Posts Tagged ‘Andreas Hofer’

PROVARCI BISOGNA

1 gennaio 2013

IMG_8719[1]

Sorelle e fratelli, ho deciso di candidarmi al Senato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, con il simbolo del Partito per Tutti. Il programma è l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera, nulla più, nulla meno. Per poterlo fare, ho bisogno di almeno 250 firme.
Come primo atto, chiedo ai membri di questo gruppo di non firmare per altre liste (o di farlo solo per la Camera) o, se già l’han fatto di allertare altre persone

COSI’ PARLO’ L’ITALOCALABRESE

18 dicembre 2011

vado via un attimo con mio cognato, tu intanto inizia che tra due minuti arrivo“. A volte è impressionante la quantità di legna che si riesce a tagliare in due minuti

VADO UN PO’ DI POESIA

21 marzo 2011

Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione

Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate

L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera

Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate

I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire

Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango

Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace

Magari ero anche partito bene ma poi…

adesso continuate voi

MI AVETE FRAINTESO

2 febbraio 2011

Sembra la solita scusa di uno che ha appena scritto o detto una stronzata, ma potrebbe anche non esserlo. Seguendo alla lettera le indicazioni contenute nella successione numerica di Couto, la cosa può essere tranquillamente suscettibile d’esistenza. Anche se non di una cosa, bensì di una scusa stiamo cianciando. Insomma avete frainteso il mio post precedente, ma anche.

Ho solo cercato di capire le ragioni di quasi tutti. Hanno ragione quelli che vogliono che il bassorilievo del Duce resti al suo posto, sia quelli che amano i monumenti a prescindere, sia quelli che se non c’era il Duce a quest’ora spalavano la monnezza davanti alla porta di casa. Ma hanno ragione anche i sudtirolesi, in fondo se hai passato 20 anni in carcere, l’ultima cosa che vuoi è avere la foto del giudice appesa in soggiorno. Hanno ragione quasi tutti.

Quelli che non hanno ragione sono quelli che vogliono storicizzare e piazzare tabelle esplicative davanti ai monumenti. Un monumento va visto per quello che è, a suo modo una rappresentazione del tempo in cui è stato eretto (quest’ultima parola mi fa venire voglia di cambiare argomento). Storicizzare è comunque interpretare in modo univoco e quando si tratta di un’opera d’arte, almeno al fruitore sia concessa la libertà d’interpretazione, altrimenti che si storicizzino anche i testi di Mogol.

Se proprio si vuole piazzare tabelle esplicative, almeno che esse si posino dove servono. Sulle cabine telefoniche magari, che fra qualche anno nessuno si ricorderà a cosa servivano

pipuntoessepunto: come fa giustamente notare Dona, il cavallo ha la cosa bella alta. Non ho trovato altra spiegazione che il ricordino lasciato a terra, sembra anche a voi?

IO A QUESTO NON CI CREDO

30 gennaio 2011

Sorelle e fratelli, qua noi in Sudtirolo di Ruby, della Santanchè, di tutto questo ce ne frega gran poco. E anche della Tunisia e dell’Egitto (tranne forse quelli che, come me, hanno prenotato a marzo a Santanchè). Qui l’ombelico della comunicazione, il vitello grasso nelle cui unte carni pasteggiano sbavando i testoni pensanti del luogo, è la rimozione di un bassorilievo dove troneggia un Mussolini a cavallo di un equino con le zampe posteriori messe in modo innaturale, probabilmente per evidenziarne gli attributi maschili.

Al contrario della provincia a cui da il nome, Bolzano è una città a maggioranza di lingua italiana, e quindi se nel 2011 il Duce era ancora al suo posto è perchè non solo non dava fastidio, ma in qualche modo era un’immagine rassicurante. In fin dei conti, senza Mussolini, qui gli italiani sarebbero minimo dieci volte di meno, su questo non ci piove (Bolzano è italiana dalla prima guerra mondiale). 

A Bolzano, anni fa, han provato a cambiare nome ad una piazza, cambiandolo da Piazza della Vittoria a Piazza della Pace. Ne è scaturito un putiferio che ha portato ad un referendum, con tanto di ripristino del vecchio nome e di figura di merda colossale a livello europeo.

Ai sudtirolesi di lingua tedesca, il Duce a cavallo è stato sempre sui coglioni, anche se a dire la verità erano molto più concentrati sul Monumento alla Vittoria, che in effetti porta delle scritte offensive per i germanofili (germanofoni: grazie Gadilu…). Io li capisco: se un popolo, dopo l’8 Settembre 1943, accoglie i soldati della Wehrmacht come liberatori, vuol dire che di quelli che c’erano prima ne avevano veramente pieni quelli di cui sopra.

Fatto sta che la SVP (il partito unico sudtirolese) è riuscita a vendere la sua astensione sulla sfiducia al ministro Bondi, ottenendone in cambio mano libera sui relitti fascisti ancora presenti in Sudtirolo. Gli italiani di Bolzano han protestato tutti, ufficialmente per come è stata condotta questione. Ma io a questo non ci credo

BELLA SERATA

20 novembre 2010

Non bastano due cose andate storte per trasformare una bella serata in un brutto ricordo, e anche se bastassero si potrebbe sempre dimenticarle. Lo scrisse Stielike nel compianto 1986, in occasione del lancio non pubblicitario di un paio di scarpe coi tacchetti che avvitavano in senso antiorario. Ma tanto per togliersi il moccolo dallo stomaco, è cosa buona e giusta metterle nero su bianco prima che accada il contario.

Ho messo su due spaghi e quindi cerco di fare di virtù necessità, cercando di essere il più coinciso possibile, anche se a me le mutilazioni genitali non sono mai piaciute. Le due cose sono una che per sbaglio ho tracannato una mezza lattina di the alla pesca credendo che fosse birra, e l’altra che nessuno mi ha detto che con la chitarra non me la cavo poi male. Niente di gravissimo, a parte la prima.

Non era affatto scritto nei sassi che la serata dovesse riuscire bene, pioveva che Dio la mandava, il giorno era insolito per il locale e per entrare bisognava cacciare fuori il deca. E anche questo Bob Log III, su iutùb non vale neanche un decimo di come è in versione laiv. Io e l’esimio Felix Lalù che poi in realtà si chiama Oscar anche lui) avevamo il compito di aprire il concerto. Ce la siamo giocata sul buttarla lì come l’Oscar giovane e quello stagionato, e qui lascio a voi il disquisire su chi sia l’uno o l’altro, sperando ovviamente che non siate la banda di stronzi che purtroppo mi aspetto.

Pezzi miei, pezzi suoi e pezzi mischiati, alla fine ce la siamo cavata più che onestamente, ma quando è arrivato il Bob, decisamente era un’altra cosa. Questo è veramente un fenomeno, se vi capita andatevelo a vedere, l’importante è che prima di lui suoni qualcuno che già vi faccia un discreto brain storming

 pipuntoessepunto. qualcosa non  va, non riesco a mettere i linc. O aspettate o copiaincollate

 

PASSATA LA FESTA, GABBATO ANDREAS HOFER

21 settembre 2009

090115_bluhende_dornenkrone

Fratelli e sorelle, lo so che al mondo ci sono milioni di cose più importanti ma, vivendo in Sudtirolo, è tranquillamente più che probabile che ogni tanto si venga contagiati dall’ombelicodelmondorrea, la sindrome per cui ciò che ti sta attorno ti permea quanto il resto al quadrato moltiplicato per 7,14, la costante di Stielike che ancora oggi viene universalmente riconosciuta come il terzo dei numeri primi, ovviamente escudendo la sua parte frazionaria.

È quindi d’uopo alla grande che mi debba anch’io occupare di quella che da noi sembra essere l’unica ragion d’essere del 2009, la ricorrenza del  bicentenario della morte di Andreas Hofer. Ad Innsbruck (A), si è appena svolta la parata in suo onore, con tanto di governatori e loro tirapiedi in bell’evidenza sul palco e sfilate in stile militaristico con simboli e striscioni dove ognuno diceva la sua.

C’erano un po’ tutti, da quelli che “Südtirol ist nicht Italien” a quelli che il Tirolo va da Kufstein a Borghetto,  da quelli di Cortina d’Ampezzo che vogliono unirsi a Bolzano ai ladini che vogliono ovviamente la Ladinia unita. E, ovviamente gli Schützen sudtirolesi, che portavano a spalla l’ormai classica corona di spine, stavolta però ornata e ingentilita da rose rosse, applicando  in maniera probabilmente  involontaria la  proverbiale dicotomia di Fernando Couto, ” se non c’è rosa senza spina, non c’è neanche tre senza due”.

Mancavamo solo noi del Partito per Tutti, che propugnamo l’annessione alla Svizzera come unica e materassabile soluzione della questione sudtirolese. Potevamo sfilare vestiti da arcieri preceduti da bambini con la mela in testa, tanto per sottolineare che se proprio si deve avere un eroe, molto meglio Guglielmo Tell di quella mezza calzetta di Andreas Hofer.

Cazzo andiamo a commemorare il bicentenario di uno il cui martirio, fatte le debite proporzioni storiche ed etiche (Berlusconi non è Napoleone anche se è l’unico a non saperlo e la pena di morte è stata abolita da un pezzo), tanto di più non è delle dimissioni del direttore dell’Avvenire, di cui neanche ci si ricorda più il nome?

QUASI TUTTO BENE

2 settembre 2009

pala

Sarebbe quasi ora di cambiare la testata del blog, parecchio del mio tempo lo sto passando sulle piante di fico a raccoglierne i boccioli e quella faccia da deficiente non avrei alcuna difficoltà a replicarla. Per adesso soprassiedo, ma se lo doveste considerare necessario, non mi sottrarrò. Per il resto, va quasi tutto per il verso giusto.

Miley, la cucciola di Bovaro di Stielike, cresce ed impara a stare al mondo in modo più che soddisfacente. Gira tranquilla senza catene o collari o guinzagli, solo ancora deve capire la differenza fra la domenica e gli altri giorni.  A parte il sedano, la produzione agricola tien botta alla grande, c’è solo un fisiologico calo dei pomodori cuore di bue, ma fra un paio di settimane ci saranno anche quelli nuovi piantati al posto delle zucchine nella serra crisalide.

Proprio volendo cercare l’ago nell’uovo e il pelo nel pagliaio, una cosa che è andata storta ci sarebbe. Mi è saltato un concerto che dovevo tenere lunedì, si chiamava “la notte degli Oscar” ed eravamo io (accompagnato da Frenchi il flamencaro) e Felix Lalù, al secolo Oscar de Bertoldi.

 Una serata tutt’altro che rumorosa, ma a due ore dal concerto si viene a sapere che il permesso non è più concesso, ma io ci vado lo stesso. Avevo anche una mezza intenzione di suonare comunque, ma continuavano ad arrivare vigili urbani a controllare che il temuto evento non avesse luogo, e quindi ho preferito attuare un’obbedienza incivile, restandomene a bere una birra dietro l’altra. E consolandomi pensando di essere vittima del solito complotto clericalfascistagiudaicomassonicointerista e pure antielvetico, che mai non guasta.

Peccato, ma d’altronde il locale dove avrei dovuto esibirmi era già stato oggetto di vari tentativi di messa in silenzio da parte dei vicini abitanti stanziali, e non me la sento certo di condannarli, i concerti si protraevano a volte addirittura fino alle 22.30. Inammissibile per Bolzano-Bozen

DACIA LOGAN, L’AUTO DI SINISTRA

5 febbraio 2009

A parte Mutu, l’attaccante della Fiorentina noto per la sua loquacità, per i rumeni in Italia non è un gran periodo. Nell’immaginario collettivo ormai si è radicata la convinzione che se uno è rumeno, un po’ più attento ci devi stare, e anche nei media una notizia di cronaca nera rende di più se il protagonista è originario della terra di Ungureanu rispetto ad un generico straniero. Di ciò ne consegue che anche il Made in Romania, che già di per sè non è mai stato sinonimo di assoluta qualità, in Italia si contorna di un fetido alone d’antipatia, a volte anche non completamente meritato.

Prova ne è che il nuovo spot della Dacia Logan MCV, sulle Tv italiane non l’ho ancora mai visto. Eppure è molto carino anche se non ho capito ancora chi è la canuta signora che gioca a calciobalilla con Martin Luther King, sempre che sia lui. Renderebbe anche l’auto appetibile ad una clientela di nicchia che, se l’adottasse come oggetto cult,  magari prenderebbe maggiore coscienza si sè e dello sbarramento al 4% non ne farebbe poi questo dramma.  Considerando anche il fatto che la si pagherebbe meno di una Panda, un discreto successo commerciale potrebbe anche averlo.

Anzi, quasi quasi un pensierino ce lo farei, a me il Made in Romania piace parecchio, mi rimanda inopinatamente al concetto di essenzialità antitecnocratica ben espresso nel sesto ed ultimo postulato del decalogo di Stielike. E il marchio Dacia mi ricorda il mio primo risveglio in terra di Romania, quando rimasi scioccato dal fatto che tutte le auto parcheggiate sulla strada erano uguali. Portavano il marchio Dacia, ma in realtà erano delle Renault 6,  un’auto all’epoca dei fatti  seconda come bruttezza  solo alla Ami 8 berlina

pipuntoessepunto chiedo scusa, mi son sbagliato e per fortuna me ne son reso conto da solo. Le Dacia che vedevo sulla strada a Timisoara non erano delle Renault 6, bensì delle Renault 12 color pastello. Il discorso sulla bruttezza comunque resta valido, anzi…

2009, NON SOLO ANDREAS HOFER

15 gennaio 2009

hofer-discover

A volte capita di dover far pubblica ammenda. Nel penultimo post sul Sudtirolo ci sono andato giù un po’ troppo duro, scrivendo dell’esagerata importanza data al bicentenario della fucilazione di Andreas Hofer, tacciando implicitamente la cultura sudtirolese di un becero mondobelicismo che non gli appartiene. La celebrazione del mito hoferiano ci sarà e pure in pompa magna, ma il Sudtirolo di certo non dimentica che il 2009 è anche Anno Internazionale dell’Astronomia, proclamato dall’Unesco in occasione del quatttrocentesimo anno dalle prime osservazioni strumentali di Galileo Galilei.

Ma non finisce qui, il Sudtirolo di certo non lascerà che un altro anniversario fondamentale per la storia dell’umanità passi inosservato. Nel 2009 ricorre il quarantesimo anno dallo sbarco sulla Luna da parte di Louis Armstrong

hofer-luna

che, con la celebre frase “questo è un piccolo colpo di pedale per un uomo, ma un grande squillo di tromba per l’umanità“, aprì al genere umano le porte dello spazio infinito.

Ma non è che possa tutto finire qui, nel 2009 ricorre anche il sessantaquattrogesimo degli Accordi di Yalta, che disegnarono la geografia politica nella seconda parte del ‘900. Magari il numero non è dei più tondi, ma prima o poi bisognerà pur uscire dalla logica secondo la quale i numeri  primi soffrono meno la solitudine hofer-yalta

Ma, per concludere, non si puó assolutamente trascendere dal fatto che il 2009 è anche il triste trentennale del 1979, il primo anno dopo due senza i Sex Pistols

hofer-sex-pistols

ANDREAS HOFER, ALTRO CHE OBAMA

8 gennaio 2009

andreas_hofer

E insomma adesso ci siamo davvero nel 2009, cerchiamo di comportarci bene perchè questo sarà uno degli anni del secolo. Sarà l’anno di Obama e  di conseguenza il primo della rivoluzione ecosostenibile, a pensarla così è come indovinare al grammo (diciamo ai due grammi  e cinquantuno, la bilancia ha la divisione ai 5 gr.) il peso di un sacchetto di prugne,  però spesso ci riesco e quando non capita nessuno critica più di tanto. Sarà anche l’anno della pace in terra santa. È brutto e cinico dirlo, ma l’attuale situazione e le imminenti elezioni da ambedue le parti favoriranno la vittoria dei rispettivi estremisti e, come teorizzato da Stielike nel  troppo lontano percepito 1981, nessuno sa fare la pace meglio di due guerrafondai

Ma non ci sarà solo questo a rendere storico il 2009, non ho la sfera di cristallo ma posso comunque azzardare che un Testimone di Geova vincerà l’Isola dei Famosi, che l’Inter eliminerà il Mencester Iunaited, che  il 27 Agosto ci sarà la luna piena e che finalmente mi assegneranno il Nobel per la Fisica che da tempo merito per aver scoperto l’origine dell’universo.

Tutto questo in tutto il mondo, tranne che dalle mie parti. Da noi in Sudtirolo il 2009 sarà quasi esclusivamente l’anno del bicentenario della morte di Andreas Hofer che, se siete arrivati a leggere fin qui, vi chiederete senz’altro chi sia.  Tranquilli, niente di particolare, si tratta solo dell’eroe popolare sudtirolese che, nel nome dell’appartenenza di questa terra all’Austria, difendeva il feudalesimo clericale dall’assalto delle truppe napoleoniche portatrici degli ideali della rivoluzione francese (è detta un po’ alla grossa ma la sostanza è quella).

Io del Sudtirolo sinceramente mi son rotto anche un po’ i coglioni, il Partito per Tutti ha già indicato la strada maestra da seguire, che consiste nella sua annessione alla Svizzera, Guglielmo Tell al posto di Andreas Hofer. Se questi non la vogliono capire, ma che colpa abbiamo noi?

GRILLO, CHE PALLA

1 dicembre 2008

biowashball

Se Beppe Grillo ha detto che funziona, bisogna fidarsi per forza, d’ora in poi a non averci la Biowashball ci si dovrà sentire dei deficienti buttasoldi al soldo delle multinazionali dei detersivi. Questa pallina di plastica contenente delle sferette di ceramica permette di lavare senza detersivi per tre anni, basta metterla un’ora al mese al sole e si autorigenera. In più, se la si mette nel frigo, anche gli alimenti si conservano meglio, costa meno di 40 euro, davvero impossibile farne a meno.

Ho letto in giro parecchi commenti e molti sono estremamente soddisfatti della Biowashball, anche se ovviamente è pieno il mondo di traditori invidiosi che cercano di confutarne scientificamente l’efficacia basandosi sulle obsolete leggi della fisica e della chimica, gente che addirittura arriva ad insinuare che non solo la pallina lava come l’acqua, ma che addirittura almeno la metà di quanto dichiara la ditta venditrice è falso. Tutta gente che non si rende conto che quel che sgorga dalla gola di Aristotele Grillo non va nè discusso nè confutato, è vero tutcurt. E anch’io devo fare pubblica ammenda per aver dubitato del fatto che la pallina emetta potenti raggi infrarossi senza bisogno di pile come il mio telecomando.

Pallina o non pallina, dubitare di Grillo è peccato e questo prima o poi riuscirò a ficcarmelo in testa. Per la questione delle firme non valide per i suoi referendum, il Sommo non ha ritenuto di dover dare spiegazioni su come siano andate le cose, forse per non turbare la fede di chi ha perso tempo e soldi per andare a raccoglierle, in fondo la bestemmia contro Grillo è come la carie, prevenire è meglio che curare.

Ma purtroppo, come affermato da Stielike nell’improvvidamente poco citato 1981, “non è tutto loro quello che luccica”, e quindi per il  Sommo Grillo si annunciano venti di censura e fantasmi dell’esilio. Ma Grillo non è Pertini e neanche Socrate, lui ha preso in tempo le dovute contromisure. Ha preso casa in un altro Paese e da lì, come Radio Londra continuerà ad illuminarci. Dalla Svizzera, magari anche vicino alla ditta che vende le Biowashball

SUPERENALOTTO, ECCO I NUMERI VINCENTI

23 ottobre 2008

Guardatela bene, questa è la schedina che vincerà i 100 milioni di euro al Superenalotto. Di solito non gioco mai, ho sempre considerato il lotto come una tassa sulla stupidità, ma d’altronde ero al tabacchino per comprare le sigarette e, stupidità per stupidità, tanto vale buttarsi.

Che ne farò di tutti questi soldi ancora non lo so, ma comunque almeno il cinquanta per mille li voglio devolvere a tutti quelli che commenteranno questo post corredandolo con un insulto a me rivolto. Andateci giù duri con tranquillità, per gli insulti che ancora non merito vedrò di fare il possibile

pipuntoessepunto: se qualcuno decide di giocare gli stessi numeri, per favore rivolga gli insulti anche verso se stesso

CHI MI AMA MI SEGUA

24 settembre 2008
Vodpod videos no longer available.

Fratelli e sorelle, l’ora segnata dal destino sta per compiersi, ed era anche ora passata. Non ne posso più di questo miserevole Sudtirolo, dove ad ogni tornata elettorale sembra che si stia davanti ad una svolta epocale che può cambiare il futuro dell’ombelico del mondo, e poi tutto rimane come prima. Io a questi la soluzione definitiva e materassabile della questione sudtirolese gliel’ho fornita su un piatto d’argento nel post precedente e loro, con somma ingratitudine, ignavia e supponenza non mi cagano neanche di striscio.

Ma andatevene affanculo tutti quanti, altoatesini e sudtirolesi, chiamatevi come vi pare ma io vi mollo. Cribbio, mi son rotto i coglioni di gettare perle ai porci e me ne vado a cercare gloria dove veramente c’è bisogno di me

RIFRANGIAMOCI

19 agosto 2008

Siate sinceri, quanti di voi saprebbero cantare a memoria “Non si può morire dentro” di Gianni Bella? io e la Guressa ci riusciamo e lo abbiamo dimostrato, aldilà di ogni ragionevole dubbio, alla grigliata fra blogger bolzanini e dintornati di sabato scorso. Roba da far impallidire anche quelli di Nessuno tocchi Caino.

Grigliata fra blogger si fa per dire, tra titolari e incliccabili arrivavamo forse alla metà più uno alla metà dei partecipanti, ma d´altronde neanche al Giubileo dei Giovani erano tutti vergini.

I blogger conclamati erano, oltre alla Gura già citata, la Joe, Xeena e Étranger, con gli incliccabili Cabassa, la Iso, Incredula e Blaine  a dar manforte. Grigliata andata discretamente, faceva un po’ freddino per essere il giorno dopo Ferragosto e nessuno ha osato il bagnetto in piscina, ma comunque siamo stati anche gratificati da una mezza eclissi di luna a stomaco pieno (e non solo di cibo solido).

Bella serata, ma ormai tra i funghi di domenica mattina, i tuffi in piscina del pomeriggio e il furgone stracolmo di roba raccolta oggi, me la sono quasi dimenticata. Mi rifrangio un attimo e aggiorno a domani come i cavalli normanni di Pascoli, che rifrangean la biada con rumor di croste