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PECCATO NON SI VEDA IL TACCO DA OTTO

5 aprile 2008

Ovvio che devo ancora mangiare montagne di polenta per avvicinarmi al livello del mitico Daniele Piombi, ma per essere all´esordio come presentatore non mi sembra neanche malaccio. Più tardi aggiorno e vi racconto, adesso devo andar a batter di mazza, mattinata dura ma speriamo che tutto fili liscio. Incrociate le dita per me, anche quelle dei piedi

Altro che mattinata, tutto il giorno ci abbiamo messo a batter di mazza, con imprevisti e contrattempi vari.

Comunque sono in attesa di un video ufficiale dei psicopolizia, me l´hanno promesso quando mi sono presentato con la cartellina da presentatore che in realtà era un depliant di salumi

Comunque non c´è mazza che tenga, stanco o non stanco ho fatto un salto al Masetti e mi sono visto buona parte del concerto di Paolo Benvegnù. Non mi è dispiaciuto per niente, l´individuo scrive dei testi dove sembra essere preso maluccio dalla vita, ma per me fa finta. Non solo per il suo stile, ma anche per il precoce incanutimento, se fosse toccato a lui d´ingravidare Asia Argento, nessuno gli potrebbe negare il posto di Morgan

 

RIDATEMI LA PRIMAVERA E L’ALIMENTATORE

24 marzo 2008

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Che brutto, l’ alimentatore è rotto. Non bastavano i 30 gradi di scossone termico tra le mattinate di Sciarm e quelle di qui, tra i tuffi in mare dal pontile in mezzo ai pescioni colorati e la neve che imbianca le montagne vicino casa e quasi minaccia di arrivare anche sui tetti dele serre dove i rapanelli crescono molto lentamente di circonferenza.

Che trauma, gente. Mica per il tempo, a quello ero preparato, anzi non c’è niente di meglio di starsene con la panza al sol sapendo che dalle tue parti soffrono il freddo di un ritorno di fiamma dell’inverno che sembrava ormai passato. Il trauma è che l’ alimentatore è rotto, e la speranza che si trattasse solo di un umile fusibile si è volatilizzata dopo lo smontaggio del cassettone che mi collegava al mondo intero.

Tornando a casa, la telefonata del mio primogenito era stata categorica, ma un flebile filo di speranza ce l’ avevo ancora, in fondo finora lo avevo sempre resuscitato. Ma stavolta mi sa che lo devo portare dal dottore, a meno di non trovare un alimentatore compatibile proprio a Pasquetta (più facile sarebbe trovare un alimentarista, ma non è lui che serve).

Vabbè, a tutto c’è rimedio e lo dimostra il fatto che sto scrivendo. Stamattina alle 7 il mio primogenito mi annuncia la sua assoluta necessità di essere alla fermata dell’ extraurbano entro dieci minuti, pena la sua decadenza dal diritto di disputare la finale del contest di snowboard alla quale si era qualificato. Nè una piega nè un lamento, saltiamo sulla Fiat Palio Weekend e tentiamo l’ impresa, cercando di anticipare il bussone che porta in Val Senales.

Grazie alle scorciatoie e alla potenza del nostro mezzo stiamo per portare felicemente a termine l’ impresa, quando il mio primogenito si accorge di essere sprovvisto di guanti e di contante, per cui inizia una gara ad inseguimento col bussone fino a quando finalmente è tutto a posto, guadagno un discreto vantaggio e raggiungo la fermata, il primogenito scende alla Starsky, raccatta tutto l’ armamentario e finalmente lo vedo salire sul bussone.

Tornando a casa, faccio un breve ma impietoso confronto con la mattinata precedente, che per me è ancora quella del tuffo nella limpida acqua a ridosso della barriera corallina, e quasi mi viene da ridere. Decido di passare alla radio (da dove vi sto scrivendo) ed approfittare del suo pc. E piano piano tutto andrà a posto, arriverà la primavera e porterà con se un alimentatore nuovo

È GIÀ ARRIVATA LA PSICOPOLIZIA?

6 marzo 2008

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Non c´è giustizia a questo mondo, qualunque stronzata abbia scritto Nostradamus, basta che accada una cosa che le somigli alla lontana e, il giorno dopo, subito tutti a dire che lui l´aveva prevista.

Invece Julius Verne ha dovuto aspettare quasi un secolo per veder realizzate le sue premonizioni, e meno male che a Orwell sembra che le cose vadano un pelo meglio (vi risparmio Stielike, le cui visioni espresse nel celebre ” Interessenzialità del postdivenire” verranno a galla solo dopo la dipartita della maggioranza di noi medesimi).

Orwell, in 1984, aveva preconizzato l´esistenza della Psicopolizia, dello psicocrimine che andava represso come e più di un crimine reale e, con soli 24 anni di ritardo, sembra che ci stiamo arrivando sul serio. Pare che abbiano inventato la macchina per leggere il pensiero, almeno secondo quest´articolo di Repubblica sembra che su 1000 immagini, questa macchina indovini quella giusta otto volte su dieci, e già qui mi balla l´occhio, se le immagini sono 1000 dovrebbero scrivere che ne ha indovinate 800, o dico cazzate?

Comunque, anche se la cosa è avallata da citazioni importanti, come la sua prossima pubblicazione su Nature (la Bibbia della scienza), non mi convince più di tanto. Credo che molto di più di una macchina possa essere in grado di fare l´umano intuito. Faccciamo una prova, secondo voi a quale cosa sta pensando il mio amico  Cabassa, l´individuo ritratto nella foto?

ACCOPPIAMENTI IN CUCINA, IN CATENA

9 febbraio 2008

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Essere nominati per una catena di Sant´Antonio mediatica sugli accoppiamenti in cucina non può certo dispiacere, se poi chi ti nomina si chiama Xeena e Francesca, vuol proprio dire che da buttare via proprio non devi essere. A dire il vero mi ha nominato anche Vox Nova, che però credo che abbia capito bisi per fave e ha fatto un post fuori ordinanza.

Gli accoppiamenti in cucina sono sempre una piacevole divagazione dal quotidiano, e spesso la casualità gioca un ruolo determinante nella loro riuscita, ma ovviamente non possono essere riprodotti con troppa frequenza e secondo uno schema anticipatamente preordinato. Molto meglio lasciare tutto al caso, al contrario del mio amico Cabassa di cui non faccio il nome, che spesso improvvisa accoppiamenti in cucina lasciando il burro fuori dal frigo due ore prima. Ma ora bando ai preliminari e avanti con la catena, ecco gli accoppiamenti:

1) birra e rapanelli, e qui ci sarebbe da dilungarsi parecchio, i rapanelli rossi vanno interi solo col sale, quelli bianchi a fettine con un intingolo di olio, pepe e sale, i neri grattugiati come uno vuole

2) carciofi e acqua, qui è più semplice, bere dell´acqua dopo aver mangiato un carciofo lesso è cosa buona e giusta

3) aringa affumicata e polenta, tanto per saper se è vero quanto ci hanno raccontato da piccoli

4) anguria e mortadella, la versione umile del più quotato prosciutto e melone

5) polenta e sangue dal naso, non so che significhi e non mi ricordo neanche dove l´ho sentita

6) pane e kren (salsa di rafano), grandioso, ma ci vuole il pane giusto, quello che ognuno preferisce di solito

7) magnesio&potassio e caffè annacquato, la colazione della Iso

8) canederli con cime di rapa, un connubio pugliotirolese che proverò fra due settimane, quando saranno pronti i friarielli

9) fiori di zucca e polpa d´olive nere, per due spaghetti veloci in stagione

10) cozze e gorgonzola, una volta con Mr.Alex abbiamo fatto una gara a chi ordinava la pizza più strana, io avevo chiesto questa ma non avevano le cozze e allora ho optato per le acciughe. Terribile.

E adesso le nomineiscion, vado sul classico con le figliole prodighe Guressa, la Joe, e Nonsonounasconnessa, e Brigida Fraioli. Vediamo anche di coinvolgere Étranger, un livornese trapiantato a Bressanone, Brixen o come si chiama adesso, per dirlo alla Uòlter

BUFALE CAMPANE, VERRANNO TEMPI MIGLIORI

4 febbraio 2008

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” Buongiorno, mi dia una bottiglia di Champagne, ma non quello originale Doc-Igp-Docg-Pdci o come si chiama adesso, non bado a spese, voglio Champagne taroccato, possibilmente cinese,rumeno o tunisino“. Sentendo una frase del genere uno potrebbe tranquillamente pensare di trovarsi in un film con Steve Martin, tra l´altro uno dei miei attori preferiti (se non altro perchè non se tira più di tanto), ma la realtà non è tanto diversa, è meno frizzante ma più saporita.

Fino a qualche settimana fa la mozzarella di bufala campana era una sciccheria, un piccolo lusso che però valeva la pena permettersi, non c´era confronto proprio. Adesso mi è stato riferito che cotanto bendiddio giace invenduto e in attesa di scadenza sugli scaffali, non c´è offerta speciale che tenga e, a differenza di quanto è stato fatto con i polli italiani ai tempi dell´influenza aviaria, nessuno spende due parole in favore del supremo latticino italico.

Purtroppo, e sottolineo se, la posizione della mozzarella di bufala campana è pressocchè indifendibile, sono troppe le immagini di bovini curvocornuti che pascolano in prossimità di cumuli di rifiuti, troppe le sorvolate in elicottero che mostrano discariche autorizzate o abusive che rilasciano percolati nelle falde acquifere per promuovere messaggi tranquillizzanti ai consumatori, meglio un discreto silenzio e limitare i danni. Infatti della crisi della mozzarella, ma anche di tutti gli altri prodotti agricoli campani, nessuno ne parla più, si spera solo che la gente dimentichi il più velocemente possibile. E così sarà

LA PSICOPOLIZIA A CUARTACLASSE

21 gennaio 2008

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Nessun allarmismo, Cuartaclasse, il programma di chi ha perso il treno, in onda ogni lunedì alle 22.35 su Radio Tandem, a Bolzano sui 98.400 MHz e nel resto del mondo qui, non sta per il momento subendo l´attacco delle milizie al soldo del grande fratello immaginato da Orwell in 1984. La Psicopolizia è semplicemente il nome del gruppo che stasera viene a farci visita, a presentare alcuni brani e naturalmente anche a discorrere amabilmente del più e del meno, di pentole e angurie, di parroci irsuti e del senno del durante che diventa del poi.

Intendiamoci subito, lo so anch´io che non si scrive un post su di un gruppo musicale non mollando nè un video, nè uno straccio di pezzo da ascoltare, nè una foto, ma tutto quello che ho a disposizione è un failin pedeef con un articolo di giornale scritto di traverso, un testo e le mie impressioni di quando li ho visti dal vivo. E su queste ultime vedo di basarmi.

La Psicopolizia che ho visto io sono un gruppo di onesti musicisti che supportano Pietro, un frontman sbraitante che può tranquillamente incarnare la negazione di Dio elevata a cantante. Il suddetto Pietro, un allampanato quarantenne che giustamente si esibisce appollaiato su uno sgabello-trespolo, evitando in questo modo di esibire la propria andatura dinoccolata, è quel che si può tranquillamente definire, anche esteticamente, la vittima prediletta della Psicopolizia, nel senso che sarebbe il primo che prendono.

È bravo Pietro, ci sa fare col pubblico e anche i suoi testi che si sposano alla perfezione con la sua immagine, e magari neanche solo con quella, uniti alla musica ipnotica del gruppo, creano un´atmosfera a metà tra Trainspotting, 1984 e la Vecchia Romagna tanto cara a Stielike. A parte questo testo, molto mi hanno colpito anche le parole di “Cervello in fin di vita”, un brano che, lungi dal rappresentare il testamento spirituale dell´autore, può certamente spiegarne l´insorgenza di un precoce calvizie


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