COSI’ PARLO’ L’ITALOCALABRESE

18 dicembre 2011

vado via un attimo con mio cognato, tu intanto inizia che tra due minuti arrivo“. A volte è impressionante la quantità di legna che si riesce a tagliare in due minuti

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TRE ANNI BUTTATI

16 dicembre 2011

Sarà stato il 51 o 52 di Luglio, e faceva molto caldo, quando al Partito per Tutti le venne una grande idea. Stomegà dall’assoluta mancanza di perizia e volontà con la quale la cosiddetta questione altoatesina/sudtirolese veniva affrontata, il PpT decise che era ora di prendere le corna per il toro e di formularne l’unica soluzione possibile e materassabile. L’annesssione del Sudtirolo/Alto Adige alla Svizzera.

Ricevemmo attestati di stima conditi da sorrisi di derisione, e ancora adesso altro non ci arriva. Nssuna forza politica appoggiò la nostra proposta, e di quello adesso devono render conto alla popolazione.

Ci avessero ascoltato, come sarebbero adesso le cose?

IL DUE C’E’ ANCHE SENZA IL TRE

15 settembre 2011

Popolo bue, a lor altri l’ardua sentenza.  Questa non è, pur sembrandola, la chiosa di un’ennesima enciclica di Stielike, ma bensì la conseguenza necessaria ma non sufficiente di un eventuale rigurgito tardoasburgico, non socratico ma non per questo meno pleonastico di quanto possa essere annoverato tra le comuni conoscenze di fisica quantistica legate al corretto funzionamento di una comune lavastoviglie, oggetto ormai di uso comune, tranne che nella versione larga 45 centimetri.

Può o non può, sempre rimanendo nell’ambito circoscritto del fruitore finale, un comune saltimbocca alla romana essere paragonato all’urlo di Munch  per le sue evidenti similitudini emotive, magari legate solo da una comune esperienza anche inconscia, ma avvenuta nel medesimo momento?  Per quanto mi riguarda la risposta è no, neanche quest’ anno Gennaro Ivan Gattuso vincerà la classifica sdei cannonieri.

Per il resto, tutto a posto, stagione d’oro. Cetriolini e cuori di bue come se piovesse

 

PARTITO PER TUTTI E PARCHEGGI

12 luglio 2011

Compito di un partito serio ( e noi lo siamo) è anche lo stabilire un, ma allo stesso tempo futile e fuorviante, tra le immensi catalessi sintattiche  che caratterizzano l’impunito svolgersi  del vacuo fottersi proprio ed altrui. Lo scrisse (a parte quanto riportato tra parentesi) Stielike nel mai abbastanza rimasto inosservato 1979, ed ancora rimane un mistero la sua formulazione avvenuta conoscendo pochissime parole d’ italiano.

Ma a parte questo ed altro, il Partito per Tutti almeno un’idea generale sul problema dei parcheggi ce la deve avere, foss’anche solo per darsi un contegno. Mica serve un’enciclica, bastano pochi punti e neanche tutti condivisibili, altrimenti diventa una rottura di coglioni e di ovaie.

PUNTO UNO E PUNTO DUE:  il parcheggio è un’occupazione di suolo pubblico, e come tale non dev’essere gratuita per soddisfare un bisogno privato. Il parcheggio si paga sempre e comunque, altrimenti chi non possiede un’automobile potrebbe tranquillamente sentirsi autorizzato a parcheggiare negli spazi pubblici il proprio box doccia, l’armadio nella nonna, la bambola gonfiabile o quant’altro.

Parcheggiare una Panda non può costare come parcheggiare una Ferrari. Il costo del parcheggio dev’essere proporzionale al valore ed all’ingombro dell’oggetto parcheggiato.

Detto questo, dichiaro aperto il dibattito

Oscar Ferrari

Segretario del Partito per Tutti

REFERENDUM, QUALCHE DUBBIO SI POTRA’ ANCHE AVERE, O NO?

8 giugno 2011

Sorelle e fratelli, qua è tutto un pullulare di certezze ed io di questo ne soffro (non tantissimo, per me sapere di essere tre mesi e passa più vecchio di Giorg Clunei è molto più devastante).  I quesiti sono interessanti e quindi mi sembra giusto andare a votare, dire alla gente di starsene a casa è vile e scorretto come il ti piace vincere facile. Alla fin fine, se ci sai fare, agli italiani riesci anche a fargli dire che la pubblicità nei film è cosa buona e giusta, è successo davvero in un referendum di qualche anno fa.

Sul nucleare ho parecchi dubbi. Chiaro che c’è il problema delle scorie, ma come ultima scelta, dopo che sono state usate tutte le energie rinnovabili, il nucleare non mi pare proprio più dannoso del carbone o del petrolio. Preferirei abitare vicino ad una centrale nucleare piuttosto che ad una termica o ad un inceneritore di rifiuti.

Poi c’è la questione che se si afferma che l’energia nucleare non s’ha da fare, non è giusto neanche comprarla dai vicini francesi o svizzeri che siano. Altrimenti si è degli ipocriti.

Sull’acqua, pochi dubbi. E’ roba di tutti , va gestita da tutti e deve funzionare. E dove la cosa non funziona significa che gli stronzi sono la maggioranza. Dura da mandar giù ma è così.

Sul legittimo impedimento, legittimo un cazzo

CANE CRIMINALE

25 aprile 2011

La logica non dev’essere solo ferrea, ma anche zincata e possibilmente a caldo, altrimenti arruginisce. Confutare queste lapidarie ma allo stesso tempo qualcos’altro parole, sarebbe fuorviante come far finta di rinunciare all’energia nucleare per non dover presenziare ai propri processi. Niente a che vedere col circo, nè acrobata nè mangiatore di fuoco, piuttosto un santo a piedi nudi.

Miley, la mia bovara di Stielike, ha sì commesso dei crimini, ma questi si possono considerare tali solo dal punto di vista delle vittime. Un paio di mesi fa, mentre stavamo potando i luridi meli del socioconcorrente, una vecchietta piangente ci informò che la bovarina aveva appena spezzato il collo a quattro delle sue amatissime galline.

Seppur dubbioso, mi offersi di rifonderle il danno, cosa che infatti è avvenuta. Anche se poi ho scoperto che la vecchietta lasciava razzolare  i di lei volatili sulla strada interpoderale, e la povera Miley aveva solo tentato di sottrarre le galline al pericolo di essere investite dai trattori, mica colpa sua se gli esseri umani le hanno plasmate con un collo così esile, utile solo per sopprimerle con maggiore velocità e minore sofferenza.

La Pasqua ha tanti simboli, c’è la croce, l’agnello e c’è pure il coniglio. La Pasquetta, secondo la ferrea e zincata logica del bovaro di Stielike, razza canina alla quale Miley appartiene, vede questi simboli ridotti di almeno della metà. Non essendo giorno di elezioni e non potendo votare in quanto cane, Miley la crocetta non la poteva proprio mettere. Però, fortunatamente, da una gabbia dei vicini lasciata improvvidamente aperta, proprio oggi è scappato un coniglietto partorito dalla madre appena un mese fa.

Logico che la povera Miley, conoscendo la ricorrenza e vedendoselo passare davanti, non ci abbia pensato su due volte a sbranarselo. Mica poteva andare a torino a far fuori John Elkann

SONO UN CODARDO

7 aprile 2011

Giuridicamente sto dalla parte del torto, e per cambiare le legge sono in sostanziosa minoranza. Dalla mia parte avrei solo il popolo. Con queste premesse, anche il più sprovveduto dei rivoluzionari si aggingerebbe ad agire, le rivoluzioni si fanno apposta per cambiare quello che è legale e quello che non lo è. E che il popolo sia d’accordo è condizione necessaria, altrimenti non è una rivoluzione ma un golpe.

Ho tre serre piene di rapanelli in via di rapida maturazione e gli abitanti di Laives, il Comune dove risiedo dalla nascita, sono particolarmente ghiotti di questo ortaggio. La situazione sarebbe idilliaca se non ci fosse di mezzo il regolamento che disciplina la vendita diretta dei produttori al Mercato Contadino settimanale. Esso vieta infatti lo svolgersi del suddetto mercato prima del Sabato coincidente o susseguente alla data del 10 Aprile, che quest’anno cade di domenica.

Un vero rivoluzionario se ne fregherebbe del regolamento e allestirebbe lo stand comunque, sfidando le ire dell’autorità legittimamente costituita e invocando la superiorità della logica rispetto alla legge. Se il popolo vuole i rapanelli e i rapanelli ci sono, la legge che impone che solo quelli di Laives non li abbiano prima del 16 Aprile è ingiusta e va abrogata seduta stante, sempre che il popolo sia d’accordo.  Ogni altro atto da parte del rivoluziorario, sarebbe codardia.

Ebbene sì, sono un codardo. Chi me lo fa fare di passare un pomeriggio intero e raccogliere e smazzare rapanelli, per poi farmi cacciare dai quattro metri quadri di suolo pubblico che occuperei prima ancora che il popolo accorra, e magari beccarmi anche una multa? alla fin fine in una settimana i rapanelli diventano solo più grossi….

O NO?

29 marzo 2011

L’interessantezza dell’attualità è proporzionale in modo inverso al quadrato della sua persistenza, ed in modo diretto al cubo e mezzo del suo non mi ricordo più cosa. Con queste lapidarie parole, espresse in modo garbatamente polemico al cameriere bulgaro che gli servì il latte di mandorla con le cozze alla vaccinara, Stielike pose le basi per il suo, ormai universalmente accettato, postulato del 1987, secondo il quale quell’anno è effettivamente trascorso. O no?

A chiedere scusa son buoni tutti, valga per quella che si è finta terremotata, ma non per quello del CNR che ha battezzato la tragedia naturale del Giappone come castigo di Dio. A questo, che gli si deve fare? E’ vero che ha rivelato l’autore di un crimine contro l’umanità, ma non gli si possono accordare i benefici riservati ai pentiti, perchè pentito lui non è. E poi, quando si accusa qualcuno, bisogna anche in qualche modo collaborare alla sua cattura, ma per farglielo fare si dovrebbe introdurre il concetto di tortura umanitaria, che la nostra mente (forse ancora per poco) non riesce a concepire. O no?

Che poi, neanche ha detto qualcosa di originale. Qui si parla di uno è già stato accusato di aver mandato le cavallette e altre  sei sfighe agli Egizi,  che è reo confesso di aver distrutto Sodoma e Gomorra solo perchè non gli andavano a genio le abitudini sessuali della gente del posto. Insomma è come accusare Totò Riina di aver aver ucciso un paio di galline a sua suocera. O no?

Qui l’unica colpevole e Miley, la mia bovara di Stielike. Che effettivamente ha fatto fuori due galline, ma non l’ha fatto apposta, voleva solo giocare. Mica colpa sua se qualcuno crea queste cazzo di bestie con un collo così fragile. O no?

Pipuntoessepunto: son tornati i rapanelli

VADO UN PO’ DI POESIA

21 marzo 2011

Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione

Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate

L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera

Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate

I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire

Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango

Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace

Magari ero anche partito bene ma poi…

adesso continuate voi

IL SEGRETARIO SE NE VA A MARSA ALAM

4 marzo 2011

Se unabarrauno dice che a Bolzano ci si annoia, allora vuol dire che ha messo il calice amaro fuori dai denti (non significa niente, però suona bene). Trovatemi voi una città di piccole dimensioni che, oltre ad essere la capitale del sesso e il paradiso delle coppie scambiste, il sabato di carnevale al posto dei soliti carri allegorici si trova dua manifestazioni contrapposte.

Contrapposte per modo di dire, una la fanno per difendere la presenza di monumenti fascisti che dimostrano l’italianità di Bolzano, l’altra  per difendere monumenti fascisti che però andrebbero storicizzati con delle targhe esplicative.  Percorsi separati, polizia a tutto spiano, traffico bloccato, l’unico che vede la cosa positivamente è il pomfrittaro di Piazza Vittoria.

Già, Piazza Vittoria. Per un breve periodo si è chiamata Piazza della Pace, ma poi i bolzanini hanno richiesto e ottenuto a suon di referendum il ripristino del vecchio nome, messo in onore al glorioso 1918 nel quale il Sudtirolo venne annesso al Regno d’Italia. Figura di merda a livello europeo. Per fortuna ci salvano le statistiche del sesso.

I monumenti fascisti di Bolzano, alla fin fine non son neanche tutta questa jattura che uno crede. C’è chi li vuole abbattere o nascondere, chi li vuole tenere e ristrutturare e ci sono quelli che li vogliono storicizzare. Si sono indetti concorsi di idee sul cosa farne, ma in fondo tre/quattro manifestazioni all’anno se le riescono sempre a guadagnare, e mica è poco. Basterebbe un modesto biglietto d’ingresso e i vigili potrebbero fare meno multe per corroborare il bilancio comunale.

Detto questo, me ne vado a Marsa Alam. La giovane democrazia egiziana ha più bisogno del PPT di Bolzano, a volte è giusto soggiacere alle priorità, anche tenendo conto della temperatura atmosferica. Dovessi avere dei problemi, prego qualcuno di andare ad innaffiare i rapanelli

PARTITO PER TUTTI, TENERSI PRONTI!

17 febbraio 2011

Fratelle e sorelli, l’ora è lieve e decido comunque di scrivervi, vorrei farlo con la mano sul cuore ma ho paura di farmi male passando fra le costole. La situazione sta precipitando, ma tanto era già a terra da tempo. Non rompiamoci la testa prima di essercela fasciata. Spossiamoci pure in laceranti discussioni, ma qui una decisione bisogna prenderla.

Per gli altri, il punto fondamentale delle prossime settimane è rappresentato dalle alleanze, da un modo in qualche modo inedito di affrontare la questione, che però per noi non lo è. Noi conosciamo l’approccio e lo svolgimento, sappiamo farlo sia da soli che alleandoci con altri (anche se quest’ultima situazione si è verificata una sola volta con dei grillini neanche tanto convinti). Noi sappiamo che fare quando il vento si alza.

Fra poco, un altro diamante lucente s’incastonerà nel diadema della nostra storia, ma per compiersi compiutamente, quest’ opera ha bisogno di tutte le nostre correnti unite nel medesimo scopo, se ci saranno alleati bene, altrimenti ce la faremo con le nostre forze. Ma anche per gli alleati, è giocoforza essere selettivi. Sono a mio parere da evitare i pugni chiusi, le braccia tese e le mani pulite, e anche il se non ora quando non ci sarebbe di grande utilità.

Qui ci serve gente pratica e di poche parole, mica dobbiamo andare ad un tolc sciò, qui c’è da montare il telo ad una nuova serra

SE NON ORA, QUANDO?

13 febbraio 2011

MI AVETE FRAINTESO

2 febbraio 2011

Sembra la solita scusa di uno che ha appena scritto o detto una stronzata, ma potrebbe anche non esserlo. Seguendo alla lettera le indicazioni contenute nella successione numerica di Couto, la cosa può essere tranquillamente suscettibile d’esistenza. Anche se non di una cosa, bensì di una scusa stiamo cianciando. Insomma avete frainteso il mio post precedente, ma anche.

Ho solo cercato di capire le ragioni di quasi tutti. Hanno ragione quelli che vogliono che il bassorilievo del Duce resti al suo posto, sia quelli che amano i monumenti a prescindere, sia quelli che se non c’era il Duce a quest’ora spalavano la monnezza davanti alla porta di casa. Ma hanno ragione anche i sudtirolesi, in fondo se hai passato 20 anni in carcere, l’ultima cosa che vuoi è avere la foto del giudice appesa in soggiorno. Hanno ragione quasi tutti.

Quelli che non hanno ragione sono quelli che vogliono storicizzare e piazzare tabelle esplicative davanti ai monumenti. Un monumento va visto per quello che è, a suo modo una rappresentazione del tempo in cui è stato eretto (quest’ultima parola mi fa venire voglia di cambiare argomento). Storicizzare è comunque interpretare in modo univoco e quando si tratta di un’opera d’arte, almeno al fruitore sia concessa la libertà d’interpretazione, altrimenti che si storicizzino anche i testi di Mogol.

Se proprio si vuole piazzare tabelle esplicative, almeno che esse si posino dove servono. Sulle cabine telefoniche magari, che fra qualche anno nessuno si ricorderà a cosa servivano

pipuntoessepunto: come fa giustamente notare Dona, il cavallo ha la cosa bella alta. Non ho trovato altra spiegazione che il ricordino lasciato a terra, sembra anche a voi?

IO A QUESTO NON CI CREDO

30 gennaio 2011

Sorelle e fratelli, qua noi in Sudtirolo di Ruby, della Santanchè, di tutto questo ce ne frega gran poco. E anche della Tunisia e dell’Egitto (tranne forse quelli che, come me, hanno prenotato a marzo a Santanchè). Qui l’ombelico della comunicazione, il vitello grasso nelle cui unte carni pasteggiano sbavando i testoni pensanti del luogo, è la rimozione di un bassorilievo dove troneggia un Mussolini a cavallo di un equino con le zampe posteriori messe in modo innaturale, probabilmente per evidenziarne gli attributi maschili.

Al contrario della provincia a cui da il nome, Bolzano è una città a maggioranza di lingua italiana, e quindi se nel 2011 il Duce era ancora al suo posto è perchè non solo non dava fastidio, ma in qualche modo era un’immagine rassicurante. In fin dei conti, senza Mussolini, qui gli italiani sarebbero minimo dieci volte di meno, su questo non ci piove (Bolzano è italiana dalla prima guerra mondiale). 

A Bolzano, anni fa, han provato a cambiare nome ad una piazza, cambiandolo da Piazza della Vittoria a Piazza della Pace. Ne è scaturito un putiferio che ha portato ad un referendum, con tanto di ripristino del vecchio nome e di figura di merda colossale a livello europeo.

Ai sudtirolesi di lingua tedesca, il Duce a cavallo è stato sempre sui coglioni, anche se a dire la verità erano molto più concentrati sul Monumento alla Vittoria, che in effetti porta delle scritte offensive per i germanofili (germanofoni: grazie Gadilu…). Io li capisco: se un popolo, dopo l’8 Settembre 1943, accoglie i soldati della Wehrmacht come liberatori, vuol dire che di quelli che c’erano prima ne avevano veramente pieni quelli di cui sopra.

Fatto sta che la SVP (il partito unico sudtirolese) è riuscita a vendere la sua astensione sulla sfiducia al ministro Bondi, ottenendone in cambio mano libera sui relitti fascisti ancora presenti in Sudtirolo. Gli italiani di Bolzano han protestato tutti, ufficialmente per come è stata condotta questione. Ma io a questo non ci credo

IL WEB NON E’ LA BIBBIA

19 gennaio 2011

Potremmo continuare a parlarne per anni, arrovellarci le sinapsi fino al ginocchio, ma di certe cose mai ne verremo a capo. E anche qualora il mai si realizzasse, non ne avremmo probabilmente coscienza. Il cercare le soluzioni sul web non agevola di certo l’avvento dell’era del mai, quando realtà e finzione e futuro e passato s’avvolgeranno insieme, elicoidandosi intorno ad un filo immaginario, ma lasciando al contempo che altri concetti si sviluppino, arzigogolandosi come ramificazioni laterali. 

Come sovrappiù o carico da undici, si potrebbe anche aggiungere altro, ma meglio fermarsi qui. Tramite il web si trovano solo le soluzioni che nessuno intende nascondere, se Stielike abbia o meno mai portato le basette rimane comunque confinato nell’angusto recinto delle opinioni da bar. Ci sono le foto, ma è dai tempi del soldato russo che issa la bandiera sul Reichstag che hanno smesso di essere attendibili, e con esse i filmati.

La mia appartenenza all’ortodossia stielikiana mi impone di considerare il vero e il falso come due o più entità che tendono naturalmente ad equilibrandosi, alla stessa stregua del buio e la luce. La loro variabilità non influisce sostanzialmente sull’andazzo, al pari della  Luna che non cade mai sulla Terra. Il web invece tende sempre a dare una risposta univoca, anzi è quasi la sua stessa ragione d’ essere. Il web vuole diventare la Bibbia.

Già, la Bibbia. Una volta, a uno che continuava citarla, glielo dissi. Guarda, già il giornale di oggi son metà balle e domani devo stare attento a non mettere la pagina dei morti come fondo delle cassette delle prugne. Con un libro scritto duemila e passa anni fa, che ci dovrei fare?