Non bastano due cose andate storte per trasformare una bella serata in un brutto ricordo, e anche se bastassero si potrebbe sempre dimenticarle. Lo scrisse Stielike nel compianto 1986, in occasione del lancio non pubblicitario di un paio di scarpe coi tacchetti che avvitavano in senso antiorario. Ma tanto per togliersi il moccolo dallo stomaco, è cosa buona e giusta metterle nero su bianco prima che accada il contario.
Ho messo su due spaghi e quindi cerco di fare di virtù necessità, cercando di essere il più coinciso possibile, anche se a me le mutilazioni genitali non sono mai piaciute. Le due cose sono una che per sbaglio ho tracannato una mezza lattina di the alla pesca credendo che fosse birra, e l’altra che nessuno mi ha detto che con la chitarra non me la cavo poi male. Niente di gravissimo, a parte la prima.
Non era affatto scritto nei sassi che la serata dovesse riuscire bene, pioveva che Dio la mandava, il giorno era insolito per il locale e per entrare bisognava cacciare fuori il deca. E anche questo Bob Log III, su iutùb non vale neanche un decimo di come è in versione laiv. Io e l’esimio Felix Lalù che poi in realtà si chiama Oscar anche lui) avevamo il compito di aprire il concerto. Ce la siamo giocata sul buttarla lì come l’Oscar giovane e quello stagionato, e qui lascio a voi il disquisire su chi sia l’uno o l’altro, sperando ovviamente che non siate la banda di stronzi che purtroppo mi aspetto.
Pezzi miei, pezzi suoi e pezzi mischiati, alla fine ce la siamo cavata più che onestamente, ma quando è arrivato il Bob, decisamente era un’altra cosa. Questo è veramente un fenomeno, se vi capita andatevelo a vedere, l’importante è che prima di lui suoni qualcuno che già vi faccia un discreto brain storming
pipuntoessepunto. qualcosa non va, non riesco a mettere i linc. O aspettate o copiaincollate
Etichette: Andreas Hofer, Bob Log III, bufala campana, carro destinato al ferrovecchio, decrescita felice, defecazione irruenta, fe, Felix Lalù, Festa della Mamma, feudalesmo clericale, finferli, fiori di zucca, infanzia iperproteica, moccolo dallo stomaco, mutilazioni genitali, ordine professionale inabrogabile, raccolta differenziata, referendum, zetazeroalfa

20 novembre 2010 alle 08:32 |
Per quanto riguarda Bob…bene, ho preso nota.
Per i Finiani non saprei..forse diffidare da tutti quelli che ti propongono un Bocchino?
21 novembre 2010 alle 11:23 |
Se Oscar Felix ha più di 60 anni, quello stagionato “alla vista” sei tu!
22 novembre 2010 alle 23:29 |
PROFESSORE: magari neanche solo aala vista…
FLAVIO: magari fai in tempo a beccarlo a montpellier
http://www.boblog111.com/tour_dates.php
23 novembre 2010 alle 17:41 |
Si direbbe che hai suonato con una mosca gigante
24 novembre 2010 alle 11:42 |
Come studiosa decennalle del fenomeno umano maschile posso dedurre – da ciò che ben si intravede sotto l’aderente tutina metal-meccanic-chic – che il Bob non faccia parte della parte peggiore del genere. Certo, da un rockettaro ci si aspetta una zazzera più rigogliosa, Oscar-senior ci insegna. La curiosità nasce dal casco e più precisamente dalla domanda su dove termina il tubo che lo dovrebbe ossigenare: in un mega-joint? direttamente nel tergo della tuta?
La prossima volta non macherò!
25 novembre 2010 alle 00:31 |
ma se il Metallaro ti ha detto che hai suonato bene quasi come Cabassa!
BRAVO OSCAR!
25 novembre 2010 alle 21:46 |
GURESSA: mi raccomando non mancare il 28 gennaio al Masetti. Festeggiamo i 50 anni di Cabassa
MANGROVIE: c’è anche un modo per vederlo in faccia, il Bob
MARIN: ma ci voleva, adesso una mezzoretta al giorno di chitarra me la faccio, anche se non si intravedono miglioramenti
27 novembre 2010 alle 19:24 |
Se vai a Sanremo ti televoto, promesso!?!!