Stormi di rettili primordiali predatori s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione
Cadaveri di bimbi paraplegici ammucchiati, con gli arti inferiori orribilmente massacrati a bastonate
L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure sembra non sia ancora sera
Sorelle defraudate dalle altrui virtù, a volte vere, a volte solo millantate
I giovani del posto raccolgono i ricci di mare, altrimenti i preziosi turisti si potrebbero ferire
Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo scorge e inscena da solo un tango
Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che mette il mi piace
Magari ero anche partito bene ma poi…
adesso continuate voi
Etichette: Andreas Hofer, annessione alla Svizzera, Annozero, Bertinotti, bimbi paraplegici ammucchiati, call center, cicoria zuccherina di Trieste, cover, Eric Rohmer, Gewürztraminer, Hansi Hinterseer, Homer Simpson, infanzia iperproteica, l'origine dell'universo, libertà, Loredana Bertè, Luther Blissett, Manchester United, Martin Luther King, medicina alternativa, membra putrefatte, Papa Ratzinger, parroco irsuto, perestroika, raccolta differenziata, Stormi di rettili primordiali, tubino nero, Vom Winde verweht, Walter Veltroni

21 marzo 2011 alle 23:48 |
Il vento soffia sulle mie memorie, che son sconfitte e sembrano vittorie.
22 marzo 2011 alle 00:12 |
ripenso alla giornata di ieri, e mi sembra che esista solo nei miei pensieri.
(braf! oggi tra l’altro è la giornata mondiale della poesia..cioè da 11 minuti era ieri, vabeh…ci siamo capiti anche se a volte sembriamo un po’ storditi )
22 marzo 2011 alle 10:21 |
Gruppi di rettili predatori primordiali s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione non c’è più amore.
Bimbi con gli arti inferiori orribilmente bastonati, ormai cadaveri paraplegici ammucchiati.
L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure non sembra sia ancora sera.
Sorelle sverginate dalle altrui virtù, a volte sembran sante, a volte solo stanche del niente
I giovani del posto portano i ricci di mare, così che i preziosi turisti si possano sfamare
Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo coglie e e con lui inscena un tango
Qualcuno su facebook gonfia il torace e trova anche quello che scrive … mi piace
22 marzo 2011 alle 23:37 |
MUDAMUM: ottimo, ma mettici anche la frase di Alianorah e quella della Joe, bitte…
JOE: se era ieri siamo pari
ALIANORAH: e brindo a me e alle mie miserie…
23 marzo 2011 alle 20:24 |
ti lascio un commento perchè mi piace la tua poesia… perchè mi piace la tua musica e l’aglio:
Oscar ti Stimo.. fai cose DAVVERO stronze rispetto agli “alternativi” fighetti che ci sono in giro.. gloria apprezza assai.
24 marzo 2011 alle 16:01 |
Ma non solo: oltre a fare stronzate, a volte le fa anche male, perchè sta poesia fa proprio schifo!
28 marzo 2011 alle 12:30
mi scusi professore… ma tra cose stronze e delle semplici stronzate c’è un’enorme differenza .. le stronzate le scrivono tutti… Quello che il Oscar scrive va ben oltre alla poesia fatta di seghe virtuosistiche.. … la forza delle sue poesie sta nella schiettezza, nella semplicità e nell’ironia acida.
comunque i gusti son gusti ma chiamare quello che fa Oscar semplice schifezza mi sembra solo un insulto gratuito…
25 marzo 2011 alle 14:26 |
Alcolisti non più anonimi col Tavernello sottobraccio ballano la rumba sotto un sole oscurato dalla nube atomica
Innamorati persi si cercano tra la bruma dei ricordi (o erano le pm10?) e con la scusa della memoria corta spesso si confondono
Donne sull’orlo di una gonna mal rifinita tornano a casa con borse spese male che essendo di Mater-bi si rompono pure sul pianerottolo di sotto
Suv scortesi con alla guida autisti cerebrolesi fanno il filo al pedone ignobile che pretende di attraversare sulle strisce pedonali
(e io so scrivere solo poesie erotiche o parlare di ecologia perciò piglio e me ne vado via.)
26 aprile 2011 alle 23:47 |
Gruppi di rettili predatori primordiali s’avventano sugli avventori ancora ignari al Bar della Stazione non c’è più amore.
Bimbi con gli arti inferiori orribilmente bastonati, ormai cadaveri paraplegici ammucchiati.
L’olezzo acre di membra putrefatte si sparge nella brughiera, eppure non sembra sia ancora sera.
Sorelle sverginate dalle altrui virtù, a volte sembran sante, a volte solo stanche del niente senza amore e senza ricordi.
I giovani del posto portano i ricci di mare, così che i preziosi turisti si possano sfamare pensando al mare all’ombra delle vette colme di neve.
Sul ciglio della strada nasce un fungo, un parroco irsuto lo coglie e ballando un tango si alza il vento che soffia sulle mie memorie, che son sconfitte che sembrano vittorie.
Qualcuno su facebook gonfia il torace e ritrova anche quello che scriveva … eppur mi piace …….