Posts Tagged ‘Anna Kanakis’

PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

VOTO LA MAGLIA NERA

27 ottobre 2008

Alla fine, a votare ci sono andato anch’io e mi sono pure divertito. Devo ringraziare la Iso perchè se non fosse per lei non avrei varcato la soglia del seggio elettorale, ed essendoci ormai dentro non votare mi sembrava più stupido che farlo.

Come molti di voi sanno, il Partito per Tutti di cui sono segretario, non si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Bolzano, ritenendole inutili in quanto la soluzione definitiva e materassabile dell’eterna questione sudtirolese sta nell’annessione dello stesso alla Svizzera, tutto il resto è fuffa, pizza e fichi e anguria con la mortadella.

Chiaro che dopo aver indicato la luna, mettersi a votare qualcuno che guarda il dito non è una gran cosa, ma se guardi il tutto sotto l’aspetto ludico ti puoi anche divertire. Ho votato cercando di imbroccare la maglia nera, ossia il candidato o la candidata che in queste elezioni prenderà il minor numero di preferenze personali.

In queste elezioni è facile che la palma della lista meno votata se la giocheranno la Bürgerbewegung e i Comunisti Italiani, qui il voto inutile è pacifico, non hanno alcuna possibilità di eleggere consiglieri e quindi la coscienza è a posto. La Bürgerbewegung ha solo sei candidati e quindi è difficile che fra loro si trovi la maglia nera, meglio puntare sui Comunisti Italiani, così almeno una volta nella vita mi tolgo lo sfizio di fare il cattocomunista, coniugando la falce e martello col “beati gli ultimi perchè saranno i primi”.

Solitamente, le donne prendono meno voti degli uomini e allora voto una donna mettendomi la coscienza a posto del tutto, e già che ci sono scelgo quella con la data di nascita meno recente (qui forse ho sbagiato criterio, ma avendo visto il manifesto elettorale pensavo fosse quella che sembrava una Margherita Hack da giovane). Insomma ho votato la numero 7 di questa lista, se non ho imbroccato la maglia nera pazienza, mica era il superenalotto

CHI VUOL VENIRE, VENISCA

14 agosto 2008

Per sabato sera 16 Agosto di quest´anno, tempo permettendo o no,  è indetta una grigliata fra bloggers bolzanini, dintornanti e passanti. La locheiscion è il giardino di casa mia, per l´occasione tiro anche una decespugliata all´erba e per chi vuole farsi il bagnetto c´è a disposizione la piscinetta da quattro e settanta di diametro per uno e venti di altezza.

Per la carne ci penso io, per la Kartoffelnsalat la Iso, la verdura è l´ultimo dei problemi, per chiunque voglia partecipare o anche semplicemente passare a far visita certamente non sgozzeremo il vitello grasso, ma certamente non negheremo un ottimo bicchiere d´acqua di rubinetto (in altre parole, nessuno vi redarguirà se arrivate con qualche buona bottiglia).

Sicure sono le presenze di Xeena, della Guressa e della Joe con il loro codazzo di maschioni materassabili, per il resto affidiamoci al caso, anche gli incliccabili sono i benvenuti, anzi di più.

Giusto per dare un´idea ad occhio su quanta carne prendere, se fate un fischio su questo post ve ne saremo grati

COME I NEANDERTHAL

18 giugno 2008

Allegria, sta finendo la prima fase dell´Europeo, quella a cui le donne non si interessano e hanno anche ragione. È troppo complicata, qui anche se una squadra perde di brutto non è affatto detto che sparisca, anzi magari è anche capace di vincere il torneo, qui conoscere la classifica avulsa ricavata dalla differenza reti negli scontri diretti è un requisito assoltamente imprediscibile per potersi godere le partite. Insomma un casino, ma per fortuna è finita la fase maschile è quasi finita, basta fare i Neanderthal.

A dire il vero, i Neanderthal li abbiamo fatti anche io e Elmar, domenica mattina. Come i Neanderthal abbiamo lasciato le donne a presidiare il rifugio,  a badare al fuoco e alla prole e siamo partiti alla ricerca del cibo. Ci era stato commissionato l´ingrediente fondamentale per un risotto ai funghi di bosco (che ovviamente non è il grana), questa era la nostra missione e non era facile a metà di un giugno insolitamente freddo.

Ma comunque, nonostante o forse grazie alla naturale competività tra maschiqualcosa abbiamo trovato (Elmar un po’ di più, ma ma nel posto che ho detto io) e allora, come i Neanderthal, abbiamo riportato le prede al rifugio e atteso che le donne lo cucinassero. Ottimo, davvero ottimo quel risotto, unico rimpianto il non aver trovato un Ovulo buono (Amanita cesarea) da usare crudo come antipasto.

Dicevo degli Europei, del fatto che adesso arriveranno anche le donne, attratte dal dentro o fuori tipico dell´eliminazione diretta. E sperando che finisca ai rigori per potersi gustare un´inquadratura sufficientemente lunga per valutare la materassabilità degli incaricati al tiro e dei portieri. Per Italia-Spagna di domenica prossima ho pronto il  televisore e la griglia, e molto probabilmente anche la piscina da quattroesettanta, basta fare i Neanderthal 

 

TUTTO A POSTO E NIENTE IN ORDINE

11 Mag 2008

Tutto a posto e niente in ordine, bella serata e concerto andato come meglio non doveva neanche andare. Dopo una mattinata di mercato dove è andata non alla grandissima, sono avanzati una decina di mazzi di rapanelli e quei grezzoni di laivesotti hanno un po’ snobbato i nostri splendidi mazzi di fiori. Ma non è neanche colpa loro, il fatto è che per la prima volta sono arrivati anche gli altri partecipanti al mercato e in un ambiente sostanzialmente paesano, hanno pesato anche fattori che fanno a pugni con la meritocrazia. Niente di grave, solo non capisco perchè uno debba venire al mercato senza ombrellone nè merce da vendere ed occupare con la sua auto il posto più in vista, d´altronde se costui è il presidente della locale associazione dei contadini mercatari, il non averne mai voluto far parte non è una cosa di cui mi pentirò in punto di morte.

Nel pomeriggio, avendo subodorato la possibilità di una pioggia provvidenziale, mi sono messo a piantare i fagiolini all´esterno (quelli in serra stanno quasi già fiorendo), era un lavoro che andava fatto proprio ieri. Le piantine erano cresciute al punto giusto, altri due giorni e sarebbero state troppo grandi. Dopo una fresata al terreno che è diventato soffice come il caffè, ho abbondantemente bagnato le piantine e, resomi conto che la pioggia non mi avrebbe consentito di finire il lavoro da solo, ho chiamato a coadiuvarmi il primogenito che, dopo qualche iniziale rimostranza, ben si è prestato all´opera, fornendomi le piantine dislocandele con occhio e sagacia più o meno dove andavano messe a dimora. Alla fine il tempo è stato clemente e mi ha anche permesso un´ennesima seminata di rapanelli.  Poi, giù acqua come se piovesse, infatti pioveva.

Doccia, barba, scelta del luc, stampa della scalettta, chitarra acustica alla mano e via, arrivo al Masetti un´ora abbondante prima del concerto, basta e avanza. Attacco la chitarra (grazie Nando che me la accordi sempre tu) all´impianto, due minuti di prova voce, un paio di birre propedeutiche con annessi marlboroni sempre buoni per il timbro vocale e si parte. Un paio di pezzi in acustico da solo, poi sale la band e si inizia davvero. Avevo un po’ paura che il pubblico fosse scarso e sotto quest´aspetto il locale non dava eccessive garanzie, sabato scorso erano in tre. Invece sala piena e anche un discreto giro di gnocca, quando ci sono tante donne è sempre un buon segno, parola di Cabassa.

Il concerto fila via liscio come l´olio, il pubblico sottolinea a risate ed applausi ogni finale di pezzo e qualche volta anche mentre suoniamo. Si divertono e sono contenti anche i gestori del circolo, questa non è la solita clientela che se ne sta seduta in religioso silenzio per tutta la serata sorseggiando una minerale e a volte neanche quella ascoltando il sinistro impegnato di turno. Questi mandano giù bene e chiacchierano fra di loro, ascoltano i testi e li commentano, più che un concerto quasi una festa.

Sandro il batterista da buon sergente di ferro guida la band, fulminando di occhiatacce Nando e Cabassa e persino il Maestro Marco, colpevole di non essersi segnato gli accordi di qualche pezzo. Io ci metto del mio sbagliando il giusto e sento che la voce vien fuori bene, con la chitarra ritmica me la cavo più che onestamente suonandola il meno possibile, riservandomi l´impegno per i due assoli a cui ho diritto per contratto. In più tiro fuori anche il feticcio, uno scialle di perline nere fregato di soppiatto ad Anna Kanakis dopo una serata in Liguria e che il buon Nando conserva come una reliquia.

Alla fine, dopo un´ora e mezzo tirata senza soste, ignoriamo anche il segnale degli ultimi due pezzi sforando di una decina di minuti e i gestori si rassegnano a ciò pensando che, se alla fine coi vicini ci devi litigare per forza, almeno che succeda in una serata dove ne è valsa la pena. Finisce il concerto, amatriciana per tutti e la festa va ancora avanti un´ora abbondante, la gente ci fa i complimenti e forse abbiamo anche trovato una manager, proprio quello che ci servirebbe.

E stamattina, dopo una notte di pioggia le piante di fagiolini sono belle dritte come soldatesse dell´Armata Rossa, tanto per parlare ancora al femminile. Cabassa ha ragione, quando ci sono tante donne, difficile che vada male

p.s.  link e foto li metto dopo, adesso stiamo preparando una grigliata, qui non ci si ferma. Un saluto al proprietario di questa pelata