Archive for febbraio 2007

BASTA COL GESS (il Jazz)

27 febbraio 2007

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Basta col gess (O.Ferrari)                                       ascolta il brano

 

Innamorato cotto di te, da cinquantuno giorni, opto per una cena a base di pesce a lume di candela

sto per infilare l´anello d´argento al tuo dito, e attaccano a suonare quelli dell´orchestrina di gess.

È la sinfonia dell´unghia incarnita, nenia da voltastomaco, trita e ritrita

l´antipasto di salmone affumicato appena inghiottito, mi pesa nella gola come un blocco di granito.

Mentre il disagio intestinale, pancreatico, risale lento ma inesorabile, lungo l´esofago

l´orecchio è sottoposto a uno stimolo antipatico: la voce tua un po´ stridula, e cialtroni che suonano, io vado fuori

BASTA COL GESS, EL GESS,  EL ME FA NAR AL CESS

BASTA COL GESS, EL M´HA ROTT EL CASS

Ritorno e ti ritrovo inchiodata sulla sedia, assorta ascoltando questa nenia, che me cotanto tedia

non sei di compagnia stasera, io volgo l´attenzione al tavolo ove siedono gli intenditori di gess.

Hanno l´atteggiamento serio, un po´ benevolo, battono ritmicamente i pollici sopra il tavolo,

dicono, con l´aria triste di chi subisce un torto: “oggi è sempre più difficile vivere di gess”.

Tu mostri di apprezzare questa infame tiritera, io pulisco la mia trota, togliendole la lisca tutta intera,

mi parli di Cole Porter, del Duca, dici: “questa è cultura… la musica di oggi in fondo, viene tutta dal gess”

BASTA COL GESS, EL GESS,  EL ME FA NAR AL CESS

BASTA COL GESS, EL M´HA ROTT EL CASS…

E ANCHE TE…..

 

ascolta il brano

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SARÒ BREVE

23 febbraio 2007

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Sua Soavità nonsonounacommessa mi ha nuovamente nominato, questa volta devo elencare le cinque cose di cui mi vergogno e che non confesserei mai a nessuno.

Dopo un breve ma produttivo esame di coscienza, ho svolto questo compito, credo in maniera sufficientemente esaustiva. Eccovi un elenco delle cose di cui mi vergogno e che non rivelerei mai. Sono trentotto, preferisco sempre abbondare nelle cose. Opss, adesso sono trentanove.

Sono bugiardo e ipocrita, passo il tempo a pensare a come fregare il prossimo, mi mangio le unghie dei piedi e il cerume delle orecchie, sono squattrinato, non ho l’auto, sono maleducato, schizofrenico, asmatico. Mi spilucco le caccole dal naso. Ho la forfora, le piattole, i vermi, lo scolo, una moglie, otto figli, le mutande sporche, il collo lercio, i polsini luridi, le scarpe bucate, la fedina penale sporca, vari tic, bevo, sputacchio, russo, ho il cazzo piccolo, detesto la musica, mi fa schifo ballare, ho le mani umidicce, il naso gocciolante, sono sfaticato e ladro, ho la pancia molliccia, il fiato fetido, pensieri torbidi, gesti brutali, stacco le ali alle mosche, foro gli occhi ai gatti, racconto agli amici i dettagli dei miei rapporti sessuali.

Passo la patata bollente a tutti i Maghi Scalzi, nessuno escluso

SECONDO VOI, CI RINUNCIANO?

22 febbraio 2007

                                                        

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Ai parlamentari che restano in carica almeno mezza legislatura (due anni e mezzo), viene garantito un vitalizio, almeno 3000 Euro al mese.

Secondo voi come va a finire questa crisi?

MARIO IL VENEZIANO

20 febbraio 2007

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Ieri ho visto Mario, un grande. Quando abbiamo fondato il Partito per Tutti lo abbiamo voluto come capolista, e lui ha ripagato cotanta fiducia interpretando lo sposo nella nostra parodia di matrimonio gay . Questa è una sua performance, si è piazzato su una sedia e ha implorato la questua per poi potersela andare a giocare a Montecarlo. Fino a che ci sarà in giro gente come lui , la noia non vincerà mai. Tra l´altro, ha anche raccolto una discreta sommetta.

Ecco cosa ha scritto di lui l´Alto Adige di domenica 18 febbraio 2007, da cui è tratta anche la foto:

La performance di Balducci
 «Ho voluto vedere cosa succederebbe se perdessi tutto – soldi, amici, casa – e restassi solo coi miei vestiti e la mia faccia». Ma la performance di Mario Balducci, ieri in piazza delle Erbe, è stata anche altro: «È servita a scoprire chi a Bolzano ha humor e chi no».

BUONA DOMENICA DALL´IMPIASTRATO

18 febbraio 2007

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Il mio guru Impiastrato mi concede di usare questa sua missiva, indirizzata all´amico No more gods, per augurare a tutti una buona giornata.

Per comprendere appieno il significato della sua prosa, tenete conto che le parole in inglese si leggono come si pronunciano, secondo la consuetudine del Muro di Radio Tandem

Ed ecco a voi, di Impiastrato, “DOMENICADIMERDA” canta: Impiastrato

nomor, mi sa che c’hai ragione. perché uno deve pomparsi ad ascoltare uèr did iù slip last nait dei nirvana rifatta da quel beccamorto di marc lanegan? per me è il migliore. ha le mani gonfie… brutto segno. c’è un filo rosso di musica paranoico-mortal-terrorizzante-malinconica che, esasperato già negli eitis, è continuato fino ad oggi. ui ar in hell! non che non ci siano pezzi che pompano, ma c’è sempre la sfiga e la merda che se chiudi la porta rientra dalla finestra. raga, tra: effettoserra, disoccupazione e precarizzazione, tracollo dei sistemi di previdenza pubblica, inquinamenti industriali, nucleare, privatizzazione di tutto inclusi gli eserciti, la para attraversa i livelli micro-meso-macro. para totale, individual-collettiva. gente che strippa… io che non ci capisco più un cazzo e mi dico: MA CHE CAZZO E’ TUTTO STO CASINO, STI CAGACAZZI POLITIC-INTELLETTUALI, STI LECCACULO CHE FANNO GLI SMARGIASSI, STI MEZZIUOMINI E MEZZEDONNE CHE TI RITROVI DAVANTI ORMAI DAPPERTUTTO? MA CHE CAZZO SI VIVE A FARE: PER FOTTERSI? CHE DUE COGLIONI!

SE NON AVESSI INTERNET

15 febbraio 2007

                                           

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Cinque cose che farei se non avessi la connessione.

Mi incarognirei, trascinato dal mio animo colmo di mestizia, per non poter partecipare alle catene di Sant´Antonio digitali, dal momento che quelle in formato cartaceo sono sparite. Quasi le rimpiango, una lettera tipo “spediscine altre sette e avrai fortuna, se non lo fai ti verrà il cagotto”  la potevi tranquillamente buttare via, qui invece….

Invece di stare qui a scervellarmi per scrivere questo post, mi scervellerei per scrivere qualcos´altro, e magari tante cose non le scriverei neanche, a voi giudicare la gravità di ciò

non parteciperei al Muro di Radio Tandem

frequenterei gli internet point, e di conseguenza avrei il frigo pieno di prodotti  alimentari orientali

ignorerei completamente l´esistenza di nonsonounacommessa, che con grande gentilezza, simpatia e affetto mi ha coinvolto in questa catena

Nomino i soliti. Oltre a cicciobomba, la zia, Zelig, Impiastrato, la Guressa e Vicario, anche Claudia Vianello, la Placida Signora, Isolde, Paolo & Chiaro e Ceko. E anche pérvasion , obr er muss in laivesott schreibn

TRE VOLTE LA PRIMA COMUNIONE

9 febbraio 2007

                                          

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Io ero contento di tornarci, in colonia.

 Mancava una settimana e poi saremmo partiti per andare al mare a Caroman, dalle Suore Canossiane. Io e mio cugino parlavamo già di chi avremmo incontrato di nuovo, non ce li ricordavamo tutti, ma un certo Formaggiaro si,  di quello non c´eravamo dimenticati. Adesso ovviamente non ricordo più molto, ma dal nome qualcosa in comune con la caseina lo aveva sicuramente.

Una settimana prima di partire mi ammalo, mi prendo la pertosse. Che si chiamasse così l´ho saputo dopo, tutti mi dicevano che avevo la tosse canina, spaventerebbe tutti, penso. Insomma in colonia non ci posso andare, che sfiga.

Ma la bontà del Capitano d´Industria Falck consente ai miei genitori di potermi spostare di turno, andrò con mia sorella, col turno delle femmine, il che si presta a commenti fin troppo ovvi.  Mia sorella aveva ( adesso non più) quattro anni più di me, e  spesso amava giocare alla maestra, indovinate con chi.

Alla fine sono quasi contento che sia andata così, credo che le Sliding Doors di ognuno si riequilibrino sempre, un pò come i torti arbitrali nel calcio, e se non succede vuol dire che è sfiga.

La vita di colonia con le femmine procede senza grossi traumi, a parte la tela cerata anti pipì a letto che tutte mi volevano imporre. La prima domenica si va a messa. Le suore, le signorine e la plebe, tutta col vestitino Falck, e io l´unico maschietto. Al momento  della comunione, tutte quante escono dai banchi e si mettono in fila, io vedo mia sorella che si incammina e instintivamente la seguo, che altro avrei dovuto fare?

Arrivo all´altare neanche per ultimo, e il prete mi somministra la particola senza sospettare il fattaccio. Torno al banco e imitando mia sorella, mi inginocchio con le mani a coprire la faccia, sbirciando con la coda dell´occhio e aspettando che finisca il raccoglimento. Senza saperlo, ho fatto la prima comunione. E una.

All´uscita mia sorella mi dice che non dovevo farlo, è una roba riservata solo a chi ha già fatto la prima comunione. La voce si sparge e arriva all´orecchio delle suore che immediatamente avvertono il prete dell´accaduto. Mi chiamano da parte e mi interrogano su Cristo, i Santi e la Madonna e , grazie al gioco di mia sorella, me la cavo. Decidono quindi di farmi fare la prima comunione di riparazione la domenica successiva. Sembra che abbiano fatto una festa e che abbia ricevuto dei regali, ma questo non me lo ricordo. Comunque ho fatto la prima comunione di nuovo. E due.

Tornato a casa, con una lettera nella quale il prete di Caroman raccontava l´accaduto al mio parroco, quest´ultimo decide insieme ai miei genitori di non considerarla, di fare finta di niente e di farmi fare la prima comunione come tutti gli altri. E tre.

È QUALCOSA SOLO PER BOLZANO

6 febbraio 2007

Sarebbe troppo lunga da spiegare per chi non conosce la realtà di Bolzano, in special modo dei suoi blogs. In poche parole, è la cronaca di una guerra  (battaglietta) mediatica tra il Muro eSelbstbesttimmung, il primo  a pubblicazione immediata, il secondo con ha la moderazione dei commenti.

Riguarda solo Bolzano, vi chiedo scusa, e prometto che domani vi racconto quella della prima comunione taroccata.

UN SERIAL ANDATO MALE

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Gli alieni ora hanno una nuova missione, dopo aver studiato gli umani ora sono in orbita intorno al pianeta muro-porcilaia, abitato dai murorci. Ben protetti dal loro scudo costituito dall´approvazione dei commenti prima della pubblicazione ( a essere sinceri è archeologia del web, ma il budget è limitato e questo passa il convento), scrutano da lontano questo pianeta a loro giudizio ancora primitivo, ma non riescono a formulare un giudizio univoco, nè convengono sull´oppurtunità di colonizzarlo per cercare, usando un detto terrestre, di portare acqua al proprio mulino.

Memori dell´esperienza terrestre, dove avevano mandato in missione un certo Mork, il quale, con la sua simpatia, aveva non solo svolto un ottimo lavoro di ricerca ma, a suon di “nano nano”, aveva addirittura creato una breccia nel cuore di Mindy, una delle più belle esemplari di  femmina terrestre, decidono di ritentare l´impresa. 

Si sa che non tutte le ciambelle riescono col buco, e probabilmente durante la creazione di È, l´emulo di Mork, qualcosa deve esere andato storto, dato che È non viene accolto dai murorci con la considerazione che si pensava meritasse. Il malcapitato È viene ripetutamente deriso e oltraggiato, invitato ad andarsene e addirittura clonato, la sua missione non sta per il momento raggiungendo i risultati sperati.

In suo soccorso gli alieni decidono di spedire un certo Pè, sul quale fanno molto affidamento, ma anche lui non ottiene miglior fortuna, anche perchè, per una malaugurato errore di traduzione, il “nano nano” di Mork viene storpiato in un “fascio fascio”, che non risulta affatto gradito ai mororci. Di acqua al mulino, per ora nemmeno l´ombra.

L´audience cala, gli inserzionisti latitano, e i produttori del serial stanno valutando l´opportunità di proseguirlo.

REQUIEM PER M.S.

6 febbraio 2007

                                                                 fate.gif                  ascolta

Ti prego, percuotimi il ventre bovino, con l´impeto assassino

delle acque di un torrente in piena al disgelo, io sopporterò sereno

vorrei assopirmi come un bambino, sul tuo tessuto adiposo

depilami il torace, pelo per pelo, tu sei il mio angelo buono

vado in brodo di giuggiole con il tuo profumo, sa di mandorle amare, come il cianuro

trapanami i tendini senza ritegno, fallo col solito ghigno

una corsa nel buio che ingoia la mente, il tuo respiro ansimante

rivoltami le unghie fino a goderne, mordimi il cuore per sempre

passavo le notti dentro al tuo letto, caldo e pieno di briciole

tramezzini al prosciutto e salmone mangiavi, mentre mi facevi le coccole

soffia la gelida brezza caparbia, sul mio collo taurino

assomiglia un pò al tuo alito intriso di salame puro suino

e avanzi di cibo rimasti fra i denti, ancora quelli di ieri

lo shampoo di birra sotto le ascelle, ma dimmi almeno se c´eri

ohi Maria, ohi Maria Salvador, dal bacio languido e tiepido

le rose sbocciate, i giardini di maggio, il tuo sudore già fetido

una calza di nylon intorno alla gola, tu giaci inerte, distesa

ancora non riesco a capire il motivo per il quale poc´anzi t´ho uccisa