A me piace parecchio essere nato e vivere in Sudtirolo, quello che non sopporto è che si dia un´enfasi esagerata a tutto quello che è rigorosamente Meid in Sauttirol, sia che siano persone, che cose, che cibi. I Sudtirolesi sono persone brave e laboriose, ma hanno il difetto di considerarsi l´ombelico del mondo e questo li fa assomigliare più agli abitanti dell´Isola di Pasqua che agli Olandesi, per me i migliori del mondo.
Sembra che l´essere sudtirolese ti dia quel po’ di più rispetto ad uno normale, e non è vero niente, è solo una questione di marketing ben fatto, e non a caso il sudtirolese che guadagna di più è quello che si occupa di promuovere il prodotto Südtirol. E pensare che c´è qualcuno che lo accusa di sfavorire l´uso della lingua italiana nella promozione, chi fa questo capisce meno di niente , il Sudtirolo meno italiano è più piace agli italiani, che sono i turisti migliori e quelli che spendono di più.
Prendete per esempio lo speck, il prodotto sudtirolese tipico che più tipico non si può. È tutto fatto coi maiali olandesi o ungheresi, o di dove costano meno, lo speck vero te lo puoi mangiare solo se conosci di persona qualcuno che ha i maiali, e anche lì occhio a che gli da da mangiare, come in tutto il resto del mondo. Le mele poi, almeno metà delle mele col marchio Südtirol vengono dal Brasile o dalla Cina, basta che il titolare abbia la residenza qui. Tu vai a mangiare in una tipica malga di montagna convinto che facciano tutto loro e ti appioppano i piatti tipici sudtirolesi confezionati da operai pachistani nella zona industriale di Bolzano, però almeno li scongelano bene.
E poi le persone, alla fine non credo siano molti quelli come me, che se vanno a ritroso nell´albero genealogico trovano al massimo una bisnonna nata fuori dai confini sudtirolesi, eppure per una strana coincludenza di sliding doors sono di madrelingua e cultura italiana, ma anche sudtirolese. Tutta questa pappardella per un meme? ebbene si.
Spaghetti mit Knödel mi invita ad una catena dove i vari blogger sudtirolesi (che palle!) devono confessare i cinque piatti che non devono mancare almeno una volta al mese. SMK, che vuoi che ti dica? mangio quello che mangia tutto il mondo, se vuoi ti faccio un elenco dei cibi tipici sudtirolesi che mi piacciono o meno.
I Leberknödel (canederli di fegato) secondo me fanno pietà ai sassi, ho provato a mangiarli un paio di volte ma per me sono da abolire, la Sauersuppe è un buttare via le trippe che si potrebbero fare alla parmigiana, il Blutwurst (che poi altro non sarebbe che il sanguinaccio) mi fa vomitare. Alla fine la cucina è essenzialmente questione di ingredienti, quelli tipici sudtirolesi non si trovano nei market, il Beerlauch (aglio orsino), i Rübenkeim (germogli di rapa fatti al buio) e, per non smentirmi, i rapanelli di tutti i colori (bianchi, rossi e neri), che in altri posti non fanno.
Alla fine mi rendo conto che non ho neanche fatto il meme, ma faccio sempre così, anche coi blog non sudtirolesi
Tag: Alto Adige, canederli, colpa delle donne, Dante Giacosa, Dragostea din tei, Festival di Sanremo, formiche rosse, frangean la biada con rumor di croste, Hansi Hinterseer, lavori usuranti, Loredana Bertè, Mathias Rust, Natasha Kampusch, perestroika, SESSO SFRENATO, sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, Spaghetti, Stielike, Sudtirolo, Vespa 50 a iniezione

3 Luglio 2008 alle 00:51 |
Wunderbar! (che c’entra? bho)
3 Luglio 2008 alle 08:19 |
Caro Oscar, vedo che la pensiamo allo stesso modo. Anch’io rinnego di essere “l’ombelico del mondo” e odio i falsi “IGP”. Ma la mia parade non era intesa come i 5 piatti sudtirolesi che ti piacciono di più, ma come uno sguardo sui gusti personali della gente che vive in questo territorio.
Sentendo nei media che la cultura dell’alimentazione sta crollando, che le multinazionali alimentari controllano i nostri gusti e la pubblicità controlla cosa compriamo e mangiamo, volevo farmi un’idea da me.
La via più facile al momento è la catena nei blog, ma non è detto che non amplio il progetto. Visto che il cibo è una delle cose più belle al mondo, e che esprime non solo i propri gusti, ma può anche esprimere una filosofia, trovo sempre interessante sapere cosa si mangia e come.
3 Luglio 2008 alle 09:25 |
Quando sono in Südtirol mangio volentieri una ricetta che viene originariamente dall’Aspromonte: Maccarruni con ragù di ghiro e tordi:
http://www.comune.santacristinadaspromonte.rc.it/gastronomia.htm
3 Luglio 2008 alle 10:46 |
Dai che tutto il mondo è paese anche se da voi bisogna ammettere che le cose funzionano meglio!
W SÜDTIROL
Kisses a tout le monde
3 Luglio 2008 alle 13:01 |
JESSICA: è vero, a parte qualche testa calda si sta bene…
BAKUNIN: i ghiri devono esere ottimi, mi ricordo tantissimi anni fa che all´Ischia Frizzi si mettevano dei secchi trappola per catturarli ed evitare che mangiassero tutte le mele. Alla fine in padella ci finivano loro, io li ho assaggiati in cambio della promessa di un gelato. E non erano male
FRANKIE: è che coi meme mi diverto sempre a cambiarli e a non rispettarne le regole. Ma ok, lo faccio
ROGER: aspetta qualche settimana e il Sudtirolo sarà invaso dai pomodori peretti coltivati al bar
3 Luglio 2008 alle 14:52 |
ciao!!!!!!!complimenti per il blog!!!!!!!!ti volevo propore uno scambio link!!!!!il mio blog è http://wwwblogdicristian.blogspot.com/ ciao fammi sapere.
3 Luglio 2008 alle 15:49 |
ciao oscar! ciao Iso!
3 Luglio 2008 alle 16:28 |
Placido….per gli amici Nello,va già meglio vero?
bye
3 Luglio 2008 alle 21:57 |
caro amico, ti confesso di avere mangiato tanti anni fa e acquistato un bel pezzo di speck fatto davvero in casa. Ero a san cassiano, alta badia. Il proprietario dell’albergo, tale Canins, cugino della famosa atleta di bici e sci nordico, ci ha spiegato che le bestie erano sue e i pezzi venivano affumicati in una sua malga. Se non erro, notte fumo, giorno aria. Ci ha pure rimproverato quando gli abbiamo chiesto di dividere il pezzo in due. Ma aveva ragione. mai assaggiato uno speck buono come il suo
4 Luglio 2008 alle 01:06 |
ENRICO: tutto esatto, e per fare un buon lavoro ci vuole anche il legno di ginepro, roba che se tutto lo speck fosse fatto come dio comanda, le alpi sarebbero un deserto. A me lo speck lo fornisce la mia vicina di banco d´alta montagna, che a sua volta apprezza moltissimo i miei pomodori e cetriolini. Alla fine, mangiamo bene tutti e due
JESSICA: sarà, ma col nome che si ritrova ha gettato alle ortiche una carrierona da parrucchiere…
PAOLA: e passaci a trovare, teniamo pure la piscinona…
4 Luglio 2008 alle 01:46 |
Guarda, quelle cose lì fanno schifo anche a me, e non le ho mai nemmeno assaggiate.
4 Luglio 2008 alle 06:26 |
i pregi e i difetti li conosco bene, ma nella marea di difetti e di storture, forse, lì ne avete meno di altrove, o forse li appioppano alla gente con molto + stile che altrove
abbiamo gli stessi gusti, quella roba fa schifo pure a me
perchò c’è lo struedel, i crauti, i cetriolini in agrodolce
peccato li faccia la ceccato che sta a verona
sarà che manco da tanti anni e la nostalgia rende tutto + buono
ma spesso vado al despar a far incetta di prodotti sudtirolesi
latte mila wuerstel servelade, trancio di speck, senape cetriolini e crauti
qui ancora si domandano come azz faccio a magnà sta roba
ma a me fa tanto casa….
4 Luglio 2008 alle 10:58 |
Ma Oscar, è sparito il mio commento di ieri…?
4 Luglio 2008 alle 13:04 |
Confesso che a me piace molto la cucina del sudtirol ma i piatti di cui parli tu non li assaggerei proprio. Mi hai fatto cadere un pochino il mito dello speck che personalmente adoro. Noi però ci siamo sempre forniti da una famiglia che ha una fattoria oltre che degli appartamenti. Poi l’origine degli animali come dei mangimi mi è sconosciuta! Uff che tristesss!
Justine
4 Luglio 2008 alle 13:09 |
e la birra qui costa poco….per questo le cose funzionano…
4 Luglio 2008 alle 13:53 |
[...] accadere, come dicevamo nel blog di chit altre ince sono volete da persone senza scrupoli (blog di oscar ferrari in merito alla veridicità dei prodotti tipici). Siamo alla mercè di persone senza [...]
4 Luglio 2008 alle 15:26 |
JOE: tschiusto!!!
JUSTINE: d´altronde. se tutto lo speck che gira venisse prodotto con maiali autoctoni, il Sudtirolo sarebbe un´immensa porcilaia, meglio così
FABIO:giuro non l´ho visto, neanche nel bidone dello spam, è proprio sparito
ARTEMISIA: prova una volta i Knax, c`´ è chi dice siano meglio
ALIANORAH: io sì, che ho assaggiato il Blutwurst, mamma mia che robaccia…
4 Luglio 2008 alle 15:36 |
A proposito dell’isola di pasqua pare che anticamente il cannibalismo fosse molto praticato nel popolo pretirolico….
4 Luglio 2008 alle 23:16 |
Quanto ben di dio in quelle terre, che ricordi. Gli stinchi, le trofie speck e noci… non mi ci far pensare va
10 Luglio 2008 alle 18:16 |
Cosa non ci si inventa per alimentare l’immaginario culinario e gli stereotipi rassicuranti!Su Mtv mandano un reality americano in cui un mammone italiano ,abitante in una pacchianissima villa simil palladiana viene conteso da un manipolo di pollastrelle che si cimentano nella preparazione del suo piatto preferito:parmigiana di pollo.Ma non era una cosa fatta con le melanzane fritte dorate e poi infornata con mozzarella e pomodoro?
29 Luglio 2008 alle 18:27 |
ed io che compro solo mele del sudtirol… uffi… è proprio vero, la Cina e vicina. Però le mele te le fanno pagare con sudtirol doc.
mannaggia li pescetti!
29 Luglio 2008 alle 18:28 |
volevo dire “come sudtirol-doc e non CON sudtirol…”
27 Agosto 2008 alle 09:58 |
Beh effettivamente anch’io faccio molta attenzione a non farmi fregare troppo dal marketing; a volte si vede a giro “Canederli del Tirolo”, un po la stessa cosa dello scrivere “la pajata di Roma”. Ma serve? No, of course.
Don’t believe the hype, cantavano i Public Enemy. Direi che almeno un po d’attenzione male non fa.
P.s ma isst e ißt sono la stessa cosa?