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IL GURU (l´immagine nulla c´entra)

10 agosto 2007

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Ad eleggerlo suo guru è stato correntone Rossi, che poi questo diventasse il suo soprannome è una cosa venuta da sè. In effetti del guru lui ha tutto, a cominciare dall´aspetto fisico. Magro come un chiodo, capelli canuti radi ma lunghi, occhiali spessi e un volume di voce talmente sommesso da rendere estremamente ardua la comprensione del di lui verbo.

Ma, a parte tutto, un guru è sempre meglio averlo che non averlo, e così me se sono cercato uno anch´io, avendo ben cura di differenziarmi nella sua scelta il più possibile da correntone Rossi, specialmente per l´aspetto estetico, che alla fin fine è la cosa più importante di un guru.

La Guressa è stata la persona giusta al momento giusto, era proprio il contrario del Guru. Femmina dalle forme procaci e dalla capigliatura volubilmente variopinta, una parlantina sciolta ed efficace, insomma proprio quello che ci voleva, ma questa è solo una parentesi.

Come ho già scritto, del Guru ignoro quasi totalmente quali siano le idee e le opinioni, ma qualche giorno fa un SMS  mi avverte che il giornale locale, l´Alto Adige del 12.07.07, ha pubblicato una sua lettera. Se di persona comprendere il Guru mi è sempre risultato ostico, la carta stampata non ha migliorato di molto la situazione. Se qualcuno mi può dare una mano, di seguito riporto integralmente la lettera

  Lo scettro secolare
della medicina alternativa
 La Medicina Ufficiale sradica e prende lo scettro secolare della medicina alternativa. Così subisce una battuta d’arresto anche il desiderio di una sanità pubblica forte e onnicomprensiva.
La Medicina alternativa de-soverchia l’interrato sapere, il sommerso economico, aggiunge concorrenza sul mercato e rilancia un settore merceologico vasto, inserendosi nella liberalizzazione, estrapolando l’ideologia egemone manageriali che bonifica e ripulisce il territorio dal marasma di presunte scientificità di dottor e quant’altro.
 Si adopera per la salute, e al benessere psichico e fisico un nuovo servizio sanitario pubblico è offerto.
 Supponiamo un qualche sponsor, a coprire i costi d’avvio, stipendi di logica piramidalizzati, primario e aiuto, assistenti e collaboratori e si profila una nuova specializzazione di assistente al medico specialista in medicina alternativa; ai padiglioni l’alternativa di una o due volte alla settimana il medico specialista presta servizio e riceve in ambulatorio.
 Pensare al prelievo o supporre una forma mutuabile, della prestazione: consulenza e visita, ammessa la necessità di ulteriori indagini diagnostico srumentali o di laboratorio e la prescrizione della cura o terapie che orbiteranno nei dintorni del cosmo metafisico demagogizzato, che impazzisce nell’eterna prassi radical orientaleggiante, o nella sublimata teologia della new age; ritornello delle alternative e le altre metodiche diagnostiche e terapeutiche, è stato questo per anni: cose particolari, eccessivamente empiriche.
 Gli «alternativi» al limite dell’interesse sociologico e psichiatrico, oggi saranno definti precursori progressisti, per non dire di altre discipline di collaboratori diretti sottoposti, tollerati fintanto che prestano la mano d’opera: apportare rinnovando cure e terapie è un fatto più che etico, non sempre è morale.
 Scrutando la somma delle culture e la forma mentale culturale è nascente di necessità una epistemologia oltre il bene e il male: filosofia, piacere e medicina è esclusivamente un fatto medico. A giustificare oggi chi sa che: semplicemente una nuova visione, un baluardo capo linea di ri-partenza di come porsi di fronte a sofferenze e mali, offrendo servizi aggiuntivi e opzioni, un pacchetto shopping in alternativa ai viaggi della speranza, a costi che si profilano elevati per il cliente, utente, paziente, o l’essere umano, chiarissimo neppure è questo punto.
 Il prendere una posizione difficile non sarebbe; sull’utilità e di ciò che si considera scientifico, pertanto una scienza. Il riconoscere della scientificità non presuppone una scienza anche se il medico specialista in questione è formato dalla prassi della scienza della medicina in merito riabilita altri prodotti e tutto è logico.
 Se per tale si considerassero di logica le priorità o la priorità; delle cose di fatto, andando oltre alle cose eterne e sicure dell’ostracismo. Di fatto realtà e ambienti da ottimizzare e nulla sfugge in materia di sanità e di salute pubblica nell’analisi degli addetti ai lavori: di ciò che frutta o di ciò che risultano essere solo costi.

  Allora?