Archive for febbraio 2008

LA BERTÈ, IL PD, SANREMO E LA FIAT 500

29 febbraio 2008

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Sfuggire a Sanremo non è impossibile, è inutile (parafrasando una celebre massima di un parente postumo acquisito di Sofia Loren). Poco o tanto ti si insinua nel cranio e finisce che ne parli per forza, tipo la storia dell´esclusione di Loredana Bertè che, leggo adesso , si è esibita in manette. Ecco, giusto per dire la mia,  per me l´ha fatto apposta e ha fatto anche bene. Difficile credere che un volpone come Alberto Radius abbia fatto la taroccata convinto di farla franca e credo anche che senza il colpaccio del plagio (che poi plagio non è, si tratta solo di un pezzo non inedito), Loredana Bertè sarebbe passata inosservata, più o meno come una candidatura nel PD di un reduce da più di due legislature.

Io ci ho provato a sfuggire a Sanremo, sono andato a vedermi Andrea Parodi, un cantautore omonimo dello scomparso leader dei Tazenda anche se le premesse non erano delle migliori, avevo letto di una sua collaborazione con Claudio Lolli e già questo era foriero una serata non proprio all´insegna dell´allegria. Insomma prendo la Fiat Palio Weekend, passo a prendere Cabassa e andiamo al  Masetti a subire il supplizio.

Il tipo è tremendo, non basta che faccia pezzi del primo De Gregori e che presenti canzoni sue di quelle che trent´anni fa ti avrebbero evitato una copula più che meritata per sopravvenuta indisponibilità della potenziale partner. Non basta, questo assomiglia come due gocce d´acqua (il disslesimento è voluto) a Lello Arena, solo un po’ meno strabico, anche se dopo la terza birra è proprio lui. Serataccia, a volte capita e ce ne andiamo, torno a casa, accendo la Tv e mi trovo la tettona Tatangela che canta con Michael Bolton, il testimone di nozze ideale per un matrimonio gay, politicamente correttissima come situazione.

Alla fine la cosa che mi rimane di più è che vicino a me era parcheggiata una Fiat 500 di quelle nuove. Dico io, ma se volevano proprio fare una bella cosa, perchè non l´hanno fatta con le porte che si aprono controvento come quella originale?

IL PORNO, L´ULTIMA ARTE RIMASTA VERGINE

27 febbraio 2008

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Il porno, ovvero una delle pochissime forme d´arte dove non imperi il nepotismo, e dove vige la meritocrazia più assoluta. Se poniamo uno sguardo scevro da pregiudizi sull´attuale mondo artistico e in particolare sul cinema, vi notiamo un´inflazione di attori figli di attori, registi figli di registi, parentele che si incrociano in una rete inestricabile e la raccomandazione è vista come il metodo più sicuro per assurgere al successo. Tutto questo per quanto riguarda il cinema, ma nella musica e nella televisione la situazione è analoga, se non peggiore, si salvano a tratti solo la pubblicità e le soap opera.

Nel porno questo non accade, si è mai visto qualche pornostar diventata tale in virtù della sua consanguneità con un´altra, oppure raccomandata da qualche ufficio politico? il porno è esclusivamente meritocratico, e questo è già qualcosa che depone a suo favore.

In un film del cinema “normale“, aldilà di alcune scelte quasi obbligate (nei film americani gli inseguimenti, in quelli italiani il pianto, in quelli russi l´inquadratura fissa da un quarto d´ora eccetera eccetera), l´autore può scegliere tra innumerevoli varianti di trama, argomentazione, effetti speciali e quant´altro. Nel porno no, l´autore ha a sua disposizione solo gli attori, le loro protuberanze e i loro orifizi, e con quello si deve arrangiare con, particolare non secondario, una disponibilità di fondi notevolmente inferiore a quella del cinema “colto”.

Il fenomeno dell´emulazione poi, che quando parte dal cinema colto, può avere conseguenze nefaste (gente che si lancia sui treni, gareggia in auto alla James Dean o prova a saltare in stile Matrix da un grattacielo all´altro), nel porno al massimo può provocare un temporaneo bruciore da sfregamento, e anche qui il porno segna un altro punto a  suo favore. Il porno è anche a suo modo democratico, ognuno può, con ragionevoli probabilità di successo, ripetere quanto visto nel suo universo privato, cosa certamente più ostica e pericolosa con scene di cappa e spada.

In conclusione il porno, oltre ad essere una delle poche forme d´arte meritocratica e sostanzialmente innocua per l´incolumità dei fruenti, sta anche subendo l´attacco di un nemico subdolo e baro, l´erotismo. Nessuno si vergogna di fare dell´erotismo (i miei sono nudi artistici, la scena hard che ho girato era funzionale alla trama…), ma il porno in pochi ammettono di farlo. A loro il mio plauso e la mia più sincera ammirazione

Questo è un articolo che ho scritto per Rotocalco, un quindicinale web col quale collaboro da qualche tempo (anche se ogni tanto salto qualche giro), e che vi invito a visitare. Credo che questo post si presti in modo particolare a commenti entusiastici e a messaggi d´augurio, per cui vi esorto a non risparmiarvi

TANTO PER SCRIVERE QUALCOSA

24 febbraio 2008

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L´ottantunenne Fidel Castro lascia la presidenza di Cuba, gli succederà il fratello minore Raul (76 anni e portati anche maluccio) che, probabilmente a causa della sua giovane età, sarà affiancato da José Ramon Machado Ventura, 78 anni. Pazzesco, per fortuna qui in Italia stiamo messi meglio, la somma delle età di Napolitano, Marini e Bertinotti, le tre prime cariche dello Stato è  226 (83+75+68). Diamo a Cuba ben 9 anni di distacco.

E come dice il rockpoeta, molte sono le cose in comune nei programmi elettorali del PD e del PdL, a parte la somiglianza del nome. Uno di questi è l´abolizione dell´ICI che, giusta o sbagliata che sia, porterà comunque i Comuni a cercare soldi da qualche altra parte. Però come slogan funziona, “toglieremo l´ICI” porta la mente ad assonanze positive, come ” mi piaci, ti darò i miei baci, meriti un dieci e via via con queste parole dolci ma atroci).

Pare che la RAI, o chi per lei, si sia messa a chiedere il pagamento del canone anche a chi non ha la TV, ma possiede un computer, con la scusa che la Tv si può guardare anche col pc. Ma allora il canone lo puoi chiedere a chiunque, anche a chi ha il videofonino o comunque “un apparecchio atto o adattabile alla ricezione delle radioaudizioni“. A questo punto, sostituite il canone Rai con qualcosa di molto più equo, una Tassa sull´esistenza in vita, la TEV, che almeno non fa rima con niente

DIVENTA DURO

24 febbraio 2008

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.

Gino, così si chiama il mio pesciolino

nuota nella stessa acqua di una settimana fa

e da mangiare non ha, colpa tua

che sei andata via…

Il frigo, pieno di yogurt scaduti

quelli che compravo per te

le piante che muoiono, ad innaffiarle

ci pensavi sempre tu

DIVENTA DURO, SAPERE CHE NON TORNERAI

DIVENTA DURO, PENSARE CHE NON SARÀ PIÙ AMORE TRA DI NOI

DIVENTA DURO, E TU NON LO SAI

Mangiare, da solo non mi è mai piaciuto

per questo davanti a me c´è la tua foto

e ho quasi l´illusione di averti ancora qui

perchè…

DIVENTA DURO, COME NON È STATO MAI

DIVENTA DURO, ANCHE TU CERTAMENTE LO RICORDERAI

DIVENTA DURO, COME NON È STATO MAI

DIVENTA DURO, E TU NON CI SEI

testo di Oscar Ferrari- musica dei Nuovi Tori

clicca un po’ in giro per ascoltare

FERMATE LA CATENA – STÖÐVA REKKI

21 febbraio 2008

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Insomma ce l´abbiamo fatta, abbiamo conquistato l´Islanda, praticamente ogni blog della terra dei ghiacci si ritrova con dei commenti in italiano o, peggio ancora, con commenti in un islandese da translate. Abbiamo anche uno straccio di copertura ideologica, ieri 21 Febbraio era la Giornata internazionale della lingua madre, roba dell´Unesco, mica paglia deumidificata. Roba che se entravamo nel progetto “Adotta una lingua“, non dico il Nobel, ma almeno un viaggetto premio alla casa natale di Björk non ce lo negava nessuno.

Alla fine tutto questo non è neanche stato un Meme, volendo proprio esagerare (cosa che mi riesce discretamente), lo si può tranquillamente definire un´opera d´arte collettiva, un gesto di anarchia condivisa o, come lo definirebbe Stielike, ” un sommesso ticchettìo nell´uovo di un altro”.

Con questo post voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato a questa lucida follia, con menzione particolare per Bakunin, il nostro Werner Von Braun che ha scovato il traduttore online. E ovviamente i nostri amici islandesi, che hanno preso la cosa con ironia e buongusto, con pochissime eccezioni.

Solo adesso non tiriamogliela troppo per le lunghe a questi poveri islandesi, il gioco è bello finchè dura poco, non m´illudo che serva a qualcosa ma lancio un appello per alleggerire la pressione. È stato uno show, e come in tutti gli show il momento più difficile è l´uscire di scena. Facciamolo alla grande, takk báðir kveðja

p.s. – comunque si può sempre indirre un premio per il blog islandese che ha preso meglio la cosa, un TILNEFNING TIL ÍSLENSKU VERÐLAUNANNA. Voi che ne dite? nel caso io voto Hildigunnur e Bumbulina

ALLA CONQUISTA D´ISLANDA

18 febbraio 2008

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È arrivato il solenne momento di porre un argine al progressivo degrado delle catene che girano in blogosfera. Fino a poco tempo fa, prima di fare le tue nomineiscion ti si spronava almeno a scrivere qualcosa di tuo, ma in questi ultimi tempi è tutto un fiorire di premi che ci si assegna reciprocamente anche non volendolo.

Quella che in questo post propongo si potrebbe tranquillamente definire “socialmente utile“, si tratta di superare le obsolete, nonchè vessatorie, barriere culturali e linguistiche tra bloggers. Cerchiamo di essere onesti, quanti di noi frequentano blog in lingua islandese? e qui scatta la catena, il Meme. Ecco le istruzioni per i nominati:

Dovreste andare nella Top Posts di WP in lingua islandese, scegliere il post o il viso (curioso che i bloggers islandesi mettano quasi tutti la propria faccia nell´avatar) che più vi aggrada e postategli un commento. Va bene qualsiasi cosa, tranne il “ciao, volevo farti i complimenti per il blog, ti va uno scambio link?”.  Saluti, frasi poetiche, quello che volete ma rigorosamente in italiano o dialetto delle vostre parti o delle parti di qualcun altro.

Ripetete la procedura per tre volte e pubblicate, ovviamente linkandoli, i blog islandesi che avete scelto. Passate poi alle nomineiscion indicando i prossimi 5 blogger da mandare allo sbaraglio nella terra dei ghiacci.  Se tutto va come deve andare, in Islanda il Bruno Vespa locale farà uno special sull´improvviso interesse dei blogger italiani verso la loro bellissima terra. Intanto do il buon esempio, i miei tre blog islandesi sono:

HILDIGUNNUR, le avevo scritto l´altro ieri e mi ha anche risposto, dandomi di fatto l´idea per questa catena

SMUGA , per i titoli brevi che mette ai suoi post

JHANNA, perche ha scritto un post dal titolo quasi uguale a quello di SMUGA

E per far partire la catena mando in missione suicida:

la guerriera XEENA, lo stratega ALEYAKKE, CHIT che mi ha appena ringraziato per non averlo mai coinvolto in cose di questo genere, MELANIA per rafforzare la plurisecolare amicizia sardoislandese, I MAGHI SCALZI (che sono in due, tanto per imbrogliare anche con me stesso) e ARTEMISIA per vedere se questo meme lo salva. Oltre e sopratutto, sia chiaro, a tutti quelli che vorranno spontaneamente contribuire alla conquista d´Islanda, ve lo chiedo per favore, non fatemi fare una figura di merda l´unica volta che invento un meme

APDEIT: la cosa sta andando bene e anche gli islandesi si divertono e stanno al gioco, se qualcuno vuole delle frasi in islandese le trova qui, se qualcuno trova di meglio per favore lo segnali

D´ETCHÌ! SALUTE? NO, E LODE

17 febbraio 2008

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Ogni tanto una catena è anche bello fermarla, lo sostiene anche Stielike nel suo teorema delle tre grandi Vi (Voluttevoli vongole bulgare), dove afferma l´inevitabilità della mutevolezza regolamentare, che in questo specifico caso viene a diradarsi in maniera pressochè dilatatoria al cospetto dell´irrequietezza e della casualità.

Sono molto contento che Melania e Kiara mi assegnarono il premio D eci e lode, e non mi sottraisco al compito che dovrò far andare avanti la catena, ma non ho avuto condiderato che bisognerei  rispettare il regolamento, che era troppo pieno di clausole vessatistiche e allora non lo facerò.

Regola 1. Esporre il marchio del premio (già cominciamo male, fosse almeno bello da vedere). No

Regola 2. Linkare chi ti premia come ringraziamento (questa è netiquette pura e semplice, non serve farci una regola, sarebbe come rendere obbligatorio l´aiutare una donna col passeggino a salire le scale)

Regola 3. Linkare l´inventore del premio (che palle, questi cacciatori di link, fosse almeno un´idea originale)

Regola 5. Premiare almeno un blog con relativa motivazione (geniale, altrimenti che premio sarebbe?)

In ogni caso faccio anch´io le mie nomineiscion, almeno la regola 5 voglio rispettarla, eccole qua:

HAWRAMI è secondo nella classifica WP in lingua curda, eppure è un blog vuoto

LES COSES DE XANDRU, blog asturiano in netto progresso

RIZASAPUTRA, che sta dominando la top blogs lettone

A SAN VALENTINO OGNI SCHERZO VALE

14 febbraio 2008

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A Natale bisogna essere buoni, a Capodanno è d´obbligo l´allegria, a Carnevale ogni scherzo vale (purchè politically corrett). E a San Valentino si dev´essere innamorati per forza, altrimenti sei una merda. Come se l´amore fosse davvero tutta questa cosa meravigliosa che dicono in giro, come se l´amore fosse qualcosa che migliora le persone. In realtà, al mondo è pieno di fior di stronzi che si amano l´un l´altro, e di gente che si ama, magari alla follia,  eppure meglio sarebbe che mai si fosse incontrata.

Forse che i coniugi di Erba si amano meno di Brad Pitt e Angelina Jolie?

OSKAR KHUELLO FERO

13 febbraio 2008

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Qui da noi in Südtirol, delle elezioni ce ne frega pochissimo, è dura dirla ma chiunque vinca, per noi è lo stesso. Ho buone ragioni per pensare che questo mio blog sia molto più frequentato fuori dai confini sudtirolesi (che spesso sono molto più mentali che orografici) che dalle mie parti, e allora qualche volta mi diverto a “spiegare” il Sudtirolo agli altri italiani, che ne hanno un´immagine molto spesso da cartolina, tutta mercatini e piste da sci.

Da noi le elezioni si potrebbe anche fare a meno di farle, in fin dei conti sono tempo e soldi buttati via, tanto che a parte un´eccezione (quella canonica che conferma la regola, a Bolzano una volta hanno eletto il sindaco sbagliato per sette voti, ma hanno subito rimediato), le elezioni sono sempre andate come dovevano andare. Casomai dove si decide qualcosa è nei caucus della SVP, il partito votato dal 90% dei tre quarti degli elettori.

Non si sa ne perchè ne percome, ma qui si al Senato si vota ancora coi collegi uninominali, col Mattarellum insomma, il Sudtirolo è diviso in 3 collegi, vince chi prende più voti. Nei collegi di Merano e Bressanone non c´è trippa per gatti, il senatore è talmente SVP che addirittura nella prima repubblica ci fu l´unico caso di elezioni suppletive al Senato ( era morto l´unico senatore che aveva preso più del 65% necessario per non essere eletto coi resti come tutti gli altri). Nel collegio di Bolzano invece, in teoria la cosa sarebbe più equilibrata, ma anche qui la SVP ha fatto bottino pieno.

C´è da riconoscere che quelli della SVP sono dei grandi, nel 2001 fecero uno scambio alla pari con l´Ulivo,  seggio al Senato per Oskar Peterlini (SVP), seggio alla Camera per Gianclaudio Bressa ( bellunese Ulivo, a Bolzano nessuno sapeva chi fosse). Nel 2006 alla Camera andarono per conto loro (col proporzionale) ma al Senato riconfermarono Peterlini con i voti del centrosinistra. Adesso puntano a ricandidare Peterlini punto e basta, e alla fine ce la faranno, tranquilli tutti.

Qualcuno del PD ha proposto che al posto di Peterlini fosse candidato un loro esponente di lingua italiana, giusto per rendersi presentabili al loro elettorato. A loro voglio tendere la mia generosa mano, candidate me, ho tutte le carte in regola. Non so perfettamente il tedesco, ma nel dialetto sudtirolese me la cavo alla grande, l´unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dal mio Oscar senza kappa (anche se metà della posta che mi arriva è indirizzata Oskar Ferrari). Ma tranquilli che faccio solo due anni e mezzo, giusto per prendere la pensione, e poi potete di nuovo mandarci Oskar khuello fero 

SONIA O TERESA?

12 febbraio 2008

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Dal quotidiano Alto Adige riporto due lettere apparse in questi ultimi giorni a proposito di un tema da decenni all´ordine del giorno:

Care donne, è un errore
non indossare le gonne
   Alto Adige, lettere dei lettori, Sabato 9 Febbraio 

 Camminando per la strada giorni fa, ho potuto notare che quasi tutte le donne, compresa la sottoscritta, indossano i tanto pratici pantaloni. Mi chiedo che fine hanno fatto le gonne tanto femminili e che contraddistinguono la donna dall’uomo. Se la donna vuole imitare l’uomo attraverso l’abbigliamento, si sbaglia. I diritti e i doveri sono uguali per entrambi, sia in gonna che in pantaloni. E poi che fine hanno fatto i bei vestitini anni ’60 e ’70 per la donna? Io mi auguro che ricompaiano a rendere la donna più emancipata e femminile.
Teresa Marinelli BOLZANO

Da donna dico: meglio
indossare i pantaloni
        Alto Adige, lettere dei lettori, Domenica 10 Febbraio

 In merito alla lettera scritta da Teresa Marinelli vorrei sottolineare che non sno le gonne o i vestitini che ci distinguono dagli uomini nè tanto meno che ci fanno emancipare. Io personalmente non metto nè l’una nè l’altra da più di 10 anni ma non per sembrare un uomo ma perchè sono comodi e pratici e perchè no anche femminili. L’abbigliamento deve piacere alla donna non deve mettere qualcosa saolo per piacere all’uomo deve trovare piacere anche in sè stessa e se le donne si trovano meglio coi pantaloni perchè non metterli? Io dico W i pantaloni! (pensiamo ad anni addietro quando metterli era considerata una cosa vergognosa)…..
Sonia Ianeselli

Che dire, se non che da uomo, qualunque cosa si dica è inevitabilmente sbagliata, allo stesso modo degli interventi maschili sulla legge 194 (quella sull´aborto)?

Ma se si dovesse votare per l´una o per l´altra, chi scegliereste?


 

ACCOPPIAMENTI IN CUCINA, IN CATENA

9 febbraio 2008

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Essere nominati per una catena di Sant´Antonio mediatica sugli accoppiamenti in cucina non può certo dispiacere, se poi chi ti nomina si chiama Xeena e Francesca, vuol proprio dire che da buttare via proprio non devi essere. A dire il vero mi ha nominato anche Vox Nova, che però credo che abbia capito bisi per fave e ha fatto un post fuori ordinanza.

Gli accoppiamenti in cucina sono sempre una piacevole divagazione dal quotidiano, e spesso la casualità gioca un ruolo determinante nella loro riuscita, ma ovviamente non possono essere riprodotti con troppa frequenza e secondo uno schema anticipatamente preordinato. Molto meglio lasciare tutto al caso, al contrario del mio amico Cabassa di cui non faccio il nome, che spesso improvvisa accoppiamenti in cucina lasciando il burro fuori dal frigo due ore prima. Ma ora bando ai preliminari e avanti con la catena, ecco gli accoppiamenti:

1) birra e rapanelli, e qui ci sarebbe da dilungarsi parecchio, i rapanelli rossi vanno interi solo col sale, quelli bianchi a fettine con un intingolo di olio, pepe e sale, i neri grattugiati come uno vuole

2) carciofi e acqua, qui è più semplice, bere dell´acqua dopo aver mangiato un carciofo lesso è cosa buona e giusta

3) aringa affumicata e polenta, tanto per saper se è vero quanto ci hanno raccontato da piccoli

4) anguria e mortadella, la versione umile del più quotato prosciutto e melone

5) polenta e sangue dal naso, non so che significhi e non mi ricordo neanche dove l´ho sentita

6) pane e kren (salsa di rafano), grandioso, ma ci vuole il pane giusto, quello che ognuno preferisce di solito

7) magnesio&potassio e caffè annacquato, la colazione della Iso

8) canederli con cime di rapa, un connubio pugliotirolese che proverò fra due settimane, quando saranno pronti i friarielli

9) fiori di zucca e polpa d´olive nere, per due spaghetti veloci in stagione

10) cozze e gorgonzola, una volta con Mr.Alex abbiamo fatto una gara a chi ordinava la pizza più strana, io avevo chiesto questa ma non avevano le cozze e allora ho optato per le acciughe. Terribile.

E adesso le nomineiscion, vado sul classico con le figliole prodighe Guressa, la Joe, e Nonsonounasconnessa, e Brigida Fraioli. Vediamo anche di coinvolgere Étranger, un livornese trapiantato a Bressanone, Brixen o come si chiama adesso, per dirlo alla Uòlter

IES UÌ CHEN DE CHE?

7 febbraio 2008

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 “Yes we can“, un conto è sentirlo da dire da Obama, un altro da Veltroni, un po’ da ridere è difficile che non ti venga. Per carità, tutto il rispetto per Uòlter, gran bella mossa quella del PD che si presenta da solo con l´orgoglio di chi, davanti al plotone d´esecuzione, grida “mirate al petto“.  Un gesto retoricamente universaldiluviale che Stielike ben sintetizzò nel suo celebre “perso per perso, meglio perverso“, datato ormai 1981.

Ma rubare la frase di Obama per Uòlter può essere un´arma a doppio, se non multiplo taglio. Innanzitto, come direbbe Tonino, “che c´azzecca?”. Veltroni con Obama non solo ha meno punti in comune di quelli che unirebbero un pesce e una bicicletta, ma se proprio è necessario abbinarlo a qualcuno in lizza per le primarie USA, la scelta cade invitabilmente (errore di battitura, prima della v andrebbe una e, ma funziona lo stesso) su Hillary Clinton.

Obama dieci anni fa, per quello che ne sapevamo noi, poteva tranquillamente essere il terzino destro della vincitrice della Coppa d´Africa, Hillary e Veltroni invece erano in pratica i vice, e neanche tanto ascoltati, di Bill e del Mortadella (bravo anche quest´ultimo, dare il buon esempio quando altro non puoi fare è cosa buona e giusta).

Obama è un autsaider, Hillary e Uòlter hanno alle spalle l´apparato del partito, Veltroni è stato proclamato leader con percentuale bulgara, Obama se la dovrà sudare fino in fondo. Un attimo che vado a cercare lo slogan di Hillary:

RIDI FOR CIENG. Uòlter prendi questo, secondo me ti viene anche meglio, a meno che tu non voglia proprio esagerare e veltronizzare il Mec is bec di Mc Cain

SPERIAMO CHE SIA PAREGGIO

6 febbraio 2008

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Insomma si va a votare di nuovo, l´inutile esploratore Marini se n´è tornato con le pive nel sacco e il gerontopresidente Napolitano ha messo in moto il meccanismo per le elezioni anticipate, tutto secondo copione, al punto che la palma del migliore se la sono accaparrata i leghisti, in fin sei conti che senso ha andare a ripetere alla seconda carica dello Stato quello che hai appena detto alla prima?

Che vincerà Berlusconi ormai lo sanno anche i sassi ma, contrariamente a quanto teorizzato da Stielike nell´ingiustamente dimenticato 1983, ” a volte conviene anche difendere lo 0-1 in casa“, il Partito Democratico non si sente ancora fuori dai giochi, andrà alle urne da solo (almeno a parole). Bel gesto, che però assomiglia un po’ troppo a quello di un allenatore che, sicuro della sconfitta, manda in campo tutte le punte disponibili, giusto per fare bella figura.

Eppure l´occasione è storica, dopo un decennio e passa si avrebbe l´occasione di porre fine al ping pong Prodi-Berlusconi che, penso non solo a me, ha abbondantemente rotto i coglioni ( o le ovaie, giusto per essere politically corrett). Col Mortadellone ormai fuori dai giochi, un un risultato specularmente analogo a quello attuale sarebbe un colpaccio decisivo per togliere di scena definitivamente anche il Cavaliere.

Il mio risultato ideale? una Camera dei Deputati con un astensionismo da record e un Senato in pareggio assoluto, per quanto riguarda i timori per la non governabilità non abbiate paura, l´Italia ha sempre dato il meglio di se con governi di transizione, meglio ancora se balneari

BUFALE CAMPANE, VERRANNO TEMPI MIGLIORI

4 febbraio 2008

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” Buongiorno, mi dia una bottiglia di Champagne, ma non quello originale Doc-Igp-Docg-Pdci o come si chiama adesso, non bado a spese, voglio Champagne taroccato, possibilmente cinese,rumeno o tunisino“. Sentendo una frase del genere uno potrebbe tranquillamente pensare di trovarsi in un film con Steve Martin, tra l´altro uno dei miei attori preferiti (se non altro perchè non se tira più di tanto), ma la realtà non è tanto diversa, è meno frizzante ma più saporita.

Fino a qualche settimana fa la mozzarella di bufala campana era una sciccheria, un piccolo lusso che però valeva la pena permettersi, non c´era confronto proprio. Adesso mi è stato riferito che cotanto bendiddio giace invenduto e in attesa di scadenza sugli scaffali, non c´è offerta speciale che tenga e, a differenza di quanto è stato fatto con i polli italiani ai tempi dell´influenza aviaria, nessuno spende due parole in favore del supremo latticino italico.

Purtroppo, e sottolineo se, la posizione della mozzarella di bufala campana è pressocchè indifendibile, sono troppe le immagini di bovini curvocornuti che pascolano in prossimità di cumuli di rifiuti, troppe le sorvolate in elicottero che mostrano discariche autorizzate o abusive che rilasciano percolati nelle falde acquifere per promuovere messaggi tranquillizzanti ai consumatori, meglio un discreto silenzio e limitare i danni. Infatti della crisi della mozzarella, ma anche di tutti gli altri prodotti agricoli campani, nessuno ne parla più, si spera solo che la gente dimentichi il più velocemente possibile. E così sarà

CHI VIENE CON ME A CAROMAN?

1 febbraio 2008

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 Otto anni di seguito ci sono andato, in colonia marina all´isola di Caroman, nella laguna di Venezia. Ci andavo perchè mio padre, che lavorava alla Acciaierie di Bolzano, poteva avvalersi del servizio messo a disposizione con una buona dose di paternalismo aziendale dall´industriale Falck. Il quale, forse conscio di tutta la robaccia che faceva respirare ai suoi dipendenti, li agevolava per comprarsi la casa, mandare i figli al mare per tre settimane, e ogni anno organizzava la Befana dell´operaio. Quando era ora, ci mettevano sul treno, un saluto a mamma e papà e poi via, la prima volta  avevo quattro anni. Si arrivava a Venezia dove eravamo accolti dalle Suore Canossiane di bianco vestite, che ci accompagnavano sul vaporetto charter, e lungo il tragitto, oltre alle meraviglie di Venezia, vedevamo anche piccole isole artificiali, una menzione speciale se la merita l´ottagono di Caroman. Arrivati, era come fare il militare da bambino, ci davano la divisa, un prendisole (specie di pagliaccetto di cotone grosso che sembrava fatto ad uncinetto), e tutto il resto, rigorosamento blu scuro e con il marchio Falck in evidenza.

Altri ricordi: l´aereo con la strascico pubblicitario che ogni tanto lanciava dolciumi appesi a piccoli paracadute, le camminate per arrivare alla spiaggia cantando “Viva la gente”, le palline con le immagini dei ciclisti ( con quella bianca di Adorni ne avrò vinte almeno altre venti), l´alzabandiera alla mattina (l´abitudine mi è rimasta inconsciamente), i fruttini ( marmellata gelatinosa di pere cotogne), il pranzo, che quando c´era il vitello di mare era buonissima, la cena, di cui ho ancora stampato nella retina il piatto bianco con il budino, il pane e la fetta di mortadella. E poi quella pastina in brodo con quella forma strana che anche a volerlo non la trovi più da nessuna parte. Poi quella volta che le suore ci fecero alzare di notte a pregare per la Cecoslovacchia invasa dai sovietici. E quando feci la prima comunione taroccata, ma per raccontarvela devo chiedere com´è andata esattamente a mia sorella, e lo farò, non avrò pietà di voi.

Vorrei tornarci a Caroman, chi viene con me?

data originale del post: 01.02.2007


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