MAI PIÙ NANI E BALLERINE

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Pare proprio che il primo banco di prova del Partito democratico sarà proprio qui, in Trentino Alto Adige, nell´autunno del 2008. Nonostante quello che si predica in giro, nessuno ha interesse a far terminare questa legislatura prima dei due anni e mezzo necessari ai parlamentari per incassare la relativa, cospicua pensione.

Non so come vada a Trento, ma qui in Sudtirolo sono già cominciate le grandi manovre del PD. Grandi manovre si fa per dire, per adesso si tratta solo di renitenze e diserzioni, tanto per restare in tema. È già da parecchio che solo a sentir parlare di PD, dalla Margherita scappano a destra e dai DS a sinistra.

Niente di grave, per carità, cose che succedono. Ma il bello è che tutti se ne scappano per cercare di creare un polo unitario, un soggetto politico che riunisca il voto del gruppo etnico italiano ( il 25%  dei circa 400.000 abitanti),  e che possa dialogare alla pari con la Südtiroler Volkspartei ( che ha  i voti del 90% dei restanti 300.000).

Obiettivo ambizioso e mai raggiunto da nessuno, Don Chisciotte al confronto sembra il mister muscolo del “ti piace vincere facile”del grattaevinci. Per adesso sono tutti single, ma così ad occhio andrà a finire che si raggrupperanno  in una alleanza casinista ( intesa non nel senso buono, Casini sarà il loro referente nazionale) e una destra moderata. Aggiungere PD, destra normale e sinistra democratica, e ad unire il voto italiano (un´idea che mi fa schifo) saranno almeno in cinque o sei.

Il PD però ha un grande asso nella manica, la società civile. Hanno presentato il comitato promotore, e solo un terzo dei componenti proviene dai partiti, il resto è società civile.  Che palle, ancora con questa società civile, lo aveva già fatto Craxi con i nani e le ballerine. Ma stavolta è diverso, ci sono dirigenti pubblici, dirigenti sindacali, presidenti di cooperative e di istituzioni culturali, tutta gente che con i partiti non ha mai avuto niente a che fare. Ma allora chi li ha messi lì?

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11 Risposte to “MAI PIÙ NANI E BALLERINE”

  1. Aleyakke Says:

    e chi lo dice che con i partiti non hanno “nulla a che fare”?
    meglio un solo dirigente maneggione che un’intera azienda siderurgica (ce ne sono ancora?) con migliaia di “utopistiche” inutili tessere cigielline.

  2. Zelig Says:

    Oscar, basta intendersi: società civile vuol dire una cosa ben determinata. Poi ognuno può vantarsi d’averla con sè o meno: tutto sta a vedere di che si parla. Continuano a ripetere che Berlusconi è sempre stato assolto e a chi ribatte loro che, in verità, un paio di volte è stato anche prescritto (reato accertato) rispondono: “prescritto, assolto, è la stessa cosa”. Sicuramente è la stessa cosa nel senso che in entrambi i casi il nostro non si fa nemmeno un giorno di galera. Ma tra le due definizioni corre la stessa differenza che passa tra un innocente ed un colpevole. Società civile: io posso anche tentare di spacciare per “società civile” tutta quella pletora di seconde linee della politica presentate l’altro giorno al Cristallo. Ma tutto sta agli elettori: certo, se passano l’intero giorno (mi si passino i francesismi) a “cazzeggiare” e a leggere “minchiate”, difficile si accorgano della differenza. Male che vada li votano, bene che vada si astengono. Insomma: e muovere il culo, mai?

  3. brigidafraioli Says:

    eh… lasciam perdere và.
    A parte tutto: l’illustrazione è meravigliosa 🙂

  4. proud Says:

    bha…
    società civile.
    Se lo dici tu…
    bella la foto

  5. proud Says:

    per zelig:
    non parlare di prescrizione, se non sai quel che dici

  6. Zelig Says:

    Mio caro proud, non sia ancor più sciocco di quello che già appare dalle poche righe che, ahimè, mi dedica. Se vuole una lezioncina di diritto, mi dia una casella di posta valida: sono celebre per riuscire a cavar sangue dalle rape almeno tanto quanto insegnar a leggere agli asini. Sullo scrivere, purtroppo…. Ah, dimenticavo: ad evitare d’infastidirmi con la volgarità della sua confidenza, perchè non prova a darmi del lei?

  7. hic Says:

    Oscar, ti ho visto questa mattina che sfrecciavi in via Gallilei con tua mamma aggrappata alla maniglia antipanico, guarda che sopra la caserma dei vigili ci sono le telecamere….

    ahi ahi ahi

    a momenti investivi il mio collega che stava tagliando le siepi

  8. Zelig Says:

    Mai letta migliore definizione di ossimoro (figura retorica che consiste nell’accostare parole che esprimono sensi abitualmente contrapposti – ad es. una lucida follia, un silenzio assordante). Il verbo sfrecciare alla FIAT Palio, intendo….

  9. La guressa Says:

    “…ci vedrete danzare come giovani zanzare…”

  10. ufficio stampa Says:

    Il giornalista romano ha rinunciato in extremis alla candidatura

    Antonello De Pierro non correrà più per la guida del Partito Democratico

    Il direttore di Italymedia.it e storico conduttore di Radio Roma, oltre che leader del movimento “L’Italia dei diritti”, aveva deciso di candidarsi, ma come si apprende dal coordinatore nazionale del movimento stesso Dario Domenici, è stato costretto a ritirarsi per motivi personali

    Aveva accettato di candidarsi per le Primarie del 14 ottobre 2007, per concorrere alla carica di segretario nazionale del Partito Democratico, dopo che da più parti gli erano giunte richieste in tal senso, e, sostenuto da più associazioni e gruppi, oltre naturalmente che dal movimento per i diritti dei cittadini “L’Italia dei diritti”, di cui è presidente, aveva avviato in tutta la penisola la raccolta delle firme necessarie da consegnare entro il termine fissato, per accedere all’elenco degli aspiranti. In extremis però il popolare giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it http://www.italymedia.it e voce storica dell’emittente radiofonica Radio Roma, giannizzero di tante battaglie in campo sociale, sempre per tutelare i diritti dei più deboli, schierato contro l’arroganza dei potenti e la corruzione dilagante di settori deviati delle istituzioni, per motivi personali ha rinunciato a candidarsi. E’ quanto è stato reso noto dal coordinatore nazionale del movimento “L’Italia dei diritti” Dario Domenici, che non ha specificato il motivo della defezione, che come già accennato risalirebbe a motivi prettamente personali. Sembra che la decisione di De Pierro di concorrere alla carica per cui sono candidati Walter Veltroni, Furio Colombo, Enrico Letta, Rosy Bindi, Mario Adinolfi ed altri, sia scaturita dalla necessità soggettiva di apportare una ventata di forte coinvolgimento sociale in una classe politica ormai impopolare, e sempre fedele al suo motto, ripescato nell’archivio geniale di Cesare Pavese “Non bisogna andare incontro al popolo, ma essere popolo”. Ed è proprio ciò che il giornalista romano ha da sempre fatto, dalle pagine dei giornali diretti, dalle frequenze radiofoniche, ma soprattutto grazie all’indole solidale che lo caratterizza, facendosi carico di problemi che nella maggior parte dei casi, con l’impegno, la caparbietà e la forza mediatica ha brillantemente risolto, rivendicando la sua indipendenza e non preoccupandosi giammai di potersi mettere contro i cosiddetti potenti. Spesso ha pagato anche sulla propria pelle le omissioni e le falsificazioni clamorose a livello istituzionale, e successivamente le ritorsioni, solo, in virtù del suo innato senso di giustizia, per aver tentato di far rispettare dei sacrosanti diritti, che nelle circostanze erano stati spudoratamente calpestati. Italymedia.it è da sempre un portale di informazione libera che denuncia tutto il marcio che riesce a smascherare, in maniera politicamente trasversale, la giustizia e i diritti non hanno colore, anche perché è pura retorica, peraltro piuttosto patetica la convinzione che le ingiustizie e i soprusi siano peculiarità di questa o di quella classe politica. Dove esiste l’uomo c’è il pericolo di degenerazione morale, ed è dovere sacrosanto di chi si muove nella legalità denunciarlo, anche se ciò non sempre avviene, ed è un dato di fatto che spesso il delinquente è più forte dell’onesto, e muoversi nell’illecito è più agevole che addentrarsi nei vincoli che la codificazione legale impone.

    Tra l’altro il giornalista e conduttore era considerato l’unico che avesse qualche improbabile e comunque inutile chance in più, di fronte a Superwalter, che dopo il grande consenso conquistato meritatamente alla guida dell’amministrazione capitolina, ha già in tasca la leadership del nascente Partito Democratico. I candidati Rosy Bindi ed Enrico Letta, facenti parte di un governo che ha fortemente deluso anche il suo stesso elettorato, non hanno alcuna speranza a cui aggrapparsi per ottenere l’ambita posizione di vertice. Il leader de “L’Italia dei diritti” comunque sosterrà Walter Veltroni, persona che ha dichiarato in più occasioni di stimare umanamente e politicamente da sempre e in cui ripone grande fiducia, ed ha annunciato che presto, “viste le pressioni della gente e dei fedeli lettori, ascoltatori e sostenitori, non potrà esimersi dall’affacciarsi sulla scena politica romana e nazionale, per ottenere uno strumento in più al fine di tutelare gli interessi di chi spesso non ha voce, in quanto soffocata dal potere e dall’arroganza di pochi eletti”, priorità diventata ormai una missione ed una ragione di vita.

  11. proud Says:

    non renderti ridicolo, zelig.

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