Archive for dicembre 2009

BUONI PROPOSITI PER IL 2010

31 dicembre 2009

POESIA PURA

30 dicembre 2009

Sto uscendo troppo poco la sera in questi ultimi tempi (tranquilli, non è questione di anni, si parla al massimo dell’ultimo mese), mi sto quasi immedesimando nel diciottesimo coprotagonista di una pis teatrale di Stileke, della quale putroppo ancora è ignoto il titolo, quello che nella sestultima scena se ne usciva chiosando qualcosa che non mi ricordo più, a parte che c’entravano i sassi.

È che più tempo hai e più lo butti via, non ho mai visto tanta televisione come in queste ultime settimane, e non è un bel dire. È anche vero che ultimamente o nevica o piove o fa un freddo boia,  e me l’inverno ogni anno che passa mi sta più sui coglioni,  è anche vero che  una mano rotta qualcosa ti toglie, ma ho sempre il sospetto che sia dell’altro, magari legato all’età.

Ma poi mi tranquillizzo, pensavo le stesse cose l’anno scorso e poi hoi ho trascorso una più che onesta bella stagione in sella al Ciao al quale, se siete arrivati a leggere fin qui, ricordatemi che devo dedicare un post

MEGLIO SPALAR NEVE CHE MERDA

23 dicembre 2009

La neve è bella, quella poi che che è caduta in questi giorni è proprio stupenda. Cristallina e farinosa al punto giusto, nè troppo dura nè troppo melmosa, una gran bella neve insomma. A parte ovviamente quella che c’è sui marciapiedi, che quella fa schifo sempre e comunque.

È che quando la devi spalare, anche la cosa più bella del mondo diventa una rottura di coglioni. Provateci voi a passare ore a spalar Gioconde, farfalle, petali di rosa, bottigliette di Chanel Nr.5, bottiglie di Blauburgunder Villa Barthenau o pomodori Cuore di bue maturati sulla pianta. E ve lo dico senza citare quella che per fortuna non si spala.

Ovvio che sia è meglio spalar neve che merda, ma sempre di spalare si tratta. Ma almeno a spalar neve ti viene in mente qualcosa da scrivere nel blog.

Il cortile neopseudocubettato lo spalo tutto, ammucchiando la neve intorno agli alberi, che male non gli fa di sicuro, è bello anche il risultato estetico. Dietro la casa è diverso, è troppo grande per spalarlo tutto, devo per forza creare dei sentieri per  poter espletare le funzioni quotidiane ( non pensate male, a casa ho il WC e ancora non dico messa. Si tratta di andare a prendere legna, buttare i rifiuti umidi nel compostaggio, accedere al recinto del Bovaro di Stielike e al locale caldaia dove, per motivi temperaturali, è custodito il suo cibo.).

È che ogni tanto sbaglio. Preso dalla foga, inizio a spalare e poi mi accorgo che sono andato troppo avanti riguardo ad una corretta intersecazione tra i sentieri. Roba da poco, al massimo un metro e poi me ne accorgo da solo che il sentiero non va da nessuna parte e allora lo interrompo. Uno dei blog che frequento spesso si chiama appunto “Sentieri interrotti“, mi piace perchè spesso i commentatori s’incazzano fra di loro

APDÈIT DEL VORHERIGE POST

20 dicembre 2009

Eh insomma, qua è mica tutto a posto. Intanto, di due chitarre che avevo preso, ne è arrivata solo una, anche se in anticipo sulla consegna prevista. La classica a tre quarti per la primogenita è probabilmente rimasta nel camion dell’UPS, l’autista esteuropeo non si sarà accorto che i pacchi erano due e non uno, anche se bello grosso. Poco male, il problema è sicuramente risolvibilissimo, il peggio che può succedere è che non arrivi mai, ma è molto improbabile, facile che basta una telefonata e con un po’ di pazienza neanche quella.

Scartando il paccone della Behringer, mi sono quasi commosso. Bella davvero, meccaniche onestissime e il manico dritto come non dico cosa e a quali tempi, CD e manuali a gogò e pure la leva per svisare. E poi, con quel  bianco pannato mi sono scese le lacrime dal naso, fa pandan secco materassato col mio completino doppiopetto color vaniglia slavata, ci aggiungo la maglietta viola con la scritta CRODINO, le scarpe da tendenza col tacco da otto e sembro più rockstar che con l’acustica.

Ma era ora di pranzo, la giornata era serena e all’amico italocalabrese serviva la pachera il giorno dopo. E quindi ho ritenuto opportuno posticipare il primo bacio alla Behringer, dedicandomi agli ultimi ritocchi di una nuova serra che sto costruendo, tenendo anche conto del fatto che era forse l’ultima occasione per non trovare il terreno troppo gelato e  impacherabile.

Sistemate le incombenze, alle quali ultimamente si è aggiunto anche il mettere a nanna il Bovaro di Stielike, una lavata di mani e son pronto per la Behringer.

Cazzo, non va. Il Pc la riconosce ma in cuffia non si sente niente, per me non funziona la presa della cuffia. Ho comunque installato i driver e i programmi che non sarebbero neanche necessari , l’ho fatto anche sul portatile del primogenito ma il risultato è sempre quello, in cuffia non si sente niente. Poco male, il problema è sicuramente risolvibilissimo, facile che sarà solo una mancata saldatura di fili, ma intanto mi tocca rimandargliela indietro

APDÉIT dell’APDÉIT: neanche fatto in tempo a telefonare alla filiale UPS giusta, e il camionista esteuropeo era sotto casa mia con la chitarra della primogenita, che è già quasi in grado di suonare la Andreas Hofer Lied. Una telefonata in Germania e la questione Behringer è sistemata, la vengono a prendere e me ne danno una nuova. Peccato solo che nevica

VEDIAMO COME VA

19 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, a volte i numeri sanno essesere impietosi come poche altre robe a questo mondo, anche più del vento gelido sul collo che ho preso stamattina al mercato. Un esempio: quante persone al mondo sanno che io sono un grandissimo chitarrista? al massimo due, io e Mr.Alex, la Iso no, lei crede che io faccia soltanto finta. Eppure ho le prove, le mie canzoni le ho composte quasi tutte io, e c’è anche roba neanche tanto semplice  da eseguire, per non parlare degli assoli, che a volte sono semplicemente irreseguibili.

Di chitarrre non ne ho poi avute moltissime e non è che mi sia mai affezionato a qualcuna in particolare. Potrei fare un’eccezione per quanto riguara la Ibanez che comprai ad Amsterdam da un musicista che aveva appena deciso che la sua strada maestra sarebbe stata, da allora in poi, la raccolta dell’immondizia E tra l”altro non era nenche una chitarra, bensì un basso, che ancora viene usato nei concerti dei Santo Marcio.

Da quasi vent’anni la mia chitarra è una Takamine semiacustica che suona davvero bene. Io non la amo, lei non mi ama, ma forse proprio per questo riusciamo ad andare più che d’accordo. Ottima per andare in giro a suonare, ma a casa appena la tocchi rompi i coglioni a tutti, anche se in giro ci sono solo femmine.

L’ho vista su internet e l’ho comprata, era troppo il dislivello fra quello che l’ho pagata e quello che vale. Una Behringer USB Guitar iAXE624 Centari Blonde a 95euro va presa sempre e comunque, se non altro perchè in Italia costa il doppio. E poi sai la libidine di attaccare la chitarra al pc, mettere le cuffie e suonare con gli effetti già pronti (anche se tarocchi), senza stare lì a smenartela con amplificatori, cavi e pedaliere varie?

Fra qualche giorno mi arriva, vediamo come va. Se la libidine arriva alla metà di quella che dà un pezzo di gorgonzola, è già qualcosa

SIAMO GIÀ ALLE PRIME CONSEGUENZE

15 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo già alle prime conseguenze, e questo non può che avvalorare i paradossi espressi nella celeberrima Tesi multipla di Neuchâtel, con la quale Stielike posò la prima pietra miliare di un itinerario ancora oggi sconosciuto ai più. Anche da noi in Südtirol, il ferimento di Berlusconi ha iniziato a creare i suoi strascichi, e neanche tanto corti.

Il sindaco di Bolzano, Luigi Spagnolli, ha dichiarato che,  per motivi personali, non si ricandiderà per un secondo mandato. E nessuno gli crede, tutti si arrovellano sulle probabili cause del suo gesto estremo (estremo nel senso di raro, non succede spesso una cosa del genere), ed è opinione dominante che gli stia troppo sui coglioni il dover partecipare a delle elezioni primarie.  Se fosse così avrebbe ragione da vendere, una coalizione che non ripresenta il proprio leader dopo essere stata al governo, implicitamente ammette di aver fatto non bene. Se poi vuole costringerlo a farsi le primarie, vuol dire che sa di aver fatto non bene ma vuole scaricare la colpa su di lui. E poi perchè proprio le primarie, con tutte le infermiere che ci sono in giro?

In realtà i motivi personali che hanno spinto il nostro Gigi a tal gesto, personali lo sono davvero. Gli ha preso la sghibbia che quel che è successo a Berlusconi possa accadere anche a lui. Come segretario del Partito per Tutti lo so che non dovrei, ma non me la sento a livello umano di non dover rassicurare il sindaco. Gigi stai tranquillo, qua non è mica Milano, un angioletto Thun in faccia non fa poi così male

TARTAGLIA COME GOIKOETXEA (e come il ramo del caco)

14 dicembre 2009

A dirla un po’ alla grossa, Tartaglia che spacca la faccia a Berlusconi equivale ad  Andoni Goikoetxea che frantuma la caviglia di Maradona, non conta il contesto ma l’effetto. Tutte e due le vittime sono state colpite in quello che era il loro punto forte, quello su cui basavano il successo, e in ambetrè i casi la cosa era certamente prevedibile.

 Se sei il miglior calciatore del mondo è logico che qualcuno cerca di fermarti in ogni modo, con le buone o con le cattive. Se stai al governo, democraticamente eletto  con un ottimo consenso e vai in giro a stringere mani, prima o poi quello del formaggio lo trovi, è matematico. Sono i pericoli del mestiere, anch’io qualche settimana sono caduto dal caco e lo sapevo che prima o poi succedeva.

Maradona aveva vent’anni e si è rimesso alla grande, la mia mano fratturata è ormai quasi del tutto guarita, ma per Berlusconi immagino ci vorrà parecchio tempo prima che possa andare in giro a mostrare la faccia. E non son mica sicuro che il berlusconismo resisterà ad una troppo prolungata assenza dell’immagine del leader (fra tre mesi, chi si ricorderà di chi ha vinto X-Factor?). E se va in mona il berlusconismo, l’antiberlusconismo lo segue a ruota.

In televisione parlano d’altro, cercano il mandante e stigmatizzano il clima d’odio.  E a me vien quasi da ridere pensando che il destino di questa gente è nelle mani dei chirurghi plastici

IL DOPO BERLUSCONI È ADESSO

13 dicembre 2009

Berlusconi non tornerà più lui, questo è il succo di quello che è successo oggi, senza star lì a perder tempo a commentare il gesto. Se si guardano le foto, non si ha l’impressione dell’uomo ferito, sembra molto di più un giocattolo rotto, e a livello di carisma il confronto fra le due cose appare davvero improponibile. I volti delle persone intorno a lui, finanche quello dell’aggressore, hanno espressioni umane recepibili a livello emozionale, il volto di Berlusconi è invece (probabilmente a causa dei lifting) quasi inespressivo.

Magari ce la faranno anche a rimetterlo a posto, ma sarà comunque un pessimo investimento sotto l’aspetto del puro rapporto costi-benefici. Colpito in faccia (alla quale deve il suo successo) da uno che magari non è neanche comunista,  a Milano con un modellino del Duomo di Milano nel giorno in cui il Milan ha preso due pezzi in casa dal Palermo. La gente lo ha visto debole e, come le galline, non glielo  perdonerà.

Berlusconi ci arriverà da solo a capire che è ora di togliersi dai piedi, farà approvare delle leggi che lo mettano al riparo da presenti e future rotture di coglioni giudiziarie, magari finirà anche la legislatura a livello onorifico e ci riconsegnerà l’Italia in mano alla riedizione della Democrazia Cristiana dei bei tempi andati. In sostanza, quello che voleva.

E alla fin fine, se ci sarà qualcuno che potrà lamentarsi del posto che la Storia gli consegna, non si chiamerà di certo Silvio Berlusconi. A Craxi e a Mussolini è andata molto peggio, tanto per restare in Italia

SOLO PER CHI HA VISTO MATRIX

12 dicembre 2009

Fratelli e sorelle, siamo stati gabbati di brutto, come il santo vestito d’amianto dopo la festa. In Matrix, nella scena dove Mr. Andersson (per me con due esse è più bello), doveva scegliere tra la pillola rossa e quella blu, ci hanno fatto credere che la scelta ci fosse davvero. In realtà, Mr. Andersson doveva prendere per forza la rossa, perchè in caso contrario il film finiva lì, dopo un quarto d’ora lui si dimenticava tutto e buonanotte al secchio. Sarebbe stato un capolavoro, ma commercialmente non avrebbe mai funzionato e non ci avrebbero rifilato tutto il resto del film e pure i seguiti.

Pazienza, ormai è andata così e tanto non era neanche di questo che volevo scrivere. Per chi ha la pazienza di sovraintendere ad una suddivisione sintattica non confondibile in nessun modo con un bieco e puro esercizio di dislessia, è ora passata che si inizi.

Fratelli e sorelle, ho preso un altro rudere, ma l’ho fatto a fin di bene. Uno spaccazocche autocostruito dal Sior Zelger il quale, per raggiunti limiti di età ha ritenuto opportuno disfarsene, non potevo certo farmelo scappare, sopratutto tenendo conto che l’occasione mi è capitata proprio a fagiuolo. Con un migliaio di zocche di pomaro da spaccare,  ben accetta eredità del nuovo bar, sarei stato un idiota a non prenderlo a poco più del prezzo da ferrovecchio. È un ottimo attrezzo, facilmente applicabile ad un trattore, ma anche ad una qualsiasi altra fonte di energia cinetica alimentata a motore e sicuramente ha effetti più devastanti di uno qualsiasi suo omologo andante ad elettrico (perdonatemi la scarsa eleganza nell’espressione del concetto).

A dirla tutta, quasi quasi avrei ceduto anche alle lusinghe del sopracitato Sior Zelger, quando mi proponeva di prendere anche il trattore rottamato a cui applicare lo spaccazocche.  Ma la Iso mi avrebbe ucciso, facendo pure rima baciata

CARO MARCELLO (per brevità)

4 dicembre 2009
 
Sporcarsi le mani per lavare l’altrui coscienza è, secondo l’interpretazione che Stielike ebbe a partorire nell’assai poco definito millenovecentottataequalcosa ,  “o da cagoni o da stronzi“, secondo me tralasciando volutamente il fatto che spesso gli uni generano gli altri. Ma siccome volevo scrivere per aiutare Lippi  (d’ora in poi  per brevità chiamato caro Marcello) e non per criticare gli stranieri, allora la finisco qui.

Caro Marcello, se mi dai retta vedrai che ti faccio fare un bel mondiale, parola del Segretario del Partito per Tutti. Eccoti qua tutto, data per data:

Lunedì 14 Giugno, San Hartwig : Italia-Paraguay. Caro Marcello, lo zero a zero va benissimo, occhio solo agli infortuni.

Domenica 20 Giugno, San Adalbert: Italia-Nuova Zelanda. Caro Marcello, qua devi per forza vincere segnando più gol possibile, uno lo puoi anche prendere. Magari chiedi a tuo figlio se riesce a darti una mano.

Giovedì 24 Giugno, San Joh. d.T.: Italia-Slovacchia. Meglio di tutto sarebbe passare come secondi, ma se vedi che è troppo rischioso vedi di vincere. Non è che ci voglia molto, caro Marcello

Lunedì 28 Giugno, San Ekkehard: Olanda Italia. Di meglio non ti poteva capitare, caro Marcello. Tieni lo O a O e vinci ai rigori (ma Huntelaar non sbaglia)

Venerdì 2Luglio, Santa Maria Heims.: Brasile Italia. Fuori tutti i tecnici, dentro tutti i muscolari. Tieni duro, a metà della ripresa metti dentro Pippuzzo e vai tranquillo, caro Marcello

Martedì  6 Luglio, Santa Maria Goretti: Italia Inghilterra. Caro Marcello, qua perdi, non cè niente da fare, un due a uno sarebbe già buono. Accontentati, sei arrivato alle semifinali, hai battuto il Brasile, dall’altra parte c’è Capello che è più bravo di te, e se ancora non bastasse guarda che santo è oggi.

Sabato 10 Luglio, San Erich: Italia-Australia. Non ci credo molto, ma sarebbe bello che vincessero loro con un rigore provocato da Grosso a tre minuti dalla fine