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TRE VOLTE LA PRIMA COMUNIONE

9 febbraio 2007

                                          

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Io ero contento di tornarci, in colonia.

 Mancava una settimana e poi saremmo partiti per andare al mare a Caroman, dalle Suore Canossiane. Io e mio cugino parlavamo già di chi avremmo incontrato di nuovo, non ce li ricordavamo tutti, ma un certo Formaggiaro si,  di quello non c´eravamo dimenticati. Adesso ovviamente non ricordo più molto, ma dal nome qualcosa in comune con la caseina lo aveva sicuramente.

Una settimana prima di partire mi ammalo, mi prendo la pertosse. Che si chiamasse così l´ho saputo dopo, tutti mi dicevano che avevo la tosse canina, spaventerebbe tutti, penso. Insomma in colonia non ci posso andare, che sfiga.

Ma la bontà del Capitano d´Industria Falck consente ai miei genitori di potermi spostare di turno, andrò con mia sorella, col turno delle femmine, il che si presta a commenti fin troppo ovvi.  Mia sorella aveva ( adesso non più) quattro anni più di me, e  spesso amava giocare alla maestra, indovinate con chi.

Alla fine sono quasi contento che sia andata così, credo che le Sliding Doors di ognuno si riequilibrino sempre, un pò come i torti arbitrali nel calcio, e se non succede vuol dire che è sfiga.

La vita di colonia con le femmine procede senza grossi traumi, a parte la tela cerata anti pipì a letto che tutte mi volevano imporre. La prima domenica si va a messa. Le suore, le signorine e la plebe, tutta col vestitino Falck, e io l´unico maschietto. Al momento  della comunione, tutte quante escono dai banchi e si mettono in fila, io vedo mia sorella che si incammina e instintivamente la seguo, che altro avrei dovuto fare?

Arrivo all´altare neanche per ultimo, e il prete mi somministra la particola senza sospettare il fattaccio. Torno al banco e imitando mia sorella, mi inginocchio con le mani a coprire la faccia, sbirciando con la coda dell´occhio e aspettando che finisca il raccoglimento. Senza saperlo, ho fatto la prima comunione. E una.

All´uscita mia sorella mi dice che non dovevo farlo, è una roba riservata solo a chi ha già fatto la prima comunione. La voce si sparge e arriva all´orecchio delle suore che immediatamente avvertono il prete dell´accaduto. Mi chiamano da parte e mi interrogano su Cristo, i Santi e la Madonna e , grazie al gioco di mia sorella, me la cavo. Decidono quindi di farmi fare la prima comunione di riparazione la domenica successiva. Sembra che abbiano fatto una festa e che abbia ricevuto dei regali, ma questo non me lo ricordo. Comunque ho fatto la prima comunione di nuovo. E due.

Tornato a casa, con una lettera nella quale il prete di Caroman raccontava l´accaduto al mio parroco, quest´ultimo decide insieme ai miei genitori di non considerarla, di fare finta di niente e di farmi fare la prima comunione come tutti gli altri. E tre.