Posts Tagged ‘annessione alla Svizzera’

VADO UN PO’ DI POESIA

21 marzo 2011

Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione

Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate

L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera

Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate

I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire

Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango

Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace

Magari ero anche partito bene ma poi…

adesso continuate voi

DACIA LOGAN, L’AUTO DI SINISTRA

5 febbraio 2009

A parte Mutu, l’attaccante della Fiorentina noto per la sua loquacità, per i rumeni in Italia non è un gran periodo. Nell’immaginario collettivo ormai si è radicata la convinzione che se uno è rumeno, un po’ più attento ci devi stare, e anche nei media una notizia di cronaca nera rende di più se il protagonista è originario della terra di Ungureanu rispetto ad un generico straniero. Di ciò ne consegue che anche il Made in Romania, che già di per sè non è mai stato sinonimo di assoluta qualità, in Italia si contorna di un fetido alone d’antipatia, a volte anche non completamente meritato.

Prova ne è che il nuovo spot della Dacia Logan MCV, sulle Tv italiane non l’ho ancora mai visto. Eppure è molto carino anche se non ho capito ancora chi è la canuta signora che gioca a calciobalilla con Martin Luther King, sempre che sia lui. Renderebbe anche l’auto appetibile ad una clientela di nicchia che, se l’adottasse come oggetto cult,  magari prenderebbe maggiore coscienza si sè e dello sbarramento al 4% non ne farebbe poi questo dramma.  Considerando anche il fatto che la si pagherebbe meno di una Panda, un discreto successo commerciale potrebbe anche averlo.

Anzi, quasi quasi un pensierino ce lo farei, a me il Made in Romania piace parecchio, mi rimanda inopinatamente al concetto di essenzialità antitecnocratica ben espresso nel sesto ed ultimo postulato del decalogo di Stielike. E il marchio Dacia mi ricorda il mio primo risveglio in terra di Romania, quando rimasi scioccato dal fatto che tutte le auto parcheggiate sulla strada erano uguali. Portavano il marchio Dacia, ma in realtà erano delle Renault 6,  un’auto all’epoca dei fatti  seconda come bruttezza  solo alla Ami 8 berlina

pipuntoessepunto chiedo scusa, mi son sbagliato e per fortuna me ne son reso conto da solo. Le Dacia che vedevo sulla strada a Timisoara non erano delle Renault 6, bensì delle Renault 12 color pastello. Il discorso sulla bruttezza comunque resta valido, anzi…

ANDREAS HOFER, ALTRO CHE OBAMA

8 gennaio 2009

andreas_hofer

E insomma adesso ci siamo davvero nel 2009, cerchiamo di comportarci bene perchè questo sarà uno degli anni del secolo. Sarà l’anno di Obama e  di conseguenza il primo della rivoluzione ecosostenibile, a pensarla così è come indovinare al grammo (diciamo ai due grammi  e cinquantuno, la bilancia ha la divisione ai 5 gr.) il peso di un sacchetto di prugne,  però spesso ci riesco e quando non capita nessuno critica più di tanto. Sarà anche l’anno della pace in terra santa. È brutto e cinico dirlo, ma l’attuale situazione e le imminenti elezioni da ambedue le parti favoriranno la vittoria dei rispettivi estremisti e, come teorizzato da Stielike nel  troppo lontano percepito 1981, nessuno sa fare la pace meglio di due guerrafondai

Ma non ci sarà solo questo a rendere storico il 2009, non ho la sfera di cristallo ma posso comunque azzardare che un Testimone di Geova vincerà l’Isola dei Famosi, che l’Inter eliminerà il Mencester Iunaited, che  il 27 Agosto ci sarà la luna piena e che finalmente mi assegneranno il Nobel per la Fisica che da tempo merito per aver scoperto l’origine dell’universo.

Tutto questo in tutto il mondo, tranne che dalle mie parti. Da noi in Sudtirolo il 2009 sarà quasi esclusivamente l’anno del bicentenario della morte di Andreas Hofer che, se siete arrivati a leggere fin qui, vi chiederete senz’altro chi sia.  Tranquilli, niente di particolare, si tratta solo dell’eroe popolare sudtirolese che, nel nome dell’appartenenza di questa terra all’Austria, difendeva il feudalesimo clericale dall’assalto delle truppe napoleoniche portatrici degli ideali della rivoluzione francese (è detta un po’ alla grossa ma la sostanza è quella).

Io del Sudtirolo sinceramente mi son rotto anche un po’ i coglioni, il Partito per Tutti ha già indicato la strada maestra da seguire, che consiste nella sua annessione alla Svizzera, Guglielmo Tell al posto di Andreas Hofer. Se questi non la vogliono capire, ma che colpa abbiamo noi?