Archive for aprile 2009

IL NUOVO BAR E UN PO’ DI FILOSOFIA

22 aprile 2009

nuovo-bar-patate

Ho appena scritto un commento dalla Wood in  un suo post sul cibo molecolare, di cui fino a poco fa ignoravo l’esistenza, e questa è una pecca che mi duole in modo preponderandemente molto maggiore sotto l’aspetto cognitivo,  ed in modo speculare, postrischiasveglio poco minore sopra la realtà effettiva dei fatti. Ma queste sono solo divagazioni.

Ma mentre scrivevo il commento, piano piano di me s’andava impossessando la convinzione di stare scrivendo qualcosa di indelebile nello scibile, qualcosa di molto simile alla folgorazione di Stielike sulla via di Neuchâtel. Alla fine il risultato è questo:

il telefono è cellulare, il cibo molecolare. A questo punto è logico attendersi che lo stadio successivo (quello atomico) sia anch’esso soddisfazione di uno dei bisogni primari dell’essere umano, maschile o femminile che sia. Comunicare e spravvivere sembrano a posto, manca solo il riprodursi

Peccato per l’errore d’ortografia in sopravvivere, altrimenti potrebbe  anche non essere mio. Potrebbe significare la definitiva introduzione del comunicare come bisogno primario, e anche la prospettiva che il sesso diventi atomico non credo spaventi più nessuno, in fondo meglio atomico che virtuale.

Ma non è di questo che volevo parlarvi, volevo comunicarvi che io e Claudio abbiamo un nuovo bar (nella foto, una delle due metà), ci abbiamo seminato 850 Kili di patate di varie razze dai nomi improbabili (alla fine del post trovate un sondaggio, indicate quale sarà la migliore nel rapporto resa/bontà). E poi cipolle, cime di rapa, carote, cipolle e rapanelli. E poi faremo anche il resto, zucche, zucchini, fagioli e magari anche meloni a angurie. Da fare ci sarà sempre, e questo è già abbastanza

DI ME NON PREOCCUPATEVI

14 aprile 2009

civetta

Mi me non dovete preoccuparvi, va tutto discretamente bene, appena un pelo peggio di come avevo  previsto (e qui mi spiace davvero, ma devo tirarla un po’ lunga sull’uso delle parentesi. A volte si mettono per supportare un concetto inesorabilmente  svilito dal tempo e dall’ossidazione dilatatorea urticante,  più spesso diventano inutili orpelli da civetta bifolca smarrita,  e più spesso ancora uno le mette e poi si dimentica il perchè, al punto tale da chiudere la parentesi e metterci un punto).

Già comunque il fatto di avere previsto che tutto andasse meglio di come va denota una certa tendenza all’ottimismo, che però si accompagna necessariamente ad un pizzico di delusione. Di qui potremmo facilmente postulare che gli ottimisti sono dei delusi, se solo fosse questo l’argomento del post.

I rapanelli son pronti, l’amico italocalbrese ha quasi finito di posare gli pseudocubetti, cresce tutto e abbiamo trovato un nuovo bar. Di questo vi racconto nel prossimo post, anche se l’ultima volta che ho fatto una minaccia del genere poi non l’ho messa in pratica [ma rimedierò, in fondo due parole sulla Fiat Palio Weekend si trovano sempre.

 E già che si sono, se siete arrivati a leggere fin qui, definitela voi (la Fiat Palio Weekend) in due parole. Per la miglior definizione metto in palio una Tschrt con la testata di questo blog.  E non voglio neanche decidere io, come giudice unico nomino Bakunin, Alianorah e la Wood.

Nel frattempo, se volete leggere di chi nel terremoto ci vive dentro, andate da Miss Kappa

VADO IN FERIE

5 aprile 2009

bullone

Fra poco me ne vado a fare una sacrosanta settimana al mare. So per molti di voi Sharm el Sheik è un posto di merda e francamente non saprei neanche come darvi torto, ma vado lì, e non è neanche la prima volta. Da quando l’agricoltura è diventata il mio unico hobby redditizio (di lavoro faccio il cantautore demenzialprogressista, anche se la mia qualifica professionale è quella di perito industriale meccanico), in pratica sono sempre andato lì, stavolta mi becco addirittura lo stesso posto dell’anno scorso, e qui magari ho un po’ il dubbio di aver esagerato.

Fra poco significa più o meno sette ore meno il tempo che ci metto a scrivere questo post, a trovare un’immagine, a linkare qualcosa e a metterci le tag.  Poi mi danno un passaggio fino alla stazione [anche se si potrebbe tranquillamente anche prendere l’autobus, siamo in tre e abbiamo una valigia e mezzo (di più non serve, odio quelli che per fare una settimana si portano dietro due armadi di roba)], mi caricano sul pullman e poi sull’aereo. Mi portano entro il recinto dell’albergo dal quale mai uscirò, se non strettamente necessario, fino al termine della vacanza. Poi mi faranno fare il giro inverso. Emozionalmente un disastro, l’unica sorpresa saranno i libri che comprerò all’aeroporto.

Ma d’altronde, in estate in ferie non ci posso andare,  provi a  mancare due giorni ed è un attimo ritrovarsi con  zucchini da un metro, cetriolini ingialliti e pomodori stramaturi, tutta roba commestibilissima ma praticamente invendibile, e quindi restano a disposizione solo il metà autunno e la primavera incipiente. Sarebbe stato meglio una sattimana prima, ma per il momento la mia carica di segretario del Partito per Tutti purtroppo ancora non mi permette di influire sostanzialmente sulla data della Pasqua e delle a lei relative vancanze scolastiche della primogenita.

In teoria questo periodo sarebbe sbagliatissimo, nelle serre tutto è in crescita e nel cortile si stanno posando gli pseudocubetti che finalmente faranno da cornice alla sgommate della Iso con la Fiat Palio Weekend. Ma se il primogenito (che rimane per propria scelta e lo capisco) innaffia e apre le serre come da istruzioni ricevute, e il mio amico muratore  italocalabrese Daniele non spacca i tubi delle utenze, tutto dovrebbe filare liscio.

Se non dovessimo comunicare prima, buona Passione, buon Venerdì Santo e buona Pasqua a tutti