Archive for maggio 2007

FORZA MARIO, CHE QUASI CI SEI

26 maggio 2007

Il nostro eroe camminatore Mario Balducci (non è un pellegrino, ma un postino errante), in questo momento sta gozzovigliando a prosciuttoni tagliati a fette grosse, salsicce, tagliatelle e Rosso di Montalcino, in quel di Torrenieri, una trentina di km dopo Siena. È infatti ospite dellla festa per il compleanno di Claudio, che tiene molto a salutare, insieme al signor Ciacci (appassionato di storia e di vini, nonchè omonimo del vincitore della regata storica di Venezia), e al signor Casini, persona schiettamente simpatica.

L´ho sentito molto in forma e nel torrente in piena del suo discorrere, purtroppo storpiato dal suo telefonino in crisi da acido lattico, ha citato l´Arcivescovo di Canterbury e Isabella di Portogallo, l´antico pozzo di Torre Nera e la stazione dei cavalli. Ha anche parlato del parroco ma qui non si capiva più niente, seguirà aggiornamento.

Mario sta benone, ci saluta e ci perdona tutti, proseguirà il suo cammino lungo la Via Francigena e la prossima tappa sarà Acquapendente, speriamo non gli tocchi nuotare in salita. Il carretto è riparato ed è addirittura riuscito a lavare tutti i calzini e le mutande, forse al ritorno passerà da Murano per farsi fare un bell´occhio di vetro.

Se volete fargli una piccola offerta, fate pure, e magari dategli anche un bigliettino con il vostro nome.  Se nel periodo invernale verrete a Bolzano di venerdì, è facile che quel bigliettino possa tramutarsi in un kilo di mele Lederer (completamente rugginose, ottime ma praticamente estinte), da me prodotte. Andate in Piazza Municipio e chiedete di Oscar con la ci.

Per quanto riguarda gli arretrati, dei quattro libri che devo ancora leggere, finora ho guardato solo le figure, la bevuta mediatica la organizzerò quanto prima, auguroni a Radio Tandem che ha compiuto 30 anni con una festa dove il teorema secondo il quale la gnocca è di destra è stato messo in dubbio, e grande Milan, tranne che per le scuse agli interisti. È giusto dirlo, lo scudetto mettetevelo nel culo, basta col politicamente corretto.

Ultimamente ho un casino da lavorare, però visto che rapanelli?

Dimenticavo, il numero di Mario è 333 5007104

LE CATENE FANNO OH….DIENS

17 maggio 2007

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In attesa di finire quella dei libri (me ne mancano 4 da leggere, ma non ci crede nessuno), m´inviluppo in quella delle dieci canzoni che amo di più, nella quale sono stato nominato indovinate da chi.

Nonostante io sia un cantautore con tutti i crismi della regolarità, iscrizione Siae e partecipazione a Sanscemo incluse, nonostante conduca un programma radiofonico su Radio Tandem di Bolzano, nonostante abbia fatto parte di una ventina di gruppi musicali suonando basso, chitarra, batteria demolitore elettrico,  nonostante tutto questo, io di musica non ci capisco un beato cazzo.

E neanche sono uno che ama tanto la musica, io ne faccio tranquillamente a meno, in vita mia avrò comprato al massimo una trentina di dischi, la maggior parte presi negli autogrill nel cestone delle porcherie, e la radio la ascolto in macchina lasciandola sul canale dove la trovo.

Per fortuna però, ho sempre avuto intorno gente che sapeva sempre quello che era bello e quello che era brutto, per cui Joy Division, Massive Attack, Radiohead, li conosco e li ho sentiti.

Ma andiamo con la top ten. A me piace tanto Björk, non mi ricordo quale pezzo, ma era il primo del secondo disco, e uno.

Due.  “gli occhi di Alessia Merz” di Alberto Donatelli, un capolavoro assoluto, e mi pregio di condividere il giorno del compleanno con l´autore

Tre. Questa è fantastica, è una ballata rumena cantata da un  vecchietto sdentato accompagnato da un violino che sembra suonato con un seghetto da traforo. Si chiama “Balada Conducatorului” e la canta Taraf de Haiduci.

Quattro.  ” Purple Rain“, di Prince, giusto per non fare la figura dello scemo

Cinque.  “Gli occhi di tua madre“, di Sandro Giacobbe, giusto per farla

Sei. “Adius“, di Piero Ciampi

Sette. “Koa Hiatamadl“, di Hubert von Goisern

Otto. “These Words“, di Natasha Bedingfield

Nove. Era la colonna sonora di un filmino  porno amatoriale, si trattava di un mix tra un pezzo dei Police (every qualcosa) e “Self control” di Raf

Dieci. Imbecille che non sono altro, sono arrivato alla fine senza citarne neanche uno dei miei? Se sono ancora in tempo, “Colpa d´Alfredino“, di Oscar Ferrari, giudicate voi se è satira o semplicemente cattivo gusto

Dimenticavo. dovendo passare la catena, provo a vedere se sono ancora vivi gli storici del Muro, e cioè cicciobomba, no more gods, la zia, il vecio e la Kili. E magari anche il vince e Padre Mariano

MARIO, LA MI PORTI UN BACIONE A FIRENZE

16 maggio 2007

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Bloggers e  semplici cittadini di Firenze: Mario Balducci, il pellegrino che sta compiendo un viaggio a piedi da Bolzano a Roma, sta arrivando da voi. Accoglietelo a braccia aperte, sostenetelo e rifocillatelo, lui è ancora in piena forma ma il vostro aiuto sarà determinate per la sua missione. Per saperne di più chiamatelo al 333 5007104, a volte capita che risponda.

E da Mario ho ricevuto questo messaggio che mi chiede di diffondere : “Vi tengo d’occhio,sindaco di bolzano,io faccio parlare la città e le rendo onore,apri la borsa e aiutami.mario.grazie.”

Sono amico di Mario e ho pubblicato il suo messaggio, ma non sono d´accordo con lui per due motivi. Primo, o sei un pellegrino o non lo sei, se chiedi soldi al Comune tanto valeva andare a Lourdes in pullmann. Secondo, se ognuno che rende famoso il proprio luogo di residenza dovesse venir remunerato, chissà quale conto si vedrebbero recapitare i sindaci di Cogne e di Erba.

Dopo Mario, Paolo&chiaro. Qui il tema è diverso, si tratta di un filmato amatoriale su quanto successo a Serre. Ci sono difficoltà ad inserire questo video nel blog, per guardatelo cliccando qui.

Riguardo a me, devo ancora finire la catena dei 5 libri, datemi almeno il tempo di leggerne altri quattro

VOLEVO FARE LA CATENA MA…

11 maggio 2007

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Mi scateno, nel senso che mi tolgo dal collo il cappio delle catene in cui una delle mie blogarpie preferite, nonsonounasconnessa mi ha, con mio sommo piacere, nominato.

La prima catena riguarda i libri, i 5 libri che hanno segnato la mia esistenza terrena dalla nascita al momento in cui scrivo. eccoli qua:

Uno: era un manuale di Yoga, inteso non come succo e polpa di frutta, ma come Yoga con la ipsilon maiuscola. Confesso di non averlo letto tutto, anche perchè suggeriva  certe pratiche che sinceramente non me la sentivo di adottare. Secondo loro, per essere un bravo Yogi ( non l´orso eh…) dovevi fare cose tipo bere acqua salata e poi vomitarla, introdurre acqua dal naso ed espellerla dall´ano, e roba simile.

Trovai però in quel libro un trafiletto che cambiò la mia vita, spiegava che la differenza tra un uomo giovane e uno vecchio sta nei coglioni ( chiamarli testicoli è troppo politicamente corretto).  L´uomo  giovane li ha attaccati al resto del corpo stile Bronzi di Riace, e il vecchio li ha invece penzolanti come le clic-clac degli anni settanta, e non raramente, come le clic-clac, capita che sbattano fra di loro, stile  Polli di Renzo.

Quel trafiletto spiegava anche i coglioni erano molto importanti perchè sono la sede di moltissime terminazioni nervose, e che mantenerli belli sodi era un ottimo viatico per mantenersi giovani e quindi vivere più a lungo. Il ragionamento non faceva una piega e quindi continuai a leggere il trafiletto, fino a quando iniziò a spiegare la maniera per ottenere il risultato, due bei coglioni belli tosti e fissi.

Si trattava di irrorarli, almeno una volta al giorno, con acqua la più fredda possibile, in modo che si abituassero a non rilassarsi, una bella passata di doccia gelida era la cosa più indicata.

Letto, fatto. Era intorno all´ottobre del 1987, e da allora cominciai a prendere l´abitudine di spararmi, dopo la doccia, una bella passata di acqua fredda ( che da noi in Sudtirolo, specialmente  d´inverno, non manca) sui coglioni, e di non smettere fino a quando non diventano duri, ma duri forte, a volta fanno quasi male da quanto sono duri. Da allora, non ho mai smesso.

Al mondo c´è gente che ha dedicato una vita intera ad un ideale, che vuoi che siano neanche vent´anni per un´illusione?

Un post sul blog per me non deve mai essere tanto lungo, e mi rendo conto che fino ad adesso ho scritto solo di un libro. Vuol dire che la catena la farò la prossima volta

STO MALE

10 maggio 2007

                                                                          telefono.gif         ascolta il brano

             

Io sto male,

è un´angoscia senza soluzione che mi deprime,

un senso di inutilità che mi pervade.

Sto male

ma voglio vedere fino a quanto riesco a sopportare,

prima di cedere. E di cadere.

Sto male,

non riesco a capire la ragione di questa…uggia.

Sto male,

non riesco neanche a provare a cambiare

almeno le note di questa canzone.

Sto male,

male

FRANCESI, CHE FIGURA DA BOLZANINI!

6 maggio 2007

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Fratelli transalpini, ma che vi ha preso, una botta di sole fuori stagione? Potevate avere una tipa come la Segolène all´Eliseo, essere alla guida di un nuovo corso della storia dell´umanità, e invece avete scelto uno che al massimo potrebbe fare il coprotagonista in una parodia di Borat?

Sarkozy, o come si chiama, oltre ad essere amico di Bush e del mortadellone nostrano, si propone come uomo forte, ma con il carisma che si ritrova ( più o meno  quello dell´ultima sottiletta quando ancora non le incellofanavano una per una), mi sa tanto che se arriva ad essere ricordato come un presidente di transizione gli è già andata di lusso.

Ci erano andati più vicino persino gli americani, che a momenti prendevano Al Gore ed evitavano a se stessi ed al resto del mondo un sacco di rogne, e magari avrebbero anche aderito al protocollo di Kioto.

Comunque, fratelli francesi, siete in buona compagnia. A Bolzano, qualche anno fa si è svolto un referendum perchè Piazza della Pace ritornasse a chiamarsi Piazza della Vittoria, inteso non come nome proprio, ma in onore al risultato italiano conseguito nella prima guerra mondiale. Hanno stravinto i sì.

Noi del Partito per Tutti, abbiamo proposto di intitolare quella piazza all´”unico valore assoluto condiviso da tutte le etnie

DAL VINCE, LE ULTIME SU MARIO A BOLOGNA

6 maggio 2007

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Ho parlato con Mario alle 15.20. E’ ancora a Bologna, dove rimarrà fino a domani (oggi, n.d.O). Questa notte ha dormito sotto una tettoia vicino all’ostello di S.Sisto, poi ha fatto una doccia a sbafo ed è andato via. Dice di aver preso un sacco d’acqua in questi giorni, ma che cammina meglio sotto l’acqua perchè le ruote sul bagnato scivolano che è una bellezza e l’attrito diminuisce sensibilmente. E’ messo male a soldi, ma lui ne è quasi contento: ieri una signora, dopo averlo contattato telefonicamente, gli ha regalato un impermeabile, oggi un’altra 20 euro ed una bottiglia di vino. Ha rotto il timone del carretto, ma un ferramenta glielo ha riparato gratuitamente e gli ha anche offerto da bere. Chiede la carità ai negozianti, attività grazie alla quale ha stilato delle categorie umane: chi vende abbigliamento gli allunga qualcosa in denaro, gli alimentari non gli danno soldi ma cibo e nei bar gli offrono da bere. Categorie da mettere al muro, secondo Mario, sono i preti ed i tabaccai: da questi non prende nulla. I primi, alle sue richieste, guardano il cielo, i secondi guardano a terra. Non gli fanno l’elemosina, secondo lui, perchè sono categorie legate anche loro all’elemosina: i preti con le monetine delle offerte, i tabaccai con le monetine delle sigarette e altro. I camionisti sono persone simpatiche, mentre sono stronzi quelli che passando con auto di grossa cilindrata lo guardano e lo snobbano. Fisicamente è stanco ma psicologicamente no, quindi non è per nulla stanco nemmeno fisicamente: si sente un leone, mi dice. Dice di pubblicare il suo nr. di cellulare, per chi lo vuole chiamare. Prima di farlo, chiedo a voi cosa ne pensate. Ci bacia e ci abbraccia.

Da Oscar: anche a me Mario ha chiesto di pubblicare il suo numero di cellulare, quindi penso sia giusto farlo, eccolo qua: 333 5007104

Bloggers bolognesi e dei dintorni, siate caritatevoli, portategli un tozzo di pane, qualche buon bicchiere di rosso e  delle sigarette, se potete fatelo dormire nel vostro garage e magari scattategli anche una foto (e mandatela a quartaclasse@libero.it) per sostituire quella di questo post.

Qualcuno, prima o poi, ve ne sarà grato

p.s. dimenticavo, la foto proviene dal Blog  dedicato a Mario ed  è stata scattata da Ceko

MR.ALEX, NON CI RIPROVARE

3 maggio 2007

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Stavolta non mi freghi, il 23 Maggio (finale di Cempions Lig, Milan-Liverpul) non ti avvicinare neanche a casa mia, io non ti aprirò la porta, staccherò il campanello, ti getterò secchiate d´acqua gelida in testa se solo oserai farti vedere dalle mie parti. Tu e quell´altro gufaccio di Correntone Rossi,  voi due non vi voglio vedere nè ascoltare,  e tanto meno sentirne l´odore. 

Tra l´altro questa era una delle sette cose per cui farei carte false che avevo inserito nella catena che mi aveva passato la Brigida, rivedere Milan – Liverpool senza Mr.Alex il gufatore.

Ammetto che tutto questo possa sembrare eccesivamente irrazionale e scaramantico, ma questa volta Mr.Alex, l´interista avrebbe un motivo in più per cercare di portare sfiga. Infatti, una sconfitta del Milan conferirebbe un minimo di dignità a quella patacca tricolore cucita  sulle maglie nerazzurre.

NEL TUNNEL

2 maggio 2007

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Un tunnel stradale dismesso può servire ancora a tante cose, ad esempio in molti ci coltivano funghi. Ma anche l´essere usato come locale in cui organizzare feste non è una brutta fine, per un tunnel stradale. Il listino prezzi scritto a bomboletta sulle pareti rocciose, un pubblico che agita in modo asincrono le palline clic-clac anni 70 fornite in dotazione dagli organizzatori  ( uno di loro mi ha confessato di averne trovate uno scatolone da 500 pezzi ai margini di una discarica friulana), qualcuno che riesce a farle smitragliare come ai bei tempi  crea un assurdo sottofondo assordante, e l´acustica del tunnel impedisce di carpirne la provenienza. Però erano divertenti le clic-clac, quando riuscivi a farle andare ti dimenticavi di tutte le botte sui polsi che ti eri preso.

Ma nel tunnel stanno già suonando i miei amici bluemen, che dalle sonorità elettroniche dell´anno scorso sono  migrati verso il più rassicurante dei rockoni anni 80, accompagnato da immagini di videoart e da un mimo slovacco, che oltre a svolgere più che dignitosamente il suo compito, si produce in numeri da giocoliere maldestro con delle uova che spesso cadono a terra, oppure si sfracellano contro le pareti del tunnel.

E arrivano anche le star della serata, un gruppo americano di cui purtroppo non ricordo il nome ma il cui frontman era talmente magro ed allampanato da ricordare un giovane Mick Jagger passato da una trafila al bronzo di un pastificio molisano, e al suo fianco svettava una xilofonista il cui romanticissimo vestitino a fiori faceva a pugni con la rudezza dei suoni. Melodie da folk irlandese mischiate con dissonanze elettriche e ritmi sincopati, sono piaciuti a pochi, ma tra quei pochi io c´ero, e bevevo acqua minerale