Posts Tagged ‘provvidenza’

FACCIO UN PO’ IL POLITOLOGO

28 dicembre 2010

Sorelle e fratelli, faccio un po’ il politologo. Lo disse anche Fernando Couto quando, rivolgendosi ai suoi apostoli,  lambendola tra le dita strinse nella mano una sfera d’acciaio tipo quelle dei cuscinetti, e niente accadde.

 Non ci credo poi tanto, ma metti che tra poco ci siano le elezioni ( e non sarebbe giusto, sulla scheda c’era scritto Berlusconi e allora che gli italiani se lo ciuccino per cinque anni interi), un avversario bisognerà pure nominarlo prima che ci pensi l’antagonista. Taglio corto perchè mi sta scadendo lo yoghurt.

FINI: è finito, tempo due anni e il suo cognome tornerà ad essere associato ai tortellini, se non altro si batterà contro l’egemonia di Giovanni Rana

RUTELLI: uno che è riuscito a perdere contro Alemanno e che l’unica vittoria l’ha ottenuta contro quello sopra, in effetti è meglio lasciarlo perdere

CASINI: sta andando in malora, piaceva alle donne quando l’era un bel grisòn, adesso è incanutito di brutto. Scaduto

VENDOLA: non sarebbe male, ma ormai l’effetto sorpresa se l’è fottuto, e neanche per colpa tutta sua

DI PIETRO: tropo gnorante, uno che deve fare il premier almeno un po’ di tagliano lo deve sapere

BERSANI: ha troppo  la faccia da salumiere, e ormai vanno tutti nei centri commerciali o negli ardiscàunt

VELTRONI: ormai tutti sono convinti che in Africa ci sia andato davvero

ROSI BINDI: sarebbe la volta che il PD vince davvero. Ha tutte le carte in regola per fare l’Angela Merkel italiana, col giusto ritardo che divide le due nazioni (se dico popoli magari qualcuno s’incazza…). 

Non è un caso se è quella contro cui Berlusconi si accanisce di più, ma proprio questo potrebbe essere il vantaggio decisivo. Ma vallo a spiegare a quelli del PD, si perde meno tempo a cercare un bucmeicher e vedere a quanto danno Rosi Bindi premier. E meno tempo ancora a chiedere direttamente a voi se ne conoscete qualcuno

GRANA SULLO SCOGLIO

31 luglio 2008

Isolde, guarda che lo so che la Nutella l´hai nascosta in quel piccolo scomparto della cucina, dietro alle salviette verdi. Lo so da domenica scorsa e non l’ ho ancora toccata e allora, visto che non ti fidi di me, mi tocca raccontare di quella volta che hai messo il grana sugli spaghetti allo scoglio.

Era una delle ultime volte che ci siamo permessi una vacanza estiva, prima che il dedicarsi principalmente allla produzione ortofrutticola ce lo impedisse. L´idea era di andare in Slovenia a godersi la bellissima terrazza sul mare della Frau Rosa, solo che arrivati al confine ci hanno fatto notare che ambedue avevamo la carta d’identitá scaduta e quindi nisba, l´unica era cercare un posto in Italia. Dopo vari giri a vuoto e tentativi andati male, avevamo trovato un grazioso appartamento a Lignano Sabbiadoro e lì ci siamo accampati, io, te e il primogenito.

Il giorno dopo, avendo saltato la colazione per mancanza di materia prima, mi propongo come cuoco per il pasto di mezzogiorno e, consapevole della sua importanza, decido di uscire e dare il meglio di me stesso per preparare un piatto di spaghetti allo scoglio fatti come Dio comanda. Il pesce lo trovo da un ambulante appena arrivato per il suo giro, un kilo di cozze e uno di vongole, una decina di scampi e delle sarde stupende appena pescate, che con lo scoglio non c’ entrano nulla ma come antipasto vanno più che bene.

Con lo stesso metodo mi procuro poi dei pomodori e della cipolla rossa oltre ad un peperoncino ricevuto in omaggio e con tutto l´occorrente torno all´appartamento, fuori tutti dalla cucina e ci vediamo in terrazza per il pranzo. Lavo e spurgo i mitili, preparo il soffrittino e li faccio aprire per poi togliere quasi tutti i gusci, qualcuno come decorazione deve rimanere, aggiungo il pomodoro, butto la pasta e adesso basta aspettare. Vien fuori un capolavoro, arrivo in terrazza, servo i piatti e mi giro un attimo aspettando i conati di piacere quando la Iso e il primogenito assaggeranno la prima forchettata.

Saranno  stati al massimo trenta secondi, mi volto e vedo una montagnola di formaggio grana depositata sugli spaghetti allo scoglio della Iso e del pargolo. Mi è caduto il mondo addosso

LA ROGNA TATUATA

5 maggio 2008

Giornatone queste, è chiaro fino a tardi e ne approfitto per portarmi avanti col lavoro, in questa stagione qualcosa da fare c´è sempre, e il più delle volte è roba che sarebbe meglio fosse stata fatta ieri. Niente di grave, è normale che sia così, ma adesso piove che Dio la manda e sono le due di notte, quindi ho la coscienza a posto.

Oggi si parlava di tatuaggi e d´improvviso mi sono sentito un conservatore retrogrado, anche perchè mi è tornato in mente il momento in cui ho negato al mio primogenito il mio consenso per tatuarsi, gli ho detto semplicemente che, essendo il tatuaggio una cosa definitiva, è giusto che uno lo possa fare non appena compie l´eta per diventare legalmente maggiorenne. D´altronde, gli manca poco più di un anno, se è stato statuato senza grossi danni finora non vedo perchè non possa aspettare.

Per carità, niente contro i tatuaggi e che ce li ha, anzi ce ne sono in giro proprio di belli, ma io non ne ho mai voluti fare,  forse proprio a causa della loro indelibità. A me piace il provvisorio, e m´illudo che la maggior parte delle cose che faccio lo siano, anche perchè tutto quello che è definitivo generalmente porta solo rogne e responsabilità anche se ampiamente ripagate, almeno sotto l´aspetto morale.

Insomma, questi tatuaggi. Una volta, quand´ero bambino, c´erano quelli che dopo due giorni andavano via con l´acqua e il sapone, chissà se ci sono ancora, questi si che li farei. Definitivi o lavabili che siano, ci sono comunque dei tatuaggi che mi piacerebbe vedere  al posto dei soliti standard che girano.

Ad esempio, bello sarebbe vedere due gambe femminili in piena estate con la riga della calze tatuata, o in alternativa la fascia delle autoreggenti in stile Brambilla. Oppure, e questo lo farei, le stimmate a mo’ di Padre Pio sui palmi delle mani. Oppure (e qui tacciatemi pure di cattivo gusto, ma penso che si debba poter scherzare su tutto), anche un bel carcinoma sul collo o una finta caccola sotto il naso, o magari anche dei buchi sotto il gomito in stile tossicodipendente d´antan

p.s. a proposito di rogne, pare che al momento (sono le 13.30 di lunedì), non funzioni l´inserimento dei commenti, prima o poi si metterà a posto da solo, no problem)

ORA (LEGALE) ET LABORA

31 marzo 2008

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A me questa storia dell´ora legale mica mi dà tanto fastidio, anzi direi che mi piace proprio e non faccio alcuna fatica ad adattarmici. Certo che un´ora in meno di buio per me significa un´ora in più di lavoro, ma adesso è un lavoro diverso, non si tratta più solo di preparazione, adesso qualcosa si raccoglie, c´è più soddisfazione e vedo che piano piano miglioro ogni anno.

L´anno scorso, per esempio, i rapanelli grossi dovevi cercarli e quest´anno invece li puoi tranquillamente raccogliere a caso, dai e dai ho imparato a tarare la macchinetta seminatrice in modo che vengano alla giusta distanza l´uno dall´altro.  A raccoglierli ci metto poco e poi li porto alla Iso, che a lei piace fare i mazzi.

Le cime di rapa, di cui credo d´essere l´unico produttore sudtirolese, l´anno scorso faticavano a produrre la pregiata infiorescenza centrale, erano quasi solo foglie. Quest´anno invece possono tranquillamente competere con i friarielli campani, me l´ha detto uno che se ne intende e che di lavoro interra rifiuti tossici.

E poi il radicchietto da taglio, che mentre l´anno scorso all´inizio dovevo tagliare quello ributtato dall´anno prima, adesso ho già quello novello, molto più tenero e gustoso. Anche per le biete stesso discorso, con in più il fatto che oltre a quelle classiche a costa bianca, ne ho anche un tipo più chiaro, le erbette e le biete colorate, spettacolari con i loro gambi gialli, rossi e arancioni.

E poi rucola, crescione, erba cipollina e insalata, insomma non siamo ancora al top ma promette bene e lavorare così non mi dà fastidio, anzi mi piace quando cala il sole e rimango da solo con il canto degli uccellini ed il ronzio delle api. Quello è il momento in cui vado in serra apreparare le piantine per la stagione, oggi per esempio ho seminato il basilico rosso e picchettato le melanzane. Quest´anno ne farò parecchie di quelle striate e anche di quelle bicolori, blu da una parte e bianche dall´altra.

Solo un pensiero mi ha turbato, mentre fumavo una sigaretta ammirando lo spuntare dei germogli dei kiwi, pensavo che in fondo tutto questo lavoro non mi fa affatto sentire prigioniero, anzi mi dà un senso di libertà. E allora la mia mente è corsa all´”Arbeit macht frei” di triste memoria e mi è salito un brivido, ma poi mi sono tranquillizzato, in fondo le parole hanno un valore ma quello che conta sono i fatti

IÙ MEIC MAI DEI AUÒRD

30 marzo 2008

 Ogni tanto è cosa buona e giusta andare giù di premi, questo memone del Iù meic mai dei auòrd con cui Flavio ed Enrico (due maschi, devo cominciare a preoccuparmi?) mi hanno premiato, impone di segnalare 10 blog che rendono la mia giornata meno afflitta dal lento ma inesorabile decadimento del mio io, saturo di mestizia e gravido di melanconia, in perenne procinto di attuare il piano B, quello che prevede il ritmico percuotimento dello scroto con un martelletto di gomma appositamente adattato all´uso.

Un meme ogni tanto è bello farlo, ma è ancora meglio cambiarne le regole. E quindi non premio i blog ma gli avatar dei commenti, con un particolare riguardo per quelli che raffigurano la faccia del titolare, mi piace un sacco immaginarli mentre dicendo quello che hanno scritto. Ecco qui i miei premiati:

CHIT: il suo faccione da latin lover, nel suo idillio mediatico con l´efebica islandese Ester Ester, è stato uno dei momenti più esilaranti di questo scorcio di 2008

WOOD: sarebbe da ritirarglielo il premio, perchè ha appena cambiato il suo avatar da gaudente proseccata. Sperando che lo rimetta, lei è una che non te le manda a dire, e quel sorriso era ottimo per digerire le sue cattiverie

BRIGIDA FRAIOLI: le sue punture di spillo si adattano perfettamente all´immagine lucreziaborgista, ma non era male anche l´avatar estivo

UYULALA: non so perchè, ma mi ricorda un personaggio di Lost, e leggendo i suoi post vien quasi da pensare che abbia avuto un ruolo nella sceneggiatura

MELANIA: mai capito che roba è quello spuntone grigioscuro su fondo grigiochiaro, sarà mica la radiografia di un´unghia incarnita? la Iso dice invece che si tratta di un mento alzato..

VOX NOVA: l´alpino dall´aspetto poco marziale è sempre un piacere leggerlo, quasi ti aspetti che stappi la bottiglietta di grappa clandestina che sicuramente ha in tasca

ÉTRANGER: lui usa l´immagine di Amedeo Modigliani, premio al contrario. Siccome non tutta la blogosfera conosce la faccia di questo celeberrimo cuoco astigiano, qualcuno potrebbe essere tratto in errore pensando che quella sia la sua vera faccia

ALEYAKKE: il finto zio bonario e contemplativo che però non ci credi che abbia smesso

LA GURESSA: la femme fatale che connubia Mata Hari e Patty Pravo

LUNE: gli occhioni più belli del web, che sicuramente mi perdoneranno per non aver risposto alle mail e non aver scritto niente sul prossimo Rotocalco

ROSELIA: acidina e cattivella pure lei, anche se l´avatar con la berretta rasta in testa le dava quel tocco di cinismo disarmante in più

Mi rendo conto di aver discriminato per cause di forza maggiore i non wordpressati, purtroppo la blogosfera ancora risente della separazione fra le varie piattaforme, anche se in ogni caso ci sarebbe il gravatar, mediante il quale anche chi non ha un blog può trovare modo di firmarsi con un´immagine

p.s. so che sono più di dieci, ma davvero non posso fare a meno di un´ultima premiazione:

HILDIGUNNUR: colei che mi ha fatto scattare la molla della conquista d´Islanda

p.s. 2 - il video non c´entra nulla è solo una continuazione del post dei rapanelli

L´ULTIMO BALUARDO MASCHILE, IL BARBECUE

14 marzo 2008

Mai dire ad una donna che a grigliare son più bravi i maschi

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grazie Vince per la foto

È GIÀ ARRIVATA LA PSICOPOLIZIA?

6 marzo 2008

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Non c´è giustizia a questo mondo, qualunque stronzata abbia scritto Nostradamus, basta che accada una cosa che le somigli alla lontana e, il giorno dopo, subito tutti a dire che lui l´aveva prevista.

Invece Julius Verne ha dovuto aspettare quasi un secolo per veder realizzate le sue premonizioni, e meno male che a Orwell sembra che le cose vadano un pelo meglio (vi risparmio Stielike, le cui visioni espresse nel celebre ” Interessenzialità del postdivenire” verranno a galla solo dopo la dipartita della maggioranza di noi medesimi).

Orwell, in 1984, aveva preconizzato l´esistenza della Psicopolizia, dello psicocrimine che andava represso come e più di un crimine reale e, con soli 24 anni di ritardo, sembra che ci stiamo arrivando sul serio. Pare che abbiano inventato la macchina per leggere il pensiero, almeno secondo quest´articolo di Repubblica sembra che su 1000 immagini, questa macchina indovini quella giusta otto volte su dieci, e già qui mi balla l´occhio, se le immagini sono 1000 dovrebbero scrivere che ne ha indovinate 800, o dico cazzate?

Comunque, anche se la cosa è avallata da citazioni importanti, come la sua prossima pubblicazione su Nature (la Bibbia della scienza), non mi convince più di tanto. Credo che molto di più di una macchina possa essere in grado di fare l´umano intuito. Faccciamo una prova, secondo voi a quale cosa sta pensando il mio amico  Cabassa, l´individuo ritratto nella foto?

TANTO PER SCRIVERE QUALCOSA

24 febbraio 2008

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L´ottantunenne Fidel Castro lascia la presidenza di Cuba, gli succederà il fratello minore Raul (76 anni e portati anche maluccio) che, probabilmente a causa della sua giovane età, sarà affiancato da José Ramon Machado Ventura, 78 anni. Pazzesco, per fortuna qui in Italia stiamo messi meglio, la somma delle età di Napolitano, Marini e Bertinotti, le tre prime cariche dello Stato è  226 (83+75+68). Diamo a Cuba ben 9 anni di distacco.

E come dice il rockpoeta, molte sono le cose in comune nei programmi elettorali del PD e del PdL, a parte la somiglianza del nome. Uno di questi è l´abolizione dell´ICI che, giusta o sbagliata che sia, porterà comunque i Comuni a cercare soldi da qualche altra parte. Però come slogan funziona, “toglieremo l´ICI” porta la mente ad assonanze positive, come ” mi piaci, ti darò i miei baci, meriti un dieci e via via con queste parole dolci ma atroci).

Pare che la RAI, o chi per lei, si sia messa a chiedere il pagamento del canone anche a chi non ha la TV, ma possiede un computer, con la scusa che la Tv si può guardare anche col pc. Ma allora il canone lo puoi chiedere a chiunque, anche a chi ha il videofonino o comunque “un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni“. A questo punto, sostituite il canone Rai con qualcosa di molto più equo, una Tassa sull´esistenza in vita, la TEV, che almeno non fa rima con niente

ALMENO UN PICCOLO LUSSO, SIGNOR PRESIDENTE

26 gennaio 2008

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Restare senza governo è un lusso che l´Italia non può permettersi“, queste le ultime parole da premier di Prodi (sembra quasi uno scioglilingua) e subito vien da pensare che siamo proprio messi maluccio. Già abbiamo gli stipendi più bassi e l´energia più cara d´Europa, una scuola messa da cani e il Vaticano sempre a metter becco dappertutto, ma neanche questo piccolo lusso possiamo permetterci? che mai saranno sei mesi senza un governo legittimato dalle urne, che può fare tutti questi danni?

Se ben ricordo, l´ultimo governo “di transizione” lo fece Ciampi nel ‘93, durò più di un anno e nessun meteorite cadde sull´italico suolo, sono passati 15 anni, perchè non possiamo più permettercelo? mica si parla di anni, giusto un sei mesi per fare il referendum (dove tra l´altro sono più le persone che lo hanno firmato che gli elettori di Mastella), tenere l´ordinaria amministrazione e magari sciogliere le Camere il giorno prima che buona parte dei parlamentari maturino il diritto al vitalizio.

Sei mesi di pausa, senza gente che ogni giorno chiede elezioni anticipate e senza ricatti del tipo “o così o me ne vado“, al limite si fa qualche riformetta giusto sui regolamenti parlamentari, si da l´incarico a qualche superpartes Doc estraneo alla politica (e da scegliere ce n´è a bizzeffe, da Giovanni RanaMoggi e Simona Ventura, passando magari per Giorgio Moroder e Reinhold Messner, giusto per tirare l´acqua al mulino delle mie parti). O addirittura si ufficializzi la situazione e si dia l´incarico al Cardinal Ruini, dal momento che l´unità del parlamento la si è avuta solo quando si è trattato di non far pagare l´ICI alla Chiesa e quando ci si è rammaricati della mancata visita del Papa alla Sapienza.

Presidente Napolitano, lei ormai ha una certa età, se la prenda con calma e faccia tutte le consultazioni che ritiene opportune, magari abbondi pure con qualche giro in più, meglio sentire due volte la stessa cosa che tenersi il dubbio di aver capito male. Ci faccia rivivere le emozioni degli incarichi esplorativi e dei governi balneari, insomma ci lasci in pace sei mesi. Nel frattempo ci arrangiamo da soli, stia tranquillo

                                                        

LA PSICOPOLIZIA A CUARTACLASSE

21 gennaio 2008

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Nessun allarmismo, Cuartaclasse, il programma di chi ha perso il treno, in onda ogni lunedì alle 22.35 su Radio Tandem, a Bolzano sui 98.400 MHz e nel resto del mondo qui, non sta per il momento subendo l´attacco delle milizie al soldo del grande fratello immaginato da Orwell in 1984. La Psicopolizia è semplicemente il nome del gruppo che stasera viene a farci visita, a presentare alcuni brani e naturalmente anche a discorrere amabilmente del più e del meno, di pentole e angurie, di parroci irsuti e del senno del durante che diventa del poi.

Intendiamoci subito, lo so anch´io che non si scrive un post su di un gruppo musicale non mollando nè un video, nè uno straccio di pezzo da ascoltare, nè una foto, ma tutto quello che ho a disposizione è un failin pedeef con un articolo di giornale scritto di traverso, un testo e le mie impressioni di quando li ho visti dal vivo. E su queste ultime vedo di basarmi.

La Psicopolizia che ho visto io sono un gruppo di onesti musicisti che supportano Pietro, un frontman sbraitante che può tranquillamente incarnare la negazione di Dio elevata a cantante. Il suddetto Pietro, un allampanato quarantenne che giustamente si esibisce appollaiato su uno sgabello-trespolo, evitando in questo modo di esibire la propria andatura dinoccolata, è quel che si può tranquillamente definire, anche esteticamente, la vittima prediletta della Psicopolizia, nel senso che sarebbe il primo che prendono.

È bravo Pietro, ci sa fare col pubblico e anche i suoi testi che si sposano alla perfezione con la sua immagine, e magari neanche solo con quella, uniti alla musica ipnotica del gruppo, creano un´atmosfera a metà tra Trainspotting, 1984 e la Vecchia Romagna tanto cara a Stielike. A parte questo testo, molto mi hanno colpito anche le parole di “Cervello in fin di vita”, un brano che, lungi dal rappresentare il testamento spirituale dell´autore, può certamente spiegarne l´insorgenza di un precoce calvizie

TROPPA UNIONE. SOPRASSIEDO

15 gennaio 2008

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Altro che “Italia in declino“, come si dice in giro. Riuscire a far fare la figura della vittima al Papa è roba da campioni del mondo, e qui la testata di Zidane si circonda di quell´aura da evento sovranaturale che le era stata ingiustamente negata, non fu delitto d´onore ma opera della Provvidenza.

Il Papa ha deciso di rinunciare ad intervenire all´Università la Sapienza con questa laconica espressione: “Troppe divisioni. Soprassediamo“. Troppe divisioni de che, dal momento che stanno tutti piangendo merenda? Prodi è rammaricato, Marini esprime profondo rincrescimento. Mussi è dispiaciuto, Veltroni, Berlusconi e Casini parlano di intolleranza e mancato rispetto, e chi più ne ha più lo metta. Cattolici offesi e laici perplessi per fortuna da romanisti e laziali ancora nessuna reazione.

Adesso i professori firmatari e gli studenti protestatari ci fanno la figura degli intolleranti, manca poco che li paragonino alle “estreme frange che nulla hanno a che spartire coi veri tifosi”, ma un po’ se la sono anche cercata.

Che ci voleva a stare zitti e a far finta di niente, a far arrivare il Papa come se nulla fosse e poi fargli trovare la sala vuota?

P.S. Giusto per entrare nel merito e dire anch´io la mia: se l´Università è il tempio della conoscenza, della ricerca e della scienza, che senso ha invitare uno come il Papa, notoriamente infallibile


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