QUARTIERE ALEXANDER LANGER?

 A Bolzano sono più o meno un paio di mesi che si discute se sia il caso di intitolare o meno una via ad Alexander Langer,  che è stato forse l´uomo politico più famoso del Sudtirolo, al di fuori dei suoi angusti confini, ovviamente.

Fondatore dei Verdi, attivo pacifista, europarlamentare, Langer è morto suicida nel 1995, e proprio su questo fatto si sono manifestate delle resistenze da parte della SVP (il partito che qui comanda) ad intitolargli una via, per non offendere la profonda religiosità degli abitanti di questa terra.

Motivazione ridicola che però ne nascondeva un´altra venuta allo scoperto pochi giorni orsono, la SVP non vuole una Via Alexander Langer perchè tutta la storia politica locale di Langer si basava sul superamento delle gabbie etniche atte a mantenere separati gli abitanti di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Essendo la SVP il partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, è ovvio che il superamento delle barriere etniche ne decreterebbe l´inutilità e quindi la fine. Quindi, meglio dimenticarsi alla svelta di Langer, altro che dedicargli una via.

Quando la SVP dice che una cosa non si fa, non si fa e basta, al limite si può giocare un po´ al poliziotto buono e a quello cattivo, come stanno facendo il capo supremo del Sudtirolo Durnwalder, che si dimostra possibilista e la SVP di Bolzano città, compatta per il niet.

La motivazione religiosa è terrificante, ma in fondo da gente che ha negato i funerali cristiani a Welby non ci si può aspettare niente di diverso, anche se Langer negli ultimi anni della sua vita si era avvicinato molto alle posizioni di  Papa Wojtyla, anche quelle riguardanti l´aborto. Puó certamente suonare blasfemo, ma mi azzardo a dire che se Langer fosse ancora vivo anche noi in Sudtirolo avremmo il nostro Rutelli.

La motivazione politica è ridicola quanto quella religiosa, anzi non vedo proprio quale fastidio abbia mai dato realmente Langer allo strapotere di un partito che si regge su ramificazioni famigliari ed economiche tali da non metterne affatto in dubbio la sopravvivenza, anzi un po´ di dissenso è essenziale al mantenimento dello status quo.

A questo punto sono saltati fuori i migliori, i cerchiobottisti, hanno detto: “intitoliamo a Langer la maestosa biblioteca provinciale, che sarà pronta fra cinque o sei anni”, in pratica spostiamo tutto sperando che nel frattempo Langer venga dimenticato.

Buon ultimo, mi ci metto anch´io: non una via, non un edificio ma un intero quartiere, il costruendo quartiere Firmian (per la giunta di Bolzano sarà un quartiere modello, ma molte case rimangono invendute), dovrà chiamarsi  “quartiere Langer“, ed ho pronta anche una motivazione coi fiocchi:

Il “quartiere Langer”, esiste proprio grazie a lui, ad Alexander Langer. È stato lui, in effetti, a vendere buona parte dei terreni su cui sorge al costruttore Tosolini, sempre che sia vero quanto riportato sul quotidiano Alto Adige il 5 Aprile 2006 nell´intervista rilasciata a Valeria Frangipane dal Tosolini stesso.

Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, se vuole che resti campagna, l´ultima cosa che deve fare è venderlo ad un imprenditore del settore edilizio. O no?

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48 Risposte to “QUARTIERE ALEXANDER LANGER?”

  1. Lo Spulciatore Says:

    Oscar, attenzione: Tosolini dichiara di essere arrivato tre anni dopo Zemella, cioè nel 1996; Langer è morto nel 1995. Avrà acquistato l’eredità di Langer.
    “Il primo terreno l’ha comperato lei? «No, non sono stato io – racconta – l’ha fatto Zemella. Se ben ricordo era il 1993. Io sono arrivato tre anni dopo. Ho comperato qualcosa dal convento di Muri, qualcosa dai von Klebelsberg e qualcosa anche da Alexander Langer ecc». Qualcosa… cosa? E risponde il figlio Paolo: «La metà di Firmian”.

  2. La guressa Says:

    Grande post Oscar! Non resta molto da dire di piú…Del resto la SVP non gli voleva mica tanto bene neanche da vivo

  3. Zelig Says:

    E perchè non via Gibran? Immaginate il vantaggio: le ragazzine che vorrebbero dire al proprio spasimante che non c’è storia, ma non riescono ad affrontarlo, lo potrebbero portare lì; in via Gibran. Senza perdere interi pomeriggi domenicali a declamare (fare?) versi….

  4. Signor Ponza Says:

    Non sapevo che la SVP avesse tutto questo potere e a dire il vero non conoscevo queste vicende. Conosco bene però questi “ideali” ridicoli (soprattutto religiosi) che a volte servono solo ad aumentare il dolore per la scomparsa di una persona.

  5. Zelig Says:

    Muro di nuovo online (a chi interessa….)

  6. La guressa Says:

    @Zelig: grazie, ma non sei il mio tipo

  7. Zelig Says:

    Guressa: non è che un eccesso di Gibran t’ha dato un po’ (un po’?) alla testa? Niente di personale, ma….

  8. La guressa Says:

    @Zelig: Dio c’é, ma non sei tu!

  9. Zelig Says:

    Per carità: non vorrei mai mi toccasse d’andare sulla croce per salvare l’uomo; o, addirittura, la donna. Visti gli esempi….

  10. brigidafraioli Says:

    Leggere questo blog mi ha fatto pensare che Bolzano fosse un paradiso ora però mi stai facendo cambiare idea

  11. La guressa Says:

    @Zelig: parlavo di Dio, ma se ti piace sentirti Cristo-Gesú, ok

  12. Zelig Says:

    Guressa: abbiamo già appurato che sei molto intelligente e, senza ombra di dubbio, dotata di un finissimo quanto inarrivabile senso dell’umorismo. Mi chiedo: a che scopo stai facendo tutto quanto è in tuo potere per dare l’impressione (quando non la certezza) dell’esatto contrario?

  13. La guressa Says:

    @ZELIG: abbiamo tu e chi? La tua trinitá?

  14. Oscar Ferrari Says:

    Spulciatore ( se per favore eviti di mettere il mio indirizzo web a firma dei tuoi commenti è meglio, si possono creare equivoci), in effetti ho scritto “sempre che sia vero” appunto perchè non mi tornavano i conti, anche se sui “tre anni prima” Tosolini ha detto di non ricordare bene

    Guressa, Langer non ha mai fatto neppure il solletico alla SVP, appunto per la sua concezione interetnica del Sudtirolo, che può fare una presa discreta a Bolzano città, ma nelle valli è improponibile

    Signor Ponza, in questi casi un po´ tutto il mondo è palese

    Brigida, forse sono anch´io un po´ cerchiobottista?

  15. Zelig Says:

    Io ed altri lettori del blog: basta che vai indietro con i messaggi. Avessi letto con la dovuta attenzione ti saresti accorta che nel mio ultimo post avevo poi scritto “mi chiedo”, non “ci chiediamo”. E’ sempre dura tener testa alla fama, eh?

  16. Lo Spulciatore Says:

    Quali equivoci potrebbero crearsi, caro Oscar?

  17. Till Says:

    ebbravo oscar,
    condivido l’analisi fino a circa metà del tuo post (per il resto resti sempre il solito provocatore 😉 ). Sul fatto che all’SVP non abbia fatto nemmeno il solletico, dissento eccome.
    A me era dispiaciuto un sacco che si fosse candidato all’europarlamento, ma sicuramente Strasburgo e Bruxelles erano le piazze in cui sarebbe riuscito a battersi per i suoi ideali. Qui a BZ lo abbiamo sicuramente perso di vista, ma è stato uno dei politici più infaticabili di questa terra, con una passione politica senza eguali
    Vabbé, potremmo star qui a discutere per giorni (e non c’ho né tempo né voglia).
    Comunque grazie per questo post. Ho scoperto la coppia dell’anno: zelig e la guressa! *lol

  18. Zelig Says:

    Till: in effetti il fatto che io e Guressa si stia qua sopra a vedere chi riesce ad aver l’ultima come due coniugi prostrati da vent’anni di convivenza, può dare questa impressione. Ovvìa, finche la noia non ci separi!

  19. vicario Says:

    Zelig e Guressa insieme? Questo sì che è uno scoop!!
    Oscar preparati, ho paura che tra un po’ un altro pellegrino potrebbe partire per chiedere la benedizione per i suoi peccati…

  20. Oscar Ferrari Says:

    Spulciatore, quando uno scrive un commento e nello spazietto dove si scrive il nome del sito web, si presume che scriva il proprio. Se un nick appare in blu, ci si clicca sopra e vedi il sito di chi ha postato il commento. Se uno clicca su Spulciatore e si apre il mio blog, può tranquillamente pensare che Spulciatore sia io, e sappiamo ambdue che non è così

  21. Lo Spulciatore Says:

    Oscar, pensa che il rimando al tuo sito l’avevo fatto volontariamente a guisa di pubblicità: detto questo, ti prego di non offenderti ma non credo sia possibile che qualcuno possa tranquillamente pensare che Spulciatore sia tu. Salvo mai dire mai, naturalmente. Ciò detto “se per favore” provvedi a specificare che il Tosolini intervistato da Valeria Frangipane nell’articolo da te citato è il superiore della medesima “è meglio”, così non si possono creare equivoci.

  22. Oscar Ferrari Says:

    Vicario, peccatore o peccatrice? la Guressa mi sa che mena. Till, provocatore perchè? su Langer che ha venduto i terreni a Tosolini? se non è vero perchè lo ha dichiarato?
    http://www.oscarferrari.it/varie/Tosolini-Langer.doc

  23. Zelig Says:

    Vicario: un’altra come questa e ti mando Chuck Norris! E non a salutarti!

  24. Oscar Ferrari Says:

    Zelig, non c´è niente da offendersi, anzi sarei orgoglioso che qualcuno pensasse che Spulciatore sono io. Il fatto è che (a occhio, ovviamente e basandosi solo sulle statistiche dei commenti e dei link), questo blog è frequentato più da gente estranea ai fatti bolzanini che da lettori del muro.
    In effetti, andava specificato che Tosolini è proprietario del giornale dove l´intervista è stata pubblicata, ma mi aspettavo appunto che la cosa saltasse fuori dai commenti.

  25. Lo Spulciatore Says:

    Come ho già detto, nella notizia citata i termini temporali non sono coerenti. In ogni caso, l’effetto immediato della frase incriminata è gettare discredito sulla figura di Langer: dall’effetto, lo scopo.

  26. Oscar Ferrari Says:

    Esatto, Spulcia. E qui ci sarebbe lavoro per te, scoprire come è andata davvero la faccenda

  27. Lo Spulciatore Says:

    Mi devo correggere. A leggere l’articolo la reazione “convenzionale non è il discredito su Langer, bensì una sorta di “legittimazione” ex post della bontà dell’insediamento Firmian. Ovvero, se i terreni a Tosolini glieli aveva venduti lui, allora vuol dire che… Il pezzo pubblicato sull’Alto Adige non è altro che un’enorme “marchetta”: davvero non hanno il senso della decenza….

  28. Till Says:

    Oscar, ce l’hai un indirizzo mail? vabbe uso questo spazio (non volermene, cancella se vuoi). da una collega a cui ho parlato bene e dato due dei tuoi fantastici cetrioli(ni) ho ricevuto questo link della concorrenza http://www.biokistl.it/
    ciao

  29. Iso Says:

    Io ho conosciuto Alexander Langer quando ero molto giovane, insieme alla mia amica, dopo una serata passata da Holler (gli insider sanno) un nostro amico ci ha portato a lavorare in una serigrafia. Per noi (ubriache piú o meno) era una cosa nuova. E allora fino alle 4 del mattino abbiamo stampato adesivi…”Frauen für Frieden=donne per la pace” e ci sentivamo molto importanti, io e la mia amica Regina abbiamo lavorato sodo. Poi é venuto Alexander Langer, per niente Star, ci ha portato da mangiare e da bere e ci ha ringraziato sinceramente del nostro contributo. Sono passati tanti anni, ma io quando ho sentito del suo suicidio, sono rimasta male, anche per la lettera che avrebbe lasciata con testuali parole..”i derpock’s nimmer= non ce’la faccio piú” …triste! Uno che ha cercato di riunire italiani e tedeschi . Io lo stimo ed é triste che é morto, doveva andare avanti!!!

  30. chimeraweb Says:

    Grande Alex..
    ultimamente le vie e i quartieri vengono dedicati a cani e porci, meglio niente alex, meglio alex nei nostri cuori e nella nostra testa.

  31. La guressa Says:

    @Oscar: “neppure il solletico”?..non credo; ma fa lo stesso, e poi non sono né abbastanza preparata, né abbastanza interessata alla polemica e/o alla demagogía
    @ISO: complimenti, un bellissimo commento.
    @Till: sei la mia rovina ((-:
    @Vicario: sei la mia rovina ((-:
    @Zelig: voglio gli alimenti e soprattuto il risarcimento per i danni morali (-:

  32. La JOe Says:

    …dunque se il terrorismo psicologico fosse riconosciuto…non sarebbe stato molto un suicidio…

    ..povero mondo…

  33. Oscar Ferrari Says:

    “vergognati a parlar male di Langer”, questo è più o meno il succo dei commenti che ho ricevuto a voce. Ho scritto solo quello che pensavo e documentandolo, ma mi rendo conto che mantenere il mito di “Langer che ha lasciato un vuoto incolmabile” fa comodo a tantissimi: a quelli che erano con lui, per giustificare il fatto di non essere in grado di combinare niente di buono o addirittura di andare nella direzione opposta, e a quelli che erano contro di lui perchè un nemico morto è certamente più facile da gestire di uno vivo.

  34. Lo Spulciatore Says:

    Caro Oscar, se la tua intenzione era di “smontare” il mito di A. Langer, non credo tu possa arrivare al risultato basandoti su di una sorta di pseudodiffamazione postuma. Al di là del capire cosa ci sia da smontare, ovviamente.

  35. Oscar Ferrari Says:

    Zelig, io mi sono basato sull´intervista di Tosolini, dove dice chiaro e tondo che i terreni del Firmian li ha comprati da Langer. Se questo non è vero non ne sono certo io il responsabile.
    Sull´aborto Langer ha sostenuto una posizione ambigua votando contro la risoluzione presentata dalla signora Nel van Dijk, pur dichiarandosi a favore della depenalizzazione.
    In quanto al mito, basta citare Andreotti ” i cimiteri sono pieni di gente che ha lasciato un vuoto incolmabile”

  36. Lo Spulciatore Says:

    Piccolo insegnamento: le fonti si collazionano. Che nel linguaggio tecnico significa che si controllano. L’affermazione da te citata, oltre che potenzialmente errata (la discrasia temporale di cui ho già evidenziato) è preda di un vizio di fondo (la giornalista intervista il suo datore di lavoro su questioni inerenti l’operato del suo datore di lavoro) non superabile. Non avresti quindi dovuto usarla a sostegno di una tua tesi senza averla controllata a dovere: la tua responsabilità sta semplicemente in questo.

  37. zia Says:

    Via Alexander Langer alla Roda di Vael.
    Concordo con lo Spulcia, Oscar. E’ troppo poco un articolo dell’AA, per un pre-giudizio in tal senso. Sembra quasi una “bastian-contrariata.”. Comunque è stimolante.
    Alex Langer me lo ricordo. Nel senso che l’ho conosciuto quand’ero ancora relativamente piccola. Anzi piccolissima paragonato ad oggi: 16 anni ca. in piazza Walther, ad una qualche manifestazione. Si avvicinò e tentò di raccontarmi di gabbie etniche e convivenza. A pelle non mi era molto simpatico. A pelle non mi è mai stato molto simpatico. Nel senso che non ci sarei uscita volentieri a bermi una birra.
    E poi, mentre mi parlava, mi stava troppo vicino. Sudava tantissimo. E io mi allontanavo. Impercettibilmente. A piccoli rimbalzi di sedere, accovacciata sul marciapiede.
    Poi, qualche anno più tardi, la guerra in Yugoslavia, l’Europa “neutrale”, e Langer che ci si tuffa, in quel conflitto. Era sempre stato contrario alla divisione della Yugoslavia e alla nascita di nuovi Stati. Felicemente salutati dal resto dell’Europa. L’attacco a Tuzla e poi il manifesto di Cannes con la famosa frase.
    Non ho mai fatto politica, ma tante stronzate sí.
    In quel periodo arrampicavo. Ogni domenica mi incrodavo in Dolomiti. Mi piaceva l’adrenalina e la calma che produceva su di me ogni scalata, in vista della settimana lavorativa. Reggevo ogni stress, sapendo che la domenica avrei scalato qualche fredda parete di calcare.
    E poi mi eccitavo ogni volta che vedevo quelli di Greenpeace che si lanciavano a tutta con i loro gommoni contro le baleniere giapponesi.
    E cosí decisi la mia azione, assieme ad altri tre montanari. Avremmo scalato la Torre Finestra (alla Roda di Vael) e srotolato un enorme striscione che si sarebbe potuto vedere da lontano: “L’EUROPA MUORE O RINASCE A SARAJEVO”. Questo era il messaggio. Il manifesto di Cannes. Il mio contributo alla lotta.
    Furono giorni di scelte: il telone da usare, prima di tutto. Doveva essere leggero da trasportare, ma allo stesso tempo resistente. Il colore della vernice e i supporti con cui legarlo. Decidemmo per un certo tipo di stoffa, spago resistente e supporti di legno.
    Partimmo di buon mattino. Una giornata di buon tempo. Un oretta a piedi, dopo aver preso la seggiovia del Paolina e poi l’attacco della via (estremamente facile). Lo striscione nello zaino i supporti a mò di racchette. Ma durante la giornata il tempo cambiò: inizialmente una debole brezza. A metà via (nonostante la facilità) non riuscimmo più a trovare la strada (o meglio le soste, come si dice in gergo) e il vento rinforzò. Si procedeva lentamente. Arrivati alla “finestra” (un enorme buco nella roccia), decidemmo che da lì avremmo srotolato lo striscione. Non c’era più tempo per arrivare in cima. Faceva freddo. Ma io mi sentivo già come su quel gommone delle baleniere giapponesi. Si sarebbe comunque visto perfettamente sia dal rifugio che da tutti i sentieri che circondavano la Roda di Vael. Appesi alla parete, con una sosta di fortuna, riuscimmo ad assemblare i supporti. Il vento era sempre più fastidioso. Ma con l’emozione dell’impresa lanciammo lo striscione. “L..E..U..R..O..P..A…M..U..O…Lo vedevamo srotolarsi. Quel fantastico striscione. Qualcuno dai sentieri sottostanti aveva già il naso all’insú. E noi fieri dell’impresa.
    Alla O l’intoppo. La parete non era strapiombante. Neppure verticale. Era inclinata o meglio ancora, appoggiata. E piena di fantastici appigli (avessimo dovuto salirla da quel lato). Provammo a riavvolgerlo per disincagliarlo. Varie volte. Tante volte. Uno di noi provò a calarsi in “doppia”. Niente da fare. D’improvviso, invece, una folata di vento più potente delle altre, lo strappò. L’EU in mano nostra, ROP da una parte, incartocciata in un anfratto, MUO dall’altra. JEVO in fondo ad un dirupo. RINASCE non me lo ricordo neppure più dove è finito. Un vero macello. Con la coda tra le gambe e qualche brandello di striscione, decidemmo che l’impresa era compiuta. Ma quei cazzo di pseudo-montanari dei miei compagni di cordata non volevano lasciare rifiuti in giro e cosí una volta scesi, ripartimmo in cordata, dalla parte opposta per recuperare i pezzi sparsi qua e lá. Ore e ore di fatica. Soste. E Vento. Recuperammo quasi tutto. Al rifugio parole da tutti: il gestore da lí a poco avrebbe chiamato il soccorso alpino e poi denunciato per procurato allarme. “Che tre deficienti” si sentiva biascicare da qualche tavolo più in là.
    Per fortuna mi dimenticai di avvisare i giornalisti. Lo striscione riassemblato riposó qualche giorno, srotolato, sul prato quasi verticale, sotto il rifugio. E le lettere di JEVO e ROP furono aggiustate alla meglio.

  38. Oscar Ferrari Says:

    Zelig, quando uno cita e linka un articolo apparso su un quotidiano, aggiungendo la frase “sempre che sia vero”, non ti pare ancora a posto con la coscienza?
    Neanche se alla fine aggiunge che “gli sembra strano”?

  39. Oscar Ferrari Says:

    Zia, anche a me non era simpaticissimo, ebbi a che fare brevemente con lui quando mi candidai coi verdi nel 1993 e proposi l´adozione della toponomastica monolingue portoghese per il Sudtirolo, immagina un po´ che ne disse

  40. Lo Spulciatore Says:

    Circa l’essere a posto con la coscienza, non ho competenza in materia: nel senso che la coscienza è la tua, non la mia. La questione è che l’articolo, seppur con i distinguo alla “sempre che sia vero” o che “gli sembra strano”, è stato citato ed è la base del tuo pezzo. Anzi, ne costituisce proprio la conclusione: “Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, SE VUOLE CHE RESTI CAMPAGNA, L’ULTIMA COSA CHE DEVE FARE E’ VENDERLO AD UN IMPRENDITORE DEL SETTORE EDILIZIO. O NO?” Non si capisce Oscar: metti in dubbio la veridicità dell’articolo della Frangipane o (tanto per usare parole tue) “il mito” di Langer venditore all’immobiliarista locale? Mi è palese (anche se non comprendo la necessità di “dissacrare” Langer) lo scopo del tuo articolo, ma è il metodo che hai tentato di usare che non va.

  41. Oscar Ferrari Says:

    dai Zelig, sai come sono fatto, a me piace seminare dubbi, con il blog, con le canzoni, con tutto il resto. Che avrei dovuto fare, tacere di quell´articolo pur essendone a conoscenza?

  42. Lo Spulciatore Says:

    Mah, cosa dirti. Io al tuo posto avrei fatto il contrario. Ovvero avrei usato l’articolo per dissacrare Tosolini (e Frangipane): senza dimenticare il, si fa per dire, giornale Alto Adige. Che, a dire la verità, si “massacra” (ci massacra?) già da sè ogni giorno.

  43. Lo Spulciatore Says:

    Ultima, poi davvero finisco. Citando l’articolo come hai fatto tu, più che dubbi semini veleni. Non sono proprio la stessa cosa, no?

  44. Aleyakke Says:

    ovviamente non so niente di tutta questa storia, e non mi ci metto neppure a fare dei commenti inappropriati, vorrei solo limitarmi a dire che non ti fa difetto la tecnica giornalistica che scorre una precisa analisi lasciando al lettore l’opportunità di valutarne la precisione.
    ciao
    Alex
    sempre più aggrappato alla campagna…

  45. hic Says:

    oscar sei veramente un super partes…un vero giornalista

  46. enzocorrenti Says:

    Ciao TuTTo BeNe a BoZeN?

  47. Oscar Ferrari Says:

    Zelig, il succo di tutta questa roba è questo: se è vero che Langer ha venduto i terreni a Tosolini allora non era quell´idealista che tutti credevamo, se non è vero Tosolini ha dichiarato il falso e bene farebbe la fondazione che porta il nome di Langer a difenderne il ricordo. A meno che non si trattti della solita giornalista che “ha frainteso”, nel cui caso bene farebbe il governo ad includere il giornalista tra i lavori usuranti (è un lavoro che porta danni all´apparato uditivo).
    Aley, grazie
    Hic, anche a te
    Enzo, tutto bene, tranquillo
    A tutti: e adesso mi lancio in un altro post che pone interrogativi altrettanto inquietanti

  48. Lo Spulciatore Says:

    Veleno, Oscar: comunque la metti, sempre veleno è.

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