Archive for luglio 2007

POST CORTO, E ANCHE IDEOLOGICO

31 luglio 2007

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C´è per caso in giro qualcuno che mi sa spiegare cosa è arte cosa non lo è? io conosco un sacco di gente che fa l´artista (di  professione), e se mi basassi solo su questo dovrei pensare che l´arte è quello che un qualsiasi imbecille riesce a fare, basta che disponga delle giuste entrature.

Ormai è gia stato detto, musicato, scritto, dipinto, filmato, doppiato e tradotto, prodotto  tutto. Può essere che l´arte sia fare qualcosa di interessante sempre con gli stessi ingredienti?

Se fosse così, allora le uniche forme d´arte ancora degne di questo nome sarebbero la cucina, le soap opera, la pubblicità e il porno.

O anche il bloggare?

NOO, IL GUARANITO NOO!…

29 luglio 2007

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Festa de L´Unità, se non è l´ultima poco ci manca, sarebbe un delitto non andarci. La serata è bella, tutto si svolge all´insegna del politicamente corretto, non gira una falce e martello neanche a pagarla oro, il gruppo suona uno ska più che accettabile ed ha il grosso merito di non spaccare i timpani. Certo che i ripetuti inviti a ballare vengono colpevolmente snobbati dal popolo neodemocratico, d´altronde il ballo è lo strumento del diavolo, e bisogna pur adattarsi al nuovo corso delle cose.

Come d´uopo, va in onda la commedia dei pezzi grossi del partito messi a lavorare manualmente, un po´  come il Papa che una volta all´anno lava i piedi ai barboni. E anche in questo segue una logica gerarchica ben consolidata, ai caporioni viene assegnato l´ambito compito di sparecchiare i tavoli, un compito all´apparenza umile ma che rende molto in termini di visibilità.

Ed è cosi che non fai in tempo a finire una birra che arriva a portartela via l´assessore urbanistico pipamunito che, impacciatissimo nel suo improbo compito, è costretto a farsi coadiuvare dal segretario locale dei DS, un giovanotto occhialuto di belle speranze  che per  l´occasione getta alle ortiche anni di studio e di gavetta, sfoggiando senza ritegno un paio di  imperdonabili pinocchietti  blu. Molto meglio se la cava la matrona assessora, che almeno dimostra una certa perizia nel non portarti via la birra con dentro l´ultimo sorso.

Alla cassa, un cartello avverte che “qui non si vende la coca cola“. In omaggio al trend terzomondista ed  equosolidale , la bevanda imperialista è sostituita dal più politicamente corretto Guaranito, un improbabile beverone dal sapore molto simile al chinotto lasciato aperto due giorni.

Comunque, per Gino, un esordio da star

CIAO GINO (O.Ferrari)

27 luglio 2007

 

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ascolta il brano

 

Ciao, Gino ciao

è triste abbandonarti così

Ciao, Gino ciao

povero cagnolino, davvero non vorrei

lasciarti qui, sulla corsia d´emergenza

no, non è cattiveria, è che vado in vacanza

STAI ATTENTO A NON FARTI SCHIACCIARE DAI CAMION

COME GLI ALTRI, CHE HO TROVATO AL RITORNO

SPIACCICATI SULL`ASFALTO

ED IO HO PIANTO PER LORO

Ciao, Gino ciao

ti lascio una bistecca, ma non mangiarla in fretta

sennò stai male

Gino ciao,

tira via la coda, altrimenti urlerai

quando chiuderò la portiera

 

MR.ALEX CHE ODIA I PINOCCHIETTI

24 luglio 2007

Pinocchietto Cabassa

Ormai lo sapete, per me, ma anche per Cabassa, correntone Rossi e un po´ tutta la banda del Partito per Tutti, Mr.Alex rappresenta l´anello di congiunzione fra l´umanità e quell´essere superiore, di cui solo dopo la nostra dipartita da questo infame mondo terreno, conosceremo o meno l´esistenza. In altre parole, io non so se Dio esista o no, ma se esiste ed ha un vice, costui altro non può essere che Mr.Alex.

Mr.Alex la imbrocca sempre giusta, di lui ci fidiamo, avere la sua benedizione (cosa che raramente accade) per una iniziativa, per una canzone, o semplicemente per un giudizio su quanto una ragazza possa incarnare il solo valore assoluto che tutti i popoli e le etnie riconoscono, è fondamentale. Per ogni cosa insomma, è sempre cosa buona e giusta e fonte di salvezza chiedere un parere a Mr.Alex, sempre ringraziando il cielo per essere fra quelli a cui lui concede udienza.

E quando il germe del dubbio si instaura nelle nostre menti, facendoci dubitare del di lui verbo, è bene scacciarlo  come il segno di un´entità maligna, ed è proprio di questo che vi voglio raccontare.

L´anno scorso, di ritorno da un viaggio insieme a Cabassa, Mr.Alex si scatenò in una crociata contro i pinocchietti (lui li chiama così), quei pantaloni da uomo a tre quarti di gamba che ancora oggi molti portano impunemente. “Puoi suonare bene quanto vuoi, ma se hai i pinocchietti sei comunque una schifezza”, questa fu una delle sue frasi più convincenti. In questa sua crociata, il nostro fu coadiuvato alla grande da Cabassa, fino a quel momento pinocchiettaro convinto (ne aveva un paio simili a quelli della foto) ma che da allora in poi, come tutti gli spretati e gli ex fumatori, si rivelò il più acerrimo nemico del proprio passato.

Non ho ancora capito cosa ci sia di male ad indossarli, ma per non saper nè leggere nè scrivere, mi sono adeguato al verbo di Mr.Alex e i pinocchietti che avevo, o li ho tagliati al ginocchio, oppure li ho semplicemente buttati via, o jeans o pantaloni corti.

Ma perchè Mr.Alex odia così tanto i pinocchietti? guardate come stanno bene addosso alla Brigida

QUARTIERE ALEXANDER LANGER?

20 luglio 2007

 A Bolzano sono più o meno un paio di mesi che si discute se sia il caso di intitolare o meno una via ad Alexander Langer,  che è stato forse l´uomo politico più famoso del Sudtirolo, al di fuori dei suoi angusti confini, ovviamente.

Fondatore dei Verdi, attivo pacifista, europarlamentare, Langer è morto suicida nel 1995, e proprio su questo fatto si sono manifestate delle resistenze da parte della SVP (il partito che qui comanda) ad intitolargli una via, per non offendere la profonda religiosità degli abitanti di questa terra.

Motivazione ridicola che però ne nascondeva un´altra venuta allo scoperto pochi giorni orsono, la SVP non vuole una Via Alexander Langer perchè tutta la storia politica locale di Langer si basava sul superamento delle gabbie etniche atte a mantenere separati gli abitanti di lingua tedesca da quelli di lingua italiana. Essendo la SVP il partito di raccolta del gruppo linguistico tedesco, è ovvio che il superamento delle barriere etniche ne decreterebbe l´inutilità e quindi la fine. Quindi, meglio dimenticarsi alla svelta di Langer, altro che dedicargli una via.

Quando la SVP dice che una cosa non si fa, non si fa e basta, al limite si può giocare un po´ al poliziotto buono e a quello cattivo, come stanno facendo il capo supremo del Sudtirolo Durnwalder, che si dimostra possibilista e la SVP di Bolzano città, compatta per il niet.

La motivazione religiosa è terrificante, ma in fondo da gente che ha negato i funerali cristiani a Welby non ci si può aspettare niente di diverso, anche se Langer negli ultimi anni della sua vita si era avvicinato molto alle posizioni di  Papa Wojtyla, anche quelle riguardanti l´aborto. Puó certamente suonare blasfemo, ma mi azzardo a dire che se Langer fosse ancora vivo anche noi in Sudtirolo avremmo il nostro Rutelli.

La motivazione politica è ridicola quanto quella religiosa, anzi non vedo proprio quale fastidio abbia mai dato realmente Langer allo strapotere di un partito che si regge su ramificazioni famigliari ed economiche tali da non metterne affatto in dubbio la sopravvivenza, anzi un po´ di dissenso è essenziale al mantenimento dello status quo.

A questo punto sono saltati fuori i migliori, i cerchiobottisti, hanno detto: “intitoliamo a Langer la maestosa biblioteca provinciale, che sarà pronta fra cinque o sei anni”, in pratica spostiamo tutto sperando che nel frattempo Langer venga dimenticato.

Buon ultimo, mi ci metto anch´io: non una via, non un edificio ma un intero quartiere, il costruendo quartiere Firmian (per la giunta di Bolzano sarà un quartiere modello, ma molte case rimangono invendute), dovrà chiamarsi  “quartiere Langer“, ed ho pronta anche una motivazione coi fiocchi:

Il “quartiere Langer”, esiste proprio grazie a lui, ad Alexander Langer. È stato lui, in effetti, a vendere buona parte dei terreni su cui sorge al costruttore Tosolini, sempre che sia vero quanto riportato sul quotidiano Alto Adige il 5 Aprile 2006 nell´intervista rilasciata a Valeria Frangipane dal Tosolini stesso.

Anche a me pare strano, un ambientalista convinto quando vende un terreno, se vuole che resti campagna, l´ultima cosa che deve fare è venderlo ad un imprenditore del settore edilizio. O no?

CHE BRUTTO SCRIVERE DI QUESTO

16 luglio 2007

Certo che leggendo le notizie degli ultimi giorni riguardanti gli incidenti causati dall´alcool, diventa quasi improponibile esprimere un´opinione diversa da quella dominante. Arresto obbligatorio e imputazione di omicidio volontario per chi causa vittime mettendosi alla guida ubriaco, sono le soluzioni più gettonate nel sondaggio di Repubblica.

Attenzione pero, non tutti i casi sono uguali, l´UBRIACO AL VOLANTE UCCIDE TRE BAMBINI di sabato scorso è una cosa, il TRAVOLGE E UCCIDE UNA RAGAZZA. GUIDAVA UBRIACO di oggi un´altra.

Nel primo caso si trattava di uno 0.7, un valore che non può certo significare ubriachezza, a meno di non voler dire che fino a pochissimi anni fa era consentito guidare ubriachi (il limite era 0,8). In quel caso le vittime sono state causate dal fatto che la vettura tamponata, un´Alfa 166 omologata per 5 persone e quindi con 5 cinture di sicurezza disponibili, aveva a bordo sette persone di cui quattro minori.

Senza voler in alcun modo giustificare chi ha provocato il tamponamento, la stampa e i media in generale avrebbero dovuto porre un accento anche su questo particolare, invece di creare un mostro da un ragazzo che ha  sbagliato nel mettersi alla guida, ma che non appare certo come l´unico responsabile della tragedia, girare in autostrada con un´automobile sovraccarica in quel modo mi sembra più grave di aver bevuto mezza birra in più.

Il caso di Pinerolo invece, è agghiacciante, qui l´opinione dominante coincide con la mia.

SOTTO LA DOCCIA, LA RIFORMA DELLE PENSIONI

10 luglio 2007

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Sarà anche merito (o colpa) dei coglioni che mi diventano duri e sodi dopo la doccia gelida a cui sono abituato, ormai da anni, a sottoporli, ma dopo il più che quotidiano lavacro mi vengono spesso delle idee geniali (si fa per dire) per risolvere problemi di cui leggo o sento parlare. Oggi tocca alla riforma del sistema pensionistico.

Prima di tutto, vediamo di intenderci bene su cosa significhi la pensione. Io la concepisco come un reddito che serva a far vivere dignitosamente una persona che, raggiunta una determinata età , non sia più in grado di lavorare o non ne abbia più voglia.

Quindi,  TUTTI IN PENSIONE ALLA STESSA ETÀ E CON GLI STESSI SOLDI

Si dividono semplicemente le risorse disponibili per il numero dei cittadini in età pensionabile. Se guadagni milioni di euri con il tuo lavoro ti conviene continuare a svolgerlo e puoi fare anche il bel gesto di rinunciare alla pensione, se invece hai vissuto di espedienti, ad una certa età ti meriti la pensione solo per esserci arrivato.

Faccio fatica a farlo, ma posso anche accettare che un dirigente d´azienda guadagni molto di più di un semplice impiegato, è una questione di capacità, responsabilità e preparazione, e va bene. Ma quando ambedue hanno concluso la loro vita lavorativa, non vedo il motivo per cui questa differenza di retribuzione debba continuare a sussistere,  sono semplicemente due cittadini l´uno uguale all´altro, e come tali devono essere trattati.

Ovvio che, in un discorso del genere, il concetto stesso di previdenza sociale va a farsi benedire, la pensione diventa pura e semplice assistenza sociale, finanziata dalla fiscalità generale, al quale ogni cittadino è tenuto a concorrere in modo proporzionale al proprio reddito.

Ah, dimenticavo, c´è da risolvere la questione dei lavori usuranti: facile, non ci devono essere lavori usuranti, se uno lavora in una fonderia deve semplicemente disporre di una giornata lavorativa più breve di quella dell´usciere che sta tutto il giorno fuori a fumarsi le cicche, e morta lì.

L´ultima poi smetto: TUTTI IN PENSIONE ALLA STESSA ETÀ E CON GLI STESSI SOLDI, a me è venuta così e così l´ho scritta, ma qualcuno sa dirmi quanto salterebbe fuori a cranio?

LADY DIANA, SE CI RIPENSO…

7 luglio 2007

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Poche persone come me e Cabassa, si sono rammaricate della tragica fine di Lady Diana Spencer. “Lady Diana” era il pezzo con il quale chiudevamo i concerti, a volte chi già ci conosceva lo invocava già a metà concerto (perchè gli piaceva il pezzo o per farci finire alla svelta?).

Su una base scopiazzata alla buona da Foxy Lady di Jimi Hendrix io simulavo, prima rispettosamente riluttante poi sempre più convinto,  un amplesso con l´allora consorte del Principe di Galles.  Il pezzo piaceva davvero tanto, anche se io in un certo modo mi rammaricavo di ciò, con tutto l´impegno che ci mettevo per scrivere testi più complessi e melodie più raffinate.  D´altronde, mai sputare nel piatto dove si mangia, e quindi “Lady Diana” non mancava mai nel repertorio.

Al Cabassa, che già da allora si dilettava con discreto successo con la house music,  le venne l´idea di farne una versione ballabile, roba da radio e discoteche insomma. La facemmo uscire su vinile, e subito arrivarono delle buone notizie, le radio la trasmettevano ed entrava anche nelle  charts,  addirittura si stava approntando la distribuzione del disco in Inghilterra.

Passano un paio di mesi e Lady Diana muore sotto il tunnel, e con lei le nostre speranze di sfondare nel mondo house. Inoltre ci tocca anche avere il buongusto di non eseguire più  il pezzo dal vivo e di toglierlo dal disco live, una vera jattura, insomma.

Eccovi comunque quello che poteva essere il tormentone di quell´estate , in quattro versioni:

LADY DIANA HOUSE 1 by CABASSA

LADY DIANA HOUSE 2

LADY DIANA GOTHIC by DALLELUCHE

LADY DIANA acappella

                                          

MAI PIÙ NANI E BALLERINE

5 luglio 2007

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Pare proprio che il primo banco di prova del Partito democratico sarà proprio qui, in Trentino Alto Adige, nell´autunno del 2008. Nonostante quello che si predica in giro, nessuno ha interesse a far terminare questa legislatura prima dei due anni e mezzo necessari ai parlamentari per incassare la relativa, cospicua pensione.

Non so come vada a Trento, ma qui in Sudtirolo sono già cominciate le grandi manovre del PD. Grandi manovre si fa per dire, per adesso si tratta solo di renitenze e diserzioni, tanto per restare in tema. È già da parecchio che solo a sentir parlare di PD, dalla Margherita scappano a destra e dai DS a sinistra.

Niente di grave, per carità, cose che succedono. Ma il bello è che tutti se ne scappano per cercare di creare un polo unitario, un soggetto politico che riunisca il voto del gruppo etnico italiano ( il 25%  dei circa 400.000 abitanti),  e che possa dialogare alla pari con la Südtiroler Volkspartei ( che ha  i voti del 90% dei restanti 300.000).

Obiettivo ambizioso e mai raggiunto da nessuno, Don Chisciotte al confronto sembra il mister muscolo del “ti piace vincere facile”del grattaevinci. Per adesso sono tutti single, ma così ad occhio andrà a finire che si raggrupperanno  in una alleanza casinista ( intesa non nel senso buono, Casini sarà il loro referente nazionale) e una destra moderata. Aggiungere PD, destra normale e sinistra democratica, e ad unire il voto italiano (un´idea che mi fa schifo) saranno almeno in cinque o sei.

Il PD però ha un grande asso nella manica, la società civile. Hanno presentato il comitato promotore, e solo un terzo dei componenti proviene dai partiti, il resto è società civile.  Che palle, ancora con questa società civile, lo aveva già fatto Craxi con i nani e le ballerine. Ma stavolta è diverso, ci sono dirigenti pubblici, dirigenti sindacali, presidenti di cooperative e di istituzioni culturali, tutta gente che con i partiti non ha mai avuto niente a che fare. Ma allora chi li ha messi lì?

GINO, MAI PIÙ SENZA DI TE

3 luglio 2007

                                        

Nei telefonini ormai ci mettono di tutto: foto e videocamere, lettori mp3, vibratori ( non quelli intesi nel senso buono, anche se l´idea non è male), radio, tv, internet e quant´altro, come se uno non avesse altro da fare che andare in giro a vuoto telefonando, ascoltando musica, fotografando, chattando e guardando la tele.

Quello che serve non c´è mai, se qualche mese fa avessi avuto un telefonino con l´etilometro incluso, adesso non sarei un reietto della società, una persona da recuperare facendole frequentare un corso di riabilitazione alla guida in stile alcolisti anonimi, vedendo un risultato di 0,79 mi sarei fermato a dormire in macchina o semplicemente avrei continuato a partecipare alla festa bevendo minerale.

Insomma il telefonino è utile, ma lo potrebbe essere molto di più se le case produttrici pensassero veramente ai bisogni della gente, invece di indurne di nuovi.

Credi di avere la febbre? il telefonino non te la misura, guardati Bruno Vespa e se non ce l´hai ti viene. Hai bisogno di lavarti i denti? il telefonino vibra ma non ha lo spazzolino incorporato, chatta che è meglio così. Vuoi controllare il tuo tasso alcolico prima di metterti alla guida? neanche quello sa fare il telefonino.

Signor Nokia, signor Motorola, signor Siemens, datevi da fare. Io intanto mi sono appena comprato Gino, l´ho battezzato così il mio etilometro personale (made in Germany, quando c´è in ballo la patente meglio non fidarsi dei cinesi).

Gino, ti aspetto, saremo inseparabili. Meglio tu che che un pacemaker

GONGOLA PURE, IO TI SLINKO

2 luglio 2007

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Vai su un blog e trovi uno che gongola perchè è entrato in classifica di cosa non sa neanche lui, ne becchi un altro che ad ogni 1000 visite ci fa un post dove ringrazia tutti quelli che ci sono andati, poi c´è  quello che ogni mese festeggia il compleblog, che due palle! dal prossimo in poi,  inizio a cacciarli dal blogroll.

Poi se guardi le classifiche, per trovare dei bei blog personali, devi andare dal cinquantesimo posto in giù, prima ci trovi quasi solo gente che usa internet per parlare di internet, leggi un paio di post e quasi ti vergogni di non usare  ´sto cazzo di Ubuntu di cui parlano tutti. Sembra quasi che uno che usa il pc normalmente come glielo hanno venduto sia un povero pirla schiavo delle multinazionali, addirittura in certi siti si apre la finestrella che ti avverte che stai usando ancora Explorer (imbecille, cosa aspetti a metterti a posto?), senza che tu possa rispondere ” e a te, di quello che uso, che te ne frega?”.

Non parliamo poi del mercimonio della linkatura, in rete girano soggetti che per un link su un sito ben piazzato venderebbero la loro madre, e tutto questo allo scopo di accaparrarsi visitatori, che a loro volta ci vengono nella speranza di essere linkati.

È peggio della televisione, dove le varie reti si contendono l´audience a colpi di porcherie, cacciatori di link e di visite, io a voi vi slinko