Posts Tagged ‘AGRICOLA’

GENERALE INVERNO, NEANCHE QUESTO GIRO MI FREGHI

24 ottobre 2007

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Di quanto certi detti di cui si da per scontata la validità siano a volte scemenze senza senso, ci si accorge sempre troppo tardi. ” I cachi vanno raccolti dopo il giorno dei Santi, quando tutte le foglie sono cadute dall´albero”, questo dicevano sempre i vecchi saggi, quelli la cui parola era Vangelo.  E fino ad una decina d´anni orsono anch´io ho seguito questa pratica, anche perchè della coltivazione di questo frutto non mi importava granchè, ne possedevo solo un albero.

Mi pare fosse nel 1998, ed aspettando che il fatidico giorno giungesse, una brinata di quelle giuste (roba da -7 °C) ridusse i cachi ancora pendenti dall´albero a sfere bicolori. La parte sopra, grigia e vitrea, contrastava cromaticamente con quella sotto, ancora bella arancione. Roba da buttare via tutto, compreso il lavoro di raccoglierli.

Da allora ho deciso che quanto detto dai vecchi andava non una, ma molteplici volte fatto passare attraverso il filtro del buon senso e dell´inevitabile avanzare delle necessità e dell´evoluzione delle varietà. E iniziai a piantare cachi di diverse varietà, dalle più precoci alle più tardive, e adesso ne posseggo una quindicina d´alberi.

Li raccolgo a scalare, i primi addirittura verso la fine di settembre, li metto in magazzino vicino alle mele che in maturazione sviluppano un gas chiamato etene, e da una settimana li sto vendendo, e anche bene.

Ovvio che non sono come quelli più tardivi, ma sempre meglio di quelli che si vedono in giro incellofanati e invaschettati. Quelli che vedete in foto sono il terzultimo giro, gli ultimi mi riservo di raccoglierli dopo il giorno dei Santi, non si sa mai

BLAUKRAUT BLEIBT BLAUKRAUT UND BRAUTKLEID BLEIBT BRAUTKLEID

1 ottobre 2007

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Qualunque cosa succeda, un cavolo cappuccio rosso  (Blaukraut) e un abito da sposa (Brautkleid) rimarranno sempre cose distinte, in qualunque modo vengano chiamati è questione di sostanza e non di nome. Allo stesso modo il partito democratico si poteva tranquillamente chiamare margheresse e nessuno lo avrebbe mai scambiato per una salsa da bollito parigina, e il MEME, quello in cui sono stato nominato dalla procace Guressa, altro non è che una defatigante catena di S. Antonio, dove il mio compitino consiste nell´elencare otto particolari inediti di me stesso, anche mentendo.

1. Non so fare le bolle con il ciuingam, e non provo neanche tantissima ammirazione per chi ci riesce

3. Non sono in grado di rollarmi una sigaretta da solo, ma prima o poi ci riuscirò, farebbe un casino bene alla mia immagine pubblica girare con il tabacco e le cartine.

4. Sto imparando a stappare le bottiglie con l´accendino, non voglio esagerare dicendo di fare passi da gigante, ma almeno adesso la bottiglia viene stappata prima che finisca il gas.

5. So dire “perestroika” ruttando.

6. Dico sempre di essere di Bolzano ma in realtà abito a Laives, comune del quale prima o poi diventerò sindaco, a meno che non ci sia un altro posto disposto ad accollarsi l´incombenza (al massimo 15.000 abitanti, il ballottaggio non lo sopporto, brutta parola tra l´altro).

8. Sono nato lo stesso giorno di Nastassja Kinsky

Passo la catena a  Xeena la Joe

E QUESTA CHE ROBA È?

28 settembre 2007

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Sbucciateli (la polpa interna è bianca) e tagliateli a fettine molto sottili, o a julienne, o grattugiateli, fate quel che vi pare ma non lasciateli interi.

Corpargeteli di sale, mescolateli, e lasciateli riposare coperti per almeno dieci minuti. Nel frattempo portatevi pure avanti col lavoro, accendete un marlborone e bevetevi una birretta propedeutica.

Trascorso il tempo necessario (non mettetevi fretta, non serve), eliminate l´acqua che si è inesorabilmente depositata sul fondo del piatto, conditeli con dell´olio d´oliva di quello buono e del pepe nero. Anche qui sarebbe meglio aspettare qualche minuto, anzi se avete in programma un amplesso nelle prossime cinque-sei ore, meglio sarebbe anticiparlo, a meno che non si tratti di un solitario.

Tutto questo per chi non soffre di tosse secca. Chi ne è afflitto, ne appiattisca le estremità affinchè stiano ( anzi stia, ne basta uno) in piedi. Senza sbucciarlo, ricavi con un coltello o altro arnese un incavo nella parte superiore, a mo’ di cratere vulcanico.

Al mattino riempia il cratere di grappa (quella che volete, purchè non aromatizzata), durante il giorno faccia la sua vita di sempre e alla sera si scoli il liquido ottenuto. Dopo la seconda volta, al massimo la terza,  la tosse secca sarà solo un ricordo.

Ah, giusto per saperlo, sono rapanelli neri

p.s. occhio a non esagerare con le birre, altrimenti come dice aghost, si viene colti da BIER-MANIA

MELE DIMENTICATE

26 settembre 2007

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Grillo, Miss Italia, il bello e dannato presunto assassino di Garlasco e Oliviero Toscani con la sua foto scioc contro l´anoressia. Sulla blogosfera questi sono gli argomenti del giorno, li stessi che vedi in tv, che forse il gran pastone dell´informazione stia tentando di inglobare i bloggaroli? (piaciuta questa?)

C´è anche dell´altro nel mondo, ci sono le mele dimenticate, ad esempio. Che non sono, come il nome potrebbe far intendere, frutti lasciati distrattamente sui treni o negli aeroporti, ma vecchie varietà di mele desuete e pressochè introvabili, espulse dal mercato contemporaneo e soppiantate dalle nuove varietà di origine australiana o americana. “Mele dimenticate” mi sembrava solo la miglior trasposizione possibile di alte Apfelsorten in italiano.

In previsione della odierna mattinata piovosa, ieri ho raccolto delle Spitz Lederer, che poi sarebbero quelle della foto. Appena raccolte sono immangiabili, ma dopo un paio di settimane hanno un sapore molto intenso, se proprio uno ci vuole trovare un difetto, la scorza è un po’ duretta e rugosa rispetto allo standard odierno. Ma proprio per questo le Lederer si conservano tranquillamente per mesi senza l´ausilio di celle frigorifere, quando avvizziscono il loro sapore migliora e non necessitano di trattamenti antiparassitari ( la rugginosità è una caratteristica e non un difetto, e il baco della mela non riesce a penetrare nella loro scorzaccia).

Vedendo queste mele sul mio stand, in molti si meravigliano non solo  che io ne abbia ancora, ma che ne abbia talmente tante da poterle vendere, e si immaginano un vecchio albero davanti a casa, sopravvissuto alla pulizia etnica dei pomari.

La realtà è meno romantica, una decina di anni fa comprai un centinaio di piantine di mele rimaste invendute ( erano delle Golden Delicious), andai in giro a cercare dei rametti di mele dimenticate ( non solo Lederer, ma anche Champagner, Kalvill, etc.)  e li innestai sulle Golden. Ci ho provato, ed è andata bene

SVEGLIA, È ORA DI ANDARE A DORMIRE

24 settembre 2007

Eccomi qua, appena sveglio dopo aver dormito davanti alla tv accesa. Meglio sarebbe che non scrivessi niente, chissà quante fandonie e scemenze mi si sono insinuate nel cranio, mentre assopito, indifeso e incapace di reagire venivo bombardato dalle parole (a meno che le immagini non trapassino le palpebre) emesse dal tubazzo catodico vecchio stile ma ancora perfettamente funzionante.

Quindi, la probabilità che io stia per scrivere un´idiozia, in questo momento è esponenzialmente più alta del solito, che già di suo non è cosa da poco. Apro il sito di Repubblica e trovo una interessante notizia, la battaglia contro gli OGM (i prodotti alimentari geneticamente modificati) sta entrando nel vivo con una petizione firmata da quasi tutti (Acli, Coldiretti, ambientalisti, consumatori, Verdi, donatori di sangue e magari anche Testimoni di Geova). Niente di male in tutto questo, anzi la presenza di Mario Capanna sarebbe anche una garanzia, anche se in Italia quando sono tutti d´accordo qualcosa da sospettare c´è sempre. 

 Mi ricordo però, che tanti anni fa si svolse un referendum per l´abolizione dell´uso dei pesticidi, e a contribuire al suo fallimento per mancanza di quorum fu proprio la Coldiretti, evidentemente è passata molta acqua sotto i ponti, ma forse neanche tanta, perchè in fondo il sistema non viene toccato più di tanto (in Italia ci sono grossi produttori di pesticidi, che dalla petizione non vengono neppure sfiorati).

Di certo non mi ci metto io a difendere gli OGM, che tra l´altro, aldilà di molte leggende mediatiche,  trovano applicazione solo su mais e soia, e vengono prodotti dalla stessa multinazionale, la Monsanto, che produce il diserbante a cui questo mais deve resistere, un conflitto d´interesse neanche da ridere.

Ma forse un obiettivo più concreto contro cui i consumatori dovrebbero scagliarsi è la legge italiana sulla quantità di fitofarmaci ammessa sui prodotti ortofrutticoli che, se da un lato pone limiti giustamente severi alla presenza di ogni singolo principio attivo, dall´altro ne ammette la molteplicità, in pratica un cocktail di tanti antiparassitari presenti in bassa quantità viene tranquillamente ammesso senza problemi.

Se poi parliamo dei controlli non la finiamo più, meglio smettere. La prossima volta metto la sveglia per andare a dormire

GOOGLE EARTH, ENCORE UN EFFORT!

6 settembre 2007

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È proprio una gran bella cosa Google Earth, mi piace ogni tanto guardare i luoghi che conosco e anche quelli dove non sono mai stato. Certo la definizione non ti permette ancora di vedere tutto quello che vorresti, ma forse è addirittura meglio così, in attesa di un futuro dove le prestazioni di questo programma miglioreranno. Le foto saranno in tempo reale e magari non saranno neanche foto, ma filmati che metteranno  a nudo ogni attività umana nel momento in cui essa si svolge.

Sarà bello e brutto allo stesso tempo, sarà bello scoprire che sono nati dei funghi sulla montagna vicino a casa e andare a raccoglierli bruciando sul tempo gli avversari, sarà brutto farsi beccare a raccogliere fagiolini con le mutande non firmate che sporgono dai pantaloni.

Di copulare all´aperto, poi  neanche parlarne, si rischierebbe che qualcuno stia lì ad osservare le tue dimensioni e a cronometrare le tue prestazioni, e non è detto che ogni volta vada bene.

Per adesso, purtroppo o per fortuna, Google Earth si limita, almeno per quello che sappiamo noi, a mostrare immagini di non eccelsa qualità e aggiornate minimo all´anno scorso.

Nella foto, la mia piccola azienda agricola occupa la parte centrale da destra a sinistra (scusate, è il contrario, io quando si parla di destra e sinistra mi confondo sempre, anche con le mani), insomma le serre che vedete sono le mie. E in quelle tre che vedete verso sin destra, ho tolto la copertura a maggio di quest´anno. E poi c´e ancora quel ciliegio morto che ho estirpato a ottobre dell´anno scorso.

Babilonia dice che in Google Earth c´è anche una funzione che permette di simulare il volo. Se perfezioneranno anche questa, avvertitemi quando mi sorvolate. Uscirò sul balcone a farvi ciao ciao con la manina

ECCOLO, IL MEME

20 agosto 2007

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Ormai l´hanno fatto quasi tutti, il MEME di ferragosto, che poi sarebbe una normalissima catena internettesca dove devi elencare un numero da 5 a 10 di cose che ti danno fastidio. Ho provato ad evitarla, magari anche inconsapevolmente, ma il pensiero di quest´obbligo morale verso la Guressa (mi ha nominato) mi scuote l´anima, non mi fa dormire, mi rende meno rilassante persino l´evacuazione mattutina, insomma mi da fastidio. E una, anzi due perchè metto in conto anche il fastidio che mi sale quando non si chiamano le cose col proprio nome (MEME sta per catena come afroamericano a negro e operatore ecologico a spazzino).

Mi reputo una persona abbastanza tollerante, sia nei confronti degli altri che (sopratutto) di me stesso, per cui non sono molte le cose che mi urtano, e dover per forza pensare proprio a queste mi da fastidio. E tre.

In questo periodo sto raccogliendo fichi. Fichi di colore blu scuro, dolcissimi ed inconsueti, almeno dalle mie parti dove tutti hanno quelli verdi (buoni anche quelli, per carità, ma quelli della foto sono un´altra cosa).

 Le foglie e i rami del del fico al contatto con la pelle provocano una sensazione di prurito per niente gradevole, la resina lattea che producono ti si incolla su tutta la peluria disponibile (che nel mio caso è parecchia), e anche questo non è piacevolissimo. Se poi fa caldo e ti capita di doverti detergere il sudore la sensazione di fastidio aumenta ulteriormente, specialmente se magari hai la barba d´un paio di giorni. Aggiungendo anche che i miei alberi di fico sono abbastanza alti (abito al secondo piano e il più grande sta già superando il tetto), e che quindi devo usare delle scale da incastrare bene tra i rami, che sono molto elastici ma quando si rompono lo fanno senza preavviso, si intuisce che il livello di attenzione deve sempre essere al massimo.

Prurito, bruciore, braccia, mani e pelurie appiccicose, ogni tanto qualche goccia di latte urticante che mi cade nel collo e non mi posso neanche distrarre, concedetemi che questa valga almeno come due.

…e adesso devo passare la catena, e lo faccio chiamando in causa chi ne ha voglia, con un occhio particolare  agli inlinkabili, quelli il cui nick compare in nero nei commenti

UPDEIT: aggiungo altre cose che mi danno fastidio

6. La sabbia nei preservativi

7. la senape nel caffè

8. quelli che dicono di non saper mentire

CERCATE LA SOCIETÀ CIVILE? AVETE SBAGLIATO NUMERO

28 giugno 2007

                            

  •                                           art8.gif
  • Una volta erano le streghe, bastava il sospetto e andavi dritta al rogo. Poi sono arrivati gli ebrei, i comunisti, i capelloni, gli autonomi, gli indiani metropolitani, i brigatisti rossi,  gli islamici e chiedo scusa se ne dimentico qualcuno.

Qualcuno di che? qualcuno degli untori, dei nemici che ogni società umana deve necessariamente avere per  potersi  permettere una certa quiete e coesione, qualcuno da additare come cattivo esempio, qualcuno da cercare di recuperare.

In questo periodo, i nuovi untori della società sono: i lavoratori autonomi, ladri ed evasori. I fumatori, gente che avvelena il prossimo per un proprio piacere. Chi si mette alla guida di un veicolo con qualche birra di troppo. Gente che non la puoi definire “società civile“.

Sfortunatamente, appartengo a tutte e tre le categorie di nuovi untori, coltivo verdura e la vendo direttamente al consumatore finale, so che fumare fa male, ma con 4 euro e passa  al pacchetto mi  sto finanziando abbondantemente l´inevitabile chemio.

Per quanto riguarda l´alcool e la guida,  sono stato beccato due volte alla guida della mia Fiat Palio Weekend  con un tasso dello 0,78-0,79 %.  ( valore che fino al 2002 ti sarebbe valso una stretta di mano e un invito a guidare piano), per cui dovrò presentarmi fra un anno con delle analisi del sangue più o meno come queste, ed un attestato che certifichi la mia frequentazione ad un corso di riabilitazione alla guida. Poi la Commissione deciderà il da farsi. Speriamo in bene.

Due volte 15 giorni di sospensione della patente, due volte dieci punti,  due volte la sanzione, la fedina penale macchiata, sicuramente tre volte, se non di più,  le analisi del sangue. Vada anche per il corso di riabilitazione, tanto ormai quando esco bevo solo una birra e poi vado di minerale. Non discuto niente di tutto ciò, la legge è questa e io l´ho violata, e mi è andata anche bene, viste le nuove norme in approvazione. E non succederà più che io mi metta alla guida di un qualsiasi veicolo senza essere strasicuro di essere in regola.

Solo una cosa, se lo scopo di tutto questo è ridurre gli incidenti stradali, non posso certo essere d´aiuto alla causa. Non ne ho mai fatto uno in vita mia

L´INGIUSTA SCHIAVITÙ DEL PESO

20 giugno 2007

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Quasi tutto quello si mangia in questo mondo malato viene venduto a peso. Avete mai notato che a seconda del peso specifico di un qualsiasi alimento, pagando sempre la stessa cifra per kilogrammo peso ( che poi sarebbe il kilogrammo massa moltiplicato per l´accelerazione di gravità che varia, anche se di poco, a seconda dell´altitudine), vi danno una quantità diversa di prodotto?

Se comprate un kilo di mele Golden, vi danno quasi mezza mela in più di quelle che vi darebbero comprando le Fuji o le Braeburn, le nuove qualità che stanno invadenso il mercato. Lo stesso vale con i pomodori, il vecchio San Marzano non lo trovi neanche più in giro, è stato soppiantato dalle nuove varietà di peretti pesanti come sassi.

Ormai la produzione agricola tende sempre più a privilegiare le cose che pesano molto, ingombrano poco e durano tanto. E per far pesare di più un prodotto, il sistema migliore è aumentarne la percentuale d´acqua, anche se il sapore può risentirne.

Avete per caso un´idea su come finire questo post?

PECCATO PER LA FOTO VENUTA MALE…

22 marzo 2007

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ma non è il caso di farsi troppi problemi, che qualcosa possa andare storto lo devi sempre mettere in conto. E fino a che si tratta solo di una foto, non c´è da preoccuparsi. Già la settimana scorsa avevo raccolto una quarantina di mazzi di rapanelli ( a dire la verità erano un po´ piccolini), ma oggi è stata la prima volta che ho raggiunto lo standard abituale di quantità e dimensione. Il tutto con buoni quindici giorni di anticipo rispetto alle scorse annate e, tenendo conto che abito a Bolzano, raccogliere rapanelli a marzo non è cosa da poco.

Ci questo devo ringraziare innanzitutto il mio coraggio (o incoscienza), per averli seminati ai primi di Gennaio, poi ovviamente la serra che li ha protetti (comprata a prezzo di ferrovecchio da una giardineria e smontata e rimontata pezzo per pezzo), e il mite inverno di quest´anno, che solo ora sta tirando l´ultimo colpo del tonno ( questo è il titolo di una mia canzone che presenterò in uno dei prossimi post).

Un po´ mi vergogno a dirlo,  ma a me, questo riscaldamento globale del pianeta, questo effetto serra di cui tutti parlano male, un po´ mi piace.

Un´ultima cosa per ridurre ulteriormente il livello culturale di questo post: chi vuole i rapanelli venga da me a Bolzano, in Piazza Municipio oggi ( Venerdì 23 Marzo per Voi che leggete), dalle 7.30 alle 13.00

RAPANELLI A COLAZIONE

5 marzo 2007

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Ho mangiato il primo rapanello dell´anno. Era ancora piccolo, la varietà che coltivo si chiama  Riesen von Aspern, il gigante di Aspern e dà il massimo quando raggiunge il diametro di 5 cm. circa. Però la voglia era tanta e quindi gli ho praticamente tolto la vita, un po´ come quando si mangia la porchetta, il vitello e un sacco di altre cose che sarebbe meglio lasciar diventare adulte.

Io non sono un vegetariano, ma se fossi al governo obbligherei tutti coloro che vogliono mangiare carne all´uccisione di uno o più animali almeno una volta l´anno. Giusto per rendersi un po´ conto di quello che significa, penso che in questo modo molti vitelli riuscirebbero a diventare manzi.

Tornando ai rapanelli, per gustare appieno la loro magia, è necessario che alcune situazioni coincidano. Deve´essere una tarda mattinata di una bella domenica  d´aprile e la serata precedente dev´essere stata torbida il giusto.

Si inizia, alla m´annoia, con una bella tazza di caffè nero bollente, minimo una moka da due. Ci si spara un paio di marlboroni, si espletano le funzioni corporali e quindi si passa al rito vero e proprio. I rapanelli vanno lavati e intagliati  a scacchiera e quindi cosparsi col sale. Si avrà cura di accompagnarli con birra scura gelata, mortadella tagliata a dadini e, volendo esagerare, del minestrone d´orzo freddo e raffermo. Chi lo gradisce, può intervallare la colazione con un altro paio di marlboroni.

Sono graditi consigli e suggerimenti

LIBERATE I BONSAI

17 gennaio 2007

bonsai.jpg                 Erano i primi di Aprile di qualche anno fa, ed io avevo appena montato la mia bancarella che consisteva nella mia prima produzione di quell´anno: dell´insalata croccante, cime di rapa, bietoline,crescione, rucola,erba cipollina su una metà del banco. Sull´altra una montagna di rapanelli, pronta ad essere alimentata da otto casse dietro al banco. Ero l´unico presente, in quanto i miei colleghi non disponevano di serre e quindi non erano ancora forniti a dovere. Dovete sapere che a Laives (vicino a Bolzano), i rapanelli sono un´istituzione, se sono quelli buoni puoi portarne quanti ne vuoi, vanno via tutti. E infatti già stavano arrivando i primi golosoni, quasi sempre uomini, se erano donne li compravano per i consorti. Verso le nove di mattina arrivano due ragazzi, diciottenni o forse meno, e allestiscono un ministand dove vendono bonsai contro l´AIDS. Comincia a piovere a dirotto e questi due sono senza ombrellone, per cui li invito a mettersi sotto il mio. La pioggia battente non scoraggiava certo i golosoni di rapanelli, ma i potenziali acquirenti di bonsai si. Ne comprai uno, anche se li ho sempre odiati, non ho mai  sentito la necessità di possederne uno, d´altronde era una maniera per fare un regalo e mettersi la coscienza a posto. Finito il mercato, per sopravvenuta mancanza di merce, tornai a casa con le casse vuote e questo cazzone di bonsai, aprii al confezione e vi trovai le istruzioni per mantenerlo in vita, insieme a delle forbicette con le quali avrei dovuto, secondo loro, reciderne le radici per mantenerlo piccolo. Feci esattamente il contrario, tolsi il bonsai dalla sua angusta vaschetta e lo piazzai in un bel vaso grande con dell´ottima terra cospicuamente corroborata da dello stallatico di cavallo stagionato (stagionato il concime, non il cavallo). In poco tempo il bonsai esplose  tutta la vitalità da troppo tempo repressa,  e con il suo tendere rami rigogliosi verso il cielo mi ringraziava di averlo tolto al suo destino di pianta miserevole degna solo di compiacere l´umana crudeltà. Fra poco compie tre anni e forse è pronto per essere trapiantato in terra piena. Aderite al mio appello, LIBERATE I BONSAI

LA LEGNA É A POSTO

7 gennaio 2007

Abbiamo finito il nostro compito per la prima settimana dell´anno

E ADESSO LEGNA!

3 gennaio 2007

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Dopo una settimana al calduccio, un capodanno non voluto ma apprezzato, è pronta una montagna di legna da tagliare. Vi terrò informati

La raccolta dei rifiuti umidi

10 dicembre 2006

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  La raccolta dei rifiuti umidi, così come prospettata dal Comune di Bolzano, ha già provocato proteste e probabilmente comporterà un aggravio dei costi.

Il Partito per Tutti si pregia di presentare un proprio progetto per la suddetta raccolta, il quale abbinerà una sostanziale riduzione di spesa da parte del Comune alla creazione di nuovi posti di lavoro per soggetti svantaggiati. Ogni condominio che disponga di un giardino privato, verrà dotato di una gabbia di modeste dimensioni, nella quale troveranno posto dei ratti, volgarmente chiamati anche pantegane.

Presumendo che la quantità di rifiuto umido prodotta da una famiglia media sia sufficiente per alimentare un ratto, verrà posizionata una gabbia da un metro quadro ogni dieci appartamenti. La pantegana è un animale onnivoro, la cui alimentazione con i residui di cibo degli esseri umani non presenta difficoltà significative, si riproduce molto facilmente ed è, al contrario di ciò che viene fatto credere dall´ideologia dominante, anche socievole ed affettuosa. La sua carne presenta molte analogie con quella di altri roditori di cui normalmente gli esseri umani si cibano, il coniglio ad esempio.

In ogni gabbia condominiale troveranno posto circa 6 esemplari che, una volta raggiunte le dimensioni utili verranno prelevati e sostituiti, se nel frattempo non si saranno riprodotti in modo congruo. Le pantegane prelevate verranno destinate alla produzione di un nuovo prodotto alimentare, denominato “echte Südtiroler Rotznwurst”, in pratica un würstel di pantegana. Tale prodotto, con un adeguato supporto di marketing, incontrerà molto facilmente i favori del mercato.

Ovviamente non sarà possibile raccogliere tutti i rifiuti umidi con il sistema sopraindicato. Saranno quindi costruiti dei recinti su tutte le rotonde cittadine, all´interno dei quali verranno posizionate delle galline, animali anche loro onnivori ma che abbisognano di un fondo terroso sul quale razzolare. Il cibo, cioè i rifiuti umidi, verrà loro somministrato direttamente dai cittadini lanciando un sacchetto di carta all´interno del recinto.

 Inizialmente questo provocherà un piccolo intralcio alla circolazione, ma con l´abitudine, molti riusciranno a lanciare il sacchetto senza scendere dall´auto, qualcuno addirittura senza nemmeno fermarsi.Al pari delle pantegane, anche le galline giunte al peso desiderato verranno prelevate e sostituite, e saranno destinate alla produzione della versione light del rotznwurst.

Nelle rotonde del centro città  al posto delle galline verranno posizionati dei tacchini, i quali, oltre ad essere più decorativi, abbisognano anche di una recinzione meno alta. Inoltre il rotznwurst pantegana misto tacchino ( con eventualmente i mirtilli nell´impasto) sarà certamente apprezzato anche oltreoceano, rappresentando una valida alternativa al tradizionale tacchino al forno classico.

 Ovviamente siamo disponibili ad apportare le migliorie e le modifiche che ci verranno suggerite. Per la realizzazione di questo progetto il Partito per Tutti incoraggerà la costituzione di un’apposita cooperativa sociale con scopo di lucro, seguendo esempi già consolidati

data originale del post: 10.12.2006