Nulla mi invita a riaprirla. Né le cose che ho salvato dalla distruzione, né l’idea di un tetto per l’inverno. Sono estranea al mondo che mi circonda. Faccio finta di essere normale, ma non lo sono. Non si può più essere normali, dopo una disgrazia come quella che stiamo patendo. La sensazione è dell’instabilità totale: il sentirsi inadeguato ovunque. Meno che tra quelle montagne. Non fra quelle mura, ma su quella terra che è l’unica cosa che mi dice che i ricordi si possono ancora toccare

 

SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI IL MERDòN

15 agosto 2010

Il fatuo ed il vacuo sono un cuoco senza fuoco, con questa mirabolante iperbole mancata l’allora imberbe Fernando Couto assurse in modo repentino e mirabolante ai pochi onori letterari che in quel tempo poteva permettersi, ed indagare oltre toglierebbe leggerezza al post, cosa che vorrei evitare ma non credo affatto di essere sulla strada buona. La citazione iniziale non è neanche tanto d’uopo, serve solo a giustificare un mio mancato intervento sul litigio tra Fini e Berlusconi, ed il fatto che con la tastiera italiana non riesco a fare la o maiuscola con l’accento.

Detto del vatuo e del facuo, non posso esimermi dal presentarvi uno tra i peggiori tra gli animali che fanno parte della mia vita quotidiana, il Merdòn. Esso iniziò ad insinuarsi più o meno un lustro fa, attirato dai croccantini che la Iso era solita piazzare a beneficio della femmina di riccio che aveva appena partorito una numerosa cucciolata, e da allora viene regolarmente alimentato in modo anche non subordinato. Esso (il Merdòn) deve il suo nome ad una brillante intuizione del Sior Zelger  il quale, alla prima visione dell’animale esclamò “che schifeza de bestia, el par cascà col mus en d’ ena merda“.

Finito lo svezzamento dei ricci, dei quali doveva attendere la sazietà per attingere ai croccantini, la Iso smise di riempire la ciotola. Il povero Merdòn dovette allora imparare a raggiungere la terrazza attraverso il fico, cosa che la Tussi  faceva in modo leggiadro e silenzioso da anni, ma che a lui risultava palesemente ostica, almeno a giudicare dai sordi tonfi che si sentivano ogni tanto.

 A dispetto del luogo comune secondo cui bellezza ed intelligenza sono slegate, il Merdòn, oltre che brutto è anche stupido. Soffia alla Iso che lo foraggia e scappa terrorizzato appena qualcuno gli si avvicina, dimenticandosi spesso che la discesa dal fico è più perigliosa della salita, e infatti ogni tanto i sordi tonfi si sentono ancora.

Anche nel rapporto con gli altri animali, per il Merdòn le cose non vanno meglio. All’arrivo della Miley, la bovarina di Stielike che ormai  da un anno fa parte della nostra esistenza, la Tussi la mise subito in riga, un paio di graffioni ben assestati stabilirono subito le gerarchie, basate sull’ordine di arrivo. La Miley tiene un reverenziale timore verso la Tussi, anche se ancora non si rassegna al fatto che non tutti le vogliano bene. Il Merdòn invece, non possedendo evidentemente uguale carisma, viene inseguito e cacciato in malo modo dalla bovarina, che pare riservare a lui tutta la sua non abbondantissima aggressività.

Alla fine, neanche sappiamo se qualche merlo o topo lo becca, ma comunque ogni tanto trovo dei merli morti col torace intatto. Sapendo che alla Tussi piace sventrarli, è possibilissimo che la loro uccisione sia opera del Merdòn

ARIDATECE LA RANA, O ALMENO UN SERIAL KILLER

3 agosto 2010

Fratelli e sorelle, l’anno scorso qui in Sudtirolo ci si divertiva di più. Non parlo a titolo personale, anzi per me va molto meglio quest’anno, specialmente a livello di crescita e vendita degli ortaggi, in questo campo davvero non v’è nulla di cui lamentarsi. Ho riconfermato la mia liderscip cittadina nei cetriolini, nei mazzi di fiori e nei pomodori cuore di bue (anche se quest’anno ce ne sono parecchi che non raggiungono la pezzatura ideale, e per questo vengono ribattezzati “cuor di vitello”, Kalbsherz in tedesco). Ho tenuto la posizione coi rapanelli, ho anticipato tutti con le zucchine, sto innovando con le melanzane Nubia e quando sarà l’ora dei fichi e poi dei cachi, non ce ne sarà per nessuno.

Quello che rompe i coglioni è che quest’anno, come tutti gli anni in cui non succede un cazzo, qua dalle mie parti si parla di toponomastica. Almeno l’anno scorso c’era la rana crocifissa a tenere banco, non che si pretenda tutti gli anni un serial killer, ma almeno qualcosa di nuovo ogni tanto ci vorrebbe.

Comunque pare che si stia arrivando alla soluzione del problema, la SVP ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale, dove ha la maggioranza assoluta. Risolverà sicuramente il problema in modo equo e duraturo, anche se l’andazzo non mi sembra dei migliori. Da come la vedo io, anche per rispetto dei turisti, andrebbero tradotti in italiano solo i termini che indicano il tipo di posto dove si sta andando: lago, fiume, comune, frazione, monte e valle, almeno uno sa che scarpe mettersi. Assolutamente non si deve tradurre il termine Hof in maso. Potrebbe succedere che il povero turista, appena uscito dall’autostrada con lo stomaco che reclama i canederli, capiti al Maso della Pace (Friedhof) e non vi trovi anima viva

ED ERA PER FARLA BREVE…

13 luglio 2010

La sindrome di Stielike non è  un lenzuolo unto, ma l’insistita tendenza a moltiplicare i fattori d’incertezza derivati il vieppiù delle volte da malgestite sinapsi cerebrali, facendoli così assortire in un magma mauletico, portatore di un malessere umorale paragonabile a quello di un’unghia incarnita radiografata troppe volte. E tutto questo, solo per un decespugliatore o, meglio, per uno dei suoi componenti.

Io col caldo non taglio volentieri l’erba, anzi ad essere sincero il tagliare l’erba proprio non mi piace come lavoro,  ma mi rendo conto che a volte è necessario e soggiacio. A farla breve, qualche giorno fa, accingendomi ad avviare il decespugliatore, mi rimase inopinatamente in mano il cordicello dell’avviamento a strappo (per brevità d’ora in poi chiamato recoil starter).

 Per nulla preso dal panico, smontai il recoil starter e, cercando di intuirne il funzionamento, provai a porre riparo al danno nel modo più efficace e duraturo possibile. Giunsi alla conclusione che dovevo procurami un metro scarso di cordino, riavvolgere la molla fino a quanto possibile e provare ad infilarlo in due pertugi consecutivi. Difficile ma fattibile, e per oggi l’erba rimane alta.

Per puro caso passò a trovarmi un amico che da anni si candida con l’UDC e mi disse che lui sapeva come fare perchè l’aveva già fatto. Si offrì volontario di risolvere il guasto e disse che per farlo doveva smontare la molla. A me ballava un attimo  l’occhio, mi sembrava che il mio ragionamento filasse di gran lunga più liscio, ma comunque lo feci provare. Due ore di tentativi, poi si portò via i pezzi con la promessa che me li avrebbe riassemblati. Tornò due giorni dopo e disse che non ce la faceva. Cazzi miei, vedi che succede a fidarsi dell ‘Udc?

Decisi allora di sfruttare le mie conoscenze informatiche e di procurami un nuovo recoil starter già assemblato. Niente da fare, il risultato migliore è stato un sito che te lo vende, ma solo se abiti in Canada o negli Usa . Provai dai tecnici specializzati, ma o erano in ferie o del nome Tanaka (la marca del decespugliatore) ignoravano financo l’esistenza. Eppure il mio decespugliatore é uno dei migliori, mica è una ciofeca da hobbbista di quelle che trovi negli ard discaunt, è un 42 di cilidrata e fino ad adesso si è sempre acceso al primo colpo.

Provai con Macao, il mio amico provetto meccanico e fu la mia fortuna. Egli vide il problema e optò per portarsi via il recoil starter e aggiustarlo con calma. Lo fece, il giorno dopo mi chiamò e, con la tipica supponenza degli juventini, mi disse che per fare certe cose ci vuole orecchio, ma anche stile. Rimontai il recoil starter riassemblato da Macao, il motore partì subito ma la molla usci dalla sede e uil cordicello rimase a penzolòn. Decisi di tagliare l’erba fino a quando il carburante non fosse esaurito, ma ad un certo punto m’impigliai in un ramo che tirò la levetta dell’aria e il motore si arrestò. Continuai il lavoro col Mitsubishi che avevo preventivamente chiesto in prestito a Claudio il socioconcorrente, mica son segretario del Partito per Tutti per niente.

Ero ormai rassegnato all’acquisto di un nuovo decespugliatore, quando volli fare l’ultimo tentativo. In fondo, si trattava solo di svitare quattro viti e di fare un  paio di nodi. Per adesso funziona, il cordicello si riavvolge alla grande. Scusate la lunghezza, la prossima volta che sarà per farla breve manterrò la promessa

COLPA DEL CUOCO

24 giugno 2010

Fa bene la Iso a nascondermi la Nutella, visto che brutti effetti che fa?

IL PARTITO PER TUTTI NON LAVORA INVANO

15 giugno 2010

un kilo in più non lo si nota con gli occhi, ma un kilo in meno a sentirlo con le mani è terribile“. Con queste aspre, ma certamente sensate parole, esordiva Fernando Couto nella sua più celebre raccolta della cui, per meaculpameaculpameagrandissimaculpa non ricordo assolutamente il titolo ma, ma niente (queste ultime tre parole sono una citazione da “l’amico della mia amica”, di Eric Rohmer).

Detto questo per non dire altro, altro non resta che dire dell’ultima serra, quella montata quest’anno. Come molti di voi non sanno, il Partito per Tutti, tra le sue molteplici sfaccettature, correnti interne e dissidenze varie, ritrova la sua unità al momento del montaggio del telo sulle serre, che siano le mie è solo un fatto congiunturale facilmente eludibile da chiunque.

Il telo lo abbiamo montato un paio di mesi fa, ma la notizia può tranquillamente considerarsi nuova, un semplice effetto preposto della legge bavaglio.  Che poi non ho capito tutto questo accanimento verso una legge che ci avrebbe risparmiato decine di puntate di Porta a Porta dedicate ad Annamaria Franzoni, alla quale indubbiamente la Iso assomiglia.

Il Partito per Tutti non lavora invano, e anche se al montaggio del telo hanno partecipato anche grillini in pectore, conclamati ed in via di ingrillinamento, la serra sta dando i suoi frutti. Dopo un primo raccolto di rapanelli, in essa camèpeggiano le biete da taglio e la cicoria zuccherina di Trieste, le melanzane e i peperoni. Ma sopratutto, ci sono tre file di fagiolini Neckarkoenigin (e qui scusate, ma uno dei prossimi acquisti dev’essere per forza una tastiera tedesca), di cui al momento solo una è in produzione, ma quando lo saranno tutte e tre ne verranno giù a carriole

PARTITO PER TUTTI. INDICAZIONI DI VOTO

13 maggio 2010

A Bolzano ci sono le elezioni, e anche se il Partito per Tutti a ragione non c’è, qualche stronzata bisogna pur scriverla. Noi speriamo, anzi ci crediamo anzi ne siamo sicuri che i bolzanini non si faranno sfuggire l’opportunità di eleggere un sindaco senza maggioranza e di godersi sei mesi di commissariamento con Mr.Alex alla guida della città. Ma d’altronde, se ancora non si sono totalmente convinti del progetto di annessione alla Svizzera, vuol dire che di imbecilli in giro per Bolzano è ancora pieno.

L’ unico criterio che il PPT ritiene dignitoso per indicare chi votare, chi non votare e se votare o no, è quello dell’utilità alla causa misteralexxiana, l’avere a capo della città un personaggio che è corruttibile solo dalle tre di pomeriggio in poi è senz’altro cosa buona e giusta, anche se magari non proprio fonte di salvezza. Ma bando alle ciance e via con la classificazione

                              VOTO MOLTO UTILE

LISTA GRILLO. Questi hanno promesso che non sosterranno alcuna maggioranza, quindi in teoria più voti prendono, più facilmente si realizza il commissariamento. Sono della bella gente, anche se a me il franciaising politico fa vomitare. Infatti,  a due kilometri di distanza  da Bolzano la lista Grillo è invotabile, e io voto proprio lì.

                              VOTO UTILE

PD.  uno che ha deciso di votare PD vuol dire che ormai ha deciso,  e allora altro non gli puoi dire che almeno sulla riga delle preferenze scriva il nome di Vanja Zappetti, uno in gamba. Stesso discorso per il PDL, se qualcuno ha un nome da segnalare, faccia pure.

COMUNISTI ITALIANI: è giusto che i loro 500 voti li prendano, altrimenti Carlini, il loro segretario, si scogliona e alle prossime elezioni non lo vediamo più predicare l’unità della sinistra avendo già deciso di andare da solo

FREIHEITLICHEN E SÜDTIROLER FREIHEIT: almeno un candidato sindaco di lingua tedesca a Bolzano ci dev’essere, e loro sono gli unici che ce l’hanno. Ed è pure gnocca

                               VOTO INUTILE

RIFONDAZIONE, SOCIALISTI, RADICALI, DI PIETRO, SINISTRA DI VENDOLA. Sono in 5 e c’è un posto a disposizione, massimo due. Lasciate che se la sbrighino da soli. Che vinca il migliore, quello che ha più parenti

SÜDTIROLER VOLKSPARTEI: è il primo partito della città e non presenta un proprio candidato sindaco, avranno anche fatto i loro conti ma una legnatina non gli farebbe male

VERDI: dove stanno all’opposizione si fa un’ottima raccolta differenziata, dove stanno in giunta no.Magari non sarà neanche colpa loro, ma occorre verificare

                               VOTO DANNOSO

UDC E LISTE CENTRISTE IN GENERE. Questi sono i più pericolosi, in nome della governabilità si alleerebbero con chiunque, da evitare a tutti i costi

LEGA. Mai capito che esiste a fare dalle nostre parti. Nel Sudtirolo ampiamente autonomo, sarebbe meglio che lascino fare il loro mestiere a gente che da trent’anni ha ottenuto quello per cui loro si battono inutilmente da venti

                               IL NON VOTO

Per carità, va benissimo, ma allora perchè mai essere arrivati a leggere fin qui?

ELEZIONI COMUNALI A BOLZANO

18 aprile 2010

Ho ancora da mandar giù completamente la frittura di latterini che ho mangiato a mezzogiorno. È vero che assomigliavano più a quelli della foto che a quelli giusti, ma comunque neanche un’impiantata di fagiolini, corredata da relativa fresatura e predisposizione dell’impianto irrigante e di quello sostenente, ha giovato in modo determinante alla sua digestione. In un post dedicato alle prossime elezioni comunali di Bolzano, mi sembra politicamente più che corretto non indugiare oltre.

Se Brus Uillìs  avesse qualche chilo in più ed io qualcuno in meno, certamente ci scambierebbero per gemelli. Ma a quel punto, ognuno dei due perderebbe inevitabilmente parte del proprio fascino, per effetto della celeberrima pontificata di Stielike dove, se ogni assioma asseconda un determinato bosone lungo la sua ellissi non può dissiparsi al suo interno punto e basta. E comunque, se fra me e Brus succedesse il contrario, sarebbe ancora peggio.

Tornando all’argomento del post,  è facile che tutto vada come 5 anni fa, quando fu eletto un sindaco che non aveva la maggioranza, ci fu il commissariamento e si tornò a votare sei mesi dopo. Sarebbe più di buongusto fare queste cose ad aprile e ottobre, maggio e novembre ricordano troppo i fiori regalati e restituiti come gli occhi ridati sempre

COSÌ, NON SI VA DA NESSUNA PARTE

28 gennaio 2010

Fu proprio con la frase che titola questo post, che nell’ormai quasi inesistito 1983 Fernando Couto gettò alle ortiche il suo capolavoro di fanciullesca creatività subito susseguente alla prima edizione dei suoi racconti giovanili, di cui per ovvi motivi non conosciamo il titolo. Le ortiche furono improvvidamente diserbate il giorno seguente dal suo vicino con una miscela di Roudup-Hedonal e, errore dovuto a profonda insipenza, di tale concentrazione da leggere illeggibile la prima ed unica pagina del capolavoro  coutesco sopracitato. Fine della prima parte

Nel 2009 gli episodi di pirateria stradale sono aumentati del cinquanta per cento, e chissà perchè. Tantè che “sembra davvero impossibile che non si riesca ad arginare il fenomeno“.Strano, possibile che a nessuno venga in mente di collegare il dato dell’aumentata pirateria con l’entrata in vigore delle nuove norme riguardanti l’alcool alla guida? Non può mai essere che queste norme siano un grosso incentivo a fregarsene del senso civico e di responsabilità che ogni cittadino dovrebbe avere?

Ci sarebbero dei casi da citare e degli esempi da proporre, ma questo lo lascio a voi, sempre che ne siate interessati. Ma se l’aumento dei casi di pirateria alla guida non è causato dalle leggi antialcool, la causa dev’essere per forza un’altra.Fine della seconda parte

APDÈIT DEL VORHERIGE POST

20 dicembre 2009

Eh insomma, qua è mica tutto a posto. Intanto, di due chitarre che avevo preso, ne è arrivata solo una, anche se in anticipo sulla consegna prevista. La classica a tre quarti per la primogenita è probabilmente rimasta nel camion dell’UPS, l’autista esteuropeo non si sarà accorto che i pacchi erano due e non uno, anche se bello grosso. Poco male, il problema è sicuramente risolvibilissimo, il peggio che può succedere è che non arrivi mai, ma è molto improbabile, facile che basta una telefonata e con un po’ di pazienza neanche quella.

Scartando il paccone della Behringer, mi sono quasi commosso. Bella davvero, meccaniche onestissime e il manico dritto come non dico cosa e a quali tempi, CD e manuali a gogò e pure la leva per svisare. E poi, con quel  bianco pannato mi sono scese le lacrime dal naso, fa pandan secco materassato col mio completino doppiopetto color vaniglia slavata, ci aggiungo la maglietta viola con la scritta CRODINO, le scarpe da tendenza col tacco da otto e sembro più rockstar che con l’acustica.

Ma era ora di pranzo, la giornata era serena e all’amico italocalabrese serviva la pachera il giorno dopo. E quindi ho ritenuto opportuno posticipare il primo bacio alla Behringer, dedicandomi agli ultimi ritocchi di una nuova serra che sto costruendo, tenendo anche conto del fatto che era forse l’ultima occasione per non trovare il terreno troppo gelato e  impacherabile.

Sistemate le incombenze, alle quali ultimamente si è aggiunto anche il mettere a nanna il Bovaro di Stielike, una lavata di mani e son pronto per la Behringer.

Cazzo, non va. Il Pc la riconosce ma in cuffia non si sente niente, per me non funziona la presa della cuffia. Ho comunque installato i driver e i programmi che non sarebbero neanche necessari , l’ho fatto anche sul portatile del primogenito ma il risultato è sempre quello, in cuffia non si sente niente. Poco male, il problema è sicuramente risolvibilissimo, facile che sarà solo una mancata saldatura di fili, ma intanto mi tocca rimandargliela indietro

APDÉIT dell’APDÉIT: neanche fatto in tempo a telefonare alla filiale UPS giusta, e il camionista esteuropeo era sotto casa mia con la chitarra della primogenita, che è già quasi in grado di suonare la Andreas Hofer Lied. Una telefonata in Germania e la questione Behringer è sistemata, la vengono a prendere e me ne danno una nuova. Peccato solo che nevica

VEDIAMO COME VA

19 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, a volte i numeri sanno essesere impietosi come poche altre robe a questo mondo, anche più del vento gelido sul collo che ho preso stamattina al mercato. Un esempio: quante persone al mondo sanno che io sono un grandissimo chitarrista? al massimo due, io e Mr.Alex, la Iso no, lei crede che io faccia soltanto finta. Eppure ho le prove, le mie canzoni le ho composte quasi tutte io, e c’è anche roba neanche tanto semplice  da eseguire, per non parlare degli assoli, che a volte sono semplicemente irreseguibili.

Di chitarrre non ne ho poi avute moltissime e non è che mi sia mai affezionato a qualcuna in particolare. Potrei fare un’eccezione per quanto riguara la Ibanez che comprai ad Amsterdam da un musicista che aveva appena deciso che la sua strada maestra sarebbe stata, da allora in poi, la raccolta dell’immondizia E tra l”altro non era nenche una chitarra, bensì un basso, che ancora viene usato nei concerti dei Santo Marcio.

Da quasi vent’anni la mia chitarra è una Takamine semiacustica che suona davvero bene. Io non la amo, lei non mi ama, ma forse proprio per questo riusciamo ad andare più che d’accordo. Ottima per andare in giro a suonare, ma a casa appena la tocchi rompi i coglioni a tutti, anche se in giro ci sono solo femmine.

L’ho vista su internet e l’ho comprata, era troppo il dislivello fra quello che l’ho pagata e quello che vale. Una Behringer USB Guitar iAXE624 Centari Blonde a 95euro va presa sempre e comunque, se non altro perchè in Italia costa il doppio. E poi sai la libidine di attaccare la chitarra al pc, mettere le cuffie e suonare con gli effetti già pronti (anche se tarocchi), senza stare lì a smenartela con amplificatori, cavi e pedaliere varie?

Fra qualche giorno mi arriva, vediamo come va. Se la libidine arriva alla metà di quella che dà un pezzo di gorgonzola, è già qualcosa

SIAMO GIÀ ALLE PRIME CONSEGUENZE

15 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo già alle prime conseguenze, e questo non può che avvalorare i paradossi espressi nella celeberrima Tesi multipla di Neuchâtel, con la quale Stielike posò la prima pietra miliare di un itinerario ancora oggi sconosciuto ai più. Anche da noi in Südtirol, il ferimento di Berlusconi ha iniziato a creare i suoi strascichi, e neanche tanto corti.

Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, ha dichiarato che,  per motivi personali, non si ricandiderà per un secondo mandato. E nessuno gli crede, tutti si arrovellano sulle probabili cause del suo gesto estremo (estremo nel senso di raro, non succede spesso una cosa del genere), ed è opinione dominante che gli stia troppo sui coglioni il dover partecipare a delle elezioni primarie.  Se fosse così avrebbe ragione da vendere, una coalizione che non ripresenta il proprio leader dopo essere stata al governo, implicitamente ammette di aver fatto non bene. Se poi vuole costringerlo a farsi le primarie, vuol dire che sa di aver fatto non bene ma vuole scaricare la colpa su di lui. E poi perchè proprio le primarie, con tutte le infermiere che ci sono in giro?

In realtà i motivi personali che hanno spinto il nostro Gigi a tal gesto, personali lo sono davvero. Gli ha preso la sghibbia che quel che è successo a Berlusconi possa accadere anche a lui. Come segretario del Partito per Tutti lo so che non dovrei, ma non me la sento a livello umano di non dover rassicurare il sindaco. Gigi stai tranquillo, qua non è mica Milano, un angioletto Thun in faccia non fa poi così male