Archivio per la categoria ‘BOLZANO’

PROVARCI BISOGNA

1 gennaio 2013

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Sorelle e fratelli, ho deciso di candidarmi al Senato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, con il simbolo del Partito per Tutti. Il programma è l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera, nulla più, nulla meno. Per poterlo fare, ho bisogno di almeno 250 firme.
Come primo atto, chiedo ai membri di questo gruppo di non firmare per altre liste (o di farlo solo per la Camera) o, se già l’han fatto di allertare altre persone

RIDATEMI LA PRIMAVERA E L’ALIMENTATORE

24 marzo 2008

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Che brutto, l’ alimentatore è rotto. Non bastavano i 30 gradi di scossone termico tra le mattinate di Sciarm e quelle di qui, tra i tuffi in mare dal pontile in mezzo ai pescioni colorati e la neve che imbianca le montagne vicino casa e quasi minaccia di arrivare anche sui tetti dele serre dove i rapanelli crescono molto lentamente di circonferenza.

Che trauma, gente. Mica per il tempo, a quello ero preparato, anzi non c’è niente di meglio di starsene con la panza al sol sapendo che dalle tue parti soffrono il freddo di un ritorno di fiamma dell’inverno che sembrava ormai passato. Il trauma è che l’ alimentatore è rotto, e la speranza che si trattasse solo di un umile fusibile si è volatilizzata dopo lo smontaggio del cassettone che mi collegava al mondo intero.

Tornando a casa, la telefonata del mio primogenito era stata categorica, ma un flebile filo di speranza ce l’ avevo ancora, in fondo finora lo avevo sempre resuscitato. Ma stavolta mi sa che lo devo portare dal dottore, a meno di non trovare un alimentatore compatibile proprio a Pasquetta (più facile sarebbe trovare un alimentarista, ma non è lui che serve).

Vabbè, a tutto c’è rimedio e lo dimostra il fatto che sto scrivendo. Stamattina alle 7 il mio primogenito mi annuncia la sua assoluta necessità di essere alla fermata dell’ extraurbano entro dieci minuti, pena la sua decadenza dal diritto di disputare la finale del contest di snowboard alla quale si era qualificato. Nè una piega nè un lamento, saltiamo sulla Fiat Palio Weekend e tentiamo l’ impresa, cercando di anticipare il bussone che porta in Val Senales.

Grazie alle scorciatoie e alla potenza del nostro mezzo stiamo per portare felicemente a termine l’ impresa, quando il mio primogenito si accorge di essere sprovvisto di guanti e di contante, per cui inizia una gara ad inseguimento col bussone fino a quando finalmente è tutto a posto, guadagno un discreto vantaggio e raggiungo la fermata, il primogenito scende alla Starsky, raccatta tutto l’ armamentario e finalmente lo vedo salire sul bussone.

Tornando a casa, faccio un breve ma impietoso confronto con la mattinata precedente, che per me è ancora quella del tuffo nella limpida acqua a ridosso della barriera corallina, e quasi mi viene da ridere. Decido di passare alla radio (da dove vi sto scrivendo) ed approfittare del suo pc. E piano piano tutto andrà a posto, arriverà la primavera e porterà con se un alimentatore nuovo

ES TUT UNS SEHR LEID, NON POSSUMUS

9 marzo 2008

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Dai commenti al post precedente ho notato che a molti piacerebbe che il Papa ce lo tenessimo fisso qui in Sudtirolo, invece di restituirlo alla città eterna e all´Italia intera, sano e ritemprato nel corpo e nello spirito dopo le strasudate ferie estive a Bressanone. Fosse per me nulla osterebbe a ciò, ma putroppo ancora non sussistono le condizioni perchè questo possa realizzarsi.

Non è certo una questione climatica, anzi il clima secco e frizzante delle nostre parti ben si adatta al fisico teutonico del Sommo Pontefice, e tutto intorno alla sua residenza vacanziera (che sarà l´Abbazia di Novacella, le notizie ufficiali lo danno ospite al Seminario maggiore, ma io non ci credo), vi è tutto un fiorire di vigne, dove l´umile lavoratore di quella del Signore potrebbe perfezionare la sua tecnica e magari passare vieppiù di grado fino a raggiungere la qualifica di Kellermeister.

Nessun problema linguistico, a parte che impari alla svelta lo slang sudtirolese, diverso da valle a valle. Nessun problema logistico, qui arrivano milioni di turisti, basta mettersi d´accordo e organizzare i grandi raduni al di fuori delle alte stagioni. Volendo abbiamo anche un aeroporto da far impallidire la spianata di Tor Vergata con cui battere il record della più colossale copula collettiva della storia (il Giubileo dei Giovani del 2000, che a sua volta aveva strappato l´ambito primato a Woodstock).

Insomma problemi grossi non ce ne sarebbero, anzi addirittura le agenzie turistiche potrebbero organizzare dei tour ludico-culturali dove il turista potrebbe sciare, far visita al Mercatino di Natale, compiere la visita di rito a Ötzi (la mummia del Similaun) e concludere il tutto con un´udienza papale. Se ne tornerebbe stracontento al luogo d´origine con la faccia abbronzata, qualche gadget made in China, un pezzo di speck e, come bonus,  un´indulgenza plenaria. Mica paglia deumidificata, come direbbe Stielike.

L´unico problema è che noi un Papa ce l´abbiamo già, il Landeshauptmann Luis Durnwalder. Come ho scritto in “Sudtirolo o Vaticano?”, le analogie tra il ruolo del Sommo Pontefice e quelle del Presidente della Provincia di Bolzano sono troppe per poter essere ignorate, si rischierebbe una situazione da due galli in un pollaio.

Entrambi concedono le udienze ed elargiscono benedizioni, entrambi hanno a disposizione guardie con costumi pittoreschi, entrambi sono infallibili. Solo che, mentre dal dopoguerra in poi sullo scranno di Pietro si sono succeduti ben 6 Pontefici, i Landeshauptmann sono stati solo due.

Sorry (es tut uns sehr leid),  non possumus, tocca tenervelo voi

CHE BELLO, IL PAPA VIENE IN FERIE DA NOI

8 marzo 2008

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… ma in fondo è come se ci fosse sempre stato, anche in versione 8 Marzo

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È GIÀ ARRIVATA LA PSICOPOLIZIA?

6 marzo 2008

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Non c´è giustizia a questo mondo, qualunque stronzata abbia scritto Nostradamus, basta che accada una cosa che le somigli alla lontana e, il giorno dopo, subito tutti a dire che lui l´aveva prevista.

Invece Julius Verne ha dovuto aspettare quasi un secolo per veder realizzate le sue premonizioni, e meno male che a Orwell sembra che le cose vadano un pelo meglio (vi risparmio Stielike, le cui visioni espresse nel celebre ” Interessenzialità del postdivenire” verranno a galla solo dopo la dipartita della maggioranza di noi medesimi).

Orwell, in 1984, aveva preconizzato l´esistenza della Psicopolizia, dello psicocrimine che andava represso come e più di un crimine reale e, con soli 24 anni di ritardo, sembra che ci stiamo arrivando sul serio. Pare che abbiano inventato la macchina per leggere il pensiero, almeno secondo quest´articolo di Repubblica sembra che su 1000 immagini, questa macchina indovini quella giusta otto volte su dieci, e già qui mi balla l´occhio, se le immagini sono 1000 dovrebbero scrivere che ne ha indovinate 800, o dico cazzate?

Comunque, anche se la cosa è avallata da citazioni importanti, come la sua prossima pubblicazione su Nature (la Bibbia della scienza), non mi convince più di tanto. Credo che molto di più di una macchina possa essere in grado di fare l´umano intuito. Faccciamo una prova, secondo voi a quale cosa sta pensando il mio amico  Cabassa, l´individuo ritratto nella foto?

ERANO TUTTI A GUARDARE SANREMO?

3 marzo 2008

Lei è Marian Trapassi, ho visto un suo concerto sabato sera, dopo una cena a base di cervo da Xeena e una partita a risiko non vinta per un pelo, come al solito. Bella voce, bei testi, arrangiamenti raffinati, ma un pubblico di venti persone al massimo. Mica solo con lei, al Masetti di Bolzano è spesso così. Bel locale, ingresso libero, acustica ottima eppure sempre poca gente e sempre quella.

Ma almeno stavolta c´era la probabilità che tutti fossero rimasti a casa a guardare la TV. Per questo non credo alla notizia del calo di ascolti del Festival, è tutta una balla, erano tutti a guardare Sanremo 

OSKAR KHUELLO FERO

13 febbraio 2008

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Qui da noi in Südtirol, delle elezioni ce ne frega pochissimo, è dura dirla ma chiunque vinca, per noi è lo stesso. Ho buone ragioni per pensare che questo mio blog sia molto più frequentato fuori dai confini sudtirolesi (che spesso sono molto più mentali che orografici) che dalle mie parti, e allora qualche volta mi diverto a “spiegare” il Sudtirolo agli altri italiani, che ne hanno un´immagine molto spesso da cartolina, tutta mercatini e piste da sci.

Da noi le elezioni si potrebbe anche fare a meno di farle, in fin dei conti sono tempo e soldi buttati via, tanto che a parte un´eccezione (quella canonica che conferma la regola, a Bolzano una volta hanno eletto il sindaco sbagliato per sette voti, ma hanno subito rimediato), le elezioni sono sempre andate come dovevano andare. Casomai dove si decide qualcosa è nei caucus della SVP, il partito votato dal 90% dei tre quarti degli elettori.

Non si sa ne perchè ne percome, ma qui si al Senato si vota ancora coi collegi uninominali, col Mattarellum insomma, il Sudtirolo è diviso in 3 collegi, vince chi prende più voti. Nei collegi di Merano e Bressanone non c´è trippa per gatti, il senatore è talmente SVP che addirittura nella prima repubblica ci fu l´unico caso di elezioni suppletive al Senato ( era morto l´unico senatore che aveva preso più del 65% necessario per non essere eletto coi resti come tutti gli altri). Nel collegio di Bolzano invece, in teoria la cosa sarebbe più equilibrata, ma anche qui la SVP ha fatto bottino pieno.

C´è da riconoscere che quelli della SVP sono dei grandi, nel 2001 fecero uno scambio alla pari con l´Ulivo,  seggio al Senato per Oskar Peterlini (SVP), seggio alla Camera per Gianclaudio Bressa ( bellunese Ulivo, a Bolzano nessuno sapeva chi fosse). Nel 2006 alla Camera andarono per conto loro (col proporzionale) ma al Senato riconfermarono Peterlini con i voti del centrosinistra. Adesso puntano a ricandidare Peterlini punto e basta, e alla fine ce la faranno, tranquilli tutti.

Qualcuno del PD ha proposto che al posto di Peterlini fosse candidato un loro esponente di lingua italiana, giusto per rendersi presentabili al loro elettorato. A loro voglio tendere la mia generosa mano, candidate me, ho tutte le carte in regola. Non so perfettamente il tedesco, ma nel dialetto sudtirolese me la cavo alla grande, l´unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dal mio Oscar senza kappa (anche se metà della posta che mi arriva è indirizzata Oskar Ferrari). Ma tranquilli che faccio solo due anni e mezzo, giusto per prendere la pensione, e poi potete di nuovo mandarci Oskar khuello fero 

CHI VIENE CON ME A CAROMAN?

1 febbraio 2008

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 Otto anni di seguito ci sono andato, in colonia marina all´isola di Caroman, nella laguna di Venezia. Ci andavo perchè mio padre, che lavorava alla Acciaierie di Bolzano, poteva avvalersi del servizio messo a disposizione con una buona dose di paternalismo aziendale dall´industriale Falck. Il quale, forse conscio di tutta la robaccia che faceva respirare ai suoi dipendenti, li agevolava per comprarsi la casa, mandare i figli al mare per tre settimane, e ogni anno organizzava la Befana dell´operaio. Quando era ora, ci mettevano sul treno, un saluto a mamma e papà e poi via, la prima volta  avevo quattro anni. Si arrivava a Venezia dove eravamo accolti dalle Suore Canossiane di bianco vestite, che ci accompagnavano sul vaporetto charter, e lungo il tragitto, oltre alle meraviglie di Venezia, vedevamo anche piccole isole artificiali, una menzione speciale se la merita l´ottagono di Caroman. Arrivati, era come fare il militare da bambino, ci davano la divisa, un prendisole (specie di pagliaccetto di cotone grosso che sembrava fatto ad uncinetto), e tutto il resto, rigorosamento blu scuro e con il marchio Falck in evidenza.

Altri ricordi: l´aereo con la strascico pubblicitario che ogni tanto lanciava dolciumi appesi a piccoli paracadute, le camminate per arrivare alla spiaggia cantando “Viva la gente”, le palline con le immagini dei ciclisti ( con quella bianca di Adorni ne avrò vinte almeno altre venti), l´alzabandiera alla mattina (l´abitudine mi è rimasta inconsciamente), i fruttini ( marmellata gelatinosa di pere cotogne), il pranzo, che quando c´era il vitello di mare era buonissima, la cena, di cui ho ancora stampato nella retina il piatto bianco con il budino, il pane e la fetta di mortadella. E poi quella pastina in brodo con quella forma strana che anche a volerlo non la trovi più da nessuna parte. Poi quella volta che le suore ci fecero alzare di notte a pregare per la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. E quando feci la prima comunione taroccata, ma per raccontarvela devo chiedere com´è andata esattamente a mia sorella, e lo farò, non avrò pietà di voi.

Vorrei tornarci a Caroman, chi viene con me?

data originale del post: 01.02.2007

GRAZIANO CECCHINI, UNO DEI NOSTRI

17 gennaio 2008

Provocare divertendosi e divertendo gli altri, Graziano Cecchini si merita senz´altro una tessera onoraria del Partito per Tutti. Il problema è che non abbiamo neanche le tessere normali.

Il video che segue si riferisce alle elezioni comunali di Bolzano del Novembre 2005

PER NOI ACQUARI È SEMPRE IL NOSTRO ANNO

4 gennaio 2008

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Oroscopi. Ci sono quelli che ci credono, quelli che non ci credono e quelli che ci credono anche se non è vero. Alla fine fare un oroscopo non è mica tanto difficile, basta metterci dentro un po’ di tutto e qualcosa la azzecchi per forza, ormai fa così anche la stampa, sono talmente tante le bufale che ti raccontano che un buon metodo è il fiftififti: metà è vero, metà no.

Che ci devo fare, io mi piaccio, mi piace chiamarmi Oscar, e mi dà un casino fastidio quando scrivono il mio nome con la kappa, se Oskar Ferrari nato a Bolzano il 24.01.1961 esistesse davvero non esiterei un attimo a sputargli in faccia, mi è capitato anche di rimetterci dei soldi per colpa sua. E mi piace tanto anche essere dell´Acquario, non foss´altro che per il fatto che sia uno dei pochi segni senza la doppia figura (gemelli, bilancia, pesci, etc.), e senza corna. E mi piace anche essere milanista, d´altronde, come il nome e il segno zodiacale, è una delle cose della tua vita che non puoi cambiare, a meno di non essere Emilio Fede.

L´inevitabilità di essere quel che si è, questo mi affascina, e su questo punto concordo quanto espresso da Stilieke nei suoi aforismi specularmente sintetici, alla fine una schifezza completa non lo puoi mai essere, e se anche la stampa lo affermasse, questo sarebbe vero al massimo per il 50%.

In conclusione: viva gli acquari, anche quelli di Genova

A MEZZANOTTE MENO UN QUARTO VA…

2 gennaio 2008

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Si è mai vista una festa di capodanno dove a mezzanotte meno un quarto la gente se ne va da un´altra parte? Bolzano è la città dei primati (non intesi come scimmie, anche se…) e quindi forse ho avuto il privilegio di assistere inconsapevolmente alla nascita di un nuovo trend, che magari comprenderà anche il battesimo preparto e la tredicesima a settembre. Niente di fatto apposta, sia chiaro, ma anche il successo delle sigarette Lucky Strike pare sia dovuto ad una fortuita circostanza.

Le promesse erano buone, una festa in una delle più belle piazze bolzanine (Piazza del Tribunale, la cui architettura fascista funge da splendido contraltare al gotico del centro storico, in cinque minuti a piedi attraversi la storia e le geografia), una festa organizzata con regolare gara d´appalto, anche se si era presentato un unico concorrente. Il menù prevedeva prima della mezzanotte un mago, un cabarettista e un balletto, ai quali ho volentieri rinunciato in cambio di un paio di fette di lingua da mia cognata ( lingua di bue, non di cognata).

Arrivo alle 23.50 e trovo la piazza semivuota, con i soliti spetardatori in azione con i loro ridicoli aggeggini buoni solo a spaventare i criceti, e seguendo l´andazzo generale tiro dritto e vado a vedermi i fuochi d´artificio che spuntano tra un tetto e l´altro, più vicino non era possibile andare a meno di non scavalcare la gente.

Finiti quelli, torno in piazza e al posto della band da capitolato d´appalto, trovo un tipo sul palco che sbraita a volume medio basso di “mancanza di condizioni di sicurezza per far esibire la band – piccoli gruppi di provocatori che disturbano quelli che si vogliono divertire“, il tutto per quattro petardi sparati a vanvera, roba che a capodanno puoi tranquillamente aspettarti. E poi la perla: “dalla regia mi stanno aggiornando in tempo reale“, e ti credo, stava a due metri da lui.

Tira e molla, arriva la band, mai vista una roba del genere in una piazza. Con tutto il rispetto, questi andavano bene al massimo per un matrimonio riparatore organizzato in fretta, giusto perchè non si noti la panza. Il freddo era pungente, e così decidiamo di fare un salto a casa di Correntone Rossi che ha giusto il balcone vista palco, l´ultimo brindisi e via, che sulla strada del ritorno erano in agguato le pattuglie delle forze dell´ordine in perfetto stile striscia di Gaza, e puntualmente mi hanno fermato ma non fatto soffiare.

Peccato, perchè Gino mi aveva appena accreditato di un modestissimo 0,1

TINCHING BLOGGHER AUORD

22 dicembre 2007

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Era da qualche giorno che gravava su questo blog la spada di Sofocle della nomineiscion alla catena di Sant´Antonio che sta imperversando attualmente nella blogosfera, e a tagliare il filo ci ha pensato la perfida (si fa per dire)  Brigida Fraioli, una delle mie blogarpie preferite. La quale, conoscendomi, sicuramente non avrà nulla a che ridire se infrango qualche regola, come mia abitudine.

Regola infranta numero uno, ma anche due: bisogna inserire il logo del post originario e un link al sito da cui tutto questo è partito. E di grazia, perchè? la blogosfera non è certo un posto dove imporre copirait, non su queste cose almeno, e poi l´idea stessa del meme (la catena) non è neanche tanto originale, bisogna citare cinque blog che fanno pensare e passare a loro la castagna bruciata. 

Regola infranta numero tre: solo i nominati possono partecipare a questa catenona. La faccia chi vuole, anzi sarebbe proprio interessante sapere cosa ne pensano  gli inlinkabili, coloro il cui nome appare in nero.

Regola infranta numero quattro: perchè proprio cinque? quattro bastano e avanzano, eccoli qua:

IL blog dei Maghi scalzi, non è una persona sola, ma questo nelle regole non era specificato. Vale la pena di andarli a vedere, qualcosa da pensare lo si trova di sicuro

Aleyakke, un genovese autoironico con la passione della fotografia, che esorto prima o poi a proporre una galleria di foto dal titolo “Il mondo visto attraverso le assi dei cantieri” (è in pensione, un po’ bisogna sempre fargliela pagare a questi)

Nadiaflavio, è da poco che li vedo in giro, ma un salto da loro è sempre buono farlo

Aghost, uno che ci va giù duro quando serve, e serve spesso

Vox Nova, un altro che non la manda a dire

…e poi ci sono tutti i blog politici, specialmente quelli di provincia. Qui si che vien da pensare

A CUARTA CLASSE IN DIRETTA L´AGONIA DEL MURO

10 dicembre 2007

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Guarda caso, il Muro chiude proprio mentre sono in trasmissione, quindi stasera a cuartaclasse va in onda lo speciale “l´Agonia del Muro“.

Per chi volesse presentarsi personalmente l´indirizzo è Via Talvera 1, chi desidera telefonare può farlo chiamando il 0471 970084, chi vuole intervenire su questo blog sa già come fare.

L´appuntamento è per le 22.35, su Radio Tandem Popolare Network 98.4 Mhz (per Bolzano), per chi volesse seguire via internet l´indirizzo è

Se qualcuno volesse registrare la trasmissione, mi farebbe un favore. A stasera

LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ, MA NIENTE TUBINI NERI

9 dicembre 2007

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La libertà va usata in modo responsabile, ma anche no. Giuro sulla testa di Cabassa, che se sento Veltroni pronunciare questa frase mi iscrivo al PD e mi vesto ogni giorno di tricolore, vado a messa la domenica e metto su una cover band che suona solo canzoni di di Fossati, Jovanotti e Ligabue.

La libertà va usata in modo responsabile, più o meno con questa frase si può fare di tutto. Se sei LA7  ti togli dai piedi Luttazzi il giorno prima della trasmissione dove parla della nuova enciclica di Ratzinger, e motivi il tutto con la lesa dignità di Ferrara, che evidentemente non s´era accorto che da due anni Luttazzi andava in giro  nei teatri con questa battuta. Se sei Radio Tandem Popolare Network di Bolzano, chiudi il Muro, un forum libero e senza registrazione dove, in mezzo ad innegabili schifezze, si svelavano retroscena e gossip della politica e dell´economia bolzanina e sudtirolese.

La libertà va usata in modo responsabile, ecco la frase giusta per gettare il bambino insieme all´acqua sporca.

Ma parliamo d´altro, che è meglio. In Inghilterra hanno fatto una ricerca sull´abbigliamento femminile, e ne è venuto fuori che il 75 % delle donne e la stragrande maggioranza degli uomini hanno indicato nel tubino nero (“little black dress“), il vestito da donna ideale. Mi sta anche bene, anche se preferisco gli abiti floreali  al ginocchio , ma quello che non capisco è come mai in Italia il sondaggio dia risultati completamente diversi. Sempre secondo Repubblica, le italiane e gli italiani preferiscono i jeans, e molto quotati sono pure gli stivali al ginocchio. God seiv de cuìn

IL MURO CHIUDE

7 dicembre 2007

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Di solito, quando un muro sparisce, non è mai una brutta notizia. Ma il Muro di Radio Tandem di Bolzano era un forum libero sul quale ognuno poteva scrivere ciò che voleva, anonimamente e senza registrazione. Il CdA di Radio Tandem  con questo comunicato ha bloccato i commenti e prossimamente neppure i vecchi messaggi del Muro saranno più consultabili (quest´ultimo sembra un particolare di scarsa rilevanza, ma le analogie con la mutevolezza del passato di Orwell in 1984, sono parecchie).

Questa di Radio Tandem, con la quale collaboro con la mia (e di altri) trasmissione Cuartaclasse, è una decisione che mi trova assolutamente contrario, è vero che che in molti hanno abusato della libertà concessa, ma questo non è un buon motivo per toglierla a tutti.

Con tutti i suoi difetti, il Muro era uno spazio libero, e la sua chiusura farà sicuramente felice un sacco di gente in una realtà come quella di Bolzano, dove anche il dissenso deve essere incanalato istituzionalmente.

Saranno contenti in parecchi a Bolzano per questa scelta di Radio Tandem. Io no


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