Archive for the ‘Oscar Ferrari’ Category

sostenitori del Sì e del No, per favore smettetela di insultarvi. Fatevela fuori a cazzotti, una buona volta

14 novembre 2016

bidone

HILLARY, IL REFERENDUM, TRUMP, HUNTELAAR E L’OVVIETA’ DELL’EPOCALE

4 novembre 2016

stufa

Ho appena deposto, sempre che il verbo sia quello giusto, un pezzo di legno nella stufa e sta cominciando ad ardere. Nulla d’inconsueto, un gesto che nel corso degli anni avrò ripetuto almeno altrettante le volte in cui ho spollonato le piante di solanacee, cambia solo la stagione. Un gesto che già di suo ha pochissime scians di passare alla storia quando non succede una cazzo, figuriamoci adesso che siamo in un momento storico dove fra un po’ nulla sarà come prima. Un pezzo di legno o diventa un Pinocchio, oppure non vale la pena parlarne.

Qua si stanno profilando cambiamenti epocali. Tra Trump o Hillary, il referendum, la Brexit, De Boer e chi più ne ha più se le tenga, in tutto il mondo c’è aria di sommovimento. En todo el mundo tranne che qui nel Sudtirolo. Oggi che è il 4 Novembre c’è stata la parata delle Forze Armate e puntualmente gli Heimatbundari non hanno mancato di criticarla pesantemente, paragonandoli a cani che marcano il territorio. Tranquilli che il prossimo anno va uguale.

Eppure quel pezzo di legno mica era uno qualunque, dico era ma sta ancora bruciando. Una Unterlage di Granny Smith, un nodone in prossimità dell’innesto. Questo pezzo di legno l’avrò preso in mano un sacco di volte, e un attento lettore ne potrà facilmente stabilire il numero.

L’ho tagliato sopra l’innesto con la motosega,  con la pachera l’ho estirpato. Poi l’ho caricato sul carro e l’ho scaricato. L’ho tagliato a metà con la sega circolare e ho provato a dividerlo con lo spaccazocche, ma dopo la terza volta che mi ha bloccato il macchinario ho desistito dall’intento lasciandolo intero, con solo un intaglio in stile Canyon. L’ ho stipato nella vecchia legnaia, e l’ho spostato poi un paio di volte per far posto alla legna nuova e poi l’ho trasferito nella legnaia nuova, da dove oggi l’ho prelevato. Arde ancora ma non sarà per molto, urge una conclusione.

Parafrasando al contrario il giovane Huntelaar, vieppiù mi sovviene d’affermare che l’ovvietà agguaina, divora ed incenerisce qualsiasi epocalità. Prova ne è che nella stufa adesso arde un legno anonimo, ed il cane ancora non si è accorto di niente

VOLETE LE CANZONI? ECCOLE QUA

14 gennaio 2016

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Qua dove…non abbiate timore e cliccate su quello destro

IL MUSEION HA ROTTO I COGLIONI

30 dicembre 2015

 

museion-thalheimer

Per tutti quelli che hanno accettato serenamente la sfericità della Terra, e che non considerano Bolzano e il Sudtirolo come ombelico del mondo: si parla del Museo d’arte contemporanea di Bolzano. Del postulato di Huntelaar ne parleremo un’altra volta.

Del Museion a Bolzano se ne parla spesso, ma quasi mai per motivi che abbiano un nesso con esso, inteso come veicolo di cultura. E’ successo solo per una rana crocifissa e il rumore di uno sciacquone che seguiva l’inno nazionale italiano. Dall’arte contemporanea è legittimo aspettarsi qualcosa di meglio.

Le altre volte che finisce sui giornali, o è per il rapporto costi/ricavi che ricorda gli ingaggi di molti calciatori, o è perchè le donne delle pulizie buttano via le opere d’arte che sembrano immondizia, o perchè fa da sfondo a manifestazioni umanitarie. Ha rotto i coglioni.

L’ultima, quella di questi giorni, è che il Museion ha tolto il uaifài libero, volendo in questo modo liberarsi dalla presenza dei migranti seduti sul muretto che, non contenti della connessione, usavano anche i bagni e le prese di corrente. Non erano neanche tanti, ma lo sembravano perchè pochissima altra gente frequenta quel posto.

E giù polemiche, battute acide, catarro e raucedine, qui ci vuole una soluzione. Eccheccazzo.

Si prende Ötzi, la mummia del Similaun e la si sposta al Museion, le motivazioni si trovano, non sto neanche qui ad elencarle. La gente che fa la fila per ‘sta cazzo di mummia, almeno la fa più comodamente e nel frattempo si sciroppa qualcosa che ancora non capisce, ma ci sarà tempo. Fuori dal museo i migranti nessuno li noterà, confusi tra la folla festante. E tutti vivranno felici e contenti

 

 

 

 

 

METTI CHE VADA A FINIRE COSI’

5 luglio 2015

herbert

Allora adesso lo sappiamo, la Grecia esce dall’Europa. Piccolo bambino mantovano o leader mondiale che sta festeggiando il risultato del referendum in Grecia: cinque lettere, neanche tanto difficile. Uno tra il bambino mantovano e quell’altro, si offre di pagare il debito greco in contanti sull’unghia, e in cambio chiede solo un’isoletta in affitto per metterci qualche nave da guerra, niente di che, insomma. Operazione a costo zero, i soldi del debito della Grecia li recupera aumentando il prezzo del gas ai paesi creditori. Poi con calma arriveranno anche Bulgaria Serbia e Ungheria.

In Inghilterra (o meglio: nel Regno Unito), il rimpianto più grosso per il referendum sull’uscita dall’Europa sarà il costo dell’inchiostro per stampare il NO sulle schede.

La Germania ci rimane di merda e chiede il ruolo guida per l’Europa. Francia, Spagna e Italia glielo negano. A quel punto, la Germania esce dall’Europa e si porta dietro il suo Impero ( Austria, Slovenia, Croazia; Cechia, Slovaccia, Polonia, Danimarca e Scandinavia tutta, tranne la FInlandia). Olanda, Belgio e Lussemburgo mantengono la neutralità, tanto comunque vada verranno invasi.

La Francia limita i danni, con un po’ di Nordafrica e la Romania gli va anche di culo abbastanza. Spagna e Portogallo se ne fregano, aldilà dell’Oceano è pieno di fratelli loro e gira anche grana.

All’Italia resta solo l’Albania, magari anche con divieto di rifiuto. Una posizione indipendente sarebbe la cosa ideale, a condizione però di saperla mantenere. Nel caso dell’ Italia, meglio sarebbe dover scegliere tra Germania e Russia, tanto si può sempre tradire e la si passa liscia comunque.

Nel caso l’Italia scegliesse la Russia, qui da noi in Sudtirolo sarebbe terra sputata di confine, il luogo deve è più probalile che, in caso di conflitto, vengano commessi gli atti peggiori. Diverso sarebbe se il Sudtirolo, invece di appartenere allo Stato Italiano, fosse territorio svizzero.

Metti va vada a finire così, ci sarebbe da maledire quel misero 99,54 % di bolzanini e dintornanti che non ha votato il Partito per Tutti, l’unico propugnante l’annessione alla Svizzera

PARTITO PER TUTTI, PEZZI DI PROGRAMMA

2 febbraio 2013

Logo Schweiz vector

Il punto fondante, ma anche fondente, è l’annessione del sudtirolo alla svizzera.
i motivi ci sono tutti, siamo già una piccola svizzera, c’è gente che parla due lingue o anche tre, ci sono i ladini e la conformazione geografica è quella. Il tessuto socioeconomico è simile così come l’attenzione per i problemi ambientali. E anche il cioccolato che si fa da queste parti non ha niente da invidiare a quello svizzero. E pure Andreas Hofer era svizzero.

La nostra era una posizione che ci auspicavamo fosse condivisa da tutti. Dai verdi innanzitutto, se i TIR passano di qua è perchè dalla Svizzera non possono, e poi i verdi non dovevano essere tanto preoccupati, in fondo gli inceneritori ci sono anche in Svizzera.
Dalla sinistra , basta fare un confronto fra uno stipendio di un operaio svizzero e uno italiano per capire che è cosa buona e giusta. Anche il 5Stelle avrebbe potuto condividere la candidatura, in fondo Grillo continua a citare la svizzera come buon esempio, che c’è di meglio che annettersi ad essa?
Da quelli che “Südtirol ist nicht Italien“, in fondo basta che spostino il cartello dal Brennero al Tubre. E anche a quelli che piangono merenda sentendosi stranieri in patria. In svizzera gli stranieri sono un quarto della popolazione. Che non ci appoggi Giannino è addirittura scandaloso. Si esce dalla trappola dell’euro e si usa il franco svizzero, la moneta più stabile al mondo.

Che tutti questi abbiano preferito crogiolarsi in candidature puramente di testimonianza, in un collegio territoriale come quello di Bolzano, ci è incomprensibile, tanto più che non ci siamo presentati alla Camera perchè, per onestà intellettuale, non potevamo certo chiedere il voto ai Trentini. E quindi abbiamo praticato la desistenza per tutti.
L’annessione alla svizzera è la soluzione definitiva e materassabile per la questione sudtirolese, e in questo senso non ci stupisce affatto che i partiti che con la questione sempre aperta ci campano sopra da decenni non ci abbiano appoggiato.

Detto questo, sappiamo che la politica si fa anche a piccoli passi e per questo abbiamo stilato un succinto programma di avvicinamento

RIFORMA ELETTORALE: domande stile patente e le schede con una risposta sbagliata vanno a finire, insieme alle bianche e alle nulle nel PARTITO DEL CASO, dove ogni cittadino si può iscrivere (anche distratti, indifferenti e ignoranti hanno diritto alla rappresentanza)
AEROPORTO: io non lo userò e quindi si libera l’area che verrà utilizzata per rifare le semirurali, liberando così il quartiere Casanova dove sarà ubicato il nuovo carcere modello europeo. Un detenuto riabilitato al Casanova sarà più ricercato di un laureato alla Bocconi (che poi si è visto che i bocconiani non è che siano dei geni).
RIFORMA DELLE PENSIONI: si va tutti alla stessa età e con la stessa cifra
RIFORMA DEI FINALI DELLE PARTITE DI CALCIO. Al 90′ si tirano i rigori e poi la squadra che perde ha 20 minuti per fare un gol. Si rivede il catenaccio, che è un’invenzione svizzera
IL LAIVESOTT LINGUA PARIFICATA, Mez per sort e Krautwalschn gruppi linguistici riconosciuti.
In conclusione, consideriamo come avversari solo coloro che premono perchè la questione sudtirolese non abbia mai fine, in pratica PD e SVP, rappresentati dal candidato Palermo.
A chi preme perchè venga stilato il Terzo Statuto, noi rispondiamo che lo abbiamo già. Dopo il los von Trient e il los von Rom, LOS VON BRÜSSEL

TIZZONI ARDENTI E COSE COMPLICATE

23 gennaio 2013

alto adige 21.01

se proprio devi complicarmi le cose, almeno inizia da quelle che già lo sono“. Con queste ruvide parole, pronunciate col suo tipico accento nippopolacco, Viktor Smoralek inveì contro il suo mentore che lo aveva iniziato al collezionismo di edizioni tascabili dei racconti giovanili di Fernando Couto. Ciò non spiega  alcunchè, ma è comunque accadimento essenziale per stabilire l’avvenuta o meno cessazione di pericolosità sociale di un  tizzone ardente che venga inopinatamente scagliato in un qualunque posto non sia un oceano.

E’ senz’altro vero che ogni cosa che appare complicata agli occhi, facilmente lo sarà anche agli alluci, ma non è detto che le cose prima o poi non debbano cambiare in modo repentino e forse anche inaspettato. Prendiamo come esempio le prossime elezioni nel collegio uninominale di Bolzano_Bassa Atesina, che mi vedono candidato, ovviamente con il Partito per Tutti.

I candidati sono tanti ma, scartando a priori quelli che praticano il franchising elettorale (Fratelli d’Italia, Destra, Grillo, Ingroia, Pdl-Lega, Casapound, Fermare il declino) e che quindi son lì solo per fare pura testimonianza, le cose si semplificano e non di poco.

La sfida è tra chi vuol mantenere aperta la questione sudtirolese perchè in un modo o nell’altro ci campa sopra da anni e intende continuare a farlo (SVP-PD, Freiheitlichen, Alto Adige nel cuore), e chi invece la questione sudtirolese la vuol chiudere in maniera definitiva e materassabile. Il Partito per Tutti, con l’annessione alla Svizzera

 

PROVARCI BISOGNA

1 gennaio 2013

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Sorelle e fratelli, ho deciso di candidarmi al Senato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, con il simbolo del Partito per Tutti. Il programma è l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera, nulla più, nulla meno. Per poterlo fare, ho bisogno di almeno 250 firme.
Come primo atto, chiedo ai membri di questo gruppo di non firmare per altre liste (o di farlo solo per la Camera) o, se già l’han fatto di allertare altre persone

PD, MA DIMMI UN CUORE CE L’HAI?

2 dicembre 2012

Beh, insomma, rifiutare questa giustificazione….

Spett.le Coordinamento provinciale Italia Bene Comune
il sottoscritto Oscar Ferrari, tessera elettorale n.0693239109 Iscritto alla
sezione elettorale n.17. dichiara che per ragioni indipendenti dalla propria
volontà è stato impossibilitato a iscriversi e votare alle elezioni primarie
della coalizione Italia Bene Comune dal 4 al 25/11 compresi.
Più precisamente, dichiara che la causa di tale impossibilità risiede nella
documentabile mancata consegna in tempo utile di un set di pneumatici
invernali
con cerchio, atti ad assere montati sulla sua Fiat Palio Weekend TD70.
Trovandosi il seggio di competenza quasi in cima ad un’impervia salita,
presupponendo un elevato tempo d’attesa e tenendo conto della stagione, non
era
certo da escludere che una nevicata improvvisa rendesse al sottoscritto molto
problematico il ritorno a casa, mettendo a rischio nella conseguente discesa
l’incolumità del sottoscritto e del suo cane (una graziosa cucciolona di
razza
bovaro di Stielike), al consiglio del quale egli ricorre sempre per le
decisioni importanti.
Vero è ben che il sottoscritto avrebbe potuto raggiungere il seggio con i
mezzi pubblici, ma l’obbligatoria museruola improvvidamente acquistata via
internet, si era rivelata inadeguatamente fuori misura, essendo nel frattempo
cresciuto di taglia il cane. Cercando di essere il più stoico possibile, il
sottoscritto ha anche considerato di raggiungere il seggio a piedi, ma una
fastidiosa ciste nell’interno coscia sinistro lo aveva fatto desistere dopo
pochi metri.
Richiede pertanto di essere registrato ed iscritto nel relativo albo degli
elettori per esercitare il voto al ballottaggi del 2/12

fiducioso in un Vostro positivo riscontro, porgo distinti saluti
Oscar Ferrari

ARRIVANO GLI ALPINI, CHE PALLE…

10 marzo 2012

Io il cappello da alpino da qualche parte lo devo ancora avere, la penna con la nappina viola da aiutiere anche, è in una serra appesa ai sostegni di fil di ferro. L’avevo messa lì provvisoriamente una decina di anni fa.

Giustappunto mi sovviene il ricordo di quando s’è fatto ordine in qualche magazzino,  e la Iso aveva già infilato il sacro copricapo nel sacco della monnezza, quando inopinatamente fu colta da un  quanto mai improvvido senso di rispetto della mia volontà e mi chiese se fossi d’accordo. Le dissi di no e sbagliai.

Applicando scrupolosamente il sincretismo colloidale dell’antiemozionalità, così ben descritto da Euzebiusz Smolarek in una sua enciclica postqualcosa della quale poco importa conoscerne l’esatta datazione, non v’era e non v’è alcuna ragione di conservare una reliquia che ti ricorda un anno della tua vita di cui lo Stato s’è appropriato.

E senza darmi nulla in cambio, se non una patente C che ho usato solo una volta, e per giunta ho anche perso il carico.

Adesso fanno il raduno degli alpini a Bolzano. Sarà uno strazio, tre giorni la città chiusa, arriveranno trecentomila alpini, tre per ogni residente in città. Ma dico io, siamo nell’era telematica digitale multimediale e stielikofila, questi megaraduni non si possono fare su feisbùc?

CUARTA CLASSE, HABEMUS STREAMING

6 febbraio 2012

Nel dolersi di poter rincuorare se stessi, non v’è alcuna differenza tra il farlo all’ombra d’un olmo o immersi in un lago caldo. Con cuesta lapidaria epigrafe, inizia la terza metà della celeberrima cuarta sezione della trilogia di Stielike, nata cuasi per caso dopo un viaggio dell’astante sopra i mercuriosi meandri dello scibile umano ma anche altro.

Le nostre coscienze, dopo anni di appiattimento culminati  con la sostituzione del “l’ha detto la televisione” con “l’ho letto su feisbuc“, sono chiamate ad un’opera di discernimento forse troppo onerosa per il loro stato attuale.

Fratelli e sorelle, qua c’è da stabilire un nesso chiaro ed inecuivocabile tra le nefaste conseguenze dell’ultima ondata di maltempo e la palese inadeguatezza dell’attuale legge elettorale in vicenza. Nè tantomeno può essere imputato ad essa l’aumento dei gatti destinati all’alimentazione umana.

Detto questo, mi pregio di comunicarVi che Cuarta classe, il programma di chi ha perso il treno, in onda su Radio Tandem il martedì dalle ventuno alle ventidue e trenta, d’ora in poi va in streaming, cioè lo si potrà ascoltare dappertutto ci sia una connessione internet, anche uaifài. Cuesto è il link

COSI’ PARLO’ L’ITALOCALABRESE

18 dicembre 2011

vado via un attimo con mio cognato, tu intanto inizia che tra due minuti arrivo“. A volte è impressionante la quantità di legna che si riesce a tagliare in due minuti

TRE ANNI BUTTATI

16 dicembre 2011

Sarà stato il 51 o 52 di Luglio, e faceva molto caldo, quando al Partito per Tutti le venne una grande idea. Stomegà dall’assoluta mancanza di perizia e volontà con la quale la cosiddetta questione altoatesina/sudtirolese veniva affrontata, il PpT decise che era ora di prendere le corna per il toro e di formularne l’unica soluzione possibile e materassabile. L’annesssione del Sudtirolo/Alto Adige alla Svizzera.

Ricevemmo attestati di stima conditi da sorrisi di derisione, e ancora adesso altro non ci arriva. Nssuna forza politica appoggiò la nostra proposta, e di quello adesso devono render conto alla popolazione.

Ci avessero ascoltato, come sarebbero adesso le cose?

IL DUE C’E’ ANCHE SENZA IL TRE

15 settembre 2011

Popolo bue, a lor altri l’ardua sentenza.  Questa non è, pur sembrandola, la chiosa di un’ennesima enciclica di Stielike, ma bensì la conseguenza necessaria ma non sufficiente di un eventuale rigurgito tardoasburgico, non socratico ma non per questo meno pleonastico di quanto possa essere annoverato tra le comuni conoscenze di fisica quantistica legate al corretto funzionamento di una comune lavastoviglie, oggetto ormai di uso comune, tranne che nella versione larga 45 centimetri.

Può o non può, sempre rimanendo nell’ambito circoscritto del fruitore finale, un comune saltimbocca alla romana essere paragonato all’urlo di Munch  per le sue evidenti similitudini emotive, magari legate solo da una comune esperienza anche inconscia, ma avvenuta nel medesimo momento?  Per quanto mi riguarda la risposta è no, neanche quest’ anno Gennaro Ivan Gattuso vincerà la classifica sdei cannonieri.

Per il resto, tutto a posto, stagione d’oro. Cetriolini e cuori di bue come se piovesse

 

PARTITO PER TUTTI E PARCHEGGI

12 luglio 2011

Compito di un partito serio ( e noi lo siamo) è anche lo stabilire un, ma allo stesso tempo futile e fuorviante, tra le immensi catalessi sintattiche  che caratterizzano l’impunito svolgersi  del vacuo fottersi proprio ed altrui. Lo scrisse (a parte quanto riportato tra parentesi) Stielike nel mai abbastanza rimasto inosservato 1979, ed ancora rimane un mistero la sua formulazione avvenuta conoscendo pochissime parole d’ italiano.

Ma a parte questo ed altro, il Partito per Tutti almeno un’idea generale sul problema dei parcheggi ce la deve avere, foss’anche solo per darsi un contegno. Mica serve un’enciclica, bastano pochi punti e neanche tutti condivisibili, altrimenti diventa una rottura di coglioni e di ovaie.

PUNTO UNO E PUNTO DUE:  il parcheggio è un’occupazione di suolo pubblico, e come tale non dev’essere gratuita per soddisfare un bisogno privato. Il parcheggio si paga sempre e comunque, altrimenti chi non possiede un’automobile potrebbe tranquillamente sentirsi autorizzato a parcheggiare negli spazi pubblici il proprio box doccia, l’armadio nella nonna, la bambola gonfiabile o quant’altro.

Parcheggiare una Panda non può costare come parcheggiare una Ferrari. Il costo del parcheggio dev’essere proporzionale al valore ed all’ingombro dell’oggetto parcheggiato.

Detto questo, dichiaro aperto il dibattito

Oscar Ferrari

Segretario del Partito per Tutti