
da reditugo l’incliccabile, ricevo e volentieri pubblico questo post, ringraziandolo per aver aderito a questa iniziativa che ovviamente si estende a tutti color che appaiono in nero e se sopra ci clicchi nulla accade
Arrivo che la partita è già cominciata, e da parecchio. Si può dire che il risultato sia ormai acquisito, quello che è fatto è fatto insomma, si tirano i remi in barca. Divido la panchina con un frigo portatile. Il frigo del minestrone.
Oscar mi chiede l’ora, manca un quarto alle 11. “Manca sempre qualcosa ” è il suo commento lapidario.E mancano ancora un bel po’ di protagonisti, che normalmente svolgono la loro azione a centrocampo; tutti di sesso femminile devo dire. Manca ancora, ma arriverà, quella che vuole gli spinaci, e non sono ancora pronti, quell’altra che vuole i fiori di zucca, e sono finiti, così come sono finiti i fiori ornamentali, ma come se al solo farne richiesta questi potessero immediatamente materializzarsi , non mancherà neanche quella che insiste a chiederli.
Deve ancora arrivare la ragazza che cerca dell’insalata: “Guarda che bella quella rossa” dice Oscar; “ Questa?” “ No, quella di colore rosso, prova a metterci una mano dentro”. Lei già con le dita raggruppate a carciofino sta per infilarle nel cuore della pianta, poi incontra il mio sguardo perplesso e desiste. Le leggo nel pensiero la delusione per l’intenzione repressa; una volta a casa, al riparo tra le mura domestiche, sicuramente ci riproverà.
Non mancherà la signora che vuole scegliere le zucchine da se, e viene simpaticamente consigliata a cambiare mestiere. Nessuna però può sottrarsi all’invito di assaggiare le ciliegie. Beh ciliegie. Le ciliegie vere sono già andate via. Rimangono dei frutti di colore indefinito tra il giallo-rosa-verde e di forma, quella si, simile alle ciliegie.
“Assaggia questa, senti che buona” è la sollecitazione di Oscar “ viene chiamata zuccherina, per il suo particolare gusto. Dolcissima”. Appena un attimo per mettere in bocca il frutto, e una mano davanti alla faccia mima la parata del nocciolo che meritatamente dovrebbe venirgli sputato in un occhio. Ognuna verrà comunque rassicurata sugli effetti benefici che non mancheranno di manifestarsi di lì a poco, e salutata con un augurio di buona notte, che se va bene, per realizzarsi dovranno passare almeno dodici ore.
Le amarene andrebbero forse a finire nella marmellatrice della Iso, come probabilmente ci andranno lo stesso, se alla fine mancasse la vecchietta in difficoltà, che se ne vuole comprare qualche chilo, ma qui il cuore del villico ortolano viene a galla e ne sconsiglia caldamente l’acquisto, poi si offre di custodirle il trolley con la spesa, mentre lei si avvia verso la farmacia a quasi due chilometri di distanza. La guardiamo allontanarsi con la stessa fiducia che avremmo nel vedere un cane zoppo che corre sul bordo dell’autostrada.
Sarebbe forse un’altra storia se tacessi delle fasce laterali, facendo mancare, a sinistra il produttore specializzato in asparagi e a destra quella che per il fatto di vendere formaggi, potremmo chiamare Heidi. Heidi, senza dire una parola. Quello che succede nel resto del campo invece lo ignoro, ma comunque anche per voi, mancherebbe di qualsiasi interesse.
Ora avrei qualche difficoltà a raccontare quanto sopra con una sola immagine, e per aiutarmi userò ancora le parole. Certo non le mie, ma quelle di F.H. Simplicio che nel manoscritto privo di titolo (ma ai più noto come “Il secondo paradosso dell’assenza”), rinvenuto postumo con le prime cinque pagine strappate, alla terza, leggo testualmente: “Nulla si vede così bene come quando manca”.
reditugo per OscarFerrari. Il Blog
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Giugno 22, 2009 alle 3:11 pm |
@ Red, non ho parole, DEVI fare un Blog tuo, sei troppo bravo, racconti le cose che uno/a puó vederseli davanti!
Non ci vuole tanto, fallo…io saró la tua prima e sicuramente non ultima Fan.
Giugno 23, 2009 alle 7:33 am |
“Racconti le cose che uno può vedersele davanti” …poi ti scappa lo sguardo e te le vedi girare per casa… N A I T M E R
Giugno 23, 2009 alle 10:43 am |
…e un giorno passerà un allampanato finto magro, dai modi gentili ma cattivo dentro, che chiederà dell’insalata riccia per il suo allevamento di locuste, messaggio in codice per abbandonare il campo e rifugiarsi in osteria…
Giugno 23, 2009 alle 5:04 pm |
Tieniti sempre pronto per l’eventuale piano “B” (far entrare in campo l’osteria…)
Giugno 23, 2009 alle 12:49 pm |
Davvero piacevole leggere questa nuova firma qui ospitata.
Giugno 23, 2009 alle 5:14 pm |
Beh, nuova firma… adesso non cominciamo già a chiedere autografi…
Giugno 24, 2009 alle 9:20 pm |
Mi unisco al comm. di Iso a condizione che unatantum i post siano un pochino più “corti”!
kisses
Giugno 25, 2009 alle 6:18 am |
Porta pazienza valà, è l’uforia del principiante.
Giugno 25, 2009 alle 1:32 pm |
Benvenuto e complimenti al nuovo blogger
Giugno 25, 2009 alle 4:39 pm |
Un blogger a tempo determinato però. Precario insomma, per restare in sintonia con i tempi che stiamo vivendo.
Giugno 25, 2009 alle 8:43 pm |
Quel scherzo delle amarene lo ha fatto anche a me…grrr!
Giugno 26, 2009 alle 6:23 am |
… e sei riuscita a centrarlo col nocciolo?
Giugno 26, 2009 alle 10:09 am |
Non ci posso credere che a Bolzano ci siano cosi’ tante Amarene e ciliege! qua da noi ( Pecetto Torinese paese delle ciliege) non se ne’ vista manco mezza! arrivano tutte dalla spagna!
Alberi spogli, cosi’ come per le albicocche.
Comunque sono qua non per te FERRARI ma per salutare la mia amica ISO! ciau ISOOO!
Comunque avrei piacere di sapere se posso inviarVi qualcosa da Torino..non i gianduiotti che si sciolgono!
ciau ragassssiiii!!
Giugno 26, 2009 alle 1:46 pm |
Eh succedono fenomeni strani quassù a Bolzano. E pensa che questo della produzione di ciliegie e amarene non è neanche il più incredibile.
Giugno 26, 2009 alle 5:51 pm |
Ciao Oscar, grazie e buon uichènd. Ti lascio il campo.
Giugno 27, 2009 alle 12:36 pm |
ultimamente sei depresso, almeno questo leggo tra le righe.
a parte questo: sto rissorgendo dalle ceneri. iniziamo con il nuovo blog
Giugno 29, 2009 alle 8:31 am |
Ammazza, che diagnosi fulminante! Eppure io, per quanto mi sforzi, tra una riga e l’altra non riesco a leggere proprio niente…
Un augurio per il tuo nuovo blog.
Giugno 28, 2009 alle 9:05 pm |
se lo sapevo, sarei passata dal mercato per vedere finalmente il volto del Re di Tugo! Peccato! Ciao!
Giugno 29, 2009 alle 8:00 am |
Sarebbe stato un grande onore per il Re di Tugo incontrare la Signoria Vostra…. anche se purtroppo non più nella funzione di Guressa
Giugno 29, 2009 alle 8:54 am |
Reditugo, quando faccio la spesa da Oscar di solito mi fermo un pò a guardare ed ascoltare le sue interazioni commercial-ortolane. Il massimo è quando viene la/il cliente ignara/o e spesso anziana/o che non si aspetta la battuta sempre li in agguato, nascosta tra le tenere foglioline di insalata e il rosso brillante dei rapanelli.
Oscar, prepara ortaggi e fruttaggi che venerdì sarò li, puntuale – con obolo in mano! ciao!
Giugno 29, 2009 alle 9:24 am |
… la battuta…Colpa del suo consulente commerciale che gli dice sempre: “E’ come nel tennis, devi curare il servizio!”
Giugno 30, 2009 alle 12:50 pm |
Ladri di idee!
Giugno 30, 2009 alle 2:45 pm |
No dai, rubate proprio no. Casomai prese a prestito.
Giugno 30, 2009 alle 10:14 pm |
Reditugo non lo sa, ma adesso il vicino degli asparagi si porta dietro la figlia diciottenne stile velina, e con l’aumento della temperatura le forme della Heidi si notano molto di più
Luglio 1, 2009 alle 6:07 am |
Corpo di mille Satanassi!
Luglio 5, 2009 alle 7:28 am |
Paolo chiii???