Io per le patate non ci sono mai stato tanto portato ma, come affermava il sommo Stielike nel mai abbastanza riconosciuto come simbolo dell’incoerenza costruttiva 1979, “anche un cambio automatico ha bisogno di un pelo d’occhio“. E quindi prima o poi doveva pur capitare che mi venissero bene. La scossa l’ha data il bar, il mezzo ettaro abbondante che io e Claudio abbiamo affittato quest’anno principalmente per coltivarci questo tubero, che se ce lo hai buono ti tieni il cliente alla grande.
Patate, ma anche carote. Queste erano le mie grosse pecche prima di quest’anno, colpa mia senza ombra di dubbio, ma anche colpa anche del mio terreno, eccessivamente umido e torboso.
Tutto iniziò a fine Aprile, con Claudio stavamo terminando in terrificante ritardo la potatura dei suoi meli (noi facciamo così, lui da una mano a me e io do una mano a lui), venne fuori l’idea di prendere in affitto un terreno incolto in attesa di esproprio. Detto e fatto, scolandoci una cinquina di birre una dietro l’altra elaborammo il progetto.
Innanzitutto bisognava tagliare le erbacce alte un metro, poi arare e fresare il terreno, mettere in opera uno straccio di impianto d’irrigazione e poi si poteva iniziare a pensare a cosa farci. Era tardi, e le patate da seme erano esaurite da tutte le parti, ne avevamo la metà scarsa di quante ne servivano e sembrava che a metà Maggio per avere delle patate da seme si dovese andare in Norvegia, erano esaurite dappertutto. Proprio giusto per provarci feci una telefonata al posto più ovvio, il Consorzio Agrario di Laives. Ne avevano da buttar via e avevano addirittura perso la speranza di poterle vendere, per cui ce le diedero a metà prezzo. Colpaccio.
Nel frattempo avevamo seminato una marea di rapanelli, mais e cime di rapa. E io avevo preparato piantine di pomodori da sugo, zucchine, zucche e meloni a gogò, i due tavoli della serra erano completamente occupati. Noi lo sapevamo che non tutto ci sarebbe venuto bene, ma alla fine il risultato è comunque stato superiore alle aspettative. Con i rapanelli rossi e bianchi ci è andata discretamente bene, ne sono venuti parecchi ma si poteva fare meglio. Il mais, per quello che serviva, ha fatto il suo sacrosanto dovere, le zucchine hanno prodotto il giusto, le cime di rapa non ci hanno mai tradito e anche coi fagiolini ne è valsa la pena. Con le carote è andata di lusso, mai fatte così tante e così belle.
Le delusioni sono state i meloni e i pomodori da sugo, ma forse coi primi ci riproveremo, l’importante erano le patate, in fondo era per quello che avevamo messo in atto il progetto. La prima cavata, quella delle precoci, si è rivelata senza infamia e senza lode. Piccolette e neanche tantissime, ma i rapanelli bianchi seminati al loro posto stanno venendo su alla grande. La seconda raccolta, quella di quelle con la scorza rossa, si è invece rivelata una piacevole sorpresa, patate belle e sane e anche di una discreta pezzatura. E anche qui, una bella fresata al terreno e giù di nuovo a seminare rapanelli, è fine settembre ma provarci di deve.
Il bello è che sto scrivendo questo con Bruno Vespa e Brunetta nelle orecchie, mentre stanno dissertando di azioni, bond argentini, fallimenti bancari e crolli di borsa
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Ottobre 2, 2008 alle 2:30 am |
Oooooh. I meloni ci son venuti su anche a noi, qualche anno fa. Mai mangiato meloni così buoni.
E mai più mangiato meloni così buoni, visto che se ne sono guardati bene dal tornare.
Se un giorno ci incontriamo in ciccia, me le dai due dritte su come non buttare via tutto l’orto in un’annata di pupù come quella appena passata? Manco i pomodori abbiamo avuto; praticamente è rimasto su solo il cespuglione di rosmarino, il che è tutto dire .-(
Magari dovrei piazzare immaginette sacre di Bruno Vespa in giro per l’orto a mo’ di minaccia.
Ottobre 2, 2008 alle 6:14 am |
Le patate non le ho ancora assaggiate, ma ho fatto una crema di zucchini meravigliosa l’altro giorno. Ti abbiamo benedetto tutti!
Ottobre 2, 2008 alle 7:42 am |
Visto come è andata l’annata, ti consiglio, per una bella serata in compagnia, quando fuori ci sono -10C°, una bella zuppa di patate, carote e chorizo a volontà. Mi raccomando per lo chorizo, prendi quello ben piccante.
Ottobre 2, 2008 alle 7:59 am |
Se ci fosse stata la possibilità di interloquire in diretta, il prof. Brunetta, dall’alto della sua sicumera, agitandosi come una marionetta, ti avrebbe spiegato che acquistare un’obbligazione index-linked non è più rischioso che coltivare meloni a Bolzano.
Sicuro come un BOT invece l’investimento in patate.
Ottobre 2, 2008 alle 8:00 am |
E bravo Oscar, ora nn ti manca proprio nulla..cmq mettimi un kiletto di patate da parte
Ottobre 2, 2008 alle 8:10 am |
Hai ragione meglio le patate.
Ottobre 2, 2008 alle 9:25 am |
..la patata tira….
eh lo sò, ma non mi son trattenuta!
Ottobre 2, 2008 alle 9:30 am |
ad ogni azione corrisponde una reazione
ad ogni patata corrisponde una razione
Ottobre 2, 2008 alle 10:11 am |
E’ lo scontro tra rurale tradizione e modernità, una bella metafora. Crack finanziari globali e coltivazione di patate. Parlare di agricoltura e farlo su internet. E’ come dir messa in gergo giovanile.
Ottobre 2, 2008 alle 1:21 pm |
Ma che foto hai messo??? La piú schifosa che hai trovato vero?É la tua vendetta “Ideal Standard”!
Ottobre 2, 2008 alle 2:08 pm |
che mondo sarebbe senza patate?
Ottobre 2, 2008 alle 6:32 pm |
Norvegia?? ….
Peccato, se era Islanda avevamo qualche aggancio o sbaglio?
Ottobre 2, 2008 alle 7:08 pm |
Potresti regalare una patata ad elettore.
Ottobre 2, 2008 alle 7:58 pm |
io adooooro le patate al forno!v Domani ti mando il metallaro
Ottobre 2, 2008 alle 8:20 pm |
Bell’aspetto quelle patate nella foto…. mi viene fame…. al forno, o frite, insomma ho fame!!!!!
Ottobre 2, 2008 alle 8:34 pm |
Cavème na spìssa che no go voja de tribolàr.
Chi casso xèo ’sto Stielike?
Quèl del Real Madrid no fèa el mecanico.
Ottobre 2, 2008 alle 9:28 pm |
MARIN: mecanico no, ma el ne ga dite tante de giuste. Marin, come se ariva sul to blog che me son desmentegà l’indirizo?
DANIELE: ti riferisci alle patate con la scorza o con la maglia rossa?
GURESSA: al forno son proprio quelle giuste, le ha fatte ieri la Iso. Ottime
GIUY: giusto, ecco il nuovo slogan: PPT, la Patata per Tutti
CHIT: ci avevo pensato, ma da quelle parti hanno i geyser e le patate le semineranno già a gennaio. Comunque chiedere una dritta ad Ester Ester potresti anche…
ANTONIO: un mondo spatatato, che tristezza…
ISO: pensa a domani mattina, che goduria sedersi sul coperchio finalmente stabile…
JOHNNY: sinceramente non apprezzo la cosiddetta “economia di carta”, chi vuole fare soldi coi soldi è anche giusto che ogni tanto si pigli la mazzata
ALEY: ed ad ogni borsa un ruzzolone…
ROSELIA: son due giorni che hai quarant’anni, e già non riesci a trattenerti?
DUHANGST: vaglielo a dire ai rampanti di borsa…
NAUSICAA: e aspetta una decina di giorni e arriveranno anche le cime di rapa grosse, le marzatiche
REDITUGO: i meloni ce li hanno uccisi i grillotalpa, alla nostra vicina abbiamo dato 4 piantine, e quella sopravissuta ha sfornato 5 meloni d favola. Ho la foto ma non so dove
BAKUNIN: ma sembra salamazzo piccante napoletano, va bene anche quello?
INCREDULA: allora domani se passi ti regalo delle cime di rapa, così puoi provare a farci i canederli…
BIGGO: volentieri, se vuoi l’anno prossimo ti faccio anche delle piantine
Ottobre 2, 2008 alle 9:31 pm |
Stielike, sarebbe un saggio leggendario? Tipo: quèl del formajo?
http://www.marinfaliero.net
Ottobre 2, 2008 alle 9:57 pm |
Quest’anno ho gia’ barattato:
sedano,pomodori, insalata , funghi, patate , mele, lamponi e fragole ( rigorosamente di bosco) con i vicini quando qualcuna ne ha di piu’ da altro che non ne ha e viceversa…..
Ottobre 2, 2008 alle 10:14 pm |
Hai intitolato la mia foto “patate Xeena”!!!!!!
http://www.flickr.com/photos/7386094@N02/2896068203/
Ottobre 2, 2008 alle 11:19 pm |
La patata è sempre la patata.
Ottobre 2, 2008 alle 11:20 pm |
Ah ma Xeena fa proprio da aiutante fissa ormai!
In attesa delle tue patate ho usato quelle che avevo già…viè a vedè!
Ottobre 2, 2008 alle 11:38 pm |
NAUSICAA: fissa no, ogni tanto deve un po’ muoversi
ALIANORAH: anche quando è rossa…
XEENA: e come avrei dovuto chiamarla, “carota barbie”?
Ottobre 3, 2008 alle 8:10 am |
Scusa l’ignoranza, ma se interri patate fritte, poi ti cresce un McDonald?
Stielike a questo proposito non è molto chiaro, tergiversa sulla faccenda di un improbabile uso delle ali di pollo nella ricambistica per alianti.
Ottobre 3, 2008 alle 8:57 am |
Da agronomo ti posso dire di stare attento xchè alla prossima arata riporti su tutte le malerbe che c’erano in origine.. carote e malerbe (magari rizomatose) non vanno per niente d’accordo ma anche con le patate seminate in andane…. ti conviene usare una coltura tappezzante e pregare…
ciao
Ottobre 3, 2008 alle 7:37 pm |
Ti do ragione: i rapanelli sono buoni, le carote pure, le patate non le ho ancora provate ma non mancherò! Le mie figlie però di voi apprezzano ben altro: la prima volta che la mia piccina ha detto:”Oscar guater fico” ho avuto un sussulto: mia figlia non soffrirà mica di una visione distorta della realtà nonchè di una alterazione del comune buon gusto? Invece con mio sommo sollievo ho capito che si riferiva ai vostri fichi! Ufffff! Cmq oggi 4 chili di prugne sono state trasformate in guater marmellade! Ciao!
Ottobre 3, 2008 alle 10:26 pm |
Bellissima foto, Iso! Questa batte anche quelle “Danke trotzdem!” che sai tu…
Ottobre 4, 2008 alle 12:37 am |
BLAINE: è vero, quello sguardo da znichit è essenziale
EVALUNA: eh, le bambine imparano presto a mentire, per me il fico neanche le piaceva…
STEFANO: appunto, dopo le patate i rapanelli sono l’ideale, con le loro fogliazze tolgono luce alle erbacce
ZECCHE: purtroppo non funziona così, altrimenti ti basterebbe seminare dei piselli per cambiare auto due volte l’anno…
Ottobre 4, 2008 alle 8:00 am |
Carissimo,
Nonostante le borse crollino, nonostante le banche ballino, nonostante Brunetta Bruno Vespa e la Carfagna. Nonostante tutto: le tue tags restano mitiche!
Ossequi
I tuoi sempre più discepoli
Ottobre 4, 2008 alle 3:55 pm |
come al solito da te si mangia
le patate poi in queso periodo sono il mio cibo principale…sospettano una intolleranza al glutine quindi capirai, un bacio a te e alla iso
Ottobre 4, 2008 alle 7:28 pm |
con la Patata Per Tutti non puoi non vincere le elezioni
Io ti farei Papa con un partito così!
Ottobre 4, 2008 alle 11:34 pm |
@ Blain… lo sguardo “znicht=cattivo in sudtirolese” mi viene naturale! Peró il “danke trotzdem” non lo ha fatto invano, gli sono rimasta accanto, nonostante tutto, e non era sempre facile ma neanche tanto difficile
!
You..my only sister, i wisch you a good night and a happy sunday, see you tomorrow.
Ha, la Iso come speaking englisch extra good!
Ottobre 4, 2008 alle 11:44 pm |
Ecco faccio un outing …non só l’inglese neanche un pó, prima di diventare una grafica pubblicitaria (con modesto successo) ho fatto una scuola per segretarie e per 2 annetti scarsi ho imparato l’ingleso tipo:” the potatos and the tomatos” Miss.Jordan was my inglish teatscher”.
Adesso ho una “unica” sorella che é un drago in inglese (ben 4 diplomi) e tra un pó si trasferisce a Londra! Io che devo fare, bleffo, scrivo gli sms in englisch e lei… mi capisce (e si diverte anche)!
Everytime you say goodbey…
Ottobre 4, 2008 alle 11:57 pm |
Ecco la canzone che la mia unica sorella mi ha transledet in tedescho, é una canzone tristissima
, ma giusta per un sabato sera con la luna neanche un pó piena.
È come guardarsi un film russo con i sottotitoli in rumeno.
Every time we say goodbye I die a little
Every time we say goodbye I wonder why a little
Why the gods above me who must be in the know
Think so little of me they allow you to go
When you’re near there’s such an air of spring about it
I can hear a lark somewhere waiting to sing about it
There’s no love song finer
But how strange the change from major to minor
Every time we say goodbye
When you’re near there’s such an air of spring about it
I can hear a lark somewhere waiting to sing about it
There’s no love song finer
But how strange the change from major to minor
Ev’ry time we say goodbye
Jedesmal wenn wir Abschied nehmen, sterbe ich ein bisschen
Jedesmal wenn wir Abschied nehmen, wundere ich mich ein bisschen warum,
Warum die Götter über mir, die es besser wissen müßten
so wenig von mir halten, dass sie dir erlauben zu gehen.
Wenn du in der Nähe bist, ist so eine Frühlingsluft da,
Ich kann die Lerche irgendwo davon singen hören
Es gibt kein schöners Liebeslied
Aber wie seltsam, der Wechsel von dur zu mol.1
Jedesmal wenn wir Abschied nehmen.
And now i say goodby but i go to sleep !
Song of Mick Hucknall, Simply Red.
So sweet!
Ottobre 5, 2008 alle 12:25 am |
viva la patata, sempre
Ottobre 5, 2008 alle 5:24 pm |
Oscar,
son tornata. Trovo le patate, buone!
Ho anche acceso il camino, fa un freddo boia. Ieri ero in estate.
Le patate sotto la cenere sono una buona idea.
Ciao, sono contenta di ritrovarti in forma smagliante come sempre.
Ottobre 5, 2008 alle 7:02 pm |
MISS KAPPA: fuoco acceso anche da noi, speriamo che la forma non sia troppo smagliante altrimenti la Iso s’incazza per le calze rovinate
PELLESCURA: sempre e comunque, comunque vada
ISO: a questo punto lanciamo un appello ai lettori per avere il testo anche in sardo, napoletano, siculo e calabrese
GIUY: no, Papa plis no, altrimenti in teoria la Patata è per Tutti tranne che per me..
FRANCESCA: speriamo lo sospettino e basta, è capitato anche a delle mie clienti e poi tutto si è risolto
EVALUNA: speriamo che la piccola non salti fuori con un “buona la patata dell’Oscar”, altrimenti altro che visione distorta…
STEFANO: in effetti i rapanelli bianchi hanno delle foglione che impediscono all’erba di prendere luce, l’idea è stata buona. Potrei contattarti via mail per qualche consiglio?
BAMBOCCIONI: allora prima o poi vi faccio un post dedicato con tutte le tags
ZECCHE: Stielike a volte nasconde, dietro al suo quasi insolente raccapriccio sintattico e postdeterministico, una vena di frivolezza non cincischiante ma piacevolmente appassente
.
Ottobre 5, 2008 alle 9:46 pm |
Che ne dici di organizzare la “patatata”…… solo patate, fritte e lesse con un pizzico di sale, poi magari ci scappa che qualcuno gli capita una patatina!
fammi sapere, buona serata
Novembre 12, 2008 alle 9:56 am |
[...] un po’ che non vi parlo di Claudio, il mio amico/concorrente/socio col quale ho coltivato il bar quest’anno, e già che lo faccio ne approfitto per benedirlo. È stato per merito suo che non [...]