Archive for settembre 2007

E QUESTA CHE ROBA È?

28 settembre 2007

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Sbucciateli (la polpa interna è bianca) e tagliateli a fettine molto sottili, o a julienne, o grattugiateli, fate quel che vi pare ma non lasciateli interi.

Corpargeteli di sale, mescolateli, e lasciateli riposare coperti per almeno dieci minuti. Nel frattempo portatevi pure avanti col lavoro, accendete un marlborone e bevetevi una birretta propedeutica.

Trascorso il tempo necessario (non mettetevi fretta, non serve), eliminate l´acqua che si è inesorabilmente depositata sul fondo del piatto, conditeli con dell´olio d´oliva di quello buono e del pepe nero. Anche qui sarebbe meglio aspettare qualche minuto, anzi se avete in programma un amplesso nelle prossime cinque-sei ore, meglio sarebbe anticiparlo, a meno che non si tratti di un solitario.

Tutto questo per chi non soffre di tosse secca. Chi ne è afflitto, ne appiattisca le estremità affinchè stiano ( anzi stia, ne basta uno) in piedi. Senza sbucciarlo, ricavi con un coltello o altro arnese un incavo nella parte superiore, a mo’ di cratere vulcanico.

Al mattino riempia il cratere di grappa (quella che volete, purchè non aromatizzata), durante il giorno faccia la sua vita di sempre e alla sera si scoli il liquido ottenuto. Dopo la seconda volta, al massimo la terza,  la tosse secca sarà solo un ricordo.

Ah, giusto per saperlo, sono rapanelli neri

p.s. occhio a non esagerare con le birre, altrimenti come dice aghost, si viene colti da BIER-MANIA

LA RIVOLUZIONE PARTE DALL´ISOLA

27 settembre 2007

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Uno pensa che guardare l´Isola dei Famosi sia solo una perdita di tempo, e invece alla fine scopre che, come diceva De Andrè, a volte “dal letame nascono fiori”. Anche se, pensandoci bene, da queste parti l´abitudine di seminare zucche sul letame si è un po’ persa e chissà perchè, erano così belle quelle montagnole di foglione verdi piene di  fiori gialli.

Ho visto solo l´ultima parte, quella delle nomineiscion, d´altronde è come quando vai a vedere un concerto, l´importante sono gli ultimi due pezzi e il bis, visti quelli hai visto tutto. E infatti ad un certo punto è arrivata la perla, una biondona un po’ abbondanta ha fatto notare che, sia dai famosi che dagli sconosciuti, sono stati nominati i più anziani, il gap generazionale si sta autosdoganando, dall´isola è partita la rivoluzione dei trentenni.

Era ora, magari ci avessimo pensato noi (quelli nati negli anni ’60) a far fuori quelli della generazione precedente, adesso non ci ritroveremmo con società, cultura e politica in mano ai fratelli maggiori.

Quelli che dicevano di aver fatto il ’68 e magari neanche era vero, quelli che giravano con Lotta continua sotto il braccio e ci facevano bere del vinaccio schifoso e ascoltare Claudio Lolli, quelli adesso dirigono le aziende pubbliche, governano l´informazione, se proprio gli è andata da schifo sono baby pensionati impegnati nel sociale a scopo di lucro.

Trentenni vendicateci, se ce la fate. Se siete precari non è colpa nostra

MELE DIMENTICATE

26 settembre 2007

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Grillo, Miss Italia, il bello e dannato presunto assassino di Garlasco e Oliviero Toscani con la sua foto scioc contro l´anoressia. Sulla blogosfera questi sono gli argomenti del giorno, li stessi che vedi in tv, che forse il gran pastone dell´informazione stia tentando di inglobare i bloggaroli? (piaciuta questa?)

C´è anche dell´altro nel mondo, ci sono le mele dimenticate, ad esempio. Che non sono, come il nome potrebbe far intendere, frutti lasciati distrattamente sui treni o negli aeroporti, ma vecchie varietà di mele desuete e pressochè introvabili, espulse dal mercato contemporaneo e soppiantate dalle nuove varietà di origine australiana o americana. “Mele dimenticate” mi sembrava solo la miglior trasposizione possibile di alte Apfelsorten in italiano.

In previsione della odierna mattinata piovosa, ieri ho raccolto delle Spitz Lederer, che poi sarebbero quelle della foto. Appena raccolte sono immangiabili, ma dopo un paio di settimane hanno un sapore molto intenso, se proprio uno ci vuole trovare un difetto, la scorza è un po’ duretta e rugosa rispetto allo standard odierno. Ma proprio per questo le Lederer si conservano tranquillamente per mesi senza l´ausilio di celle frigorifere, quando avvizziscono il loro sapore migliora e non necessitano di trattamenti antiparassitari ( la rugginosità è una caratteristica e non un difetto, e il baco della mela non riesce a penetrare nella loro scorzaccia).

Vedendo queste mele sul mio stand, in molti si meravigliano non solo  che io ne abbia ancora, ma che ne abbia talmente tante da poterle vendere, e si immaginano un vecchio albero davanti a casa, sopravvissuto alla pulizia etnica dei pomari.

La realtà è meno romantica, una decina di anni fa comprai un centinaio di piantine di mele rimaste invendute ( erano delle Golden Delicious), andai in giro a cercare dei rametti di mele dimenticate ( non solo Lederer, ma anche Champagner, Kalvill, etc.)  e li innestai sulle Golden. Ci ho provato, ed è andata bene

SVEGLIA, È ORA DI ANDARE A DORMIRE

24 settembre 2007

Eccomi qua, appena sveglio dopo aver dormito davanti alla tv accesa. Meglio sarebbe che non scrivessi niente, chissà quante fandonie e scemenze mi si sono insinuate nel cranio, mentre assopito, indifeso e incapace di reagire venivo bombardato dalle parole (a meno che le immagini non trapassino le palpebre) emesse dal tubazzo catodico vecchio stile ma ancora perfettamente funzionante.

Quindi, la probabilità che io stia per scrivere un´idiozia, in questo momento è esponenzialmente più alta del solito, che già di suo non è cosa da poco. Apro il sito di Repubblica e trovo una interessante notizia, la battaglia contro gli OGM (i prodotti alimentari geneticamente modificati) sta entrando nel vivo con una petizione firmata da quasi tutti (Acli, Coldiretti, ambientalisti, consumatori, Verdi, donatori di sangue e magari anche Testimoni di Geova). Niente di male in tutto questo, anzi la presenza di Mario Capanna sarebbe anche una garanzia, anche se in Italia quando sono tutti d´accordo qualcosa da sospettare c´è sempre. 

 Mi ricordo però, che tanti anni fa si svolse un referendum per l´abolizione dell´uso dei pesticidi, e a contribuire al suo fallimento per mancanza di quorum fu proprio la Coldiretti, evidentemente è passata molta acqua sotto i ponti, ma forse neanche tanta, perchè in fondo il sistema non viene toccato più di tanto (in Italia ci sono grossi produttori di pesticidi, che dalla petizione non vengono neppure sfiorati).

Di certo non mi ci metto io a difendere gli OGM, che tra l´altro, aldilà di molte leggende mediatiche,  trovano applicazione solo su mais e soia, e vengono prodotti dalla stessa multinazionale, la Monsanto, che produce il diserbante a cui questo mais deve resistere, un conflitto d´interesse neanche da ridere.

Ma forse un obiettivo più concreto contro cui i consumatori dovrebbero scagliarsi è la legge italiana sulla quantità di fitofarmaci ammessa sui prodotti ortofrutticoli che, se da un lato pone limiti giustamente severi alla presenza di ogni singolo principio attivo, dall´altro ne ammette la molteplicità, in pratica un cocktail di tanti antiparassitari presenti in bassa quantità viene tranquillamente ammesso senza problemi.

Se poi parliamo dei controlli non la finiamo più, meglio smettere. La prossima volta metto la sveglia per andare a dormire

GRILLO, I REQUISITIII!!!!

20 settembre 2007

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Beppe Grillo, quanto ci metti a farci sapere i requisiti per ottenere il bollino verde delle liste civiche? Domenica ci avevi scritto che nei prossimi giorni li avresti rivelati, ci hai detto di stare “stay tuned“, oggi è giovedi e dei requisiti ancora neanche l´ombra.

Non lo dico mica per me, io con il mio ritiro della patente, con annessi cinque giorni di arresto tramutati in ammenda, con la mia carica di segretario del Partito per Tutti, io il cuore me lo sono messo già in pace.

Ma è che in giro vedo la gente preoccupata, vedo persone che al mattino camminano come zombies assonnati, e dalle loro occhiaie grosse come melanzane intuisco che la notte non dormono. Persone che quando si siedono tamburellano nervosamente le dita, loro fanno finta di niente ma si vede lontano un miglio che stanno pensando: ” avrò o non avrò i requisiti per prendere il bollino verde di Beppe Grillo?”.

Beppe, cerca di capirli, fra poco è ora di fare il cambio stagione. Ieri ho visto una signora assorta davanti ad una vetrina di un negozio d´abbigliamento e ho intercettato i suoi pensieri: ” bella questa giacca di renna, quasi la prenderei, ma se dopo a Beppe Grillo non va bene, che cosa ne faccio?”.

Beppe, qui a Bolzano siamo gente pragmatica, pensa che quelli del tuo mitap hanno già deciso di riunirsi sabato per discutere di una eventuale lista. Metti che uno non abbia i requisiti giusti, non mi sembra giusto fargli perdere tempo per niente.

Certo che questa storia dei requisiti è complicata: Noi del Partito per Tutti l´avevamo fatta molto più semplice. Tutti potevano candidarsi, bastava solo rispondere esattamente a tre domandine facili facili, tipo queste:

1) Qual´è la capitale del Sudan?

2) Quanto fa 56 meno 24?

3) il contrario di accentrato?

PERCHÈ LE DONNE NON BESTEMMIANO?

18 settembre 2007

 

Sarei quasi tentato di lasciare vuoto questo post, basterebbe il titolo. Infatti lo lascio vuoto, anche se mi sarebbe piaciuto raccontarvi di come a volte gente che conosco  usa la bestemmia come una sorta di punteggiatura verbale (virgole, punti esclamativi, punti e virgole, due punti, ogni segno ortografico trova la sua bestemmia corrispondente e questa può variare da persona a persona, anche se il dioccan al posto della virgola è un classico).

Ma quello che mi preme sapere è perchè la bestemmia (che non mi scandalizza, sia chiaro, è che dopo la quinta in un minuto annoia) sia  una abitudine quasi solo maschile, quasi mai si sentono donne che bestemmiano

Eppure, in fondo, per come è andato il mondo fino adesso, ad avercela con Dio dovrebbero essere sopratutto loro. O forse no?

GRILLO, MA TOCCA PROPRIO A ME DIRTELO?

17 settembre 2007

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La domenica non succede mai un granchè, anche il campionato di calcio, con 20 squadre in serie A, non è più interessante come una volta, in fin dei conti di come è finita Empoli-Reggina a chi vuoi che gliene freghi qualcosa?

Quindi la notizia del giorno diventa il fatto che Beppe Grillo ha deciso di lanciare un franciaising dei mitap del suo blog che, se si tramuteranno in liste civiche per le prossime elezioni amministrative, avranno la sua benedizione e relativa certificazione di trasparenza. Niente di male, in fondo lo spirito del V-Day viene rispettato, anche per quanto riguarda i primi requisiti per ottenere il marchio beppegrillo.it, ampiamente riportati dalla stampa senza che nessuno abbia fatto notare qualche piccola incongruenza. No problem, ci penso io:

Requisito n.1 – essere incensurati.

Beppe, leggiti  il Decreto Legislativo del 18 Agosto 2000 n. 267, Titolo III, Capo II, art. 58,  scoprirai che la legge elettorale degli enti locali prevede già la non eleggibilità delle persone condannate per reati  gravi. A meno che tu non voglia escludere dal voto passivo anche i neocriminali pizzicati dall´etilometro, nel migliore dei casi hai scoperto l´acqua calda.

Requisito n.2 – non essere iscritti ai partiti

Beppe, su nessun documento personale (patente, carta d´identità, tessera sanitaria, passaporto) viene indicato se il titolare è iscritto o meno a qualche partito politico. Quindi, per concedere il tuo marchio di qualità a chi lo richiedesse, è giocoforza pretendere che tutti i partiti ti forniscano di loro spontanea volontà le liste dei loro iscritti. Beppe, te lo dico già subito, noi del Partito per Tutti la lista non te la diamo.

Scusa Beppe, ma questa volta un vaffanculo (amichevole, s´intende) te lo meriti proprio

p.s.  l´articolo 58 della legge linkata lo trovate anche nel commento n.5 a questo post

CARO BLOG. ALMENO IL NOME LASCIAMELO

16 settembre 2007

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Un blog non è mai solo di chi lo tiene, è anche e forse soprattutto di chi commenta. Per questo sono portato, tranne qualche eccezione, ad escludere dalle mie frequentazioni i blog dove i commenti prima di essere pubblicati devono passare al vaglio dell´amministratore.

Ma un blog è anche di sè stesso, a quanto pare. È da ieri notte verso le due, che il mio blog probabilmente si è stufato di ospitare a cuor leggero le mie farneticazioni, e a modo suo si ribella. Prima mi ha fatto sparire dall´intestazione la foto del mio faccione con dietro i sassi, sostituendola con l´immagine di default, poi mi ha nascosto la parte del blogroll dedicata ai miei “complici e fiancheggiatori“.

Strano, le impostazioni erano corrette, e se non lo erano non lo sono neanche adesso, che i complici e fiancheggiatori appaiono di nuovo, probabilmente il mio blog si è reso conto di essersela presa con degli innocenti. Per quanto riguarda la foto dell´intestazione, ho pensato che forse il blog voleva comunicarmi che era ora di cambiarla, e così al posto del faccione coi sassi ho messo il faccione con le foglie di fico e tutto è filato liscio fino a mezz´ora fa.

Adesso, nel momento in cui scrivo, il mio blog (evidentemente in preda alla collera serale) mi ha piazzato al posto dell´intestazione un rettangolo nero, dove non appare neanche il titolo.

È un blog anarchico il mio, refrattario alle imposizioni, un blog gatto insomma

p.s.  pare che mi abbia perdonato, non so fino a quando

MI FA SCHIFO PAOLO CONTE

13 settembre 2007

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C´è gente di cui non puoi parlar male, se lo fai ti prendi minimo  del cretino e dopo un po´ che te lo dicono cominci anche a credere che sia vero. D´altronde si sa che una balla ripetuta tante volte diventa una verità, lo dimostra il fatto che la Madonna viene chiamata anche “la vergine Maria”.

Paolo Conte, per esempio. Al massimo puoi dire che Paolo Conte non ti piace, ma non sognarti mai di dire che per te  lui è talmente sopravvalutato da far diventare intoccabili anche i suoi cloni ( Capossela, il cantante degli Avion Travel e altri). Anche gente che non lo ha mai sentito, di Paolo Conte parla sempre bene, si va sul sicuro, l´opinione dominante è che Paolo Conte sia un genio.

Insomma, a me Paolo Conte fa schifo, ma quel che mi da più fastidio è che non lo fa direttamente, ma attraverso interposta persona

ANNI SETTANTA

11 settembre 2007

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Che periodo di merda, gli anni settanta, almeno per me che ho cominciato a viverli consapevolmente solo dalla seconda metà. Periodo di merda se consideriamo che il parametro con cui si giudica un periodo della propria vita è collegato in modo direttamente proporzionale (anzi direi quasi esponenziale) alla quantità e qualità di gnocca che riesci a tirar su.

C´è stato un periodo nel quale per raccattare gnocca era fondamentale “stare male, averci dei problemi, essere in crisi” e via dicendo. A me questo non è mai riuscito in maniera credibile, eppure ce la mettevo tutta, giravo con l´Eskimo, ascoltavo Claudio Lolli, leggevo Marcuse, insomma ci provavo seriamente, ma a tradirmi arrivava sempre la mia faccia da culo che mi sbugiardava in un nanosecondo.

E quando finalmente avevo imparato a recitare discretamente la parte del giovane Werther, mi arrivano John Travolta e Olivia Newton John a cambiarmi le regole del gioco

PERCHÈ AL V-DAY NON C´ERO?

10 settembre 2007

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Alla fine non so ancora bene perchè al V-day non ci sono andato. È vero che avevo da piantare quasi un migliaio di piantine tra broccoli, radicchi, cavolfiori, lattughe ed envivie, ma tanto lo avrei fatto dopo le 18.00, come infatti è avvenuto. È vero che andando al V-day non avrei fatto in tempo a finire il lavoro, ma tanto non l´ho finito lo stesso, anzi è proprio il mio lavoro in se stesso che non è mai finito, se stai a guardare quello che dovresti fare non finiresti mai.

E non è stato neanche il casino di dover trovar parcheggio, a quell´ora potevo tranquillamente prendere un autobus (ho la fermata a dieci metri da casa e sarei sceso a dieci metri dal V-day).

E non è stato neanche il fatto che la petizione da firmare non mi convinceva per nulla. Per dirne una secca, con questo ragionamento uno come Nelson Mandela in Italia non potrebbe neanche candidarsi, e se va avanti di questo passo giustizialista anch´io, con la mia fedina penale macchiata da due 0,78 all´etilometro, avrò i miei bei problemi. Ma ci sarei tranquillamente potuto andare senza firmare.

E a trattenermi dal V-day non è stata neanche la certezza che ci sarebbero stati dei politici a caccia di voti, se stai attento a questo non potresti neanche più uscire di casa.

Forse, anzi probabilmente, anzi quasi certamente è stato il ricordo di quattro parole scambiate con Beppe Grillo una quindicina di anni fa ad Ascoli, quando al Festival della satira lui era ospite e io un anonimo concorrente (che però alla fine vinse il premio della critica, un minimo di autostima, Oscar).

Gli chiesi se, con una pistola puntata alla tempia, avrebbe preferito ciaparlo o ciucciarlo, a quei tempi mi divertivo a catalogare la gente in quel modo (solo i maschi, ovvio). E lui mi rispose: ciucciarlo. Brutta risposta, significa: ” pur di non sentire dolore, o di non subire danni, collaboro con chi compie un sopruso

LA POSTKARTE

9 settembre 2007

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La Postkarte (che poi sarebbe una normalissima cartolina illustrata, un oggetto ormai sono in disuso che fra poco neanche stamperanno più) è stata il mio incubo (esagero, sia chiaro) per un paio d´anni come minimo. Per me era necessario reperire almeno una Postkarte diversa al giorno. Le trovavo nei bar, quelle che pubblicizzavano eventi tipo mostre e concerti erano le migliori, ma all´occorrenza andavano bene anche quelle coi paesaggi, con i disegnini, l´importante era che fosse una Postkarte, mi ricordo che una volta anche Cabassa me ne portò un paio, o forse non era lui.

Immagino che se siete arrivati a leggere fin qui, vi starete chiedendo che ci facevo con tutte queste Postkarten, e mi sembra anche giusto dirvelo.

Nell´educazione dei miei due figli è stata di mia esclusiva competenza il sottoporli al rituale racconto della storiella prima di addormentarsi. Il problema è che la storia doveva essere diversa ogni sera, e questo me la sono cercato la prima volta che, invece di raccontare una storia standardizzata, me ne sono inventata una io. Da quel momento, la “storia strana” diventò un appuntamento irrinunciabile. Ma mentre per il figlio maggiore, che adesso ha quasi 16 anni, bastava la mia parola per far finta di credermi, per la sua sorellina di otto anni più giovane era necessaria anche una prova tangibile della veridicità della storia, la Postkarte appunto.

Insomma non bastava che le raccontassi che al mattino, mentre lei era all´asilo, avevo visto una strana piantina nell´orto, che solo annaffiandola era cresciuta a dismisura diventando, in pochi minuti, un albero che al posto delle foglie aveva delle banconote e dai cui rami, invece di mele, pendevano dei telefonini che ad un certo punto invece di trillare piangevano perchè erano cascati giù dal loro pianeta (il Geldtelefonbaumplanet, queste storie le raccontavo metà in italiano e metà in tedesco).

Non bastava neanche che le raccontassi che questi telefonini piangenti mi facessero talmente pena da chiamare il mio amico Compare Giacometto, che dopo aver mangiato una scatola di fagioli li rispediva sul loro pianeta con la forza propulsiva di una superextramegaultragiga Fortzele (scorreggia).

Tutto questo non bastava, dovevo anche produrre la prova inconfutabile che tutto ciò che avevo raccontato era vero. Dovevo consegnarle la Postkarte che i protagonisti delle storia mi avevano spedito per ringraziare me e Compare Giacometto.

Ogni giorno una storia diversa, ogni giorno una Postkarte diversa. E sono quasi sicuro che non mi abbia mai creduto

GOOGLE EARTH, ENCORE UN EFFORT!

6 settembre 2007

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È proprio una gran bella cosa Google Earth, mi piace ogni tanto guardare i luoghi che conosco e anche quelli dove non sono mai stato. Certo la definizione non ti permette ancora di vedere tutto quello che vorresti, ma forse è addirittura meglio così, in attesa di un futuro dove le prestazioni di questo programma miglioreranno. Le foto saranno in tempo reale e magari non saranno neanche foto, ma filmati che metteranno  a nudo ogni attività umana nel momento in cui essa si svolge.

Sarà bello e brutto allo stesso tempo, sarà bello scoprire che sono nati dei funghi sulla montagna vicino a casa e andare a raccoglierli bruciando sul tempo gli avversari, sarà brutto farsi beccare a raccogliere fagiolini con le mutande non firmate che sporgono dai pantaloni.

Di copulare all´aperto, poi  neanche parlarne, si rischierebbe che qualcuno stia lì ad osservare le tue dimensioni e a cronometrare le tue prestazioni, e non è detto che ogni volta vada bene.

Per adesso, purtroppo o per fortuna, Google Earth si limita, almeno per quello che sappiamo noi, a mostrare immagini di non eccelsa qualità e aggiornate minimo all´anno scorso.

Nella foto, la mia piccola azienda agricola occupa la parte centrale da destra a sinistra (scusate, è il contrario, io quando si parla di destra e sinistra mi confondo sempre, anche con le mani), insomma le serre che vedete sono le mie. E in quelle tre che vedete verso sin destra, ho tolto la copertura a maggio di quest´anno. E poi c´e ancora quel ciliegio morto che ho estirpato a ottobre dell´anno scorso.

Babilonia dice che in Google Earth c´è anche una funzione che permette di simulare il volo. Se perfezioneranno anche questa, avvertitemi quando mi sorvolate. Uscirò sul balcone a farvi ciao ciao con la manina

SE PROPRIO VI PIACE, CHIAMATEMI OSKAR

5 settembre 2007

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Scusate se insisto ma anche oggi, 15 persone (odio il termine visitatori, così come odio la parola “consumatori”,  sembra che si riferisca a gente inutile, che serve solo a consumare risorse senza produrre alcunchè di positivo), sono capitati su questo blog cercando di Oskar Ferrari.

Oskar Ferrari  su internet non esiste, e forse neanche nella realtà, perchè volete per forza che sia io? Se penso a lui me lo immagino così:

Capelli biondicci corti davanti e lunghi dietro, come questo qui, Oskar Ferrari guida una Golf con lo spoiler, tiene la coda di volpe attaccata allo specchietto e ha tutti i CD degli ABBA e dei Kastelruther Spatzen. Oskar Ferrari parte facendo fischiare le gomme, va alla festa campestre a mangiare il pollo e beve birra fino a che le esce dalle orecchie. Ed è meglio che mi fermi qui, prima di trovare qualche somiglianza imbarazzante.

Ormai ci sto facendo il callo, ma ho paura che prima o poi anch´io mi convincerò di essere lui, di essere Oskar Ferrari. Avrei anche il vantaggio di essere univoco, ma dovrei rinunciare al piacere di essere confuso con un fotografo d´architettura, un deejay, un tanghero, e un contrammiraglio della marina argentina.

E poi,  ve lo immaginate il supertelegattone, che appoggiato all´antenna centrale vi dice “ se vi piace, chiamatemi Oskar” ?????

MAGARI FOSSE STATO VERO!

3 settembre 2007

L´Alto Adige non è Italia“, questo manifesto è stato affisso (non abusivamente, per carità) negli appositi spazi pubblicitari della provincia di Bolzano. Ha sollevato un vespaio di critiche per il messaggio forte e per il richiamo grafico alla bandiera austriaca.

Purtroppo, il processo di integrazione dell´Europa non è ancora sufficientemente sviluppato, per cui ci sono ancora molte differenze tra l´appartenere ad uno stato o all´altro. Io personalmente non troverei alcuna difficoltà, pur essendo di lingua e cultura italiana e facendo il tifo per gli azzuri ai mondiali,  se il posto dove vivo e lavoro si trovasse sotto la giurisdizione austriaca, anzichè appartenere all´Italia. Mi andrebbe meglio essere cittadino portoghese, ma qui ci sono difficoltà geografiche insuperabili.

Ma se proprio devo dirla tutta, essere stato beccato due volte alla guida con un tasso alcolico dello 0,78 promille (in occasione di normali controlli, nessun incidente per fortuna), in Austria mi sarebbe costato due ammende intorno ai 200 euro, in Italia invece ho subito due ritiri della patente per 15 giorni, due condanne penali con relativo lordamento della fedina e assoldamento di avvocato, minimo 3 visite mediche con presentazione delle analisi del mio sangue, e la frequentazione di un corso di riabilitazione alla guida svolto negli ultimi quattro sabati pomeriggio di agosto.

E mi è andata anche bene, considerando che le nuove norme sono ancora più severe. Però mi consolo leggendo che la Confindustria ha deciso di espellere i suoi aderenti che pagano il pizzo alla mafia. Un giusto gesto di coraggio civile, dal quale sono evidentemente esclusi sia gli imprenditori mafiosi che quelli che con la mafia  ci fanno affari.