Archive for agosto 2010

SCRIVO DOMANI

30 agosto 2010

Scrivo domani. Dovessi scrivere oggi, sarei indeciso se sul quale forse fosse o sarebbe il soffermarsi più opportuno, se sull’ennesimo aggiornamento sulla produzione agricola o sull’ imminente evento catastrofico che, come una spada di Sofocle, incombe sulla città di Bolzano, il ventilato ( nel senso che non si sa ancora se lo fanno, libeccio, tramontana o scirocco nulla c’entrano, meno che mai il maestrale) concerto degli Zetazeroalfa, un gruppo di impostazione neofascista.

Petizioni su feisbuc, controconcerti, manifestazioni di dissidio, financo proposte di presidio, il tutto per un concerto in cui alla fine, se va bene ci andranno un centinaio di  persone, tolti i rappresentanti delle forze dell’ordine.  Manca solo la fiaccolata e questi crederanno di essere la reincarnazione dei Sex Pistols. La stampa locale batte il chiodo su una strana abitudine che paiono avere i fans di questa band, la cinghiamattanza. La quale consiste nel percuotersi l’ un l’altro usando la cinghia delle braghe, stando ovviamente attenti che queste ultime non calino troppo, una mutazione genetica del pogare che si faceva ai concerti pan crocc.

Lasciateli suonare,m alla fine che male vi fanno? alla fine può solo venir fuori che si tratta solo di una forma di invidia da parte di quelli del PD. Quelli che le cinghiate preferiscono farsele dare dai trans (lo so che è politicamente scorrettissima, ma a me fa ridere un casino)

pipuntoessepunto: forse era davvero meglio che scrivevo domani…

 

SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI IL MERDòN

15 agosto 2010

Il fatuo ed il vacuo sono un cuoco senza fuoco, con questa mirabolante iperbole mancata l’allora imberbe Fernando Couto assurse in modo repentino e mirabolante ai pochi onori letterari che in quel tempo poteva permettersi, ed indagare oltre toglierebbe leggerezza al post, cosa che vorrei evitare ma non credo affatto di essere sulla strada buona. La citazione iniziale non è neanche tanto d’uopo, serve solo a giustificare un mio mancato intervento sul litigio tra Fini e Berlusconi, ed il fatto che con la tastiera italiana non riesco a fare la o maiuscola con l’accento.

Detto del vatuo e del facuo, non posso esimermi dal presentarvi uno tra i peggiori tra gli animali che fanno parte della mia vita quotidiana, il Merdòn. Esso iniziò ad insinuarsi più o meno un lustro fa, attirato dai croccantini che la Iso era solita piazzare a beneficio della femmina di riccio che aveva appena partorito una numerosa cucciolata, e da allora viene regolarmente alimentato in modo anche non subordinato. Esso (il Merdòn) deve il suo nome ad una brillante intuizione del Sior Zelger  il quale, alla prima visione dell’animale esclamò “che schifeza de bestia, el par cascà col mus en d’ ena merda“.

Finito lo svezzamento dei ricci, dei quali doveva attendere la sazietà per attingere ai croccantini, la Iso smise di riempire la ciotola. Il povero Merdòn dovette allora imparare a raggiungere la terrazza attraverso il fico, cosa che la Tussi  faceva in modo leggiadro e silenzioso da anni, ma che a lui risultava palesemente ostica, almeno a giudicare dai sordi tonfi che si sentivano ogni tanto.

 A dispetto del luogo comune secondo cui bellezza ed intelligenza sono slegate, il Merdòn, oltre che brutto è anche stupido. Soffia alla Iso che lo foraggia e scappa terrorizzato appena qualcuno gli si avvicina, dimenticandosi spesso che la discesa dal fico è più perigliosa della salita, e infatti ogni tanto i sordi tonfi si sentono ancora.

Anche nel rapporto con gli altri animali, per il Merdòn le cose non vanno meglio. All’arrivo della Miley, la bovarina di Stielike che ormai  da un anno fa parte della nostra esistenza, la Tussi la mise subito in riga, un paio di graffioni ben assestati stabilirono subito le gerarchie, basate sull’ordine di arrivo. La Miley tiene un reverenziale timore verso la Tussi, anche se ancora non si rassegna al fatto che non tutti le vogliano bene. Il Merdòn invece, non possedendo evidentemente uguale carisma, viene inseguito e cacciato in malo modo dalla bovarina, che pare riservare a lui tutta la sua non abbondantissima aggressività.

Alla fine, neanche sappiamo se qualche merlo o topo lo becca, ma comunque ogni tanto trovo dei merli morti col torace intatto. Sapendo che alla Tussi piace sventrarli, è possibilissimo che la loro uccisione sia opera del Merdòn

SONO SEMPRE I MIGLIORI QUELLI CHE SE NE VANNO

14 agosto 2010

il post lo scrivo più tardi, adesso sono le cinque di mattina

APDEIT del giorno stesso: non serve neanche scriverlo, sarebbe stata la solita solfa della fuga dei cervelli

PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

ARIDATECE LA RANA, O ALMENO UN SERIAL KILLER

3 agosto 2010

Fratelli e sorelle, l’anno scorso qui in Sudtirolo ci si divertiva di più. Non parlo a titolo personale, anzi per me va molto meglio quest’anno, specialmente a livello di crescita e vendita degli ortaggi, in questo campo davvero non v’è nulla di cui lamentarsi. Ho riconfermato la mia liderscip cittadina nei cetriolini, nei mazzi di fiori e nei pomodori cuore di bue (anche se quest’anno ce ne sono parecchi che non raggiungono la pezzatura ideale, e per questo vengono ribattezzati “cuor di vitello”, Kalbsherz in tedesco). Ho tenuto la posizione coi rapanelli, ho anticipato tutti con le zucchine, sto innovando con le melanzane Nubia e quando sarà l’ora dei fichi e poi dei cachi, non ce ne sarà per nessuno.

Quello che rompe i coglioni è che quest’anno, come tutti gli anni in cui non succede un cazzo, qua dalle mie parti si parla di toponomastica. Almeno l’anno scorso c’era la rana crocifissa a tenere banco, non che si pretenda tutti gli anni un serial killer, ma almeno qualcosa di nuovo ogni tanto ci vorrebbe.

Comunque pare che si stia arrivando alla soluzione del problema, la SVP ha presentato un disegno di legge in consiglio provinciale, dove ha la maggioranza assoluta. Risolverà sicuramente il problema in modo equo e duraturo, anche se l’andazzo non mi sembra dei migliori. Da come la vedo io, anche per rispetto dei turisti, andrebbero tradotti in italiano solo i termini che indicano il tipo di posto dove si sta andando: lago, fiume, comune, frazione, monte e valle, almeno uno sa che scarpe mettersi. Assolutamente non si deve tradurre il termine Hof in maso. Potrebbe succedere che il povero turista, appena uscito dall’autostrada con lo stomaco che reclama i canederli, capiti al Maso della Pace (Friedhof) e non vi trovi anima viva