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VADO UN PO’ DI POESIA

21 marzo 2011

Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione

Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate

L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera

Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate

I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire

Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango

Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace

Magari ero anche partito bene ma poi…

adesso continuate voi

TARTAGLIA COME GOIKOETXEA (e come il ramo del caco)

14 dicembre 2009

A dirla un po’ alla grossa, Tartaglia che spacca la faccia a Berlusconi equivale ad  Andoni Goikoetxea che frantuma la caviglia di Maradona, non conta il contesto ma l’effetto. Tutte e due le vittime sono state colpite in quello che era il loro punto forte, quello su cui basavano il successo, e in ambetrè i casi la cosa era certamente prevedibile.

 Se sei il miglior calciatore del mondo è logico che qualcuno cerca di fermarti in ogni modo, con le buone o con le cattive. Se stai al governo, democraticamente eletto  con un ottimo consenso e vai in giro a stringere mani, prima o poi quello del formaggio lo trovi, è matematico. Sono i pericoli del mestiere, anch’io qualche settimana sono caduto dal caco e lo sapevo che prima o poi succedeva.

Maradona aveva vent’anni e si è rimesso alla grande, la mia mano fratturata è ormai quasi del tutto guarita, ma per Berlusconi immagino ci vorrà parecchio tempo prima che possa andare in giro a mostrare la faccia. E non son mica sicuro che il berlusconismo resisterà ad una troppo prolungata assenza dell’immagine del leader (fra tre mesi, chi si ricorderà di chi ha vinto X-Factor?). E se va in mona il berlusconismo, l’antiberlusconismo lo segue a ruota.

In televisione parlano d’altro, cercano il mandante e stigmatizzano il clima d’odio.  E a me vien quasi da ridere pensando che il destino di questa gente è nelle mani dei chirurghi plastici

L’IBRAHIMOVIC DEL PD

17 dicembre 2008

tampon02

In questi giorni solo a pensare al PD e a Gigio Uòlter vien da ridere e quasi sovviene il pudore d’infierire, un po’ come succedeva  fino a qualche anno fa con l’Inter, prima che  arrivassero Ibrahimovic e Vieira, gente capace di vincere tre scudetti in due anni. E a pensarci bene potrebbero calzare anche alcune analogie, Ùolter come Moratti, Rutelli come Cuper e poi le altre volendo si trovano, magari anche basandosi sull’eptalogo delle corrispondenze meno che univoche, schematizzato da Stielike nel  poco gratuitamente compianto 1979.

Leggi del PD e ti viene da ridere, questi perdono le elezioni di brutto e quello che era il loro governatore ride come un pazzo e si candida con gli altri alle europee, la magistratura gli arresta i sindaci e mette ai domiciliari i parlamentari, il loro alleato Di Pietro fa man bassa di voti a spese loro e a momenti risorge anche la sinistra radicale che credevano di aver seppellito. Il PD sembra veramente l’Inter di qualche anno fa ma, come si è visto, il porre limite alla provvidenza è, vogliatemi scusare la prolissità di una ripetizione che potrebbe starci come non starci ma che che per chiarezza è meglio farci stare, improvvido.

Come sempre, a togliere le castagne dal fuoco ci può pensare il Sudtirolo, autentico avamposto della politica nazionale. Qui il PD ha preso il sei per cento e con due eletti si ritrova due assessori e un vice presidente, roba che al mondo succede a pochi. È vero che le competenze non sono un granchè, specialmente sotto il profilo delle decisioni che implicano l’uso del denaro pubblico della provincia di Bolzano, ma paradossalmente questo può rivelarsi un notevole vantaggio politico, nel PD di adesso meno competenze hai, minore è il pericolo di finire ammanettato.

Per l’Ibrahimovic del PD magari bisognerà aspettare ancora un po’, ma intanto almeno si sa che può capitare. E non è neanche detto che lo si debba rubare alla concorrenza come ha fatto l’Inter. Chi potrebbe essere?

MC CAIN LO BATTEVO ANCH’IO (MA FORSE NO)

6 novembre 2008

APDEIT FUORI TOPIC  Bolzanini e dintornanti, se nel frattempo non dovessi scrivere un altro post, vi dico qui che suono sabato questo al Masetti, orario di aperitivo 19.30 circa. Formazione ridotta, pianoforte-chitarra-voce, più o meno una mezzoretta. Ci vediamo 

 mc-cain

Ha vinto Obama e sono tutti sono contenti, e in fondo anche Mc Cain non l’ha affatto presa male, che abbia letto il mio post precedente, dove affermavo che per i presidenti USA col nome che inizia per Mc la probabilità di morire assassinati è del ciento per cento?

I più contenti erano ovviamente quelli del PD italiano, che per l’occasione hanno anche fatto festa, una bella festa pacata e serena (pure troppo, a giudicare da queste foto). Ma anche Berlusconi ha promesso di dargli dei consigli quando potrà abbracciarlo, speriamo che Obama faccia il signore e non dica ad alta voce (tra i due c’è quasi mezzo metro) che lui problemi di calvizie non ne ha ancora.

Non per sminuire la vittoria di Obama, ma contro Mc Cain avrebbe vinto anche Hillary Clinton, anzi avrebbero vinto in tanti e forse anch’io. Alla fine il fattore razziale si è rivoltato contro i repubblicani, e così sarebbe stato anche col fattore sesso se la candidata fosse stata Hillary. Dopo otto anni di Bush, meno si assomigliava (anche e sopratutto visivamente) al candidato repubblicano e meglio era.

Contro il maschio bianco Mc Cain ha vinto il nero Obama e avrebbe vinto anche Hillary la donna. Sarebbe andato bene anche un cinese, e magari ce l’avrei fatta anch’io, in fondo non era il Mc Cain delle patate precotte

SUPERENALOTTO, ECCO I NUMERI VINCENTI

23 ottobre 2008

Guardatela bene, questa è la schedina che vincerà i 100 milioni di euro al Superenalotto. Di solito non gioco mai, ho sempre considerato il lotto come una tassa sulla stupidità, ma d’altronde ero al tabacchino per comprare le sigarette e, stupidità per stupidità, tanto vale buttarsi.

Che ne farò di tutti questi soldi ancora non lo so, ma comunque almeno il cinquanta per mille li voglio devolvere a tutti quelli che commenteranno questo post corredandolo con un insulto a me rivolto. Andateci giù duri con tranquillità, per gli insulti che ancora non merito vedrò di fare il possibile

pipuntoessepunto: se qualcuno decide di giocare gli stessi numeri, per favore rivolga gli insulti anche verso se stesso

SE VI PIACE, CHIAMATEMI ANSGARIO

5 ottobre 2008

Sotto un certo aspetto, io ho avuto un’infanzia, un’adolescenza e anche un pezzo dell’età adulta difficile. Nulla di grave, ma il vedere che tutti hanno un onomastico tranne te non viene certo in aiuto della tua autostima. Peggio che peggio,  ti vengono pure a dire che l’onomastico lo puoi festeggiare a Ognissanti, sai che goduria far festa il giorno in cui si portano i crisantemi al cimitero e che da un pò è anche il giorno dopo Alloùin

A togliermi dalle peste ci pensò il destino, solitamente cinico e baro ma a volte anche provvidenziale. Esso si presentò sotto forma di un ricovero ospedaliero nel dicembre del 1988, all’incirca gli stessi giorni in cui Stielike formulò il suo ancora non sufficientemente compreso “paradosso degli scalini variamente coincidenti”.

Niente di grave neanche quella volta lì, si trattava solo di un trauma acustico che mi ero procurato un po’ suonando il basso in un gruppo punk e un po’ lavorando con una sega circolare non ben limata. Comunque cinque giorni di flebo per riacquistare udito ed equilibrio mi ci son volute, ma per fortuna quella rimane per ora la mia ultima esperienza ospedaliera con ricovero annesso.

Ma fu proprio passeggiando senza costrutto alcuno nei lugubri corridoi del reparto otorino, che trovai un senso a ciò che mi stava succedendo. Aspettando che la Iso, incazzata come una jena col suo parrucchiere di fiducia per via di una permanente a la Gimi Hendrics, mi venisse a trovare portandomi pure le sigarette, mi cadde l’occhio su una stampa appesa alla parete che raccontava la storia di San Ansgario, Oscar tra parentesi.

Buono, adesso il Santo ce l’avevo pure io, fine delle frustrazioni e dei complessi d’inferiorità, impegnandomi un attimo e con un po’ di culo (un po’ tanto, almeno abbastanza da poterlo dar via). avrei potuto anche diventare una rockstar. Non è successo, ma è comunque andata bene, e forse anche per merito di quella stampa appesa alla parete.

Oggi, nell’era di Internet, ho scoperto anche che il mio onomastico cade il 3 febbraio, troppo freddo per poterlo far coincidere con la Festa della Ciavada Foresta, una delle innovazioni che il Partito per Tutti attuerà non appena conquistato il potere. Pazienza, la organizzeremo all’onomastico di qualcun altro

ICH BIN EINE FORELLE

29 agosto 2008

Ho appena visto il TG regionale del Trentino-Alto Adige (che da noi è quasi un´assurdità, ai bolzanini frega pochissimo di quel che succede a Trento e viceversa), ci mancava solo che lo conducesse Licia Colò e poteva tranquillamente passare per un notiziario naturalistico. Vabbè che anche quando parlano di persone il TG di Rai 3 non è un granchè, molto meglio quello di VB33, l´emittente locale di Bolzano dove se appena uno tira una scoreggia più forte del solito lo intervistano e ci montano su un caso.

Insomma la Rana crocifissa blasfema che offende la sensibilità religiosa dei sudtirolesi può restare esposta al Museo d´Arte contemporanea fino alla data stabilita, mancano circa venti giorni. Il CdA del museo non si è piegato alla volontà del lider maximo Luis Durnwalder che voleva far sparire l´anfibio colpevole anche d’ aver turbato le vacanze di Paparatzi. Apparentemente una sconfitta, ma molto meglio così, farsi bollare come onnipotente sotto elezioni può anche essere un boomerang.

Stesso discorso per le marmotte, pare che il TAR abbia congelato la decisione di abbatterne 2000 e passa. Anche qui sconfitta temporanea per Luis, ma alla fine anche se le 2000 marmotte dovessero essere risparmiate dai cacciatori, l´anno prossimo saranno il doppio, quasi meglio così.

Verso la fine del TG, ecco lo scoop. Un tizio ha pescato una trota da 11 kili e passa e lo ha reso noto al mondo intero, la telecamera indugiava sulla poderosa salma  con la bocca aperta nell´ultimo inutile spasmo. Qui Luis  non c´entra nulla ma. se la Rana e le marmotte hanno avuto qualcuno che ha combattuto per loro e si sono salvate, la trotona  priva di sponsor culturalmente rilevanti ha dovuto soccombere, e pure essere esposta al pubblico ludibrio.

Io sto con la trotona, anzi se per un attimo potessi essere un Kennedy ittico, non avrei alcuna remora nel pronunciare la fatidica frase ” Ich bin eine Forelle

RATZI, ALMENO IN FERIE NIENTE VIGNE

30 luglio 2008

Se ne va l´Interarriva Ratzi, giusto così, il troppo stroppia. L´umile coltivatore della vigna del Signore è dalle nostre parti per un periodo di riposo e, visto che qui in Sudtirolo ci sono vigne da tutte le parti, proprio non ci arrivo a capire la scelta del luogo. È come se un operaio delle Acciaierie andasse in vacanza nella Ruhr, o uno che lavora alla De Cecco partisse per un tour gastronomico alla scoperta dei cerchi nel grano. Vabbè, ratzi suoi, ognuno organizza le proprie ferie come meglio crede, l´importante è averne.

Certo che se volesse distrarsi un po’ ed evadere dalle vigne senza restarne troppo lontano, potrebbe benissimo venire a darmi una mano ad addomesticare i miei cetriolini. Questa foto è stata scattata a due metri e ottanta d´altezza, sinceramente non mi era mai capitato di vedere delle piante con un simile sviluppo, addirittura per riuscire a passarci in mezzo ho duvuto pergolarle. E qui uno che di vigne se ne intende potrebbe essermi parecchio utile

CI STIAMO INCESTUANDO

29 giugno 2008

Fratelli e sorelle, qui a forza di premi e meme ci stiamo incestuando, i nomi che girano sono più o meno quasi sempre gli stessi, tu premi uno che poi ti premia ma non direttamente, ti premia premiando un altro che poi sicuramente premierà qualcuno che premierà te. Facciamo che siamo tutti premiati e buonanotte al secchio, non sarebbe più semplice? anche se devo dire che grazie ai premi, ho scoperto tanti blog interessanti.

I meme già sono un´altra cosa, ad esempio sono stato nominato per quello dove devi dichiarare quale personaggio di un libro e di un film vorresti essere, stimolante. Per quanto riguarda il libro, nel meme non c´ è alcuna clausola che obblighi a riferirsi ad un libro scritto veramente e pubblicato con tutti i crismi della regolarità, per cui mi va benissimo il ruolo del protagonista maschile dell´autobiografia di Gesù Cristo, con tanto di rivelazione blasfema sul bestemmione che ho tirato quando mi hanno inchiodato la mano.

Per il personaggio del film, la scelta è stata più dura, ero indeciso fra il serial killer di Seven, Mr. Spock e il personaggio interepretato da John Lydon in Cop Killer. Ma alla fine ha prevalso il quarto incomodo, l´inserviente d´aeroporto che in Green Card raccoglie  da terra gli occhiali caduti ad Andie Mc Dowell battendo sul tempo Jack Nicholson. Bel gesto, anche se oggettivamente facilitato dal fatto che Jack Nicholson in quel film non c´era, e forse non c´era neanche quella scena lì.

E adesso, nominescion. Per il premio, che riguarda anche l´aspetto grafico, la mannaia si abbatte su Bakunin. Troppo bello il suo blog, pieno di immagini di leccornie esotiche e a volte politicamente scorrette, almeno per quanto riguarda l´occidente. Per il meme del libro&film nomino chit vuole, anzi magari scrivetelo nei commenti

p.s. ci sarebbe anche una altro meme, dove si deve parlare delle nazioni europee che si è visitato. Ma per fortuna si chiama “giochino estivo” e quindi fino al 22 settembre c´è tempo

 

ZOCCOLACCIA ISTERICA

8 giugno 2008

Come facilmente si evince dal titolo, si tratta di una canzone d´amore. Pacatamente, serenamente vi confesso che potrebbe essere autobiografica, ma anche no

il testo lo trovate qui

MALEDETTA SCALETTA

9 maggio 2008

Oggi si suona, con i Nuovi Tori siamo al Circolo Masetti a Bolzano. Non mi capita spesso di suonare col gruppo, anzi è più di un anno che non si va sul palco insieme, abbiamo fatto un paio di prove e dovrebbero essere più che sufficienti, a Sandro il batterista gliel´ho letto negli occhi che alla fine mette tutto a posto lui, bene o male alla fine del concerto ci si arriva., non sono per nulla preoccupato.

Suonare col gruppo mi piace, specialmente adesso che mi hanno dato il permesso di usare anche la chitarra non solo per i pezzi che faccio da solo, e che addirittura mi lasciano fare un paio di assoli alla mia maniera. È bello avere un gruppo vero dietro la schiena, non di quelli dove ognuno alza il proprio volume perchè non si sente abbastanza e alla fine la voce viene annegata in un pastone sonoro. Certo ci sono anche i lati negativi, ma sono pochi, direi solo due, il mangiare e la scaletta.

Ogni volta che si va a suonare da qualche parte, sembra che tutti abbiano una fame arretrata di sei mesi, dopo aver montato gli strumenti (anche qui un altro lato negativo, si portano in giro quintali di roba per niente, sembra che un chitarrista non possa suonare senza il suo ampli personale, io non ho mai avuto questo problema, a me basta un buco dove infilare il jack), vogliono mangiare, a tutti i costi. Io questa cosa non l´ho mai capita, non mangio mai prima di cantare, mi viene l´abbiocco e poi ho la teoria che con la panza piena si possono fare solo due cose, o dormire o quell´altra.

E poi c´è la scaletta, a parte Sandro tutti gli altri vogliono la lista dei pezzi secondo l´ordine in cui verranno suonati. È da sempre che mi costringono a scriverla in più copie e io regolarmente durante il concerto la cambio, e allora razionalizzo il tutto e la scrivo mentre loro stanno mangiando, così imparano. Stavolta li spiazzo e la scaletta la faccio qui, anzi se volete farla voi è ancora meglio, metto i titoli così come vengono e ditemi che ne pensate

ZOCCOLACCIA ISTERICA

FIGLI DI…

STARTARAMI

L`INSEMINATORE FOLLE

PIACCIO SELVAGGIAMENTE

CIAO GINO

CATTIVO

BILLIGE LEDERJACKE – TSCHÖGGL RAP

DIVENTA DURO

´NA FEMMENA PARTICULARE

VIOLENZA SUI BAMBINI

NONNO

ESTATE

BISOGNO D´AFFETTATO

TIENTELA

GRAZIE ALLA VITA

TESTIMONI DI GEOVA

SU PER I CROZI DANCE

CIALTRONI

MI FA MALE IL C..O

Solo leggendo i titoli, che ne dite, va bene così?

A PROVE COI NUOVI TORI

20 aprile 2008

Ultimamente ho perso un attimo il ritmo col blog, ma non me ne cruccio poi tanto, tanto lo so che non mi sto rincoglionendo. È che mica lo si deve prendere come un lavoro, anche se si salta un giro mica è la fine del mondo, alla fine sai sempre che c´è qualcuno che viene comunque a trovarti. E poi a me dell´avere un blog piace anche, o quasi sopratutto, andare a vedere in giro cosa scrivono gli altri e dove c`e l´occasione piazzare un commento il più acido possibile. Ma questo è anche un diario e allora vi racconto questi ultimi giorni.

Giovedì sera, a prove coi Nuovi Tori. Era parecchio che non suonavamo insieme, a parte qualche pezzo occasionale, non suonavamo il nostro repertorio almeno da un anno. Siccome il 10 Maggio abbiamo una data al Masetti, ci siamo ritrovati, strumenti alla mano, per un ripasso generale. L´inizio è stato terribile, i pezzi che li ricordavamo solo io e Sandro il batterista, il vero capo del gruppo. I primi tre o quattro brani sono stati una tortura, non ci arrivavo proprio con la voce, per stare dietro al tempo e alla melodia dovevo usare un timbro che non era il mio, una voce che sentivo non mi apparteneva. Il tutto intervallato da scatarrate ringhiottite a gogò, mica puoi sputare addosso a Cabassa, tanto per citare quello che era più a tiro.

Poi di colpo ingrano e tutto fila via liscio, la voce ritorna la mia e, specialmente sui pezzi lenti, mi trovo addirittura migliorato sotto il profilo dell´interpretazione, stimolato anche dalla presenza del pubblico femminile, composto da Mariangela, che ci ha anche fatto le foto.  Andiamo avanti e ripiglio il filing con Nando Deguitar e il Maestro Dalleluche e i brani iniziano a suonare come il disco, d´altronde era un laiv. E addirittura riesco a strappare, anche se col consenso controvogliato di tutta la band, anche il permesso di iniziare qualche pezzo alla chitarra e addirittura l´avallo per due assoli, che ovviamente preparerò con la necessaria diligenza per uscire contemporaneamente di ritmo e di melodia.

Per il resto, le solite cose, il secondo emplein di rapanelli, un concerto di Andrea Chimenti mancato per l´assenza di quest´ultimo, e una vittoria a Risiko contro quelle che dovrebbero giocare con le barbi invece di cimentarsi in questi giochi di strategia. Insomma, a parte il concerto, ottimamente sostituito con una chiacchierata con qualche sinistro deluso, tutto come dovrebbe sempre andare, se ci fosse una giustizia in questo mondo

 

COLPA DELLE DONNE

16 aprile 2008

Alla fin fine, se è andata in questo modo è colpa delle donne. Il lait motiv di queste elezioni era il necessario aumento della presenza femminile in parlamento, e hanno vinto quelli che ne hanno eletto meno. Il PDL ne ha un miserrimo il 7,8% al Senato, anche se parzialmente compensato dalla presenza di Diana de Feo, moglie di Emilio Fede. Ma anche quelle del PD non scherzavano in quanto ad essere per buona parte mogli, figlie e vedove di qualche maggiorente presvoltaveltroniana. Che vi devo dire, io la coscienza l´ho a posto, nella mia circoscrzione il Partito per il Bene Comune come capolista aveva una certa Monia.

Poi sembra cascato il mondo perchè la sinistra Arcobaleno non è rappresentata in Parlamento. Animo ragazzi, che il rimborso elettorale ve lo danno lo stesso, mica come ai socialisti che per una miseria non sono riusciti ad ottenerlo. E allora tranquilli, che i concerti terribili a base di folkabbestioni fisarmonicati non ce li toglie nessuno, al massimo per un po’ si defileranno quelli che vedevano la falce e martello come un buon sbocco per una carriera politica di nicchia. E tutto il movimento ritroverà una sua genuinità, si spera anche con un tocco di modernità, adesso ci sono i trapani e i decespugliatori

 

LIBERTÀ E RESPONSABILITÀ, MA NIENTE TUBINI NERI

9 dicembre 2007

tubino.jpg

La libertà va usata in modo responsabile, ma anche no. Giuro sulla testa di Cabassa, che se sento Veltroni pronunciare questa frase mi iscrivo al PD e mi vesto ogni giorno di tricolore, vado a messa la domenica e metto su una cover band che suona solo canzoni di di Fossati, Jovanotti e Ligabue.

La libertà va usata in modo responsabile, più o meno con questa frase si può fare di tutto. Se sei LA7  ti togli dai piedi Luttazzi il giorno prima della trasmissione dove parla della nuova enciclica di Ratzinger, e motivi il tutto con la lesa dignità di Ferrara, che evidentemente non s´era accorto che da due anni Luttazzi andava in giro  nei teatri con questa battuta. Se sei Radio Tandem Popolare Network di Bolzano, chiudi il Muro, un forum libero e senza registrazione dove, in mezzo ad innegabili schifezze, si svelavano retroscena e gossip della politica e dell´economia bolzanina e sudtirolese.

La libertà va usata in modo responsabile, ecco la frase giusta per gettare il bambino insieme all´acqua sporca.

Ma parliamo d´altro, che è meglio. In Inghilterra hanno fatto una ricerca sull´abbigliamento femminile, e ne è venuto fuori che il 75 % delle donne e la stragrande maggioranza degli uomini hanno indicato nel tubino nero (“little black dress“), il vestito da donna ideale. Mi sta anche bene, anche se preferisco gli abiti floreali  al ginocchio , ma quello che non capisco è come mai in Italia il sondaggio dia risultati completamente diversi. Sempre secondo Repubblica, le italiane e gli italiani preferiscono i jeans, e molto quotati sono pure gli stivali al ginocchio. God seiv de cuìn


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