LUCA, SIAMO AMICI O NO?

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Non so ancora se Luca Marcon sia mio amico o no, però un po´ ci spero. Al Luca  è venuta l´idea di candidarsi alla guida del partito democratico del Sudtirolo (la provincia di Bolzano), e fin qui niente di male, in fin dei conti le primarie le abbiamo fatte anche noi del Partito per Tutti, e anche prima degli altri.

Certo, qualche problemuccio pratico la cosa te la crea, Luca deve raccogliere entro l´11 settembre (che data!) minimo 500 firme autenticate per potersi presentare. Neanche tante, se si ragiona in termini assoluti.  Parecchie,  tenendo conto che alle primarie dell´Ulivo in Alto Adige (la provincia di Bolzano), nel 2005 hanno votato 7728 persone, e si pagava solo 1 euro invece di 5 come adesso. E c´era anche Bertinotti, che ha preso quasi 1000 voti, che adesso bisognerà per forza sottrarre. Ed era anche la prima volta (escluse quelle del PPT) che si tenevano delle elezioni primarie. Ovvio che firme e voti sono cose diverse, ma un minimo di proporzione c´è sempre.

A me piace la gente che ci prova, e mi dispiace non poterci provare anch´io. Vi devo confessare che anche  la Guressa ed io volevamo presentarci in tandem, stile Pannella e Bonino, alle primarie del partito democratico. E ciò che ci ha fatto dissuadere dall´intenzione non sono state le firme, nè la mia presunta ineleggibilità. È stata tutta colpa della necessità di aderire al manifesto programmatico del partito democratico. 

Io, magari, soffrendo e bestemmiando, ce l´avrei anche fatta, ma anche solo pensare di far aderire la Guressa, che è tutta piena di curve, alla superficie necessariamente piatta di un manifesto, è pura fantascienza 

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28 Risposte to “LUCA, SIAMO AMICI O NO?”

  1. aghost Says:

    guarda, sul cosiddetto partito democratico, io trovo che sia una vicenda lunare. Ma perché dovrei pagare per votare qualcuno? Non sta ne i ncielo ne in terra. Se lo facciano pure il loro partito, tanto a me che mi importa.

    Poi anche questa storia delle firme, delle barriere, è tutto molto ridicolo. Un partito democratico doveva fare la possibilità di candidarsi A TUTTI, e vinca il migliore. Cosi invece c’è puzza di cadavere gia prima di cominciare

  2. vicario Says:

    5 euri per un voto sono pura follia, ora si paga anche per esprimere le opinioni. evidentemente la vecchia cassetta per le offerte non è più trendy.

  3. Artemisia65 Says:

    marò questo è pizzo sul voto
    lunare……

  4. babilonia Says:

    appena tornato. il caffè aumenta. ma ho letto che a Bolzano c’è già da tempo il prezzo più alto in Italia.

  5. Luca Marcon Says:

    Non solo siamo amici, ma stiamo diventando anche complici: che dici, ci accuseranno di associazione a legalizzare?

  6. aghost Says:

    ma io dico, sarebbe una follia anche un solo euro, ma perché dovrei cacciare dei quattrini per votare il loro partito privato? Questa gente ha perso completamente il senso del ridicolo

  7. Luca Marcon Says:

    A parte la polemica della tassa sul voto – che condivido pienamente – vorrei ribadire una cosa.
    Il partito non è roba loro, ma un bene collettivo: anche perchè, in Italia, la vita politica si dispiega attraverso i partiti. Che ci piaccia o no.
    E comunque – faccio notare – sono stati DS e Margherita che si sono riempiti la bocca di concetti quali democrazia, partecipazione, società civile e quant’altro. E sono sempre loro che hanno deciso di introdurre il meccanismo delle primarie (elezioni) nella scelta della classe dirigente del nuovo partito. Che fanno, lanciano il sasso e tirano indietro la mano appena s’accorgono del pericolo (tutto potenziale, per carità) di non poter più mantenere una presa salda sul partito?

  8. aghost Says:

    luca, ma che stai a dire? Che il partito sia un bene collettivo è una favola. Di fatto sono tutte associazioni private, privatissime. Lo sappiamo tutti, non raccontiamoci storie. I partiti sono diventati uan cupola, che con la scusa dell’interesse collettivo si fanno gli affari propri. Del resto basta guardare come vi si accede, se non fai parte del giro non entri.

    Il sistema partitico non rappresenta altro che un’oligarchia. O sei dentro o sei fuori. Ti dirò di più: tutto il sistema della democrazia basato sulla rappresentanza è un concetto fasullo e truffaldino. Perché io essere unico e inimitabile nell’universo, coi miei miliardi di cellule, dovrei votare uno che neppure conosco e che ho visto qualche volta a “Porta a Porta”?

  9. Luca Marcon Says:

    Già: è una favola e noi non siamo più bambini. Quindi sarebbe anche ora di risistemare le cose a dovere: tu che ne dici?

  10. JOe Says:

    ma una volta dicevano che votare oltre ad un diritto è anche un dovere….sti 5 euro mi pare stonino un po’ con entrambe le cose

    @oscar..passa da me…ti do una bella vaporella..con quella riesci a far aderire i manifesti alle curva della Gura 😛

  11. paroleusate Says:

    luca & aghost: lo sguardo ideologico (si fa per dire, per classificare, non ti offendere) e lo sguardo disincantato: due punti di vista diversi, ma non per questo in opposizione o incompatibili su quello che è, o dovrebbe essere un partito.
    la discussione è interessante.

  12. Oscar Ferrari Says:

    Forse è doverosa una precisazione: per presentare la propria candidatura sono necessarie 500 firme autenticate, e questo vale per le regioni con meno di un milione di abitanti. La provincia di Bolzano è considerata regione ma non si è tenuto conto del fatto che il 70% dei suoi 400.000 abitanti è di lingua tedesca e quindi poco interessati al PD, dal momento che da sempre votano compatti il partito di raccolta, la SVP. Questo spiega come mai i votanti alle primarie del 2005 furono solo 7700. Con un bacino di utenza così scarso, chiedere 500 firme per una candidatura equivale a negarla.
    I 5 euro richiesti per poter votare valgono anche come iscrizione al PD e quindi hanno in questo la loro spiegazione logica.
    Ovvio che in queste condizioni saranno enormemente favoriti “i soliti noti”, sia per quanto riguarda la raccolta delle firme sia per la votazione, ma questo è qualcosa che riguarda chi crede nel PD, non certamente me

  13. Luca Marcon Says:

    Giusta premessa: quindi proviamo a porre la questione secondo altri termini e con alcune domande. Dato che (quasi) certamente verrà posta per legge elettorale una barriera per “segare” i partiti di minore rappresentanza, è il caso di fondare ogni volta un nuovo partito per portare avanti le proprie istanze, o è meglio cercare di operare entro quelli già esistenti? Date le premesse di prima, il PD è roba “loro” o cosa di tutti? Dato che, fino a prova contraria, il centrosinistra è quello lì, un elettore di centrosinistra che fa: non vota e sta a casa? Tre domande tanto per cominciare….

  14. La JOe Says:

    x come la vede una comune giovane mortale (insieme a tanti altri) la risposta è sempre : un cane che si morde la coda.

    1) se crei sempre nuovi partiti in teoria saranno di minore rappresentanza quindi “segati” , ma perchè si tende a creare nuovi partiti? perchè ci si esaspera/perchè “i soliti noti” forti della loro “notezza” monopolizzano un po’ la situazione/perchè uno a un certo punto dice “che cavolo c’entro con questi?” “ma qualcuno mi caga?” o perchè qualli dentro ai partiti invece di fare cose utili si mettono a bisticciare x cagate ecc così diventa impossibile o molto difficoltoso e contorto operare all’interno dei partiti già esistenti.

    2) il Pd come qualunque altro partito dovrebbe essere di chi vuole e di chi ci si riconosce…….e di chi ha 5 euro da spendere…

    3) tutte ste destre e sinistre e centri e angoli hanno rotto un po’ le palline. sarà che io sono un po’ disfasica e a volte mi confondo con le direzioni (quando guidi è un casino), ma invece di stare a guardare da che parte uno sta (che poi basta che ti giri e si inverte tutto) non si dovrebbe stare a guardare quello ke uno fa? una buona idea o una buona azione sono buone punto e basta da qualunque parte vengano. sì però poi immaginati un destroide convinto che vota sinistra e un rifondino che vota destra. questioni di principio e menate simili.

    qua è un bel cerchio chiuso ad arte che gira gira gira. gira a vuoto.
    io me ne starei volentieri a casa finke non arriva qualcuno ke salta fuori da sto cerchio del cavolo. è che ho il senso del dovere.
    Ma non è un mistero nè una novità che molta gente non vada a votare, soprattutto i giovani.e sempre di + non ci vanno.

    allora Luca, ho io una domanda. perchè dopo che si è tanto rotto le balle e fatto mille casini e gente è anke morta x poter votare, ora si arriva a non aver + voglia di farlo, a fregarsene anche?
    c’è qualcosa che non va mi pare.

    @oscar….io sono iscritta a un sacco di cose…ma non ho mai dovuto pagare 5€…e in molti casi ricevo anke dei premi e dei regali molto carini.
    ^_____^ 😛

  15. Luca Marcon Says:

    Bella domanda! Ho più risposte: 1a, cominciare a parlarne come stiamo facendo da un po’; 2a, cominciare ad ipotizzare delle soluzioni; 3a, provare ad applicarle; 4a, se non funzionano, ricominciare dalla 1a. Come dicono in Sicilia (non quelli, gli altri): un pedi leva, l’altro metti. Un passo alla volta, tanto per cominciare.

  16. aghost Says:

    a me non piace il modo di mettere insieme le candidature: obbligare qualcuno a cercare 500 firme è assurdo, o meglio favorisce chi ha già un mini apparato, di partito o personale.

    Perchè non si permette a tutti di candidarsi liberamente? Si candidi c hi vuoled, poi si conteranno i voti… questo sarebbe un modo democratico, invece si tende sempre a truccare la gara.

    E non dico per i signori nessuno, vale anche per le alte sfere, impedire la candidatura a dipietro o pannella è semplicemente ridicolo.

    Ma non capiscono gli scienziati del centrosinistra che così mettono insieme l’ennesimo pastrocchio partitico senza alcuna credibilità?

    Gia Veltroni che propone “la nuova stagione”, lui che è in politica da 30 anni, fa ridere

  17. JOe Says:

    bello in teoria
    ma in pratica..
    passo passo sarebbe carino non dover tornare sempre al punto1 (ecco il cerchio che gira gira gira)

    non è per dare sempre contro o fare la disfattista. è solo inquietudine e abbattimento, con un lieve sottofondo di speranza.
    sto povero mondo….

  18. sc Says:

    quando andavo all’uni ero la prima rappresentante studentesca (15.000 studenti mica poco) e cosi ho fatto esperienza nel campo della politica universitaria (ci sono anche li i partiti, tipo i verdi studenti, i destra studenti i sinistri studenti i no global studenti ecc.).

    ecco, ho capito che a me andare in politica proprio non piace.

    e a dir il vero tutti gli politici “veri” che ho incontrato nemmeno mi hanno convinto.

    mi ricordo che nel 2004 ho organizzato a Milano una serata con Formigoni, personaggio che non mi ha mai interessato, ecco dopo quella serata non mi è nemmeno più piaciuto.

    dunque non so cosa contribuire di intelligente a questo tuo post e mi limito nel averti raccontato cose personali 🙂

  19. aghost Says:

    ribadisco a costo di essere noioso: il sistema basato sulla rappresentanza è una truffa. Alzi la mano chi è contento dei politici nel loro insieme. Nessuno. E allora vuol dire che il difetto sta nel manico.

    Forse è il caso di iniziare a pensare a qualcosa di diverso. Magari ad un sistema integrato, partiti da una parte basati sulla rappresentanza, cittadini dall’altra col sistema una testa un voto, oggi la tecnologia lo permetterebbe.

    Se posso spostare denaro da casa con l’home banking, perché non potrei votare per i pacs?

  20. Luca Marcon Says:

    Abbandono la contesa per il PD

    La notizia è stata in parte anticipata dal Corriere dell’Alto Adige di oggi, quindi non posso che confermarla. A mio giudizio non ci sono le condizioni per una mia candidatura a segretario del nuovo Partito Democratico locale, perciò mi ritiro.
    Ho già avuto modo di esporre le dovute critiche sulla grossolanità di certi limiti che, a quanto leggo anche da altri giornali, sarebbero comunque da considerarsi “intoccabili”. E allora lo ribadisco per l’ultima volta. Può darsi che a certuni dirigenti della casta, la semplice posposizione del termine democratico alla parola partito, sia sufficiente nel senso che “basta la parola”: ovvero, che evocare la democrazia permetta alla stessa di materializzarsi come d’incanto a rendere veramente aperta, trasparente e ad armi pari la competizione delle primarie del 14 ottobre 2007.
    Non è così: per le 500 firme, per la modalità della loro autentica e per i cinque euro del voto. E anche per il fatto che, a circa dieci giorni dalla scadenza per la presentazione delle candidature, non ho ancora ricevuto risposta dal Comitato Promotore sui problemi che avevo sollevato loro. E infine, aggiungo, fortunatamente, per un’altra e fondamentale ragione di cui mi sono davvero reso conto nell’assemblea di ieri sera. Che è, anzi sono, due.
    Ai cittadini, almeno a quelli che ne hanno parlato con me, di tutta la diatriba primarie del PD non importa un bel nulla: non solo sono convinti del fatto che tra il concetto di Società Civile e il continuo richiamo che di essa viene fatta da manipoli di scherani partitocratrici ci sia un abisso, ma sono altresì pienamente coscienti che le primarie del 14 ottobre non sono altro che la solita propaganda e per di più a conio grezzo.
    Meglio così: altro non serviva ed energie risparmiate e d’avanzo. Che potranno essere sicuramente messe a miglior scopo. Magari ampliando e perfezionando quella funzione di controllo della politica che, visto lo stato dell’informazione (in special modo quella locale), più che necessaria si è ormai resa indispensabile. Oppure provando a ricostruire dal di fuori ciò che è, di fatto, insanabile dall’interno. O anche tutt’e due.
    Un’ultima precisazione e che debbo a quanti m’hanno letto con fiducia in quest’ultima settimana. La lettera di intenti del 22 agosto 2007 contiene quello in cui credo ed è questa l’unica ragione che m’ha spinto a scriverla: per quello in cui credo. Ogni altra ipotesi è, per me, priva di significato e di fondamento.

  21. Oscar Ferrari Says:

    Diamine Luca, stavo scrivendo un post sulla serata di ieri. Che contemporaneità!

  22. Luca Marcon Says:

    Ormai siamo in sintonia, caro: trattandosi che lavori in una radio, certamente mi capisci!

  23. aghost Says:

    ottimo post luca, condivido tutto quanto hai scritto. Leggo anche però con una certa sorpresa la tua recente “scoperta”: e cioè che ai cittadini di tutta la diatriba primarie del PD non importa un bel nulla.

    Io penso che se fermi per strada 100 persone a caso, del PD non interessa nulla a nessuno. Ci voleva tanto per saperlo? Ora io mi chiedo: è mai possibile che quelli dentro ai partiti non si rendano conto del disinteresse, per non dire del fastidio, di certe manovre di marketing parititico?

  24. sc Says:

    ecco, mi chiedo: ma perché ti sei candidato se non eri del tutto sicuro?

    ecco, mi sento confermata in ciò che ho vissuto in quelle poche e piccole esperienze quasi politiche. non è il cittadino che conta, è il successo.

    ahhhh.

  25. JOe Says:

    non penso sia esatto che hai cittadini non importa un bel nulla, forse son solo esasperati e rassegnati e stanchi *della serie tipo ‘ tanto anche quando ci imporatava non cambiava niente.ecc*
    e allora uno risparmia le energie, appunto, come ha detto e fatto luca

  26. La JOe Says:

    ((((ops…ai cittadini si scrive sen acca…lo so lo so…colpa del criceto)))

  27. Luca Marcon Says:

    @aghost: diciamo che lo supponevo ma volevo averne al conferma. Peraltro non dobbiamo nemmeno trascurare la posibilità che con un altro richiamo (magari diverso dal mio) si sarebbero mossi più cittadini. Insomma: parte delle colpe di non aver coinvolot abbastanza “società civile” potrebbero essere anche mie.
    @sc: ma perchè se per fare le cose si aspettasse sempre di essere del tutto sicuri, non si comincerebbe mai a far nulla!
    @LaJOe: debbo dirti una cosa. Pochi fatti sono in grado di illuminare la politica come il semplice aneddoto delle borse BNL (la banca che i poveri D’Alema e Fassino si son visti soffiare di sotto il naso) distribuite come gadgets alla festa dell’Unità che hai raccontato tu. Hai un futuro come commentatrice.

  28. La JOe Says:

    in senso ironico o in senso e basta? hmm beh in qualunque senso almeno ho un futuro ^_____^ danke danke

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