CHI VIENE CON ME A CAROMAN?

caroman.jpg

 Otto anni di seguito ci sono andato, in colonia marina all´isola di Caroman, nella laguna di Venezia. Ci andavo perchè mio padre, che lavorava alla Acciaierie di Bolzano, poteva avvalersi del servizio messo a disposizione con una buona dose di paternalismo aziendale dall´industriale Falck. Il quale, forse conscio di tutta la robaccia che faceva respirare ai suoi dipendenti, li agevolava per comprarsi la casa, mandare i figli al mare per tre settimane, e ogni anno organizzava la Befana dell´operaio. Quando era ora, ci mettevano sul treno, un saluto a mamma e papà e poi via, la prima volta  avevo quattro anni. Si arrivava a Venezia dove eravamo accolti dalle Suore Canossiane di bianco vestite, che ci accompagnavano sul vaporetto charter, e lungo il tragitto, oltre alle meraviglie di Venezia, vedevamo anche piccole isole artificiali, una menzione speciale se la merita l´ottagono di Caroman. Arrivati, era come fare il militare da bambino, ci davano la divisa, un prendisole (specie di pagliaccetto di cotone grosso che sembrava fatto ad uncinetto), e tutto il resto, rigorosamento blu scuro e con il marchio Falck in evidenza.

Altri ricordi: l´aereo con la strascico pubblicitario che ogni tanto lanciava dolciumi appesi a piccoli paracadute, le camminate per arrivare alla spiaggia cantando “Viva la gente”, le palline con le immagini dei ciclisti ( con quella bianca di Adorni ne avrò vinte almeno altre venti), l´alzabandiera alla mattina (l´abitudine mi è rimasta inconsciamente), i fruttini ( marmellata gelatinosa di pere cotogne), il pranzo, che quando c´era il vitello di mare era buonissima, la cena, di cui ho ancora stampato nella retina il piatto bianco con il budino, il pane e la fetta di mortadella. E poi quella pastina in brodo con quella forma strana che anche a volerlo non la trovi più da nessuna parte. Poi quella volta che le suore ci fecero alzare di notte a pregare per la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. E quando feci la prima comunione taroccata, ma per raccontarvela devo chiedere com´è andata esattamente a mia sorella, e lo farò, non avrò pietà di voi.

Vorrei tornarci a Caroman, chi viene con me?

data originale del post: 01.02.2007

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200 Risposte to “CHI VIENE CON ME A CAROMAN?”

  1. Blaine Says:

    Ti prego e ti supplico! Risparmiaci! E guarda che la storia con la mortadella ed il budino io non la bevo!

  2. hic Says:

    io andavo a Plancios..una volta sono stato a Cesenatico i miei cugini Spazzolino e Giorgetto andavano a Caroman c’erano anche loro con te?

  3. Luca Says:

    Mio padre lavorava alla Lancia: quindi regalini di Natale e colonia estiva. La casa no, perchè Falck e Agnelli non erano proprio la stessa persona. Per quanto riguarda me, 5 anni ripartiti tra Jesolo e Chioggia: delle colonie ho un ricordo meraviglioso. Le assistenti (si chiamavano così?) delle quali mi innamoravo perdutamente, salvo poi piangerle per un giorno di fila appena tornato a casa. Mi ricordo che in colonia altoatesini e sudtirolesi (già da allora) facevano due gruppetto a loro stanti. Noi, sull’esempio dei bellunesi, li si chiamava “crucchi”: loro rispondevano con “faccia di merda”. E fine della storia. Organizzativamente è quasi impossibile, ma io a Caroman ti accompagnerei.

  4. patricia Says:

    Vengo io! Basta che mi fai trovare mortadella, budino, fruttini..e che mi risparmi il prendisole rosso all’uncinetto…e le suore, naturalmente!

  5. missmidnight Says:

    No, ora sono curiosa. Voglio sapere della comunione 🙂

    Miss.

  6. sciroccata Says:

    giuro che al leggere caroman pensavo fosse un nome hispanoamericano. 🙂

    io prima voglio sapere della comunione taroccata!

  7. karin Says:

    io andavo nella colonia degli alpini a Renon e a merenda ci davano le rosette farcite con un atomo di nutella (taroccata)

  8. karin Says:

    …e cmq anch’io vorrei saperne di piú sulla comunione taroccata..gomenghea-è???

  9. Guressa Says:

    ….che forse la Comunione Taroccata é quella che facevo anche io da piccola a messa, cioé rimettersi in fila coi fedeli ripetute volte per mangiare piú particole?

  10. hic Says:

    ma i miei cugini c’erano oppure no a caruman?

    il mistero dei cugini scomparsi
    …devo forse rivolgermi a “Chi L’ha Vispo?”

  11. nonsonounacommessa Says:

    Altri ricordi: l´aereo con la strascico pubblicitario che ogni tanto lanciava dolciumi appesi a piccoli paracadute, le camminate per arrivare alla spiaggia cantando “Viva la gente”, le palline con le immagini dei ciclisti ( con quella bianca di Adorni ne avrò vinte almeno altre venti), l´alzabandiera alla mattina (l´abitudine mi è rimasta inconsciamente)….
    Ahahahahaha!!!
    Tu fammi sapere il giorno della partenza, che magari coincide con le mie ferie! Un abbraccio.

  12. invidioso Says:

    Come dicevo, sei proprio pieno di figa. Apro un blog anch’io.

  13. CeKO Says:

    Anche mio padre lavorava alle Acciaierie, mai saputo di colonie aziendali…

  14. Eloisa Says:

    … e poi dici che non sai scrivere col cuore? Sicuro?

  15. kili Says:

    l’anno scorso dovevi portare me a caroman e invece ti sei caricato sù la badante moldava di matt, lasciandomi ad aspettarti per strada. ora fai addirittura un appello pubblico…
    sei proprio bastardo dentro!

  16. tita Says:

    sembra la descrizione di un altro mondo…

  17. hic Says:

    questa non è mia l’ho rubata ad un certo Rocco che l’aveva postata in un forum chiamato fiori blu aperto da Carletta…

    Il ciarpame è quella cosa
    che s’è in abbondanza intasa
    ogni angolo di casa
    ed è tutto da buttar
    tonnellate del suddetto
    ho buttato l’altro giorno
    ce l’avevo tutto intorno
    non lo sopportavo più
    Liberata dal ciarpame
    la mia casa è più spaziosa
    ma confesserò una cosa:
    di far nulla più mi va.

  18. roselia Says:

    non sono mai stata in colonia…i miei fratelli si!
    Preferivo andare dalla nonna..in santa pace…trascorrevo l’estate con la mia amica del cuore (tutt’ora lo è!) e che bei ricordi..

  19. pessimesempio Says:

    Bellissimo il tuo racconto, mi è molto piaciuto in alcuni punti. Posso dirti che è la prima volta, e non sto barando, che leggo per intero, con un certo rapimento, un pezzo in un blog, un racconto di memoria personale, intendo. Molto bello, davvero. E non solo perchè mi pare che i ricordi coincidano per certi versi. Bellissimo. Quasi quasi vengo con te….

  20. iperio Says:

    mai stato in colonia, ma a farmi un giro (fotografico) in laguna, verrei volentieri!
    ps. e OT, non sono di Vicenza, quindi non magno gatti…
    🙂

  21. Sciura Pina Says:

    Anch’io mi ricordo i “fruttini” della colonia (Spotorno ), mi legano ancora i denti!

  22. MONICA Says:

    a CAROMAN CI SIAMO STATI IN MOLTI ANCHE TRENTINI CHE GUARDAVANO INVIDIOSI I BOLZANINI CON LA DIVISA CHE DORMIVANO IN VERE CASE NON COME NOI IN DORMITORI , L’ISOLA ERA COMUNQUE FANTASTICA..
    cinque anni che inizialmente assomigliavano quasi alla galera, poi , però, la magia e l’ebbrezza di essere soli su quell’isola che a noi sembrava misteriosa avvolgeva come una calda promessa quei sofferti ma stratosferici giorni

  23. ACIMON Says:

    ricordo , con quasi orrore, anch’io la mortadella con il budino al cioccolato, ricordo pure un’ opera d’arte.. a tavola: carne lessata’ SEMBRAVA OSCENA.. QUALCOSA DI MARRONCINO, VISCIDO.. A BRANDELLI…..
    LUGUBRI RESTI VIBRANTI……..

  24. ma ce do Says:

    io ricordo le polpette! … e ho le prove fotografiche dei miei “soggiorni estivi” nell’ “isola che c’è” … mi aggrego quindi al “remember caroman’s tour” a patto che non si mangino le polpette … e che rifacciamo la mitica scarpinata fino a Pellestrina con mega mangiata di pesce

  25. caty71 Says:

    Grazie, perchè mi hai fatto ricordare un bellissimo periodo della mia vita. Io, come figlia di un operaio delle acciaierie a Vobarno (BS) ricordo colonie estive a Pinarella di Cervia (Colonia Aurora o Belsoggiorno) e in Liguria a Varazze. Per il periodo invernale, per i bambini che avevano necessità di mare anche in quel periodo ho fatto 3 mesi a Bordighera alla Villa Bellosguardo quando avevo 9 anni. L’anno successivo ho fatto 2 mesi e quello dopo 1 mese a Varazze. All’interno della colonia c’era un’insegnante solo per noi e facevamo scuola lì). Anche io sto partendo per la Liguria e penso che andrò a cercare quei posti che mi hanno reso l’infanzia felice e creato quel carattere che ora mi aiuta ad affrontare la vita a testa alta.

  26. acimon Says:

    oggi è una giornata così così e così ho ascoltato la canzone voglia di affettato, sempre pensando a caroman, vorrei portarvi mio figlio di cinque anni quand’è che si parte?
    ho voglia di catrame e conchiglie a ventaglio giallo….l sentieri alberati dopo il solleone del mezzdì impastricciati di sabbia e sale, difendevo già stupidamente i più deboli.. coglioni si nasce.. senza cinismo..
    arrivederci acimon

  27. Roby Says:

    non ti potrò scordare o caroman fiorito col gaio venticello e con l’azzurro mar. Col piede appoggiato al vagone la miacchina fischia avanti si va e al finestrino affacciato saluto il bel mare ritorno in città………questa era la canzoncina che ricordo ancora dopo 47 anni. roberto

  28. Roby Says:

    non ti potrò scordare o caroman fiorito col gaio venticello e con l’azzurro mar. Col piede appoggiato al vagone la macchina fischia avanti si va e al finrestrino affacciato saluto il bel mare ritorno in cità….questa era la canzoncina 48 anni fa

  29. Oscar Ferrari Says:

    Su, alegher che si sta organizzando un ferragosto a Caroman, ho già qualche adesione e un basista in zona

  30. ivan71 Says:

    ciao,mi chiamo ivan ance io andavo in colonia a caroman,non ho propio dei bei ricordi e anche molto vaghi.mi ricordo i primi giorni soffrivo di nostalgia,le suore molto severe che mi mettevano in castigo e il mangiare non tonto buono però mi sono anche divertito tanto.anchio questanno pensavo di fare una visita acaroman,avrei voglia di rivedere qei posti che non mi sò spigare misono rimasti cosi inpressi nel cuore.mi dispiace ma per un problema di salute devo rimandare,il prossimo anno spero con tutto il cuore di poterci ondare.

  31. nelly Says:

    Ciao! Nessuno di voi è andato a Boscochiesanuova? io me la ricordo benissimo anche se sono passati 30 anni! per me è stata un incubo di 45 gg, con la divisa di gonna di panno scozzese di lana e maglietta maniche corte di lana pungente. e all’arrivo, dopo un viaggio in pullman orribile e dopo aver vomitato l’anima, ho mangiato in un piatto sporco, dove già ci aveva mangiato qcuno. Come dimenticare? A quanto pare siamo in tanti ad essere stati in colonia da piccoli…..non ci manderei mai i miei figli!!!
    un bacio…

  32. salvatore Says:

    ciao mi chiamo salvatore e anche io sono di bolzano. anche io sono un reduce di caroman. tutto quello che hai scritto corrisponde a verita’. ho i tuoi stessi ricordi. nel 1996 ci sono tornato a caroman, ma degli alloggi non vi e’ rimasta traccia, anzi di tutta la colonia non vi e’ traccia. pensavo fosse tutto un ricordo d’infanzia ma alla fine ho trovato la nostra spiaggia. si c’ero stato a caroman. forse e’ meglio che non ci torni poiche’ ti rimane quel ricordo romantico. un saluto

  33. Oscar Ferrari Says:

    SALVATORE e IVAN, prima o poi ci becchiamo per una merenda a budino e mortadella
    NELLY. vieni anvche tu dai, sempre di colonia si parlerà, e portati la gonna scozzese

  34. X NELLY Says:

    Io sono stato in colonia a biscochiesanuova 20 anni fa. è lo stesso tuo periodo? magari ci siamo conosciuti. sto ricercando da tempo persone di quel periodo ma ne ho trovata soltanto una. fammi sapere se capiti qui.
    Luca

    • NELLY Says:

      Caro Oscar..sono passati 30 anni non 20!! e mi pare di aver sentito che la colonia è sparita, non cè più nulla! ricordi quel grande parco che digradava vs il campo sportivo, le code per la merenda in giardino, lo stabile, che ora che ci penso sembrava quello di un lager…che orrore!!!! : D

      • Stefano Totaro Says:

        Ciao, Nelly, casualmente trovo il tuo post, ormai datato da ben tre anni. Io sono stato nei primi anni ’70 in una colonia di bosco Chiesanuova, ricordo che c’era questo grande piazzale da dove poi si saliva tramite delle rampe (non ricordo quante fossero, ma enormi per me piccolissimo), ai refettori a sinistra e nei cameroni a destra. Altro non ricordo, Mi farebbe piacere ritrovare delle vecchie foto di quella struttura semmai fosse ancora esistente. Se poi si facessero vivi anche gli “antichi” ospiti (del mio periodo), sarei enormemente felice. Ciao

  35. engi Says:

    Voglio venire anch’io a Caroman; per l’occasione possiamo portare tutti il cestino con i panini, la tovaglia a quadretti e il mangiadischi? Anche a me m’hanno spedito in colonia, solo che io, colonia dell’aeronautica a Dobbiaco, guarda un po’ avevo gli avieri, mica le suore. E a noi facevano cantare: “addio piccina ha scritto l’aviatore, domani io partir dovroooooooooooooooo’, ma da lontano l’accompagna un cuore, un cuor di bimba che aspettar non saaaaaaaaaaaa……..” Saran passati cent’anni!!!!!!

  36. Aleyakke Says:

    ad ogni modo: bei tempi!

    la differenza forse tra le tue colonie e le mie è che io facevo parte di quella schiera di mezzi sbandati che ci avventuravamo inconsciamente tra macerie in specie di bande che oltre a scontrarci facevamo a gara a chi rubacchiava in giro e i punti qualità delle sberle dei CC e in famiglia erano esibiti come gradi di una divisa… e allora acchiappati per la collottola per andare in colonie “forzate” era come un mese al “fresco”…

    Alex

  37. pellestrina Says:

    ciao il villaggio esiste ancora anche se è impraticabile
    vi aspetto per dare notizie

  38. Oscar Ferrari Says:

    PELLESTRINA, grazie di esistere. Facci sapere se ci sono mezzi pubblici, vaporetti, qualcosa insomma per arrivare a Caroman. Ti porteremo in dono un pezzo di Speck

  39. pellestrina Says:

    io al villaggio ci ho lavorato nel 1979
    ho conosciuto delle ragazze che oggi avranno l’età mia
    mi piacerebbe che ci si incontrasse per scambiare un saluto
    ciaoe a presto

  40. pellestrina Says:

    stò cercando foto del periodo ,qualcuno mi può aiutare?
    aspetto notizie ciao e a presto

  41. Angelo Says:

    Ciao Oscar forse non ti ricordi di me ma siamo stati assieme in quel di caroman. Ho rivisto Marina l’altro giorno dopo anni “anche lei una reduce” e mi ha detto della tua iniziativa e sono pienamente daccordo con te tanto che ne ho parlato con Enrico (un tuo paesano) ed è rimasto anche lui contento di questa tua idea.

  42. Nelly Says:

    Ciao Luca, ma esiste ancora la colonia a Boscochiesanuova? una mia conoscente l’ha cercata ma dice che non l’ha più trovata…forse hanno costruito qualcosa di diverso da…..un lager!!!!!!
    Un caro saluto. Ciao
    Nelly

  43. alianorah Says:

    Ma sai che sembra un racconto di un sopravvissuto del Vietnam! Fa impressione, fa…

  44. JOe Says:

    …non vale!! qua ci conoscevamo già…bugiardo 😛
    io ci verrei pure a caroman…ma se stai partendo per sharm el sheik….
    eeeeeeeehhh

  45. Artemisia65 Says:

    abbi pietà di noi…

  46. aghost Says:

    ho dei ricordi orribili delle “colonie”, sia marine che estive (rispettivamente cesenatico e serrada). Mi sentivo abbandonato e non conoscevo nessuno, e le suore non mi piacevano 😦

  47. Loiny Says:

    Un testo che rileggerei continuamente. Un esempio straordinario di come si possa parlare del Sudtirolo senza parlare del Sudtirolo. Complimenti!

  48. Miskappa Says:

    Io verrei pre, per solidarietà. Ma ci stanno le suore???????

  49. melania Says:

    Mai stata in colonia. Nè ci ho mai mandato le mie figlie. Ma ho sentito dei racconti terribili. Povero Oscar… mi stavo domandando come fosse il bambino Oscar…

  50. nadiaflavio Says:

    Come sono i prezzi a caro man?

  51. Reditugo Says:

    Eh, sono fatti che ti segnano per la vita. Stai partendo per il Mar Rosso e non puoi fare a meno di ricordare il mare della tua infanzia. Non puoi fare un cambio, ma solo decidere se questo sia veramente una fortuna.

  52. 23 Says:

    Ci verrei molto volentieri, così coglierei l’occasione di salutare alcuni parenti che non vedo da molto e sono residenti nella laguna. Come negare una visita alle mie radici?

  53. duhangst Says:

    Alza Bandiera? o_O Ma che ti facevano fare un addestramento para militare?

  54. Oscar Ferrari Says:

    Qua sembra quasi un ritorno alle origini, al posto delle suore ci sono gli energumeni dell’ animazione che ti braccano per farti giocare a rubabandiera o per cooptarti nell’ acquagim. In compenso ho fatto quasi incazzare un bagnino egiziano perche mentre era girato di spalle sono salito sulla staccionata del pontile e mi sono gettato in mare con uno splendido volo d angelo, saranno stati al massimo tre metri
    sta scadendo la scheda se riesco passo da voi, ciao

  55. melania Says:

    Notte Oscar… come avrei voluto vedere il tuo volo d’angelo (accidenti che invidia… ho una voglia di fare un tuffo in mare)

  56. Reditugo Says:

    @melania. Non so se sia educato parlare del padrone di casa in sua assenza, ma la porta è aperta….
    Il bambino Oscar. Secondo me non doveva essere molto diverso dall’Oscar adulto, fatte le debite proporzioni ovviamente. Quello che posso dire io è che certamente non passava inosservato, se è vero che a distanza di oltre 35 anni (l’ho conosciuto in prima media, eravamo però in due sezioni diverse) e senza mai averlo frequentato ne’ essere stati amici, la prima volta che sono passato per questo blog mi sono ricordato di quel bambino, di lui e di nessun altro della sua classe; sarà un caso? Ora dopo qualche mese, a fora di vederlo li su quel fico, l’immagine dell’Oscar bambino è quasi completamente svanita…

  57. federica Says:

    Ci sono andata per molti anni anche io a Caroman, dalle suore…
    Andavo “a pagamento”, eravamo i cosidetti privati..
    Quelli delle acciaierie, come te, erano i “bolzanini”, privilegiati rispetto ai “trentini” che arrivavano per mezzo del comune, e alloggiavano in casupole di legno, ben diverse dal vostro stabile..
    Eravate carini nelle vostre divise azzurrine, cappellino alla marinara e ciabattine di plastica intonate…
    Con alcuni di voi, degli anni in cui sono andata io, ho fatto pure amicizia e per anni ci siamo mandati simaptiche letterine..
    Qualche anno fa ci sono ritornata, non c’era più la colonia, non c’era più nulla… Solo tristezza e ricordi…
    Tanti belli, di tempi spensierati e perduti..
    Nei vialetti alberati che portavano al campetto da calcio, alla spiaggia, alla laguna, risuonava l’eco delle voci di tutti quei bimbi che per anni hanno animato con la loro presenza, un tratto di laguna tra i più belli e incontaminati d’Italia…
    Felice di aver incrociato il tuo blog..

  58. pellestrina Says:

    ciao federica
    non ci conosciamo ma mi piacerebbe scambiare due parole con te sul periodo trascorso a caroman.
    io sono dell’isola e al villaggio ci lavoravo e ho fatto amicizia con delle ragazze che allora erano coetanee con me .
    è stato un periodo bellissimo e mi spiace moltissimo non aver mantenuto dei contatti con nessuno di loro .
    che periodo ci sei stata lì?
    magari noi ci siamo conosciuti .
    ti saluto e e ti va scrivimi un messaggio .ciao e a risentirci

    • Rossella Says:

      Ciao a tutti,ho trovato per caso questo sito cercando se ancora esisteva Caroman,non ci posso credere neanch’io…. c’è ancora chi come me se lo ricorda!
      Io c’andavo verso la fine degli anni 80 con mamma,zia e cugini all’epoca si era modernizzato dovevi solo rispettare gli orari dei pasti,ma per il resto facevi quello che volevi,la sera si metteva la musica e si ballava.Non dimenticherò mai le serate in compagnia a guardare dall’isola i fuochi del Redentore,i tramonti,le zanzare,le barzellette di madre Matilde non proprio caste e gli animatori del villaggio di una simpatia unica,il giovedì al mercato di Chioggia,le passeggiate fino a Pellestrina a guardare i merletti per me restano dei ricordi molto belli davvero.

    • Marco Says:

      ciao Pellestrina..ho incrociato per caso questo blog e…sono quasi commosso! io sono marco, sono stato battezzato a caroman e ci ho passato 13 estati…ero il figlio del dottore del villaggio…

  59. massimo Says:

    ragazzi che flash…. gente che, come me, ricorda Ca’ Roman…. non ci potevo credere! io non andavo dalle suore ma nella colonia attigua. quella che,alla fine degli anni 60, era governata dal DIRETTORE. un personaggio che almeno nell’aspetto ricordava il duce e un tantino anche nella ricerca della disciplina. Il viaggio iniziava in via Porcilia a Padova nel cortile del “Ospizio Marino di Ca’ Roman istituto rachitici”. Che francamente non suona proprio come Sharm el Sheik. Dopo i baci,gli abbracci e alcuni pianti disperati si partiva alla volta di Chioggia. E’ questo l’unico paese che,quando stai x arrivare… ti viene incontro. basta un refolo di vento e ti si svela un mondo olfattivo. Ti arriva l’immagine di persone piegate a raccogliere conchiglie in acqua fino alla caviglia accompagnate da un sentore salmastro, mentre si percorre il lungo ponte che alla fine ti svela questa piccola povera Venezia dei pescatori. Era un giono di festa. Si percorreva il liston in fila x 2 sotto lo sguardo attento delle inservienti\vigilatrici mentre tutt’intorno il paese pulsava. ricordo l’energia sprigionata dalla gente. Nei nostri occhi di bambini si specchiava il porto,che poi altro non era che una banchina. un porto di mare dal quale salpare,novelli pirati. i pescatori nelle vicinanze avevano mani nodose e pelli abbronzate e forse qualche misterioso tatuaggio o ferita ricevuta in qualche arrembaggio al largo nel mar dei sargassi. chissà… si saliva sulla barca. dopo una breve traversata si passava di fronte alla madonnina e si attraccava al pontile. Ricordo il grande refettorio. Di fronte, nella grande spianata in terra battuta, il palo della bandiera. Intorno gli edifici della colonia: le camerate (enormi le ricordo) la direzione e dietro, nella zona vietata,qindi la più ambita; gli alloggi delle inservienti… Le ricordo tanto grandi ma avranno avuto 15 forse 16 anni. Ricordo ancora Carla di Cervarese Santa Croce che rincontrai qualche anno dopo alla scuola media statale Donatello di Padova x qualcosa che oggi chiameremmo stage. Io ero il timido scolaro, lei in visita. ricordo anch’io il cibo… continua

  60. claudio Says:

    me lo ricordo ancora il direttore, e anche le scottature prese al sole ed il pane con il cubetto di marmellata del pomeriggio, gli stanzoni enormi, il mega refrettorio, la passegiata lungo il muraglione fino alle saline di Pellestrina. Ci ritornerò sicuramente.
    Claudio

  61. giovanni Says:

    Ciao,
    Io ci andrò per la prima volta domenica 19 Aprile 2009.
    Una escursione in comitiva organizzata dal gruppo micologico di Mirano (Ve)
    Si parte alla mattina, ritrovo a Fusina di Malcontenta, imbarco su motonave e si torna alla sera, colazione in motonave, pranzo presso l’oasi naturalistica, tutto organizzato dai volontari del gruppo.
    Saluti e a risentirci.

  62. Antonio Says:

    Caroman? Come no. Indimenticabile. Solo che il vitto era tutt’altro che ottimo. Quella minestrina io la ricordo ancora. Ti ungeva le budella e ti lasciava in bocca il sapore del sego. Non ho più assaggiato minestra in brodo da allora. Le marmellatine di cotogna una sottile tortura. Ricordo anche anche delle ciliege cotte che usavo come proiettili. Il viaggio in barcone a me è parso allora come quello verso verso il confino. Le suore erano candide, ma avevano quell’odore di sacrestia vecchio e stantio che ti impregna la memoria. Un vero lager per bambini.

  63. Claudio Says:

    Ma adesso se dovessi ritornare certo non ritornerei per la vecchia colonia, che è bene rimanga un antico ricordo, ci sarebbero da vedere ed utilizzare per esempio le dune con quella loro riservatezza…

  64. Stefano Says:

    Sono stato anch’io a Caroman. Ricordo dei viaggi in treno dove da sacchetti enormi di carta le accompagnatrici estraevano dei panini rotondi dove infilavano dei formaggini: Ho ricordi di quando ci mettevano tutti in fila e con lo stesso cucchiaio, allesterno del refettorio, ci davano l’olio di ricino. Il costume da maschietto era di colore bleu a righe bianche con la pettorina e credo fosse di lana. Io a quel tempo pesavo pochi chili ma, una volta uscito dall’acqua ,ne pesavo il doppio ed andavo a sbatterlo sulle baracche di legno per far perdere un pò d’acqua. Tutti noi sui costumi e sui vestiti eravamo contrasegnati con dei numeri che le nostre mamme provvedevano a cucire.
    Un’amico è stato a visitare l cologna e ha riferito che le costruzioni sono ormai allo sfascio. Un saluto a tutti gli ex internati

  65. ivano Says:

    Sono veneziano,ora ho 52 anni e anch’io sono stato ospitato in colonia a caroman avevo circa 4 anni.
    Se la memoria non mi tradisce ricordo le suore, le camerate erano posizionate su palafitte.la chiesa che se non sbaglio era adibita a refettorio.
    Ricordo benissimo quando sono partito da Venezia Rialto con il vaporetto della ex ACNIL ora ACTV ,e’ stato il giorno che definitivamente ho abbandonato il CIUCCIO,non so quanto ho pianto ero piccolino ..

    • miriam Says:

      ciao Ivano
      se mi mandi la tua mail ti posso mandare due foto che ho scattato nel 1974 dove si vede la vecchia colonia (dove sono stata anch’io) cosi mi dici se sono le stesse costruzioni che ricordi….
      ciao miriam miriamtre@virgilio.it

  66. Stefano Brustolini Says:

    Molte persone che venivano con me in cologna ho avuto occasione di rivederle in quel di Bolzano. Mi ricordo che l’ultimo anno di cologna avevano creato il cinema all’aperto, dovrebbe essere stato nel 1975. Ho ricordi delle suore che, pochi giorni prima di partire, arrivavano che gli oggetti da acquistare per portare ai genitori. Varie gondole e segna tempo colorati. Ho ricordi delle piste che si facevano sulla spiaggia per giocare con le biglie di plastica ove erano inserite le varie foto dei ciclisti. Se poi toccava a te a costruirla alcuni tuoi compagni ti prendevano per le gambe e con il tuo sedere segnavi quella che doveva diventare il campo di sfida e si aveva sempre la speranza che sotto la sabbia non vi siano state conchiglie rotte, altrimenti erano dolori. Tutt’ora, quando beve il caffè d’orzo, il suo aroma mi riporta ai ricordi della cologna. Un’abbracio a tutti e se anche è stata dura credo che sia stata un esperienza unica

  67. Stefano Brustolini Says:

    “Per i nostalgici”
    ORGANIZZIAMO UN TORNEO DI BIGLIE TRA LE DUNE DI CA ROMAN

  68. Giulio Fulici Says:

    Anche io ho trascorso 8 estati (dal 1963 al 1971) alla colonia di Caroman organizzata dalle Acciaierie di Bolzano; i ricordi sono tutti belli, dalle prime esperienze da soli (ci sono andato da quando avevo 4 anni), alle famose partite con le biglie di plastica con le foto dei ciclisti, ai trabocchetti (buche coperte da leggere assi di legno e sabbia).
    Io ci sono tornato ieri 5 settembre 2009, ma purtroppo il mio ricordo si è scontrato con la dura realtà di quel luogo, al posto della nostra colonia regna il degrado, le camerate ed i bagni sono distrutti (gli oggetti rimasti tra cui materassi e reti dei letti sono accatastati in angoli bui), la piccola chiesetta è ormai sconsacrata; la vegetazione ( alta quasi 2 metri) occupa tutte le vie di transito, tra cui la famosa piazzetta dell’alzabandiera dove ci ritrovavamo tutte le mattine.
    Mi dispiace molto che sia stato tutto abbandonato al suo triste destino; alla colonia di Caroman ero molto affezionato, nonostante alcuni duri momenti…
    Ho fatto delle foto di quello che è rimasto della nostra colonia se qualcuno è interessato mi contatti, inoltre volevo chiedere se qualcuno ha delle foto dell’epoca per rivedere Caroman come era una volta.
    Un caro saluto a tutti gli ex-bambini della colonia di Caroman!!

    • miriam Says:

      ciao Giulio, sono Miriam
      anch’io sono tornata nel maggio 2008 a Caroman ,proprio per fotografare la colonia, per avere dei ricordi,ma ho trovato tutto chiuso…cancelli con lucchetto…non me la sono sentita di scavalcare…se tu hai delle foto recenti avrei piacere di averle…io posso mandarti due foto scattate nel 1974 davanti a quella che ricordo era la mensa..
      la mia mail è miriamtre@virgilio.it
      ciao

  69. caterina padova Says:

    ho 43 anni e le vacanze in colonie estive erano le mie vacanze da piccola e mi sono molto divertita…i miei hanno proliferato ben 8 figli e i soldi …io però andavo a Caorle e precisamente a Ca’Cornian dove c’erano una serie di colonie di vari enti e mi ricordo i vari tornei “sportivi” fra le diverse categorie…ed il tifo che i più piccoli creavano…io andavo con la convenzione del posto dove lavorava il papà(autista servizio pubblico comune di padova)e mi ricordo che l’acap(ora aps)a metà turno veniva a trovarci(una delegazione)e ci portava caramelle e ciuccetti…si sarebbe bello andare a vedere caroman visto che io ho conosciuto la persona che ha sistemato …sopratutto per i disabili (DonGianni della parrocchia di brusegana ora defunto)ma che non ha fatto niente per la parrocchia…pace all’anima sua

  70. mauro Says:

    figlio di un operaio delle acciaierie sella Società Terni ricordo con nostalgia le mie vacanze estive nelle colonie di Pinarella di Cervia (colonia Aurora etc.). Formidabili quegli anni!!!

  71. pellestrina Says:

    salve a tutti gli ex di caroman
    io abito poco lontano da pellestrina e appena posso ci vado a caroman per una visita,è davvero tutto distrutto e mi dispiace molto ho dei bei ricordi di quel periodo perchè ci sono stato sia da piccolino e poi ci ho lavorato.
    mi farebbe piacere trovare delle foto del periodo in cui era attiva la colonia se qualcuno avesse qualcosa mi contatti,ne sarei molto grato.
    A proposito qualcuno si ricorda che nei ultimi anni hanno girato alcune scene di un film con la MONICA GUERRITORE come protagonista?
    il titolo non me lo ricordo ,ma miricordo bene la scena io,con alcuni altri eravamo in disparte a guardare .la GUERRITORE era seduta attorno a un tavolino con il protagonista uomo e la cameriera ,che era la cameriera che lavorava a caroman non mi ricordo come si chiamava ma mi ricordo bene di lei,portava loro da bere .
    un saluto a tutto il blog(se qualcuno avesse delle foto..)

  72. zoe Says:

    Sono arrivata qui per caso, cercando la colonia di caroman. Essendo una bimba asociale e timida, quelle tre settimane di 37 anni fa sono state una galera. Mi ricordo del gruppo dei Bolzanini perchè non c’erano buoni rapporti con noi trentini, ho pochissimi ricordi, l’indigestione di polpette, le lenzuola stese al sole, le sterpaglie fra la sabbia….. Ho letto da qualche parte che è un’oasi faunistica, ma Cà’Roman è la stessa cosa?

  73. pellestrina Says:

    ciao zoe
    hai letto bene ,caroman è da qualche anno una oasi faunistica della l.i.p.u.
    voglio dirti che se stavi a caroman 37 anni fa forse ci siamo conosciuti perchè pure io ci stavo li in quel periodo,e condivido tutto anchel’idea della galera,le polpette e le marmellate,ricordi??
    comunque il villaggio è tutto distrutto e abbandonato ma ogni volta che ci vado mi piace guardare intorno e mi vengono alla mente alcuni ricordi
    ok ciao e alla prossima

  74. Stefano Says:

    Trovo Caroman uno dei posti più magici e misteriosi della laguna . E i racconti di VOI tutti interessanti e divertenti. Xkè non organizzare un altra rimpatriata x l’estate prossima ???

  75. zoe Says:

    ciao pellestrina, io ricordo vagamente il mio gruppo, figuriamoci gli altri. se volessi andarci è possibile o essendo oasi faunistica bisogna avere permessi? a me il mare piace (non più di 15 gg però..) ma ai tempi lo ho odiato! ustioni di vario grado, costumi ascellari, cicciobombacannoniere (a me) raccoglievo ossi di seppia per il mio canarino, na puzza in corriera al ritorno…

  76. pellestrina Says:

    ciao zoe
    se dovessi andarci penso che non ci siano problemi a meno che non fai casini (fuochi ,immondizie buttate ,giri in motorino).
    ho delle foto se vuoi posso mandartele a qualche indirizzo email.
    io in una mezzoretta ci arrivo caso mai posso farti da guida se ti va,
    pensa che ho due canarini e per i ossi di seppia quando vado li prendo ancora la….
    alla prossima

  77. Stefano Says:

    Pellestrina, ke manderesti anche a me le foto perfavore? Se vuoi ovviamante.
    stefano.faccin@vicenzafiera.it

  78. zoe Says:

    Grazie, ti farò sapere. Comunque ho visto delle foto riguardanti il forte, è un peccato lasciarlo il quello stato, dovrebbero valorizzarlo come ricordo storico. E’ sempre un reperto della storia nel bene e nel male. Io abito in un paese da dove vedo il Cauriol, è sempre bello passare in quel silenzio e ricordare quanti non sono più scesi 90 anni fa sia da una parte sia dall’altra. Saluti

  79. Gianco Says:

    Che ricordi !!….37 anni fa…
    condivido con Oscar “era come a naja”….
    comunque è stato per me un “Grande Bagaglio di vita “..
    a naja mi è sembrato di ritornarci…
    leggendo alcuni commenti mi tornano in mente quei periodi ..
    mi sale un po di nostalgia e tristezza a sentire come è ora…..
    se possibile avere delle foto di quegli anni
    stjackson@tin.it
    un grosso saluto a tutti ..

  80. MICHELA Says:

    Io a Caroman ci sono stata nel 1981, avevo sei anni. I miei genitori mi ci hanno mandata perchè altri in paese ci avevano mandato i figli ed era, secondo loro, un’esperienza che mi avrebbe temprato e resa più indipendente. Io e mia cugina abbiamo pianto per tutto il periodo e per questo ci chiamavano le cugine “piagnone”. Il cibo era osceno: bistecche che sembravano suole di scarpe, con pomodori sconditi, formaggio e frittelle? Ma la domenica ci davano la nutella in vaschetta….
    A me non avevano detto che i vestiti ce li lavavano e stiravano loro, io li davo alla domenica alla mia mamma. Il giorno d’arrivo ho fatto il bagno con il completino a righe e quando la sera volevo cambiarmi perchè bagnato, la suora mi ha sgridato, mi ha preso i vestiti dalle mani e me li ha buttati nell’armadietto. Poi durante la preghiera prima di cena mi ha fatto la predica davanti a tutti. E i soldi per il gelato e le caramelle che ti davano i genitori? Li gestivano loro e non te li davano mai. Vogliamo poi parlare dei riposini pomeridiani obbligatori? Le signorine ci raccontavano che c’era un maniaco che girava per l’isola e che noi non dovevamo allontanarci dal gruppo. Ai miei tempi c’era girava qs. canzoncina: DO DO DO domani vado a casa, RE RE RE respiro l’aria pura, MI MI MI mi sento più sicura, FA FA FA facendo quel che voglio, SOL SOL SOL soltanto mi dispiace, LA LA LA lasciar la suora in pace, SI SI la lascerò, domani partirò! Partiremo per i monti più alti, sentiremo la banda suonare, se l’Italia ci lascia passare, abbracceremo la mamma e poi anche il papà, abbasso la colonia e viva la libertà (rit. 2 volte) e la suor Egidia se ci sentiva cantarla erano guai!!!!!!!!!

  81. MAUREN Says:

    Insegno da più di vent’anni presso la scuola professionale per l’agricoltura provinciale di Bolzano e dovete credermi quando vi dico che non sapevo nulla della colonia delle Canossiane e delle acciaierie Falk.
    Fattosta’ che essendo appassionato di vela e che l’acqua salata più vicina a casa mia (Bolzano) è quella di Venezia, ho spesso ormeggiato il mio piccolo cabinato nelle vicinanze del Villaggio marino Caroman. Vicino Pellestrina c’è infatti una piccola darsena. Una sorta di porticciolo rettangolare che ti consente di non venir sbatacchiato più di tanto dalle barche di passaggio mentre di notte cerchi di prender sonno.
    La darsena di cui vi parlo è collegata al villaggio Caroman da un lungo murazzo che protegge la laguna dal mare. Ci vogliono 25 minuti di buon passo per arrivare all’oasi ma ne vale la pena. C’è più storia in questo piccolo pezzo di terra di quanta se ne possa dire in così poche righe. Dal forte Caroman (ora chiamato Barbarigo) che nell’800 proteggeva lo specchio di mare antistante Chioggia con tre bocche da fuoco di 16 mm), alle postazioni per i cannoneggiamenti marini della seconda guerra modiale, alla recentissima impresa difensiva del MOSE che di militare non avrebbe nulla se non fosse per le battaglie tra ambientalisti e i culturi del fare cementizio…
    E’ così che durante le mie veleggiate estive ha preso corpo un’idea che ora sembra essere diventata realtà!

    Lunedì 8 marzo, infatti, partiamo con i due furgoni della Scuola Agraria carichi di attrezzi e buone intenzioni nochè di allevi. Dovremmo arrivare a Chioggia in tarda mattinata; ad attenderci un barcone che porterà persone e attrezzature al pontile di Caroman.
    Caroman è ancora viva!!!
    Certo non ci sono più le Canossiane (il complesso mi dicono essere stato acquistato dagli olandesi che ne vogliono fare un villaggio turistico) ma, attigua all’area che era delle suore, c’è il villaggio marino di Caroman (basta digitare in Google per vederlo). Le strutture non sono nuovissime ma nemmeno cadenti, diciamo un po’ dimesse ma dignitose.
    Ci sono miniappartamenti, camere, prati per il campeggio, bagni e docce sia interne che esterne… Il presidente è un certo signor Natale Brusamolin di Padova che è ben lieto di ospitarvi a prezzi veramente modici.
    E’ un posto fuori dal mondo, strano ma ospitale, strano come quel signore austriaco che li e sta costruendo la sua futura abitazione. Ha le mani intrise di colle a pece, scure come è scuro il lungo scafo al quale sta lavorando da mesi. Dicono che ci voglia andare ad abitare: in laguna. Non posso fare a meno di pensare alle gelide nebbie invernali…
    La laguna è così: calma placida, melanconica desolazione del nulla, buriane improvvise che alzano i pochi decimetri d’acqua neanche fosse una tempesta caraibica, caldi pomerizzi solcati da houseboat di turisti stranieri, osterie dai bassi soffitti, l’allegria, i piccoli bicchieri di prosecco; non ho mai visto bicchieri tento piccoli…

    Noi ci fermeremo li per 10 giorni. Abbiamo tanto da fare: dobbiamo potare i Tamarix e lavorare a fianco della forestale per ripristinare l’ingresso al vecchio forte Barbarigo invaso da piante crollate e dall’edera. I ragazzi dovranno rifare le recinzioni in spiaggia per proteggere le aree di ucelli depositori protetti dalla LIPU. Cercheremo anche di porre un freno al proliferare della Yucca che le buone suore canossiane evidentemente amavano molto tanto da disseminarle per tutto il territorio. Queste belle piante ora sono diventate delle infestanti che mettono a rischio quelle autoctone. Cercheremo anche di restaurare il vecchio cancello di ferro che chiude l’accesso al forte…
    Sono piacevolmente sorpreso di aver casualmente contribuito a ripristinare un collegamento che non conoscevo tra BOLZANO e CAROMAN.

    Della serie “…pensi di aver fatto qualcosa di nuovo e invece…”

    Dato che sono un navigatore solitario ma che non disdegna la buona compagnia chissà che in laguna non ci si trovi una volta tra Bolzanini disposti a tralasciare lo Speck e i cetriolini e a sedersi a tavola in compagnia di gustosissime Mojeche!

    Buon Vento Maurizio

  82. zoe Says:

    Buon lavoro, per la yucca potrei venire io, in casa riesco a sterminarle tutte….. Per il villaggio mi ero informata vista la voglia di rivedere l’isola, e soprattutto il forte,ma alla fine resterà solo quella. Sempre un mucchio di impegni, ormai sono entrata in quell’età in cui i figli si arrangiano, ora ci sono i genitori da seguire. Al rientro fai saper com’è andata e salutami la laguna.

  83. pellestrina Says:

    salve mauren
    io so uno del posto e dico che caroman è viva e sempre più bella.
    Magari si siamo anche visti in darsena dato che io ci vengo col mio barchino e con gli amici ci facciamo il fuoco per cucinare.
    Son d’accordo con te,caroman è un posto fuori dal mondo, ma è per questo che mi piace e appena posso ci vado a fare una passeggiata specialmente in inverno è bellissimo.
    la forrestale stà facendo un bel lavoro nel sistemare la boscaglia e fra poco ci sarà molta gente che raccoglierà gli asparagi selvatici che dicono son molto buoni.
    se hai conosciuto l’austriaco avrai anche conosciuto il titolare del chiosco che sta proprio li vicino.
    rinnovo l’invito a chi ha delle foto di caroman e del villaggio dei tempi in cui ci stavano le suore .quando eravamo in tanti ragazzini ,vicentini e bolzanini. bei tempi davvero.
    saluti a tutti da parte mia e da caroman.

  84. miriam Says:

    ciao,sono Miriam
    anch’io sono stata in colonia a Caroman con le Acciaierie di Bolzano….ma alla fine anni 50, primi 60, i nostri alloggi però erano di legno c’era la struttura centrale della mensa…ai lati le camerate, da una parte i maschietti dall’altra le femmine.
    I miei ricordi sono un po’ sbiaditi….ma ho delle foto di gruppo in spiaggia e sul pontile.Sono tornata anch’io negli anni scorsi per cercare la “mia colonia” l’ultima volta nel maggio 2008,ma non ho potuto entrare nel’area dei fabricati perchè era recintata e chiusa con un cancello con luchetto.
    Mi ha fatto piacere sentire altri che ricordano Caroman con nostalgia e mi piacerebbe condividere delle foto se fosse possibile….
    saluti a tutti ..Miriam

    • Laura Says:

      Ciao Miriam,
      Mi chiamo Laura e sono stata a Caroman nell’agosto ’61 e ’62.
      Mi piacerebbe tanto vedere qualche foto di quegli anni. Hai qualche ricordo della direttrice di allora?
      Ti ringrazio.
      laura

  85. pellestrina Says:

    ciao miriam
    ho letto il tuo mess e mi pare di capire che hai delle foto di caroman del periodo in cui eri lì.
    ti andrebbe di scambiarle con me?
    io ti posso mandare foto recenti ok?
    grazie mille e alla prossima
    saluti a tutto il blog

    • miriam Says:

      ciao pellestrina.
      le foto che ho di Caroman te le spedisco volentieri mandami la tua mail
      come ho detto sono foto di gruppo dell’anno 1959…poi nel 1974 sono tornata la prima volta a rivedere Caroman ed ho scattato qualche foto dove si vede alle mie spalle la costruzione della mensa.
      ciao la mia mail è miriamtre@virgilio.it

  86. Stefano Says:

    Ma non è che sin possa averle quelle foto ? Lo chiedo a Miriam en Pellestrina

  87. alessandra Says:

    Ciao io Caroman me lo ricordo benissimo ci sono stata dal 1968 al 1978.
    mi ricordo le suore canossiane che lo gestivano e i padiglioni dove si dormiva…tanti lettini e poi pasti in comune. e i gruppi di bolzano sempre con la loro divisa uguale costume blu e ciabattine bianche. Mangiavano separati divisi da quella ciurma di bambini tutti messi in fila come militarini..con l’alzabandiera mattutino la colazione e la lunga fila per la spiaggia con la solita ora per il bagno. Il pomeriggio con la solita merenda di pera o mela e pane e la sera un’oretta dopo cena tutti fuori a giocare e poi…a nanna. Resta solo un libro di ricordi nella memoria di un tempo di vacanze per bambini e ragazzi fino a 14 anni….un libro per fortuna chiuso…le vacanze sono ben altro. L’isola comunque è cambiata ma per chi ci volesse ritornare per una visita alcune cose sono rimaste uguali.

  88. Paolo Says:

    Caroman … il mio primo mese di naja.

    Era il 1970 avevo 7 anni, in quell’isola il tempo si era fermato.
    Forse 25 anni poco più non erano serviti per cancellare definitivamente certe “liturgie” … !!

    Divisa blu, cappellino da marinaio, numero identificativo 513.
    Adunata sul piazzale, schierati per l’alzabandiera, breve discorso del direttore, il sole cominciava a riscaldare le nostre piccole testoline … il profumo del latte … colazione.
    Nell’ora di pranzo, sempre schierati in piccoli plotoncini fuori nel piazzale sterrato venivano distribuite le bibite, stappate con i denti dai più “coraggiosi” …
    Breve penichella … dormitori affacciati sul cortile sterrato (dire la verità l’ampio cortile era di sabbia battuta… nei punti meno frequentati, tra i cespugli, si potevano trovare le conchiglie … un passatempo per noi più piccoli ). Pomeriggio, in fila indiana sotto il portico che univa le camerate alla mensa, venivano distribuiti marmellata “fruttini” , pane e succo di frutta .. credo … poi si giocava, i più grandi giocavano a pallone…

    Non so per quale motivo in un mese vidi la spiaggia non più di dieci volte… comprese le domeniche.
    Domenica. S.S. Messa, breve percorso a piedi verso la chiesetta, in fila per due.
    Visita dei genitori, groppo in gola, finalmente in spiaggia. Mutande sotto il costume.
    Il direttore diceva: “il vostro corpo è come una spugna, dovete stare attenti all’umidità” …
    mah! forse era uno psichiatrico…!?

    La spiaggia “bellissima” al naturale … c’era un catalogo di oggetti arrivati da chissà quale parte del mare,
    rami secchi, le tipiche alghe delle spiagge venete, conchiglie a go go.
    Per arrivare in spiaggia si seguiva un piccolo sentiero, si aveva la fortuna di passare attraverso un fitto bosco di robinie e dune naturali con il tipico canneto.
    In spiaggia avevamo in dotazione dei bellissimi ombrelloni “vintage” a mo’ di vela …
    in mare veniva delimitata un’area protetta con galleggianti.
    Passava un Piper con il tipico striscione in coda con slogan “che non ricordo”.

    All’imbrunire doccia, fredda. I più piccoli aiutati dalle “signorine” facevano il bagno in ampi lavabo in ceramica bianca … cose d’altri tempi.
    Cena … scaglionati si entrava in refertorio, poi fuori a giocare.
    Cinema all’aperto “per un pugno di dollari”.
    Se si aveva sete si andava a bere nel retro della mensa, c’erano dei rubinetti in ottone, l’acqua aveva il sapore di cloro. Forse quando si andava a coricarsi veniva diffuso tramite un’ improbabile impianto sonoro il “Silenzio” … Spente le luci, guardando fuori le luci della laguna mettevano una certa malinconia … Poco vicino all’isola passavano dei barchini illuminati da luci coloratissime e animati da allegri turisti , in lontananza si udivano le armonie della fisarmonica, poi, silenzio surreale.

    Nel 1970 abitavo a Tombolo (PD) ITALIA 😉

  89. Stefano Says:

    Oggi sono stato a Ca Roman………..

  90. zoe Says:

    Beato te….

  91. stefano Says:

    Ma non si possono postare delle foto ? Zoe, se ti fà piacere qualcosa ho fotografato

  92. zoe Says:

    Ti ringrazio, ma mi scoccia mettere la mail, se cambio idea te lo farò sapere. Grazie

    • miriam Says:

      Ciao Zoe,
      ho letto che andavi anche tu in colonia a Ca’roman..se ho capito bene sei trentina…io andavo con le Acciaierie di Bolzano ..tu in che modo andavi a Ca’roman? Dove alloggiavate? nella costruzione di legno?
      Se vuoi vedere delle foto di Ca’roman vai sul sito
      http://www.flickr.com/fhotos/stefanobcs/
      se vuoi contattarmi la mia mail l’ho scritta sopra
      ciao Miriam

    • miriam Says:

      scusa Zoe,
      ma l’indirizzo non è giusto..
      non capisco perchè…..-
      comunque se mi contatti con la mia e-mail ti posso girare il sito giusto….
      ciao Miriam

  93. gianco Says:

    ciao miriam, ti chiedevo se potevi mandarmi qualche foto di caroman ai tempi della colonia , mi piacerebbe avere dei ricordi da far vedere ai miei figli, volevo chiedere anche se era possibile avere delle foto attuali dell’isola. il mio indirizzo e-mail è stjackson@tin.it
    un giorno vorrei ritornare a vedre quei posti, un ricordo nostalgico dei tempi passati….

  94. zoe Says:

    Ciao Miriam, ti ho spedito una mail, spero arrivi, ogni tanto fa i capricci

  95. Roberta Says:

    Ciao a tutti. anch’io faccio parte di quella squadra che all’età di 4 anni mi fecero salire sul treno quello della vacanza marina, e privilegiata, perchè papà lavorava alle acciaierie di bolzano, ero in vantaggio ( mi dissero i miei) perchè là si stava bene, un tocco in più, le guide molto professionali, fatto stà , che oggi, passati quasi 50 anni da allora, vivo spesso quel ricordo ( il privilegio) ….Ciao a tutti
    Roberta

  96. stefano Says:

    Quelli della Colonia a ……. Ca Roman !!! Il gruppo creato su Facebook è arricchito di foto vecchie e nuove 🙂

  97. Roberta Says:

    Grazie Stefano, vado subito a vedere.

    • miriam Says:

      Ciao Roberta se sei andata in colonia con le acciaierie di Bolzano dovresti avere anche tu le foto ricordo di gruppo….le mie sono datate 1959
      se vuoi te le mando magari ci sei anche tu!!!!!!
      la mia e-mail la trovi sopra
      ciao Miriam

  98. stefano Says:

    Prego Roberta, trovate ?

  99. Roberta Says:

    Miriam, che piacere, le foto della colonia sono a casa di mia mamma, l’età dovrebbe corrispondere, avevo 4 anni quando ho iniziato ad andare a Caroman, c’era anche mia sorella con me, solo che io sono più grade di lei di anni e mezzo, lei era con me negli anni successivi, piangeva sempre, era sempre attaccata a me come una povera cucciola sempre nostalgica della mamma e papà, mi chiedo: ma che bene le poteva fare se piangeva sempre!!, Ma avevamo bisogno delle arie marine, e così….io invece ero più forte caratterialmente, quindi soffrivo molto meno di lei….Se mi invii le foto te ne sarei grata…. un abbraccio.

  100. Roberta Says:

    Stefano, no non le ho trovate , adesso ci riprovo
    Ciao e grazie

  101. Roberta Says:

    Miriam, non vedo la tua e-mail

  102. Stefano Says:

    Roberta, non trovi il gruppo o le foto? Se è la seconda soluzione è perchè non vedo la tua mail . La mia è : stefano.faccin@vicenzafiera.it

    • miriam Says:

      ciao Stefano, non vorrei essere noiosa, ma non è cosi semplice riuscire a trovare il tuo gruppo…..quando lo hai creato …nelle opzioni di scelta a chi farlo vedere … dovevi mettere a tutti, cosi chi cercava quelli della colonia..a Caroman lo trovava subito…
      ciao Miriam

  103. Stefano Says:

    ll gruppo può vederlo chiunque da sempre e si chiama così : Quelli della colonia a ……. Ca Roman !!! (7 puntini, 3 esclamativi ). Per dirti Miriam che stamane cercavo un gruppo e non lo trovavo, allora prima ho cercato un appartenente al gruppo e infine ho trovato quello che cercavo. Cmq il gruppo su FB ha 635 membri, non pochissimi……. A presto e mai noiosa ::–)))

  104. marco Says:

    Sono capitato per caso in questo blog e mi ha fatto riaffiorare dei ricordi che erano sbiaditi dal tempo. Io sono stato in colonia a Ca’ Roman negli anni dal 1965 (avevo sette anni)el 1967 ed ero del gruppo dei trentini (quelli che dormivano nelle palafitte di di legno) mi ricordo degli altri gruppi dei bolzanini e dei padovani. Tutto vero quello che ho ritrovato nei vari ricordi in merito alla disciplina e al vitto. A me,che venivo dalla montagna, ritorna sempre in mente il sapore dell’acqua che veniva stoccata nel cisternone; per un po’ di giorni non riuscivo proprio a bere; e poi chi si ricorda il caffelatte con il pane della colazione?
    Comunque i miei ricordi sono molto positivi e mi piacerebbe rivedere la spiaggia dove scavavamo delle buche fino a trovare l’acqua del mare e poi seppellivamo qualcuno fino al collo, come nei film di Sergio Leone.
    Un cordiale saluto a tutti i reduci!!!!!

  105. pancrazi marchesoni Says:

    ciao,
    io sono uno di quelli che tra i 1971 e 76 sono stato a Caroman in colonia dalle Suore Canossiane, io sono di Predazzo, e pertanto vivevo nella parte delle baracche, senza una divisa.
    sono stati anni meravigliosi, e diventa difficile descriverne il luogo stupendo che era…. e spero sia rimasto.
    la cosa che ricordo maggiormente sono la costruzione dei fischietti costruiti, raschiando i noccioli di albicocche sui muri della colonia….hi hi hi.

    un abbraccio Pancrazio

  106. *Eva* Says:

    Ciao a tutti, io sono di Pellestrina… è bello leggere i vostri ricordi di bambini, del tempo trascorso a Ca’ Roman… Purtroppo la colonia, come già altri hanno detto, è abbandonata da anni e distrutta da atti di vandalismo… Tutti gli edifici però sono ancora lì e sembrano raccontare le storie delle innumerevoli persone che li hanno vissuti…
    Sarei davvero grata se qualcuno potesse inviarmi delle foto fatte in quegli anni, da sempre desidero vedere com’era la colonia in attività, piena di bambini…
    Io in cambio (anche se sarà moooolto più deprimente!) ho parecchie foto fatte in questi giorni di tutti gli edifici…
    Grazie di cuore a tutti voi che mi avete dato la possibilità di “vivere” quel magico posto, ora triste e abbandonato a se stesso…

    • miriam Says:

      Ciao Eva,
      sono miriam se vuoi ho due foto dove si vede la colonia negli anni 70….
      la mia mail è miriamtre@virgilio .it
      gradirei molto vedere quelle che hai scattato tu
      saluti miriam

  107. pellestrina Says:

    salve a tutti
    finalmente una mia paesana ha scoperto sto blog.
    sono stato una settimana fa al villaggio e quasi trovo da ridire con un gruppo di pellestrinotti che si divertivano a spaccare tutto (quel che rimane)del villaggio,ma che cosa ci trovano di belloa spaccare tutto????
    DELINQUENTI
    Miriam manderesti pure a me le foto degli anni 70?
    grazie e saluti a tutti

  108. paolaz Says:

    Ciao a tutti,
    negli anni ’60 abitavo nel padovano, e tra il 1960 e il 1967 circa ho sempre trascorso, con mio fratello più piccolo e un suo amichetto, le vacanze estive alla Colonia delle Canossiane. Ricordo l’arrivo al mattino presto con una barca dall’imbarcadero di Chioggia, la bellissima chiesetta dalle cui vetrate, nel tardo pomeriggio, durante le preghiere filtrava un tramonto strepitoso.
    Ricordo gli odori inconfondibili della laguna, il viale che portava al mare ricoperto da una fitta boscaglia ad arco in spiaggia le tende a vela con i contrappesi in cubetti di cemento; era facile o difficile farsi degli amici, io nella mia mente avevo deciso che le amiche vere le avrei trovate un anno sì e un anno no……ricordo una certa Arianna. Quando in contravo all’alzabandiera mio fratello, ovviamente divisi per questioni di sesso,ci scambiavamo un timido saluto. I primi anni ho sempre dormito nelle casette a palafitte, po però siamo passati nella casa in muratura che si travava a sinistra della grande spianata dell’alzabandiera.
    A presto con altri ricordi Paola

    • miriam Says:

      ciao Paola,
      hai qualche foto di quel periodo? i tuoi ricordi sono uguali ai miei….
      se mi mandi la tua mail ti invio delle foto fatte nel 1959.
      ciao miriam

  109. dino Says:

    pure io ci sono stato 6 anni doppi turni peggio che alcatraz ma ho un bel ricordo – io ero nei veneti.
    memorabili le sfide a calcio, le partite con le palline dei ciclisti lungo i viali e le scorribande nel bunker tedesco

  110. bruno Says:

    che bei ricordi io nei trentini in quel capannone vicino al campo di calcio (sabbia) dove c’erano tante lenzuola stese al sole x 5 anni ci sono andato mi ricordo le tende quadrate tenute ferme con due blocchi di cemento e tutti all’ombra il bagno ;; 5 minuti , il bagnino con la barca rossa .le magnifiche dune . e le innumerevoli bottiglie di plastica miste a rottami vari sparsi sulla spiaggia, chi si ricorda le sfide coi ;;tori . o le regine .. i ventagli erano per le bambine .. parlo delle conchiglie .. che tristezza vederla ora abbandonata segno di un tempo ormai lontano che non torna piu’

  111. bruno Says:

    Anche io passai in quel di Caroman se non ricordo male dal 69 al 74 e a parte il posto molto bello, che brutti ricordi che nostalgia di casa e dover mentire ai miei genitori che con sforzo mi pagavano la colonia. Ero uno di quei trentini senza divisa e dicevo “bello andare a Caroman” invece tanti pianti di nascosto.Le suore erano cattivelle leggevano la posta che spedivi per vedere cosa scrivevi…sembrava di essere in caserma “alzabandiera al mattino con il disco che suonava “fratelli d’Italia” fischietto per fare il bagno in mare non più di 10 minuti e l’acqua non doveva arrivare alla pancia” ilbagnino mi ricordo mi regalava i cavallucci marini chissà se ne esistono ancora. Il pomeriggio sonnellino obbligatorio ,merenda e poi spiaggia tutti in fila. Ricordo una scena di una coppia di fidanzati probabilmente infiltrati da qualche parte nell’isola che abbiamo incontrato mentre andavamo in spiaggia, la ragazza indossava un due pezzi non vi dico lo “scandalo” la suora che si è messa a urlare a dare della svergognata a questa povera ragazza che faceva vedere chissa cosa a questi occhi innocenti.L’unica gioia era quando venivano a trovarti i tuoi genitori, quel giorno tu avevi via libera da ogni obbligo, potevi fare ciò che volevi senza rispettare orari.Mi godevo i genitori fino a sera.Ricordo quando le suore spruzzavano il ddt nelle camerate per uccidere le zanzare e intossicare noi.Unico automezzo era un motocarro che serviva per raccogliere sterpaglie. Ricordo le lotte con i bolzanini, vi era un odio dettato da chi sa cosa tra bolzanini e trentini.Ricordo i mosconi grossi che volavano nel gabinetto sulla spiaggia e avevi paura di farla per non essere forse punto.Ricordo il recinto di canne di bambu sulla spiaggia dove le suore prendevano il sole protette da sguardi indiscreti. Ricordo l’ultimo giorno di permanenza a Caroman quando di pomeriggio battevamo gli zoccoli sulle panche facendo un casino mostruoso,eravamo felici di ritornare a casa.Dopo 25 anni sono ritornato perchè ero curioso di vedere com’era quel posto,che tristezza tutto abbandonato a se stesso la spiaggia non esisteva quasi più sterpaglie cancelli chiusi dove potevo intravedere i vecchi edifici.Come sembrava tutto più piccolo le distanze che a me sembravano e normi, la passeggiata che dovevi fare per arrivare in spiaggia sembrava lunghissima, invece era li a due passi.Gli occhi di un bambino vedono tutto più grande perchè sei piccolo.Ricordo i bunker della seconda guerra mondiale sparsi qui e li per l’isola,ricordo………..un saluto a tutti voi Bruno

  112. giuliana dalla bona Says:

    sono stata anch’io a Caroman dal 60 al 64…ma ci andavo con la mia mamma e mio fratello. Ho un ricordo della direttrice, arcigna, severa e
    antipatica: si chiamava suor Nerina. Ricordo il cibo pessimo (in particolar
    modo la minestra di riso e patate). Ai papà non era concesso di venirci a
    trovare se non la domenica.
    Dopo aver letto i vari commenti, non so se ho ancora voglia di tornare a
    Caroman…grazie comunque a tutti per il graditissimo tuffo nel passato
    Giuliana

    • Laura Says:

      Ciao Giuliana,
      sono arrivata a questo sito solo in questi giorni.
      Io e mio fratello siamo stati a Caroman nell’agosto 61 e 62.
      Hai qualche foto o qualche ricordo di questa suor Nerina.
      Io ricordo una direttrice che mi trattava molto duramente …
      Ti ringrazio molto se vorrai rispondermi.
      Saluti.
      laura

  113. Anna Maria Says:

    Caroman!!!! sono stata anch’io dal 65 in poi. Mio padre dipendente dell’Acciaierie di Bolzano non poteva permettersi vacanze. Così io partivo e avevo solo 3 anni, con tutta la squadra dalla stazione ferroviaria di Bolzano. Tutti con la stessa divisa e capellino, costume di lana diverso per maschietti e femminucce. E all’arrivo non mancava mai la purga (olio di ricino)! Ricordo benissimo i bunker, la minestra con la pastina e pezzi di intonaco, il budino e la mortadella e tanto altro ancora. ciao

  114. pierfilippo Obber Says:

    Ci sono stato anch’io assieme a mia sorella dal 1950 in poi. Ci mandavano in colonia per tutto il mese di Agosto ma, a pagamento, in quanto mio padre e mia madre avevano troppo da fare nella stagione turistica. La spiaggia era perfettamente pulita e tutta l’isola era tenuta in maniera irreprensibile dalle Suore Canossiane. Avevamo una nostalgia pazzesca e piangevamo tutto il periodo pur non mancandoci niente. Qualche anno fa ho traghettato da Sottomarina per rivedere i luoghi e sono rimasto scandalizzato dalla sporcizia e stato di abbandono. Prossimamente voglio tornarci per riverificare.

  115. Flavia Says:

    Ciao a tutti -io andavo a sottomarina invece negli anni 60 e anche 70. Le suore avevano una succursale anche a sottomarina- mi ricordo che da chioggia in calle filippini dove eravamo di stanza, la mattina prendevamo il bus vicino alla pescheria vecchia e poi via verso sottomarina! non mi ricordo più dove eravamo di preciso, credo verso la diga- a mezzogiorno sotto il sole che bruciava percorrevamo tutta la strada lungo i murazzi verso il borgo vecchio e di nuovo non mi ricordo più, per andare a pranzo. Flavia 61

    • caterina Says:

      anch’io andavo a Sottomarina negli anni ’70… superato il primo anno un po’ tragico perche’ gestito dalle suore (molto cattive oltretutto) ci sono andata per piu’ anni consecutivi. Comunque ho bei ricordi.. Se c’e qualcuno che mi faccia ricordare altri ricordi? ciao. Caterina 66

  116. stellalpina63 Says:

    Ciao a tutti. Sono una trentina DOC ed anch’io sono stata a Ca’ Roman ogni estate dal 70 al 76. Quanti ricordi sono riaffiorati nella mia mente leggendo i vs. commenti. E’ vera quella del budino e la mortadella!
    Ciao

  117. stellalpina63 Says:

    Ciao! sono di nuovo io Stellalpina63. Desideravo aggiungere ancora qualche pensiero riguardo al Villaggio Marino di Ca’ Roman: ieri sera ero di fretta.
    Dicevo…sono riaffiorati tanti ricordi e, nonostante tutto, io stavo bene soprattutto perchè non soffrivo di nostalgia, al contrario di mio fratello e mio cugino. Ricordo esattamente, come se fosse ieri, l’esatta disposizione degli edifici, delle baracche, delle grandi camerate, del refettorio, della chiesetta…e poi quel viale alberato che ci pareva lungo e che ci portava sino alla spiaggia dove ci aspettavano delle enormi tende bianche che ci riparavano dal sole…e poi tanti, tanti bei ricordi: il più concreto, oltre ai regalini che si portavano ai genitori, è un collezione di conchiglie dalle forme, grandezze e colori diversi che al giorno d’oggi sfido chiunque a trovarle! Le mie nipoti sono rimaste stupite nel vederle. Mi ha molto emozionato la canzoncina che si cantava per il rientro a casa…in effetti l’avevo scordata ma appena mi sono vista davanti le parole, mi è subito tornata in mente la melodia e mi sono messa a canticchiarla!!
    Sono alcuni anni che penso di tornare su quell’isola…mi ha presa una certa nostalgia, e spero davvero di realizzare questo desiderio al più presto. Certo le foto che ho visto dimostrano che tutto è all’abbandono, ma sono sicura che sarei comunque contenta di rivedere quel posto dove ho trascorso serenamente le mie estati da bambina fino all’età di 13 anni.
    dulcis in fundo: ma il bagnino come si chiamava? ma soprattutto, è ancora in attività!?!?!?
    Un caro saluto a voi tutti Ca’ Roman…esi! Spero la prossima volta di scrivere qualcosa dell’isola vista con gli occhi di donna, anche se so già che nel momento in cui approderò li, mi troverò davanti ad una triste realtà.
    Prima di chiudere volevo mandare un caro saluto a Pancrazio Marchesoni. E’ stata davvero una bella sorpresa leggere il tuo nome! Anch’io sono di Predazzo e sono addirittura tua parente: sono Carmen del Bepi della Nani! Ti ricordi? mio papà è primo cugino con il tuo.
    CIAOOOOO…BUONA ESTATE E BELLE COSE A TUTTI .

  118. pellestrina Says:

    ciao a tutti quelli che come me hanno scritto qualcosa su CAROMAN.dai vostri ricordi e commenti mi sembra di capire che molti vorrebbero ritornare per vedere come è il posto oggi,allora perchè non facciamo una bella rimpatriata ?basta mettersi d’accordo e trovare il tempo e poi tutti qua a caroman per rivivere i bei momenti passati in compagnia .che ne dite ,si può fare?
    anche perchè,e questo ve lo dice uno che sa, comincia a girare voce che il posto è stato venduto e non vorrei vedere tra non molto uspe e camion che portano via tutto e demoliscono i palazzi e le baracche ,anche se non resta in piedi tante cose ormai.io abito a pellestrina a un kilometro di distanza da caroman e se vedo movimenti strani terrò informati tutti ok?
    un saluto a tutti i caromanesi e buona estate a tutti

  119. Maria Pia Says:

    Ciao a tutti! Anch’io come voi sono entrata in questo sito per caso e…… caspita!Ma quanti bambini sono stati in quella “colonia”?! A me è toccato circa 50 anni fa. Ricordo la colonia come un lager da cui tutti volevano scappare. Non c’erano suore, ma “signorine”, tra cui mia sorella per cui io ero una privilegiata. Nonostante il cibo, la disciplina e la solitudine,uno dei più bei ricordi della mia infanzia è legato a Caroman.Lì infatti ho conosciuto un bambino di nome Claudio. Abbiamo fatto subito amicizia, ma siccome dovevamo seguire le nostre squadre in quelle tremende passeggiate avevamo poco tempo per stare insieme.Così quasi ogni giorno ci fingevamo malati per restare da soli in colonia. Non ricordo cosa facevamo (non pensate male) , ma per un mese siamo stati così affiatati che il ricordo di quell’amicizia mi ha accompagnato per tutta la vita.Un abbraccio forte al mio biondo Claudio, dovunque tu sia!

  120. Stefano Faccin Says:

    Su Facebook : Quelli della colonia a …….. Cà Roman. Foro stupende dell’isola e di quello che resta della colonia . Fax

  121. monica Says:

    Ciao a tutti. Hontrascorso quasi 18 estati a Caroman e la nostalgia è tanta. Io ero nei privati ( a pagamento) le suore canossiane di quel tempo sono defunte. Leggendo minrendo conto di quante persone sono state in questo luogo. Non riesco a capire se è stato acquistato da una società, se vogliono realizzare qualkosa, ma mi pare che sia tutto in abbandono dai vs commenti. Sento ancora l’odore di quel posto e le urla giocose dei bambini miei vicini della colonia. Io sarei interessata ad andare un giorno. Ora penso sia tardi per la stagione. Se qualkuno mi può far sapere vi rin grazio.
    monica

  122. pellestrina Says:

    ciao monica
    caroman è stato acqistato da privati ,sono sicurissimo ,e fra poco inizieranno i lavoriper pulire tutto (intanto)è tutto una maceria .
    Forse mi sbaglio ,spero di no,ma io conoscevo una ragazza di nome Monica,abbiamo trascorso del tempo insieme ,sei tu ?ti ricordi qualcosa ?io ho 49 anni e sono del posto.se fossi tu mi farebbe molto piacere incontrarti per un saluto ,saluto.se vuoi venire per visitare l’isola è sempre tempo ,per la spiaggia devi aspettRE LA PROSSIMA ESTATE.Se ti fa piacere ,se ricordi qualcosa di un ragazzo dell’isola,fammi sapere ,ok? ciao

  123. monica Says:

    ciao pellestrina,
    si avevo conosciuto un ragazzo con il quale abbiamo passato qualche estate insieme. Di solito ci incontravamo al baretto della diga, gestito da un ragazzo del posto. Una volta, insieme ad altre ragazze questa persona, con una barchetta di sera ci ha portato a chioggia. Siamo praticamente “fuggite” dal villaggio di nascosto.
    Se sei tu quella persona forse ti ricorderai qualcosa. Come età ci siamo; ma non so il tuo nome. Se fossi tu anche a me farebbe piacere incontrarti e visitare l’isola. Da quello che ho capito vedrei solo macerie, ma comunque vorrei vederla.Fammi sapere.Ciao

  124. pellestrina Says:

    ciao monica,io mi chiamo paolo. il ragazzo che ha portato le ragazze in barca quella sera,era un mio amico ,io noo c’ero ma mi ha raccontato tutto il giorno dopo.purtroppo il mio amico non cè più.il baretto della diga,che noi chiamavamo “el chiosco”non esiste più,qualcuno lo ha incendiato molti anni fa e adesso cè un chiosco ma non in diga ,perchè la diga come la ricorderai tu,non cè più,la hanno modificata per il progetto del mose .il villaggio è tutto distrutto e i lavori per farlo diventare un villaggio turistico dovrebbero cominciare presto ,c’era un articolo sul gazzettino giorni fa.se vuoi venire a visitare il posto ,ci mettiamo d’accordo e ti accompagnerò io ,sarà un incontro tra vecchi amici .l’unico problema è che devi avvisarmi perchè non sono sempre libero per via del lavoro .fammi sapere ,ok? ciao

  125. monica Says:

    ciao paolo, che cosa è successo a quel ragazzo? Conoscevi anche il tipo che gestiva “el chiosco”? E che fine ha fatto? Abita ancora a Pellestrina ? Non ho letto l’articolo sul gazzettino, vorrei capire se è una società privata e dove ha sede. Purtroppo io non ti conosco ma potremmo trovarci se sei così gentile da farmi visitare il villaggio. Anche io ho problemi di lavoro e di tempo e inoltre sono un pò titubante nel rivedere caroman se, come dici, è tutta distrutta. Ho ricordi molti belli di quel tempo passato e la nostalgia è tanta. Hai un mail dove posso comunicarti eventualmente quando avrei intenzione di venire? Tra l’altro non so se questo è un periodo decente per visitarla. Fammi sapere. Ciao

  126. pellestrina Says:

    ciao monica
    purtroppo quel ragazzo non cè più un male lo ha portato via,circa due anni fa .il tipo che gestiva el chiosco ,abita ancora qua ,il chiosco adesso lo ha vicino alla strada ,prima di entrare a caroman.se lo conoscevi prima lo riconoscerai anche adesso se decidi di venire a visitare il villaggio .ti lascio la mia email se vorrai contattarmi per venire ,ok?
    veneto48@hotmail.it

  127. monica Says:

    Ciao paolo
    grazie delle informazioni.Ti farò sapere quando potrò venire.

  128. betty!!!:) Says:

    ciao pellestrina!!!:) Mi chiamo elisabetta
    se conosci bene caroman ti ricorderai sicuramente di elio quel signore che abitava con la sua famiglia nella casetta rossa davanti al pontile della direzione.io sono una dei 5 figli e sono stata battezzata nella chiesetta proprio come marco il figlio del dottore.
    sono stata a caroman l’8 maggio con la mia famiglia,la mia casa erea completamente disastrata…..ci sono rimasta molto male il resto del villaggio praticamente non esiste più.
    ho saputo che è il villaggio è stato venduto aspetto notizie su eventuali cambiamenti grazie ciao a tutti!!!:):)

    • Marco Says:

      Betty!! Io non ricordo bene di te ma mi sembra di ricordare una famiglia con 5 ragazzi a Caroman…eravate di Vr? Io sono Marco, il figlio del dottore!!! Credo che tu ed io siamo gli unici ad esser stati battezzati nella chiesetta (purtroppo ora è spoglia, hanno rubato pure le panche..).
      Mi piacerebbe molto reincontrare qualcuno di quell’epoca felice. Se ti va scrivi a m.tognana@tin.it
      Marco

  129. pellestrina Says:

    ciao elisabetta
    conosco bene caroman e il villaggio ,ma ho un ricordo vago della famiglia che abitava nella casetta ,anche perchè a noi non era permesso fare amicizia con chi abitava li e specialmente con le ragazze ,le suore erano molto severe ,ricordi?pensa che quando si doveva scaricare le barche che venivano col materiale ,c’era sempre una suora che ci controllava .hai visto come è ridotto il villaggio?io ci vado ogni tanto ma ogni volta ci rimango male ,persino la chiesa hanno distrutto!
    le voci dicono che hanno venduto tutto e che chi ha comprato è una cordata che vuol fare un villaggio turistico.
    dovrebero demolire quasi tutto e costruire una quarantina di palazzine tipo bungalov,e a proposito tempo fa c’era un articolo sul gazzetino di venezia .
    io abito a pochi kilometri da caroman e appena ci saranno movimenti darò notizia sul forum.ciao elisabetta e un saluto a tutti

  130. Roberto Miguel Pedro Says:

    Ci sono stato ieri, Domenica 25 Marzo; ufficialmente in occasione dell’apertura dell’Oasi LIPU ma poichè non c’era nessuno ce ne siamo andati girovagando finchè siamo entrati proditoriamente in ciò che resta del Mater Dei. Avrei voluto rimanerci l’intera giornata ma avevamo poco tempo, Dopo qualche decina di foto me ne sono andato. Ma tornerò con 3 o 4 amici del Gruppo fotografico per una giornata intera. Ben volentieri incontreremo altri amici. Grazie, Roberto.

  131. RobertoMiguelPedro Says:

    Sulla mia pagina di Facebook ho caricato le fotografie fatte durante questa visita; le potrete vedere a questo link: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2873357159109.2120494.1415324609&type=3
    Grazie ed attendo conferme per organizzare una visita/pellegrinaggio.
    Saluti a tutti, Roberto.

  132. guido Says:

    anch’io ho ricordi d colonia . mi ha fatto piacere leggere Le colonie non ci sono piu’. si perde anche una componente dello stato sociale. Ho ricordi controversi, ma positivi, la giovinezza è sempre un bel ricordo. Mi pare che ora le operazioni sociali vengano fatte e scritte su tanta carta senza alcun impegno ed attività personale. Ma tant’è, questo è il tempo che passa ed il mondo che gira. ciao Guido.

  133. RobertoMiguePedro Says:

    Mi hanno fatto notare che non tutti possono vederle su Facebook e quindi le ho caricate su Flickr che è aperto a tutti e non obbliga ad iscriversi:
    http://www.flickr.com/photos/76877943@N08/?saved=1

  134. stellalpina63 Says:

    Ho visto le foto della colonia e non nascondo che mi si sono gonfiati gli occhi…improvvisamente mi sono ritrovata bambina con il cappellino ed il copricostume a fiorellini e gli zoccoletti…grazie perchè, anche se sono passati un sacco di anni, ho rivisto con nostalgia quel posto.

  135. RobertoMiguelPedro Says:

    Dopo essere stato alla colonia entrando di soppiatto e dopo aver letto tutti i vostri commenti su questo blog mi sarebbe venuta un’idea. Produrre un piccolo volumetto “In memoria della Mater Dei a Ca’ Roman”. Ammesso che sia possibile sarebbe necessario ritrovare anche foto dell’epoca, per dare la vera sensazione della vita passata. Qualcuno ritrova foto di allora?

  136. Valeria Mari Says:

    io facevo l’ “assistente” a Plancios negli anni 1963-64, ho tantissimi ricordi.Mi piacerebbe ricordarli insieme a qualche altro ex colonista (?)
    C’è qualc’uno che ha vissuto quel periodo a Plancios

  137. miriam Says:

    PIANO DI RECUPERO EX COLONIA DI CA’ ROMAN
    consiglio.comune.venezia.it/allegati/verbale/439.pdf
    Formato file: PDF/Adobe Acrobat
    situazione di isola caratteristica di Ca’ Roman, è dato da un complesso … Villaggio Marino e l’ex Istituto Canossiane, oggetto della … 19 – Ex Colonia Ca’ Roman …
    *PELLESTRiNA*: Quattrocento firme contro le villette di Ca’ Roman
    pellestrina-ve.blogspot.com/…/quattrocento-firme-contro-le-villette.h…
    9 mar 2012 – Quattrocento firme contro le villette di Ca’ Roman … 82 appartamenti, ad uso turistico a Ca’ Roman, nell’ex colonia delle suore canossiane.
    *PELLESTRiNA*: Ca’ Roman, ambientalisti all’attacco
    pellestrina-ve.blogspot.com/…/ca-roman-ambientalisti-allattacco.html
    6 gen 2012 – Ca’ Roman, ambientalisti all’attacco … riguardo il Piano di recupero dell’ex colonia delle Suore Canossiane dell’oasi di Ca’ Roman. Il progetto …
    Un villaggio turistico a Ca’ Roman | Terra – Quotidiano di …
    http://www.terranews.it/news/2011/03/un-villaggio-turistico-ca’-roman
    29 mar 2011 – Le costruzioni oggi in degrado della ex colonia delle Canossiane saranno … quale può essere l’utilità di un villaggio turistico a Ca’ Roman?
    TuttoRolleiForum – Visita ad una colonia di canossiane abbandonata
    freeforumzone.leonardo.it/…colonia-di-canossiane…/D10188440.ht…
    1 apr 2012 – Isola di Pellestrina-Venezia; al confine c’è Ca’ Roman isolotto su cui sorgeva la Colonia MATER DEI, delle suore Canossiane. Fotocamera …
    Ca’ Roman villette al posto delle suore annunciati i ricorsi – Cronaca …
    nuovavenezia.gelocal.it/…/ca-roman-villette-al-posto-delle-suore-ann.. ho trovato questi articoli che riguardano il futuro della nostra amata “colonia” di Ca’Roman se avete voglia andate a leggere a me è venuto il magone…. ciao

  138. caterina Says:

    Da piccola andavo in colonia a Sottomarina, da “piu grande” lavoravo sempre in colonia ma ad Alberoni . Riesco a ritrovare qualcuno che condivida i ricordi di quegli anni ?
    caterina66

  139. raf Says:

    Che flash!Anch’io andavo a Ca’Roman negli anni 60 non ricordo con quale associazione,eravamo ragazzini del comune di Volpago del Montello ed eravamo ospitati dentro il forte in baracche, ricordo il ponte per entrare nel forte e tutt’attorno il canale con l’acqua e le canne ( mi tornano in mente tutti gli odori). Il forte vecchio confinava con delle casematte della II guerra mondiale,noi eravamo in fondo all’isola e quasi ogni mattina andavamo dai bolzanini a fare l’alzabandiera, ricordo i pianti dei miei compagni che non volevano rimanere li invece per me come ha detto qualcun’altro era tutta un’avventura, durante il riposo pomeridiano io sgattaiolavo fuori e andavo dai bagni in una casamatta che portava con un po di brivido all’esterno verso la liberta’.Credo sia tutto amplificato dal ricordo, mi ricordo il bagnino senza denti che si metteva in bocca una masanetta e poi quando arrivava una ragazzina la tirava fuori immaginate le urla! A proposito di cibo ricordo le suore che vendevano i dolcetti e l’unica cosa che mi potevo permettere era una stecca di liquirizia (buona) il problema era quando ti cadeva nella sabbia.A quei tempi c’era anche la caserma della forestale con l’elicottero,
    ricordo quando mori’il custode e noi poveri ragazzi eravamo li’e lo portarono via con il carretto.Ricordo una suora molto dolce che ci faceva il teatrino con i burattini,penso di essermene innamorato.
    Il contatto con la colonia dei ragazzini di bolzano (i bolzanini)
    avveniva solo con l’alzabandiera oppure per la stradina che portava in spiaggia se facevamo il tragitto piu’ lungo ,anch’io ci sono stato dopo molti anni con la morosa ma è stato un po una delusione per il fatto di non riconoscere molti posti e di non avere il tempo materiale di vedere i luoghi dei ricordi, comuunque grazie a tutti per il tuffo nel passato che mi avete fatto fare.

    • raffiullah Says:

      Io ero quello che andava in quella colonia circondata dal fossato,il periodo pero’ è leggermente successivo ma ogni volta che qualcuno condivide i suoi ricordi in questo blog è un flashback che mi da i brividi grazie ciao

  140. Antonio Says:

    Sono stato ieri a Ca Roman facevo parte dei ” bolzanini ” io ho passato le estati dal 74 al 79 , che tristezza , tutto abbandonato , ma grandi emozioni nei ricordi il reffettorio , le camerate ecc. Ecc
    La percezione delle distanze e dei luoghi e’ completamente cambiata la piazzetta dell’ alzabandiere la ricordavo grande la stradina sotto gli alberi per arrivare in spiaggia lunga ora vista con gli occhi di un adulto la piazzetta piccolina e la spiaggia distera’ si e no 300 metri …Comunque una forte emozione

    • Alessandra Says:

      Antonio…anch’io ci sono stata in quegli anni sicuramente ci siamo incrociati se sei stato li in Agosto…Ero li da privata e il vostro refettorio era a fianco al nostro così le camerate…Mi ricordo i Trentini in quelle palafitte di legno e la cucina dove quando rientravamo dalla spiaggia vedevo sempre che sbucciavano patate…Quante patate abbiam mangiato a Caroman…e la processione del 15 agosto alla sera nel viale verso la laguna,le gite tutti in fila fino a Pellestrina sui murazzi a piedi o al faro della diga.

  141. Gaetano Says:

    Ciao sono capitato per caso su questo blog. Anch’io sono un ex delle colonie delle Acciaierie di Bolzano. Ci sono stato due anni non ricordo esattamente quali, ma indicativamente deve essere stato fra il 63 e il 68. Ricordo la paura della puntura antitifica che era profilassi obbligatoria prima della partenza. Poi tutto quello che già avete detto, il costume e il prendisole di lana blu con il cappellino bianco, le camerate, l’area per le bambine e quella per i maschietti. Allora veniva anche mia sorella, ma ci vedevamo all’inizio e alla fine della vacanza e ai pranzi. Ricordo i giochi in spiaggia con i “tori” le conchiglie che si scagliavano una sull’altra per vedere quale era la più resistente. Il gioco con il ferretto: un pezzo di ferro di circa dieci-quindici cm piegato ad un’estremità a formare un’occhiello e bisognava farlo impiantare nelle dita del calco della mano stampato sulla sabbia. La sete mi faceva soffrire, tantopiù che era vietato bere l’acqua del lavandino e l’unica possibilità di calmarla era un bicchiere di acqua a tavola. Allora non c’erano cellulari e e-mail e ricevevamo da casa lettere e cartoline per non farci sentire dimenticati. Le lettere venivano regolarmente aperte dalle suore (allora forse era prassi e nessuno si lamentava), ma non solo, quelle che ci scriveva mio padre venivano addirittura lette a tutti ad alta voce durante il pasto. Probabilmente facevano così con tutti, ma ovviamente ricordo solo quelle dei miei genitori. Se ci ripenso non credo di averne riportato traumi psicologici, anche se oggi un simile comportamento verrebbe (giustamente) bocciato come diseducativo e probabilmente sarebbe oggetto di denuncia. Sento da voi che le colonie non ci sono più, perse assieme a quegli anni. Da allora mi è rimasto vivo il ricordo di una bambina, credo si chiamasse Emanuela, che aveva una risata e uno sguardo che non sono più riuscito a scordare.

  142. Elvio Says:

    Mi chiamo Elvio, sono del 1958 e vivo a Villorba, un comune a nord di Treviso. A Caroman ci sono arrivato per 2 estati consecutive, la prima nel 1964. Ricordo l’approdo dopo il viaggio in vaporetto da Chioggia. Il piccolo sentiero polveroso (tuttora è così) che terminava con una scalinata sbarrata da un cancello.. La valigia, che ancora conservo, allora mi sembrava grandissima e pesantissima ed un groppo alla gola mi assaliva: ma dove sono finito? Mamma doive sei? L’alloggio assegnato alla mia squadra è stato lo stesso per i 2 anni cioè la baracca a nord-est della grande spianata centrale. I primi giorni furono difficili, poi con il passare del tempo e nuovi amici tutto cambiava. Manuel, Francesco, Anselmo, e quel Claudio che mi regalò un modellino in plastica della FIAT 1500, lui ne aveva tante, con le quali giocavamo sulla sabbia, ma anche tra le roccie degli scogli. A fine turno volevo restituirgliela, perchè non avrtei potuto giustificarla come regalo con i miei, ma lui insistette: “tienila così ti ricorderai di me”. Arrivammo ad un compromesso: “senti Claudio, la nascondiamo qui sotto” (un anfratto nel sotto-pavimento della nostra baracca) “così l’anno prossimo la ritroviamo”. Dopo oltre 40 anni ho rimesso le mani là sotto con una segreta speranza……
    Nessuno di voi è stato coinvolto in pieces teatrali? A me hanno fatto fare anche questo, vestito da soldatino con una divisa di carta crespa verde e rossa. E quella volta che per via del mare in burrasca non arrivavano rifornimenti?Nessuno si ricorda che per quasi una settimana si andò avanti a sole patate? Ci portarono sui bastioni a vedere il mare, cielo nero come il catrame ed un vento fortissimo con spruzzi d’acqua altissimi. Non ho più vissuto una situazione simile. Nel 2006 finalmente sono riuscito a tornare per vedere la mia “adorata” colonia di Caroman e da allora ci torno quasi tutti gli anni a cercare non so bene cosa, forse la mia infanzia perduta. La “mater dei” è sempre lì nella sua perpetua agonia, la mia baracca ancora resiste, persino il letto dove dormivo ancora c’è; anche se i vandali e la vegetazione stanno perpetrando il loro scempio, io riesco ancora a vedere squadre di bimbi vocianti nel caldo sole pomeridiano, semplicemente chiudendo gli occhi. La caserma, meta quotidiana delle nostre passeggiate è sempre lì, anche se il famoso ponte sul fossato è ormai privo di protezioni, irrimediabilmente crollate nell’acqua. mMa che cosa andavamo a fare tutti i giorni li? Ah già le assistenti, ….. i soldati di guardia… .
    Potessimo organizzare una rentrèe, anche pochi, Oscar organizza un po’!!

  143. Ruggero Says:

    Ciao , sono stato anch’io a Caroman , da privato , per circa otto anni . E stato il periodo piu’ bello della mia infanzia, si fantasticava con i fortini di guerra, sempre alla ricerca di qualche residuo bellico, e chiaramente mai trovato . La spiaggia ci ricordava il deserto con dune altissime (noi eravamo bambini) la lunga camminata che dal villaggio ci portava la , attraversando le colonie dei bolzanini e dei trentini , dove tutte le mattine si trovavano nel piazzale per una sorta di alza bandiera. Il piccolo bar del villaggio aperto poche ore al giorno , dove si prendeva il chinotto o il liquirone , e se non prendevi una bottiglietta di acqua per la spiaggia ….eri finito !! L’Ape carr di madre Isetta che portava le valigie al molo del vaporetto ( prima di questo avevano il loro motoscafo) , la Famosa Direttrice Madre Nerina sempre pronta a riprenderci quando si faceva troppo baccano e la mia suora preferita Madre Bianca ! Mi ricordo un particolare che sconvolse il villaggio e le suore e fu quando trovammo la mattina ,la Madonna di Caroman collocata verso la laguna , tutta pitturata di rosso (le suore ci mandarono in seguito la foto) arrivarono i carabinieri……una tragedia !!!! Il villaggio era un paradiso , senza auto , si sentiva il rumore del motore del gozzo che portava gli alimenti tutte le mattine , una tranquillità che forse oggi non si trova piu’ , ….i profumi dei fiori , …l’odore del mare , gli amici di ogni anno , il villaggio di notte poco illuminato e il buio tutto intorno sempre misterioso . Oggi non potrebbe esistere un posto del genere , ma io lo voglio ricordare così , il posto ideale per disintossicarsi , per riposarsi , per ricaricarsi ……… ma penso sia ormai ……..” l’isola che non c’è ” !!!!!! Ciao a tutti , Ruggero .

  144. paolo Says:

    ciao Ruggero,io non ti conosco e nemmeno tu penso che non mi conoscerai ,ma dal racconto che hai fatto so che eravamo a Caroman nelo stesso periodo .mi ricordo della madre con l’apecar,la madre non si chiamava Isetta ,la madre Isetta era la madre che era in cucina ,la madre con l’apecar era madre Ilde.mi ricordo che andavamo a vedere quando portava da mangiare ai maiali ,mi ricordo di un galletto che ci beccava sempre le gambe…e le mucche in stalla ,mi viene ancora l’odore del fieno…
    mi ricordo di quel giorno in cui trovarono la madonnina tutta pitturata di rosso .
    io abito vicino a Caroman e ogni volta che ci vado mi vengono alla mente tanti ricordi ……ciao a tutti….

  145. Ruggero Says:

    Ciao Paolo, forse non ti conosco o forse si , sono passati tanti anni . Andai a Caroman nel 1965 il mio primo anno di vita fino al 1972 , le mamme ti aiutano a ricordare. Hai ragione madre Isetta era la madre della cucina . Erano circa sei o sette ma non le ricordo bene tutte. Mia madre le incontro’ qualche anno fa’ in un convento a Fonzaso sulle Dolomiti. Purtroppo sono decedute tutte ( ho una zia canossiana oggi a Padova) Ricordo dei maiali delle mucche e delle galline , in quella zona c’era la lavanderia e la stireria , la lenzuola stese al sole , sollevate con i bastoni per non farle toccare a terra . I ricordi sono tanti …. il fortino dei padri canossiani , le camminate in diga fino al faro ( si facevano quando il tempo era nuvoloso ) i barconi illuminati che di sera passavano in laguna con la musica a tutto volume il gazebo vicino alla direzione con le solite donnine che giocavano a carte , e qualche bella ragazza amiche di mia mamma che ogni tanto mi facevano battere il cuore a mille , le avrei sposate tutte , ero proprio piccolo !!!! Sei fortunato ad abitare vicino a Caroman , hai l’occasione quando vuoi , di rivedere quei bellissimi posti , oggi abbandonati,, e di ricordare i momenti unici che quel posto ha regalato a tutti noi !!!!!! Un salutone a tutti ……..

  146. Valeria Mari Says:

    chi ricorda Plancios negli anni 1964-65 e …i finferli blu?

  147. Roberto Says:

    Grazie ragazzi per tutti questi remember.
    M chiamo Roberto sono di Bolzano e sono nato nel 1962. Anche io ho trascorso insieme ad Oscar ben otto estati a Caroman. Ancora oggi al pensiero di caroman mi vengono i brividi, me la ricordo come una naja per piccoli.
    Ai ricordi di Oscar e Gaetano (16 luglio 2012) volevo aggiungere:
    – non solo il prendisole ma anche il costume da bagno in lana blu – ricordo che da bagnato era pesantissimo
    – il caffelatte e le polpette – a me sembravano fantastiche
    – una terribile nostalgia di casa – ricordo che già all’arrivo contavamo i giorni che mancavano alla partenza
    – le partite di calcio contro i trentini e i privati
    Grazie ancora

    Roberto

  148. Giancarlo Says:

    e.. già..
    mi ricordo anche le suore in spiaggia sotto l’ombrellone che ti “vedevano ” le caramelle scalando il tuo “conto” dei soldi che ti avevano dato i genitori prima di partire……
    grandi le “partite con i “privati ” e i “trentini”…
    e la domenica tutti a messa nella “grande ” chiesa..
    ricordi che mi sembrano ieri…..
    alcuni sono anche “nostalgici” di un tempo che “non c’è più”…….
    per mè un “esperienza” di vita e un bagaglio… con i suoi lati negativi ma anche positivi……
    mi meraviglio di quante persone sono “passate” per quel posto…..
    pensavo di essere stato uno dei pochi “esiliati” in quei tempi … dove la maggior parte dei miei coetanei andavano alle “12 stelle”…
    Sono contento di condividere con Voi questa esperienza.
    Grazie ancora

    Giancarlo

  149. CATERINA Says:

    MI PIACEREBBE RICORDARE CON QUALCUNO, I RICORDI DELLA COLONIA CROCE ROSSA DI SOTTOMARINA

  150. zoe Says:

    non ci sarebbe la possibilità di organizzare da Trento o Bolzano una corriera per un rimpatrio? ciao, zoe

    • giuseppe dellagiacoma Says:

      sono curioso di sapere chi sei se vedi il Cauriol dal tuo paese lo vedo anch’io da Predazzo.Ero a Caroman nel 63-64 circa :fammi sapere

  151. Patrizio Says:

    Io sono stato per la prima volta a settembre dell’anno scorso a Caroman, un week-end con i colleghi insegnanti. L’ho trovato un posto splendido fuori dal tempo. Quest’anno lo propongo con biciclettata alla mia sezione del Club Alpino Italiano, una gita a quota 0 metri s.l.m. in un ambiente ancora abbastanza naturale e vicino a casa.

  152. Marisa Says:

    Sono stata alla colonia delle Acciaierie G.E.Falk dal 1955 al 1961 (o 62)….ricordo:
    – le conchiglie….i ventagli di tutti i colori….stupendi…naturalmente i tori
    – gli scheletrini dei ricci di mare
    – la passeggiata fino a Pellestrina dove ci compravano il gelato a forma di banana
    – i grossi scarafaggi neri vicino al “camerino” (come veniva chiamato dalle suore) della spiaggia e le loro impronte lasciate sulla sabbia
    -i levigatissimi noccioli delle pesche con cui giocavamo
    – il bagnino che mangiava l’ostrica cruda
    – il vecchietto che vendeva collanine e oggettini fatti con le conchiglie
    – liquirizia e limone
    – il riposino pomeridiano durante il quale si leggevano i giornalini grazie al filino di luce che penetrava dalle imposte
    – la sabbia nei letti
    – le pastiglie di Formitrol che ci davano quando avevamo mal di gola…e che mangiavamo come fossero caramelle
    – i primi anni non c’erano le docce….ci facevano il bagno il sabato in un piccolo locale vicino alla chiesetta
    – le fantastiche polpette che probabilmente facevano con tutte le bistecche avanzate il giorno prima….a me queste polpette piacevano tantissimo
    – il viale delle rughe!!!!
    -la spiaggetta sulla destra a metà strada tra la colonia e la spiaggia, dove ci portavano quando il tempo non era bello…era pieno di piccolissime chioccioline bianche
    -la visita ad una “strana” colonia circondata da un fossato (non so se ricordo bene) dove in un piazzale c’era un vecchietto che pompava l’acqua per questa colonia….mah
    -le litanie in latino nella chiesetta
    – il fracasso che facevamo con gli zoccoli
    -la canzone più bella del mondo insieme a dododo domani vado a casa: oggi è la vigilia, domani la partenza ecc.

  153. miriam Says:

    ciao Marisa
    anch’io sono stata in colonia in quel periodo, nella tua descrizione ho ricordato dei particolari dimenticati…..dovresti avere anche tu delle foto di gruppo….io ne ho 4 del 1959..se vuoi contattarmi te le posso mandare….magari ti riconosci…
    la mia mail è miriamtre@virgilio.it
    ciao

  154. pompy do szamba Says:

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  155. szamba Says:

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  156. guglielmo massimo Says:

    ci sono stato 3 anni 78 79 80 ho ricordi meravigliosi ogni volta non volevo piu’ tornare a casa peccato non facciano piu’ queste colonie x i bimbi di adesso è stato belissimo

  157. jole Says:

    sono stata anch’io a caroman negli anni 54-55-56. Tra tutti gli altri ricordi ricordo anche l’acqua del pozzo nel cortile vicino al refettorio. Era ferrugginosa del colore rossiccio e le suore dicevano che berla faceva bene, Io dormivo nelle casette di legno tipo palafitte.Jole

  158. Florateresa Ciceroni Says:

    Ciao,
    Anche io sono andata in vacanza a Ca’ Roman, ero tra i “privati”, io sono romana, ma dato che mia madre e’ veneta ed era stata in colonia a Ca’ roman quando era bambina, ci portava li. Ci sono andata dai tre anni fino ai 14 anni, dal 1976 fino al 1990, piu’ o meno. Ed a quattro anni ho preso la mia prima cotta per Marco, il figlio del dottore! Comunque Ca Roman non l’ho mai dimenticata…Il profumo ed il colore degli oleandri…Soprattutto le passeggiate in diga quando il tempo era nuvoloso ed i tanti amici di allora. Tra i quali un altro Marco, detto anche: Carotina, una bambina che si chiamava Federica, e le dolcissime suore.

  159. paolo Says:

    Ho trascorso otto anni in collegio a Pellestrina dai padri Canossiani .
    Cà Roman e Pellestrina le ricordo come le mie tasche.
    Ultima volta in visita a Pellestrina circa dieci anni fa .
    Hanno distrutto tutto il litorale del mare per fare quella schifosa spiaggia.
    Ogni anno spero di tornarci e di andare a vedere anche cà romano, nostra spiaggia di quei tempi 1957-1965.

  160. Giovanni Says:

    Ciao a tutti.
    Sono stato anch’io in colonia nei primi anni sessanta, ma a Sottomarina. Era una colonia della Croce Rossa che non riesco a ritrovare. Non ricordo molto, ma alcune cose mi sono rimaste impresse: ad esempio il nome di una suora che ricordo come cattivissima, almeno nei miei confronti! Suor Teofana.
    Avevo forse 5 o 6 anni e avrei dovuto fare la prima elementare, ma arrivando a novembre inoltrato, ero stato inserito invece all’asilo, perdendo così un anno, con enorme sconcerto da parte dei miei, che se la presero con questa suora.
    Comunque ricordo un grande portone in legno all’ingresso di un grande cortile con un lungo viale alberato, alla destra del quale c’era un edificio a 2 o 3 piani, lungo quanto il viale, dove c’erano delle aule scolastiche e una saletta per proiezioni, e a sinistra, di uguale lunghezza, un edificio con volta a botte, dell’ultima guerra, che veniva usato come magazzino; in fondo, a chiudere il cortile, un altro grande edificio, più alto, con il refettorio e le camerate.
    Vedo più sopra che Caterina chiede di ricordare con qualcuno, ma ero troppo piccolo e i ricordi sono solo sensazioni. Ci sono stato per la prima volta in inverno, durante il periodo scolastico e poi anche un paio di estati o forse tre. La seconda volta ricordo che, dietro all’edificio di fondo ne era stato costruito un altro con il nuovo refettorio al piano terra, con grandi vetrate verso un cortile posteriore e le camerate al piano primo. Del periodo invernale non ho un buon ricordo, mentre per quelli estivi, le sensazioni sono buone. Andavamo al mare prevalentemente di pomeriggio e si faceva merenda in spiaggia con pane e marmellata e ci accompagnavano alcune suore e delle signorine, mentre in inverno ricordo solo le suore. Durante il primo inverno (non ricordo se ne ho fatto 2), ricordo che per un periodo la colonia accolse gli sfollati da Scardovari per l’alluvione (del Po?). Forse parlandone mi verrà in mente altro, ma per ora mi fermo qui.
    Per quanto riguarda CaRoman, e’ strano, ma ho. Il ricordo dei racconti di altri bambini che c’erano stati e non ne parlavano bene.
    Mi piacerebbe rivedere i posti, magari anche solo con googleearth, ma non trovo riferimenti; qualcuno mi sa indirizzare?
    Grazie e ciao a tutti

  161. giuseppe Says:

    beh sono stato lo scorso anno a ca roman ignaro di tutte le storie che ho letto poi , devo dire che , a parte i ricordi che non ho , è veramente un bel posto , tranquillo e frequentato da diversi tipi di gente ma accomunati dal desiderio di preservare un po di laguna il più possibile ” naturale” , e poi è comoda da chioggia con il traghetto , lasciando alle spalle l’orrore di sottomarina , si arriva in pochissimo tempo e improvvisamente ….tutto cambia .
    Andateci con rispetto …. evviva la laguna risanata
    giuseppe da sovramonte (un tempo ) e ora a verona .

  162. Giovanni Amalfitano Says:

    Dopo tanto, questo forum si sta rianimando. Spero di leggere ancora dei ricordi di chi è stato in colonia in questi posti. Io sono stato nella colonia della Croce Rossa a Sottomarina e non ho ricordi precisi e quelli che ho (anni 1956/58 c.) sono contrastanti: da un lato belli, da altri abbastanza tristi. Comunque, ho cercato di rivedere i posti, ( sempre di corsa) ma non mi è riuscito di individuarli neanche su Google. Se qualcuno ha indicazioni…

  163. lgiulini Says:

    Che bello ritrovare tante persone che sono state in colonia a Ca’Roman. Io ci sono andata dal 1975 al 1982, tutte le estati per due mesi. Mi ricordo i dormitori bianchi, le suore bianche, la statua della madonna bianca (c’e’ ancora?) quando si arrivava in traghetto, la pensione solo per donne.
    Stavo per due o tre turni, quindi per due giorni ero da sola, tra un cambio del turno e l’altro e mi ricordo il silenzio, la solitudine, i pasti da sola.
    Il primo anno ho sofferto come non mai, chiamavo i miei di nascosto, li supplicavo di venirmi a prendere.
    Eppure ho dei ricordi bellissimi. Le biglie di plastica!!! Le suore in spiaggia, ma chi le ha piu’ viste, di bianco vestite..
    Mi ricordo i bolzanini di blu vestiti, ma a me sembravano i militari.
    Vorrei anch’io tornare quest’anno e passeggiare su quelle spiagge bianche che mi ricordo cosi belle….

  164. happylife Says:

    Questo il link del gruppo su FB:

    https://www.facebook.com/groups/120786704609531/

  165. giuseppe dellagiacoma Says:

    Ci sono stato sabato 27 settembre 2014 dopo circa 50 anni. Che amarezza nel vedere l’abbandono e la desolazione in cui si trova il vecchio villaggio completamente distrutto e sommerso dalla vegetazione! Quanti ricordi belli e brutti! Sono entrato in quello che resta della mia camerata, ho individuato subito il posto del mio letto, ho visto i bagni! La mensa poi: resta solo una parete, il resto bruciato e distrutto! Ragazzini passavano da un edificio all’altro distruggendo quello che ancora rimane, meravigliati nel vedere una persona che si commuoveva nel ricordare i tempi passati. Ma tant’è, loro non possono capire. Per me è stato un pomeriggio magico, che ricorderò, un tuffo nel passato che mi ripromettevo da tanto tempo, e che finalmente sono riuscito a realizzare. Mi piacerebbe tornare e vedere recuperato almeno in parte quello che resta dei miei ricordi! Giuseppe Dellagiacoma di Predazzo.

  166. Caterina Moressa Says:

    se c’è qualcuno che ha lavorato alla colonia degli alberoni estate 85 si faccia vivo…sarebbe bello rincontrarsi grazie

  167. Ruben Says:

    Ho visto solo ora questo post. Anch’io andavo a Cè Roman da piccolo ma ero assieme ai padovani, non avevamo divise ma vedevamo i “bolzanini”
    Ci sono tornato da ragazzo varie volte, l’ultima è stata circa nel 2009 Tutto in rovina, la casupole ed il resto, l’unica cosa che resta e che resterà per un pezzo sono i “forti” della guerra.
    Ciao
    RUben

    • Caterina Moressa Says:

      ma se il ns. ex parroco (pace all’anima sua) ha “ristrutturato” per farne …..tanti piccoli appartamenti e una parte di colonia per disabili….non so come perchè non ci sono mai andata, ne prima, ne dopo…da piccola, tramite l’ ACAP andavo a Caorle (fatalità vicino alla colonia della NOSTRA FAMIGLIA ….per disabili…

      • Roberto Mirandola Says:

        Faccio presente a tutti quanti che è stato aperto un gruppo su Facebook proprio sulla Colonia ed il cui nome è:
        Caroman – Villaggio Marino di Ca’ Roman – Pellestrina (VE)
        Visitatelo e troverete moltissime fotografie di come io abbia trovato la Colonia. E’ commovente ma vale la pena di un “pellegrinaggio” via web. Grazie a tutti, specialmente chi ci ospita. Roberto Mirandola.

  168. Danilo Buratti Says:

    Caro Oscar, penso di esserci stato anch’ io per la priman volta nel 59. Non avevo ancora 4 anni. Naturalmente ci sono tornato molte altre volte anche se non mi ricordi fino a quale età. Un’ esperienza meravigliosa. Sicuramente ci saremo conusciuti, purtroppo a quel tempo non si usava fare delle fotografie e spedirle via email. Peccato. Cari saluti da Vienna

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