VOLEVO FARE LA CATENA MA…

 coglioni1.gif

Mi scateno, nel senso che mi tolgo dal collo il cappio delle catene in cui una delle mie blogarpie preferite, nonsonounasconnessa mi ha, con mio sommo piacere, nominato.

La prima catena riguarda i libri, i 5 libri che hanno segnato la mia esistenza terrena dalla nascita al momento in cui scrivo. eccoli qua:

Uno: era un manuale di Yoga, inteso non come succo e polpa di frutta, ma come Yoga con la ipsilon maiuscola. Confesso di non averlo letto tutto, anche perchè suggeriva  certe pratiche che sinceramente non me la sentivo di adottare. Secondo loro, per essere un bravo Yogi ( non l´orso eh…) dovevi fare cose tipo bere acqua salata e poi vomitarla, introdurre acqua dal naso ed espellerla dall´ano, e roba simile.

Trovai però in quel libro un trafiletto che cambiò la mia vita, spiegava che la differenza tra un uomo giovane e uno vecchio sta nei coglioni ( chiamarli testicoli è troppo politicamente corretto).  L´uomo  giovane li ha attaccati al resto del corpo stile Bronzi di Riace, e il vecchio li ha invece penzolanti come le clic-clac degli anni settanta, e non raramente, come le clic-clac, capita che sbattano fra di loro, stile  Polli di Renzo.

Quel trafiletto spiegava anche i coglioni erano molto importanti perchè sono la sede di moltissime terminazioni nervose, e che mantenerli belli sodi era un ottimo viatico per mantenersi giovani e quindi vivere più a lungo. Il ragionamento non faceva una piega e quindi continuai a leggere il trafiletto, fino a quando iniziò a spiegare la maniera per ottenere il risultato, due bei coglioni belli tosti e fissi.

Si trattava di irrorarli, almeno una volta al giorno, con acqua la più fredda possibile, in modo che si abituassero a non rilassarsi, una bella passata di doccia gelida era la cosa più indicata.

Letto, fatto. Era intorno all´ottobre del 1987, e da allora cominciai a prendere l´abitudine di spararmi, dopo la doccia, una bella passata di acqua fredda ( che da noi in Sudtirolo, specialmente  d´inverno, non manca) sui coglioni, e di non smettere fino a quando non diventano duri, ma duri forte, a volta fanno quasi male da quanto sono duri. Da allora, non ho mai smesso.

Al mondo c´è gente che ha dedicato una vita intera ad un ideale, che vuoi che siano neanche vent´anni per un´illusione?

Un post sul blog per me non deve mai essere tanto lungo, e mi rendo conto che fino ad adesso ho scritto solo di un libro. Vuol dire che la catena la farò la prossima volta

Annunci

Tag: , , ,

27 Risposte to “VOLEVO FARE LA CATENA MA…”

  1. La Guressa Says:

    Oscar, la storia delle doccie fredde é vera e funziona, parola di Guressa, ancora piú preciso sarebbe passare il getto d’acqua fredda anche nella zona perineale (il perineo é quella parte tra i genitali e l’ano ovvero il buco del culo)….
    Riguardo a Roberto Soffici, ti risondo sul mio Blog.

    …e mi racommando: tien duro!!!

  2. La guressa Says:

    P.S.: peró non é carino che non rispondi piú ai commentatori (cioé noi) del tuo blog…davvero…

  3. vince Says:

    Questa pratica, dopo le tue prime esperienze ampliamente divulgate nei bar, divenne pure la mia. Al termine di ogni doccia, prendevo il “telefono” e mi passavo dapprima tutto il corpo con un getto di acqua freddissima (manopola girata tutta e di colpo sul bollino blu). Naturalmente, avevo cura di stemperarmi raffreddando prima polsi e caviglie, e poi passavo al corpo. Dopo, toccava alle palle: il “telefono” piantato fisso nella zona, sguardo e pensieri concentrati altrove (cose da fare dopo la doccia), aspettavo tranquillo finchè le sacche non si ritiravano quasi completamente. Il segnale che l’opera era completata mi veniva però dato non da loro, ma dai piedi: era l’inizio di congelamento dei piedi, per l’acqua gelida che scendeva su di loro, che mi portava a chiudere l’erogatore. Ora purtroppo, e non so perchè, ho smesso di praticare, come si diceva in gergo. Forse perchè, non conoscendo lo stato dei tuoi coglioni ma il tuo stato generale, temo di assumere certe tue caratteristiche? Comunque voglio tornare a prtaicare, e giuro che ce la metterò tutta. Bene, Oscar, è stato bello parlare con te di letturatura: aspetto di conoscere gli altri testi che furono fondamentali per la tua formazione, sperando di poter intavolare altre discussioni letterarie di elevata fattura.

  4. pescefuordacqua Says:

    mhhh … insomma il primo dei “Tuoi” libri è altamente culturale …. immagino il resto 😉

    Ciao Oscar
    Miky

  5. La JOe Says:

    …cavoli….chissà cosa mi aspettrà quando all’uni inizieranno i corsi di letteratura2….hmm hmm…

    …ma tipo se mi faccio la doccia fredda sulle tettine aiuta anche x quello? così che ne so evito pure di aggiustare il boiler se è per una nobile causa.

    ^________^

  6. Zelig Says:

    Oscar: ma stai bene?

  7. nonsonounacommessa Says:

    Questo post è straordinario, come dire, è troppo tuo!
    Che poi sta cosa io mica la sapevo, adesso però che la so.. e… bhò.. come dire, son contenta ecco..
    Baci dalla tua nonsonounasconnessa!!!

  8. vince Says:

    Oscar, oggi ore 18.25 ho ripreso a praticare, come mi ero ripromesso. Bella doccia calda e poi zac, manettone sul bollino blu a tutta birra. Ora mi sento meglio, e loro laggiù anche. In attesa di continuare con altre analisi letterarie, ti invito a postare prossimamente un pezzo sul gioco del Risiko, e sulla corrente filosofica della scuola del Vurza, alla quale mi onoro di appartenere.

  9. nonsonounacommessa Says:

    @ Vince
    IL RISIKO!?!
    NOI FACCIAMO I CAMPIONATI..

  10. cymbalus Says:

    Quando accompagnai John, Paul, Ringo e George dal Maharishi Mahesh Yogi, il sant’uomo, appreso questo tuo metodo, ci disse: “Perché tu spreca un bene prezioso come acqua?”. Come avete notato, il Maharishi parlava come il saggio Yoda (e gli assomigliava pure). Poi soggiunse enigmatico: “Un altro metodo c’è. Cerca dentro te o fuori te” . Tornato a casa, dopo ripetuti tentativi, trovai infine la risposta alle sue parole. Da allora, invece della doccia, mi guardo Bruno Vespa in TV. E ottengo il medesimo risultato senza il minimo impatto ambientale. 😉

  11. Iso Says:

    Confermo che quello che ha scritto Oscar é vero, proprio in questo momento lo stá praticando, ed io ogni volta …lo ammiro! Ho provato anch’io di fare la stessa cosa sulle “tettine” ma sinceramente non ci riesco, é una tortura. Preferisco la soluzione morbida, il puschup.
    Non sono stata nominata per il libro, peró velo devo dire lo stesso, “Stolz und Vorurteil, ovvero orgoglio e pregiudizio é il libro che piú mi ha appassianata (Jane Austen).
    Ragazze se vi capita, leggetelo, fa sognare!

  12. Iso Says:

    Vince quando facciamo un risiko? Mi manca!

  13. Ramarro Says:

    LEGGERE QUESTO POST FA CAPIRE L’ORIGINE O L’ISPIRAZIONE PER IL TESTO DELLA TUA CANZONE…
    Io sto male,
    è un´angoscia senza soluzione che mi deprime,
    un senso di inutilità che mi pervade.
    Sto male
    ma voglio vedere fino a quanto riesco a sopportare,
    prima di cedere. E di cadere.
    Sto male,
    non riesco a capire la ragione di questa…uggia.
    Sto male,
    non riesco neanche a provare a cambiare
    almeno le note di questa canzone.
    Sto male,
    male

  14. vince Says:

    Isolde, ultimamente mi dedico al Watten.

  15. Oscar Ferrari Says:

    GURESSA: hai ragione, dovevo specificare quello che tu hai spiegato, il problema è che avendo uno scroto piccolissimo, il getto d´acqua del pistolone della doccia copre automaticamente la zona da te indicata. E adesso riattacco con le rispostine
    VINCE: una bella invenzione sarebbero delle mutande ad azoto liquido
    PESCE: mica colpa mia se sono all´avanguardia
    NONSONOUNASCONNESSA: Risiko e rapanelli, hai dei buoni motivi per passare da noi, e grazie per esserti divertita a leggermi
    JOE: Vai tranquilla, e alla fine vedrai che il boiler si aggiusta da solo
    CYMBA:l´impatto ambientale che crei è disastroso: alzi l´odiens al Vespone
    ISOLDE: un pusciap da scroto? il bisness del secolo
    RAMARRO: prova anche tu, tanto hai il sangue freddo

  16. Ramarro Says:

    LETTERA DEL CAZZO DI FERRARI AL RESTO DEL SUO CORPO:

    Se non scopi
    Io sto male,
    è un´angoscia senza soluzione che mi deprime,
    se tu vuoi stare sempre senza di me
    un senso di inutilità che mi pervade.
    non credere che il mio uccello mi cade
    Se non mi raffreddi con la doccia gelata
    Sto male
    ma voglio vedere fino a quanto riesco a sopportare,
    prima di cedere. E di cadere.
    e spararmi una sega manuale
    Sto male,
    non riesco a capire la ragione di questa…uggia.
    è che non lo fai con troppa maestria
    Sto male,
    non riesco neanche a provare a cambiare
    ho sempre voglia di scopare
    almeno le note di questa canzone.
    è che sei proprio un coglione
    Sto male,
    senza femmina sto
    male

  17. paoloechiaro Says:

    Oscar ti propongo un’altra catena… tu che sei un politicante dal basso approverai è il video della carica degli sbirri a Serre, da diffondere:

    ciaooo!

  18. La Joe Says:

    bene allora,
    da domani, in attesa che il boiler si aggiusti da solo, **oscar,se poi non succede ti faccio causa. hihihihihi ^________^ ** inizierò a passarmi la doccia fredda sulle tettine per il bene della scienza. uah uah

    ISO: sìììì!!! viva jane austen!!! olè! miticcà :o)

  19. brigidafraioli Says:

    Voi uomini dovete sempre trovarle scritte da qualche parte certe cose! Noi donne sti truccheti ce li tramandiamo oralmente da generazioni.

  20. roselia Says:

    Davvero interessante questo libro di “Yoga”…sisi…! 8-0

  21. Finazio Says:

    Ho una passione per Bolzano e cercando notizie su internet mi sono imbattuto nel tuo blog, che è proprio carino. Complimenti.

  22. Oscar Ferrari Says:

    RAMARRO: la metrica non combacia
    PAOLO&CHIARO: promesso, datemi solo il tempo
    JOE: vai tranquilla, certo io sarò anche uno che non risponde alle mail, ma tu neanche al telefono
    BRIGIDA: questo è da Hall of Fame dei commenti
    ROSELIA: si chiamava “perfeziono lo yoga”, era il secondo volume della collana
    FINAZIO: non ti spaventare, a Bolzano c´è anche gente a posto con la testa

  23. Ramarro Says:

    La metrica? Non sono mica un cantante, ma solo uno psicanalista.

  24. La JOe Says:

    uhuh! ma che ccavoli…cos’ho l’obbligo di reperibilità? hihihi

    eheh….. ho spaccato il cellu!!! scùsa oscar!
    rimedio al + presto

  25. zia Says:

    @iso: per il seno bisogna avere un doccino particolare, fatto a ciambella. Io ce l’ho. Se vuoi ti invito per una prova.

  26. SOTTO LA DOCCIA, LA RIFORMA DELLE PENSIONI « Oscar Ferrari. il blog Says:

    […] anche merito (o colpa) dei coglioni che mi diventano duri e sodi dopo la doccia gelida a cui sono abituato, ormai da anni, a sottoporli, ma dopo il più che quotidiano lavacro […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: