Posts Tagged ‘Nastassja Kinsky’

TIZZONI ARDENTI E COSE COMPLICATE

23 gennaio 2013

alto adige 21.01

se proprio devi complicarmi le cose, almeno inizia da quelle che già lo sono“. Con queste ruvide parole, pronunciate col suo tipico accento nippopolacco, Viktor Smoralek inveì contro il suo mentore che lo aveva iniziato al collezionismo di edizioni tascabili dei racconti giovanili di Fernando Couto. Ciò non spiega  alcunchè, ma è comunque accadimento essenziale per stabilire l’avvenuta o meno cessazione di pericolosità sociale di un  tizzone ardente che venga inopinatamente scagliato in un qualunque posto non sia un oceano.

E’ senz’altro vero che ogni cosa che appare complicata agli occhi, facilmente lo sarà anche agli alluci, ma non è detto che le cose prima o poi non debbano cambiare in modo repentino e forse anche inaspettato. Prendiamo come esempio le prossime elezioni nel collegio uninominale di Bolzano_Bassa Atesina, che mi vedono candidato, ovviamente con il Partito per Tutti.

I candidati sono tanti ma, scartando a priori quelli che praticano il franchising elettorale (Fratelli d’Italia, Destra, Grillo, Ingroia, Pdl-Lega, Casapound, Fermare il declino) e che quindi son lì solo per fare pura testimonianza, le cose si semplificano e non di poco.

La sfida è tra chi vuol mantenere aperta la questione sudtirolese perchè in un modo o nell’altro ci campa sopra da anni e intende continuare a farlo (SVP-PD, Freiheitlichen, Alto Adige nel cuore), e chi invece la questione sudtirolese la vuol chiudere in maniera definitiva e materassabile. Il Partito per Tutti, con l’annessione alla Svizzera

 

PROVARCI BISOGNA

1 gennaio 2013

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Sorelle e fratelli, ho deciso di candidarmi al Senato nel collegio Bolzano-Bassa Atesina, con il simbolo del Partito per Tutti. Il programma è l’annessione del Sudtirolo alla Svizzera, nulla più, nulla meno. Per poterlo fare, ho bisogno di almeno 250 firme.
Come primo atto, chiedo ai membri di questo gruppo di non firmare per altre liste (o di farlo solo per la Camera) o, se già l’han fatto di allertare altre persone

TRE ANNI BUTTATI

16 dicembre 2011

Sarà stato il 51 o 52 di Luglio, e faceva molto caldo, quando al Partito per Tutti le venne una grande idea. Stomegà dall’assoluta mancanza di perizia e volontà con la quale la cosiddetta questione altoatesina/sudtirolese veniva affrontata, il PpT decise che era ora di prendere le corna per il toro e di formularne l’unica soluzione possibile e materassabile. L’annesssione del Sudtirolo/Alto Adige alla Svizzera.

Ricevemmo attestati di stima conditi da sorrisi di derisione, e ancora adesso altro non ci arriva. Nssuna forza politica appoggiò la nostra proposta, e di quello adesso devono render conto alla popolazione.

Ci avessero ascoltato, come sarebbero adesso le cose?

CANE CRIMINALE

25 aprile 2011

La logica non dev’essere solo ferrea, ma anche zincata e possibilmente a caldo, altrimenti arruginisce. Confutare queste lapidarie ma allo stesso tempo qualcos’altro parole, sarebbe fuorviante come far finta di rinunciare all’energia nucleare per non dover presenziare ai propri processi. Niente a che vedere col circo, nè acrobata nè mangiatore di fuoco, piuttosto un santo a piedi nudi.

Miley, la mia bovara di Stielike, ha sì commesso dei crimini, ma questi si possono considerare tali solo dal punto di vista delle vittime. Un paio di mesi fa, mentre stavamo potando i luridi meli del socioconcorrente, una vecchietta piangente ci informò che la bovarina aveva appena spezzato il collo a quattro delle sue amatissime galline.

Seppur dubbioso, mi offersi di rifonderle il danno, cosa che infatti è avvenuta. Anche se poi ho scoperto che la vecchietta lasciava razzolare  i di lei volatili sulla strada interpoderale, e la povera Miley aveva solo tentato di sottrarre le galline al pericolo di essere investite dai trattori, mica colpa sua se gli esseri umani le hanno plasmate con un collo così esile, utile solo per sopprimerle con maggiore velocità e minore sofferenza.

La Pasqua ha tanti simboli, c’è la croce, l’agnello e c’è pure il coniglio. La Pasquetta, secondo la ferrea e zincata logica del bovaro di Stielike, razza canina alla quale Miley appartiene, vede questi simboli ridotti di almeno della metà. Non essendo giorno di elezioni e non potendo votare in quanto cane, Miley la crocetta non la poteva proprio mettere. Però, fortunatamente, da una gabbia dei vicini lasciata improvvidamente aperta, proprio oggi è scappato un coniglietto partorito dalla madre appena un mese fa.

Logico che la povera Miley, conoscendo la ricorrenza e vedendoselo passare davanti, non ci abbia pensato su due volte a sbranarselo. Mica poteva andare a torino a far fuori John Elkann

O NO?

29 marzo 2011

L’interessantezza dell’attualità è proporzionale in modo inverso al quadrato della sua persistenza, ed in modo diretto al cubo e mezzo del suo non mi ricordo più cosa. Con queste lapidarie parole, espresse in modo garbatamente polemico al cameriere bulgaro che gli servì il latte di mandorla con le cozze alla vaccinara, Stielike pose le basi per il suo, ormai universalmente accettato, postulato del 1987, secondo il quale quell’anno è effettivamente trascorso. O no?

A chiedere scusa son buoni tutti, valga per quella che si è finta terremotata, ma non per quello del CNR che ha battezzato la tragedia naturale del Giappone come castigo di Dio. A questo, che gli si deve fare? E’ vero che ha rivelato l’autore di un crimine contro l’umanità, ma non gli si possono accordare i benefici riservati ai pentiti, perchè pentito lui non è. E poi, quando si accusa qualcuno, bisogna anche in qualche modo collaborare alla sua cattura, ma per farglielo fare si dovrebbe introdurre il concetto di tortura umanitaria, che la nostra mente (forse ancora per poco) non riesce a concepire. O no?

Che poi, neanche ha detto qualcosa di originale. Qui si parla di uno è già stato accusato di aver mandato le cavallette e altre  sei sfighe agli Egizi,  che è reo confesso di aver distrutto Sodoma e Gomorra solo perchè non gli andavano a genio le abitudini sessuali della gente del posto. Insomma è come accusare Totò Riina di aver aver ucciso un paio di galline a sua suocera. O no?

Qui l’unica colpevole e Miley, la mia bovara di Stielike. Che effettivamente ha fatto fuori due galline, ma non l’ha fatto apposta, voleva solo giocare. Mica colpa sua se qualcuno crea queste cazzo di bestie con un collo così fragile. O no?

Pipuntoessepunto: son tornati i rapanelli

PARTITO PER TUTTI, TENERSI PRONTI!

17 febbraio 2011

Fratelle e sorelli, l’ora è lieve e decido comunque di scrivervi, vorrei farlo con la mano sul cuore ma ho paura di farmi male passando fra le costole. La situazione sta precipitando, ma tanto era già a terra da tempo. Non rompiamoci la testa prima di essercela fasciata. Spossiamoci pure in laceranti discussioni, ma qui una decisione bisogna prenderla.

Per gli altri, il punto fondamentale delle prossime settimane è rappresentato dalle alleanze, da un modo in qualche modo inedito di affrontare la questione, che però per noi non lo è. Noi conosciamo l’approccio e lo svolgimento, sappiamo farlo sia da soli che alleandoci con altri (anche se quest’ultima situazione si è verificata una sola volta con dei grillini neanche tanto convinti). Noi sappiamo che fare quando il vento si alza.

Fra poco, un altro diamante lucente s’incastonerà nel diadema della nostra storia, ma per compiersi compiutamente, quest’ opera ha bisogno di tutte le nostre correnti unite nel medesimo scopo, se ci saranno alleati bene, altrimenti ce la faremo con le nostre forze. Ma anche per gli alleati, è giocoforza essere selettivi. Sono a mio parere da evitare i pugni chiusi, le braccia tese e le mani pulite, e anche il se non ora quando non ci sarebbe di grande utilità.

Qui ci serve gente pratica e di poche parole, mica dobbiamo andare ad un tolc sciò, qui c’è da montare il telo ad una nuova serra

IL WEB NON E’ LA BIBBIA

19 gennaio 2011

Potremmo continuare a parlarne per anni, arrovellarci le sinapsi fino al ginocchio, ma di certe cose mai ne verremo a capo. E anche qualora il mai si realizzasse, non ne avremmo probabilmente coscienza. Il cercare le soluzioni sul web non agevola di certo l’avvento dell’era del mai, quando realtà e finzione e futuro e passato s’avvolgeranno insieme, elicoidandosi intorno ad un filo immaginario, ma lasciando al contempo che altri concetti si sviluppino, arzigogolandosi come ramificazioni laterali. 

Come sovrappiù o carico da undici, si potrebbe anche aggiungere altro, ma meglio fermarsi qui. Tramite il web si trovano solo le soluzioni che nessuno intende nascondere, se Stielike abbia o meno mai portato le basette rimane comunque confinato nell’angusto recinto delle opinioni da bar. Ci sono le foto, ma è dai tempi del soldato russo che issa la bandiera sul Reichstag che hanno smesso di essere attendibili, e con esse i filmati.

La mia appartenenza all’ortodossia stielikiana mi impone di considerare il vero e il falso come due o più entità che tendono naturalmente ad equilibrandosi, alla stessa stregua del buio e la luce. La loro variabilità non influisce sostanzialmente sull’andazzo, al pari della  Luna che non cade mai sulla Terra. Il web invece tende sempre a dare una risposta univoca, anzi è quasi la sua stessa ragione d’ essere. Il web vuole diventare la Bibbia.

Già, la Bibbia. Una volta, a uno che continuava citarla, glielo dissi. Guarda, già il giornale di oggi son metà balle e domani devo stare attento a non mettere la pagina dei morti come fondo delle cassette delle prugne. Con un libro scritto duemila e passa anni fa, che ci dovrei fare?

OLIO DI LINO COTTO

1 gennaio 2011

Pipuntoessepunto (a metterlo alla fine son buoni tutti):  domenica 2 Gennaio dovrei essere su Rai uno in versione agricola a Linea Verde

Fortunatamente, il demolire l’infausta metafora del palo cotto non rientra tra i miei compiti istituzionali nè per quest’anno, nè per quelli a venire e neanche per buona parte di quelli trascorsi. Ad accollarsi il gravoso compito ci pensò Stielike il quale, dopo attente osservazioni ed appostamenti mirati, ebbe a constatare l’irrivelabilità pressochè assoluta di deambulazione e della capacità di subire orgasmi dei pali, e di conseguenza la loro scarsa cuocibilità.

Venne corroborata questa sua ipotesi quando, ripercorrendo a ritroso il viaggio di Goethe,  sentì esclamare che “non tutti i pali vengono per cuocere“, anche se mai rivelò in quali circostanze ciò avvenne. Ho perso di brutto il risiko di capodanno, finendo distrutte le mie armate da quelle della Iso, ma per tutto il resto, resto a posto. Le serre sono pronte per la semina, svuotate dai cadaveri delle piante di pomodori, fagiolini cetriolini e quant’altro. Effettuata la potatura con conseguente macinazione della ramaglia residua.

L’ultimo giorno dell’anno l’ho dedicato alle finezze, tra le quali non posso non annoverare l’impregnamento a base di olio di lino cotto delle scale a pioli di cui abitualmente mi servo per effettuare la raccolta nei mesi ad essa favorevoli. A causa della sua erronea collocazione tra i solventi e non fra gli impregnanti, trovare l’olio di lino cotto non è stato semplicissimo. Ma la goduria nel vedere la faccia della cassiera (un po’ ossuta ma con una quarta abbondante) nel vedere che non tutti compravano fuochi d’artificio, è stata già qualcosa. Come quella di non avere mandato nè ricevuto alcun SMS di auguri.

Avessi dei buoni propositi, ve lo direi. Ma per adesso ho in programma solo di dare una cospicua mano a Claudio il socioconcorrente nella potatura dei pomari. Di costruire una nuova serra alla cui montatura del telo vorrei che stavolta partecipasse, oltre al comitato centrale del Partito per Tutti e di grillini a titolo personale, anche qualcuno un po’ di destra. A quelli del PD meglio non chiedere, è un lavoro che va svolto velocemente, basta una tirata di vento e tutto si complica.

Poi ci son pere e drupacee varie da piantare e da imbiancare casa e giroscale, legna da segare e piantine da seminare. Ci sarà anche il tempo per una settimana di ferie e forse anche per un mini tour con chitarra e voce nell ‘Italia centrale

SCRIVO DOMANI

30 agosto 2010

Scrivo domani. Dovessi scrivere oggi, sarei indeciso se sul quale forse fosse o sarebbe il soffermarsi più opportuno, se sull’ennesimo aggiornamento sulla produzione agricola o sull’ imminente evento catastrofico che, come una spada di Sofocle, incombe sulla città di Bolzano, il ventilato ( nel senso che non si sa ancora se lo fanno, libeccio, tramontana o scirocco nulla c’entrano, meno che mai il maestrale) concerto degli Zetazeroalfa, un gruppo di impostazione neofascista.

Petizioni su feisbuc, controconcerti, manifestazioni di dissidio, financo proposte di presidio, il tutto per un concerto in cui alla fine, se va bene ci andranno un centinaio di  persone, tolti i rappresentanti delle forze dell’ordine.  Manca solo la fiaccolata e questi crederanno di essere la reincarnazione dei Sex Pistols. La stampa locale batte il chiodo su una strana abitudine che paiono avere i fans di questa band, la cinghiamattanza. La quale consiste nel percuotersi l’ un l’altro usando la cinghia delle braghe, stando ovviamente attenti che queste ultime non calino troppo, una mutazione genetica del pogare che si faceva ai concerti pan crocc.

Lasciateli suonare,m alla fine che male vi fanno? alla fine può solo venir fuori che si tratta solo di una forma di invidia da parte di quelli del PD. Quelli che le cinghiate preferiscono farsele dare dai trans (lo so che è politicamente scorrettissima, ma a me fa ridere un casino)

pipuntoessepunto: forse era davvero meglio che scrivevo domani…

 

PEGGIO DEL CONSUMATORE C’E’ SOLO L’ ELETTORE

9 agosto 2010

Consumatore è una gran brutta parola, se uno mi telefona e dice che sta svolgendo un’indagine statistica sui consumatori, gli metto giù la cornetta di brutto. E se, come suggerì Stielike  nella quarta parte della Trilogia dell’ inutile affaticamento, faccio mente locale e provo ad immaginarmelo davanti, mi salta fuori una specie di Homer Simpson con in più i pinocchietti e i calzini nei sandali.

Eppure, tutta l’economia si basa sui bisogni e sulle aspettative si basa su questa somma di individui in cui le intelligenze invece di sommarsi, pare si sottraggano. Il consumatore è protetto da decine di associazioni (ho appena letto sul blog di Chit che la Federconsumatori ha protestato perchè non fanno i tolc sciò in estate), è informato e ha tanti diritti.  Ciò nonostante, continua e comportarsi da cretino e, tanto per dirne una, compra i pomodori dove tutti i frutti sul ramo sono maturi contemporaneamente.

Non ho voglia di tirarla lunga, dico solo che per me, peggio del consumatore c’è solo l’elettore

SIAMO A POSTO

22 luglio 2010

Fratelli e sorelle, qui l’ora è grave, ma non per questo meno assolutisticamente aleatoria e fugace per ritrarsi, chini e compatti innanzi ai rudi princìpi dello stielikismo, dettati il più delle volta dal malsenso imperante, dalla lussuria e dall’ingordigia. Qua in Sudtirolo  tutto è in fermento, la tensione si avverte nell’aria, i nervi sono tesi come corde di strumenti a fiato, qui non è questione di manovre economiche, disoccupazione, libertà di stampa in pericolo, calo del potere d’acquisto. Qui a Bolzano mica abbiamo tempo per le stronzate, noi qui c’abbiamo da affrontare lo scoliotico tema della toponomastica di montagna.

Hanno sbagliato tutti. Ha sbagliato la Provincia di Bolzano a metterli, o a farli mettere solo in tedesco. Alla fine metterli in due lingue costava uguale e si risparmiava una figura di merda. Adesso sta sbagliando il governo ad intervenire d’autorità. Mica che non possa farlo, alla fine secondo le leggi ha ragione lui (esso mi sembrava che stesse lale). Ma il problema, come diceva Fernando Couto, spesso non sta nè nel merito nè nel manico ma nel metodo.

Il governo vuole mandare l’esercito a sostituire i cartelli di montagna scritti solo in tedesco con quelli bilingui. Siamo a posto, la lingua di Dante è in buone mani se a difenderla ci mandano quelli che la sanno meno

DOPPIETTA DI HUNTELAAR

5 luglio 2010

Innegabile è una parola scomoda, ma d’altronde se onnegabile non esiste e annegabile vuol dire tutta un’altra cosa, e le restanti due vocali starebbero bene solo in tedesco e francese, non ci si può esimere dal sottolinearne la giustezza dell’ uso in questo caso. Logica supporrebbe che a questo punto il lettore si chiedesse “si, ma in questo caso cosa?’”. Non cadete nel presunto tranello e passate oltre, fate vostro il diciottesimo comma dello scibile di Stielike, tanto qui si parla del caldo.

Il caldo a Luglio è inevitabile, questo lo sanno anche i sassi e probabilmente lo sapevano anche prima di noi. Bolzano è una delle città a rischio e i suoi sassi lo sanno, anche quelli portati qui dopo la grande guerra. Gli anziani sono la categoria più esposta a malori e cedimenti strutturali, ma questa è cosa normalissima, succede anche quando fa tanto freddo e poi almeno un minimo di ricambio generazionale ci vuole.

A me il caldo piace, anzi deve piacermi per forza, altrimenti come giustificherei il fatto che tengo sei serre e sono in procinto di costruirne altre? le piante in serra stanno da dio, è un piacere vederle così rigogliose grondare di ortaggi. Fagiolini modello Amazzonia, pomodori alti tre metri, cetriolini che crescono a guardarli, melanzane Nubia che spuntano da tutte le parti e altro ancora. Certo, le devi curare e difendere, ma il tubo goccia e il macerato d’ortica e d’equiseto aiutano parecchio e non molto.

E poi ci sono i mondiali. Bellissimi questi, i migliori che abbia mai visto, nell’ orto ho piazzato un televisore perennemente piazzato sulla tv austriaca che trasmette tutte le partite e di Salvatore Bagni ignora addirittura l’esistenza.  Tenevo per il Portogallo, l’Olanda, il Ghana e la Svezia che neanche c’era. Una mi è rimasta e la vedo vincente in finale. Doppietta di Huntelaar al 74 e 87simo

COLPA DEL CUOCO

24 giugno 2010

Fa bene la Iso a nascondermi la Nutella, visto che brutti effetti che fa?

IL PARTITO PER TUTTI NON LAVORA INVANO

15 giugno 2010

un kilo in più non lo si nota con gli occhi, ma un kilo in meno a sentirlo con le mani è terribile“. Con queste aspre, ma certamente sensate parole, esordiva Fernando Couto nella sua più celebre raccolta della cui, per meaculpameaculpameagrandissimaculpa non ricordo assolutamente il titolo ma, ma niente (queste ultime tre parole sono una citazione da “l’amico della mia amica”, di Eric Rohmer).

Detto questo per non dire altro, altro non resta che dire dell’ultima serra, quella montata quest’anno. Come molti di voi non sanno, il Partito per Tutti, tra le sue molteplici sfaccettature, correnti interne e dissidenze varie, ritrova la sua unità al momento del montaggio del telo sulle serre, che siano le mie è solo un fatto congiunturale facilmente eludibile da chiunque.

Il telo lo abbiamo montato un paio di mesi fa, ma la notizia può tranquillamente considerarsi nuova, un semplice effetto preposto della legge bavaglio.  Che poi non ho capito tutto questo accanimento verso una legge che ci avrebbe risparmiato decine di puntate di Porta a Porta dedicate ad Annamaria Franzoni, alla quale indubbiamente la Iso assomiglia.

Il Partito per Tutti non lavora invano, e anche se al montaggio del telo hanno partecipato anche grillini in pectore, conclamati ed in via di ingrillinamento, la serra sta dando i suoi frutti. Dopo un primo raccolto di rapanelli, in essa camèpeggiano le biete da taglio e la cicoria zuccherina di Trieste, le melanzane e i peperoni. Ma sopratutto, ci sono tre file di fagiolini Neckarkoenigin (e qui scusate, ma uno dei prossimi acquisti dev’essere per forza una tastiera tedesca), di cui al momento solo una è in produzione, ma quando lo saranno tutte e tre ne verranno giù a carriole

PARTITO PER TUTTI. INDICAZIONI DI VOTO

13 maggio 2010

A Bolzano ci sono le elezioni, e anche se il Partito per Tutti a ragione non c’è, qualche stronzata bisogna pur scriverla. Noi speriamo, anzi ci crediamo anzi ne siamo sicuri che i bolzanini non si faranno sfuggire l’opportunità di eleggere un sindaco senza maggioranza e di godersi sei mesi di commissariamento con Mr.Alex alla guida della città. Ma d’altronde, se ancora non si sono totalmente convinti del progetto di annessione alla Svizzera, vuol dire che di imbecilli in giro per Bolzano è ancora pieno.

L’ unico criterio che il PPT ritiene dignitoso per indicare chi votare, chi non votare e se votare o no, è quello dell’utilità alla causa misteralexxiana, l’avere a capo della città un personaggio che è corruttibile solo dalle tre di pomeriggio in poi è senz’altro cosa buona e giusta, anche se magari non proprio fonte di salvezza. Ma bando alle ciance e via con la classificazione

                              VOTO MOLTO UTILE

LISTA GRILLO. Questi hanno promesso che non sosterranno alcuna maggioranza, quindi in teoria più voti prendono, più facilmente si realizza il commissariamento. Sono della bella gente, anche se a me il franciaising politico fa vomitare. Infatti,  a due kilometri di distanza  da Bolzano la lista Grillo è invotabile, e io voto proprio lì.

                              VOTO UTILE

PD.  uno che ha deciso di votare PD vuol dire che ormai ha deciso,  e allora altro non gli puoi dire che almeno sulla riga delle preferenze scriva il nome di Vanja Zappetti, uno in gamba. Stesso discorso per il PDL, se qualcuno ha un nome da segnalare, faccia pure.

COMUNISTI ITALIANI: è giusto che i loro 500 voti li prendano, altrimenti Carlini, il loro segretario, si scogliona e alle prossime elezioni non lo vediamo più predicare l’unità della sinistra avendo già deciso di andare da solo

FREIHEITLICHEN E SÜDTIROLER FREIHEIT: almeno un candidato sindaco di lingua tedesca a Bolzano ci dev’essere, e loro sono gli unici che ce l’hanno. Ed è pure gnocca

                               VOTO INUTILE

RIFONDAZIONE, SOCIALISTI, RADICALI, DI PIETRO, SINISTRA DI VENDOLA. Sono in 5 e c’è un posto a disposizione, massimo due. Lasciate che se la sbrighino da soli. Che vinca il migliore, quello che ha più parenti

SÜDTIROLER VOLKSPARTEI: è il primo partito della città e non presenta un proprio candidato sindaco, avranno anche fatto i loro conti ma una legnatina non gli farebbe male

VERDI: dove stanno all’opposizione si fa un’ottima raccolta differenziata, dove stanno in giunta no.Magari non sarà neanche colpa loro, ma occorre verificare

                               VOTO DANNOSO

UDC E LISTE CENTRISTE IN GENERE. Questi sono i più pericolosi, in nome della governabilità si alleerebbero con chiunque, da evitare a tutti i costi

LEGA. Mai capito che esiste a fare dalle nostre parti. Nel Sudtirolo ampiamente autonomo, sarebbe meglio che lascino fare il loro mestiere a gente che da trent’anni ha ottenuto quello per cui loro si battono inutilmente da venti

                               IL NON VOTO

Per carità, va benissimo, ma allora perchè mai essere arrivati a leggere fin qui?


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