Posts contrassegnato dai tag ‘bestemmia’

SIGNORE E SIGNORI, ECCO A VOI IL MERDòN

15 agosto 2010

Il fatuo ed il vacuo sono un cuoco senza fuoco, con questa mirabolante iperbole mancata l’allora imberbe Fernando Couto assurse in modo repentino e mirabolante ai pochi onori letterari che in quel tempo poteva permettersi, ed indagare oltre toglierebbe leggerezza al post, cosa che vorrei evitare ma non credo affatto di essere sulla strada buona. La citazione iniziale non è neanche tanto d’uopo, serve solo a giustificare un mio mancato intervento sul litigio tra Fini e Berlusconi, ed il fatto che con la tastiera italiana non riesco a fare la o maiuscola con l’accento.

Detto del vatuo e del facuo, non posso esimermi dal presentarvi uno tra i peggiori tra gli animali che fanno parte della mia vita quotidiana, il Merdòn. Esso iniziò ad insinuarsi più o meno un lustro fa, attirato dai croccantini che la Iso era solita piazzare a beneficio della femmina di riccio che aveva appena partorito una numerosa cucciolata, e da allora viene regolarmente alimentato in modo anche non subordinato. Esso (il Merdòn) deve il suo nome ad una brillante intuizione del Sior Zelger  il quale, alla prima visione dell’animale esclamò “che schifeza de bestia, el par cascà col mus en d’ ena merda“.

Finito lo svezzamento dei ricci, dei quali doveva attendere la sazietà per attingere ai croccantini, la Iso smise di riempire la ciotola. Il povero Merdòn dovette allora imparare a raggiungere la terrazza attraverso il fico, cosa che la Tussi  faceva in modo leggiadro e silenzioso da anni, ma che a lui risultava palesemente ostica, almeno a giudicare dai sordi tonfi che si sentivano ogni tanto.

 A dispetto del luogo comune secondo cui bellezza ed intelligenza sono slegate, il Merdòn, oltre che brutto è anche stupido. Soffia alla Iso che lo foraggia e scappa terrorizzato appena qualcuno gli si avvicina, dimenticandosi spesso che la discesa dal fico è più perigliosa della salita, e infatti ogni tanto i sordi tonfi si sentono ancora.

Anche nel rapporto con gli altri animali, per il Merdòn le cose non vanno meglio. All’arrivo della Miley, la bovarina di Stielike che ormai  da un anno fa parte della nostra esistenza, la Tussi la mise subito in riga, un paio di graffioni ben assestati stabilirono subito le gerarchie, basate sull’ordine di arrivo. La Miley tiene un reverenziale timore verso la Tussi, anche se ancora non si rassegna al fatto che non tutti le vogliano bene. Il Merdòn invece, non possedendo evidentemente uguale carisma, viene inseguito e cacciato in malo modo dalla bovarina, che pare riservare a lui tutta la sua non abbondantissima aggressività.

Alla fine, neanche sappiamo se qualche merlo o topo lo becca, ma comunque ogni tanto trovo dei merli morti col torace intatto. Sapendo che alla Tussi piace sventrarli, è possibilissimo che la loro uccisione sia opera del Merdòn

IL DALAI LAMA HA ROTTO I COGLIONI

19 novembre 2009

Fratelli e sorelle qui dalle mie parti non se ne può più. Puntuale come la scoreggia dopo i rapanelli, anche quest’anno il Dalai Lama è atterrato a Bolzano portando con sè il suo solito messaggio di pace e fratellanza e perorando la causa del Tibet, di cui detiene per reincarnazione la carica di capo del governo in esilio. Ormai il Dalai Lama fa parte del paesaggio sudtirolese, quasi come Paolo Fresu, un jazzista di fama mondiale che tutte le città si contendono e  che da noi viene a suonare una decina di volte l’anno. Se non è fortuna questa…

Il Dalai Lama da noi si trova bene, gli piace il cibo e la venerazione che il nostra Landeshauptmann Luis Durnwalder nutre verso di lui lo inorgoglisce. In realtà il nostro Durni, forse anche incalzato dall’età non più verdissima,  si sente alla fine della carriera politica e, non avendo ancora trovato un successore degno di lui, volentieri opterebbe per la propria reincarnazione alla guida del Sudtirolo. E il Dalai Lama qualche drittta potrebbe anche dargliela.

Dopo un paio di appassionanti dibattiti sull’autodeterminazioni dei popoli, il Dalai Lama si è spostato a Trento, dove ha incoronato con una sciarpa bianca il locale presidente Dellai, giunto recentemente agli onori delle cronache nazionali per essere uno dei co-fondatori del partito di Rutelli, una garanzia. Poi è andato a Roma  per incontrare Fini e il sindaco Alemanno (trovando anche il tempo di dire la sua sul crocifisso in aula) , e probabilmente adesso sarà in qualche altro posto dove è cittadino onorario a farsi baciare le mani, in pratica il suo mestiere.

Non male come vita, sicuramente migliore delle sua reincarnazione precedente, roba che vien da pensare che se la Cina non avesse invaso il Tibet, potrebbe tranquillamente avere  tutto un altro andazzo. Come leader di un regime teocratico e feudale, (qual era il Tibet dalaista) potrebbe già ritenersi soddisfatto che non fosse ancora arrivato nessuno ad esportargli la democrazia

UNO SU VENTI È ANDATO LÀ…(erano due milioni e mezzo)

26 ottobre 2008

Due milioni e mezzo di persone non si possono ignorare. Secondo le stime del PD, che non ho intenzione di confutare, questo era il numero dei partecipanti alla manifestazione di ieri a Roma. Qui Berlusconi non può far finta di niente, tolti i neonati e i moribondi dai 60 milioni di italiani, significa che più o meno uno su venti è andato là.

Uno su venti può essere tanto ma anche poco, a volte in una partita di calcio quando un giocatore viene espulso capita anche che la sua squadra giochi meglio, è solo se in un pullmann quello che manca è l’autista che la cosa diventa più grave. E anche in una metropoli come Milano, se su due milioni di abitanti si assentano in centomila la cosa passa abbastanza inosservata, e qualcuno spera che la cosa si ripeta per la finale di Cempions Lig. Sui piccoli e grandi numeri, uno su venti non è un granchè.

Come spesso mi accade, il Südtirol/Alto Adige viene in mio soccorso per capire a fondo la grandiosità della portata dell’evento veltroniano. Qui da noi, tolti i neonati e i moribondi, siamo circa 350.000 anime e quindi almeno in 17.500 devono essere scesi nella capitale a manifestare, questo dice la matematica.

Tenendo conto del fatto che al 70% dei sudtirolesi (quelli di lingua tedesca) del PD e di Veltroni non ne può fregare meno, e che la popolazione di lingua italiana è concentrata nella zona di Bolzano, la manifestazione di ieri deve aver provocato un esodo epocale. Quasi una persona su cinque dev’essere risultata mancante all’appello, e questo non può davvero essere passato inosservato. Non ho ancora letto il giornale, ma se non trovassi un titolone su Bolzano vuota mi stupirei davvero.

Io non mi sono accorto di nulla, ma chissà quanto pane hanno avanzato le latterie…

PANNELLI SOLARI PER FARE OPPOSIZIONE

16 ottobre 2008

Non c’è niente da fare. l’abetone vicino a casa mi toccherà tagliarlo, è diventato troppo grande e quando c’è vento ondeggia paurosamente, le radici stanno entrando nelle fondamenta e la chioma sta smerdando di resina il tetto. Logico che dispiace ma il sacrificio è necessario, ma comunque ho trovato il modo di mettermi la coscienza alla pari con Madre Natura quella stronza, installando dei pannelli solari a cui l’alberone farebbe ombra rendendoli pressochè inutili.

Nonostante il lavoro che faccio, Madre Natura non mi è per niente simpatica, anche perchè essa si manifesta il più delle volte sotto forma di erbacce, lumache, malattie fungine e parassiti vari. Salverei solo l’acqua, il sole e le api, ma per quanto riguarda il resto se vuoi ottenere qualche risultato la Natura devi violentarla e piegarla ai tuoi voleri, mai che essa faccia crescere spontaneamente piante di pomodori cuor di bue perfettamente sane, non bisognose di spollonatura e con palo di sostegno annesso di default. Ti tocca fare tutto te.

Dicevo dei pannelli solari, oltre che per motivi economici ed ecologici, li metto anche per rappresaglia politica contro Berlusconi, che a Bruxelles è andato a dire che L’Italia è pronta a porre il veto se l’Europa andrà avanti con la decisione di ridurre l’emissione di CO2 e di aumentare la quota di energia rinnovabile. Ma perchè bisogna andare in giro a fare di queste figure, addicendo come scusa la non buona situazione economica, proprio rappresentando l’Italia, il paese più soleggiato d’Europa e quello che più di tutti dipende dall’importazione di combustibili fossili?

FIORI E CONCERTI. E ANCHE ANNUNCI

8 maggio 2008

Non so se esserne contento oppure no, ma in questi ultimi tempi, quel che succede in Italia o nel mondo mi baipassa beatamente, come fosse l´acqua piacevolmente frescolina della doccia e non la gelida secchiata gettata sullo scroto di un cavallo ruffiano che ha esaurito il suo compito. È che ho troppo da fare,  non quel troppo che ti manda in depressione, ma giusto quel pelo che ti serve per sapere che sei indietro sì, ma che te la caverai come hai fatto sempre. E poi questo è sostanzialmente un post di annunci, e allora bando alle ciance e annuncio.

Annuncio che non si vive di solo pane e neanche di soli rapanelli, c`è dell´altro nella vita, sabato sera suono con la band al Circolo Masetti a Bolzano, chi vuole venire venga, mi sa che è una delle ultime volte che faccio rock. Il rock mi stava bene addosso finchè assomigliavo come una goccia d´acqua a Brad Pitt, ma adesso che mi sto brusuillisszando, penso che sia ora passata di uscire dalla crisalide e diventare una specie di Fred Bongusto, confidenziale uguale, però molto, ma proprio molto più stronzo. Comunque, l´appuntamento è per sabato, tenete conto che alle 23.30 devo smettere.

Non si vive solo di pane e rapanelli, ci sono anche i fiori, e vendere i fiori è gran bello, quasi meglio direi. Anche perchè, se i rapanelli hanno una base d´utenza preferibilmente maschile, i fiori li comprano quasi esclusivamente le donne, e questo è un terribile segno della decadenza del maschio. In questo periodo sbocciano le prime rose, i garofani giapponesi e le bocche di leone, in combinazione fra loro vengono dei mazzi di fiori che sono un capolavoro.

E allora, oggi tutti al lavoro, io e Elmar a raccogliere i fiori come dei manovali e Xeena e la Iso a comporli in mazzi ognuno diverso dall´altro, dando libero sfogo alla propria dimensione artistica. Fiori belli e che durano, ma sono sicuro che domani, su 62 mazzi preparati, quelli comprati dagli uomini saranno al massimo due.

p.s. dal momento che questo è un post di annunci, chi passasse da Bassano per la festa degli Alpini si becchi il libro di VOX NOVA, l´alpino più tosto del web. Vox, sarà dura che possa esserci anch´io, sarà per la prossima, tien duro e auguroni

IL PRESIDENTE REICARNATO

10 gennaio 2008

durnwalder.jpg

IL Dalai Lama e Paolo Fresu. A Bolzano, e in generale in Sudtirolo, questi sono i personaggi che vedi più spesso. Paolo Fresu è un jazzista e quindi passo volentieri oltre. Ma il Dalai Lama, ormai sarà la terza o quarta volta che, ad ogni giro in Europa, un salto da queste parti lo fa volentieri. Il Papa non lo incontra e di conseguenza anche Prodi lo snobba, ma un buon piatto di minestra d´orzo qui da noi per il leader del buddhismo tibetano non manca mai.

Il suo più grande amicone dalle nostre parti è nientemeno che Luis Durnwalder, da vent´anni presidente e lider maximo della Provincia di Bolzano, da vent´anni capo supremo dell´Alto adige/Südtirol e sicuro traghettatore anche dei prossimi cinque, un quarto di secolo, mica pizza e fichi, come direbbe una delle mie blogarpie preferite, nonsonounasconnessa. In pochi al mondo hanno saputo fare di meglio, e non sempre i migliori.

Addirittura, quest´anno il nostro Luis ha pensato bene di rendergli pan per focaccia, andandogli in visita (o ferie, non lo so), giusto per ribadire la sua solenne amicizia e solidarietà con il popolo tibetano oppresso dall´occupazione cinese, politicamente una cosa correttissima, nulla da eccepire.

Tempo fa, scrissi un post dal titolo “Sudtirolo o Vaticano“, dove appunto mostravo , spero ironicamente, le analogie tra la Santa Sede e la Provincia Autonoma di Bolzano, ma penso che alla luce dei fatti esso vada in qualche modo corretto.

Si dice che “morto un Papa se ne fa un altro“, e probabilmente questo fatto scardina le aspettative del nostro “Landeshäuptling“, al quale ormai l´idea di non poter essere eterno sta iniziando a dare fastidio. Ho il sospetto che la sua assidua frequentazione del Dalai Lama sia finalizzata sopratutto alla necessità di imparare l´arte della reincarnazione  

p.s. ne parlano anche su Segnavia 

NATALE, MEGLIO GLI ALTRI MARTEDÌ

25 dicembre 2007

happy.jpg

Ad augurare buon natale alla gente che ti piace, son buoni tutti. Anzi, sembra quasi un gesto ipocrita, una sottile manchevolezza post-ottobrina condita con strascichi di genuinità taroccata messa in atto con il vile scopo di raggiungere la guerra dei sensi, che se siamo sinceri, si comincia ad invocare già a febbbraio inoltrato.

Molto meglio fare gli auguri a chi non stimi per niente, alla gente che se si togliesse di torno (non fisicamente, per carità) farebbe un favore anche a se stessa, sempre dando per scontata la validità del principio di interstiderminazione postulato da Stielike nel  mai abbastanza compianto 1983, applicato alle persone fisiche in carne ed ossa e non, come nel sopracitato teorema, solo ed esclusivamente a batteri coprofagi creati all´uopo.

Sarà anche bello, il natale. Ma io preferisco i martedì normali

BOLZANO, ASSENTEISTI E SECCHIONI?

5 dicembre 2007

stakhanov4.jpg

In Italia, quando si  tratta di Bolzano c´è sempre qualcosa di strano in mezzo. In questi ultimi giorni ne ha parlato Montezemolo, citando il fatto che il Comune di Bolzano è quello dove maggiormente prosperano gli assenteisti, pare che la media delle assenze dal lavoro si attesti intorno ai 74 giorni all´anno, record nazionale. Effettivamente è una cosa che fa a pugni con l´immagine che in Italia si ha di Bolzano, di solito presa ad esempio come modello di efficienza teutonica, ma se l´ha detto Montezemolo, mica avrà parlato a vanvera, tschiusto?

Altra notizia, la scuola della provincia di Bolzano (il Sudtirolo), secondo la graduatoria stilata dal PISA, è quella che in Italia si piazza ai primi posti. Uno fa due più due e ne vien fuori che più i genitori sono svaccati sul lavoro, meglio i figli si istruiscono. Roba che a pensarci bene, chissà che fior d´ignorantoni devono essere stati i figli di Stachanov.

Si deve essere proprio dei pignoli per andare a scoprire che gli abitanti del Sudtirolo sono per tre quarti di lingua tedesca, e che quelli di lingua italiana sono concentrati nel comune di Bolzano. Ancora più pignoli per vedere che l´ottimo risultato della scuola sudtirolese si deve essenzialmente a quella in lingua tedesca, (che arriva seconda nel mondo solo a quella finlandese), mentre quella in lingua italiana si attesta su risultati appena superiori a quella della media nazionale.

Insomma, il pignolone sarebbe portato a pensare che, se il Sudtirolo è, in fin dei conti un buon posto, questo si deve al fatto che ci sono meno italiani che nel resto d´Italia, ma sbaglierebbe anche lui.

È complicatissimo spiegare il Sudtirolo agli altri italiani, quello che c´è andato più vicino è stato Indro Montanelli con una sua frase gelida ma emblematica: ” siete italiani governati dai tedeschi? ma di che vi lamentate?”

Ma anche il grande Indro non l´ha presa in pieno, e meno male, tutte le cose meno sono definite e più sono interessanti

PARTITO PER TUTTI, SERVE UN RESTYLING?

26 novembre 2007

Broders end Sisters, qua è ora di fare qualcosa. Il Partito Democratico ha sfornato di fresco il nuovo simbolo, e uno può dire quel che vuole,  ma si vede che è un lavoro fatto bene. E anche Berlusconi vuol fondare il Partito del Popolo delle Libertà, e mi sa che il motivo per cui vuole farlo è proprio il simbolo, quello di Forza Italia ormai sembra il logo di un ard discaunt, è ora passata di cambiare.

E noi del Partito per Tutti che si fa? ci teniamo questo o gli facciamo il reistailing?

altri video e altro altro qui

L´ORIGINE DELL´UNIVERSO

14 novembre 2007

occhio-dio.jpg

Com´è nato l´universo e come finirà ?  da sempre la religione e la scienza si azzuffano per dare una risposta definitiva a questa domanda, l´una stabilendo dogmi, l´altra cercando vieppiù di progredire.

 Parrebbe un´impresa impossibile formulare una teoria che accontenti tutti ma, limitando si a prendere in considerazione i punti di vista della religione cristiana e della scienza occidentale, forse ci si può anche provare.

La scienza è arrivata a stabilire che l´universo è stato originato dal big bang e che è tuttora in fase d´espansione, ha osservato che l´universo è fatto di galassie di materia separate dal vuoto, e che la distanza che le separa sta aumentando. Finita la fase d´espansione l´universo imploderà su se stesso. La scienza è arrivata ad un istante dopo il big bang, ma non riesce ad andare oltre.

La religione ci dice che Dio ha creato l´universo, punto e basta. Ma non riesce a giustificare il fatto che permetta le nefandezze e le ingiustizie che opprimono il genere umano, fatto a sua immagine e somiglianza. A meno che Dio non abbia creato l´universo e poi se ne sia disinteressato.

Vado subito al sodo e sparo la teoria, l´universo è una scorreggia di Dio, il che implicitamente ammette la sua esistenza. Non mi dilungo del descrivere il big bang, ma la similitudine fra le galassie che si allontanano fra loro e le minuscole particelle solide che una scorreggia contiene non può certo essere ignorata, specialmente in mancanza di indumenti intimi. E se voi foste Dio, che mai ve ne potrebbe fregare di quel che succede in una insignificante parte della scorreggia che avete appena emanato?

La fine dell´universo è  certamente il punto più qualificante di questa mia bizzarra teoria, L´universo non imploderà su se stesso ( vi è mai tornata indietro una scorreggia?), ma semplicemente si disperderà in un universo più grande.

Mi rendo conto  che il tema abbisognerebbe di maggior approfondimento. Ma non sono uno scienziato, nè un teologo. Sono solo un misero blogger, non posso scrivere post troppo lunghi

BLOG D´AUTORE? MA MI FACCIA IL PIACERE…

6 novembre 2007

schtroumpf-vomito.jpg

Sarò anche strano io, ma qualsiasi cosa porti la definizione “d´autore” tende inevitabilmente a farmi schifo e, come il cane di Pavlov, vengo pervaso da un conato di vomito anche essendo totalmente a digiuno, solo al pensiero di dover fruire di cotanta arte.

La canzone d´autore, tanto per dirne una, è cosa terribile, anche perchè per essere tale deve rispondere a dei canoni ben prestabiliti che non riguardano neanche solo essa, ma si riferiscono necessariamente anche al suo interprete o autore. Innanzitutto mettiamo al bando l´allegria, sia nel testo e nella melodia, che nella faccia del cantante. Giusto per rendere bene l´idea, un pezzo sulla diaspora degli armeni cantato da Peppe Servillo (il frontman degli Avion Travel), arrangiato con un bel paio di violini strazianti suonati col seghetto da traforo, è quanto di meglio ci possa essere in giro in fatto di canzone d´autore.

Per i film d´autore, specialmente per quelli italiani, valgono più o meno le stesse regole. Un bel tre ore di storia d´amore partigiana immersa nella fitta nebbia del Po, le inquadrature fisse sulla brughiera e l´irrinunciabile comparsa di una tetta di Monica Guerritore, è film d´autore sputato. Secco.

Decidere se qualcosa è d´autore o meno è compito della critica e della stampa. Poi ovviamente il pubblico fa quello che vuole, ma una buona critica serve sempre, dagli e ridagli gli Avion Travel alla fine  hanno pure vinto un Festival di Sanremo.

I blog, al pari della pubblicità, delle soap opera e del porno, fino a poco fa riuscivano a sfuggire alla definizione “d´autore”, ma ora non più. Adesso, anche nel piccolo Sudtirolo dove vivo, sono spuntati alcuni  blog d´autore nel sito dell´Alto Adige, il quotidiano locale. Certo che, se per essere “d´autore” i blog devono essere come questi, allora siamo a posto, dubitare degli Avion Travel è più che lecito.

Critici e giornalisti, magari sui film e le canzoni riuscirete ancora a darla a bere a qualcuno, ma lasciate perdere i blog. Non è proprio il vostro pane

SI FA PRESTO A DIRE MORTADELLA

1 novembre 2007

mortazza.jpg

Ormai è conclamato, quando si sente parlare di  mortadella ci si riferisce a Prodi. Anche dalla tv sono spariti gli spot pubblicitari di questo umile ma prezioso insaccato. Eppure a Prodi, chiamandolo Mortadella ( o Mortazza, a secondo dei luoghi), non è affatto detto che non gli si faccia un favore.

Intanto c´è mortadella e Mortadella, mica sono tutte uguali. C´è quella da hard discount, magari fatta addirittura in Polonia o Cina, dove dentro ci mettono anche serpenti e pantegane. E c´è quella di Bologna DOC IGP e quant´altro, puro suino acculturato all´ombra delle Due Torri (una delle quali viene chiamata “degli Asinelli”).

Ma sono solo io, che a parità di freschezza e finezza del taglio, faccio fatica a distinguerle?

MELE DIMENTICATE

26 settembre 2007

lederer.jpg


| View Show | Create Your Own

Grillo, Miss Italia, il bello e dannato presunto assassino di Garlasco e Oliviero Toscani con la sua foto scioc contro l´anoressia. Sulla blogosfera questi sono gli argomenti del giorno, li stessi che vedi in tv, che forse il gran pastone dell´informazione stia tentando di inglobare i bloggaroli? (piaciuta questa?)

C´è anche dell´altro nel mondo, ci sono le mele dimenticate, ad esempio. Che non sono, come il nome potrebbe far intendere, frutti lasciati distrattamente sui treni o negli aeroporti, ma vecchie varietà di mele desuete e pressochè introvabili, espulse dal mercato contemporaneo e soppiantate dalle nuove varietà di origine australiana o americana. “Mele dimenticate” mi sembrava solo la miglior trasposizione possibile di alte Apfelsorten in italiano.

In previsione della odierna mattinata piovosa, ieri ho raccolto delle Spitz Lederer, che poi sarebbero quelle della foto. Appena raccolte sono immangiabili, ma dopo un paio di settimane hanno un sapore molto intenso, se proprio uno ci vuole trovare un difetto, la scorza è un po’ duretta e rugosa rispetto allo standard odierno. Ma proprio per questo le Lederer si conservano tranquillamente per mesi senza l´ausilio di celle frigorifere, quando avvizziscono il loro sapore migliora e non necessitano di trattamenti antiparassitari ( la rugginosità è una caratteristica e non un difetto, e il baco della mela non riesce a penetrare nella loro scorzaccia).

Vedendo queste mele sul mio stand, in molti si meravigliano non solo  che io ne abbia ancora, ma che ne abbia talmente tante da poterle vendere, e si immaginano un vecchio albero davanti a casa, sopravvissuto alla pulizia etnica dei pomari.

La realtà è meno romantica, una decina di anni fa comprai un centinaio di piantine di mele rimaste invendute ( erano delle Golden Delicious), andai in giro a cercare dei rametti di mele dimenticate ( non solo Lederer, ma anche Champagner, Kalvill, etc.)  e li innestai sulle Golden. Ci ho provato, ed è andata bene

PERCHÈ LE DONNE NON BESTEMMIANO?

18 settembre 2007

 

Sarei quasi tentato di lasciare vuoto questo post, basterebbe il titolo. Infatti lo lascio vuoto, anche se mi sarebbe piaciuto raccontarvi di come a volte gente che conosco  usa la bestemmia come una sorta di punteggiatura verbale (virgole, punti esclamativi, punti e virgole, due punti, ogni segno ortografico trova la sua bestemmia corrispondente e questa può variare da persona a persona, anche se il dioccan al posto della virgola è un classico).

Ma quello che mi preme sapere è perchè la bestemmia (che non mi scandalizza, sia chiaro, è che dopo la quinta in un minuto annoia) sia  una abitudine quasi solo maschile, quasi mai si sentono donne che bestemmiano

Eppure, in fondo, per come è andato il mondo fino adesso, ad avercela con Dio dovrebbero essere sopratutto loro. O forse no?


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 83 follower