Posts Tagged ‘Hansi Hinterseer’

VADO UN PO’ DI POESIA

21 marzo 2011

Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione

Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate

L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera

Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate

I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire

Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango

Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace

Magari ero anche partito bene ma poi…

adesso continuate voi

OGNI TANTO VA BENE ANCHE POSTARE UN VIDEO

28 luglio 2010

IL PROSSIMO POST LO FACCIO AGRICOLO

24 luglio 2009

Grillo-MENU

Dai e dai, alla fine mi ron rotto i coglioni anch’io di vedere la foto storta del post precedente a questo. È che ultimamente di tempo per stare su internet ne ho davvero poco, e poi non è che ci sia un gran che di cui parlare. C’era la storia di Grillo che vuole iscriversi al PD e loro non vogliono, e all’ uopo ho convocato il gran consiglio del Partito per Tutti per stabilire la linea da tenere nel caso venisse  bussare anche da noi, che in Italia  le primarie le abbiamo fatte per primi.

È passata, come spesso succede, la linea dettata da Correntone Rossi, il lider maximo dell’opposizione interna. Se Grillo volesse iscriversi al PPT nessun problema, lui supera il piccolo esamino di cultura generale ed è fatta. Non credo proprio che per uno come lui sia difficile, data massa e circonferenza della Terra, stabilirne la densità. Grillo non è pensionato, non fa l’informatore medico e neanche l’amministratore di condominio, quindi nulla osta alla sua cooptazione. Noi si che siamo democratici, altro che il PD.

Per il resto, tutto a posto. Si cavano patate e si piantano zucchine, si cavano zucchine e si piantano pomodori, prometto che il prossimo post lo faccio agricolo

IL SUPPLIZIO DI XEENA

24 novembre 2008

Qui non servono parole…

ERAVAMO IN TREDICI

14 novembre 2008

Eravamo in tredici ieri sera a Laives (BZ) a vederci il concerto degli Ahleuchatistas, a me sono piaciuti tantissimo. Se qualcuno riesce ad ascoltare tutto il brano diventa automaticamente amico mio su feisbùc

ALTRO CHE OBAMA, QUI CI SONO DIVINA E DELLAI

4 novembre 2008

Sono giorni di svolta storica questi, quasi tutto il mondo ha l’occhio puntato verso le cabine elettorali americane, che in un solo giorno possono cambiare il corso della storia (è già successo nel 2000, Al Gore non sarebbe mai andato in giro con quel cane). Quelli che vogliono il cambiamento tifano per Obama e quelli che vogliono andare avanti così parteggiano per Mc Cain. E molto probabilmente, nonostante la gufata di Vox, vincerà Obama e anche Mc Cain trarrà buoni ma ingannevoli auspici dalla sconfitta, considerando che ai presidenti col Mc davanti, la statistica conferisce il 100% di probabilità d’essere uccisi da Leon Czolgosz,

Obama o Mc Cain insomma, quasi tutto il mondo aspetta il verdetto consapevole, che in ogni caso la propria vita ne verrà influenzata. Sappiamo tutti che vincerà Obama, ma ci appassioniamo comunque.

Il resto del mondo siamo qua, in Sudtirolo. Qui di Obama o Mc Cain frega niente a nessuno, per la SVP quello che conta è come andrà a finire a Trento tra Divina e Dellai,  a seconda della vittoria dell’uno o dell’altro farà la giunta con PDL o col PD (questione di opportunità politica, dichiarano). Apparentemente la SVP sembra messa malissimo, uscita malconcia dalle elezioni e perdippiù costretta a dipendere dai trentini, in realtà essa è al massimo del potere. Spiegare il perchè sarebbe troppo lungo e renderebbe più noioso questo post, che già di suo non è un granchè

ICH BIN EINE FORELLE

29 agosto 2008

Ho appena visto il TG regionale del Trentino-Alto Adige (che da noi è quasi un´assurdità, ai bolzanini frega pochissimo di quel che succede a Trento e viceversa), ci mancava solo che lo conducesse Licia Colò e poteva tranquillamente passare per un notiziario naturalistico. Vabbè che anche quando parlano di persone il TG di Rai 3 non è un granchè, molto meglio quello di VB33, l´emittente locale di Bolzano dove se appena uno tira una scoreggia più forte del solito lo intervistano e ci montano su un caso.

Insomma la Rana crocifissa blasfema che offende la sensibilità religiosa dei sudtirolesi può restare esposta al Museo d´Arte contemporanea fino alla data stabilita, mancano circa venti giorni. Il CdA del museo non si è piegato alla volontà del lider maximo Luis Durnwalder che voleva far sparire l´anfibio colpevole anche d’ aver turbato le vacanze di Paparatzi. Apparentemente una sconfitta, ma molto meglio così, farsi bollare come onnipotente sotto elezioni può anche essere un boomerang.

Stesso discorso per le marmotte, pare che il TAR abbia congelato la decisione di abbatterne 2000 e passa. Anche qui sconfitta temporanea per Luis, ma alla fine anche se le 2000 marmotte dovessero essere risparmiate dai cacciatori, l´anno prossimo saranno il doppio, quasi meglio così.

Verso la fine del TG, ecco lo scoop. Un tizio ha pescato una trota da 11 kili e passa e lo ha reso noto al mondo intero, la telecamera indugiava sulla poderosa salma  con la bocca aperta nell´ultimo inutile spasmo. Qui Luis  non c´entra nulla ma. se la Rana e le marmotte hanno avuto qualcuno che ha combattuto per loro e si sono salvate, la trotona  priva di sponsor culturalmente rilevanti ha dovuto soccombere, e pure essere esposta al pubblico ludibrio.

Io sto con la trotona, anzi se per un attimo potessi essere un Kennedy ittico, non avrei alcuna remora nel pronunciare la fatidica frase ” Ich bin eine Forelle

IL PD CE L’ HA MOLLO?

27 luglio 2008

Che flesc ieri mattina, fratelli e sorelle. Come ogni sabato, ero al mercato contadino di Laives e stavo dando il meglio di me stesso vendendo pomodori, cetriolini, rapanelli e quant´altro. E come sovrappiù, mi concedevo anche dissertazioni varie sullo scibile umano, ricette inventate sul momento, critiche alle pettinature e consigli d´abbigliamento alle mie clienti. Insomma tutto filava liscio come doveva andare se fosse andato bene.

Ad un certo punto il flesc, all´orecchio m’ arrivano note inconsuete per quel posto, dove solitamente verso le undici riecheggia la marcia nuziale della chiesa dove si celebrano i matrimoni. Altra musica, era “Bandiera Rossa“, roba da non crederci e infatti ho dovuto mollare tutto e andare a vedere se per caso non fossero arrivati i cosacchi. Niente di tutto questo, era solo un gazebo informativo della neonata alleanza elettorale tra Partito Socialista, Rifondazione Comunista e Sinistra Democratica (i Comunisti Italiani vanno per conto loro, giusto per dare alla gente la scelta tra due diverse versioni della falce e martello). Sotto il tendone quattro persone e un amplificatore, nessuno che se li cagasse neppure di striscio ma comunque bravi come digei del popolo, hanno messo anche “La locomotiva” di Guccini e (mi sembra) “Contessa” di Pietrangeli, mica paglia da soma.

In serata, sono andato alla festa del PD, era quasi un dovere di blogger. Devo ammettere che, nonostante cercassi continuamente appigli per parlarne male, non ci riesco. Di solito, in quel posto (i prati del Talvera, che già conoscete come futura ubicazione della Festa della Ciavada Foresta) ci fanno feste non dico oceaniche ma quasi, con la gente scatenata che balla sotto il palco e gruppi che bene o male il piede te lo fanno muovere. Qui invece poca gente, pacata e serena, assisteva al concerto di un gruppo latinoamericano a volume moderato che, giusto essere pacati e sereni anche loro, suonavano senza basso e batteria veri, al massimo qualche basetta. Per la birra nessuna fila, pacatamente e serenamente te la servivano, quasi ci mettevano di più per la minerale.

Anche a gnocca quelli del PD non sono messi malaccio, si vede che perdere fa bene sotto quest´aspetto. Ma quel che più mi ha colpito è stata l´assenza dei maggiorenti del partito che sparecchiano i tavoli, alle feste dell´Unità dei bei tempi erano un classico. Giusto per dirlo, a quelli dell´anno scorso è andata di lusso, una è diventata deputata, l´altro è segretario del PD in pol posiscion per diventare assessore provinciale. Migliorati ambedue nel luc, la matrona deputata sfoggiava una polo al ginocchio massima misura, con le maniche che le arrivavano a metà strada tra gomito e polso e il segretario, abbandonati gli imperdonabili pinocchietti dell´anno scorso, aveva optato per un sobrio paio di braghette stile boiscaut.

Per gli sparecchiatori di quest’ anno non vedo niente di tutto questo, tra l´altro si notavano anche meno, quasi nessuno mangiava. Alla fine siamo stati gli ultimi ad andare via, una festa senza eccessi, educata e responsabile, altro che le kermesse casiniste della Lega dove tutti urlano e sbraitano. Generalizzando alla grossa si potrebbe proprio dire che il PD è il contrario della Lega.

Oddio, ma allora ce l´ha mollo?

SO ISST SÜDTIROL

2 luglio 2008

A me piace parecchio essere nato e vivere in Sudtirolo, quello che non sopporto è che si dia un´enfasi esagerata a tutto quello che è rigorosamente Meid in Sauttirol, sia che siano persone, che cose, che cibi. I Sudtirolesi sono persone brave e laboriose, ma hanno il difetto di considerarsi l´ombelico del mondo e questo li fa assomigliare più agli abitanti dell´Isola di Pasqua che agli Olandesi, per me i migliori del mondo.

Sembra che l´essere sudtirolese ti dia quel po’ di più rispetto ad uno normale, e non è vero niente, è solo una questione di marketing ben fatto, e non a caso il sudtirolese che guadagna di più è quello che si occupa di promuovere il prodotto Südtirol. E pensare che c´è qualcuno che lo accusa di sfavorire l´uso della lingua italiana nella promozione, chi fa questo capisce meno di niente , il Sudtirolo meno italiano è più piace agli italiani, che sono i turisti migliori e quelli che spendono di più.

Prendete per esempio lo speck, il prodotto sudtirolese tipico che più tipico non si può. È tutto fatto coi maiali olandesi o ungheresi, o di dove costano meno, lo speck vero te lo puoi mangiare solo se conosci di persona qualcuno che ha i maiali, e anche lì occhio a che gli da da mangiare, come in tutto il resto del mondo. Le mele poi, almeno metà delle mele col marchio Südtirol vengono dal Brasile o dalla Cina, basta che il titolare abbia la residenza qui. Tu vai a mangiare in una tipica malga di montagna convinto che facciano tutto loro e ti appioppano i piatti tipici sudtirolesi confezionati da operai pachistani nella zona industriale di Bolzano, però almeno li scongelano bene.

E poi le persone, alla fine non credo siano molti quelli come me, che se vanno a ritroso nell´albero genealogico trovano al massimo una bisnonna nata fuori dai confini sudtirolesi, eppure per una strana coincludenza di sliding doors sono di madrelingua e cultura italiana, ma anche sudtirolese. Tutta questa pappardella per un meme? ebbene si.

Spaghetti mit Knödel mi invita ad una catena dove i vari blogger sudtirolesi (che palle!) devono confessare i cinque piatti che non devono mancare almeno una volta al mese. SMK, che vuoi che ti dica? mangio quello che mangia tutto il mondo, se vuoi ti faccio un elenco dei cibi tipici sudtirolesi che mi piacciono o meno.

I Leberknödel (canederli di fegato) secondo me fanno pietà ai sassi, ho  provato a mangiarli un paio di volte ma per me sono da abolire, la Sauersuppe è un buttare via le trippe che si potrebbero fare alla parmigiana, il Blutwurst (che poi altro non sarebbe che il sanguinaccio) mi fa vomitare. Alla fine la cucina è essenzialmente questione di ingredienti, quelli tipici sudtirolesi non si trovano nei market, il Beerlauch (aglio orsino), i Rübenkeim (germogli di rapa fatti al buio) e, per non smentirmi, i rapanelli di tutti i colori (bianchi, rossi e neri), che in altri posti non fanno.

Alla fine mi rendo conto che non ho neanche fatto il meme, ma faccio sempre così, anche coi blog non sudtirolesi

 

DATE UN NOME A QUESTO POSTO

26 giugno 2008

Finchè c´è da usare il tempo per uno scopo preciso, meglio non stare a contare le ore, si spera che verranno ripagate dai risultati. In questi giorni io e Claudio stiamo finendo di approntare il mezzo ettaro incolto che abbiamo affittato per coltivarci la verdura umile (patate, cipolle, carote e pomodori da salsa), che però anche quella è fondamentale sia buona. Per adesso è essenzialmente un lavoro di preparazione, anche se i primi rapanelli li stiamo già raccogliendo, ma comunque si fa notte spesso e volentieri, sempre meglio che prendersi la grandinata che si è fermata un kilometro più a nord.

A proposito, questo posto non ha un nome, io e Claudio ci diamo appuntamento genericamente “in campagna”, vorreste suggerirci come chiamarlo? metiamo anche in palio un premio, dai.

Il brutto è quando il tempo viene buttato via per niente, come mi è successo oggi che ho dovuto andare alla visita per riottenere la patente. Dopo due ritiri della stessa per essere stato beccato con lo 0,78 (in città a 45 all´ora, senza incidenti nè altre infrazioni), la patente mi era stata concessa per un anno e scadeva ieri. Per cui, all´orario stabilito, mi sono presentato con le necessarie analisi del sangue, l´attestato di partecipazione al corso di riabilitazione alla guida (una palla, quattro sabati pomeriggio d´agosto a scimmiottare gli alcolisti anonimi), bollettini e marche da bollo varie.

Dopo un´ora di attesa, arriva il mio turno e mi danno, bontà loro, la patente per altri due anni. Il tutto accompagnato da una breve visitina oculistica e si tengono pure le analisi, mi ricordo solo che ho i leucociti un po’ alti. Dopo un´altra mezz´ora mi consegnano il documento e me ne posso andare, salutando la numerosa compagnia dei miei colleghi reietti (tutta gente a posto, nessun criminale evidente, anche un paio di ragazze discretamente materassabili).

Quello che mi ha colpito è stato me stesso, io di solito ho una gran facilità nello stabilire rapporti umani, eppure non ho quasi aperto bocca, anche perchè l´andazzo girava decisamente sul depresso. E anche di fronte alle tre membre della commissione ho mostrato solo una fredda cortesia che non mi appartiene, come se mi non mi trovassi di fronte a delle persone in carne e ossa.

E a ben pensare, il lavoro che hanno fatto loro potrebbe essere tranquillamente sostituito da un piccolo pc dotato di scanner. Altro che piantar pomodori.

Dimenticavo, adesso che mandano via Donadoni, c´è proprio bisogno di riscaldare la minestra di Lippi con la sua solenne cazzata di ritenersi “un allenatore di cervelli“? Facciamo un po’ di nomi alternativi, io inizio con Osvaldo Bagnoli, Emiliano Mondonico, Nausicaa e Cabassa

SE FOSSI VAN BASTEN

13 giugno 2008

Fossi Marco Van Basten , il cigno di Utrecht attuale CT dell´Olanda, la possibilità di far fuori in un colpo solo Italia e Francia non me la farei scappare. Sono squadre che alla fin fine ti può capitare di incontrare in semifinale, meglio togliersele di torno subito e mandare in pasto alla Spagna i rumeni, che poi non si sa mai che la facciano fuori al di fuori di ogni pronostico. Poi li ribecchi e gli fai vedere che stavi solo scherzando, vai in finale e come va va.

Marco, pensa un po’ che alla TV italiana stanno già dubitando della tua onestà e rettitudine sportiva, proprio nel paese dove ti hanno massacrato scientificamente  le caviglie, a te che eri il miglior calciatore che io abbia mai visto, meglio di Pelè e meglio anche di Maradona. Marco, manda in campo le riserve e prenditi una goleada dai rumeni, hai anche la scusa di fare un gesto antirazzista e politicamente corretto nei confronti dei rumeni che in Italia ormai sono il capro espiatorio di tutto, per i francesi non ti preoccupare che una batosta non gli fa mai male.

Mi rendo conto che questo post è incomprensibile per chi non sia appassionato di calcio, e prometto di scriverne un altro domani

APDÈIT quindici del sei alle zero uno: ho visto che il possibile biscottone dell´Olanda è diventato l´argomento del giorno, e nessuno che accenni al fatto che se Francia e Italia pareggiano 0 a 0 (cosa possibilissima), i rumeni passerebbero anche in caso di sconfitta per 5 a 2 o comunque con meno di tre gol di scarto (cosa possibilissima anche questa). Per cui, Marco non ascoltarli neanche

LA ROGNA TATUATA

5 maggio 2008

Giornatone queste, è chiaro fino a tardi e ne approfitto per portarmi avanti col lavoro, in questa stagione qualcosa da fare c´è sempre, e il più delle volte è roba che sarebbe meglio fosse stata fatta ieri. Niente di grave, è normale che sia così, ma adesso piove che Dio la manda e sono le due di notte, quindi ho la coscienza a posto.

Oggi si parlava di tatuaggi e d´improvviso mi sono sentito un conservatore retrogrado, anche perchè mi è tornato in mente il momento in cui ho negato al mio primogenito il mio consenso per tatuarsi, gli ho detto semplicemente che, essendo il tatuaggio una cosa definitiva, è giusto che uno lo possa fare non appena compie l´eta per diventare legalmente maggiorenne. D´altronde, gli manca poco più di un anno, se è stato statuato senza grossi danni finora non vedo perchè non possa aspettare.

Per carità, niente contro i tatuaggi e che ce li ha, anzi ce ne sono in giro proprio di belli, ma io non ne ho mai voluti fare,  forse proprio a causa della loro indelibità. A me piace il provvisorio, e m´illudo che la maggior parte delle cose che faccio lo siano, anche perchè tutto quello che è definitivo generalmente porta solo rogne e responsabilità anche se ampiamente ripagate, almeno sotto l´aspetto morale.

Insomma, questi tatuaggi. Una volta, quand´ero bambino, c´erano quelli che dopo due giorni andavano via con l´acqua e il sapone, chissà se ci sono ancora, questi si che li farei. Definitivi o lavabili che siano, ci sono comunque dei tatuaggi che mi piacerebbe vedere  al posto dei soliti standard che girano.

Ad esempio, bello sarebbe vedere due gambe femminili in piena estate con la riga della calze tatuata, o in alternativa la fascia delle autoreggenti in stile Brambilla. Oppure, e questo lo farei, le stimmate a mo’ di Padre Pio sui palmi delle mani. Oppure (e qui tacciatemi pure di cattivo gusto, ma penso che si debba poter scherzare su tutto), anche un bel carcinoma sul collo o una finta caccola sotto il naso, o magari anche dei buchi sotto il gomito in stile tossicodipendente d´antan

p.s. a proposito di rogne, pare che al momento (sono le 13.30 di lunedì), non funzioni l´inserimento dei commenti, prima o poi si metterà a posto da solo, no problem)

OGGI (IERI) NON AVREI VOTATO

6 aprile 2008

pesche piatte

Se si fosse votato oggi, io non avrei votato. Ho fatto una sacco di cose, ma non mi è capitato di passare di passare dalle parti del seggio. E anche se mi fosse capitato non avrei avuto con me il certificato elettorale, che non mi metto certo a cercare adesso, magari per averlo a portata di mano domani, che tanto quando passo davanti al seggio o mi dimentico oppure ho troppa fretta per fermarmi. Mi avrei astenuto, insomma.

Se ci penso, oggi (che poi per molti di voi è ieri, ma forse anche per me, dal momento che manca poco alla mezzanotte [siccome sono già tra parenteso ne apro un´altra {e anche un´altra, solo per segnalare che dovrebbero stare in ordine inverso} per parlar male di quelli che appena scocca l´ora delle streghe ti correggono dicendoti che domani è già oggi]), ho fatto un sacco di cose, e tutte queste erano più importanti che votare. Tutto quello che ho fatto oggi influenzerà la mia miserevole esistenza e magari anche quella degli altri, più di aver adempiuto al mio diritto-dovere di cittadino.

Ho fatto un po’ d´ordine in giro, selezionando tutta la roba da portare al centro di riciclaggio nella varie categorie, ho dato in´innaffiata generale, in attesa di poter gustare le succulente Wienerschnitzel della Iso. Dopodichè, insieme a Claudio sono andato da un altro nostro amico a prendere della piante di cachi e finalmente sono riuscito a farmi dare anche due alberelli di pesche piatte (sono buonissime, solo per la forma vale la pena d´assaggiarle). Una bella chiacchierata mista tra dialetto del Burgraviato e Laivesott (quest´ultima neanche è da considerare come lingua, è un modo di esprimersi dove a seconda dell´estro momentaneo si usano termini italiani o tedeschi, oppure inventati al momento innestando una lingua sull´altra).

Poi un giro al Luna Park con la primogenita, che per mia fortuna predilige le attrazioni più emotivamente stimolanti (i calcinculo, le atronavi dondolanti che girano vorticosamente e le montagne russe, che però in questo caso erano taroccate da un simulatore), evitando di annoiarmi con case degli spiriti e altre robette con emozioni preconfezionate.

Al ritorno ho anche piantato i cachi e le pesche piatte (se mi trovate voi l´immagine la metto), e chi aveva ancora voglia di andare a porre una crocetta sulla scheda elettorale? io no di certo, e se domenica prossima mi capita un´altra giornata così, che faccio?

 

ORA (LEGALE) ET LABORA

31 marzo 2008

manette1.jpg

A me questa storia dell´ora legale mica mi dà tanto fastidio, anzi direi che mi piace proprio e non faccio alcuna fatica ad adattarmici. Certo che un´ora in meno di buio per me significa un´ora in più di lavoro, ma adesso è un lavoro diverso, non si tratta più solo di preparazione, adesso qualcosa si raccoglie, c´è più soddisfazione e vedo che piano piano miglioro ogni anno.

L´anno scorso, per esempio, i rapanelli grossi dovevi cercarli e quest´anno invece li puoi tranquillamente raccogliere a caso, dai e dai ho imparato a tarare la macchinetta seminatrice in modo che vengano alla giusta distanza l´uno dall´altro.  A raccoglierli ci metto poco e poi li porto alla Iso, che a lei piace fare i mazzi.

Le cime di rapa, di cui credo d´essere l´unico produttore sudtirolese, l´anno scorso faticavano a produrre la pregiata infiorescenza centrale, erano quasi solo foglie. Quest´anno invece possono tranquillamente competere con i friarielli campani, me l´ha detto uno che se ne intende e che di lavoro interra rifiuti tossici.

E poi il radicchietto da taglio, che mentre l´anno scorso all´inizio dovevo tagliare quello ributtato dall´anno prima, adesso ho già quello novello, molto più tenero e gustoso. Anche per le biete stesso discorso, con in più il fatto che oltre a quelle classiche a costa bianca, ne ho anche un tipo più chiaro, le erbette e le biete colorate, spettacolari con i loro gambi gialli, rossi e arancioni.

E poi rucola, crescione, erba cipollina e insalata, insomma non siamo ancora al top ma promette bene e lavorare così non mi dà fastidio, anzi mi piace quando cala il sole e rimango da solo con il canto degli uccellini ed il ronzio delle api. Quello è il momento in cui vado in serra apreparare le piantine per la stagione, oggi per esempio ho seminato il basilico rosso e picchettato le melanzane. Quest´anno ne farò parecchie di quelle striate e anche di quelle bicolori, blu da una parte e bianche dall´altra.

Solo un pensiero mi ha turbato, mentre fumavo una sigaretta ammirando lo spuntare dei germogli dei kiwi, pensavo che in fondo tutto questo lavoro non mi fa affatto sentire prigioniero, anzi mi dà un senso di libertà. E allora la mia mente è corsa all´”Arbeit macht frei” di triste memoria e mi è salito un brivido, ma poi mi sono tranquillizzato, in fondo le parole hanno un valore ma quello che conta sono i fatti

DISPAMATEMI!!!

30 novembre 2007

spam2de.jpg

Se mi cercate, sono nel vostro bidone dello Spam. È gran brutto finire nello spam, quando vedi che il tuo commento non appare pensi sempre di aver sbagliato qualcosa tu, invece è una semplice disfunzione di WordPress, una roba che si risolverà da sola entro poco. Ma intanto ci si rimane un po’ male, è inutile negarlo.

Mi sono da poco seduto al pc, e ho iniziato un giro di blog, comincio sempre da quelli del blogroll e poi vado a caso. Ho commentato un post di Aleyakke, che si rammaricava di Manuela Villa vincitrice dell´Isola dei Famosi. Tiene ragione da vendere, il buon Aley, che razza di popolo è quello che si permette di snobbare Deborah Caprioglio e Miriana Trevisan per preferirle una che, sarà anche brava a pescare e a costruirsi degli inutili ninnoli, ma non possiede neanche una briciola del carisma delle sue rivali. Ho commentato e sono finito nello spam.

Poi sono andato nel blog della Brigida Fraioli, lei quando le gira scrive un post dopo l´altro e come niente succede di perdersene un paio. Ho commentato l´ultimo, quello dove dice che che a gennaio le arriva la sua nuova Fiat 500, e lo fa mixando sapientemente i ricordi di una bambina con i desideri di una donna. È stato un piacere leggerla, e nel contempo pensare che molta, ma molta gente ha avuto in qualche modo a che fare con un cinquino, in molti hanno sentito quel rumore tipico del bicilindrico partorito dalla mente di Dante Giacosa, ai suoi tempi un capolavoro di efficienza e semplicità. Ho commentato e sono finito in spam.

Dante Giacosa, il genio operaio. Ora l´Italia è piena di geni della moda, a cui auguro senza rimorsi di venire soppiantatati dai geni di altri posti, che se lo meritano di più

Chiudo qui, che forse è meglio. Domani è un altro giorno, non sarò più spam


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