IES UÌ CHEN DE CHE?
“Yes we can“, un conto è sentirlo da dire da Obama, un altro da Veltroni, un po’ da ridere è difficile che non ti venga. Per carità, tutto il rispetto per Uòlter, gran bella mossa quella del PD che si presenta da solo con l´orgoglio di chi, davanti al plotone d´esecuzione, grida “mirate al petto“. Un gesto retoricamente universaldiluviale che Stielike ben sintetizzò nel suo celebre “perso per perso, meglio perverso“, datato ormai 1981.
Ma rubare la frase di Obama per Uòlter può essere un´arma a doppio, se non multiplo taglio. Innanzitto, come direbbe Tonino, “che c´azzecca?”. Veltroni con Obama non solo ha meno punti in comune di quelli che unirebbero un pesce e una bicicletta, ma se proprio è necessario abbinarlo a qualcuno in lizza per le primarie USA, la scelta cade invitabilmente (errore di battitura, prima della v andrebbe una e, ma funziona lo stesso) su Hillary Clinton.
Obama dieci anni fa, per quello che ne sapevamo noi, poteva tranquillamente essere il terzino destro della vincitrice della Coppa d´Africa, Hillary e Veltroni invece erano in pratica i vice, e neanche tanto ascoltati, di Bill e del Mortadella (bravo anche quest´ultimo, dare il buon esempio quando altro non puoi fare è cosa buona e giusta).
Obama è un autsaider, Hillary e Uòlter hanno alle spalle l´apparato del partito, Veltroni è stato proclamato leader con percentuale bulgara, Obama se la dovrà sudare fino in fondo. Un attimo che vado a cercare lo slogan di Hillary:
RIDI FOR CIENG. Uòlter prendi questo, secondo me ti viene anche meglio, a meno che tu non voglia proprio esagerare e veltronizzare il Mec is bec di Mc Cain
Tag: Natasha Kampusch, gap generazionale, ghiaccio secco, Trainspotting, Veltroni, unghia incarnita, immagine e somiglianza, rincoglionimento, Chuck Norris, Hillary Clinton, raccolta differenziata, Africa, elezioni anticipate, Berlusconi, Obama

Febbraio 7, 2008 alle 9:56 pm
non solo è la solita politica e le solite facce. ma si pecca pure in originalità. Ovunque si va, son cipolle!
Febbraio 7, 2008 alle 10:01 pm
Effettivamente fa veramente ridrere detto dal buon Walter, forse lui pensava che bastava quel motto per tentare di vincere?
Febbraio 7, 2008 alle 10:02 pm
“un po’ da ridere è difficile che non ti venga”–> NO, è IMPOSSIBILE che non ti venga…
Febbraio 8, 2008 alle 12:03 am
Con l’inglese ci aveva già provato Rutelli, con il famoso video su Italia.it: “Pliz, cam tu Itali!”. Ora Francesco ha passato il testimone a Walter, degno discepolo. Del resto questi due sono vent’anni che si passano il testimone…
Il primo, Francesco, aveva cominciato già alla fine del secolo scorso la sua scalata al potere. Conquistando per due volte a fila – nel lontano 1993 e poi nel 1998 – la poltrona di sindaco di Roma. Allora Walter, che stava anche lui nella Capitale, divenne prima vicepremier (e ministro dei Beni culturali) del primo governo Prodi. E poi – caduto il Professore, nel 1998 – sprofondò nella poltrona di segretario dei Ds. Destini lontanissimi quelli di Walter e Francesco? Macchè. Di lì a poco le loro strade si incrociano. I testimoni – faticosamente - si scambiano. E i destini, pure. Come in un bizzaro giro di waltzer.
E infatti. Mentre la musica continua, nel 2001 Francesco lascia il posto di sindaco – caldo caldo - a Walter. E prima si candida primo ministro (perdendo contro Berlusconi). Poi diventa pure lui segretario (ma della Margherita). E quindi vicepremier (e ministro dei Beni culturali) sempre con il Professore. A questo punto – però - pure il Prodi II (come il Prodi I) cade rovinosamente. E dopo nemmanco due anni. E che accade? Forse che la musica si interrompe? Macchè. Altro giro di waltzer. E altro scambio di testimoni, eccetera eccetera. Perché ora tocca a Walter – che ha conquistato per due volte la poltrona di sindaco di Roma (nel 2001 e nel 2005) – voler lasciare il posto di primo cittadino. Per fare di nuovo il segretario (questa volta del Pd, cioè della Margherita e dei Ds). E poi pure il candidato premier. Chiaramente sempre contro il solito Berlusconi. E Francesco? Beh, Walter – ieri sera a Matrix – ha confessato che gli “piacerebbe se tornasse”. Chiaramente a fare il sindaco. E chiaramente sempre della sua Roma. Che – se l’operazione staffetta dovesse andare in porto – potrebbe vantare un primato da record mondiale. Con due sindaci – sempre gli stessi - in quattro lustri. Ovvero vent’anni.
Scusate se ho sforato. Ma è che questi è da vent’anni che si scambiano gli ruoli… e forse anche lo stesso insegnante di inglese…
‘notte a tutti
Sandro
Febbraio 8, 2008 alle 12:15 am
Ridere sì ma con tristezza: fa pena vedere Veltroni scimmiottare Obama.
Onestamente poteva trovarsene uno lui di slogan… Vuol correre da solo, dice, beh magari iniziasse con il scegliersi da solo le frasi ad effetto….
Non so uno, al quale non crederemmo mai lol, potrebbe essere: Laici si può! (anche con la Binetti e la Bindi)LOL!
Eh già, con quelle palle al piede certi slogan in effetti non può permetterseli… peccato sono quelli che forse lo farebbero decollare….
Febbraio 8, 2008 alle 12:33 am
La vita a volte… !
Un tempo (tanto, tanto tempo fa) era la “sinistra radicale” che veniva accusata di far vincere Berlusconi poiché per purismo non faceva alleanze verso il centro. Ora accade esattamente il contrario.
Da un certo punto di vista la scelta di Veltroni è affascinante: sconfitta pressoché sicura, ma assicurato risvolto d’immagine: “è un puro, e niente compromessi, per dio!”
Ma i conti non tornano! Veltroni è l’uomo del compromesso per antonomasia (c’è da chiedersi, piuttosto, con chi preferisca farli i compromessi). E per quanto riguarda la purezza? Se fossi in lui prima penserei a far pulizia in casa smaltendo la propria spazzatura politica (come Bassolino, Jervolino e compagnia bella), poi -e solo allora!- inizierei a fare proclami di correttezza politica e propaganda di buon governo. Ma, evidentemente, così non è. Staremo a vedere.
Non votare questo turno è troppo facile, troppo scontato. Anche una buona percentuale di elettorato di destra si è astenuto alle scorse elezioni perché deluso dal governo Berlusconi. Fa parte del sistema elettorale. Personalmente teorizzo un sano astensionismo non solo questo giro, ma anche tra 5 anni, quando la partitocrazia sosterrà che il Paese deve voltare pagina e bla, bla, bla, fino alla nausea! Cambiano le sigle, si gioca alle 3 carte, ma la morale resta la stessa: Il Paese è in declino e gli Italiani (popolo senza memoria) confermano l’immonda casta partitocratica a continuare a rappresentarli. Continuiamo a farci del male
Febbraio 8, 2008 alle 12:34 am
Sono sempre più convinto che quando da comune essere umano diventi un politico italiano, assieme al tuo lauto stipendio, alla possibilità di far assumere qualunque persona che abbia con te un grado di parentela che vada dal parrucchiere in su, al superpotere di evasione totale, ecc, ti venga consegnato un piccolo Bignami con le più celebri frasi storico-letterario-sportivo-religios-artistiche, con in quarta di copertina un unico consiglio: “fosse anche a sproposito l’importante è usarle”, tanto a leggerle siamo solo quei “cretini” di noi italiani.
ma vaf..dhsfhufjhj. ! avevo bisogno di sfogarmi.
Febbraio 8, 2008 alle 1:51 am
bah
eppure a me il walter piace
lui, non il pd
che poi è normale dica corriamo da soli
eccecredo, l’accozzaglia l’ha già all’interno….
Febbraio 8, 2008 alle 8:24 am
Comunque in caso di vittoria del centrodestra avremo ancora il ministero del uèlfar…
Febbraio 8, 2008 alle 8:58 am
La mossa del “corriamo da soli” di Veltroni, comunque la si voglia giudicare, ha tolto due volte la terra da sotto i piedi alla destra: il suo buonismo estremo, melenso e a tratti stucchevole, rende fin da subito inadeguata un’aggressività come quella che contraddistinse la campagna elettorale del 2006 (”chi vota a sinistra è coglione” ecc.) e al tempo stesso delegittima il grimaldello anticomunista del grande nano, che deve così puntare su altri argomenti di presa populistica: tasse, sicurezza - ma poi?
Parlando assieme di questo, ieri sera un amico un po’ democristiano mi ha reso più ottimista, facendo rientrare per qualche ora il mio giacobinismo. Secondo lui le possibilità del piddì di superare il trenta per cento, e di battere con ciò la destra a rischio di frammentazione, non sono così remote. Io non lo so, ma ci sto riflettendo.
Febbraio 8, 2008 alle 9:41 am
A parte le frasi ad effetto e gli slogan che lasciano il tempo che trovano, se penso all’ultimo UOMONUOVO “disceso in campo” nella politica italiana (e che lo rimarrà ormai nei secoli dei secoli) mi viene da dire: old is better.
Febbraio 8, 2008 alle 9:51 am
Ammesso ed assolutamente non concesso che il PD vinca le elezioni (mi sembra di fare fantapolitica!) stiamo parlando di un contenitore vuoto ma votato ad ogni tipo di compromesso e composto da una classe politica di ominicchi e qaqquaraquà, di bassolini, cirini pomicini e jervolini che come unico “credo” ha quello del “buon governo” che però in pratica si è tradotto, solo per fare un lapalissiano esempio, in una montagna di munnezza che ha letteralmente sommerso i cittadini.
Ora, la domanda è: veramente non possiamo pretendere qualcosa di meglio?
Io personalmente pretendo qualcosa di meglio e mi sono stufato di legittimare con il mio voto il sistematico smantellamento del Paese da parte di gente che non si assume alcuna responsabilità ma occupa ogni spazio ead ogni mandato tradisce il proprio elettorato per poi cambiare sigla e presentarsi, con il gioco delle tre carte, come il nuovo.
Il PD, composto dagli uomini che conosciamo, nato come sappiamo, semplicemente utilizzando un minimo di elementare logica, non può certo assurgere né a rappresentare il nuovo né, tanto meno, il buon governo.
Questo, naturalmente, se non si vuole subire il fascino della propaganda politica. Ci lamentiamo che gli Italiani subiscono il fascino da piazzista di Berlusconi, ma a sinistra non è che ci si comporti poi così diversamente.
Il PD è semplicemente IMPRESENTABILE!
Febbraio 8, 2008 alle 10:04 am
Se è così che stanno le cose nel PD, ecco come stanno nella nascente sinistra arcobaleno - da un articolo odierno del «manifesto»:
La questione vera, che per ora ogni partito affronta al proprio interno prima di parlare di «quote» nelle liste, è quella delle candidature. [...] «I margini per presentare facce nuove sono pochissimi», ammette chiunque segua i dossier. Senza contare che ci sono gli eletti alla prima legislatura da tutelare e i «pesi» di partito da rispettare.
Non so se mi spiego.
Febbraio 8, 2008 alle 10:05 am
Ci sono ottime ragioni per ritenere che il PD sia un vecchio progetto reciclato (io sono purtroppo abbastanza vecchio per ricordarmi articoli e libri di Ferdinando Adornato - sì-sì, proprio lui! - che preconizzava qualcosa come un “partito democratico…”. Ci sono ottime ragioni per ritenere che la coalizione di centro-destra (capitanata da un settantenne che chiunque - se non altro per questioni di buon gusto - dovrebbe giudicare un prodotto scaduto) non faccia che replicare (con l’aggravante del tempo che è passato e dei rapporti ormai degenerati al suo interno: la rivoluzione del pradellino non se la ricorda più nessuno?) i non certo brillanti cinque anni del governo passato. Ci sono ottime ragioni anche per spararsi alla tempia (e onestamente mi paiono le ragioni migliori). Eppure, si sa, quasi mai si va a votare usando le “ragioni” (a usarle troppo, diceva già Leopardi, le ragioni ti portano a non uscire più di casa o, per l’appunto, a desiderare di spengerti in fondo ad una fontana). Si va a votare ascoltando la pancia e quello che suggerisce in quel preciso momento. E il momento è decisamente brutto.
Febbraio 8, 2008 alle 10:17 am
Non è che dobbiamo per forza votare di morire di cancro (quello provocato dai rifiuti?) piuttosto che per mano mafiosa. Magari finalmente possiamo dare un segno di totale dissenso riservandoci la dignità di NON ESPRIMERE CONSENSO per una casta partitocratica che NON CI RAPPRESENTA (almeno a me no di certo).
Purtroppo è vero: il voto non è quasi mai razionale, ma all’80% emotivo. È così che ci fregano!
Febbraio 8, 2008 alle 10:19 am
Andreas, non c’è bisogno che ti spieghi che non esprimere consenso, in questo particolare sistema, non conta nulla o quasi nulla. Ci sono democrazie (!) che funzionano con quote di astensionismo intorno al 40%. Anche se alle prossime elezioni votassero in 15.000 assisteremo allo spettacolo di sempre.
Febbraio 8, 2008 alle 10:22 am
Obama è Weltroni hanno in comune solo una ‘o’.
Febbraio 8, 2008 alle 10:26 am
Non votare mantiene il sistema ma lo delegittima. Mentre votare non cambia sistema e lo legittima!
Étranger, oggettivamente, cos’è meglio?
Febbraio 8, 2008 alle 10:36 am
Buona questione, caro Andreas. Ma una “delegittimazione” che non porta a nessuna conseguenza che delegittimazione è? Con questo non sto qui dicendo che dobbiamo per forza andare a votare. Bensì vorrei solo suggerire che - non andando a votare - non compiamo nessun gesto autenticamente sovversivo. Siamo in trappola. E non se ne esce.
Febbraio 8, 2008 alle 10:46 am
Il non voto è in pratica (paradossalmente) un gesto ideale e simbolico che io invece ritengo molto sovversivo in questo periodo, mentre ritengo degradante votare SEMPRE E COMUNQUE la casta partitocratica. Certo ci vorrebbe ben altro…
Se Veltroni avesse portato all’elettorato su un piatto d’argento le teste dei vari bassolini e jervolini avrebbe fatto un gesto simbolico apprezzabile, che avrebbe denotato una reale volontà di cambiamento. Invece abbiamo solo marketing elettorale e la conservazione ad oltranza di pratiche e mentalità sedimentate e causa del declino italiano.
Febbraio 8, 2008 alle 10:53 am
Andreas, formalmente ti do ragione. “Cambiare la politica italiana” (mi pare che questo sia uno slogan che abbiamo ascoltato spesso) significa sempre e solo prepararsi a formulare un mero auspicio. Le idee qui non spostano realtà consolidate, tutt’al più vi proiettano sopra coriandoli di luce. Ma siamo un popolo di spettatori e lo spettacolo riesce quasi sempre ad abbindolarci. Peraltro, leggo questa notizia:
http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_08/an_fi_2c7def76-d618-11dc-88e3-0003ba99c667.shtml
Se non altro, il PD sta dettando le modalità della campagna elettorale.
Febbraio 8, 2008 alle 11:02 am
Se Veltroni avesse…
Se mia nonna avesse le ruote…
P.S. A me sembra francamente che la formula “declino italiano” sia ormai da rubricare nella categoria degli eufemismi.
Febbraio 8, 2008 alle 12:33 pm
questa mattina qualcuno di noi ha scritto un post dal titolo: yes week end….
buon fine settimana oscare!!!
Febbraio 8, 2008 alle 12:52 pm
ah sì, l’ho ritrovato…è il mitico baskerville
ossequi
Febbraio 8, 2008 alle 1:33 pm
c’è anche “I care”, per non scontentare nessuno.
Febbraio 8, 2008 alle 2:17 pm
Posso dire che mi sono spanciato dalle risate? Quasi quasi mando il tuo link a Uolter, Ilari e Obama…
Febbraio 8, 2008 alle 3:11 pm
FABIO: manda manda..che voglio vederli a stdiare Stielike
BRIGIDA: e magari con un bel free di contorno
NIÙ: vado a vedermi che ha scritto il buon baskerville
ETRA, ANDREAS E HARZMAN: assurdo preoccuparsi adesso, si vota fra due mesi e acqua sotto i ponti ne passerà parecchia, anche oggi ne è saltata fuori una nuova
SIGNOR PONZA: a noro del vero, in ambedue ci sono di mezzo i Kennedy
REDITUGO: ma dove sta questo posto (Tugo) di cui sei regnante?
FANKY: magari lo cambiano in wellness
ARTEMISIA: meriti di più, cara mia coetanea, molto di più
23: per fortuna ancora Stielike non è stato mai citato dai politicanti italiani
ROCKPOETA: hai centrato il punto, almeno quel minimo di fantasia per inventarsi uno slogan proprio poteva anche tirarla fuori
BRANCALEONE: per chiudere il cerchio ci manca solo Prodi all´ONU
GURESSA: dipende, se uno non è fortissimo di stomaco, la risata può venir soffocata da altro
DUHANGST: poteva tirar fuori qualcosa alla Alberto Sordi, era meglio
ENRICO: che ci vuoi fare? d´altronde il Partito per Tutti per adesso c´è solo a Bolzano e neanche sempre
Febbraio 8, 2008 alle 3:51 pm
di preciso non lo so nench’io, ma sono pronto per andarci.
Febbraio 8, 2008 alle 5:19 pm
ma uolter non aveva detto che lui finito di fare il sindaco di roma non si sarebbe mai candidato a premier e se ne sarebbe andato in africa a fare del bene? ies, iu can uolter, go plis go….poi uno si dice ma con tutte le sfighe che già ci hanno in africa, pure uolter sarebbe troppo!
Febbraio 8, 2008 alle 5:37 pm
Walter è perfido il doppio di D’Alema pur avendo la metà della sua intelligenza.
Mandiamolo a casa……
Febbraio 8, 2008 alle 6:15 pm
Eppure io ci trovavo qualcosa in comune fra il pesce e la bicicletta.
Adesso mi sfugge… ma qualcosa c’è… ci deve essere…
Febbraio 8, 2008 alle 7:17 pm
Posso votare per Obama, mi sa che voto quelli di 105 il 13quattro.

Febbraio 8, 2008 alle 9:08 pm
XEENA: ma come, non attendi le indicazioni ufficiali del Partito per Tutti?
MELANIA: normale che ti sfigga, in fondo è un pesce
ZECCHE: in effetti D´Alema è il vecchio e Veltroni il nuovo. E hanno la stessa storia
NO MORE: forse anche in Africa vogliono la festa del cinema
Febbraio 8, 2008 alle 9:27 pm
ma Stielike non si candida?
Febbraio 8, 2008 alle 9:44 pm
a me Uolter mi piace o almeno tento di farmelo piacere, da quando Striscia lo ha beccato che con l’elettrostimolatore tentava di tener su la tartaruga facendolo sobbalzare ritmicamente. Esilarante. Ma anche deprimente. Ma anche penosamente.
‘zomma ci sarà qualcuno che scomparirà come negli Steits che quando perdi perdi non ci sono palle?
che dice Stilicke? come diceva Bernardini: ce devesse un portiere che para e uno che la caccia dentro. Tutti gli altri non contano un cazzo.
Aley
Febbraio 9, 2008 alle 12:50 am
Oscar il video sulla Nascita dell’Universo l’abbiamo già spedito a Piero Angela che lo manderà in onda a quark speciale domani notte alle 3…
Febbraio 9, 2008 alle 12:14 pm
i trovo che walter sia presuntuoso, spocchioso direi…qual è l’altra “qualità” che ci spinge a presentarci soli alle elezioni politiche? Forse la divinità? Del resto non sono tutti una massa (compreso il cavaliere)? E che ce ne pare della dichiarazione di prodi: “io non ho sbagliato niente”!
Non è presunzione?
Febbraio 9, 2008 alle 2:00 pm
Ma dico io, possibile che a sinistra non riescano proprio a fare a meno del modello americano nonostante gli faccia così schifo?
), ci dicano invece cosa faranno chessò dei salari!
Invece di perdersi in inglesismi (inutili, visto che preferisco la lingua patria: il Friulano
“Mandi” e alla prossima.
Febbraio 9, 2008 alle 5:25 pm
uòlter che scimmiotta obama fa un po’ pena a dire il vero… anzi fa piangere
Febbraio 9, 2008 alle 6:44 pm
AGHOST: però è politicamnete corretto, insieme al nero chiaro Obama cita anche il grigio Branduardi
VOX: cosa faranno dei salari? si aumenteranno i loro
FRANCESCA: Prodi magari era anche sincero, ma allora se uno crede davvero di non avere problemi imbarcando gente come Mastella e Dini, meglio farebbe a fare il sacrestano
HIC: Hai detto al Piero che come ricompensa vogliamo due paia dei suoi famosi calzini?
ALEY: magari Uòlter è quello che inaugurerà il niù dil
LE ALI: Stielike è già candido
Febbraio 9, 2008 alle 6:59 pm
Quindi votiamo Berlusconi “il nuovo in politica”?
Febbraio 9, 2008 alle 7:32 pm
Yes, We can….Potremmo mandarli a coltivar cicoria al Polo Nord se solo ci garbasse.
Ce ne sarebbero di bracce rubate all’agricoltura negli organi dirigenti del Pd. E mica solo nel Pd, parbleu!
Febbraio 9, 2008 alle 7:58 pm
Ah io pensavo di votare “La minchia nel pugno”….allora aspetteró le tue indicazioni.
Febbraio 10, 2008 alle 2:45 pm
Copio l’editorialista del “La Stampa”: Gli americani si rispecchiano nel “We Can” di Obama, noi nel “Gna famo” di Funari.
Febbraio 10, 2008 alle 11:02 pm
ETRA: eri finito nel bidone dello spam, forse per il link
Febbraio 11, 2008 alle 1:16 pm
il sacrestano lo trovo appropriato!
Febbraio 12, 2008 alle 4:03 pm
tanto per stare in tema…oggi Uolter si e’ commosso, proprio come Hillary
http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_12/veltroni_commosso_vigilia_dimissioni_sindaco_25e85ac0-d960-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml
Per fortuna c’e’ Alberto Sordi:
http://mauriziomorabito.wordpress.com/2008/02/12/walter-come-barack-per-il-momento-come-hillary/